C’è un tipo di gioco in cui osservi le tue miniature sul tabellone, guardi negli occhi i tuoi avversari, capisci cosa stanno tramando e poi agisci di conseguenza. Quel tipo di gioco, negli ultimi vent’anni, porta spesso la firma di un uomo: Eric M. Lang.
Chi è Eric Lang?
Eric M. Lang è un game designer freelance nato nel 1972, con base a Toronto, in Canada. Ha iniziato la propria attività testando giochi, arrivando a pubblicare il suo primo titolo nel 2000. Negli anni successivi ha collaborato con case editrici come Fantasy Flight Games, WizKids e CMON, di cui è diventato direttore dello sviluppo giochi nel 2017.
Un piccolo campionario della sua produzione include Blood Rage, Quarriors, Chaos in the Old World, Cthulhu: Death May Die, e i Living Card Game di A Game of Thrones, Star Wars e Warhammer 40,000.
Il marchio di fabbrica
Lang è il maestro indiscusso di quello che in gergo si chiama “dudes on a map”: giochi di controllo area in cui le pedine si scontrano su un tabellone condiviso. Ma ciò che distingue il suo lavoro dalla massa è la capacità di fondere questo approccio diretto e conflittuale con meccaniche più eleganti di stampo europeo. Il suo approccio al design parte sempre da un’ispirazione tematica o meccanica precisa, e la sua regola d’oro è non ripetere mai le stesse formule da un gioco all’altro.
I giochi imperdibili
Chaos in the Old World (2009) Il titolo che ha fatto conoscere Lang al grande pubblico. Chaos in the Old World è considerato un classico assoluto, uno dei progenitori della fusione tra lo stile “euro” e quello “ameritrash”, e facilmente in lizza per il miglior gioco mai prodotto da Fantasy Flight Games. L’idea di fondo è geniale: i giocatori non vestono i panni degli eroi che combattono il Caos, ma degli stessi dèi del Caos del mondo di Warhammer Fantasy — Khorne, Nurgle, Tzeentch e Slaanesh — ognuno con poteri asimmetrici, carte esclusive e obiettivi diversi, in lotta per corrompere e dominare il Vecchio Mondo. I poteri sono bilanciati tra loro sia tematicamente che meccanicamente, e ognuno ha una presenza distinta nel gioco, richiedendo uno stile di gioco e una strategia propria.
Blood Rage (2015) Il capolavoro che ha consacrato Lang come uno degli autori più importanti della scena contemporanea. Blood Rage è un gioco a tema vichingo in cui ogni giocatore controlla un clan di vichinghi mitologici in cerca di gloria mentre si avvicina il Ragnarök. Giocato in tre ere, il gioco prevede draft di carte, battaglie e controllo territoriale tramite miniature di plastica scolpite. Il colpo di genio sta nella varietà strategica: il gioco supporta diverse strategie a seconda delle carte draftate — controllare territori, vincere battaglie, o persino far morire gloriosamente i propri guerrieri in combattimento. Il gioco fonde le tradizioni dei giochi di stile americano e degli eurogame, combinando il conflitto tematico del primo con la profondità strategica e l’assenza di casualità del secondo.
Il Padrino: L’Impero dei Corleone (2017) Un’incursione nel mondo delle licenze cinematografiche che ha sorpreso molti. Lang, noto per i suoi giochi “dudes on a map”, ha descritto Il Padrino come “thugs on a map” — i giocatori guidano famiglie mafiose rivali che si contendono il controllo delle reti criminali di New York, piazzando i loro tirapiedi e i loro boss sul tabellone per taglieggiare attività commerciali e combattere guerre di quartiere. Ciò che impressiona maggiormente è la capacità di distillare controllo area, piazzamento lavoratori, aste e collezione di set in un gioco che non risulta mai gonfio o convoluto.
Rising Sun (2018) Il secondo capitolo della trilogia mitologica porta i giocatori nel Giappone feudale a sfondo leggendario. Rising Sun mette i giocatori in una spietata lotta per governare il Giappone schierando truppe e attraendo l’aiuto di mostri leggendari e kami divini. Il cuore del gioco sono le alleanze: ogni round si apre con una cerimonia del tè in cui i clan possono offrire doni e stringere amicizia con un’altra fazione. Le alleanze possono essere estremamente vantaggiose, ma non sono mai permanenti — terminano alla fine di ogni round. Lang stesso ha raccontato di aver concepito Rising Sun come la sua versione personale di Diplomacy, così come Blood Rage è stata la sua reinterpretazione di Risiko — un riferimento alle radici, più che alle meccaniche.
Ankh: Gods of Egypt (2021) Il capitolo finale della trilogia mitologica, e forse il più ambizioso. Lang non aveva previsto di creare una trilogia, e Ankh è stato il gioco che ha ridisegnato il maggior numero di volte. Continua il filone di Blood Rage e Rising Sun nel senso che è una sua visione personale e distorta della mitologia — questa volta quella dell’antico Egitto. La meccanica più controversa — e più originale — è quella della fusione: in partite da tre a cinque giocatori, i due giocatori in coda alla classifica si fondono letteralmente in un unico dio, condividendo le azioni disponibili e ricevendo una carta azione speciale per la combinazione. Al centro del gioco c’è il tracciato delle azioni: la limitazione su quali azioni si possono compiere dopo le altre, e il momento in cui si scatenano gli eventi cruciali, è il cardine attorno a cui ruota l’intero gioco.
Una trilogia, un’eredità
La trilogia formata da Blood Rage, Rising Sun e Ankh non era stata pianificata fin dall’inizio. Eppure i tre giochi condividono un DNA preciso: stesso designer, stessa casa editrice, stesso artista — e ogni titolo come un capitolo di un progetto autoriale che ha ridefinito il genere del controllo area nel gioco da tavolo moderno.
Se non avete ancora incontrato il lavoro di Lang, qualsiasi titolo di questa lista è un ottimo punto di partenza. Scegliete la mitologia che vi ispira di più — e preparatevi alla battaglia.