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sabato 22 settembre 2018

Final Portrait - L'Arte di essere Amici

anno: 2017       
regia: TUCCI, STANLEY    
genere: biografico    
con Geoffrey Rush, Armie Hammer, Clémence Poésy, Tony Shalhoub, Sylvie Testud, James Faulkner    
location: Francia
voto: 2    

Parigi, 1964. James Lord (Hammer), critico d'arte americano, incontra il suo sodale Alberto Giacometti (Rush), artista svizzero di acclarata fama. Quest'ultimo propone all'amico di posare per lui per un ritratto: l'operazione - dice - prenderà al massimo un paio di giorni. Che invece diventano 18, la stragrande maggioranza dei quali passati nell'atelier del geniale pittore e scultore, alla presenza della moglie di quest'ultimo (Testud) e di una prostituta (Poésy) frequentata da Giacometti alla luce del sole, tra giri in macchina e incursioni nei bistrot locali.
Stanely Tucci esordisce dietro la macchina con un film che più monocorde non si potrebbe. L'impresa finisce così col ricadere per intero sulla titanica interpretazione di Geoffrey Rush (una prova così maiuscola da meritare le stesse lodi che l'attore australiano ebbe per Shine, Tu chiamami Peter e La migliore offerta), che surclassa i suoi comprimari dando al suo personaggio un accento febbrile e nevrotico. Ma che non basta a bilanciare la ripetitività estenuante del racconto.    

mercoledì 14 dicembre 2016

Il curioso mondo di Hieronymus Bosch (Hieronymus Bosch, Touched by the Devil)

anno: 2016       
regia: BICKERSTAFF, DAVID * GRABSKY, PHIL   
genere: documentario   
con Matteo Ceriana, Gabriele Finaldi, John Hand, Luuk Hoogstede, Matthijs Ilsink, Piva Silva Maroto, Catherine Metzger, Ron Spronk, Julián Zugazagoitia    
location: Olanda, Regno Unito
voto: 5   

Nel 2016, in occasione del cinquecentenario dalla sua scomparsa, la città di 's-Hertogenbosch ha allestito una mostra di un intero anno, chiedendo in prestito ai musei di mezzo mondo i dipinti e i disegni del suo cittadino più illustre, Hyeronimous Bosch, poco meno di una ventina sia gli uni che gli altri. La celebrazione di quell'evento è arrivata anche nelle sale cinematografiche per un paio di giorni con un documentario assai convenzionale in cui l'arte figurativa di quel gigante dell'immaginazione che è stato Bosch viene raccontata attraverso la descrizione delle sue opere. L'artista fiammingo di origini altolocate, vissuto a cavaliere tra il XV e il XVI secolo, scardinò i modelli pittorici della sua epoca con una sventagliata di follia che non si peritava di coinvolgere tematiche religiose. I suoi quadri, che segnano un punto di svolta dell'intera storia dell'arte, sono ricchissimi di dettagli, di scene affollate, di animali, di esseri fantastici, di gufi, di immagini violente e di scherzi percettivi. Se il documentario fornisce una buona sintesi di tanta meraviglia creativa, si rivela invece banale sul piano dell'analisi: i commenti dei tanti esperti (tra i quali il regista britannico Peter Greenaway) aggiungono poco o nulla a quanto potremmo leggere su una qualsiasi pagina di Wikipedia, peraltro in una forma cinematografica nient'affatto accattivante.    

sabato 2 aprile 2016

The Danish Girl

anno: 2015       
regia: HOOPER, TOM
genere: drammatico
con Eddie Redmayne, Alicia Vikander, Ben Whishaw, Sebastian Koch, Amber Heard, Matthias Schoenaerts, Adrian Schiller, Emerald Fennell, Jake Graf, Richard Dixon, Victoria Emslie    
location: Danimarca, Francia, Germania, Regno Unito
voto: 5

Negli anni '20 del '900, il menage tra il pittore danese Einar Wegener (Rermayne) e la sua più celebre moglie Gerda Wegener (Vikander) va a gonfie vele fino al giorno in cui lei chiede a lui di posare vestito da donna in sostituzione della modella assente. È da allora che in Einar si innesca un processo di identificazione col femminile, il cui sentore era stato già avvertito dallo stesso uomo anni prima, che lo conduce prima a trasformarsi in Lily, quindi a essere il primo uomo della storia a subire un intervento per il cambio di sesso, dopo essere inevitabilmente passato per le mani di torme di psichiatri decisi a internarlo.
Dopo gli Oscar arrivati con Il discorso del re e la prova zoppicante di Les Misérables, Tom Hooper firma un altro melodrammone che vorrebbe essere ad alta intensità emotiva ma che ha pochi sussulti, decorativo e artificioso, imperniato sull'incredibile prova di resistenza di una moglie capace di offrire al proprio marito un appoggio incondizionato in tutta la sua tormentata traiettoria esistenziale. Tra Le onde del destino ed echi fassbinderiani, The danish girl racconta il sofferto tragitto che dall'eonismo conduce a una revisione totale della propria identità sessuale con uno stile oleografico, un registro monocorde e la ricerca di scene d'impatto che funzionano soltanto grazie all'ennesima prova maiuscola di Eddie Redmayne, già premiato per La teoria del tutto.    

martedì 16 dicembre 2014

Musei Vaticani 3D

anno: 2013       
regia: PIANIGIANI, MARCO   
genere: documentario   
con Antonio Paolucci   
location: Città del Vaticano
voto: 4   

Da romano quale sono, è da anni che vivo il senso di colpa per non essere mai tornato a visitare i Musei Vaticani: le file interminabili di turisti che in ogni mese dell'anno sono capaci di sfidare il sole rovente o le alluvioni per guardare i capolavori raccolti in quelle stanze, nonché i sette chilometri di gallerie da percorrere non sono mai state un incentivo. Mi dico: meno male che è arrivato questo film, così mi faccio passare i sensi di colpa con una sola ora sulla poltrona in pelle umana (non può essere di altro materiale, dato il costo quasi proibitivo del biglietto) e gli occhialetti 3D. Quello che ho visto è invece un marchettone sponsorizzato dal Vaticano, nel quale - oltre a una manciata di capolavori (sempre gli stessi) che vanno dal Laocoonte del I secolo d.C. a Dalì passando per il San Girolamo di Leonardo, i quadri di Caravaggio, i dipinti di Giotto, gli affreschi di Raffaello e quelli di Michelangelo nella Cappella Sistina - tocca assistere agli sproloqui pieni di imprecisioni del "professor" Antonio Paolucci (direttore dei musei), a una serie di immagini in chiave new age con un tizio seminudo e lo sguardo da stoccafisso che maneggia scalpelli e sposta polvere intervallate da apoftegmi sull'arte tra i quali si distingue quello di Francis Pope, critico d'arte di fama internazionale noto ai più come Papa Francesco. Di quella panoplia di opere d'arte, non tutte di provenienza lecita (non una parola, ovviamente, su come si spolpa e rapina l'altrui patrimonio artistico per poi riempire la casse vaticane), si vede pochissimo e in modo confuso, in totale assenza di un filo conduttore, con pochi riferimenti storici (la data di inizio dei Musei, il 1506, sotto Giulio II, e quella della loro apertura al pubblico nel XVIII secolo) e un uso talmente spinto del 3D da fare sembrare le pitture bidimensionali degli stupidi ologrammi. Il senso di colpa mi è passato. Gli altri capolavori me li cercherò in rete.    

sabato 14 giugno 2014

Frida

anno: 2002       
regia: TAYMOR, JULIE  
genere: biografico  
con Salma Hayek, Alfred Molina, Antonio Banderas, Valeria Golino, Diego Luna, Mía Maestro, Edward Norton, Alejandro Usigli, Saffron Burrows, Loló Navarro, Roger Rees, Fermín Martínez, Amelia Zapata, Ashley Judd, Roberto Medina, Lila Downs, Martha Claudia Moreno, Maria Ines Pintado, Aida López, Ivana Sejenovich, Diego Espinosa, Ehécatl Chávez, Elliot Goldenthal, Lucia Bravo, Patricia Reyes Spíndola, Didi Conn, Julian Sedgwick, William Raymond, Jorge Guerrero, Mary Luz Palacio, Geoffrey Rush, Margarita Sanz, Omar Chagall, Anthony Alvarez, Enoc Leaño, Karine Plantadit-Bageot, Chavela Vargas, Jorge Zepeda  
location: Francia, Messico, Usa
voto: 4

Biopic di Frida Kahlo (Hayek), la pittrice messicana dalla vita piuttosto agitata e complicata. Costretta per lunghissimo tempo a una degenza coatta a causa degli esiti di un gravissimo incidente che le capitò mentre era a bordo di un autobus, la donna divenne un'autentica icona pop tra gli anni '50 e i '60 del Novecento. Il film, tra moltissime tentazioni da pettegolezzo e sregolatezze agiografiche, si concentra soprattutto sulla tormentata storia d'amore con il muralista Diego Rivera (Molina), celeberrimo artista della sinistra radicale messicana, sulla vita sentimentale esuberante e tormentata della protagonista, sui suoi moltissimi amori, anche omosessuali, sull'amicizia con Tina Modotti (Judd) e Trotskij (Rush), sui viaggi e sulla fama conquistati tra gli Stati Uniti e la Francia.
A una vita tanto ricca e irrequieta corrisponde un'immagine filmica da soap opera, piattissima, tutta tesa a solleticare la curiosità pruriginosa dello spettatore, con squarci onirici a tratti ridicoli che si innestano malamente sul flusso del racconto. La regista Julie Taymor spreca così le enormi opportunità di una vita al massimo, trasformandole in un album di figurine zeppo di luoghi comuni, molto glamour, sull'immagine dell'artista maudit, con un cast poco convinto e sprecato, nel quale solo la nostra Golino sembra voler dare un minimo di consistenza al personaggio interpretato.
2 premi oscar 2003: migliore colonna sonora e miglior make-up.    

venerdì 14 gennaio 2011

Ossidiana

anno:  2007   
regia: MAJA, SILVANA
genere: biografico
con Teresa Saponangelo, Renato Carpentieri, Andrea Renzi, Vincenza Modica, Tina Femiano, Marco Manchisi, Stefania De Francesco, Cecilia Muti, Francesca Cutolo, Daniele Noviello, Antonio De Matteo, Donatella Furino, Daniela Gargiulo, Stefano Moffa, Diletta D'Arienzo, Lorenzo Perpignani, Davide Giacobbe, Velentina Curatoli, Azzurra De Santis, Alberto Franco, Assia Petricelli, Alessandro Riceci, Sergio Panariello, Alessandro Cione, Pio Di Stefano, Gianni Abbate, Laura Borrelli
location: Italia   
voto: 3


La parabola umana e artistica di Maria Palleggiano (Saponangelo), pittrice, comunista, iconoclasta, anticonformista, che negli anni'60 cercò la propria cifra stilistica nei movimenti d'avanguardia. Sposata con Emilio Notte, diretore del'Accademia di Belle Arti di Napoli, suo mentore e uomo assai più anziano di lei, la donna conobbe ripetutamente l'istituzionalizzazione psichiatrica, prima di morire suicida nel 1969.
Che le stramberie dei pittori affascinino il cinema non è una novità e più sono bizzarri, più piacciono: basterebbe pensare alle biopic su Klimt, Picasso (Surviving Picasso), Pollock e Basquiat per averne una prova. Alla stressa stregua, il cinema ha spesso dato corpo alle vicende di donne forti e indipendenti, soverchiate dal maschilismo dominante: basterebbe ricordare Una donna tutta sola di Mazursky, Frances di Clifford Graeme, Ritratto di signora di Jane Champion o Changeling di Clint Eastwood. A Silvana Maja, che proprio con questo film fa il suo esordio alla regia, il mix tra le due cose non riesce affatto: i personaggi sembrano caricature, il linguaggio dell'avanguardia partenopea degli anni '60 è ridotto a mero slogan e, checché ne dica la critica, la performance della Saponangelo è del tutto trascurabile.    

giovedì 26 agosto 2010

Vita da Bohème

anno: 1992   
regia: KAURISMÄKI, AKI 
genere: grottesco 
con Matti Pellonpää, Evelyne Didi, André Wilms, Kari Väänänen, Christine Murillo, Jean-Pierre Léaud, Samuel Fuller, Alexis Nitzer, Sylvie Van den Elsen, Gilles Charmant, Maximilien Regiani, Louis Malle 
location: Francia
voto: 3

In una Parigi fuori dal tempo si incontrano i destini di un pittore albanese clandestino, di uno scrittore francese che non riesce a pubblicare i suoi libri e di un musicista irlandese che è assai più abile come giocatore di poker. Tra problemi economici, discorsi filosofici, bar e ristoranti, si consumano le loro esistenze bohemienne.
Liberamente ispirato al romanzo di Henri Murger ma senza neppure un'aria dalla riduzione pucciniana, il film tradisce l'eccessiva preoccupazione di Kaurismaki di far primeggiare il suo stile ellittico, la recitazione straniata, i riferimenti colti, lo sguardo algido, il bianco e nero ad altro contrasto, le battute fulminanti (come quella in cui, davanti a un suo autoritratto, al pittore viene domandato: "chi è?" e lui risponde "mia madre"). Molta forma, poca sostanza.   

lunedì 7 dicembre 2009

L'uomo nero

anno: 2009       
regia: RUBINI, SERGIO 
genere: commedia 
con Sergio Rubini, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Fabrizio Gifuni, Guido Giaquinto, Anna Falchi, Margherita Buy, Vito Signorile, Maurizio Micheli, Vittorio Ciorcalo, Mario Maranzana, Mariolina De Fano, Adelaide Di Bitonto, Pierluigi Corallo, Nicoletta Carbonara, Isabella Ragno, Rita Del Piano  
location: Italia
voto: 2

Ernesto Rossetti (Rubini) fa il capostazione in un paesino della Puglia, negli anni '60. Da anni coltiva velleità artistiche ispirandosi a Cezanne e la sua grande occasione sembra arrivare quando gli viene offerta la possibilità di una personale nella pro-loco. Un critico del posto assesterà un colpo letale alle sue ambizioni.
Giunto al decimo film da regista, Rubini sembra voler ancora una volta regolare i conti con la critica, come nel precedente Colpo d'occhio, attraverso l'analogia con il mondo delle arti visive. Stavolta non trova di meglio che ripescare un personaggio assai simile a quello degli esordi (La stazione), combinandolo con l'ambientazione nella provincia pugliese che gli è particolarmente congeniale (La terra, Tutto l'amore che c'è). Il risultato è però tremendamente pasticciato e l'idea di mostrare il racconto attraverso gli occhi del piccolo figlio del protagonista trova nel ragazzino un interprete poco consono e mal diretto. Abborracciato anche sotto altri aspetti (il suono in presa diretta è talmente mediocre da riportarci tecnicamente indietro di decenni, la recitazione della Golino è di livello amatoriale, le scantonate oniriche sono gratuite e la durata è esagerata), il film ha dalla sua un notevole lavoro sul trucco e un finale che, per quanto telefonato, si lascia apprezzare.    

venerdì 6 novembre 2009

Il mio piede sinistro (My Left Foot)

anno: 1989   
regia: SHERIDAN, JIM  
genere: drammatico  
con Daniel Day-Lewis, Brenda Fricker, Alison Whelan, Kirsten Sheridan, Cyril Cusack, Ray McAnally, Owen Sharp, Darren McHugh, Declan Croghan, Hugh O'Conor, Fiona Shaw, Ruth McCabe, Eanna MacLiam, Adrian Dunbar  
location: Irlanda
voto: 6

Nato a Dublino nel 1932 da un parto sfortunato, Christy Brown (Day-Lewis) soffre di una paralisi cerebrale che ne limita il linguaggio e i movimenti. Cresciuto in una numerosissima quanto modesta famiglia, Christy grazie a una grande forza di volontà e al suo piede funzionante diventerà un artista con abilità nel campo della pittura e della narrativa.
Il film d'esordio dell'irlandese Jim Sheridan indulge di quando in quando al pietismo, soffre di qualche lungaggine ma è servito dalla prova stratosferica di Daniel Day-Lewis e da quella maiuscola di Brenda Fricker, giustamente insigniti con l'Oscar rispettivamente quali migliore attore protagonista e miglior attrice non protagonista.    

lunedì 20 ottobre 2008

Vicky Cristina Barcelona

anno: 2008       
regia: ALLEN, WOODY  
genere: commedia  
con Scarlett Johansson, Rebecca Hall, Javier Bardem, Penélope Cruz, Chris Messina, Patricia Clarkson, Kevin Dunn, Silvia Sabaté, Pablo Schreiber, Zak Orth, Abel Folk, Julio Perillán, Joel Joan, Carrie Preston, Manel Barceló, Jaume Montané, Lloll Bertrán, Josep Maria Domènech  
location: Spagna
voto: 6

Vicky (Joahnsson) e Cristina (Hal) sono amiche da una vita. Il volo dagli States le porta a Barcellona, dove conoscono un pittore sottaniere ed epicureo (Bardem). Vicky, che sta per sposarsi, è la prima a finire nel letto dello sconosciuto, che a breve inizia una relazione con Cristina. Le geometrie dell'amore si complicano quando il  triangolo si trasforma in un quadrilatero con la ricomparsa di Maria Melena (Cruz), la ex moglie del pittore.
La voce off che puntella il film la dice lunga sulla regia numero 37 (e 1/3) di Woody Allen: molto mestiere senza andare troppo per il sottile, scorciatoie narrative, ricerca figurativa al minimo sindacale, battute che innescano al massimo un sorriso. Insomma, se la forma del film è quella di un grande professionista ormai svogliato, il contenuto sembra non prendere una strada molto diversa: la dialettica tra ragione e sentimento, tanto cara al regista newyorchese da almeno un decennio, stavolta appare sotto le spoglie dell'amore liquido: ognuno dei protagonisti ha il proprio ricettario per la felicità ma nessuno riesce a raggiungerla. Il disincanto dal mondo del vecchio Woody trapela da tutte le parti, accompagnato dalle stoccate riservate ai connazionali, troppo borghesi, materialisti e massificati per poter trovare l'amore.    

lunedì 26 marzo 2007

Pollock

anno: 2003   
regia: HARRIS, ED   
genere: biografico   
con Ed Harris, Marcia gay Harden, Amy Madigan, Jennifer Connelly, Jeffrey Tambor, Bud Cort, John Heard, Val Kilmer, Stephanie Seymour, Tom Bower, Robert Knott, Matthew Sussman, Sada Thompson, Norbert Weisser, Sally Murphy, Molly Regan, Stephen Beach, Claire Beckman, Barbara Garrick, Annabelle Gurwitch, Sondra Jablonski, Jill Jackson, David Leary, Eduardo Machado, Donna Mitchell, Everett Quinton, Moss Roberts, Julia anna Rose, John Rothman, Kenny Scharf, Kyle Smith, Isabelle Townsend, Katherine Wallach, Frank Wood   
location: Usa
voto: 5,5   

Cinebiografia di Jackson Pollock (Harris), pittore americano divenuto celeberrimo tra gli anni '30 e gli anni '50 del Novecento. Inizialmente influenzato dal surrealismo, Pollock divenne internazionalmente riconosciuto come il maestro dell'action painting e della tecnica "a sgocciolamento" nota come dripping. A Ed Harris - per la prima volta dietro la macchina da presa - ci sono voluti ben dieci anni di studi, ricerche e approfondimenti per poter incarnare il personaggio di Pollock. Il film ne racconta tanto la traiettoria artistica - passata sotto gli auspici di Peggy Guggenhim e Betty Parsons che sotto la lente di ingrandimento di Life - quanto quella umana. La vicenda matrimoniale, con una moglie-manager, anch'essa attrice affermata (Marcia Gay Harden, nella realtà moglie di Harris e premiata con l'Oscar quale migliore attrice non protagonista), i tradimenti, i problemi economici, quelli con i critici e l'alcol, che nel 1956 lo portò a sfracellarsi con la sua auto mentre era in compagnia di una delle sue amanti (Connelly). La grandezza di Harris sta nel restituire il senso di un tormento interiore dell'artista convogliato nella sua arte (Harris ha addirittura imparato a dipingere alla Pollock). Ma al tempo stesso la figura di Pollock risulta perfettamente a registro con l'iconografia consolidata dell'artista maudit, priva di sfumature, e il film dà la sensazione di girare spesso sulle stesse varianti.
Sullo scorrere dei titoli di coda si può ascoltare la magnifica The world keeps turning di Tom Waits.    

sabato 24 novembre 2001

Basquiat

anno: 1996       
regia: SCHNABEL, JULIAN  
genere: biografico  
con David Bowie, Dennis Hopper, Gary Oldman, Jeffrey Wright, Benicio Del Toro, Claire Forlani, Michael Wincott, Parker Posey, Elina Löwensohn, Paul Bartel, Cortney Love, Tatum O’Neal, Christopher Walken, Michael Badalucco          
location: Usa
voto: 4

Ascesa e rapidissimo tramonto di Jean Michel Basquiat (Wright), il primo pittore di colore ad essere assurto alla fama internazionale a soli 24 anni, anche grazie alla fortunata egida di Andy Warhol (Bowie), per poi morire a 27 per overdose. Il pittore e regista Schnabel, qui al suo esordio dietro la macchina da presa, racconta l'avanguardia newyorchese a cavaliere degli anni '80 con accenti macchiettistici, costruendo il racconto biografico per episodi nel quale la trasgressione della pop art e del grafitismo vengono narrate come il naturale viatico delle nevrosi di personaggi eccentrici. Soggetto di Michael Thomas Holman, tratto da una storia di Lech J.Majewski e John Bowe.