mercoledì 15 settembre 2010
Il sito del Craft Yarn Council cambia pelle
lunedì 11 gennaio 2010
Avvii alternativi all'uncinetto
lunedì 16 novembre 2009
Unire i gomitoli senza fare un nodo
Per prima cosa di arriva fino a circa 25 cm dalla fine del filo, quindi si dividono in due i capi. Si dividono in due anche i capi del nuovo gomitolo da aggiungere.
Quindi, su lavorano alcune maglie prendendo metà dei capi della coda e metà dei capi del nuovo gomitolo assieme.
Dopo aver lavorato circa 2-4 maglie (o quanto basta per arrivare alla fine del tratto "disgiunto") si lasciano cadere i capi del gomitolo "vecchio" e si prende il filo competo del gomitolo nuovo.
A questo punto, la giunta è eseguita e perfettamente stabile. I capi "volanti" del filo pendono sul retro del lavoro.
La giunta è perfettamente invisibile sul dritto.
Sul rovescio del lavoro, a capo completato, è necessari nascondere (meglio se separatamente) i capi, intessendoli sul retro.
Lavorata in queta maniera la giunta è invisibile e massimamente solida, senz anodi che possano sciogliersi o trasparire sul davanti.
mercoledì 16 settembre 2009
Fiori a maglia e all'uncinetto
Sono alla ricerca di una schema per realizzare dei fiori decorativi. Il problema è che non so utilizzare l'uncinetto quindi posso realizzarli solo con i ferri. Qualche consiglio?Due classicissimi, oramai, libri sui fiori sia ai ferri che all'uncinetto sono Nicky Epstein's Knitted Flowers e Nicky Epstein's Crocheted Flowers, il primo dedicato esclusivamente ai fiori ai ferri, il secondo aa quelli all'uncinetto. Entrambi sono di facile reperimento in rete e la versione paperback non costa più di una ventina di euro. Nicky Epstein è una designer che nei suoi libri si orienta particolarmente agli elementi decorativi della maglia, oltre che ai fiori anche ai bordi e in generale agli abbellimenti. I suoi libro sono particolarmente interessanti per imparare tecniche che poi possono essere utilizzate per modificare e rendere nuovo sia un capo già sfruttato che un capo dalla linea poco interessante. Per cui, questi due libri sono per te, Beatrice (o, almeno, Knitted Flowers è per te).
mercoledì 26 agosto 2009
Maglia in edicola
martedì 14 luglio 2009
Scalfi e colli perfetti
Non sempre trovo il modello o il filato che viene indicato dal giornale quindi mi piacerebbe eseguire un lavoro senza modello e con il filato che + mi piace, solo che dopo aver fatto il campione e calcolato i punti iniziali, quando arrivo agli scalfi per le maniche e il collo mi trovo in difficoltà così faccio i pezzi tutti dritti e poi li porto a fare cucire da chi ha la tagliacuci.Quindi ho pensato di rivolgermi al vostro sito di esperte per chiedere come si fa a calcolare gli aumenti e le diminuzioni per gli scalfi,le maniche e il collo. (sia per maglioni che per golf).
Ancora, Knitting from the Top di Barbara G. Walker usa tecniche simili, ma nel suo caso i capi sono lavorati in un solo pezzo dal collo a scendere, in modo tale che forma e dimensioni possano essere decisi mano a mano che si lavora.
Questi due testi possono essere acquistati tramite la casa editrice degli eredi di EZ, la Schoolhouse Press.
In alternativa due ottimi testi di Ann Budd, pubblicati da Interweave Press (e acquistabili attraverso Amazon.co.uk) sono The Knitter's Handy Book of Patterns e The Knitter's Handy Book of Sweater Patterns che raccolgono il primo otto modelli diversi comprendente oltre a un maglione base e un gilet base anche calze, guanti, manopole, sciarpe, berretti e baschi, tutti spiegati in maniera molto semplice, con i dati tabilati per taglia e tensioneM il secondo usa la stessa idea per descrivere sei diversi modelli di maglione, per ognuno con le alternative per il capo chiuso o a cardigan e con scollo tondo (che può diventare a giro, a lupetto o alto) o a V.
Sarà sufficiente aggiungere un punto o una decorazione di proprio gusto per produrre infiniti capi diversi senza doveri mai più usare un modello stampato. (Be', a parte quelli dei libri citati!)
lunedì 12 maggio 2008
Campion-ato
martedì 20 novembre 2007
Costruirsi una libreria della maglia #1
- Per iniziare, un sito molto suggerito è KnittingHelp. Amy ha fatto un grande lavoro con questo sito, che propone filmati relativi a tutte le lavorazioni di base della maglia. Il montaggio delle maglie, il dritto il rovescio, l'intreccio, gli aumenti, i calati, la lavorazione in tondo sui quattro ferrie sul circolare, e un certo numero di lavorazioni più avanzate sono illustrate estensivamente nella maniera più diretta e chiara, con video semplici e inequivocabili, alcuni brevissimi altri di svariati minuti. Le lavorazioni sono proposte con i due più comuni stili occidentali di lavoro: il metodo English, orevalente anche in Italia, con il filo tenuto nella mano destra, e il metodo Continental, prevalente nell'Europa centrosettentrionale, con il filo tenuto nella mano sinistra.
- Anche Lion Brand, un grosso produttore di filati americano, ha sul suo sito uno spazio dediato all'imparare a lavorare a maglia, descritto esclusivamente con il metodo English.
- Learn to Knit, invece, propone una piccola guida sull'esecuzione delle maglie di base per persone mancine (con metodo English, sempre).
- Pam Allen, ex editor di Interweave Knits, ha curato Knitting For Dummies, che guida la nuova maglista attraverso le istruzioni di base per imparare a lavorare a maglia. GLi si accompagna Knitting Patterns for Dummies di Kristi Porter, che estende il concetto dell'altro testo applicandolo a una serie di semplici progetti da realizzare per chi approccia la maglia.
- How to Knit di Debbie Bliss si rivolg a un pubblico appena più smaliziato, che ha già un minimo di dimistichezza con i ferri ma che non ha mai osato più della sciarpa a coste, proponendo una serie di tecniche e modelli, tutti semplici e lineari, che porteranno l'abilità della novizia maglista a un nuovo livello.
martedì 13 novembre 2007
Il punto degli X-men
giovedì 23 agosto 2007
Ancora sui calzini
Ho scoperto come si fanno l'anno scorso con un giornaletto di Burda, anche se secondo loro avrei dovuto farle con degli orribili ferruzzi, mentre io ho preferito dei più comodi ferri circolari. Naturalmente qui a Palermo trovare lana per calzini è impossibile, la piazza è di uno squallore terribile e più della classica Grignasco non trovi. Ho ordinato un pacco di lana su e-bay dalla Germania ed è stato meraviglioso! Ultimo consiglio che ti chiedo: ci sono diversi libriccini (sempre in inglese) sulle calze. Ce n'è qualcuno particolarmente carino che mi puoi suggerire?
Tradizionalmente vengono lavorate con quattro o cinque ferri a due punte di lunghezza variabile compresa tra i 15 e i 35 cm: la lunghezza del ferro è legata alla tecnica di lavorazione, chi lavora con tecniche a ferro bloccato (con il ferro sotto l'ascella) tende a preferire ferri più lunghi. Modernamente, sono stta adottate anche tecniche di lavorazione con due ferri circolari, tecnica che però ha lo svantaggio per alcuni di causare un maggiore stress alle maglie di giunzione tra i due ferri e quindi aumenta il rischio di fare "scalette", ma che può essere adattata a lavorare le due calze allo stesso tempo, o con un solo ferro circolare con la tecnica detta magic loop, che però è piuttosto macchinosa e richiede ferri di qualità superiore. Personalmente, la mia tecnica preferita resta quella della lavorazione con un gioco da quattro ferri da 15 o 20 cm, ma questa scelta resta nel regno delle preferenze personali.
I ferri usati hanno un diametro compreso tra i 2 mm e i 3,5 mm, mentre la calza viene lavorata a una tensione media di 6-9 maglie per pollice (2,5 cm).
La lana da usare per la realizzazione di calze deve essere molto compatta e liscia, elastica, priva di irregolarità o nodi, irrestringibile e resistente sia alla trazione (non deve rompersi) che allo sfregamento (non deve fare pallini). È bene che contenga una certa percentuale di fibra sintetica, anche se questa non è indispensabile, sia per contenere il restringimento sia per dare maggior robustezza al capo. In caso si lavori con filati 100% lana, è buona norma aggiungere un filo di cotone da cucito o un filo di nylon specifico per calze nella lavorazione della punta o del tallone.
In Italia è abbastanza difficile trovare sul mercato lane da calzini. La migliore è forse la Strong (anche nella versione fantasia Strong Print, autorigante o a effetto jaquard) della Grignasco. On-line, è possibile acqusitarla da Un filo di..., ma ne dispongono anche molti negozi; Grignasco Strong è caratterizzata dall'essere un misto di lana merino (al 75%) più acrilico, quindi è particolarmente morbida, ma potrebbe tendere comunque a un lieve infeltrimento se usata in maniera intensiva per calze da portare quotidianamente per tutto il giorno. Altre lane da calzini vengono prodotte da Mondial (Ciao, 75% lana, 25% acrilico) e da altre case minori, ma resta di difficile reperimento. Per chi volesse cimentarsi, un consiglio è quello di considerare anche l'acquisto da venditori stranieri. Un ottimo negozio inglese è Angel Yarns, che offre un ottimo servizio e una vasta gamma di filati specifici, che spaziano da quello a suo marchio, nelle versioni tinta unita o tinto a mano, le lane tedesche Regia, Opal e Lana Grossa (prodotta in Italia da Grignasco), i filati tinti a mano da Lucy Neatby, e l'insolita Tofutsies, con cotone e filato di chitina. per qualcosa di più insolito, potete rivolgervi a Lucia, che dalla California (ma è italianissima) tinge a mano, anche su richiesta, filati per calze e non solo e quindi li vende sul suo negozio on-line; i filati di Lucia non sono economici, ma sono sicuramente unici.
Se, viceversa, desiderate delle calze da portare solo in casa, magari nelle sere più fredde, potete considerare l'idea di lavorarli con un filato 100% merino non specifico: risulteranno caldissime ma si rovineranno facilmente se usate per tutto il giorno.
Se volete imparare a lavorare le calze o avete già un'infarinatura ma desiderate migliorare la vostra tecnica, vi posso consigliare tre libri, tutti in inglese. Getting Started Knitting Socks è l'ultimo nato dalla mente di Ann Budd e si propone come una vera e propria scuola di calzini, con cui imparare a lavorare calzini dalla punta a salire (toe-up) o dal bordo a scendere (cuff-down) con talloni e punte lavoratti con varie tecniche. Sensational Knitted Socks, di Charlene Schurch si propone in maniera simile, illustrando vari tipi di punte e talloni su calze lavorate dalla punta o dal bordo da "arredare" con, di volta in volta, punti diversi. Per finire, Knitting Vintage Socks, di Nancy Bush è centrato sulla riproposizione in una veste appena lievemente attualizzato, magari solo grazie all'uso di un filato moderno, delle più belle calze pubblicate tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo dalla rivista Weldon's Practical Needlework, ma ha una parte introduttiva che presenta quattro diversi tipi di tallone e cinque diverse punte, oltre a quattro modelli diversi di calze "basiche" (tutte rigorosamente lavorate dal bordo a scendere) utili come introduzione a questo tipo di lavoro.
Se non vi fidate del vostro inglese, o se non ve la sentite ancora di spendere dei soldi, potete scaricare gratuitamente le mie Pervinche: calze basiche a maglia rasata e ottime per imparare a lavorare questo capo.
venerdì 13 luglio 2007
Avvio tubolare: come si fa?
Ciao a tutte! Scusate se approfitto per chiedere un chiarimento, ma non so a chi altro rivolgermi...Personalmente, odio il tubolare, che tende a slabbrarsi molto rapidamente (quasi sempre avvio con il metodo old Norwegian, che è elastico ma ben sodo), ma magari qui fuori nel vasto mare del web c'è qualciuno che conosce tutti i segreti dell'avvio tubolare...
Sono alle prese per la prima volta con l'avvio a maglia tubolare e non mi spiego un dettaglio sebbene abbia cercato su riviste e manuali: le indicazioni parlano, ad esempio, di un lavoro di 8 mm e chiedono di avviarlo con la metà delle mm + 1, quindi 5 mm; poi dicono di proseguire con 1 m dir * 1 gettato, 1 m dir *, ma così le maglie che ottengo non sono 8 ma 9!
Che cosa mi sfugge?
domenica 8 luglio 2007
Clapotis - spiegazioni e schemi
LE TECHNICHE USATE
Aumento lavorando in un punto 2 maglie dritte
1. Lavorare 1 maglia dritta (linea blu scura), senza far cadere il punto dal ferro sinistro. Verde chiaro segna davanti del punto stesso, verde scuro dietro del punto.
2. Lavorare 1 maglia dritta eseguito puntando il ferro nel filo dietro del punto stesso (verde scuro).
In inglese si chiama "knit in front and back loop" = kfb
Aumento lavorando in un punto 2 rovesci
1. Lavorare 1 rovescio senza fare cadere il punto dallo ferro sinistro. (Blu chiaro = davanti del punto, blu scuro = dietro del punto)1. Lavorare 1 maglia rovescia eseguito puntando il ferro nel filo dietro (blu scuro) del punto stesso. NB! Sulla foto guardare come entra il ferro nel punto - da sotto!
Si chiama in inglese "purl in front and back loop" - pfb
La scalaLasciar cadere il punto formando una scala per qualche ferro (non di più, perchè se hai sbagliato da qualche parte e devi disfare è più facile riprendere di lavorare)
Raccogliere il primo filo sul ferro sinistro
Lavorarlo a 1 punto dritto crociato.
Ecco:Verde scuro - maglia dritta
Verde chiaro - maglia dritta crociata
Mi sono presa la liberta' di disegnare e pubblicare gli schemi, perche' credo che siano tante altre chi prefereiscono gli schemi disegnati ai quelli scritti. Gli schemi sono in ordine spiegati nel modello scritto e vanno usati CON modello scritto (in italiano), quale trovi qui.
I colori sui schemi:
verde chiaro - una colonna di maglie crociate,
giallo - questa colonno diventera' la scala dei punti caduti,
rettangolo rosso - parte da ripetere (nel modello scritto segnalato tra [...])
giovedì 7 giugno 2007
Clapotis - il modello
****
IMPORTANTE!
Il modello è gratis per uso personale ed individuale. E' consentito stampare una copia personale. E' vietato stampare ulteriori copie, è vietato usare i motivi per finalità commerciali o di lucro. I diritti sull'utilizzo dei motivi appartengono al disegnatore o all'autore. Ogni utilizzo che non sia strettamente personale è vietato e va autorizzato preventivamente e per iscritto da parte del disegnatore o dell'autore.
Per ulteriori domande potete contattare l'autore via il suo blog oppure via e-mail: kate@kategilbert.com
****
CLAPOTIS
Autore: Kate Gilbert
Misura unica
Misure finali dello scialle
Larghezza: 21 pollici
Lunghezza: 55 pollici (1 pollice = 2.54 cm)
Cosa serve:
- Lorna's Laces Lion and Lamb [50% seta, 50% lana; 205yd/184m per gomitolo di 100g]; colore: Bittersweet; 4 gomitoli
- I ferri a una punta nr. 5/US #8/5mm
- 8 marcapunti
- ago da lana
Le abbreviazioni
dir. = maglia dritto
rov. = maglia rovescio
a2r = aumento: lavorare 2 rovesci in un punto
a2d. = aumento: lavorare 2 dritti in un punto
pass.dir. = passare un punto senza lavorarlo a dritto
pass.rov. = passare un punto senza lavorarlo a rovescio
dir.cr. = dritto crociato
gett. = gettato
1 acc. = 1 accavallto
2assrov. = 2 assieme a rovescio
2assdir. = 2 assieme a dritto
IMP = inserire marcapunto
p = punto(i)
Tensione
19 punti/25 righe = 4"/10 cm maglia rasata
I parte (Ferri iniziali)
Avviare 2 punti.
Riga 1: 1 rov, a2r.
Riga 2: pass.dir, 1 dir, IMP, gett, a2d.
Riga 3 e tutte righe rovescie: pass.rov, lavorare rov fin' ultimo punto, a2r.
Riga 4: pass.dir, 1 dir, dir.cr, 1 dir, dir.cr, a2d.
Appunto: Sulle righe a lato dritto si lavora sempre il punto prima marcapunto a DRITTO CROCIATO, il punto dopo marcapunto a DRITTO e il prossimo di nuovo a DRITTO CROCIATO. La riga verticale tra le righe di punti crociati sarà disfatta creando una scala. Le righe di punti crociati tengono il tessuto finale in forma.
Riga 6: pass.dir, 2 dir, dir.cr, 1 dir, dir.cr, 1 dir, a2d.
Riga 8: pass.dir, 3 dir, dir.cr, 1 dir, dir.cr, 2 dir, a2d.
Riga 10: pass.dir, 4 dir, dir.cr, 1 dir, dir.cr, 3 dir, a2d.
Riga 12: pass.dir, 5 dir, dir.cr, 1 dir, dir.cr, 4 dir, a2d.
Riga 14: pass.dir, 1 dir, IMP, gett, 2assdir, 3 dir, dir.cr, 1 dir, dir.cr, 3 dir, 1 acc, IMP, gett, a2d. 17 punti sul ferro.
II parte (I ferri d'aumenti)
Riga 1 e tutte righe rovescie: pass.rov, lavorare rov fin' ultimo punto, a2r.
Riga 2: pass.dir, 1 dir, dir.cr, [1 dir, dir.cr, 3 dir, dir.cr] fin' ultimo marcapunto, 1 dir, dir.cr, a2d.
Riga 4: pass.dir, 2 dir, dir.cr, [1 dir, dir.cr, 3 dir, dir.cr] fin' ultimo marcapunto, 1 dir, dir.cr, 1 dir, a2d.
Riga 6: pass.dir, 3 dir, dir.cr, [1 dir, dir.cr, 3 dir, dir.cr] fin' ultimo marcapunto, 1 dir, dir.cr, 2 dir, a2d.
Riga 8: pass.dir, 4 dir, dir.cr, [1 dir, dir.cr, 3 dir, dir.cr] fin' ultimo marcapunto, 1 dir, dir.cr, 3 dir, a2d.
Riga 10: pass.dir, 5 dir, dir.cr, [1 dir, dir.cr, 3 dir, dir.cr] fin' ultimo marcapunto, 1 dir, dir.cr, 4 dir, a2d.
Riga 12: pass.dir, 1 dir, IMP, gett, 2assdir, 3 dir, dir.cr, [1 dir, dir.cr, 3 dir, dir.cr] fin' ultimo marcapunto, 1 dir, dir.cr, 3 dir, 1 acc, IMP, gett, a2d.
Ripetere I ferri 1-12 sei volte 101 punti sul ferro.
Ripetere i ferri 1-6 una volta. 107 punti sul ferro.
III parte (I ferri dritti)
Riga 1 e tutte righe rovescie: pass.rov, lavorare rov fino penultimo punto, 2assrov.
Riga 2: 1 rov, 2 dir, dir.cr, [1 dir, dir.cr, 3 dir, dir.cr] fin' ultimo marcapunto, 1 dir, dir.cr, 3 dir, a2d.
Riga 4: 1 rov, 1 dir, dir.cr, [1 dir, dir.cr, 3 dir, dir.cr] fin' ultimo marcapunto, 1 dir, dir.cr, 4 dir, a2d.
Riga 6: 1 rov, dir.cr, [1 dir, dir.cr, 3 dir, dir.cr] fin' ultimo marcapunto, 1 dir, dir.cr, 3 dir, 1 acc, IMP, gett, a2d.
Riga 8: 1 rov, togli marcapunto, lascia cadere il prossimo punto per alcuni ferri, alza la sbarra della scala sul ferro sinistro, attenzione di non crociarla e lavorare dalla sbarra 1 dritto crociato, lavorare il prossimo punto dritto crociato, 3 dir, dir.cr, [1 dir, dir.cr, 3 dir, dir.cr] fin' ultimo marcapunto, 1 dir, dir.cr, a2d.
Riga 10: 1 rov, 4 dir, dir.cr, [1 dir, dir.cr, 3 dir, dir.cr] fin' ultimo marcapunto, 1 dir, dir.cr, 1 dir, a2d.
Riga 12: 1 rov, 3 dir, dir.cr, [1 dir, dir.cr., 3 dir, dir.cr.] fin' ultimo marcapunto, 1 dir, dir.cr, 2 dir, a2d.
Ripetere i ferri dritti 1-12 ancora per dodici volte.
IV parte (ferri di diminuzioni)
Riga 1 e tutte righe rovescie: 1 dir, lavorare rov fino penultimo punto, 2assrov.
Riga 2: 1 rov, 2 dir, dir.cr, [1 dir, dir.cr, 3 dir, dir.cr] fin' ultimo marcapunto, 1 dir, dir.cr, 2 dir, 1 acc.
Riga 4: 1 rov, 1 dir, dir.cr, [1 dir, dir.cr, 3 dir, dir.cr] fin' ultimo marcapunto, 1 dir, dir.cr, 1 dir, 1 acc.
Riga 6: 1 rov, dir.cr, [1 dir, dir.cr, 3 dir, dir.cr] fin' ultimo marcapunto, 1 dir, dir.cr, 1 acc.
Riga 8: 1 rov, togli marcapunto, lascia cadere il prossimo punto per alcuni ferri, alza la sbarra della scala sul ferro sinistro, attenzione di non crociarla e lavorare dalla sbarra 1 dritto crociato, lavorare il prossimo punto dritto crociato, 3 dir, dir.cr, [1 dir, dir.cr, 3 dir, dir.cr] fin' ultimo marcapunto, togli marcapunto, lascia cadere il prossimo punto per alcuni ferri, alza la sbarra della scala sul ferro sinistro, attenzione di non crociarla e lavorare dalla sbarra 1 dritto crociato, lavorare il prossimo punto dritto crociato, 1 acc.
Riga 10: 1 rov, 4 dir, dir.cr, [1 dir, dir.cr, 3 dir, dir.cr] fin' ultimo marcapunto, togli il marcapunto, 1 acc.
Riga 12: 1 rov, 3 dir, dir.cr, [1 dir, dir.cr, 3 dir, dir.cr] fin' ultimo marcapunto, 1 dir, dir.cr, 3 dir, 1 acc.
Ripetere i ferri di diminuzioni 1-12 ancora per sei volte. 23 p sul ferro.
Ripetere i ferri 1-10 una volta. 13 p. rimangono.
V parte (Ferri finali)
Righe 1, 3, 5, 7, & 9: 1 dir, lavorare rov fino penultimo punto, 2assrov.
Riga 2: 1 rov, 3 dir, dir.cr, 1 dir, dir.cr, 3 dir, 1 acc.
Riga 4: 1 rov, 2 dir, dir.cr, 1 dir, dir.cr, 2 dir, 1 acc.
Riga 6: 1 rov, 1 dir, dir.cr, 1 dir, dir.cr, 1 dir, 1 acc.
Riga 8: 1 rov, dir.cr, 1 dir, dir.cr., 1 acc.
Riga 10: 1 rov, togli marcapunto, lascia cadere il punto (ma non raccogliere la sbarra), 1 acc.
Riga 11 (ultimo): 2assrov.
Chiudi il lavoro.
Confezione
Finisci disfare le scale, nascondi i fili. Volendo, bloccare la sciarpa nelle misure/forma volute/a. Indossare il Clapotis ogni giorno dentro e fuori, e mangiare un cornetto.
Appunto: Il modello puo essere modificato per scialle più larga o sciarpa più stretta seguendo queste istruzioni:
1. Lavorare i ferri inziali
2. Lavorare i ferri d'aumenti (righe 1-12) finchè hai la largehezza voluta (per quello, misurare il lato destro del triangolo), lavorare ancora una volta i ferri 1-6 e procedi con i ferri dritti.
3. Lavorare i ferri dritti (righe 1-12) finchè hai la lunghezza voluta. (Misurare la lunghezza sul lato sinistro del lavoro)
4. Lavorare i ferri di diminuzioni finchè hai 23 punti sul ferro. Lavorare ancora le righe 1-10 di ferri di diminuzioni. Lavorare i ferri finali.
Qui trovate le spiegazioni e le immagini per le tecniche usate.sabato 28 aprile 2007
Punto strega
Buon giorno a tutti, stamattina mi sono svegliata presto per trovare tutto il palazzo ancora in sonno, ho usato il silenzio per fare alcuni (alla fine 15 in totale, hehehehe) filmati (sono proprio un principiante) per farvi vedere il punto strega. Lo volevo fare già ieri, ma mi sono accorta, che il nostro palazzo è troppo vivace e ci sono tanti suoni che non hanno niente da fare col uncinetto.
Oggi vi vorrei spiegare punto strega, che insegnano anche le persone del NABA. Come non tutti di noi sono da Milano, o hanno poco tempo questo weekend, o sono fuori città - eccovi le spiegazioni come fare il punto strega (ma perchè questo nome? In inglese si chiama Solomon's knot oppure Lover's knot).
Ma prima qualche foto che ho trovato, per dare un idea a che fare col questo punto:
Ricordate, prima di girare il lavoro, che la catena deve essere lunga come volete (numeri pari) più 3 punti strega.
Il nodo dall'alto:
Grazie, Erica, che mi hai segnalato un errore. Io non sono italiana, infatti ho vissuto qui solo per due anni, perciò sto ancora studiando italiano. Oh, mi è venuta idea, Erica, mi servirebbe l'aiuto di una persona gentile che mi aiuta con grammatica italiana, mi potresti aiutare, il mio e-mail è sunshinesbetter@gmail.com
P.S Tu come scrivi in inglese o in un altra lingua che hai imparato, sei perfetta?
Se ci sono altre persone pronte ad aiutarmi, per favore, fatelo! ;) Aiutaaatemi! Hihihihihi.
martedì 24 aprile 2007
Imma e le calze
Ciao sono Imma. Sono una principiante; amo lavorare a maglia ma non riesco a trovare uno schema per fare calzettoni o, se lo trovo, la lavorazione è con i ferri circolari che non so ancora usare. Vi sarei grata se mi potreste mandare uno schema piu semplice per realizzarli. Vi ringrazio. Baci Imma.Ciao Imma. Il problema essenziale è che le calze sono un capo di forma pressoché cilindrica (insomma, sono dei tubi di maglia con un angolo per il tallone). Guardati i piedi: non sono delle superfici piatte, sono dei cilindri (insomma, più o meno) e le calze devono seguire questa forma. «Ma anche le maniche sono più o meno dei tubi» potresti dire. Il problema è che nelle maniche non si cammina. Lavorare le calze in piano e cucirle comporterebbe il fatto che le calze rimarrebbero con una cucitura che ti darebbe molto fastidio mentre cammini (pensa solo quanto irritano le piegoline che si formano nelle scarpe e che talvolta arrivano a generare vesciche).
In rete ho trovato questi schemi (in inglese) che potrebbero risalire ai tardi anni Quaranta e che sono tutti lavorati con due ferri e cuciti, ma che hanno tutti i problemi connessi agli schemi vintage, quali l'indeterminatezza delle misure e un modo di scrivere le istruzioni più sintetico e meno preciso di quanto si faccia oggi. Inoltre, personalmente trovo che lavorando i calzini in piano, come descritto da questi schemi, sia meno intuitivo in quanto la forma che assume il "pezzo" lavorato non corrisponde alla forma del piede. C'è un momento durante la lavorazione di una calza, quello in cui si "gira" il tallone (cioè si crea la forma "tondeggiante" che è destinata a contenere il tallone) che è illuminante perché è quando si capisce veramente come sono costruite le calze. Questi schemi lavorati con i due ferri non hanno questo pasaggio, dato che il tallone è diviso in due parti poste agli estremi opposti del lavoro, e quindi risultano molto più oscuri nella loro costruzione.
Ti invito, quindi, a tentare di lavorare le tue prime calze con il gioco di ferri. Usare il gioco non è per nulla difficile, anche se tutti dei ferri possono a prima vista intimidire. Il fatto, e il trucco, è che anche se la lavorazione generalecomprende l'uso di quattro o cinque ferri, all'atto pratico ne usi sempre comunque due soli, ignorando gli altri ferri fino al momento in cui, finito un ferro, anziché girare il lavoro, prosegui sul ferro seguente. Puoi tovare ottimi filmati che spiegano come avviene la lavorazione con il gioco di ferri a due punte su KnittingHelp. Nella stessa pagina, un po' più in basso, troverai un filmato che documenta la lavorazione di una minicalzina di esercizio, che potrebbe essere un ottimo esercizio per imparare sia come eseguire la lavorazione con il gioco di ferri che come fare le calze.
martedì 10 aprile 2007
L'importanza del campione #1
Che cosa è dunque la tensione? Il termine tensione (gauge in inglese) indica il numero di maglie per una determinata unità di lunghezza, normalmente 10 cm (pari a 4 pollici, ma nel caso di capi molto piccoli la tensione viene calcolata per 5 cm, cioè due pollici, o 2,5 cm, cioè un pollice). Questo dato è estremamente importante: le taglie dai capi sono calcolate in lunghezza (centimetri o pollici), ma ottenute grazie al rapporto tra queste dimensioni e la tensione.
Per fare un esempio, se il giroseno da ottenere per la nostra taglia è di 95 cm e la tensione è di 10 maglie = 10 cm, sappiamo che la circonferenza seno totale è uguale a 95 punti e, quindi, dovremo montare 47 o 48 maglie per il davanti e altrettante per il dietro. Se la nostra tensione è lievemente maggiore (11 maglie per 10 cm), le nostre 95 maglie corrisponderanno non più a 90 cm bensì a circa 87 cm, mentre se la tensione è di 9 maglie × 10 cm avremo una circonferenza di 104 cm.
Ora, non è detto che per ottenere la tensione richiesta dallo schema sia necessario usare il ferro richiesto dallo schem stesso. nessuno lavora come nessun altro, ognuno ha puna propria peculiare mano, più o meno stretta. Chi ha una mano stretta dovrà, per compensare, usare un ferro più grande per ottenere la stessa tensione, mentre chi ha unamano larga potra dover compensare usando un ferro più piccolo. Quindi, prima di inizare un lavoro a maglia è sempre buona cosa fare un campione per decidere quale ferro ci permette di avvicinarci maggiormente alla tensione richiesta dal modello.
martedì 3 aprile 2007
Lavori sperimentali
Alessia ha iniziato a sperimentare con il gioco di ferri a due punte, creando una semplicissima custodia per il cellulare. Se anche voi vorreste imparare ad usare i ferri a due punte per lavorare in tondo e non sapete da dove cominciare, leggete il suo messaggio e fatevi ispirare per questo semplice ma utile progetto. Un'ottima introduzione al lavoro circolare con i quattro (o cinque) ferri.
giovedì 29 marzo 2007
Maglie intrecciate degradanti
La soluzione l'ho trovata su KnittingHelp. Andate alla pagina delle maglie intrecciate (bind-off) e cercate il filato relativo allo "Sloped Bind-off".
La tecnica è molto semplice. Poniamo di dover dare forma alle spalle di un maglione piccolo (o lavorato a una tensione particolarmente bassa) con la parte alta lavorata su 24 maglie. 10 maglie costituiranno il collo, mentre altre 24 (12 per parte) costituiranno le spalle. In questo caso, le istruzioni ci diranno di intrecciare le prime 6 maglie all'inizio dei 4 ferri e, come ho fatto io, di tenere le 10 centali in sospeso per la lavorazione del collo. Con la tecnica illustrata in quel filmato, si otterrà questo risultato (qui i passaggi sono stati 3):
Traduciamo quello che abbiamo visto nel filmato.
- Ferro 1: intreccio le prime 6 maglie, lavoro fino alla fine del ferro.
- Ferro 2: intreccio le prime 6 maglie e lavoro fino alla penultima maglia, giro lasciando una maglia sul ferro sinistro.
- Ferro 3: passo al dritto senza lavorarla la prima maglia, ci accavallo sopra la maglia non lavorata, intreccio altre 5 maglie, proseguo lavorando fino alla penultima maglia, giro lasciando una maglia sul ferro sinistro.
- Ferro 4: passo a dritto la prima maglia, ci accavallo sopra la maglia non lavorata, proseguo intrecciando altre 5 maglie; lascio le altre maglie in sospeso su una spilla.
In pratica, è il concetto delle righe accorciate applicato alle maglie intrecciate. Fico!
Per vedere il resto del golf in lavorazione (per ora c'è solo il dietro), vi rimando al mio blog personale.
mercoledì 28 marzo 2007
A basso impatto ambientale
La soluzione è disfare e riutilizzare la lana. Diciamo pure che le nostre nonne e bisnonne non buttavano mai lana che non fosse stata utilizzata fino alla consunzione: il maglione con le maniche lise diventava un gilet senza maniche, poi una sciarpa o una coperta (assieme ad altri avanzi). E anche a noi scoccia buttare via un intero maglione, soprattutto se la lana per farlo (quella merino così bella e morbida...) ci era costata una fortuna, per colpa di una piccola bruciatura da qualche parte.
Però la "lana disfata" nel frattempo si è deformata ed è diventata tutta "ricciolina", difficile da lavorare e che produce un tesssuto irregolare. Su Knitty, Theresa spiega come riciclare al meglio una lana già usata. In soldoni, una volta disfato il capo, fate con la lana una o più matasse arrotolando la lana su un arcolaio o anche attorno allo schienale di una sedia, quindi legatela in almeno tre punti con un filo che non rischi di macchiarla (in uno di questi punti, legate al filo i capi della matassa, in modo da poterli ritrovare facilmente), mettetela a mollo in acqua tiepida, se necessario con un po' di detersivo delicato, sciacquatela delicatamente e strizzate la matassa. per finie, appendete la matassa finché non si sarà asciugata. Il peso del filato bagnato stenderà i riccioli e la liscerà.
Ci sono poi altri metodi per ottenere il medesimo risultato. Se la lana è pulita (in questo caso, meglio lavare il capo prima di disfarlo, soprattutto se non viene dagli armadi di casa) si può semplicemente appendere la matassa appena fatta in bagno, a secco, per qualche giorno. Il vapore della doccia dovrebbe già da solo liasciare a sufficienza la lana. Una tecnica alternativa utile per chi ha poco spazio consiste nell'avvolgere i gomitoli ben stretti facendo scorrere la lana, mentre la si ingomitola, in una pezza bagnata; il filo si inumidisce appena di quanto indispensabile e la tensione del gomitolo la stira. In questo caso, va detto, il filato perde ulteriormente di corpo.
Per finire, c'è il mio metodo preferito: disfo, ingomitolo e rilavoro, cercando di lavorare piuttosto stretta. Il tessuto viene un po' irregolare, ma dopo un paio di lavaggi si uniforma.