"Lo so, non avevo mai niente da raccontare, ti chiedevo sempre le stesse cose, me lo rinfacciavi in continuazione. Ma cominci a capire quali erano le mie giornate? Mi sentivo svuotata. Ero solo affamata di te."
sabato 20 marzo 2021
Saturday's Book
mercoledì 2 dicembre 2020
Saturday's Book
Cari lettori,
sarebbe dovuta essere la recensione del sabato, come d'usanza, tuttavia le regole sono fatte anche per essere infrante ed ecco la recensione che arriva, a sorpresa, a metà della settimana. Sono felice di aver incontrato Silvia Avallone nelle pagine del suo nuovo libro "Un'amicizia" pubblicato per Rizzoli; un romanzo che è davvero potentissimo, per la qualità di scrittura, per i temi affrontati, per le emozioni e le riflessioni che questa lettura ti lascia addosso soprattutto una volta conclusa.
Silvia Avallone ci porta nella vita di due ragazze, apparentemente tanto diverse, ma destinate a incontrarsi. Elisa viene da Biella e ha alle spalle una famiglia disastrata: il padre è una figura pressoché inesistente che Elisa vede in rare occasioni; la madre non è esattamente una figura responsabile, e il fratello Niccolò è un punk. Per quanto strana, questa famiglia a tre sembra aver raggiunto il proprio equilibrio, quando l'ennesimo colpo di testa della madre si concretizza in un trasferimento nella cittadina di T, dove abita il papà di Elisa. I due genitori vogliono ricominciarsi e vogliono provare a essere, insieme ai loro figli, una famiglia felice. Questo cambiamento per Elisa è una ferita; si trova in una nuova città, non conosce nessuno e tra poco inizierà il liceo. All'inizio trova conforto nel frequentare la biblioteca, poi incontra Beatrice, quella che diventerà la sua migliore amica anzi, l'unica amica che abbia mai avuto. Beatrice viene da una famiglia borghese, è curata, bella, ha sempre gli occhi di tutti puntati addosso: per ammirarla e per giudicarla, mai per conoscerla. Beatrice ed Elisa sono così differenti: la prima è spregiudicata e capace di intravedere il futuro, innamorata delle foto di cui capisce il potenziale; la seconda è affezionata ai libri, alle parole, vorrebbe fare la scrittrice ma non lo ammette nemmeno a se stessa. Beatrice ed Elisa diventano l'una il mondo dell'altra: si completano, si aiutano, comprendono cosa l'una può insegnare all'altra. Infatti, se Elisa impara a truccarsi, a vestirsi in modo più femminile, Beatrice impara a essere vera, a non nascondersi, almeno con Elisa. Come in tutte le amicizie, anche in quella tra Elisa e Beatrice ci sono luci e ombre e, proprio quando si affacciano al mondo degli adulti arriva l'addio, doloroso e inaspettato. Le loro strade si dividono; Elisa diventa una ricercatrice di Italianistica all'università di Bologna, mentre Beatrice diventa una star del web, diventa Beatrice Rossetti: tutti la seguono sui social e, solo guardando le sue foto, pensano di conoscerla, di sapere chi è, ma l'unica a conoscere la vera identità di Beatrice, tenuta nascosta al pubblico, è Elisa. Quello che è stata, Beatrice lo vuole tenere segreto e, il modo migliore di celare un segreto è non raccontare. Elisa però tredici anni dopo aver detto addio a Beatrice, inizia a scrivere la loro storia. Perchè decide di farlo? Perché dopo tredici anni Beatrice si riaffaccia alla vita di Elisa: riceve una telefonata inaspettata, imprevista, come quel dolore che sembrava sepolto e invece è ancora là, ancora vivo, sotto la cenere. A quel punto per Elisa scrivere, raccontare quello che è stato, rivivere ciò che ha vissuto diventa necessario: perché quando la vita arriva non si può far altro che viverla, anche attraverso le parole.
Forse la storia di “Un'amicizia” appartiene un poco a ognuno di noi: forse tutti abbiamo avuto un'amicizia come quella di Elisa e Beatrice, ma non tutte le nostre vite sono state raccontate. Tuttavia è proprio questo il miracolo della letteratura: parlare dell'universale rendendolo unico. E Silvia ci riesce, alla grande, nel primo romanzo in cui parla dell'adolescenza ma anche dell'età adulta. Sono pagine che non temono di affrontare nessun argomento e, nel mondo in cui siamo, dove gli occhi vedono ma non si soffermano, Silvia ci regala due personaggi che incarnano esattamente questo: Beatrice è l'immagine, mentre Elisa la parola. Eppure esistono entrambe, hanno una loro vita autonoma, ma hanno conosciuto anche una vita legata, indissolubile. Quello che ha scritto Silvia Avallone è un romanzo che non conosce mezze misure: ci si ritrova ad avere fame di questa storia, a girare le pagine, a sottolineare le frasi, a fare le orecchie alle pagine. Tutto questo semplicemente perché Silvia Avallone sa raccontare la vita e i lettori lo sanno, per questo la aspettano.
sabato 14 novembre 2020
Saturday's Book
Cari lettori,
sono passati davvero diversi mesi dall'ultima recensione ma, prima di scrivere bisogna vivere e, soprattutto nell'ultimo anno, c'è stata tanta vita da vivere che il tempo per fermarsi a scrivere è mancato, ma non quello per leggere che è sempre stato presente nelle mie giornate. È un periodo sospeso quello che stiamo vivendo e non potevo che tornare con un libro che è prorompente e trasuda vita a ogni pagina.
Alessandro D'Avenia è tornato in Libreria con "L'appello" pubblicato da Mondadori e, attraverso una notevole narrazione, chiama ognuno di noi a riflettere sull'importanza della scuola e ci racconta quale miracolo può avvenire semplicemente chiamando gli studenti per nome.
Omero Romeo è un insegnante diventato cieco che vuole tornare a insegnare: gli viene affidata la classe quinta più scalcinata del liceo e i suoi alunni sono Caterina, Mattia, Stella, Ettore, Elisa, Cesare, Elena, Oscar, Achille e Aurora. Dieci studenti che gli altri professori hanno sempre definito come dei disperati e ai quali il professor Romeo scardinerà ogni certezza. Romeo chiede ai propri allievi di fare L'Appello: di dire il proprio nome e di lasciare che le sue mani tocchino i loro volti, così da poterli vedere attraverso il tatto e non più con la vista. L'Appello è il modo di venire al mondo ogni giorno, di essere guardati, non solamente visti, di essere toccati da mani che riescono a essere occhi, e di essere chiamati col proprio nome che contiene la propria vita. Gli studenti sono diffidenti, ma accettano la sfida e così inizia la rivoluzione dell'Appello. Romeo insegna la sua materia e la vita ai ragazzi, non è un semplice professore, bensì un Maestro. Ascolta ogni studente e, pur non avendo la vista, riesce a cogliere quello che è scritto nelle pieghe dei loro volti. Come mai un uomo senza vista riesce a guardare i propri studenti e a capirli, a spingersi negli angoli più nascosti della loro anima? Proprio perché siamo tempestati di immagini pensiamo di saper incasellare tutto con uno sguardo. In realtà ci vuole tempo per saper guardare. Romeo non ha fretta e per questo riesce ad arrivare nel cuore dei suoi studenti che affrontano non solo la maturità ma anche la vita. La rivoluzione che l'Appello ha iniziato è un fenomeno che non conosce arresto e se vorrete conoscerne la potenza e la verità dovrete assolutamente leggere questo romanzo.
La scuola che descrive D'Avenia non è una scuola utopica, io ho avuto la fortuna di vivere quella rivoluzione. Dieci anni fa ero una studentessa diciassettenne con poche certezze e molte ferite aperte; dopo una bocciatura mi affacciavo a una nuova classe senza avere una prospettiva, senza avere sogni. Ero una ragazza ammaccata su sé stessa che non riusciva a trovare il suo posto nel mondo. Ero come un riccio: un'armatura di aculei affilati per difendermi dalle ferite della vita, che si sarebbero abbassati solo quando qualcuno mi avrebbe guardata senza giudizio. Gli adulti, con un'occhiata rapida, mi etichettavano senza conoscere la mia storia e senza ricordare il mio nome, e allora, pensavo, perchè mettersi in gioco? Fino a quando ho incontrato il mio Omero Romeo. Si chiamava Diego Gabos ed era il mio professore di storia e filosofia; è stato il primo a guardarmi dritto negli occhi senza avere paura di quello che vi avrebbe trovato. Mi ha dato fiducia e ha aspettato che io uscissi dal mio guscio e iniziassi a venire di nuovo alla luce perché, insegnandomi la storia e la filosofia, mi ha anche insegnato a rinascere e ad accettare le mie ferite. Contemporaneamente a questo percorso, nella mia vita entravano le parole di un libro: quel libro era "Bianca come il latte, rossa come il sangue" il primo romanzo pubblicato proprio da D'Avenia. Quella storia mi ha insegnato a trovare il mio sogno, dovevo trovare la mia Itaca da raggiungere e questa casa l'ho trovata nelle parole e nei libri. Forse perché davanti ai libri riesco a essere me stessa senza difese, forse perché in un libro ho trovato quello che ero e quello che volevo diventare, forse perché un libro dice sempre la verità. Dopo quell'anno non è stato tutto facile, ci sono state nuove sfide, nuove difficoltà, nuovi ostacoli, nuove cadute e nuove rinascite perché, quando riconosci la tua passione, non ci può essere tempesta che riuscirà a spegnerla.
Ora vivo tra i libri e vi consiglio di leggere, e di fare vostro, l'Appello.
giovedì 11 luglio 2019
Saturday's Book
sabato 12 gennaio 2019
Saturday's Book
mercoledì 31 ottobre 2018
Books Of Our Days #57
Anche oggi ospitiamo diversi scatti tutti opera di Claudia, lettrice che divora molte pagine. Prima di farvi vedere i suoi consigli, per chi fosse approdato da poco qui, ricordo le regole di questa rubrica.
Potete farlo con una foto su Instagram aggiungendo l'hashtag #BooksOfOurDays e taggandomi, così sarò sicura di non perdere nemmeno uno dei vostri suggerimenti. Se non voleste pubblicare foto, magari perchè il libro che vi ha appena entusiasmato è stato riportato in biblioteca, non preoccupatevi, scrivetemi il titolo e provvederò a trovare io l'immagine; l'importante è che vi firmiate.
Claudia consiglia #DaSoli di #CristinaComencini
perchè:
"Cosa significa ritrovarsi da soli - single - dopo una vita passata in coppia?
Provano a raccontarlo i protagonisti di due coppie che si lasciano.
Le loro voci si alternano mostrando quattro punti di vista, quattro stati d'animo, quattro modi di reagire diversi.
C'è tanta disillusione, un bel po' di consapevolezza, molto realismo.
Questa è la sua magia."
Claudia consiglia #DaDoveLaVitaEPerfetta di #SilviaAvallone perchè:
"Nonostante l'irreparabile.
Nonostante la disperazione.
Oltre i vuoti e le sottrazioni.
La vita può regalare attimi perfetti."
Claudia consiglia #LaVitaNonEInOrdineAlfabetico
di #AndreaBajani perchè:
"Con 21 lettere si possono
scrivere racconti che sono
poesia e raccontano
emozioni.
Con 21 lettere si può
descrivere la vita."
Claudia consiglia #EleanorOliphantStaBenissimo
di #GailHoneyman perchè:
"Acquistare un libro d'istinto.
Sentirlo fin dalla prima riga.
Non aspettarsi nulla e rimanere
incollati alla storia.
Consigliarlo."
Claudia consiglia #LeFedeltaInvisibili di #DelphineDeVigan perchè:
"Solitudine, tensione, buio.
Tanto, troppo.
Così intenso da far dimenticare l'afa
e il sole di questa
domenica
di fine luglio"
Claudia consiglia #DivorareIlCielo di #PaoloGiordano perchè:
"Quando un romanzo è capace di inghiottirti"
Claudia consiglia #SempreDAmoreSiTratta di #SusannaCasciani perchè:
"A volte si è incapaci di donarlo, altre se ne subisce la mancanza.
Spesso, per difesa, è egoista o si finge di provarlo.
Può spezzare il cuore, sfinire e nei casi peggiori può accadere che non basti. Indagando il suo lato negativo, molte sono le sue sfaccettature, ma sempre d'amore si tratta."
Claudia consiglia #UnBoscoDiPecoreEAcciaio di #MiyashitaNatsu perchè:
"In queste pagine lievi e nostalgiche si parla di musica, di pianoforti, di accordatori. La vera protagonista è però la ricerca di una condizione dell'animo, una passione che sfiora l'ossessione. Quella di un giovane ragazzo per il suono magico, un suono in grado di evocare il mondo in cui è cresciuto, i boschi con i suoi odori, colori e rumori. Quanto fascino si cela dietro la scrittura e la tradizione giapponese."
Avete visto che scatti stupendi anche questa settimana?
Vi aspetto al prossimo appuntamento!
giovedì 25 ottobre 2018
Books Of Our Days #56
Potete farlo con una foto su Instagram aggiungendo l'hashtag #BooksOfOurDays e taggandomi, così sarò sicura di non perdere nemmeno uno dei vostri suggerimenti. Se non voleste pubblicare foto, magari perchè il libro che vi ha appena entusiasmato è stato riportato in biblioteca, non preoccupatevi, scrivetemi il titolo e provvederò a trovare io l'immagine; l'importante è che vi firmiate.
di #AndrèAciman perché:
"Pigre e lente le prime 70 pagine. Di una lentezza necessaria, quasi propedeutica. Perché poi, quelle che seguono, sono pagine di un'intensità che ubriaca, disarma, stordisce, scuote, tormenta. Ti perdi nella nostalgia di ciò che è stato e di ciò che non sarà mai più. Tutti dovremmo vivere un amore come questo. Da conservare nella propria memoria come fosse all'interno di una teca, intoccabile e protetto dalla vita che va avanti, perfetto così. Anche se interrotto. Proprio perché interrotto."
Claudia consiglia #StoriaDellaMiaAnsia
di #DariaBignardi perché:
"Leggerezza e pesantezza percorrono queste pagine tenendosi, strette, per mano.
Ne è il preludio la copertina, nell'immagine scelta una, nel titolo l'altra.
E' straordinario come le parole
scorrano fluide
e leggere nel racconto di una
battaglia contro la malattia e
contro se stessi."
Claudia consiglia #LePocheCoseCerte
di #ValentinaFarinaccio perché:
"Tra le poche cose certe: - il tram passa appena accendi la sigaretta, fra due isole c'è sempre il mare, il dolore che sentiamo non ha misure universali, Capri - vista da Procida - quando sta per piovere, tra l'andata e il ritorno di un viaggio in tram possono passare 10 anni e una vita cambia. Letta la prima riga già sapevo mi sarebbe piaciuto. E tanto."
Claudia consiglia #UnaCosaPiccolaCheStaPerEsplodere di #PaoloCognetti perché:
"Come raccontare l'adolescenza
in cinque racconti
che ne esaltano tanto
la tenerezza
quanto
il tormento."
Claudia consiglia #FaremoForesta di #IlariaBernardini perché:
"Da ogni cosa può nascere una foresta, se la si tratta con dedizione.
Perché prendersi cura è un gesto che modifica l'esistenza generando bellezza.
Qualunque cosa sia l'esistente: piante, relazioni, se stessi, la vita."
Claudia consiglia #ParlaMiaPaura di #SimonaVinci perché:
"Ho amato ogni riga,
in ogni pagina,
l'attenzione
verso
le parole usate
e scritte."
Claudia consiglia #LAtlanteDellInvisibile
di #AlessandroBarbaglia perché:
"Un pizzico di giochi di parole,
molta poesia,
magia quanto basta.
Pochi ingredienti,
ma tutti di qualità."
Claudia consiglia #IlPrimoGiornoDellaMiaVita di #PaoloGenovese perché:
"Potrebbe essere la sceneggiatura di un film, uno di quei pochi - tratti da un libro - che vorrei vedere. Una vera e propria celebrazione della vita, di cui spesso si dimenticano le gioie, le infinite possibilità e le innumerevoli occasioni che regala. "
Ecco i consigli di questa settimana: sono bellissimi, vero?
Aspetto i tuoi, se ti va!