Credo
Non credo al diritto del più forte
al linguaggio delle armi, alla potenza dei potenti.
Voglio credere al diritto dell'essere umano, alla mano
aperta, alla potenza dei non violenti.
Non credo alla razza o alla ricchezza, ai privilegi,
all'ordine stabilito.
Voglio credere che tutti gli esseri umani siano esseri
umani,
che l'ordine del potere e dell'ingiustizia sia un disordine.
Non credo di potermi disinteressare a ciò che succede lontano
da qui.
Voglio credere che il mondo intero sia la mia casa ed il
campo nel quale semino, e che tutti
mietano ciò che tutti hanno seminato.
Non credo di poter combattere altrove l'oppressione se
tollero l'ingiustizia qui.
Voglio credere che il diritto sia uno, tanto qui, quanto
altrove,
che non sono libera finché un solo essere umano sia schiavo.
Non credo che la guerra e la fame siano inevitabili e la
pace irraggiungibile.
Voglio credere all'azione semplice, all'amore a mani nude,
alla pace sulla terra.
Non credo che il sogno degli esseri umani resterà sogno e
che la morte sarà la fine.
Oso credere invece sempre e nonostante tutto alla creatura
nuova.
Oso credere al sogno di Dio stesso, un cielo nuovo, una
terra nuova dove abiterà la giustizia.
Dorothee Soelle
("Loben ohne Luegen" - "Lodare senza
menzogne" 2000)
Questi splendidi versi li ha condivisi sulla sua bacheca in Facebook, l'amico
Hamid Barole Badu, poeta anche egli.
Considerato l'immediato momento che stiamo vivendo, considerato che è iniziato l'Avvento, momento di grande attesa e di intensa gioia, penso che questi versi siano perfetti perchè osare credere non è impossibile, non è improbabile.
Essere coltivatori di speranza può sembrare da folli, secondo me invece è necessario esserlo proprio per continuare ad osare credere "al sogno di Dio stesso, a quel cielo nuovo, quella terra nuova".
Ecco come vorrei iniziare questo periodo di Avvento, per distinguerlo nettamente dalla quotidianità lavorativa fatta di scadenze che scadevano tutte l'altro ieri, di precarietà ecc. ecc. ...penso di essere davvero alla frutta su quel fronte - ne avevo credo parlato in un altro post, in relazione alla necessità di cambiamenti, di decisioni da prendere...
La stanchezza e il logorio di questa situazione devono aver inferocito il lupo mannaro bisbetico e permaloso, che non "somigghia pe' niente" a quello della saga di Twilight, e la tigre malmostosa e dispettosa, i quali mi fanno compagnia da un po'...no, non ho deciso di diventare direttore di fantazoo...sto cercando solo di raffigurare i due rompi che troppo spesso mi fanno da angeli custodi, trigemino ed emicrania...
sto seguendo le indicazioni della specialista, ma 'sti benedetti due sembrano placarsi, poi ricominciano.
...quanta pazienza, quanta...
Per distrarmi, per spostare l'attenzione da questi due rompibolle ad altro, che faccio???
Cucino, soprattutto cerco di panificare...e quando lo faccio???
Ovviamente nelle giornate peggiori, quelle nuvolose, grigie, piene di nebbia che non si alza manco per sbaglio, meglio ancora se fredde fredde, nelle quali l'unico modo di riscaldare la mia cucina è quello avere i fornelli impegnati ed il forno acceso.

Siccome dovevo finire di provare la farina per pizza de
L'Altro Gusto, siccome nel girovagare nel
blog della mia amica Ivana avevo visto trionfi di gnocchi ingrassati e focacce, il giovedì che ho fatto
i muffins salati mi son decisa a farla anche io, usando la ricetta che qui di seguito scrivo, ricetta che è tratta dal libro "Il pane delle Dolomiti" di Richard Ploner.
Se vi state chiedendo ( ma anche no!) chi mai potrebbe essere l'unico uomo per il quale farei follie, escludendo l'amato consorte...bè è lui! Sto dichiarando ufficialmente il mio amore a Richard Ploner.
I ♥ U, Richard!
In un prossimo post vi spiegherò perchè amo tanto quest'uomo, ma soprattutto la ricetta che oggi metto in versione focaccia morbida. Ciancio alle bande...no bando alle ciance e via con la ricetta, modificata per il senza glutine ed il senza latte vaccino.
Ingredienti
7 g di lievito di birra secco (che corrispondono ad una intera bustina)
400 ml di latte di soia ( perchè come insegnano Olga e Manu di
Uncuoredifarinasenzaglutine, le farine senza glutine devono essere ben idratate), io uso quello che bevo che è lievemente zuccherato, ma addizionato di calcio
60 g di olio evo che corrispondono ad una tazzina di caffè
10 gr di sale
§§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare mai il discorso sulle tracce e cross-contaminazioni.
Olio evo, sale grosso, rosmarino per la guarnizione
Procedimento ovvero come diamine ho fatto
Seguendo le indicazioni di Richard Ploner nella sua ricetta, ho messo nella planetaria la farina, il lievito di birra, il latte di soia intiepidito in MW. Con la frusta a gancio ho impastato il tutto e ho lasciato lì per 15 minuti. Trascorsi i 15 minuti, ho aggiunto l'olio ed il sale, sempre con la frusta a gancio ho reimpastato e messo a lievitare, coprendo l'impasto con la pellicola e mettendolo al caldo - l'ho intabarrato tra coperte e copertine. E, seguendo il consiglio della mia amica Ivana, mi sono completamente dimenticata dell'impasto...l'ho lasciato lì, al calduccio circa 5 ore...
Quando sono andata a riprenderlo, non sembrava lievitato tantissimo, ma era morbido e ben lavorabile. C'era comunque del sano scetticismo in me...gli altri esperimenti con queste farine mi avevano dato soddisfazione davvero, ma il proverbio dice "non c'è due senza tre"...ed io ero a quattro.
Così, mi sono ben oleata le mani e ho preso la massa, l'ho stesa in una teglia foderata con carta forno, sempre con le mani ben oleata, dopodichè ho fatto i classici buchini, ho spolverato con sale grosso e rosmarino ed infine in forno caldo a 200°C.
Quando era bella colorita, l'ho tirata fuori, l'aspetto era davvero invitante, ma il bello doveva ancora arrivare...ho atteso che si stiepidisse e dopo con un coltello seghettato da pane l'ho tagliata a quadrotti e ho constatato la sua lievitazione (bella bella) e la sua morbidezza (morbida morbida), il profumo (buono buono)...poi c'è stata la prova assaggio...sono di parte, perchè avendola fatta mi son data un bel 9 ;-), buoniffima da sola, ottima imbottita di crudo, golosa con del rigatino...ma ho capito che era buona buona davvero quando l'han mangiata i miei due uomini...facevano a gara a chi prendeva il quadrotto per primo...insomma di quella teglia a fine cena c'era rimasto poco ed il cucciolo che si raccomandava "Mamma me la metti via per domani vero?"
E non era ancora finita...volevo vedere come era il giorno dopo...non credo che le foto rendano giustizia alla sua morbidezza (ho provato a fotografarla sia a cena sia a pranzo), che anche il giorno dopo ci ha dato grandi soddisfazioni (pranzo fantastico!), era rimasta morbida e con pochi secondi di MW era di nuovo fragrante...insomma con questo esperimento potrei dire "non c'è due senza quattro" ;-).
Il cucciolo non ha preso bene che fosse finita e che non avessi più farina per rifarla...in definitiva ci sono piaciuti la ricetta, la farina, il risultato.
I link delle ricette che ho fatto con le farine de l'Altro Gusto
Dulcis in fundo un premio particolare, del quale sono molto orgogliosa anche perchè mi è stato donato da una amica blogger speciale, una nonna che scrive favole, piccole perline stupende che raccontano arcobaleni di avventure, il suo blog è davvero creatività che si manifesta attraversa il suo pensiero vivo e permanente. Il suo blog è
Linventafavole, lei è NonnAnna che ringrazio ancora tanto tanto.

Questo premio è stato creato nel 2008 dallo
scrittore Alberto Zambade e rubo le parole di NonnAnna per spiegare che cosa significa questo premio:
nel 2008 proprio nel suo Blog "Leyendas de "El
Pequeno Dardo" El Sentido de las Palabras" è stato creato il
"Premio Dardos", un riconoscimento da attribuire a 15 blogger per
l'impegno dimostrato nella cura del proprio spazio virtuale a trasmettere valori culturali, etici,
letterari e personali .
Per dirla con le parole del suo autore (perdonatemi per le
possibili imprecisioni nella traduzione) il premio è per coloro che
"...dimostrano la propria creatività attraverso il proprio pensiero vivo e
permanente".
Spero di essere sempre in grado di trasmettere, anche attraverso questo mio blog, il mio pensiero vivo e permanente.
Non mi riesce di individuare 15 blogger, lo lascio a tutti, tutti coloro i quali attraverso il loro spazio virtuale continuano a trasmettere i valori veri, l'amore per la cultura, valori etici, letterali e personali.
Che la settimana vi sia propizia...la mia è cominciata male: ho fatto cadere la mia macchina fotografica e adesso da un errore quando scatta :-'(...spero si possa aggiustare senza salassi stratosferici :-(, anche se temo lo saranno...:-'(((
Provo a consolarmi con la musica, ma mi sa che non mi riesce
Little talks - Of Monsters and Men