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mercoledì 25 dicembre 2019

Caro Babbo Natale ti scrivo




Caro Babbo Natale,
probabilmente l'ultima volta che ti ho scritto, la mia età anagrafica non aveva raggiunto le due cifre, ma ora, dopo tanto tempo, ho pensato fosse tornato il momento di riprendere carta e penna o meglio, tastiera e video e inviarti questa lettera che hai tra le mani.
Buffo, no? A quarantaquattro anni dovrei sapere che tu non esisti, ma poi, chi lo dice che sia così?
In realtà io credo ancora in te, forse perché ho ancora, anche se un po' più nascosto, uno spirito fanciullesco; credo nella magia, nei sogni e nelle favole.
Del resto se la religione ci insegna a credere in un Dio invisibile e onnipotente in grado di ridare la vista ad un cieco e di trasformare l'acqua in vino; allora perché non credere in un vecchio corpulento che porta doni e gioia in tutto in ogni angolo della terra?
Okay, okay, se tirassi fuori il mio lato cinico e realista dovrei avere seri dubbi sull'esistenza di entrambi, dato come stanno andando le cose in giro per il mondo, ma non è questo il momento.
Parliamo invece dell'anno che sta per finire e alla fine ti lascerò le mie richieste per il prossimo.
Com'è normale che sia, quest'anno è stato fatto di alti e bassi: la prima cosa da ricordare è sicuramente il matrimonio con Chiara; l'organizzazione è stato piuttosto impegnativa e faticosa, ma alla fine la festa è riuscita benissimo, è stata un splendida giornata e credo che siamo stati tutti, sposi e invitati, molto contenti. E di questo ti ringrazio.
In tutto ciò, la nota negativa è che purtroppo, per ora, la nostra continua a essere una relazione a distanza e questo ferisce entrambi.
Le bimbe continuano a crescere, ora camminano (abbastanza) bene entrambe, anzi corrono, si arrampicano e bisogna avere mille occhi per stare attenti che non si facciano male. Non parlano ancora bene, ma conoscono un sacco di paroline e tante continuano a impararne. Vederle fare progressi ogni giorno è una cosa meravigliosa.
In generale la salute va bene, c'è stata qualche piccola magagna, ma al momento l'abbiamo superata.
In conclusione posso ritenermi soddisfatto di quest'anno, anche se non ho ricevuto tutto quello che speravo e nonostante un po' di stanchezza, alla fine non posso che ringraziarti per tutte le cose positive che ci sono state.
Passiamo ora alle richieste di quest'anno (devi decidere tu se sono meritevole di riceverle oppure no, probabilmente a volte avrei potuto essere un po più bravo, ma altre sono stato decisamente buono dunque le cose si compensano, giusto?): come sempre ti chiedo salute e serenità per la me, la mia famiglia e le persone a me care. Lo so, è una cosa che tutti ti chiedono, ma se non ci sono quelle, non avrebbe senso che ti chiedessi altre cose, non trovi?
Ti chiedo poi un lavoro a Bologna, così posso trasferirmi stabilmente dalla mia famiglia. Durante la settimana mi mancano tremendamente tutti e conto sempre i giorni che mancano per rivederli.
Se poi volessi farmi vincere una piccola somma di denaro, la cosa non mi farebbe schifo. Lo so, è una richiesta decisamente venale, ma un aiuto economico andrebbe a rafforzare, almeno temporaneamente, quella serenità di cui sopra.
Ho come l'impressione di star dimenticando di scriverti qualcosa, ma forse era una bugia...
Il mio regalo per te è questa canzone che ti lascio qui sotto, spero tu gradisca. Buon Natale!



lunedì 14 gennaio 2019

Nicolas Cage Day: The Family Man




Qualche giorno fa è stato il compleanno di Nicolas Cage e noi amici del blog segreto, abbiamo deciso di regalargli una retrospettiva.
Certo questo non è tra i film più tamarri della carriera di Nicola Gabbia, ma è quello che al momento ho più chiaro in mente, per cui beccatevi questa recensione.

Se c'è una cosa che Nicolas Cage sa fare, è scegliersi dei buoni film o , per lo meno, film che hanno un buon potenziale (si perché anche quei mezzi fiaschi di "Segnali dal futuro" e "Next", tanto per citarne due, avevano le risorse per essere dei bei film, salvo buttare tutto in vacca dopo un buon inizio). Così è anche per questo "The family man", che non sarà un capolavoro, ma è una pellicola abbastanza furba e intelligente da piacere ad una buona fetta di pubblico.




Jack Campbell
è un ricco uomo d'affari di Wall Street, vive in un lussuoso attico, guida una Ferrari e  di sicuro non gli mancano le donne. Tutto sembra perfetto nella sua vita.
L'uomo sta per mettere a punto un'importante fusione e per questo ha organizzato una riunione d'emergenza per il giorno di Natale, dimostrando quanto la famiglia, conti poco per lui.
La sera della vigilia, tornando a casa, si ferma in un negozio dove incontra Cash, un ragazzo di colore, che vistosi rifiutato il pagamento di una vincita alla lotteria, sta per sparare al commesso.
Jack si offre di comprargli il biglietto e poi con arroganza offre anche il suo aiuto.
La mattina seguente, a Natale, Jack si risveglia in un letto che non è il suo, in una casa alla periferia del New Jersey, sposato con la sua vecchia fidanzata Kate (una splendida Téa Leoni), lasciata tredici anni prima, e padre di due figli.




Ancora confuso, Jack tenta di tornare al suo ufficio e al suo appartamento di New York, ma qui nessuno sembra riconoscerlo.
E' qui che incontra ancora una volta Cash, che gli spiega che sta vivendo un assaggio di quella che avrebbe potuto essere la sua vita se non fosse mai partito per studiare a Londra.
Questa "nuova vita" gli sta però un po' stretta, non è soddisfatto del suo lavoro di rivenditore di gomme e sia come padre che come marito commette un sacco di errori e ingenuità, come quando ha quasi tradito sua moglie Kate, con una donna sposata.
Tuttavia un po' alla volta, questa vita semplice comincia a piacergli, si innamora di Kate, si affeziona ai figli e inizia ad apprezzare il suo lavoro.



Quando, dopo qualche altro alto e basso, Jack capisce che è quella la vita che avrebbe sempre voluto e che quello che gli mancava nella sua agiata vita da uomo d'affari erano gli affetti famigliari, ritrova Cash che gli dice che "l'occhiatina" è finita e che deve tornare alla sua vecchia vita.
Tornato alla sua esistenza solitaria a New York, Jack decide di prova a ricontattare Kate, che nel frattempo, anche lei, è diventata una donna in carriera e sta per trasferirsi a Parigi.
Dopo averla raggiunta all'aeroporto, lui le racconta di come avrebbero potuto essere le loro vite se fossero rimasti assieme. Lei dubbiosa, ma incuriosita, accetta di prendere una tazza di caffè all'aeroporto, lasciando il finale aperto.




"The family man" è il classico film natalizio per famiglie che gioca la carte dei buoni sentimenti e si rifà chiaramente a "La vita è meravigliosa" di Frank Capra.
Brett Ratner se la cava con mestiere e alla fine porta a casa la pagnotta eppure a tratti, il suo film, risulta essere falso e ipocrita; mi riferisco in particolare alla vita "alternativa" di Jack, con una famiglia stile Mulino Bianco, in cui si vuol fare credere che abitare in una villetta di due piani e 6/7 locali, con una macchina da almeno 30.000 euro, sarebbe una vita difficoltosa e di "poco successo".
Certo forse lo sarebbe per il Jack milionario, ma chiunque altro, firmerebbe carte false per un tenore di vita come quello.
Del resto Ratner non è Frank Capra, e Nicolas Cage non è James Stewart e anche in questa pellicola, fatta eccezione per un paio di scene, tipo quando è costretto a cambiare il pannolino al figlio più piccolo, si conferma espressivo come un tostapane. Alla fine però il ruolo è simpatico e ci si affeziona al personaggio, perciò anche se l'interpretazione è quella che è, risulta meno detestabile di altre volte.
Ancora tanti auguri Nick e continua così altrimenti ci mancherai...



Qui di seguito gli altri amici che hanno partecipato all'iniziativa, fate un salto a leggere le loro recensioni:

Lazyfish: Mandy
Director's Cult: Drive Angry
La Bara Volante: The Rock
Non c'è paragone: L'ultimo dei templari
La fabbrica dei sogni: Stress da vampiro
Pietro Saba World: Mom and Dad
Cuore di celluloide: USS Indianapolis





venerdì 28 dicembre 2018

Meglio tardi che mai: Auguri e grazie...

Con un po' di ritardo, arrivo a salutarvi e a farvi gli auguri di buone feste. Natale è passato, per cui sarà per capodanno ed Epifania...
Avevo pensato a lungo su cosa scrivere per questo Natale; negli anni passati scrissi post cinematografici, ma questa volta mi sarebbe piaciuto fare qualcosa di diverso. Pensavo che avrei potuto inventarmi una lettera per Babbo Natale, magari divertente e curiosa oppure più seria per raccogliere le somme di questo 2018, ma non avevo le idee abbastanza chiare. Alla fine avevo deciso di scrive semplicemente un post di auguri per voi, pochi ma affezionati followers, ma quello che è mancato è stato il tempo; infatti in questi giorni sono stato con la mia compagna e le mie bimbe, ma tra pappe, pannolini, ultimi acquisti, visite ad amici, il tempo per mettermi al pc è stato veramente poco e anche quando averei avuto qualche minuto, ero decisamente troppo stanco...senza contare che mi è arrivato un potente raffreddore.
Anche questo post, a differenza di altri, sarà molto breve; mi auguro che abbiate passate un sereno giorno di Natale, che abbiate trovato qualche bel regalo sotto l'albero (non per forza materiale) e augurarvi nuovamente buone feste, ringraziandovi per questi bei mesi passati assieme.
Nei prossimi giorni proverò, impegni permettendo, a concludere il 2018 con qualche nuovo post, sperando di leggervi anche nel 2019.


mercoledì 5 dicembre 2018

[TAG] I miei Natali del passato



Pur senza venir nominato, partecipo ugualmente al tag dell'amico Miki Moz sui Natali del passato, anche perché questi post nostalgici mi piacciono e mi consento di variare rispetto alle solite recensioni o racconti.
Io non nominerò nessuno, ma se qualcuno volesse accodarsi e partecipare al tag, può consultare le regole generali sul post di Miki Moz.
Ma ora iniziamo:

GIOCHI

Tra carte, tombola e giochi di società, non ho mai avuto modo di annoiarmi durante le vacanze natalizie della mia infanzia, giovinezza e maturità. Spesso erano giochi che ci venivano regalati gli stessi Natali, come Cluedo, Heroquest o Master Quiz. Poi c'è stato un periodo in cui non si sfuggiva a lunghe maratone di Scarabeo, unico gioco a cui partecipava mia zia e che seppure mi piacesse molto mi era arrivato alla nausea.

FUMETTI

Beh sicuramente qualche Topolino, che storia a tema natalizio ne ha scritte a centinaia e poi Dylan Dog, che ha usato le storie ambientate durante le festività come critica sociale e metafora di un mondo non troppo giusto.




FILM

A parte l'ultimo anno che mi ha visto impegnato totalmente con la mia nuova famiglia, sono sempre andato al cinema durante tutto l'anno e il periodo natalizio non faceva eccezione, anzi...Ora non ricordo di preciso titoli visti in questo periodo, se non quelli della mia prima doppietta al cinema, proprio il giorno di Natale, assieme ad un amico "I fiumi di porpora" al primo spettacolo e "Wonder boys" a quello successivo.

(Se volete, invece, QUI trovate una piccola selezione di consigli di film a tematica natalizia che ho pubblicato un paio d'anni fa)

TELEVISIONE

Soprattutto quando ero più piccolo, durante il Natale, la televisione si trasformava e oltre a trasmettere corti della Disney e telefilm con puntate a tema c'erano numerose trasmissioni tv con puntate speciali, spesso con bambini protagonisti al posto degli adulti. Poi naturalmente ci sono tutti quei film che vengono trasmessi ogni singolo Natale e che ormai sono entrati nella tradizione: "I Gremlins", "Un poltrona per due", "Il piccolo lord", "Jack Frost" e molti altri...

CANZONE

Canzoni natalizie che mi piacciono sono diverse, avevo pensato di mettere "Happy Xmas (War is over)", ma già molti dei miei colleghi blogger lo avevano già fatto, avevo poi pensato a "Thanks God it's Christmas" dei Queen (questo peraltro sarebbe stato il periodo giusto, data l'uscita del film sulla band inglese) o alla più impegnata "Natale" di Francesco De Gregori, poi però mi è ricapitato di riascoltare questa canzone che non sentivo da tanti anni, forse proprio dagli anni dell'infanzia e l'effetto amarcord ha fatto tutto il resto per cui ecco a voi:



CIBO

Pasticcio di carne, tortellini in brodo, risotto, faraona ripiena, patate al forno, fagioli, lenticchie...e così via, piatti normalissimi, ma che a Natale acquistavano qualcosa di più speciale...E poi naturalmente i dolci: cioccolato, torrone, mandorlato, pandoro e panettone...

LUOGHI

Come dice il proverbio "Natale con i tuoi...", per cui dopo la messa si stava a casa nostra o di qualche parente e poi si completavano i giri dei conoscenti per gli auguri. Solamente da più grande, stanchi delle lunghe giornate casalinghe abbiamo cominciato a uscire. soprattutto la sera per andare al pub, al cinema o in qualche posto per svagarci un po'. Dovessi scegliere un unico posto però, probabilmente direi la stazione di Padova, dove per qualche anno ci siamo recati con gli amici per la messa di mezzanotte dedicata ai senzatetto, dove alla fine venivano distribuiti cioccolata calda e pandoro.

LIBRI

A parte gli ultimi anni che mi sono un po' impigrito, ho sempre letto moltissimo e le festività mi davano modo di concentrarmi maggiormente su questa mia passione, ma se dovessi ricordare di preciso titoli letti in questo periodo, non saprei che pesci pigliare. Tuttavia non posso citare la lettura natalizia per eccellenza: "Il canto di Natale" di Dickens



VIDEOGAMES

Anche in questo caso non ho ricordi di giochi particolari, ma posso citare i giochi a cui giocavo anche durante tutto il resto dell'anno come "Monkey Island" o "Indiana Jones and the Tales of Atlantis" oppure le lunghe partite a "Sensible soccer", "Fifa" o al calcio manageriale...Ancora prima ci sono stati i numerosi giochi del Commodore 64 di cui non ricordo un titolo

LIFE

La mattina di Natale, come ogni bambino che si rispetti, ci si svegliava presto, si andava a saltare sul letto dei nostri genitori, in modo da svegliare anche loro e poi si andavano a scartare i regali, anche quando già sapevamo di cosa si trattava, dato che a Babbo Natale non ci credevamo più da un pezzo. Poi si andava a messa e dopo di ciò si andava a pranzo, di solito coi parenti di mamma e solo più tardi, verso sera, si facevano i vari giri degli altri parenti e amici. Gli altri giorni venivano passati tra giochi, tv, passeggiate, anche a seconda del tempo. I ricordi più vivi vanno all'anno della grande nevicata, nel 1985 se non sbaglio, la prima che forse vedevamo noi piccini e la settimana bianca fatta qualche anno dopo con tutta la famiglia.

FOTO DI UN NATALE PASSATO


Il mio primo Natale, seduto sul tappeto di casa di nonna, dove spiluccavo il panettone per andare in cerca dell'uvetta che tanto mi piaceva (e che ancora mi piace). Si lo so, sono strano...:)

Come ho già detto non nomino nessuno, ma se volete accodarvi ben venga. Magari lasciatemi un link al vostro posto così possono venire a curiosare nei vostri blog.

sabato 23 dicembre 2017

Parenti Serpenti (1992)




A Natale siamo tutti più buoni? Forse, ma spesso più che di bontà si può parlare di buonismo e con questo film, per me fin troppo sottovalutato, Monicelli ci mostra tutta l'ipocrisia dell'umanità e più in particolare dell'italiano medio borghese, un film in cui traspare tutto il suo pessimismo.
Il film si apre con la voce fuoricampo del piccolo Mauro che ci presenta la cittadina dove si svolge la storia e alcuni dei suoi abitanti e lo attraverso il suo sguardo innocente, ma anche influenzato dai racconti che gli sono stati fatti dai genitori.



Poi passiamo a conoscere i personaggi di questa commedia: nonna Trieste, donna energica che ama molto la sua famiglia, il marito Saverio ex carabiniere ormai in pensione affetto da una leggera forma di demenza senile. Lina e Michele, i genitori di Mauro, lei sempre nevrotica, che lavora come bibliotecaria e lui, geometra comunale e iscritto alla DC (e così non manca anche qualche bella staffilata alla classe politica italiana); Milena, sorella di Lina, depressa perché impossibilitata ad avere figli e suo marito Filippo, maresciallo dell'Aeronautica; Alessandro, terzo figlio di Trieste e Saverio, impiegato alle poste, dalle ideologie comuniste, ma che ha ottenuto il lavoro tramite raccomandazione del cognato democristiano (e mettiamoci una bella critica al mal costume del nepotismo), sua moglie Gina, snob e che probabilmente tradisce il marito con uomini che le regalano oggetti costosi e per questo mal sopportata dalle cognate, la loro figlia Monica, ragazzina leggermente sovrappeso che ha come sogno quello di diventare ballerina di Fantastico (probabilmente caricatura della persona mediocre, dai sogni futili, ma allo stesso tempo incapace di impegnarsi per raggiungerli). Infine c'è Alfredo, professore d'italiano in un istituto femminile, celibe e senza figli.




All'inizio sembra procedure bene secondo le più tradizionali consuetudini natalizie nostrane, con il cenone della vigilia, la processione, la tombola, la messa di mezzanotte e lo scambio di regali con le prime ipocrisie, ma la scintilla che porterà all'esplosione dei rapporti tra il parentado, è l'annuncio dei nonni, durante il pranzo di Natale, di voler andare a vivere con uno dei figli (a loro scelta) in cambio della casa come eredità.



Nessuno però è disposto a rinunciare alle proprie abitudini e alla propria pace famigliare, ne nascono così una serie di feroci litigi che smascherano tutte le ipocrisie, i rancori, gli odi e le gelosie oltre a mostrare gli scheletri negli armadi, fino a quel momento nascosti per paura di essere giudicati.
Inoltre Monicelli mostra quanto la famiglia possa essere volgare e grossolana quando i parenti litigano per l'umile casa e i pochi oggetti di scarso valore che essa contiene, ma non sono in alcun modo disposti a occuparsi dei propri cari.



Il finale del film è poi uno dei più cattivi e feroci della commedia italiana degli ultimi trent'anni, che non lascia spazio a positività o speranza (per il regista la speranza è una trappola inventata da chi è al potere). Ipocrisia che viene smascherata dalle parole del piccolo Mauro, nel suo tema al ritorno dalla vacanze.
In quest'opera di Monicelli, girata quasi come se fosse una pièce teatrale, non esistono personaggi positivi, ma tutti nascondono una doppiezza e falsità di carattere tipiche del cinema del regista romano.



Un classico film natalizio, ma che a differenza della maggior parte dei film ambientati durante questa festività, non la esalta, ma invece ne mostra tutta la superficialità e falsità.
Ottimi tutti gli interpreti, in particolare quello femminile su cui svettano Marina Confalone, Cinzia Leone e Pia Velsi.

GLI ALTRI FILM DELLA CINEVIGILIA:

SOLARIS: A CASA PER LE VACANZE
MOZ O'CLOCK: BATMAN RETURNS
NON C'E' PARAGONE: GREMLINS
IL BOLLALMANACCO DI CINEMA: SOS FANTASMI
LA COLLEZIONISTA DI BIGLIETTI: NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS
LA BARA VOLANTE: GREMLINS
PIETRO SABA WORLD: SANTA CLAUSE 1994
DIRECTOR'S CULT: VERY MURRAY CHRISTMAS

venerdì 23 dicembre 2016

18 consigli natalizi

Ormai ci siamo, mancano pochi giorni a Natale, la festa che tutti i bambini aspettano con impazienza ed entusiasmo, il giorno in cui si dice si dovrebbe essere più buoni, per i fedeli la ricorrenza della nascita di Gesù, per i più cinici, solo un inno al consumismo...Ma io non sono qui a discutere sul significato di tale festa, invece voglio consigliarvi alcuni film di ambientazione natalizia...
Qui di seguito vi suggerisco alcuni film (diciotto per la precisione), da gustarvi da soli o in compagnia durante queste feste...Nella lista ho incluso alcuni cult, mentre altri li ho lasciati fuori per inserire film meno noti o che non vi aspettereste che siano ambientati durante il Natale...

La vita è meravigliosa: La storia è quella di George, uomo di buon cuore, che ha vissuto una vita di sacrifici, che improvvisamente si ritrova sul lastrico e sommerso dai problemi, decidendo perciò di suicidarsi, ma grazie all'intervento di un angelo si ravvede e torna a vedere le cose in positivo.
Il film è uno dei capolavori di Frank Capra, padre dell'american way of life, uno dei massimi esponenti della commedia americana.



Black Christmas - Un Natale rosso sangue: Durante le feste di Natale, le inquiline di un convitto di un college femminile, cominciano prima a ricevere inquietanti e minacciose telefonate, poi a scomparire l'una dopo l'altra, ma chi è il misterioso assassino? Uno dei primi horror di ambientazione natalizia; film di sicuro effetto, grazie anche ad alcune scene di forte impatto.




Jack Frost: Per inseguire i suoi sogni di musicista, Jack Frost trascura la famiglia. Accortosi di quello che sta perdendo, decide di affrontare una tormenta di neve pur di tornare in tempo da sua moglie e suo figlio per festeggiare il Natale. Rimane però vittima di un incidente, morendo sul colpo. Un anno dopo l'uomo torna in vita prendendo le sembianze del pupazzo di neve che suo figlio ha costruito davanti casa. Commedia di buoni sentimenti, che forse a qualcuno andrà indigesta, ma che io ho trovato piacevole e realmente commovente.



Una poltrona per due: Pellicola che immancabilmente viene proposta sulle nostre televisioni, ogni singolo Natale e giustamente, aggiungerei...Landis era un maestro della commedia e qui dimostra tutto il suo estro, così come tutto il cast da Dan Aykroyd a Eddie Murphy passando per la sempre stupenda Jamie Lee Curtis...La storia, che conoscerete sicuramente tutti, è quella dei fratelli Duke, due potenti finanzieri di Philadelphia, che per scommessa scambiano le vite di uno dei loro uomini migliori, con quella di un senzatetto imbroglione. Il primo cadrà così in miseria, mentre l'altro dimostrerà di avere un inaspettato fiuto per gli affari. Quando i due uomini scopriranno di essere stati vittime del gioco dei due fratelli, si coalizzeranno per una piacevole vendetta.




Nightmare before Christmas: Film nato dal genio di Tim Burton, racconta la storia di Jack Skeletron, che tenta di portare il Natale nella terra dove è sempre Halloween, creando però confusione sia nella sua terra che nel mondo degli uomini e mettendo a rischio la celebrazione del Natale. Splendide le musiche di Danny Elfman.




Trappola di cristallo: Durante i festeggiamenti del Natale, i dipendenti di una multinazionale giapponese, nella sede di Los Angeles, vengono presi in ostaggio da alcuni terroristi tedeschi. A risolvere la situazione sarà l'agente John McClane, che si trova nell'edificio per incontrarsi con la moglie e passare le feste assieme. McTiernan dirige uno dei migliori action movie degli anni 90, un film carico d'azione, muscoli, ma anche divertimento e umorismo. Bruce Willis entra di diritto tra i duri della storia del cinema.




Parenti serpenti: Come da tradizione, gli anziani coniugi Trieste e Saverio, ospitano per le feste di Natale i figli con le rispettive famiglie. La convivenza porta presto alla luce vecchi rancori, gelosie e clamorosi segreti. Quando poi, i due attempati genitori, chiedono ai figli di ospitarli, perché non più autosufficienti, la situazione degenera. Il finale è uno dei più cattivi e cinici della storia del cinema.
Monicelli firma una pellicola graffiante e grottesca, che mette in luce i difetti dell'italiano medio e dell'umanità in generale. Egoismo, falsità, tradimenti, sono solo una parte dei peggiori sentimenti che i protagonisti rivelano di se stessi.




Tokyo Godfathers: Durante la notte di Natale, in una Tokyo innevata, tre senzatetto (l'ex ciclista alcolizzato Gin, il travestito Hana e Miyuki, una ragazzina scappata di casa) trovano nella spazzatura una neonata. Subito si mettono alla ricerca della famiglia della piccola, rivelando il loro passato sofferto. Bel film d'animazione firmato da Satochi Kon, in bilico tra commedia e dramma, una pellicola adulta che fa divertire, ma soprattutto riflettere.




Un minuto a mezzanotte: Thomas ha nove anni, e vive con la madre e il nonno in un lussuoso castello nei pressi di Parigi. Il bambino ama i supereroi e film d'azione, così ha trasformato parte del castello in un campo da battaglia; inoltre è un piccolo genio dell'elettronica in grado di aggiustare un motore e di installare una tv a circuito chiudo in casa. Credendo ancora a Babbo Natale, ma assalito da qualche dubbio insinuatogli dai compagni di scuola, Thomas decide di spiare l'arrivo di Santa Claus attraverso le telecamere sparse per il castello. Ad arrivare in casa sua, proprio la notte di Natale, in cui il ragazzino è solo con il nonno, sarà invece uno dei finti Babbi Natale licenziati dalla madre, dal grande magazzino in cui lavora. Thomas dovrà quindi difendere il forte.
Gradevole thriller francese, non sempre credibile, ma che riesce a catturare l'attenzione e a divertire.



Gremlins: Un inventore, trova in uno strano negozio, un simpatico animaletto chiamato Mogwai e decide di regalarlo al figlio per Natale. Tuttavia ci sono alcune regole da rispettare (non esporlo alla luce troppo forte, non bagnarlo e non dargli da mangiare dopo la mezzanotte). Inavvertitamente il ragazzo trasgredisce a così nascono numerosi mostricciattoli che mettono a soqquadro la cittadina.
C'è poco da aggiungere ad uno dei capolavori di Joe Dante, un film che ha cresciuto almeno tre generazioni di ragazzi. Divertente, emozionante, metaforico...Un cult imperdibile. Va ricordato che la leggenda metropolitana dell'uomo travestito da Babbo Natale, intrappolato nel camino, nasce proprio da questo film.



The Family Man: Jack Campbell parte per l'Europa per una borsa di studio, promettendo alla fidanzata che sarebbe tornato dopo un'anno. Dieci anni dopo Jack è un uomo di successo, che pensa agli affari anche a Natale e in cui c'è poco spazio per i sentimenti. Una mattina, risvegliandosi, si ritrova accanto all'amata Kate con cui  ha due figli, come se non l'avesse mai abbandonata e con una vita, certamente meno agiata, ma piena d'amore e buoni sentimenti. Diciamolo subito, questa è una commedia al saccarosio e non a tutti può piacere e l'espressività di Nicolas Cage certo non aiuta, ma io l'ho trovata gradevole e godibile. Quello che invece non mi è piaciuto del film è l'ipocrisia tipica di un certo tipo di pellicole made in USA, perché se si vuole far passare per vita dura quella del Jack in una casa a due piani, con una macchina da trenta mila euro, una bellissima moglie e due splendidi figli..beh ci sarebbe da discutere...


S.O.S. Fantasmi: Frank Cross è ilcinico e autoaritario proprietario di una rete televisiva americana. In occasione delle feste di Natale, decide di far inscenare "Il Canto di Natale" di Dickens, ma improvvisamente verrà colto da allucinazioni che porteranno egli stesso a rivivere il famoso racconto. Alla fine Frank sarà un uomo cambiato e di buon cuore.
Tra le numerosi trasposizioni della celebre opera dickensiana, questa è sicuramente una delle più originali e divertenti. Spettacolare Bill Murray



Krampus - Natale non è sempre Natale: Max è un ragazzino che crede ancora nello spirito del Natale, ma quando la sua famiglia si riunisce le feste, i soliti rancori e dispetti rischiano di rovinare l'atmosfera che il ragazzo tanto desidera. In un impeto di rabbia, Max strappa la lettera che aveva scritto a Babbo Natale, voltando le spalle alla festività e risvegliando così il Krampus, un demone natalizio che punisce tutti quelli che tradiscono la memoria del Natale. Commedia horrorifica uscita nel 2015 (da noi non è passata nelle sale) che strizza l'occhio al cinema di Joe Dante e ad altre pellicole degli anni 80. Diretta e recitata molto bene, una vera chicca degli ultimi anni. Imperdibile.




Trasporto eccezionale - Un racconto di Natale: Strani avvenimenti cominciano ad accadere in un piccolo villaggio della Lapponia: numerose renne vengono trovate trucidate, mentre alcuni bambini spariscono da casa. Tutto sembra coincidere con il ritrovamento di una strana creatura da parte di un gruppo di scienziati americani. Il piccolo Pietari scoprirà così che Babbo Natale non è forse, quel gioviale personaggio che tutti conosciamo. Interessante pellicola nordica, con qualche caduta, ma tutto sommato che si eleva rispetto a tanti altri horror recenti.



Benvenuti a casa Gori: Per le festività natalizie la famiglia Gori si ritrova tutta assieme, ma invece di pace e armonia, torneranno a farsi sentire frizioni e contrasti, scatenando diversi litigi. Solo alla morte dell'anziano e malato capofamiglia, i parenti si riuniranno. Uscita due anni prima di Parenti Serpenti, questa commedia di origine teatrale, non riesce ad averne la stessa verve o la stessa forza polemica. Tuttavia rimane un buon film, divertente e con un cast in forma (in particolare quello femminile).



Una promessa è una promessa: Un uomo d'affari, per rimediare al poco tempo dedicato alla famiglia, farà di tutto per trovare il giocattolo tanto desiderato dal figlio, ritrovandosi a passarne di cotte e di crude. Schwarzenegger non sarà un gran attore, ma a differenza di altri colleghi, riesce a divertire anche quando, smettendo gli abiti da eroe tutto muscoli e azione, passa alla commedia più leggera.



Natale di sangue: All'età di cinque anni Billy assiste all'omicidio dei suoi genitori da parte di un assassino vestito da Babbo Natale: Traumatizzato finirà con il fratellino in un riformatorio, dove la severa madre superiora, con i suoi discutibili sistemi educativi, peggiorerà il malessere del bambino. Quando a diciotto anni, il titolare del grande magazzino dove lavora, costringerà il ragazzo a vestirsi da Babbo Natale, Billy impazzirà e lascerà dietro di se una lunga scia di sangue. Discreto slasher movie, che ha la sua forza nell'idea di creare un Babbo Natale assassino e nella messa in scena degli omicidi.




Festa in casa Muppet: Versione fedele del Canto di Natale di Dickens interpretata dai pupazzi inventati da Jim Henson oltre che da un bravo Michael Caine. Di solito i film con parti cantate non mi piacciono molto, ma in questo caso devo dire che ho apprezzato anche le canzoni che risultano ben azzeccate.



Beh...questo è tutto...Buon Natale a tutti!

mercoledì 23 dicembre 2015

Non è buono ciò che è buono

E' quasi Natale: ecco dunque un racconto a tema, un po' diverso dai soliti...

“Perché mi fai questo?” chiese il piccolo Filippo rannicchiato in un angolo accanto al caminetto acceso.
“Perché sei stato cattivo” rispose l’uomo ridendo, e calò con forza la mannaia sulla testa del bambino, provocando un rumore secco, come di legna spezzata. Il sangue schizzò sul pavimento, sulle pareti e sulle tende della finestra; alcune gocce arrivarono addirittura sul soffitto. Poi gettò il corpo dentro ad un sacco, se lo caricò in spalla e se ne andò.
Arrivato a casa, passò per la cucina dove svuotò il sacco sul grosso tavolo in legno.  Ne uscirono una mezza dozzina di piccoli corpicini, alcuni dei quali fatti a pezzi, che macchiarono la tavola di sangue ancora fresco. Per un istante, l’uomo si ritrovò a fissare gli occhi ancora spalancati, dell’ultimo bambino a cui aveva fatto visita, ma si affrettò a distogliere lo sguardo.
“Ketkrókur!” chiamò
Un omino, basso di statura, arrivò tutto trafelato: "Si, capo!?"
“E’ arrivata la cena” rispose l’uomo indicando i cadaveri sul tavolo “i vestiti gettali con gli altri nello scantinato…Io intanto vado a lavarmi…”
“Va bene capo”
Mentre Ketkrókur, faceva bollire quelle tenere carni, l’uomo si infilò sotto la doccia bollente, lasciando che l’acqua gli scivolasse su tutto il corpo, portandosi via tutta la stanchezza accumulata quel giorno. Poi si insaponò per bene, lavando con cura la folta barba, e prima di uscire, si concesse una sega, ripensando a quella graziosa brunetta della sera prima. I migliori cinquanta euro spesi per una scopata.
Indossò l’accappatoio rosso, e poiché la cena non era ancora pronta, si accese un sigaro che andò a fumare in veranda. Le stelle erano particolarmente luminose quella sera e l’aria, fresca e frizzante; una serata ideale per portarsi avanti con il lavoro. Cominciava a essere stanco, erano ormai tre mesi che lavorava tutti i giorni, quattordici ore al giorno, la maggior parte delle quali di sera. Ma ormai mancava poco, ancora un paio di settimane e se ne sarebbe andato in vacanza; quest’anno a Santo Domingo, spiagge calde e ragazze seminude.
“Prima però mi ci vuole qualche lampada abbronzante” pensò “sono bianco come un cadavere”
Una voce interruppe i suoi pensieri.
“Cosa?”
“E’ pronto, capo” ripetè Ketkrókur
La grande tavola era stata preparata per una sola persona. Lui voleva così. Quando aveva finito, i suoi aiutanti potevano sedersi tutti assieme e finire quello che era rimasto, o anche cucinarsi qualcosa in più se preferivano, ma prima lui doveva mangiare da solo.
Consumò il suo pasto avidamente, e dopo essersi pulito la barba con il dorso della mano, si lasciò sfuggire un grosso rutto.
“Beh, devo ammettere che non eravate così cattivi come credevo. Anzi siete stati proprio gustosi”
Rise di gusto a quella battuta; poi andò al mobile bar e si versò un bicchiere di cognac, che ingurgitò tutto d’un fiato.
Un altro piccolo omino entrò silenziosamente nel soggiorno
“Capo, è tutto pronto, i sacchi li abbiamo già caricati…”
“Oh…grazie” rispose l’uomo “prima però portami un po‘ di quella roba”
“Ma capo…” obiettò l’omino
“Ohh…non rompere i coglioni anche tu…o ti faccio fare la fine di tuo cugino…”
“Okey…scusa” disse l’omino sparendo alla svelta.
Ritornò dopo pochi minuti portando una bustina piena di polvere bianca.
L’uomo ne prese una manciata, e dopo averla ben sistemata sul tavolo, la fece sparire su per il naso.
“Bene ora posso anche andare”
L’uomo indossò il suo vestito rosso da lavoro, i suoi stivali neri da lavoro, poi uscì e salì sul suo pick-up da lavoro.
Un altro di quei piccoli omini arrivò di corsa:
“Santa Claus, le liste!” disse consegnando due grosse agende
Grazie, Giljagaur” rispose l’uomo
Sulla prima delle due agende, era scritto in grandi caratteri dorati: “BAMBINI BUONI”, e dopo una veloce occhiata la gettò sul sedile posteriore. Poi prese la seconda agenda, sulla quale era scritto in caratteri cubitali rossi “BAMBINI CATTIVI”, la sfogliò fino a che arrivò alla pagina segnata con una piegatura; con la penna cancellò l’ultimo nome non ancora depennato, poi accese il motore e partì.