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La ribollita toscana come rimedio contro il freddo

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La ribollita toscana

Lo ammetto, in questo periodo non ho una gran voglia di cucinare. Sia ben chiaro, non è che mi sono convertita ai cibi semilavorati o ai fast food, lungi da me, ma forse per il troppo cucinare per Natale, forse per i chili messi nel mese di Dicembre, preferisco vedere un bel film o leggere un libro, piuttosto che mettermi ai fornelli.
La cosa che ad alcuni potrebbe sembrare banale e priva di importanza, mi preoccupa molto. Non è da me che ho come priorità quasi assoluta la cucina, non volermi mettere ai fornelli.
Pensando e ripensando, sono giunta alla conclusione che, pur non essendo la sola causa, uno dei motivi è questo freddo che mi pietrifica letteralmente o quantomeno mi induce a rintanarmi nel mio bel lettone con lo scaldasonno acceso, piuttosto che sfogliare i miei amati libri di cucina.

Eppure, devo proprio al freddo l'idea di preparare una ricetta a me molto cara, di origine toscana, che preparava una mia amica, il cui ricordo mi accompagna sempre.
In questi giorni freddi, non c'è nulla di meglio di una zuppa, anzi, c'è qualcosa di ancor più corroborante: la ribollita.
Questa zuppa toscana ha la particolaritĂ  di nascere come zuppa appunto, ma di essere ripassata al forno il giorno seguente la sua preparazione, su un letto di pane per essere gustata ancor meglio.

Mi è sempre piaciuta e probabilmente l'avrei preparata anche prima se non mi fosse mancato, almeno fino ad oggi, l'ingrediente necessario a prepararla, il cavolo nero.
Vi sarà facile immaginarvi in quanti nanosecondi ho deciso di preparare la ribollita, quando Fabio è entrato dalla porta, di ritorno dal supermercato, e mi ha comunicato di aver trovato il cavolo nero.
Come dicevo, la ribollita è una zuppa che viene passata al forno il giorno dopo la sua preparazione, nulla vieta però di non "ribollirla" e di consumare la zuppa di cavolo nero come tale oppure di ribollirla subito, appena "ghiaccia".

La ribollita toscana

Ribollita toscana

Zuppa di cavolo nero
(da "Siena e il suo Chianti"di C.Camporesi)

Ingredienti:

500 g di foglie di cavolo nero
150 g di pancetta salata (preferibilmente il rigatino)
1 spicchio d'aglio
1 cipolla
olio extravergine d'oliva
pecorino piccante
sale e pepe
pane casereccio raffermo

La ribollita toscana

Tritare la pancetta, lo spicchio d'aglio e la cipolla e rosolare in 2-3 cucchiai d'olio .
Lavare accuratamente le foglie di cavolo, tritarle grossolanamente ed aggiungerle al soffritto.
Coprire la pentola e lasciare cuocere qualche minuto in modo che la verdura appassisca; aggiungere acqua leggermente salata e continuare la cottura per circa un'ora e mezzo.

Preparare in una zuppiera le fette di pane casereccio raffermo, arrostito e agliato, salare, pepare, irrorare d'olio ed aggiungere il cavolo con la sua acqua di cottura.
Lasciare riposare qualche minuto, aggiungere un filo d'olio e servire con formaggio pecorino.

Ribollita
Per ottenere una buona ribollita si usa la zuppa precedente preferibilmente dopo alcuni giorni.
Si ammorbidisce con un po' di brodo o in mancanza, con poca acqua leggermente salata.
Si sistema in una pirofila, si irrora con abbondante olio e si riscalda n forno dove farĂ  una crosticina.
Prima di servirla, si cosparge la superficie con la cipolla rossa fresca tritata, se gradito con aglio tritato, e un filo d'olio.

La ribollita toscana

Speriamo che questa calda zuppa mi riporti la voglia di cucinare...nel frattempo un po' mi sono riscaldata.

Anna Luisa




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Zuppa di cicerchie e vongole, tra routine e cambiamento

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Zuppa di cicerchie e vongole

Ci sono dei momenti nella nostra vita in cui vorremmo cambiare tutto, cercare novitĂ , qualcosa che ci dia una nuova spinta. Spesso, anche se potrĂ  sembrare strano, noi donne, per iniziare la "trasformazione", cambiamo taglio o colore dei capelli, oppure studiamo un nuovo trucco. In ogni caso, in questi momenti, perdiamo quasi di razionalitĂ  in nome del "cambiamento".
In altre fasi della nostra vita invece capita che vorremmo che nulla cambi, quasi come se si potesse fermare il tempo, ed avere una vita fatta di routine, di giornate quasi tutte uguali, scandite dalla solita sveglia, dal solito percorso per andare a lavoro, ma anche dall'abbraccio mattutino e dal bacio della buonanotte.

Questi due modi di "voler essere" si alternano continuamente nelle nostre vite, ed è proprio quest'alternanza che caratterizza ciascuno di noi e ciò che vogliamo essere.
Come dicevo prima, purtroppo spesso si perde di razionalitĂ , rischiando di fare scelte di cui poi ci si pentirĂ .

Zuppa di cicerchie e vongole

Quando vengo assalita anche io da questa ventata di cambiamento, oltre naturalmente a cambiare colore ai capelli, cerco di fermarmi a riflettere ed ho notato che spesso la risposta a dove si vuole andare, la si trova semplicemente guardando il passato ed il presente.

Guardando le nostre radici, seguendo gli insegnamenti di chi ci ha preceduto, ma allo stesso tempo, guardando attorno a noi, chi ci ama, chi sta facendo parte della vita che stiamo creando di giorno in giorno.

Non so dove andremo e come diventeremo, la vita riserva tantissime sorprese, ma sono felice che il mio percorso parta da radici solide e che io sia affiancata da un compagno che mi è sempre stato vicino qualunque scelta io facessi e mi ha sempre sostenuta ed aiutata.
Il piatto che vi propongo oggi è molto semplice, ma utilizza un antico legume, la cicerchia, che negli ultimi tempi è stata rivalutata, abbinata con le vongole, un tocco nuovo nato da un'idea di Fabio.

Zuppa di cicerchie e vongole


Zuppa di cicerchie e vongole


Ingredienti:

500 g di vongole
200 g di cicerchie
400 g maltagliati
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva
sale
peperoncino

Zuppa di cicerchie e vongole

Preparare i maltagliati: impastare 300 g di farina e 3 uova, quindi dopo aver lasciato riposare l'impasto, stenderlo sottilmente e tagliarlo a losanghe irregolari ( si possono ottenere i maltagliati anche dagli avanzi di pasta quando si preparano le paste ripiene).

La sera prima mettere le cicerchie in ammollo.
Dopo almeno 12 ore sciacquarle e metterle in pentola con dell'altra acqua.

Portare ad ebollizione e cuocere finché le cicerchie non risultino abbastanza tenere.
Prelevarne una metĂ  e frullarle con il mixer o passarle con il passaverdura se si vuole un effetto piĂą "rustico".
Rimettere nella pentola la crema di cicerchie ottenuta.
I
n un'altra pentola riscaldare 2 cucchiai di olio con l'aglio ed aggiungervi le vongole, coprire e cuocere per circa 10 minuti, scuotendo la pentola di tanto in tanto.
Eliminare il guscio ad una metĂ  della vongole e metterle da parte.

Unire alle cicerchie l'acqua di cottura delle vongole filtrata.
Quando avrĂ  ripreso il bollore, salare, buttare la pasta e cuocere per circa 5 minuti, unire le vongole ed infine qualche semino di peperoncino.

Servire con un filo d'olio.

Zuppa di cicerchie e vongole

Prima di lanciarsi nei cambiamenti, così come prima di lamentarsi di qualche aspetto della propria vita, magari basta guardarsi attorno per rendersi conto che tutto ciò che cerchiamo è già vicino a noi.

Anna Luisa




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MTChallenge di Gennaio: la Zuppa della nonna

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Zuppa della nonna con verdure, fagioli e funghi

Ricomincia l'anno e torna il nostro appuntamento mensile con l'MTchallenge.
Ormai conoscete tutti questo gioco che dĂ  una sorta di dipendenza. In palio ci sono automobili di lusso, vacanze ai Carabi o gioielli, vi domanderete, ed invece no, nulla di tutto ciò. Vincendo l'MTChallenge si vince solo la scelta della ricetta per la sfida successiva (tradotto, catapultarsi a decidere quale ricetta proporre, prepararla, fotografarla e scrivere il post in tempi record) e l'onere/onore di  essere il terzo giudice nella sfida proposta.

La vincitrice di questo mese è Vittoria, vincitrice per la seconda volta dell'Mtchallenge, secondo lei senza idee di quale ricetta proporre, ma secondo me ciascuna di noi la ricetta da proporre per questo gioco la porta con sé, dentro il suo cuore, è un ricordo, un piatto che è piaciuto particolarmente, insomma la nostra Vitto non si è lasciata scoraggiare ed ha tirato fuori dal cilindro magico non una sola, ma ben due ricette della tradizione genovese la Mesc-ciua ed il minestrone, ma non uno qualsiasi, quello di casa sua.

Zuppa della nonna con verdure, fagioli e funghi

Ad una sfida così non potevo che rispondere con la zuppa della nonna. Anche qui ci sono delle cosa da precisare: mia nonna faceva la zuppa il martedì per la precisione. Mi sono sempre chiesta perché i legumi andassero quel giorno, ma lei da vecchia massaia, sapeva come cambiare quotidianamente l'alimentazione ed allo stesso tempo per non aver da pensare troppo a cosa cucinare, utilizzava un tipo di ingrediente sempre nello stesso giorno della settimana. Dicevo che il martedì si mangiavano legumi in vario modo tra cui le zuppe. Purtroppo non esiste una ricetta codificata della nonna perché solitamente era un insieme delle verdure che offriva...il frigo (mica avrete pensato l'orto?).

Mia nonna chiamava mia zia Letizia:" Letì, guarda cosa c'è in frigo" e così iniziava la preparazione.
Ho davanti a me l'immagine di mia nonna che sfronda verdure, mentre mia zia senza neanche brontolare (santa donna) le lavava tutte e le tagliava se necessario.
I legumi erano stati messi in ammollo la sera prima, ma come ho detto, si sapeva che il lunedì sera erano da "ammollare" i legumi di turno.

Per la zuppa che vi preparo io invece, non ho svuotato il frigo, ma saccheggiato il mercato, si. Neanche un mercato qualsiasi, ma il Mercato della Terra organizzato da Slow food. E ne siamo usciti non solo carichi di prodotti, ma arricchiti anche da nuove nozioni. Una di queste è che la campagna della mia cittĂ , in particolare la zona di Schito,  nota per la produzione dei Carciofi violetti di Schito, presidio Slow Food, produce anche una qualitĂ  di fagioli: il Fagiolo Canario di Schito.

Questo fagiolo piccolo e di colore giallo paglierino veniva seminato e consumato dai contadini in quanto alternando le file di carciofi con le file di fagioli, i carciofi ne traevano beneficio. I fagioli prodotti però non erano destinati alla vendita. Tutto ciò fino a poco tempo fa, quando è stato deciso dai contadini di fare conoscere anche all'esterno delle proprie case la bontà e la dolcezza di questo fagiolo.
Ovviamente non ho potuto non utilizzarlo nella zuppa per l'MTchallenge.

Un'altra variazione alla zuppa di mia nonna è stata l'aggiunta dei funghi porcini secchi al soffritto iniziale per dare maggiore sapore alla zuppa stessa. Mentre un segreto insegnatomi da mia nonna è quello di frullare una parte dei fagioli riducendoli in crema per donare densità alla zuppa.
Un'altra variante che ho introdotto è il trito di aglio, prezzemolo e noci che esalta ancora di più i sapori della zuppa.

Ogni zuppa merita un degno accompagnamento e, per restare in zona, ho scelto il "vascuotto" (in italiano sarebbe biscotto) di grano di Agerola, sempre per rimanere nei confini piĂą prossimi. 

Zuppa della nonna con verdure, fagioli e funghi

Zuppa della nonna:


Ingredienti

per 6 persone:

150 g di Fagioli Canari di Schito
1 fascio di bietole
1 cavolo nero
1 fascio di cardi
1 fascio di cicoria
10 pomodori piccadilly
2 teste d'aglio
10g di funghi porcini secchi
prezzemolo
50 g di noci sgusciate
Vascuotti di grano di Agerola
olio extravergine d'oliva
sale e pepe

La sera mettere in ammollo in acqua fredda i fagioli e lasciarli riposare una notte.

La mattina successiva scolare i fagioli dall'acqua e metterli in un tegame, possibilmente di coccio,
coperti d'acqua fredda.
Portare ad ebollizione e cuocere per circa due ore.

Quando i fagioli saranno cotti, sgocciolarli dall'acqua di cottura conservando quest'ultima.

Prelevare un paio di mestoli di fagioli con uno della loro acqua di cottura e frullarli. Metterli da parte.

Nel frattempo lavare le verdure e tagliarle a pezzi.

Preparare un trito con prezzemolo, un aglio e noci e metterlo da parte.

Tagliare anche i pomodori.

Mettere i funghi in ammollo per circa un quarto d'ora in acqua calda, quindi strizzarli e tritarli.
In una altro tegame di coccio, riscaldare l'olio e, quando sarĂ  caldo, aggiungervi i funghi secchi tritati e la testa d'aglio.
Lasciare cuocere fino a che l'aglio si sia imbiondito, quindi eliminarlo ed aggiungere i pomodori.
Dopo 5 minuti cominciare ad aggiungere le verdure iniziando dal cardo e dalla cicoria e mescolare, quindi unire il cavolo nero e le bietole quando le prime si saranno ridotte di volume ed avranno iniziato a cuocersi.
Quando anche le ultime verdure si saranno ridotte di volume, iniziare ad aggiungere l'acqua del fagioli, 2-3 mestoli all'inizio e continuare aggiungendo un mestolo alla volta man mano che si sarĂ  concentrata la zuppa. Dopo circa venti minuti aggiungere la crema di fagioli e mescolare.
Aggiungere i fagioli e proseguire la cottura per altri 10 minuti. Salare e pepare.

Servire la zuppa  con un cucchiaino di trito, accompagnandola con i vascuotti di grano di Agerola ed irrorata con un filo d'olio extravergine d'oliva.

Zuppa della nonna con verdure, fagioli e funghi

Il problema maggiore della sfida lo abbiamo trovato al momento dell'impiattamento, quando io volevo proporvi una presentazione tradizionale (la solita minestra insomma :-D) e Fabio voleva provare a giocare anche un po' con un impiattamento più moderno o comunque diverso. A voi la scelta di quale preferite perché ovviamente veli presentiamo entrambi, anche se alla sfida partecipa quella tradizionale.

Zuppa della nonna con verdure, fagioli e funghi

Zuppa della nonna con verdure, fagioli e funghi

Zuppa della nonna con verdure, fagioli e funghi

Zuppa della nonna con verdure, fagioli e funghi




Buon appetito

Anna Luisa e Fabio


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Clam chowder...dal Maine con amore

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Qualche anno fa siamo andati negli Stati Uniti per il matrimonio di mio cugino in Colorado. Essendo fine Settembre, abbiamo deciso di fare una sosta nel Maine prima di tornare a casa, per ammirare il foll-foliage o indian summer, cioè il mutamento cromatico delle foglie degli alberi che diventano rosse. E' uno spettacolo fantastico, ed anche se in quel periodo il fall foliage era solo all'inizio, non potremo mai dimenticare quei bellissimi paesaggi che si presentavano ai nostri occhi con i loro giochi cromatici.







Un classico piatto che si assapora in New Englan è la Clam chowder, una zuppa con le vongole,  ed oggi ve ne proponiamo la ricetta.