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sabato 21 marzo 2026

Michele-Mezzanotte. Psicologia a teatro-Chiedi allo psy. Serata del 20 Marzo 2026


 Nell'attesa dell'inizio non ho fatto nemmeno una photo talmente intenta ad assaporarmi l'atmosfera dell'amè sconosciuto teatro. Neanche un video, nemmeno dopo aver notato la mia vicina del N°17 intenta a immortalare una canzone a tende chiuse in un video, non prima di aver informato non so chi di essersi seduta davanti. Nell'attesa la osservavo, occasionalmente davo un'occhio alla platea che iniziava a riempirsi, ascoltavo i brani d'intrattenimento e il tendone. Dalla prima file il tendone di un teatro è immenso, le frange poste in alto come chiusura le ho trovate decentrate in alcuni punti rispetto al bordo ed i quesiti son qui sorti spontanei; Chissà quanto pesano i tendoni, ma li lavano? In lavatrice? Esiste una lavatrice così grande? Oppure colui che è sul palco rischia di ritrovarsi la capigliatura ricca di gatti di polvere caduti in apertura?. In ritardo di cinque minuti è iniziato lo spettacolo di Michele Mezzanotte che mantiene esattamente la stessa linea dei suoi video su youtube. Mi sono però infastidita perché non ha letto la mia domanda. Forse perché ho sotto inteso il quesito? Quasi quasi gli scrivo e vedo se mi risponde. Il quesito a mio parere era chiaro. Non avrò errato il numero? A chi ho inviato il dubbio sui miei sogni a puntate? Come faccio ora a scoprire cosa voleva quella parte di me che mi supplicava? Cadaverica e spenta, con gli occhi sgranati e dai capelli lunghi e neri. Usciva come dall'oltretomba e mi supplicava di fare o non fare qualcosa che non ho capito. Tanti sogni sempre su questa linea che un pò mi perseguitavano e un pò mi guidavano. Per poi, a distanza di mesi (se non forse un anno) che mi ringrazia come se l'avessi aiutata nel mio agire a risolvere un importante avvenimento, ora, finalmente bella e rosea, può proseguire. Un grazie che arriva caloroso dal profondo del cuore e che, ancora oggi a distanza di anni, al pensiero mi arriva una commozione e un luccichio agli occhi. Come se fosse stato attraversato un dolore e ne avverto un filo conduttore. Forse una parte d'anima che è riuscita ad uscire dal profondo e ora rimane in superficie trovando il suo spazio e il suo percorso. Se non ho errato numero forse è per questo che non lo ha letto. D'altronde, come lui stesso ha detto, l'analisi dei sogni richiede un percorso di terapia ma, forse, grazie a questa serata analiticamente simpatica e divertente ma interiormente riflessiva, ho aggiunto un puzzle.
Ad un certo punto della serata mi è parsa d'avanti, ed è lì che ho scritto il messaggio. Mi è parsa d'avanti e mi ha avvolto con le medesime sensazioni da lei ricevute nei vari sogni. Ed è rimasta lì ad ascoltare e ad ascoltarmi con pezzetti di gioia e altri di tristezza che si alternano mescolandosi in un tutt'uno. Come se entrambi debbano coesistere come detto dall'analista teatrale.
Comunque io sarei un Formaggio!!!!

domenica 23 marzo 2025

23 Marzo, Giornata FAI - Cos'ho visto? Il Palazzo Ducale di Sassuolo e l'istituto Venturi Ex Accademia Ducale Atesina di Belle Arti

 

Percorro i viali di Modena con la speranza di riuscire a raggiungere in tempo la fila di quella che sarebbe dovuta essere la mia scuola superiore. Ma saresti riuscita a disegnare i modelli d'ispirazione agli studenti situati nella Galleria delle Statue? Francamente non penso sarei riuscita a raggiungere livelli d'Arte come quelli esposti e dagli studenti dipinti, il mio estro non ha mai raggiunto tali dettagli o particolari sfumature di colori.. Ora poi... che mi spazientisco se non riesco nell'immediato... 

Fortunatamente hanno prolungato l'orario di chiusura e hanno aumentato il numero dei partecipanti ad ogni visita così, dopo più di un'ora d'attesa e dopo essermi ripromessa di spendere in autunno almeno i 39€ della tessera Fai che dà l'accesso prioritario ad ogni luogo, eccomi ad ascoltar le giovani studentesse nostre guide. 

La narrazione ha inizio con la spiegazione dell'architettura dell'edificio, dai sette Archi allo stemma D'Este e poi prosegue internamente con la spiegazione di solo alcune delle statue presenti all'interno della galleria a causa della velocizzazione causata dalla fila ancora presente. All'interno anche la statua di Adolfo Venturi studente dell'Accademia. A lui intitolato l'istituto per la sua opera come professore di Storia Dell'arte all'università di Roma. La scuola si è fondata su ciò che rimaneva dei precedenti istituti artistici; Accademie del Nudo, Accademia degli Architetti, dei Pittori, degli scultori.. nell'anno 1923. Precedentemente, attorno al 1800, divenne l'Accademia Atesina di Belle Arti.

Come itinerario del percorso di visita è stato compreso; L'Aula in cui gli studenti più virtuosi venivano premiati con la relativa spiegazione dei decori presenti al soffitto. La Biblioteca in cui è presente il teschio qui situato sin dal 1800 appartenente al pittore Correggio. Si è poi scoperto in seguito essere il cranio di una donna ma però, ormai, la certificazione di autenticità è data quindi è "ufficialmente" dell'antico Pittore. 
La visita si conclude in quella che è l'esposizione di polveri colorate e mortaio per spiegare l'accuratezza nello studio allo scopo di cercare di rappresentare anche l'antico metodo di colorazioni utilizzato nell'antichità, metodo che ha innescato la creazione della pittura. 

Da Fila F.A.I a Fai
la Fila è un'attimo !!!



Per fortuna son riuscita ad entrare e non è accaduto come il pomeriggio precedente a Sassuolo che, alle 16:15, già gli operatori Fai hanno cacciato via l'eccesso di Fila e mi son ritrovata così ad accedere il giorno successivo concentrando così le due visite (e le due attese) in un'unico pomeriggio.
 Le stanze del Palazzo Ducale di Sassuolo già le ho viste almeno due volte,   un'ulteriore ingresso l'ho avuto durante l'esposizione con relativa   spiegazione della restaurazione di quadri ospitati a causa di un'alluvione. E ora? Come perdermi i passaggi segreti? It's impossible!!!  

Le mimetizzate porticine da me sempre fotografate sono state finalmente spalancate (Non tutte) e si è qui vista la finestrella che serviva per spiare nel salone adiacente. Le Lattrine (il preistorico WC) in cui veniva gettato tutto il raccolto dalle tinozze e i percorsi invisibili e privi di decori. Il secondo passaggio che hanno mostrato era quello utilizzato dagli Este per raggiungere, dalle loro stanze, il terrazzo che permetteva loro di assistere alla messa della sottostante chiesa senza uscire da palazzo (chissà se erano in ciabatte???? Penso) e visualizzando il contesto dal balcone come se fossero nel Pulpito. 

Il pomeriggio di fila tra la folla è stato piacevolmente quieto tra la pizza grana e aceto Balsamico che mi ha rimesso in sesto a tardo pomeriggio. Con il piacevole incontro di una vecchia conoscenza. Con l'incognita del: "Chissà se quelli in fondo riusciranno ad entrare" e con il relativo dubbio all'uscita della visita con un: "No! C'è ancora fila, quelli non entrano di certo". Con la domanda alla guida: "Ma continuate ancora nonostante siano già le 17:30?", "Si, abbiamo avuto il permesso di proseguire fino alle 18:30". E con il solito "Vecchietto non così tanto vecchietto" che "Mette al suo posto" un secondo Vecchietto visibilmente più vecchietto che mi stava per passare d'avanti ed io, stordita come una cozza neanche me n'ero accorta!!! "Ma non è con la sua mamma? C'avranno la stessa età" E io che già li avevo mentalmente congiunti, avrebbero anche fatto una bella coppia!!! 

sabato 16 settembre 2023

Ogni essere umano ha necessità del contatto, della parola!!!

 

Attratta dalla presenza di Alessandro Bergonzoni di cui è il suo terzo spettacolo a cui assisto giungo a Modena alle 18 per ascoltar anche il discorso su Dante. Dopotutto ho partecipato con il Convivio a un'esposizione per il suo centenario e l'argomento un poco mi affascina. Giuseppe Antonelli narra Dante con la Specifica al "de vulgari eloquentia" l'opera incompiuta e riscoperta come il "Convivio", di entrambi ne ha scritto solamente l'inizio. Lo scopo di tali opere era quello di ritrovare, tra i dialetti Italiani, "La Pantera" quella lingua che poteva definirsi unica e universale. Il latino è una lingua inventata, ricca di grammatica e accessibile a pochi quindi era necessario trovare, tra il popolo, l'emergente. Ma poi si dedicò e terminò la "Divina commedia" scritta in Volgare Fiorentino, lingua scartata in origine nella sua ricerca, qui presero vita diverse forme di testo ancora utilizzate e, probabilmente, è anche per questo che la sua opera è tutt'ora così ricercata. A Françoise Waquet sarei andata a darle un bacino!!! Già le grandi espressioni filosofiche non sono facili da esprimere in senso logico ma se poi le devi narrare anche in una lingua che non è la tua è un super sforzo!!! Analizza e spiega il libro "La Civil conversazione" ; è possibile individuare la trattazione matura di una teoria che pone il dialogo al centro dello sviluppo etico dell’uomo, perché la parola costituisce l’ambito precipuo in cui coltivare la virtù ed elevare il proprio spirito. Studiando le relazioni interpersonali tra colleghi durante gli incontri si possono individuare differenti aspetti interconnessi che si è scoperto non essere facili da esprimere per iscritto. Anche Alessandro Bergonzoni un poco la sostiene questa tesi; come capire se non si da un senso alle parole? Circumnavigando il globo nella sua "Congiungivite" di espressioni che sfiorano argomenti reali, argomenti che ci dovrebbero riguardare ma di cui non ci diamo peso perché ci preoccupiamo di altre tipologie di Peso (questa l'ho ideata io adesso in relazione a come si esprime). Concetti come "Butta l'immondizia fuori" "Perché tu l'immondizia dove l'hai?" "Dentro di te?" ... Si ci sono parecchie persone che hanno immondizia dentro. Ma se cresci un gruppo di Bambini senza a loro parlare, semplicemente fornendo loro ciò che gli occorre per vivere essi muoiono. E' stato un esperimento fatto in cui si cercava di capire quale lingua avessero potuto poi parlare da grandi e qui hanno riscontrato che ogni essere umano ha necessità del contatto, della parola di interagire con altre vite per non rischiare di diventar nutrimento per le viti che non sono bulloni ma piante... l'ho detto alla Bergonzoni ma non è stato lui a narrar questo esperimento!!!! 

martedì 13 ottobre 2020

Verdechiaro, verdecampo e ricoveri operatori.

 

Ascensore ricco di capienza massima, sale all'ingresso uno, Quarto piano, le porte si aprono, un inserviente accompagnato da barella vuol salire.
Ma non possono utilizzare quelli di servizio? Penso a voce alta.
Ora, in attesa di ricovero, una barella con paziente accompagnata da due inservienti esce dalla porta  del reparto in cui siamo attesi. Prendiamo l'ascensore di servizio? Chiede il più giovane, no perché lì occorre il badge, risponde il più anziano.
Il badge? Penso, stavolta tra me e me, io l'ho preso da visitatore già minimo tre volte e nessun badge ho in tasca...
Covid-19: quante persone possono entrare in ascensore? E nell'ascensore di un ospedale?
Per salire al secondo piano per il tampone due son più che sufficienti, ma poi devi scendere al piano interrato per la tac e li ti trovi davanti un cartello che, se seguito alla lettera, l'intera sanità italiana si catapulta nella più ridicola idiozia: Massimo due a scendere, massimo uno a salire.... E' una cura per gli obesi oppure avete invertito dei cartelli?
L'attesa per cinque minuti di tampone si protrae per l'intera mattinata; "Vai al Qui facile" si fa presto a dirlo. All'ingresso chiedo dove si trova e mi dicono di seguire il cerchio verde; Ma il verdechiaro dell'indicazione all'ingresso 2 oppure il verdecampo della scritta uscita? Poi ne noto uno proprio di fronte all'ascensore 1: L'unica scritta "uscita" che ti fa uscire all'esatto opposto a tutte le altre scritte "Uscita"... Okkey, penso.
Alla fine lo vedo; Bianco con la scritta Qui facile in verde... e che cribbio però... anche le sfumature fanno la differenza!! Il gruppo è in attesa in una sala che viene ritenuta maggiormente ampia rispetto a quella d'attesa al secondo piano, quindi, è più corretto sostare in questo luogo sostiene l'addetta dopo aver protestato verso i colleghi dei reparti che non sanno ancora che il qui facile è sospeso e continuano a sbolognarli i pazienti da tamponare.
E' più ampia? penso durante la seconda attesa, al secondo piano, dei vari esami pre ricovero; un immenso stanzone in cui la capienza massima è di sole 14 persone.
Ma in tutto questo caos l'ascensore è il più fashion: più in alto sali e, a equivalenza di mq, in più entri, considerando che si ferma ad ogni chiamata si fa prima a prendere le scale...
Prendi un quasi 70enne, portalo al secondo piano per prelievo, poi al meno uno, poi alla fermata pipì (gli anziani son così), poi torna al secondo piano per fare un elettrocardiogramma che aveva fatto su appuntamento la settimana precedente (però è la prassi e si deve fare). Portalo poi al secondo piano (ma quello dell'ingresso 2) per attendere un letto che arriverà due orette dopo, tutto questo con la valigia appresso perché gli anziani son così... voglion tutto sotto controllo.
Ed ora eccoci qui, Già ha indosso la calza operatoria pronto per essere addormentato, ancora un'oretta e lo porteranno via dalla stanza. E' il secondo, il primo è stato il suo compagno di stanza entrato anche lui il giorno precedente. Sonnecchia, la notte ha dormito, l'agitazione gli è passata in fretta dalla mente dopo che l'aveva invaso al colloquio con il medico operante. Lui d'altronde è così, non affronta le emozioni ma le nasconde sonnecchiando.
Mentre scrivo tutto è terminato, il paziente sonnacchioso è tornato alla sua dimora dopo pochissimi giorni trascorsi nel post operatorio. Il primo paziente, invece, ancora è ricoverato. Penso di conoscerlo, mi sembra di averlo avuto in cassa svariate volte quando lavoravo nel centro commerciale, lo rivisto volentieri e il sospiro di sollievo è stato grande quando l'ho visto in stanza dopo un brevissimo soggiorno in terapia intensiva, gli auguro gli vada tutto al meglio.

domenica 13 ottobre 2019

Giornata F.A.I. d'autunno 2019, passeggiando per Modena; Palazzo universitario e Osservatorio Geofisico.. nonché...

Quest'anno ho deciso di non allontanarmi troppo da casa purtroppo però i siti accessibili sono pochi o, per lo meno, son pochi quelli che mi interessano, che non ho già visto o che non sia obbligatoria l'iscrizione al Fondo.
Così eccomi a vagar per le vie di Modena alla ricerca dei due luoghi da me scelti osservando, di tanto in tanto, le vetrine dei negozi. Sono entrata nella caffetteria "Giusti" visitata in occasione di un tour commerciale dei negozi storici e ne ho gustato, finalmente, il caffè e ho fatto qualche photo alle vetrine più accattivanti.
Entro nell'Osservatorio Geofisico situato al lato dell'Accademia Militare di Modena, per giungere sulla cima è necessario percorrere una scalinata dell'accademia in cui non è possibile far Photo ma, una volta arrivati sulla cima, tutto è permesso. Le tre guide sono studenti alla loro primissima esperienza e al loro primo giro di tour, inevitabilmente si è notato l'impiccio, l'imbarazzo e la titubanza, chi più, chi meno... Ma, come dice il detto; l'importante è l'impegno.
In sostanza agli inizi del 1800 il Duca di Modena Francesco IV d’Este assieme a due grandi Scienziati Giuseppe Bianchi e Giovanni Battista Amici, diedero vita a questo Osservatorio.
La direzione viene affidata a Bianchi che curava l'aggiornamento del primo volume manoscritto delle osservazioni 1830-1859. Il Settembre 1859: fra le osservazioni e le note dei fenomeni meteorologici di quell’estate, si trova la cruda nota “licenziato il Bianchi” e, pochi giorni dopo, la notizia della nomina del Tacchini a Direttore dell’Osservatorio.
Per poi passare in mano a vari direzioni e a differenti scoperte tutt'ora presenti, del corso degli anni in cui il luogo veniva utilizzato;


1859-1892 : l’Osservatorio Meteorologico
1892-1906: l’Osservatorio Geofisico

1906-1936: Nascita del Museo dell’Osservatorio

1936-1965: l’Osservatorio e a dare continuità alle osservazioni meteorologiche.
1965-1984: L’Istituto Osservatorio Geofisico
1984-1994: La Direzione Santangelo

1994: Chiusura dell’Istituto Osservatorio geofisico e passaggio a Ingegneria

1984-2013: Un periodo molto travagliato;



  • 1987: Terremoto con epicentro a Correggio. In seguito all’evento i locali dell’Osservatorio, che hanno subito danni significativi, non vengono più ritenuti sicuri e sono dichiarati inagibili. Nel breve periodo i locali sono resi nuovamente agibili solamente per la manutenzione della strumentazione, ma i progetti e i finanziamenti per il ripristino dei locali si protraggono fino al 1996;
  • 1997: Nuovo terremoto nelle provincie di Modena e Reggio Emilia. Questa volta i lavori di consolidamento partono più in fretta e tutto sembra risolversi.
  • 1999: La ditta che sta terminando alcuni lavori di ristrutturazione provoca un incendio al tetto della struttura. I locali subiscono danni gravi, sono nuovamente chiusi e rimangono sotto sequestro giudiziario fino al 2001.
  • 2002-2003: Nel mondo si assiste ad una escalation di attentati terroristici e si innescano nuove guerre, in particolare il conflitto in Iraq. Come conseguenza l’Accademia Militare deve innalzare il livello di sicurezza e ciò comporta forti restrizioni all’accessibilità dell’Osservatorio . Questa situazione si protrarrà per 10 anni.
  • 2012: Terremoto dell’Emilia. I locali dell’Osservatorio, sui quali erano già stati fatti diversi interventi di consolidamento sono nuovamente danneggiati e necessitano di nuovi interventi.
Ora tutto è visitabile senza intoppi o problemi, non tutte le apparecchiature sono integre come son state costruite in origine ma il tutto è ben tenuto e gli storici apparecchi danno effettivo concetto di ciò che era la loro funzione.
Purtroppo non tutte son state illustrate perché, ovviamente, i tre ragazzi non hanno le nozioni tecniche e specifiche che uno studioso della materia potrebbe avere ed esporre ma, dopotutto, chi se le ricorderebbe tutte le nozioni dopo il breve tour?

I tre ragazzi che illustrano il sito ci portano all'ultimo piano del palazzo universitario un contesto composto da sette sale piene di poveri animali imbalsamati e rinchiusi in teche e, quindi, non ben visibili e di cui non è possibile far foto decenti per l'eccessivo riflesso.  Il tema ideato per la visita non mi interessava particolarmente e, per questo, praticamente non ho ascoltato nulla di ciò che loro hanno raccontato.
Ho solo loro chiesto se son stati catturati appositamente per essere imbalsamati o se erano già morti nel momento del fattaccio!
Alcuni animali, come questo coccodrillo a lato, hanno anni sulle spalle perché donati in antichità al Duca. Presente il grosso squalo bianco ottocentesco, catturato a Genova, un ippopotamo e un rarissimo Rinoceronte nero della Somalia.


La visita è stata però troppo breve rispetto a ciò che il foglietto illustrativo del F.A.I. illustrava inoltre l'attrattiva al sito riportava il Museo della medicina tropicale di cui si ha avuto solo accenni. Penso che dovrò tornarci per avere informazioni più dettagliate rispetto a quelle che gli studenti si son studiati per l'occasione.
Una cosa ho però imparato; se un referto non ha la targhetta con il nome ma solo una sigla è perché non ne è stata chiaramente identificata la specie!
Sulla via del ritorno scopro che l'antica farmacia dell'ospedale è aperta e accessibile gratuitamente, una stanza con armadi in legno e una miriade di scaffalature su sfondo blu. Praticamente identica a quella di Imola solo priva delle brocche che contenevano le varie tipologie di erbe e priva dei libri causa probabili furti. Una stanza in cui è entrato un gruppo accompagnato da una guida turistica dopo solo due photo scattate.
Ho ascoltato la spiegazione del soffitto decorato con il simbolo della mano che era il simbolo di un significato che non ricordo pienamente quindi non lo trascrivo per non divulgare fesserie.
Nel gruppo saluto un cliente del negozio in cui lavoro che, a sorpresa, mi prende a braccetto e mi unisce al gruppo per vedere il museo Anatomico e il relativo Teatro.
Già nel 1494 all'Università di Modena si svolgevano dissezioni di cadaveri di giustiziati e l'insegnamento dell'anatomia aveva un rilievo fondamentale. Trattasi dell'antico ospedale di Modena in cui hanno ampliato locali dedicati alla didattica del corpo umano, di com'è fatto e delle sue caratteristiche artistiche.
Il teatro anatomico, che conteneva 400 persone, fu costruito grazie all'iniziativa di Antonio Scarpa (1752-1832). Poco più che ventenne, il chirurgo italiano era stato invitato dalla vicina Università di Padova a Modena, nel 1772, a ricoprire la cattedra di chirurgia e anatomia a seguito della riforma dell'Università voluta dal duca Francesco III d'Este.

In sostanza questo medico, chirurgo, anatomista e accademico Italiano è stato anche un aspirante artista; all'interno del Laboratorio vari tavoli in cui era solito sezionare i cadaveri per lavoro ma anche per creare, con il sangue del defunto accondiscendente, quadri e tele. Un raccapricciante hobby probabilmente apprezzato all'epoca. Nel piano, ma non comprese nella visita, un museo dedicato alla collezione di terracotte ostetriche di Giovan Battista Manfredini, statue dedicate alla Maternità.
Sempre non visitato in quest'occasione, al piano superiore del teatro e del laboratorio, il Museo di Zoologia e Anatomia comparata di cui mi dovrò informare sulle visite organizzate da Unimore o AGO Modena fabbriche Culturali. Qualcuna di queste non ne perderò occasione di visita!
E così ora scopro che il percorso a cui mi sono unita era gratuito, e io che mi sentivo già in obbligo morale di almeno un caffè al mio cliente benefattore anche se un caffè non si nega come dono.


domenica 6 ottobre 2019

Fortunatamente anche Napoleone è in ritardo...



Fortunatamente anche Napoleone è in ritardo e il rituale che doveva svolgersi alle 10.30 di mattina ha atteso il mio ritardo e son giunta quando il tutto è iniziato dopo uliteriori 20 minuti circa.
Cosa si è visto? In sostanza è stata portata la Moglie in carrozza davanti all'ingresso dell'accademia Militare poi è giunto colui che ne ha interpretato il personaggio, sempre in carrozza, pochi minuti dopo.
Il tutto contornato da una coerografia di scena impreziosita dalle vesti e dai cavalli che, ho poi scoperto, non appartenere a coloro che li hanno cavalcati.
Chi gestisce i puledri è accampato nel giardino poco distante con tende del periodo storico come contorno e abbellimento della coreografia storica.
Cavalli addestrati a seguire un determinato percorso e possono essere, assieme agli addestratori, comparse in film di guerriglia, almeno questo è ciò che mi ha raccontato un ragazzo mentre eravamo in attesa di un'ambulanza; una delle ragazze ha avuto un incidente con una delle cavalle (Stella, stellina, Kristal, Pampa e Kandy) .

La ragazza fortunatamente ha avuto solo un graffio alla testa a causa di una cavalla che era legata male, lei la stava legando meglio ma il gancio si è tuffato sulla sua test non appena la cavalla si è spazientita. Perdeva sangue ma non è svenuta nonostante lei ne teme la vista, l'anno portata al pronto soccorso anche se il taglio non era poi così profondo... Per fortuna!


A lato Stella, ha più di 30 anni ed è assieme all'infortunata da ben 25 Anni. E' dolcissima, cioè... tutte e cinque son dolcissime... son rimasta ad accarezzarle un poco durante la pausa pranzo in attesa che il corteo ricominciasse nel pomeriggio.
Lei è scagionata dall'incidente che ha avuto la sua proprietaria, in ogni caso questi animali sono talmente pesanti che basta una pestata di piede o una cornata per loro involontaria da rischiare di mandare al pronto soccorso qualcuno.

Durante la pausa pranzo incontro anche una festa tradizionale religiosa, pare sia l'annivarsario di compleanno di un loro antico profeta... almeno questo è ciò che mi hanno detto due ragazzini che mi volevano offrire un giornale informativo in omaggio.
Ho intuito che non erano molto convinti di ciò che mi stavano dicendo. Ho detto loro che sono Atea e li ho visti perplessi. Ma non perplessi per il fatto che lo fossi ma perché non sanno cosa vuol dire atea. Gli ho spiegato loro il significato e sono andati via senza troppa insistenza sull'opuscolo.
Il loro rituale consiste nell'auto a lato che da inizio al corteo, segue un auto più moderna tutta decorata con fiori arancioni (che sul blu è un abbinamento pessimo), donne scalze e con la scopa che spazzano il passaggio, un trattore che lava il terreno e un altare non ben definito. Tutti avvolti in variopinti colori, sicuramente molto colorato come rituale.


Ma torniamo alla rievocazione storica;Ecco presente un'antica ambulanza, così piccina ospita due persone .. è incredibile pensare a quanto potevano esser corti i combattenti antichi.
All'interno una serie di antichi attrezzi chirurgici e di primo soccorso portati per l'occasione da un collezionista privato. Affascinante capire gli usi di alcuni attrezzi come la mezzaluna, oggi utilizzata in cucina per sminuzzare verdure, allora veniva siglata con un codice di appartenenza e utilizzata per ampurare arti.


Ed eccoci giunti al termine della giornata; Napoleone saluta tutte le truppe e raggiunge la sua Lady sulla carrozza che li porta via...
I soldati continuano a onorare il Re e proseguno con i riti un tempo utilizzati circondati da fotografi professionisti e non, che  immortalano il momento.


lunedì 12 agosto 2019

Apericena trovata per caso su Spiiky.

Arrivo a locale vuoto, situato nei pressi di una rotonda vicino ai famosi viali del centro di Modena. Mi sorprendo dalla dimensione del luogo; minuscolo e con tre tavolini talmente piccoli da far immaginare di essere stata teletrasportata nel mondo dei puffi.
Anche la panca è a tema e la parete riprende, in modo pittoresco, un muretto con i lampioni che spuntano in parte dipinti. La luce però è vera perché terminano con reali lampioni da esterno che rendono reale il contesto.
Non molto in sintonia le casse di legno, carine le mensole che, però, sono prive di arredo. Forse sarebbe più in sintonia un albero dipinto con un reale ramo che funge da mensola agli svariati vini situati attualmente nelle casse. Forse uno specchio non ci starebbe male per ampliare maggiormente il minuscolo locale.
Sul lato opposto il buffe e, al centro, il bancone.
Devo assolutamente ricordare di passar da lui ad assaggiare il panzarotto fritto golosamente invitante, ha anche un prezzo talmente irrisorio che ne vale la pena gustare una così golosa specialità.
Di arancini ne ho assaggiati di migliori ma anche questo è discreto, il resto è composto principalmente da crostini di vario genere e alcuni piatti forse un pelo troppo piccanti ma, d'altronde, è lo scopo delle apericene; più saporito è in cibo e più bevi,  quindi più spendi...
Penso che assaggerò anche il dolce con la ricotta di cui non ricordo il nome... l'ho assaggiato una volta ed ha uno spumoso sapore di fresco... chissà se anche questa è così.. poi dipende sempre il prezzo...

domenica 14 aprile 2019

Benvenuto Link

Oggi ho avuto in omaggio il mio nuovo compagno di vita; "link", in realta è già il secondo, il primo sopravvive nonostante la mia continua dimenicanza nell'elargire acqua... fortuna che sono abituati al torrido calore del deserto... quasi quasi porto loro un poco di sabbia... giusto per far loro assaporare l'antica vita delle tribù!!!
Gentilmente offerta da una certa Eleonora Marsella, una giovane ragazza che da due settimane sta portando alla ribalta un libro sui social network da poco uscito e ancora non molto conosciuto.
Il tutto è situato a Modena, trattasi del festival della piccola e media editoria che è già alla sua dodicesima edizione.
Vari sono i banchi espositivi degli editori presenti, in molti presentano opere da loro create e tutti sono accompagnati dalla casa editrice protagonista dell'opera trascritta e offerta al pubblico.
Prima di conoscere la Marsella faccio un giro perlustrativo per conoscere ciò che offre l'evento e mi imbatto in alcuni particolari che suscitano la mia fantasia e la mia curiosità;
A lato una raccolta di libri conosciuti a raccolti in una collana denominata "Gli introvabili" .
Libri di Omero, Esopo , "Il piccolo principe" , "Dalla terra alla luna" in due volumi, "Il giornale di Gian Burrasca", tutti libri di un tempo, il passare degli anni ha fatto si che i libri vengono ritrascritti e ricodificati a piacimento delle successive case editrici.
Loro? cosa fanno?
Sono alla continua ricerca dei testi originali, trovati questi li trascrivono e li riportano in vita, questa collana è frutto di attente ricerche e di originalità di testi... e non ha un prezzo molto alto rispetto alle fotocopie riprodotte.
Leggera
la sera d'Aprile
la pioggia
ti sorride
la domenica sera
tra i nomi e i detti
le frasi
i versi e i sogni racchiusi
nei sogni che si fanno
prima di dormire.
Poesia di Luca Gamberini presente per pubblicare il suo ultimo libro di Poesie Moderne e ricche nel contenuto.
Poesie brevi perché oggi sono viste con una mentalità antica, versi pesanti e poco raggiungibili rispetto al lessico moderno, poesie che parlano di cose semplici ma che aiutano l'animo ad assaporare i giusti valori della vita, come un tempo accadeva con gli antichi poeti.
Vicino al suo libro un gioco di carte realizzato da un editore che è un giovane artista; Matteo. Le carte sono formate da frasi di autori celebri, il gioco sta nell'indovinarne il libro o ad inventarne i contenuti.
Molto giocosa come idea!
Ed ecco dei quaderni Siciliani ideati dalla casa Editrice Carlo Saladino componibili con frasi e dediche personalmente scelte oppure acquistando le copertine colorate ideate e personalizzate dalla figlia dell'editore.
Insomma... un'idea artistica che vanta di ingenio e originalità.
Il banchetto vicino mi offre invece un cesto invitandomi a scegliere un messaggio a caso;"A Pistoia lo avevano soprannominato il "Guercio", per il suo vizio di strizzare gli occhi fin da bambino e poi, con andatura barcollante, tendere la mano". Libro di Anna Cariani - In un attimo solo. Un libro che parla dei partigiani e della guerra.
Edizioni Del Loggione mi presenta una scrittrice che tratta temi di lotta femminile trascorsa e attualmente in vigore come il libro da poco uscito; "A ogni costo" di Cristina Orlandi che tratta della psicologica sofferenza da parte di una donna sottomessa al marito violento, una storia realmente accaduta sicuramente utile per coloro che si ritrovano legate a sentimenti che nulla centrano con l'amore che una coppia deve regalarsi a vicenda.
Autrice di altri libri con il medesimo tema; donne che sono riuscite a trovare la forza di andare oltre a ciò che la vita offriva loro dando libero sfogo al proprio coraggio, alla propria intraprendenza, ai propri valori per andare incontro a ciò che la vita poteva offrir loro grazie al coraggio delle proprie azioni.
Giuseppe Natuzzi, 2026: un uomo in fuga dal proprio dolore si imbatte in un articolo di giornale che gli riporta alla mente il Cammino di Santiago percorso dieci anni prima. Ritrovato il suo quaderno di viaggio, si tuffa nei ricordi della sua grande avventura. Ripercorrendo gli insegnamenti appresi dieci anni prima, l'uomo torna da sua figlia per riprendere in mano la propria vita e finalmente uscire dalla depressione che lo attanaglia da due anni: da quando non ha più una moglie. Ispirato ad una storia vera, questo romanzo intreccia presente e passato del protagonista, in una lotta introspettiva che fonde la Natura all'animo umano.
Questo mi ispira assai... scritto nel 2016 nel momento in cui ha deciso di allontanarsi dalla gente comune per ritrovare in se il suo percorso naturale.

Anche questi due hanno attirato la mia attenzione; il testo dell'Enigma si evolve in 10 giorni, i dieci giorni successivi al terremoto dell'Emilia, quello che ha scosso tutta la bassa Modenese.
Il secondo è scritto da una psicologa e spicoterapeuta e tratta l'argomento del sogno in relazione alla psiche umana, dei simboli che la nostra mente imprime e che riflette in fase onirica.
Ed eccomi giunta nei pressi del chiostro di Eleonora Marsella , colei che mi ha regalato "Link" essime a un segnalibro conla copertina un poco "Zia degli anni 50" ... ma ognuno ha i suoi gusti...
Lei ha raccolto dieci racconti sviluppati da dieci autori differenti, li ha analizzati e corretti e inseriti in un'unico volume che racchiude un medesimo argomento; i contatti sociali attraverso la rete. Racconti di tradimenti e di omicidi sono un piccolo esempio di ciò che è scritto tra le pagine di questa raccolta che ora sta portando in giro tra le province di tutta Italia.
Assieme a lei vari giovani autori, trovo Simone Alessi a presentare ciò che sarà la trilogia (o forse più?) di "Blake", la Saga di un fantasy che verrà narrato meglio nel video che inserisco a fondo post! 

domenica 7 aprile 2019

613-Non ridurre in schiavitù la donna con cui hai avuto una relazione.... cioè... Questa è l'ultima????

Piazza Mazzini piovosa.
 Il link che ho inserito descrive già la parte strettamente storica ma scarsa di contenuti, l'ultima frase fa un poco discutere e qui la trascrivo;
"Modena in questo luogo è anche il simbolo della pacifica integrazione in città di tutte le minoranze religiose."
Di  un monumento di questo dedichi così poca attenzione? E per di più fai pesare a loro che stai facendo un favore a prestar loro spazio perché inferiori... Pacifica integrazione o vanto politico/religioso?
Ma questa è solo una personale interpretazione della frase scritta...
Passiamo a descriverne il contenuto indubbiamente di maggior interesse.... inizio col dirvi che esiste la Comunità Ebraica nei vari comuni d'Italia e del mondo, inserisco il link di quella di Bologna perché meglio strutturato e con al suo interno maggiori informazioni coerenti. Il sito di quello di Modena non l'ho trovato ad eccezione di varie informazioni turistiche, Se non questa o poco più, Ma poi? Per fortuna che esite Wikipedia!!!!
Ho cercato Stokad, ho cercato stoked... ma queste parole non compaiono assieme alla parola chiave Ebraico... è una stanza che poche sinagoghe hanno e in un determinato periodo dell'anno vengono aperte le due finestre per non avere nulla che li copra dal cielo, provvista di una fuoriuscita d'acqua in caso di pioggia.
La ragazza spiega che il quartiere era dedicato completamente a loro e che era recintato in modo tale da farli uscire ma era loro dovere tornare entro la chiusura dei cancelli, diversamente venivano frustati o sottoposti alla tortura della corda (Appesi per i polsi in modo da stirarne i nervi). Come li riconoscevano se rimanevano fuori dalle mura? Con simboli colorati ce avevano perennemente addosso come un tauaggio.
Con il gruppo entriamo dalla porta adiacente, quella che ha l'ingresso dipinto sul Piazzale Mazzini, quello principale lo troviamo sulla nostra sinistra appena entriamo in quello che è un tempio circolare, anche se dall'esterno non sembra avere questo aspetto.
Ma chi è il Rabino?Trattasi di un maestro che insegna come comportarsi nella vita quotidiana ebraica.
I maschi che hanno compiuto i 13 anni di età e che sanno recitare le preghiere per pregare per tutta la comunità Ebraica sempre se coerente con le regole Ebraiche, le donne a 12 anni ma loro non possono celebrare sempre per il classico discorso inseminativo.
Gli insegnamenti sono quelli delle sacre scritture? Gli insegnamenti sono quelli della vita Ebraica,delle sacre scritture e di tutto quello che comporta la vita quotidiana. Fondamentale perché per ogni passo della vita quotidiana l'Ebraismo è regolato da cose che si devono dire e fare... Ogni momento della vita quotidiana è scandito dalle 613 regole che formano la dottrina della religione. Regole che sono divenute, con il tempo, di uso civile e introdotte come leggi di comportamento sancite dal codice (Sarà vero? questo è ciò che dice il ragazzo che ha spiegato tutto ciò)

Esaminiamone una a caso; 187-179NV - Non mangiare creature che vivono nell'acqua e non sono pesci.(????cosa c'è nell'acqua che non è un pesce???? TROVATO!!! La plastica!!!!)



Indubbiamente troppo lunga da trascrivere come lui l'ha raccontata ... più interessante ascoltare direttamente le sue parole anziché leggere un forse noioso testo;
 

domenica 16 dicembre 2018

Secondo incontro con Beppe Severgnini. "Italiani si Rimane"

Accompagnato da due Genovesi: Simona Abbondanza e Alessandro Collina, l'unica informazione trovata sul web di questi due giovani artisti riguarda la partecipazione al Teatro Toselli nel Novembre dello scorso anno.
Anche allora accompagnano Severgnini per uno spettacolo che, leggendo le recensioni, pare essere stato molto apprezzato. Di "Simona Abbondanza" sul web ce ne sono parecchie tra cui una giovanissima psicologa classe 1977, laureata a 108/110 a Parma; sarà lei? La photo elargisce una leggera somiglianza e Genova non è poi così distante...

La giovane introduce i racconti dei capitoli del libro che Severgnini illustra con passione e una fragosa attenzione nella narrazione del tutto. Con la sua vena pungente ma tendente alla comicità delle vicende descritte non manca di rendere partecipe la casa editrice che lo accompagna nonché la moglie che siede assieme a loro (o così mi è parso).
In una delle illustrazioni ovviamente non manca il suo punto di vista sul giornalismo e sui giornalisti, purtroppo abbiamo sfumature di visione leggermente differenti ma è sempre affascinante ascoltare le parole di un personaggio così dotto in materia.
Hai parlato dei twit su facebook o sui social in generale, io mi informo con i mezzi per lui non consoni alla normale procedura di informazione, poi per carità, molte battute sono state inserite come tali ma non da tutti vengono percepite.
Aggirare i media non è una gran cosa dice lui... io penso che il giornalismo o chi ne è a capo padroneggia l'informazione e, grazie ai media, si può raggiungere la vera notizia (mi è giusto capitato stamane un caso simile dato da una storia raccontata in modo differente da un giornale del luogo non Italiano).
I giornalisti ci sono per selezionare, per capire e trasmettere ... questa è la tua opinione, io penso che il giornalista è tale fino a che non diventa necessario un compenso, dopo può divenire corruttibile, come in politica... il giro è il medesimo...

Descrizionede del contenuto;
Un viaggio ironico, sentimentale e istruttivo: dalla scuola di Montanelli al «Corriere della Sera», dal primo articolo per «La Provincia» di Cremona al «New York Times», dai libri alla radio, da Twitter al teatro (entrambi utili, il secondo più moderno). In Italia e in Europa, in America e in Australia, in televisione e sui treni del mondo. In ogni esperienza si nasconde una lezione. Beppe Severgnini prova a capire qual è, e condivide con noi le sue scoperte. Una narrazione intima e sorprendente, una scrittura nuova e appassionata. "Italiani si rimane" non spiega solo le trasformazioni nei media a cavallo tra due secoli: parla del tempo che passa, del legame con la terra e la famiglia, del piacere di insegnare e veder crescere nuovi talenti. Questo libro arriva vent'anni dopo "Italiani si diventa", dove l'autore ripercorreva l'infanzia, l'adolescenza e la prima gioventù. La sua collaudata ironia, ora diventa autoironia, l'autobiografia diventa biografia di una generazione. Serenità, intuizione, occhio prensile: a Beppe Severgnini i dettagli non sfuggono. "Italiani si rimane" è un viaggio dentro il cambiamento: personale, professionale, nazionale. Un racconto utile ai più giovani per progettare e ai meno giovani per ricordare. Un libro che prova una cosa: qualunque lavoro si faccia, e qualsiasi cosa succeda, italiani si rimane.

domenica 2 dicembre 2018

Stefano Massini? non guardando la TV non ero nemmeno a conoscenza della sua esistenza....

Attacismo, caransèbico, quèstico, zeissian,una penna a sfera László Biró (da cui "birismo"), i tenaci guerriglieri cileni Mapuche (che porteranno al verbo "mapuchare"), ma anche mostri sacri come Leonardo e Galileo, Leopardi e Kafka, passando per nobili del Seicento e miniere sudafricane, instancabili bugiardi e scienziati camerieri.
Questi sono alcuni dei nomi che Mussini ha ideato per descrivere azioni di cui non ne esisteva un vocablo specifico, nel libro ne descrive le storie e i motivi che hanno fatto nascere questi originali termini che potranno o non potranno divenire di vivere comune.
Daltronde com'è divenuto comune il termine "Scrivere"?  e "parlare",Ascoltare" non sono forse nati da qualcuno di cui non si conoscono le origini? Perché utilizzare i soliti schemi che quotidianamente ci sono stati insegnati, ripetuti e che possono diventare errore se non utilizzati in uno specifico contesto?

Morosinità e vastitudine


Faradiano
Ogni qual volta ti rendi conto che per quante cose tu faccia nella vita, ci sarà sempre qualcuno ai cui occhi tu rimarrai innegabilmente solo e soltanto un cameriere.
 
La presentazione del suo libro <Dizionario inesistente> si è svolta al Forum della Banca popolare , in uno dei prossimi incontri il mio amico editorialista "Beppe Severgnini avrà da narrare il suo Libro Italiani si rimane.

giovedì 8 novembre 2018

La Torta Pistocchi e altre prelibatezze al cioccolato.

 La via Emilia si è presentata come una ricca esibizione di cioccolato di ogni tipo. Alcuni banchi erano pressocché identici, le medesime esposizioni, i medesimi articoli, lo stesso prezzo al Kg...
Altri, invece, risaltavano per originalità e Gusto.Uno di questi esponeva una particolarità che ha attirato la mia attenzione;
Tortapistocchi
un cremoso cioccolatino tipicamente Fiorentino.
Un grande cioccolatino morbido e cremoso, prodotto artigianalmente, senza l’aggiunta di zucchero e senza utilizzare né uova, né burro, né farina… solo cioccolato fondente extra, cacao amaro in polvere e poca crema di latte, niente conservanti, niente additivi… L'ho assaggiato ed è squisito, si scioglie in bocca come l'ostia in chiesa.
Ho trovato varie ricette sul web ma sembrerebbe una ricetta segreta vincitrice di molti premi culinari.
Ne sono state create molte varianti ma riporto una ricetta che, pare, potrebbe avvicinarsi all'originale;
  • Cioccolato fondente 90%100 g
  • Cioccolato fondente 72%100 g
  • Cioccolato fondente 50%100 g
  • Panna fresca200 g
  • Cacao amaro15 g
Tagliate a pezzetti i tre tipi di cioccolato e versateli in un contenitore adatto per il bagno maria. Ponetelo su un tegame con dell'acqua e mettetelo sul fornello a fiamma media.
Fate sciogliere il cioccolato ed unite il cacao setacciato. Togliete dal fuoco e mescolate per qualche minuto.
Fate scaldare la panna fresca ed unite il cioccolato, mescolate con una frusta finché i due composti sono ben amalgamati tra loro.
Bagnate un foglio di carta forno, strizzatelo e asciugatelo bene, foderate una teglia da 18 centimetri e versate la crema. Fate raffreddare e  mettete a rassodare in frigorifero e cospargete di cacao amaro.
Togliete dal frigorifero la torta 15-20 minuti prima di servirla. 


 Le photo si susseguono per immortalare alcune esposizioni veramente eseguite a regola d'arte, l'impegno è stato sicuramente alto e l'interesse al cioccolato si è sicuramente acceso anche ai non amanti del prodotto.


 Nei pressi delle esposizioni ecco giungermi alla vista la "Fabbrica del cioccolato" luogo in cui illustrano i grandi e i più piccini a fondere il cacao per inserirlo nelle formine e ricavare dei cioccolatini di varie forme dopo aver trascorso un pò di tempo in freezer... Ma il cioccolato al freddo non altera in sapore del gusto?
Ma... io così sapevo, teoria confermata anche da un banconaio cioccolatoso del luogo... chissà!!!
Vicino alla fabbrica il luogo in cui si macinano le fave di cacao e assaggini di queste per gli spettatori presenti.
Le fave le ho sentite a Perugia; sono un'ottimo energizzante e hanno molte proprietà, purtroppo però sono molto amare e non piacciono a molti palati presenti che preferiscono la versione lavorata e trasformata in cioccolatino.