giovedì 3 settembre 2026

QUESTIONS ABOUT SUMMER 2026

 Un riepilogo delle letture estive




Cari lettori,

diamo il benvenuto a settembre con un “TAG… a tema libri” che è ormai una tradizione del nostro blog: le “Questions about summer”!


Come al solito, oggi riepilogo con voi le mie letture estive. Alcune sono comparse sul blog tra il mese di giugno e quelle di luglio, altre invece sono state protagoniste del mio periodo di ferie e compariranno sul blog nel corso dell’autunno.


Ho cercato di leggere in più generi, alternando leggerezza a scelte più impegnative, e spero di esserci riuscita!



Miglior romanzo letto nell’estate


Il custode di Niccolò Ammaniti è già candidato come romanzo da inserire nel post dei preferiti di settembre perché… sì, ne devo proprio parlare con qualcuno!


La storia ha inizio ai giorni nostri, a Trascina, un borgo sperduto della Sicilia che da tempo è diventato un paese fantasma: abbandonate le velleità turistiche, ci sono solo case non terminate, strade che portano verso il nulla, spiagge deserte. Il protagonista Nilo è un ragazzino di 13 anni che vive in uno scantinato con la madre, una donna severa, e la zia Rosi, che è più buona ma è troppo succube della sorella.


Da generazioni, la sua famiglia si occupa di marmi. Ma è soltanto una copertura. Il suo vero lavoro, da generazioni, è fare da custodi alla Cosa in bagno. Una creatura mitologica pericolosissima, sopravvissuta fino ai giorni nostri, che va tenuta nascosta, ma va anche lavata, rispettata, e in qualche modo ha bisogno di compagnia.


Nilo, che pure vorrebbe fare la vita di un tredicenne normale e segretamente odia la madre e tutte le sue regole, sente di voler bene alla Cosa, più di tutti gli altri, e sopporta. Ma un giorno arrivano in paese la giovane mamma Arianna e la sua figlioletta Saskia, e fingere diventa difficilissimo…


Un romanzo che mi ha fatto pensare, e ripensare, per giorni. Ve ne parlerò meglio presto!



Peggior romanzo letto nell’estate


L’anno scorso ho letto un dark romance – genere che di solito non è per niente nelle mie corde – che nel complesso mi ha convinto, e credo di essermi fidata troppo delle mie capacità di uscire dalla comfort zone. Risultato: ho approfittato delle promozioni gratuite sul Kindle, ne ho scaricati altri, ma a maggio ho avuto una pessima esperienza con un romanzo che mi ha lasciata costernata, e quest’estate ho trovato un libro che… insomma, sono stati alti e bassi.


Behind di Monique Scisci è, almeno in parte, un omaggio a Jane Eyre. Amelia, la ragazza italiana protagonista, vive a Milano, ma ha alle spalle una storia difficile, e le sue finanze sono scarse. Così, pur di potersi pagare un master al suo ritorno, accetta un incarico all’estero trovato da un amico di famiglia: un lavoro come governante per un’estate, nella tenuta inglese di Dawnhill House. Ella si dovrà occupare della figlia del padrone di casa, il magnate Ethan Birdwhistle, un’adolescente solitaria e ribelle che è rimasta indietro con la scuola. Amelia, però, si troverà ben presto contesa tra l’affascinante ed affidabile Ethan, ed il suo fratello gemello, Julian, che tutti considerano poco raccomandabile. E ovviamente, proprio come nel classico a cui la storia è ispirata, la casa nasconde un segreto.


La parte mistery di questo romanzo mi ha parecchio coinvolto, anzi, verso la fine mi ha procurato pure qualche brivido. Ma la parte romantica… beh, secondo me, considerato come si sviluppa il romanzo, è semplicemente irrealistica. Ho cercato di mandare inutilmente un messaggio telepatico ad Amelia (“Fuggi, sciocca!”) per più della metà del tempo, ma non è servito. Ma sì, per dirla con parole non mie, andiamo avanti così, facciamoci del male.


Mi piacerebbe parlarvi in ottobre (tra le varie recensioni “spooky” che ho in mente) sia di questo romanzo che di quell’altro, quello terrificante. Mi sembra il periodo adeguato. Comunque vi farò sapere!



Un bel libro letto a giugno


La spiaggia segreta di Karen Swan, la mia scelta per i preferiti di giugno, è la storia di un’estate nel Nord Europa.


Bell, ragazza inglese, ha un passato difficile: ha già sepolto il suo giovanissimo fidanzato. Da qualche mese ha accettato un lavoro full time come tata e collaboratrice familiare con Hanna e Max Mogert, famiglia norvegese benestante con un figlio maggiore e due gemelle più piccole. Sta per iniziare l’estate, e la famiglia dei Mogert, come ogni anno, ha affittato un bungalow sui fiordi: la Norvegia, in estate, si riempie di questi piccoli villaggi vacanze tra promontorio e calette. Per Bell si prospetta un’estate di lavoro, ma almeno in una bellissima location.


Peccato che Hanna non sia più la stessa da qualche mese. Una telefonata ha cambiato la sua vita: il suo primo marito, ormai in coma da tempo e dato per morto (almeno dal punto di vista cerebrale), si è risvegliato. L’uomo è il padre naturale del primo dei suoi tre figli e vorrebbe recuperare il tempo perduto.


Per Bell è difficile tenere in piedi una situazione familiare già precaria e badare ai bambini in un contesto che non conosce. Per di più, ella incontra uno sconosciuto che lo attrae…


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Un bel libro letto a luglio


Il libro bianco di Han Kang è la mia scelta per i Preferiti di luglio, una raccolta di “poesie in prosa” ispirata ad una storia di famiglia dell’autrice, che le ha cambiato la vita. Prima che ella nascesse, i suoi genitori hanno avuto un’altra figlia, che però ha vissuto solo per poche ore. E per tutta la vita l’autrice non ha potuto fare a meno di pensare di essere venuta al mondo “al posto” della sorella perduta.


La prima parte del libro racconta, anche se in modo frammentario, questa storia.


La seconda prova ad immaginare che vita avrebbe avuto la sorella perduta: episodi di fantasia sono intrecciati ad altri probabilmente autobiografici. Sullo sfondo c’è la storia recente della Corea, tema sempre caro all’autrice.


La terza e ultima parte, “Tutto il bianco”, inventa delle storie poetiche per degli oggetti bianchi, come un fazzoletto, un lenzuolo, un camicino infantile, un cono di luce.


Un libro bellissimo che, più che spiegato, va letto!


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Un bel libro letto in agosto


Per i preferiti di agosto ho inserito una lettura in lingua inglese, The Queen’s Lady di Joanna Hickson, un romanzo che mi è stato regalato lo scorso inverno ma che ho preferito leggere in estate perché avevo più tempo.


Questo splendido romanzo storico è ambientato in Inghilterra, negli anni in cui la Guerra delle Due Rose termina e ha inizio la dinastia dei Tudor. Enrico VII, nato Lancaster, ed Elisabetta, nata York, hanno sancito la pace con il loro matrimonio ed ora sarebbero pronti a lasciare posto al loro primo figlio, Arturo, che ha sposato Caterina D’Aragona. Ma il ragazzo muore improvvisamente, forse del temutissimo sudor anglicus.


La regina Elisabetta trova conforto in Joan Guildford, nata Vaux, la prima delle sue dame di compagnia. Il destino della donna è strettamente legato alla corona: il marito Richard Guildford è consigliere del re ed il figlio Hal è il più caro amico dell’adolescente Enrico VIII. La regina prova a concepire nuovamente un erede, nonostante Joan glielo sconsigli fortemente; ella, però, è vicina ai quaranta, e, dopo aver partorito una bambina, muore ben presto per sfinimento e disperazione.


Da quel momento, tutto cambia per Joan. Il re vedovo, sospettoso, allontana tutti, anche gli amici più cari, e nomina un “inquisitore” che purtroppo è un uomo che Joan aveva rifiutato da ragazza, e ovviamente prende subito di mira Richard. Con il marito che rischia un’accusa formale per alto tradimento, Joan non ha altra scelta che rivolgersi ad un avvocato giovane e preparato: Sir Anthony Poyntz, figlio di una sua amica più anziana, ora ragazzo di belle speranze che suscita in lei un sentimento imprevisto…


Chi c’è con me da un po’ di tempo sa che ho letto tanti dei romanzi di Philippa Gregory ambientati tra la Guerra dei Cent'anni, la Guerra delle Due Rose e la dinastia Tudor. Rituffarmi tra questi personaggi è stato bellissimo! 


Un po’ difficile farlo in inglese, ma visto che ce l’ho fatta, lo considero un piccolo traguardo personale…


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Un libro letto o terminato sotto l’ombrellone


Tutto il bello che ci aspetta di Lorenza Gentile racconta un luglio in Puglia: non poteva che essere una lettura estiva!


La protagonista è Selene, una giovane donna di 34 anni che vive a Milano e sta attraversando un periodo di crisi. Dopo un corso di studi che non l’ha appassionata ed alcuni lavori da dipendente che si sono bruscamente conclusi, ella ha pensato che aprire un ristorante fosse una svolta. Il posto, però, non è come l’aveva sognato lei, e non ha mai avuto successo. Selene è piena di debiti, triste e sola.


Una notte, ascoltando un programma notturno, si ricorda che l’ultima volta che è stata davvero felice si trovava in Puglia, in un ashram induista, durante le estati della sua adolescenza. E così, senza nemmeno fare le valigie, Selene si trova in macchina, direzione Sud. Appena arrivata nel paese dei suoi ricordi, ella riabbraccia la tata Flora… e scopre che non tutto è come lo ha lasciato. Ma forse è comunque il posto giusto per ricominciare…


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Un libro che fa parte di una saga o di una serie


Strano, molto strano è il primo volume di una nuova serie di Cristina Rava. Ho letto già un po’ dei suoi gialli che hanno per protagonisti la dottoressa ligure Ardelia Spinola e il commissario piemontese Bartolomeo Rebaudengo, e sono contenta di aver letto l’inizio di questa sua nuova serie, soprattutto perché l’anno scorso l’autrice era venuta a Varazze e ci aveva regalato di persona delle anticipazioni.


Emma Belgrado è una poliziotta più che cinquantenne che vive a Trieste e fa parte di un reparto molto delicato. Dopo che il compagno Lorenzo è scomparso nel nulla, però, ella è rimasta l’unica a crederlo ancora vivo, e non è riuscita (giustamente) a concentrarsi su altro: un esaurimento ed un congedo sono state le naturali conseguenze. Così ella decide di andare a passare l’estate – e le ferie forzate – in Liguria, nell’entroterra dietro il bellissimo borgo di Cervo. Lì il giovane nipote Marco ha aperto un agriturismo.


Sembrerebbe una vacanza di tutto riposo – anche perché Marco la crede un’impiegata ed ella non può dire nulla del suo lavoro -, ma, da un giorno all’altro, uno degli ospiti dell’albergo va incontro ad un’infelice fine, e con lui anche una delle sue segretarie…


Dovrei riuscire a parlarvene in settembre!



Un colpo di fulmine estivo


Reckless – Senza Regole è il primo volume della Chestnut Spring series di Elsie Silver.


Rhett Eaton, il protagonista, è il bull rider più acclamato del Canada, già due volte campione nazionale. Ma negli ultimi mesi uno scivolone con uno sponsor e un cazzotto a un giornalista hanno compromesso la sua fama. Il suo agente decide così di mettergli alle calcagna una baby-sitter d’eccezione: la sua stessa figlia, Summer, una ragazza di città che non sa niente di bull riding, ma molto di marketing. Rhett non ne vuole sapere, ma i due finiscono per trovarsi insieme nella sua casa di famiglia, il ranch degli Eaton nella cittadina di Chestnut Springs. Summer conosce meglio quello che per lei è solo un capriccioso campione sportivo, e trova il coraggio di confidargli che anche lei ha le sue ferite, tra una famiglia complicata e dei problemi di salute…


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Ho letto questo romanzo all’inizio dell’estate, subito dopo aver concluso una serie successiva dell’autrice, la Rose Hill series, che al momento resta la mia preferita. 

Nonostante la Chestnut Springs series mi fosse sembrata un po’ più acerba e affrettata rispetto all’altra – è pur sempre un lavoro precedente – la storia d’amore mi era piaciuta così tanto, il piccolo mondo della cittadina di provincia con tutti i suoi personaggi mi aveva così intrigato, che ho proseguito, grazie agli ebook disponibili sulla piattaforma Mlol, una scoperta di questi ultimi mesi. 

E così ho letto Heartless – Senza limiti e Poweless – Senza rimorso in luglio, e Reckless – Senza paura e Hopeless – Senza speranza in agosto. Recensione breve: uno più bello dell’altro. Recensione lunga: la dividerò in due post entro l’autunno (non so ancora bene quando, perché ho già in programma di parlarvi di alcuni romanzi di fine estate in settembre e di altri un po’ spooky in ottobre, ma restate connessi…).



Una lettura leggera


I rimedi del dottor Aiace Debouché di Andrea Vitali vi farà ridere di gusto!


Siamo a Bellano nel 1920. In una giornata qualunque, il nuovo farmacista, il dottor Aiace Debouché, arriva in città. Tra i suoi obiettivi non c’è solo rilevare un negozio già avviato, ma anche trovare terreno fertile per i suoi studi. E in effetti, tanti abitanti di Bellano soffrono di un disturbo non grave, ma fastidioso: trovare una cura adeguata e brevettarla sarebbe il coronamento dei sogni di una vita. L’unico vizio del dottor Debouché è la mostarda, che compra ogni venerdì dal droghiere. Almeno finché non incontra la figlia del negoziante, Virginia. Da quel giorno avrà inizio una lunga (ed esilarante) storia…


Link recensione




Adesso tocca a voi!

Mi piacerebbe che, qui sotto, mi scriveste, in tutta libertà, la vostra “estate in libri”. Oppure, se preferite, ditemi che ne pensate dei titoli che ho citato!

Aspetto qualche vostro commento…

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


lunedì 31 agosto 2026

I PREFERITI DI AGOSTO 2026

 Tutto quello che mi è piaciuto in questo mese




Cari lettori,

proprio in tempo per l'ultimo giorno di agosto... ecco che riapre il blog!

Ultimo preferito estivo: alla fine di settembre sarà già autunno.

Come a luglio, anche questo post di “Preferiti del mese” è dai toni decisamente vacanzieri! È stato un mese speciale, il che, considerata qualche difficoltà che si è messa di traverso negli ultimi mesi, è quasi sorprendente. Sole e mare fanno magie…


Oggi, dopo la classica pausa agostana, vi racconto tutto! 



Il libro del mese


Il romanzo che ho scelto per i Preferiti odierni, e per riaprire il blog dopo la pausa estiva, è un libro molto speciale, e ci tenevo proprio a parlarvene.


Dopo esattamente tre anni, e la lettura di The Essex Serpent (trovate la recensione a questo link), sono riuscita a ultimare una nuova lettura in lingua inglese!


Come già successo tre anni fa, devo ringraziare la mia amica Luana, che, come forse qualcuno di voi saprà, vive in Inghilterra e talvolta mi “persuade” a migliorarmi nella lingua inglese. The Queen’s Lady di Joanna Hickson è un suo regalo dello scorso Natale: io però che ho preferito leggerlo in estate perché avevo più tempo, e mi pare giusto inserirlo nell’ultimo dei tre preferiti “estivi”.


Questo splendido romanzo storico è ambientato in Inghilterra, negli anni in cui la Guerra delle Due Rose termina e ha inizio la dinastia dei Tudor. Enrico VII, nato Lancaster, ed Elisabetta, nata York, hanno sancito la pace con il loro matrimonio ed ora sarebbero pronti a lasciare posto al loro primo figlio, Arturo, che ha sposato Caterina D’Aragona. Ma il ragazzo muore improvvisamente, forse del temutissimo sudor anglicus.


La regina Elisabetta trova conforto in Joan Guildford, nata Vaux, la prima delle sue dame di compagnia. Il destino della donna è strettamente legato alla corona: il marito Richard Guildford è consigliere del re, il figlio Hal è il più caro amico dell’adolescente Enrico VIII ed anche le sue figliastre, frutto del primo matrimonio di Richard, sono sposate – o stanno contraendo matrimonio – con personalità importanti d’Inghilterra.


Elisabetta, disperata all’idea che l’unico erede che le è rimasto sia Enrico, prova a concepire nuovamente un maschio, sia per trovare conforto dopo il terribile lutto che per rinsaldare la corona. Joan glielo sconsiglia fortemente, ma la regina resta comunque incinta. Ella, tuttavia, è vicina ai quaranta, un’età in cui ai tempi le gravidanze erano già da evitare, e così, dopo aver partorito una bambina malata, esala l’ultimo respiro per sfinimento.


Da quel momento, tutto cambia per Joan. Il re vedovo, sospettoso, allontana tutti, anche gli amici più cari, e nomina un “inquisitore” che purtroppo è un uomo che Joan aveva rifiutato da ragazza, e che ovviamente prende subito di mira Richard. Con il marito che rischia un’accusa formale per alto tradimento, Joan ha solo due armi.


La prima è avvalersi della protezione della regina madre, Margaret, la ex “Regina rossa”, nonché mamma di Enrico VII e vecchissima amica di famiglia.


L’altra è rivolgersi ad un avvocato giovane e preparato: Sir Anthony Poyntz, figlio di una sua amica più anziana, ora ragazzo di belle speranze che suscita in lei un sentimento imprevisto…



Chi c’è con me da un po’ di tempo sa che ho letto tanti dei romanzi di Philippa Gregory ambientati tra la Guerra delle Due Rose e la dinastia Tudor. A questo link trovate la recensione dei romanzi che trattano proprio la fase della guerra, raccontata ogni volta dal punto di vista di una regina o principessa diversa. Ricordo ancora le emozioni che ho provato nel leggere questi romanzi e non vi nego che qualche volta vorrei tornare da questa autrice (che però credo che ora si stia occupando di altri periodi storici).


Rituffarmi tra questi personaggi anni dopo è stato bellissimo! Soprattutto mi è piaciuto rivedere Margaret, la “Regina rossa”, che quasi dieci anni fa era la mia preferita e… mi sa che lo è ancora adesso. I romanzi di Philippa Gregory, o almeno quelli che ho letto, non avevano parlato dei suoi ultimissimi anni di vita: mi sono tolta anche questa curiosità.


Joan è una protagonista forte, coraggiosa e anche moderna: non era facile, ai tempi, né difendere un marito accusato (a rischio di incorrere a propria volta in una pena severa), né gestire l’attrazione – e poi l’amore – per un uomo molto più giovane.


La sua passione per i corvi (e i vaticini che essi portano con sé, forse un’antica tradizione inglese) conferisce un tocco di realismo magico ad un romanzo che, di per sé, è una meravigliosa lezione di storia, un affresco di un periodo che non finirà mai di affascinarmi.



Certo, è stato un po’ difficile fare questo viaggio in inglese, ma visto che ce l’ho fatta, lo considero un piccolo traguardo personale…



Il film del mese


A distanza di quasi vent’anni dal suo terribile stage con Miranda Priestley, Andy Sachs è una giornalista d’inchiesta affermata. La sua situazione economica, però, è difficoltosa: c’è tanto precariato nel settore del giornalismo e i soldi non bastano mai. Andy è coinquilina di una gallerista, prende a pugni il lavandino per far uscire acqua pulita e, proprio la sera in cui sta per vincere un premio prestigioso, lei ed i suoi colleghi vengono licenziati in tronco con un messaggio.


Dall’altra parte di New York, l’infaticabile leonessa Miranda Priestley sta perdendo qualche colpo. Un suo articolo troppo “fuori dalle righe” ha causato scalpore sui social e l’amministratore delegato della collana editoriale medita di affiancarle qualcuno di più giovane e moderno. È proprio il figlio di quest’ultimo a trovare un video di Andy, quello della premiazione, in cui si sfoga per il licenziamento appena subito.


Alla nostra protagonista viene proposto di tornare proprio a Runway, non più come assistente, bensì come caporedattrice. Andy accetta, sia per la posizione che per uno strano senso di nostalgia, ma, quando arriva, scopre che Miranda non ne sapeva niente e che è molto ostile, che la rivista è completamente cambiata (ormai è un profilo Instagram) e che l’unico felice di rivederla – nonché l’unico rimasto dei “vecchi tempi” – è Nigel, sempre spalla destra di Miranda.


La sua amica-nemica Emily è passata al retail per Dior ed ora è lei, insieme a tutti gli sponsor, a dettare legge, persino a Miranda. Gli articoli di Andy piacciono alla critica ma non vengono letti dal popolo dei social. Almeno finché ella non ottiene l’esclusiva di una celebre filantropa, appena divorziata da un magnate dell’informatica… e forse questo è l’inizio di un possibile rilancio, sia per la sua carriera che per una rivista alla quale, nonostante tutto, è legata.



In una delle poche serate piovose di questo caldissimo agosto ho visto Il diavolo veste Prada 2, che era uscito al cinema in un periodo davvero troppo complicato. E poi, diciamolo pure: non avrei speso i soldi del biglietto perché… il primo film non mi piace. Eh sì, ho questa grandissima unpopular opinion. 

Il problema è che io ho sempre visto Il diavolo veste Prada come un film sul mobbing, che presenta (con un’interpretazione magistrale, questo non è in dubbio) la figura di una vera iena manipolatrice che tutti adorano perché è di successo. La contrapposizione tra un mondo fatto di apparenza e spietatezza e l’idealismo della protagonista, che si adatta per “fare gavetta” ma soffre molto, portava, secondo me, ad un giusto finale: accannare la simpaticona lanciando il telefono nella fontana, ascoltare i consigli dell’ormai ex fidanzato e degli amici (che non erano più in linea con lei, ci può stare, ma stavano pur sempre cercando di farle capire che stava diventando una vittima di sfruttamento e stava sragionando) e trovare un lavoro più adatto. Tra l’altro avevo letto anche il libro, dove Miranda non aveva nemmeno la raffinatezza che le ha dato Meryl Streep, anzi, era proprio una cafona, e mi pareva chiaro quel che voleva raccontare.


Solo che poi tutti sui social hanno cominciato a dire che Andy sbagliava, che era il lavoro dei sogni, che loro al posto suo non avrebbero “mai abbandonato” Miranda (see… come no, vorrei vederli) e che, ciliegina sulla torta, il fidanzato e gli amici erano i veri cattivi. Ho cominciato a chiedermi se avevamo visto lo stesso film, e ho lasciato perdere, anzi, mi è proprio passata la voglia di rivederlo.


Invece questo film nel complesso mi è piaciuto, soprattutto perché racconta bene quante cose siano cambiate in 20 anni. Il passaggio da analogico a digitale; la fotografia della crisi di settori come l’editoria e il giornalismo; la necessità per le riviste (anche quelle online) di adottare un nuovo stile di scrittura, perché il vecchio, un tempo “ironico”, è ormai visto come politicamente scorretto; la “dittatura” del retail, perché ormai si vive in una costante campagna pubblicitaria; il congelamento degli ovuli di donne prossime ai quarant’anni, perché una carriera stabile non arriva mai; la fine delle illusioni, sia quelle relative a un giornalismo “ideale”, a costo di vivere d’aria, sia quelle che hanno a che fare con settori un tempo glamour e redditizi (come la moda) ed ora non più così sicuri.


Il che ci porta a quello che potrebbe non piacervi di questo film: la sensazione che gli angoli si siano “smussati”, che i personaggi siano un po’ stanchi di fare la loro parte e siano un po’ più persone… che, in definitiva, finisca tutto a tarallucci e vino. 

Tra Miranda ridimensionata e redarguita dalle risorse umane, Emily che continua a soffrire di solitudine anche in mezzo alla gente (e lo dimostra nei modi peggiori), Andy che accetta di tornare proprio dov’è stata male e Nigel che sembra un po’ Babbo Natale in stile Vogue… il sapore della rimpatriata c’è. 

A me tutto sommato non è dispiaciuto. Fatemi sapere che ne pensate!



La musica del mese


Avete presente quei tardi pomeriggi in spiaggia, quando non avete nessuna voglia di tornare a casa perché è iniziata l’ora più bella, e decidete di accendere Spotify per un po’? Una playlist che non fate partire da un po’, la riproduzione casuale… e all’improvviso siete di nuovo a qualche estate fa, con quella canzone che avevate dimenticato. Eppure vi piaceva! E il motivetto non vi abbandona più.

Ecco, è quello che è successo a me in questo agosto con Sold out dei Thegiornalisti, che potete ascoltare a questo link.


Vorrei che in Paradiso

fosse Sold out

mentre in cielo risuona forte ancora

questa canzone


Ti lascio il mio inno

in un silenzio profondo

per quando non ti viene sonno

in una notte leggera

Ti lascio il mio inno

dentro il mare profondo


Per quando corri in macchina alle due di notte

senza una meta

senza una strada

con gli occhi lucidi

e la sigaretta

e mi avrai perdonato

e mi avrai consolato

tienimi ancora

tienimi ancora…

tra le tue dita di seta.



La poesia del mese


Mi sembra carino salutare l’estate e il periodo di ferie con Il Paese delle Vacanze di Gianni Rodari:


Il Paese delle Vacanze

non sta lontano per niente:

se guardate sul calendario

lo trovate facilmente.


Occupa, tra Giugno e Settembre,

la stagione più bella.

Ci si arriva dopo gli esami.

Passaporto, la pagella.


Ogni giorno, qui, è domenica,

però si lavora assai:

tra giochi, tuffi e passeggiate

non si riposa mai.



Le foto del mese


La foto in copertina cattura un momento bellissimo della mattina del 2 agosto: il concerto all’alba. È stata un’emozione ascoltare della musica jazz, suonata da giovani e bravissimi ragazzi, mentre il sole sorgeva!



Sempre nei primi giorni del mese abbiamo partecipato ad una “passeggiata storica” nel quartiere varazzino della nostra spiaggia. Ci sono state raccontate molte cose storiche interessanti che non conoscevamo. Qui, per esempio, ha vissuto il primo uomo che è andato in spedizione al Polo Nord…



Interessanti anche gli scatti marittimi di una mostra naturalistica, purtroppo un po’ relegata nel centro commerciale. In paese avrebbero avuto forse più risonanza…



Le decorazioni pseudo-natalizie per le “Notti in blu” sono ormai un grande classico varazzino. Quest’anno ho voluto la foto con il polpo!



A Ferragosto non può mancare una bella tavola imbandita, con antipasti che fanno concorrenza al Natale: una torta di erbette con uovo al centro, insalata di mare, insalata russa, acciughe marinate, focaccia in tre gusti…



… e un altro classico di Ferragosto sono i fuochi d’artificio!



Il calore fuori norma ci ha accompagnato per buona parte di agosto. È stata un’estate piuttosto preoccupante che speriamo di non “pagare” con un autunno di nubifragi. Il mare è stato bellissimo, ma spesso un po’ troppo caldo…



Comunque il vero evento di questo agosto 2026 è che abbiamo una nuova foto di famiglia!




Eccoci arrivati alla fine di questo lungo post!

Fatemi sapere com’è stato il vostro agosto e come sono andate le vostre vacanze!

L’estate è stata una gran bella sorpresa, ma è piacevole anche tornare alle care vecchie abitudini… compreso questo blog!

Aspetto i vostri commenti…

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)



lunedì 3 agosto 2026

BUONE VACANZE!

 Chiusura estiva del blog




Cari lettori,

buon agosto a tutti voi!

Che voi lo passiate in riva al mare o in montagna, in qualche città d’arte o nei campi, al riposo oppure al lavoro, spero che sarà un buon mese per tutti.


La mia estate è iniziata ormai da tempo, complice la lunga pausa estiva – un po’ forzata e un po’ attesa – di chi lavora a scuola, ma, come penso ormai sappiate, a giugno e luglio mi piace condividere ancora post e contenuti con voi, mentre in agosto (mese in cui sto di più via di casa e con la mia famiglia) ritengo giusto fare uno stacco. Ogni tanto ci vuole anche un riposo da questi nostri spazi hobbistici, per poi tornare in settembre con più interesse ed entusiasmo di prima.


Solitamente questo post di saluto traccia un bilancio di metà anno (abbondante, ormai), sia dal punto di vista del blog che personale. Ammetto che a questo giro sono un po’ in difficoltà, perché insomma, se vi dicessi che il 2026 è il mio anno, vi direi una bugia. 

Però mi piace anche essere ottimista, e quindi sì, anche se le cose che mi sono piaciute e hanno funzionato magari sembreranno piccole e banali a molti di voi (e vi posso capire), per me sono state fondamentali per uscire dai periodacci senza perdere la testa.


Riguardando i buoni propositi che avevo formulato a gennaio (a questo link), ci sarebbero ancora tante cose da fare, ma visto che non immaginavo di avere dei mesi così pieni, va anche bene così.



Che cosa mi è piaciuto finora del 2026



Blog e dintorni…


Il 2026 è stato un anno in cui ho consumato molti più contenuti settoriali su libri e cultura rispetto al semplice doom scrolling (che credo stia stufando tanti di noi per moltissimi motivi, soprattutto perché ci sono sempre meno fotografie “alla buona” di amici e conoscenti e sempre più una continua pubblicità di una vita che forse non avremo mai. Ma è un discorso complesso). Questo miglioramento delle mie abitudini online mi ha portato a scegliere con più consapevolezza le mie letture ed anche a selezionare, tra i casi editoriali, quelli che facevano per me.


Ho letto un po’ più rosa, forse perché avevo bisogno di evadere e di emozionarmi. Le due signore del romance, Elle Kennedy ed Elsie Silver, sono state sicuramente un’ottima scoperta (anche se sento di preferire la seconda, per via delle ambientazioni e dei protagonisti adulti). Ma ho letto in molti generi differenti ed ho anche trovato qualche perla “di cui nessuno parla”.


Sono a buon punto con le recensioni arretrate, anche se il periodo estivo mi ha portato a proporvi soprattutto romance, racconti e storie divertenti. Ho da parte un “gruzzoletto” di storie gialle, mistery e thriller che vi racconterò quando la stagione cambierà e con essa anche le vibes…


Sto creando sempre più contenuti in autonomia: soprattutto per quanto riguarda TAG, il Calendario dell’Avvento e affini, mi sento sempre più sicura, anche senza template.


Ho iniziato ad avere un approccio più ragionato alla biblioteca. Il classico “giro del sabato mattina” è sempre un must, però l’iscrizione al portale online, la possibilità di scegliere e prenotare autonomamente le novità, il catalogo da cui scaricare due ebook al mese, i primi esperimenti con gli audiolibri sono state tutte ottime idee. Sono quelle cose che ti fanno pensare “avrei potuto farlo anche prima…”


La mia indecisione sul progetto letterario per il 2026 è durata poco: appena ho ritrovato una copia di Ossi di seppia di Montale, non ho più avuto dubbi. È stato un autore importante per la me 18enne e lo è ancora di più ora che ho il doppio degli anni…


Nonostante gli impegni gravosi che spesso hanno riempito questi sei mesi, c’è stato comunque spazio per un buon numero di mostre, per qualche presentazione di romanzi, per piccoli eventi culturali tra Cernusco e Varazze. Avrei voluto farci stare qualche serata al cinema o a teatro in più, ma pazienza, non si può arrivare dappertutto.



E poi…


Nonostante l’anno ricco di imprevisti, in famiglia e tra amiche siamo riusciti a ritagliarci dello spazio per stare insieme, rilassarci e divertirci.


A giugno, dopo una primavera tra le più complesse di sempre, mi sono tolta delle belle soddisfazioni, sia con i miei alunni che hanno concluso il ciclo di studi, sia con lo spettacolo di danza.


Ho aggiornato il blog tutte le settimane: non era così scontato!


Con l’arrivo dell’estate, il mio mare ha compiuto la sua solita magia. Stare nella casetta ligure mi rimette al mondo…



Cosa potrebbe migliorare nella seconda metà dell’anno


Blog e dintorni…


Ho letto solo uno dei due titoli di narrativa orientale che mi ero ripromessa di leggere: Il libro bianco di Han Kang, di cui vi ho parlato nei preferiti di luglio. Ne dovrei scegliere un secondo… vi farò sapere!


Quanto alla rubrica di Scrittura Creativa, ci sono stati due “rimaneggi” di vecchi lavori dei quali vado molto fiera. La prima sono tre poesie di quando ero ragazza dalle quali ho estratto solo incipit e qualche idea di fondo, trasformandole poi quasi completamente e raccontando come mi sento adesso. La seconda è l’ultima delle sette mini fanfiction a tema Harry Potter, che, come vi avevo raccontato, era un mio vecchio lavoro che ho rieditato: ho scelto di riscriverla da capo, perché la versione originale non mi rappresentava più, e ho puntato sulla trilogia di film Animali fantastici. Ho dei sogni nel cassetto per questa rubrica, come una nuova serie romance, o qualche racconto storico ambientato in periodi che non ho ancora trattato… ma ammetto che manca la scintilla. Forse c’è stato troppo da vivere e poco da scrivere. Vediamo come va dopo agosto...


Come dicevo già la scorsa estate, anche quest’anno avrei voluto interagire di più con i profili che mi piacciono, ma mi rendo conto che il più delle volte scambio commenti con chi “conosco” (anche online) da un bel po’, o con chi gentilmente prende l’iniziativa. È che su Blogspot mi sento a mio agio, ma interagisco soprattutto con persone che conosco ormai da tanto. I profili nuovi sono quasi tutti – giustamente – su Instagram e TikTok, e qualche volta mi sento timida, per non parlare di quelle volte che mi sento vecchia. Però qualche tentativo l’ho fatto, e non è andata neanche male.



E poi…



Tra le varie vicende piuttosto importanti che hanno richiesto la mia attenzione in questo primo semestre del 2026, ce n’è stata una un po’ fantozziana: un piccolo lavoro proprio nella casetta ligure, che in teoria avrebbe dovuto essere svolto in un buon momento e in tempi rapidi. Per molti motivi non è stato nessuna delle due cose. Ma l’importante è che il risultato piaccia, no?


Anche nella mia casa (che continuo a chiamare “nuova” anche se a giugno ho festeggiato ben 10 anni di permanenza) mi sono decisa a fare un paio di lavori. Lì tutto molto bene… qualche soldo che se ne va, ma ogni tanto è anche giusto così.



Che cosa (almeno per ora) non ha funzionato



Blog e dintorni…


Rileggendo il post relativo ai buoni propositi del 2026, mi rendo conto che nessuno è stato abbandonato. Tra quelli portati a termine e quelli “work in progress”, direi che sono stata fedele alle mie idee.


E allora, direte voi, dove sta il problema? Forse è sottile, ma c’è.


Mi sono resa conto che, quando ho attraversato periodi tosti, mi sono ritrovata a vivere con più fatica del solito alcune dinamiche del mondo “libri e cultura sui social” che prima tolleravo con più facilità, ripetendomi che “tanto è un hobby”.


E lo è, davvero. È il mio angolo di felicità, e so che in molti potete capirmi. Ma non posso fare a meno di pensare che… a volte davvero mi dispiace.


Mi dispiace che Blogspot, lettissimo anche solo 6/7 anni fa, sia diventato un fanalino di coda. Per me resta il cuore di questa esperienza di condivisione online, al di là di quanto mi piacciano gli altri social. Mi dispiace perché mi fa pensare che persino per noi appassionati di lettura leggere o scrivere una lunga recensione sia diventato “troppo impegnativo”. Dev’essere tutto veloce, persino la scelta di cosa si consumerà nel tempo libero, persino il racconto di che cosa ci emoziona.


Mi dispiace che fino a qualche anno fa persino il più incostante ed occasionale di noi hobbisti poteva ritagliarsi senza difficoltà un suo piccolo pubblico, ed ora sento sempre di più le testimonianze di persone scoraggiate perché, dopo anni “nel giro”, all’improvviso hanno la sensazione di parlare da soli, o quasi. Diciamoci la verità: con un algoritmo che – con tutto il rispetto per queste figure – promuove praticamente soltanto gli Adv e le persone che hanno alle spalle un’agenzia, per noi insegnanti/impiegati/persone che lavorano altrove, con le nostre letture non certo in anteprima ed i nostri tempi, è dura farsi vedere.


Mi dispiace persino che in questo modo, nel tentativo di non essere invisibili, si perda l’originalità, la passione per generi di lettura che non sono “i trend”, si scenda persino a patti con l’intelligenza artificiale per scrivere delle recensioni.


Mi sembra che a volte l’alternativa sia: o affannarsi come in un secondo lavoro non pagato, o continuare come hobbista senza troppi pensieri ma doversi accontentare dei 25 lettori manzoniani. Per ora ho scelto la seconda strada, soprattutto perché, alla fine della fiera, i miei tre obiettivi rimangono sempre gli stessi: riuscire a ritagliarmi spazio per le mie passioni, godermele perché anche solo un’oretta di scrittura mi cambia l’umore, conoscere altri appassionati. Ma qualche momento in cui ci si demoralizza c’è, lo ammetto.



E poi…



E poi, cari amici, qualcosa che ha reso complesso finora il 2026 c’è stato eccome.

Un anno lavorativo tosto, iniziato fin da subito con mansioni impegnative e continuato con la sensazione di essere spesso “senza fiato”. Un infortunio in famiglia che ha completamente ribaltato il mio maggio. Un paio di altre vicende di salute riguardanti persone vicine alla nostra famiglia. Persino il nostro spettacolo di danza è stato in bilico un paio di giorni prima dell’esibizione: una bomba d’acqua ci ha creato problemi con l’agibilità del teatro.


Come vedete, tutte cose che si sono concluse bene dopo tanto daffare, o che con calma si stanno aggiustando. Però, alcuni giorni, davvero, che fatica.


Il che ci porta dritti al decimo e ultimo proposito di quest’anno: avere più fiducia in me stessa e nel futuro. Se non ne avessi avuta almeno un po’ nella prima metà dell’anno, non sarei qui, rilassata, a scrivervi, cercando di restare positiva. Però, dopo aver superato certi ostacoli, nella seconda metà dell’anno voglio averne di più.




Io per oggi ho scritto abbastanza… fatemi sapere come state voi! Raccontatemi come state trascorrendo la vostra estate, oppure ditemi la vostra in merito alle mie riflessioni in zona blog. Mi piacerebbe sentire come va!

Ci riaggiorniamo a fine mese per ricapitolare insieme agosto.

Nel frattempo… Buone vacanze!



Silvia