ora nell'ultimo sangue è il vuoto delle braccia ma sai non è difficile far rivivere la tua figura dall'ali recise: un po' mi consola la visione di te languida riversa sull'amaca mentre gli uccelli ti cantano sulla testa
salverà il mondo la poesia? no di certo non è cosa immanente: il suo grembo è di celesti aneliti ed è voce di conchiglie che fa eco nei sogni è la smorfia del clown il bacio condito di lacrime in un addio l'ala d'angelo che perde una piuma se senza il cuore "amore" scrivi
padre che sei rimasto di me più giovane consumato anzitempo una vita sul mare e le brevi soste col mal di terra avevi la salsedine nel sangue così presenti mi restano le rare passeggiate mattutine e mai che mi avessi preso per la strada in discesa a cavalcioni sulle spalle di carezze non eri capace e oggi che mi ritrovi uomo fatto sai: mi fa male quel distacco