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giovedì 13 marzo 2014

La Caremma



In molti centri del Salento alla fine del Carnevale fa la sua comparsa. la Caremma. La parola “caremma” deriva da Quaresima,  il periodo di digiuno che precede la Pasqua per il calendario cristiano. Nella tradizione popolare, la Caremma rappresenta la moglie del Carnevale, morto  il giorno di martedì grasso; viene appesa sui terrazzi delle case, sui pali  delle strade il mercoledì delle Ceneri per ricordare l’inizio della Quaresima, periodo di digiuno, di sacrificio e di astinenza. Rappresenta anche  una specie di  calendario che serve  a tenere il conto delle settimane che avvicinano alla Pasqua. Vestita con un abito nero in segno di lutto, la vecchina ha in una mano il fuso e la lana da filare quale simbolo della laboriosità, del tempo e della vita che scorre. Il tempo della penitenza e dell’astinenza viene invece rappresentato e dalle sette piume di gallina (una per ogni settimana di Quaresima), conficcate in un’arancia attaccata all’altra mano. Ogni settimana si toglie una piuma, fino al Sabato Santo, giorno in cui la stessa Caremma viene data alle fiamme, in segno di purificazione e dell’auspicato inizio di una nuova stagione di vita