In molti centri del Salento alla fine del
Carnevale fa la sua comparsa. la Caremma. La parola
“caremma” deriva da Quaresima, il periodo di digiuno che precede la
Pasqua per il calendario cristiano. Nella tradizione popolare, la Caremma
rappresenta la moglie del Carnevale, morto il giorno di martedì
grasso; viene appesa sui terrazzi delle case, sui pali delle
strade il mercoledì delle Ceneri per ricordare l’inizio della Quaresima, periodo di digiuno, di sacrificio e di astinenza. Rappresenta anche una
specie di calendario che serve a tenere il conto delle settimane che
avvicinano alla Pasqua. Vestita con un abito nero in segno di lutto, la vecchina ha in una mano il fuso e la lana
da filare quale simbolo della laboriosità, del tempo e della vita che scorre.
Il tempo della penitenza e dell’astinenza viene invece rappresentato e dalle sette piume di gallina (una per ogni settimana di Quaresima),
conficcate in un’arancia attaccata all’altra mano. Ogni settimana si toglie una piuma, fino al Sabato Santo, giorno in cui la stessa
Caremma viene data alle fiamme, in segno di purificazione e dell’auspicato
inizio di una nuova stagione di vita