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venerdì 21 ottobre 2022

RISOTTO ALLA ZUCCA DELICA CON RAGU' DI BUZZONAGLIA DI PALAMITA E GRUE DI CACAO

 

Zucca, la regina dell'autunno! Quante ricette ho sui miei due blog con la zucca? Tante, dal  salato al dolce, con carne e pesce ma soprattutto pesce & c.

E' proprio il pesce l'abbinamento che ho proposto per la zucca, come tema di questa settimana nel nostro clan del risotto del venerdì. 

Pescando, è proprio il caso di dirlo, nel blog,  per quanto riguarda il risotto, ecco alcuni esempi :  zucca, polpo, aglio nero  e paprica affumicata, risotto alla zucca con baccalà affumicato e peperoni cruschirisotto alla zucca con baccalà marinato e katsuobushi, risotto alla zucca con acciughe limone e rosmarino 

Per un nuovo risotto zucca e pesce,  ho pensato ad un ragù di buzzonaglia*, la parte più sanguigna e di gusto più intenso e robusto, in particolare dei pesci azzurri, che viene normalmente messa sott'olio o, secondo l'insegnamento di uno chef amico, trattata proprio come selvaggina, con tutti gli odori classici per un risultato che si potrebbe proprio definire selvaggina di mare!! Vedi primo esperimento qui gnocchi di patate al ragù di buzzonaglia di tombarello.


Esempio di buzzonaglia di tombarello

Perfetta dunque la selvaggina di mare per il gioco di contrasto con il dolce della zucca. Progetto facile, gusti noti e il risultato ha rispecchiato le intenzioni teoriche. Con l'aggiunta di un quid: le grue di cacao a ricordare il cioccolato che si metteva in passato nelle preparazioni in umido della selvaggina, vedi la lepre in dolce e forte toscana. 

* La buzzonaglia di tonno è costituita dalle parti di filetto a contatto con la lisca centrale che risultano molto scure perché abbondantemente irrorate di sangue e dalle parti più piccole e meno pregiate che non vengono usate nell'industria conserviera


RISOTTO ALLA ZUCCA DELICA CON RAGU' DI BUZZONAGLIA DI PALAMITA  E  GRUE DI CACAO

160 g riso carnaroli biologico Olga Tenuta San Carlo, Maremma 
150-180 g di buzzonaglia di palamita (o sgombro/tombarello/ricciola/tonnetto)
2 cucchiai di trito di aglio e scalogno
2 foglie di alloro, un piccolo rametto di rosmarino, 2 rametti di timo, 3-4 foglie di salvia, qualche bacca di ginepro e pepe di cubebe, un pizzicotto di fiori di finocchietto selvatico essiccati
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
salsa worchester, colatura di alici o salsa di soia qb
olio evo, sale fino qb, un'idea di peperoncino habanero in polvere (poco poco)
200 g di zucca delica decorticata
grue di cacao

Come prima cosa prepariamo la purea di zucca. Facciamo rosolare dolcemente con un pochino d'olio una bella cucchiaiata di trito d'aglio e scalogno con 1 foglia di alloro e un paio di erba salvia. Uniamo un po' d'acqua e facciamo sudare ancora. Uniamo  la zucca tagliata a fettine, facciamo insaporire bene e allunghiamo ancora con un poco d'acqua calda, portiamo a cottura facendo asciugare bene. Regoliamo di sale, facciamo raffreddare, con una pinza togliamo le erbe e frulliamo tutto in modo da ottenere una bella purea soda. Mettiamo da parte.

Mettiamo due cucchiaiate di olio evo in una ciotolina e poniamola in freezer

Prepariamo il ragù facendo rosolare una cucchiaiata di trito d'aglio e scalogno con la seconda foglia d'alloro e il resto delle erbe e spezie. Uniamo la polpa di buzzonaglia tritata al coltello, facciamo insaporire bene, spruzziamo un po' di salsa worchester, allunghiamo con un pochino d'acqua calda, il concentrato di pomodoro e lasciamo andare dolcemente per una decina di minuti. Aggiustiamo di sale con un po' di colatura di alici (in alternativa va bene anche la salsa di soia o semplicemente sale da cucina) e rendiamolo leggermente piccante con la polvere di habanero. 

Avviamo il risotto facendo tostare il riso con un filino d'olio, sfumiamo con una spruzzatina di vino bianco o aceto di mele, portiamo a cottura con acqua bollente o brodo leggero di verdure. A cinque minuti dalla fine, uniamo due generose cucchiaiate di purea di zucca riscaldata. Regoliamo di sale. Infine spegniamo, lasciamo intiepidire un poco, mantechiamo con l' olio evo ghiacciato.

Mettiamo il risotto del piatto e disponiamo sulla superficie dei mucchietti di ragù ben caldo. Decoriamo con ciuffetti di rosmarino o foglioline di salvia e cospargiamo con le grue di cacao


venerdì 2 luglio 2021

RISOTTO SAPORE D'ESTATE - PROSCIUTTO DI PALAMITA E MELONE

 


Chiudiamo la stagione dei risotti a tema ma niente paura il clan del risotto del venerdì non chiude, va solo in vacanza, ci rivediamo a settembre!
Ma durante le vacanze di luglio e agosto, i membri del clan possono divertirsi lo stesso a risottare a ruota libera oppure seguendo temi precedenti che non avevano fatto o che magari li avevano particolarmente entusiasmati e che vogliono  ripetere. Insomma, estate in libertà ma sempre risottando qua e là...

Il tema di questo venerdì è RISOTTO SAPORE D'ESTATE
Pensando ai piatti che più fanno estate per me, forse il più evocativo è prosciutto e melone. O comunque è quello che ho pensato per primo e ho rielaborato a modo mio per il nostro appuntamento del venerdì.  Prosciutto ma di palamita fatto da me e risotto mantecato con un frullato di melone e albicocche, unito proprio da ultimo per mantenere tutta la freschezza del frutto. Questa combinazione mi venne svelata anni fa da un fruttivendolo al mercato, che mi consigliò di mettere un po' di melone nella marmellata di albicocche. Io qui inverto le cose e metto un po' di albicocca nel melone. Gli dà quel tocco di acidità che al melone manca e a livello di gusto si armonizza molto.
Esperimento riuscito, veramente buono, ben bilanciato fra il dolce e il sapido e un tocco di acidità dato dalle albicocche. Forse i tocchettini di melone crudo che ho messo sopra al risotto finito sono trascurabili..

Al volo la ricetta del mio 

RISOTTO SAPORE D'ESTATE CON PROSCIUTTO DI PALAMITA E MELONE 

Ingredienti per 2 persone

160 g di riso Carnaroli Il Riso di Magenta (è ormai diventato il mio riso preferito)
200 g di polpa di melone ben maturo
80-100 g di polpa di albicocca (a seconda del grado di maturazione, assaggiate e regolate)
30 g di cipolla di Tropea fresca
aceto di mele, una spruzzata
1 foglia di alloro
Olio evo monocultivar leccino (erbaceo delicato, note mandorlate)

Per il prosciutto di palamita 

200 g di filetto di palamita freschissimo privato della pelle e di tutte le lische
100 g di sale grosso
50 g di zucchero semolato
la scorza di mezzo limone non trattato
1/2  spicchio d'aglio
1 foglia d'alloro
2 rametti di timo e timo limone
pepe nero e pepe di Sechuan in grani


Tritare le erbe con l'aglio, il limone e il pepe, mischiarle con lo zucchero e il sale. Mettere il filetto di palamita in un contenitore, coprirlo con il composto aromatico, coprire con pellicola, lasciarlo riposare in frigorifero  3-4 ore. Metterlo sottovuoto con tutta la marinata o in un sacchetto ben chiuso e porre in freezer a -18° per 96 h come da prassi per il consumo casalingo del pesce crudo.
Togliere dal freezer, sciacquare i filetti ancora congelati, raccogliendo le erbe della marinata attraverso un colino. Tamponarli con carta assorbente, farli decongelare lentamente in frigorifero.
Infine ricavare delle fettine, batterle ben sottili con un batticarne. Mettere il residuo della marinata della palamita  in una mezza tazza d'olio, portarlo a 60° C per pochi minuti. Lasciar intiepidire e coprire con pellicola.  

Frullate la polpa di melone con le albicocche. Tritate la cipolla, fatela rosolare dolcemente con olio e una foglia di alloro.
Avviate il risotto tostando il riso a secco, salate, unite la cipolla, fate insaporire bene, spruzzate con un po' di aceto di mele, fate sfumare, aggiungete un mestolo di acqua calda e continuate con altra acqua fino a 3 minuti dalla fine della cottura. Unite il frullato di melone e albicocche, fate appena riprendere il bollore e spegnete. Fate riposare un paio di minuti. Infine mantecate con due cucchiaiate d'olio. Ultimo minuto di riposo e poi impiattate disponendo sulla superficie alcune fettine di prosciutto di palamita e irroratela  con il suo olio aromatico. 

venerdì 4 giugno 2021

RISOTTO STRAWBERRY FIELDS FOREVER

 


Sulla scia del risotto figli dei fiori e peas & love, cosa mancava per completare l’opera in riferimento ad un’epoca storica particolare? La musica psichedelica! Ho lanciato l'amo nel CLAN DEL RISOTTO DEL VENERDI' proponendo un indovinello ed è stato risolto anche abbastanza velocemente!! Il tema è contenuto nel titolo di una canzone di uno dei gruppi musicali più famosi di tutti i tempi, i Beatles, che non erano proprio rappresentanti del filone psichedelico ma in Strawberry fields forever ci sono chiari riferimenti alle "visioni" provocate dagli allucinogeni. Il tema sono le fragole ovviamente, non gli allucinogeni :-) E che strawberry fields forever siano!

Il mio risotto si ispira a due idee che ho sul blog da tempo: in primis la marinata di fragole per il pesce crudo, Fulvio Pierangelini docet, sperimentata sia sul tonno, fedele all'originale, che sulle acciughe, con piccole personalizzazioni
La seconda idea si ispira ad un piatto di un giovane chef, Simone Acquarelli, che avevo adattato ad un altro pesce azzurro, lo sgombro : sgombro, fragole e peperoni .
Faccio i miei soliti mescoloni, lo elaboro mentalmente, notte tempo, in perfetto mood psichedelico ma per via del vaccino anti-Covid che mi ha lasciata un po' stralunata...

Ed ecco quello che è scaturito

RISOTTO ALLE FRAGOLE E PEPERONI, TARTARE DI PALAMITA MARINATA ALLE FRAGOLE, DRIPPING DI KEFIR E SALSA DI BARBABIETOLA AL BALSAMICO


160 g di riso Carnaroli Dop Baraggia
200 g di purea di fragole
100 g di purea di peperone rosso
30 g di cipolla bionda o scalogno
80-100 g di robiola
una piccola barbabietola cotta frullata con un po' di aceto balsamico e acqua qb
kefir
foglioline di basilico e menta
olio evo

60 g ca di polpa di palamita abbattuta come da prassi per il consumo del pesce crudo
5-6 fragole
arancia, aceto balsamico, colatura di alici, pepe di sechuan, coriandolo, olio evo, sale fino

Mondate e lavate bene tutte le fragole. Mettetene da parte 5-6 per la tartare. Frullate il resto.
Frullate anche qualche falda di peperone rosso. Mescolate due parti di purea di fragole e una di peperone rosso.
Frullate anche la barbabietola con un po' di aceto balsamico e acqua fino ad ottenere una salsa abbastanza fluida

Preparate la palamita appena prima di avviare il risotto. Tagliatela a cubetti, conditela con 1 cucchiaio di aceto balsamico, 2 di succo d'arancia, 1 cucchiaino di colatura di alici, semi di coriandolo e pepe di sechuan macinati grossolanamente, le fragole tagliate a tocchettini, un cucchiaio d'olio evo

Fate rosolare la cipolla tritata in due cucchiai d'olio. Avviate il riso tostando a secco, salate un pochino, unite la cipolla con il suo olio di cottura. Unite acqua calda e portate a cottura. A 4 minuti dalla fine, unite la purea di fragole e peperoni a temperatura ambiente. Fate appena riprendere il bollore e spegnete. Fate riposare un paio di minuti, infine mantecate con la robiola, assaggiate e regolate di sale se necessario e lasciate riposare ancora un minuto.

Disponete nel centro del piatto da portata ben caldo un piccolo coppapasta, riempitelo con la palamita marinata alle fragole. Disponete il risotto tutto intorno al coppapasta, date dei colpetti sotto il piatto per farlo distendere bene. Sfilate il coppapasta, fate un dripping sul risotto con la salsa di barbabietola e il kefir e ultimate con foglioline di menta e basilico.

mercoledì 17 marzo 2021

HAPPY HOUR CON I SALUMI E SOTT'OLI DI PESCE DI NORCINERIA DI MARE


Happy hour o Ora felice? 

Questi stuzzichini sono perfetti per accompagnare un aperitivo rigorosamente casalingo e rigorosamente intimo, di questi tempi ma quando ci si potrà nuovamente concedere un po' di convivialità, sarò felice di offrirlo a degli amici e voi? 

Per ora ci accontentiamo del solito tête-à-tête...  A dire il vero, ho portato poi in tavola altri pezzi, una bella insalata  e abbiamo fatto cena, accompagnando gli stuzzichini con  un bianco molto interessante: Macchia Lupaia 2018 di Macchion dei Lupi di Suvereto, un vino da uve Trebbiano toscano di vigne di 50 anni a coltura biodinamica, macerato sulle bucce, vinificato con metodi naturali, affinato in parte in anfore di terracotta,  dal corpo snello e asciutto e dal gusto piacevolmente sapido e minerale che si sposava bene con la sapidità e l'aromaticità dei salumi di pesce di Norcineria di Mare.  


Con questo giro di stuzzichini  ho completato con soddisfazione  le sperimentazioni con i loro prodotti che sono comparsi ultimamente in vari post, a partire dall'esperienza di degustazione nel loro ristorante Borgo Allegro a Vinci  e poi i vari utilizzi di quelli che avevo acquistato in quell'occasione: la tonduja nel risotto al nero di seppia, con seppie, cozze e tonduja,  il ragù di selvaggina di mare sui miei gnudi alla zucca e un altro risotto con il cefalo affumicato sott'olio, rape bianche, aneto, cipolle caramellate all'arancia 

Per questo happy hour ho utlizzato : la palamita stagionata aromatizzata all'aglio per farcire le  mini brioche (acquistate lo ammetto!!) con burro aromatizzato agli agrumi (scorze di limone, arancia e lime) e foglie di aneto

il lardo di totano affettato sottilissimo da disporre sulle mini tortine di ceci ben calde (torta di ceci acquistata dal tortaio - inutile provarci a casa, non viene mai così bene a meno di avere un forno a legna -  e coppata con il coppapasta)


la pancetta arrotolata di tonno e calamaro sull'avocado toast fatto con pane toscano cotto a legna, condito con un filo di mosto cotto (un'altra opzione provata successivamente ma non fotografata:  crema di radicchio, stracchino e mosto cotto ma andrebbe bene anche una riduzione di aceto balsamico...)


e di nuovo l'abbinamento consolidato del risotto di cui sopra : bocconcini di cefalo affumicato sott'olio su purea di rape bianche e porri, marmellata di cipolle e arance sperimentale delle amiche di  Mediterranea Belfiore, per cui spesso faccia da cavia con piacere!! 

A questo punto, domanda di rito: quale preferite? 

martedì 10 dicembre 2019

SALSICCIA DI PESCE E FRIARIELLI


Sembra una salsiccia e friarielli in piena regola, vero? Effettivamente lo è, solo che la salsiccia anzichè di suino, è di pesce!!

Salsiccia di pesce che ho fatto io e che è finita sulla pizza dell'amico pizzaiolo Gabriele Dani di Bottega Dani, Cecina:  base bianca con farina 0, impasto e cottura verace e mozzarella fiordilatte, realizzata qualche sera fa quando gli ho fatto una sorpresa e mi sono presentata, tutta gongolante e orgogliosa,  con le mie salsicce fresche fresche. Inevitabile pensare ad uno dei grandi classici napoletani e di questi tempi da lui i friarielli non mancano mai!


Era da tempo che mi frullava in testa questa idea, l'ho programmata con calma e infine mi sono ritagliata una mattinata per metterla in pratica. Devo dire che è stato meno drammatico del previsto, temevo di fare un gran pastrocchio, invece me la sono cavata benino dai...Non avendo l'attrezzo per formare le salsicce, ho adottato il metodo casalingo suggerito dall'amica chef Gabriella Pizzi , ho utilizzato, cioè, una bottiglia mozzata a mo' di imbuto su cui ho infilato il budello e gli ho spremuto dentro il ripieno con una tasca da pasticceria. Semplice, no?  E quanto mi sono divertita!!


Gabriele all'opera con la sua pizza e le mie salsicce:




Ingredienti per 5 salsicce :

Polpa di palamita g 400 ca (al netto degli scarti, della pelle e delle spine)
Calamari puliti (solo il corpo, senza tentacoli e pinne) g 300 ca
1 albume
1 spicchietto d'aglio
una cucchiaiata di semi di finocchio
una cucchiaiata di erbe aromatiche secche in polvere (alloro, rosmarino, salvia, timo)
sale fino e pepe nero di mulinello abbondante

budello di maiale sotto sale
spago da cucina
una bottiglia di plastica o un imbuto con bocchetta grande

Reidratate il budello mettendolo in acqua per almeno un'ora, poi scolatelo, asciugate e distendetelo su un vassoio.

Tritate al coltello la polpa di palamita  e i calamari, mescolateli in una ciotola con l'albume, l'aglio passato nello spremiaglio  e tutti i sapori. Mettete il composto in una tasca da pasticceria.


NB: prima di riempire le salsicce, ho fatto la prova del sale: ho preso un cucchiaino di composto, l'ho fatto cuocere brevemente in padella e l'ho assaggiato, a quel punto ho regolato di conseguenza con altro sale e pepe

Fate calzare il budello sul collo della bottiglia, eventualmente fermatela con dello spago o un elastico, spremete il composto nella salsiccia attraverso l'imbuto-bottiglia e, aiutandovi con le mani, schiacciate e fate scendere nel budello man mano.
Al termine legate le salsicce con lo spago e godetevi il risultato!!!


Si conservano per 2-3 gg in frigorifero e si  cucinano e si consumano come delle normali salsicce, ci potete abbinare del puré di patate, o i classici fagioli o i friarielli, o quello che volete! Ovviamente si possono realizzare anche con altri pesci, il pesce spada per esempio o il tonno, il tombarello....
Per l'utilizzo sulla pizza, Gabriele ha preferito sbollentarle velocemente in acqua, in modo da sigillarle,  ma lasciandole ancora crude all'interno, e poterle agevolmente tagliare. Hanno finito di cuocere pochi minuti in forno sopra alla pizza. A mio avviso non è necessario spellarle, il budello è finissimo, si può mangiare...in ogni caso, degustibus..

Lo spumante rosé delle Ripalte della Tenuta delle Ripalte, Isola d'Elba, un gradevole metodo classico da uve aleatico, ha accompagnato egregiamente la salsiccia e friarielli "ammarata", come l'ha soprannominata Gabriele.
I friarielli provengono dall' orto di sua suocera, spadellati con aglio e un pizzico di peperoncino. E che ve lo dico a fà, una goduria!!! E una bella soddisfazione, dai..


sabato 30 marzo 2019

IL MIO PICCOLO OMAGGIO A LUCIANO ZAZZERI


Quanto dolore bisogna provare per decidere di non provare più dolore?
E' il pensiero più struggente che abbia letto, espresso da Carlo Macchi in un articolo sentito e sofferto sul suo portale Winesurf,  all'indomani della scomparsa del noto chef pescatore-cacciatore della Pineta di Marina di Bibbona,   Luciano Zazzeri, avvenuta domenica 17 marzo.
Oltre alla triste notizia in sé, arrivata come un vero fulmine a ciel sereno, anche il modo in cui Luciano ha deciso di uscire di scena, ha lasciato tutti attoniti e sgomenti. Persino i suoi famigliari e gli amici più stretti  non si capacitano.
Chi poteva immaginare che il dolore che si portava dentro, fosse così grande e profondo da indurlo a porre fine volontariamente  e in modo così cruento alla sua esistenza terrena?
Era uno chef di successo e di grande esperienza, gentile e carismatico, famosissimo e osannato ovunque ma rimaneva umile, semplice e schietto. Era amato da tutti i suoi clienti, dai critici, giornalisti, esperti del settore enogastronomico sia italiani che esteri, dai produttori vinicoli e dai fornitori di quelle materie prime d'eccellenza che rendevano unica l'esperienza culinaria alla Pineta. Ma era anche apprezzato da tanta parte di popolo che assisteva alle sue esibizioni  in eventi e fiere a cui lui partecipava spesso e volentieri anche per beneficienza;  quel popolo che magari si poteva permettere solo nelle grandi occasioni  di frequentare il suo ristorante, peraltro non esoso pur fregiandosi di una stella Michelin, ma che lo ammirava e lo riconosceva per strada. Aveva una bella famiglia, da poco nonno, i suoi figli Andrea e Daniele seguivano le sue orme, lavorando al suo fianco, il primo in sala, il secondo in cucina, destinati a raccoglierne l'eredità.

                                 Luciano coi figli Daniele (chef) e Andrea (enologo e sommelier di sala)

Conoscevo abbastanza bene Luciano, avevo iniziato a frequentare con mio marito la sua "baracca" sul litorale di Bibbona,  sin dai suoi esordi come gestore, quando subentrò  alla famiglia, ai primi degli anni '90. Ma la sua storia professionale è ben nota, il web è pieno di articoli, rifioriti anche in seguito al triste evento.
Io vorrei  raccontare il Luciano che conoscevo, condividendo alcuni bei momenti passati in sua compagnia e gli insegnamenti tratti, com'è mia abitudine e  coerentemente con la filosofia del blog, in cui annoto esperienze personali, pensieri, ricette e foto.

A partire dal 2000, quando ho iniziato la mia attività di guida enogastronomica e successivamente  di organizzatrice di eventi -  nel frattempo era nato anche Poverimabelliebuoni - ho avuto a che fare con lui anche per lavoro ed è sempre stato un piacere andare a trovarlo alla Pineta, ogni volta era un'esperienza, anche se come tutti gli chef era un po' "artista" e bisognava corrergli dietro per ottenere la ricetta, per farsi fare il preventivo, per ottenere una data,  ma poi queste fatiche venivano ampiamente ripagate quando arrivava il giorno dell'evento e gli ospiti che gli portavo venivano inesorabilmente catturati sia dalla sua cucina che dal suo savoir faire spontaneo, genuino,denso di fascino naturale.
Soprattutto nelle serate tranquille, non era raro che si intrattenesse coi suoi ospiti a raccontare espisodi di caccia e pesca o aneddoti divertenti di esperienze di vissuto, di degustazioni e di epiche mangiate.
Luciano tra i mitici gemelli Vanni, importanti pilastri della Pineta

Non posso fare a meno di sorridere mentre scrivo queste righe, mi risuona in testa la sua voce, vedo il suo amabile sorriso, un po' sornione, risento la sua risata sommessa ed elegante come tutto il suo essere,  come quando ci raccontava anni fa, che ad una manifestazione "da qualche parte  in Francia", qualcuno commentò, quando lui si presentò e disse il nome del suo ristorante : "ah sì dove ci sono i gemelli" !! "E son più famosi loro di me, hai capito?" sottolineò, ridendo anche con gli occhi!!
Provo un affetto particolare per la Pineta e lo provavo per Luciano. Ho molti bei ricordi in quel luogo che è proprio il caso di definire "unico" e irripetibile, di cui hanno scritto, a ragione,  in ogni dove e in molte lingue:  la prima volta che i miei genitori vennero a casa mia in Toscana, si festeggiò da lui e  la rammentano ancora a distanza di tanti anni;  la prima volta che portai un gruppo a cui facevo da guida, qualche compleanno di mio marito, che cade di luglio, e in riva al mare si sta d'incanto, le epiche serate dedicate al pesce azzurro per Castagneto a Tavola di cui conservo ancora i menu stampati con gli appunti delle ricette, quando abbiamo festeggiato l'uscita di Pesce per Mini Gourmet, ma anche quando ci prendeva semplicemente la voglia di andare "da Luciano", magari in serate invernali infrasettimanali,  con poca affluenza e così intime,  in cui era tutto per noi e si facevano le ore piccole "a chiacchiera" e mi elargiva preziosi consigli culinari se non  mi invitava addirittura ad  infilarmi in cucina con lui.


Una foto di qualche anno fa, l'avevo seguito mentre preparava il suo cacciucco per un servizio fotografico e l'ho immortalato dietro le quinte.

Recentemente, lo scorso novembre, ho avuto l'onore di presentare una sua esibizione a Firenze, alla Biennale Enogastronomica, su invito di Leonardo Romanelli.


Onore e onere perchè come lui stesso mi aveva avvisata, consapevolmente,  quando apriva il libro lui, era dura arginarlo, ma noi, suoi adulatori, lo avremmo ascoltato per ore; ragion per cui era un difficile compito destreggiarmi fra l'esigenza professionale e la passione personale!! Fu un'apoteosi, con tutte le divagazioni del caso, come da previsioni. Piccolo aneddoto spiritoso: durante l'esibizione quella sera, ad un certo punto, aveva perso il filo del discorso e non gli veniva una parola, forse mi ero persa pure io, mi guarda e candido mi dice, davanti a tutti "oh che ci stai a fare? suggeriscimi!!!" e giù tutti a ridere.


Ma la mia soddisfazione più grande, e mi permetto di gongolarmi orgogliosa, è stata quando durante una delle mie primissime esibizioni alla manifestazione Giro d'olio a Firenze, nel 2013 per l'esattezza, sempre con il caro amico Leonardo Romanelli, mentre io stavo preparando il mio tataki di palamita, vedo arrivare Luciano,  che si sarebbe esibito dopo di me, con i suoi ingredienti e attrezzi, giustamente per prepararsi con un po' d'anticipo. Sistemate le sue cose, si infila la casacca da chef e si piazza lì accanto a me durante la mia esibizione e Romanelli lo coinvolge a pieno titolo.


Ero già sufficientemente emozionata perché non ero ancora del tutto a mio agio in quelle situazioni, vi immaginate come potevo sentirmi, con l'occhio vigile di Luciano che controllava la cottura della mia palamita? Ed è stato più che utile perché in un momento critico mi ha passato una paletta perché rischiavo di farla attaccare. Poi fila tutto liscio, per fortuna; iniziamo a preparare gli assaggi e a ricevere i riscontri positivi dal pubblico, quando mi accorgo che zitto, zitto, stava assaggiando pure lui la mia palamita. Panico. Invece, si avvicina ed esclama compiaciuto "brava! cotta proprio bene e bella ricetta, non è roba da "massaia" questa, complimenti davvero!"
Il termine "massaia", al momento,  mi sembrò riduttivo nei miei confronti e invece esprimeva tutta la sua genuinità e il suo profondo legame alle sue origini contadine, cresciuto circondato infatti dalle massaie, nonna, zia e mamma,  da cui ha appreso le basi della cucina e per cui ha sempre dimostrato grande ammirazione! Definirmi massaia quindi, per quanto il termine mi suonasse obsoleto, non era riduttivo bensì era un complimento nel complimento perchè le massaie erano regine dei fornelli domestici, quelle che facevano anche miracoli in cucina, che facevano tornare i conti, dovendo sfamare magari tante bocche con poca roba a disposizione, e riuscivano anche creare piatti semplici ma gustosi che poi sono passati alla storia!!  Quindi GRAZIE LUCIANO!


E mi fermo con gli amarcord, ce ne sarebbero tanti altri ma li serbo nel mio cuore con il dispiacere di di non poterti più ascoltare, né vederti all'opera e assaggiare i tuoi piatti e commentarli insieme. Faccio solo un augurio sincero ai tuoi ragazzi che sono sicura proseguiranno la tua opera con serietà e coerenza e ti renderanno fiero perché ovunque tu sarai, veglierai su di loro.

Caro Luciano, ti rendo omaggio interpretando una tua ricetta, e non è la prima tua che eseguo, sono tutte sul blog, vedi la panzanella croccante con lo sgombro, la tartare di acciughe e tante altre semplicemente ispirate da te come questa che ho in mente da tempo e, avendo trovato  i primi piselli freschi, non ho potuto fare a meno di provarla perché racchiude tutta la tua filosofia di cucina: semplicità, stagionalità e gusti netti.


La ricetta originale è riportata sul libro Il Pesce Azzurro d'autore di Claudio Mollo e prevede la palamita. Io ho trovato dei bellissimi sgombri, del resto la palamita è un grosso sgombro, è proprio della stessa famiglia, e l'accostamento coi piselli funziona benissimo lo stesso: il gusto pronunciato, sapido e ferroso dei pesci azzurri viene ammansito dalla dolcezza dei piselli e delle cipolle, dolcezza ben bilanciata anche dalla nota acida dovuta all'aceto e dalla freschezza aromatica della maggiorana.

Sgombri di stagione con uova e lattume (il lattume è finito in frittura e le uova sono sotto sale per  la bottarga)


SGOMBRO ALLA MAGGIORANA IN OLIO DI COTTURA, CREMA DI PISELLI E CIPOLLA STUFATA

Ingredienti per 4 persone

2 grossi sgombri da 600 g cad. o 1 palamita da 1 kg
200 g di piselli freschi
1 cipolla rossa  e 1 bianca
1 spicchio d'aglio
foglie di salvia
qualche rametto di maggiorana
aceto di vino rosso
olio extra vergine d'oliva
zucchero semolato, sale e pepe qb

Pulire e sfilettare la palamita o gli sgombri, togliere la pelle, spinarli accuratamente e ridurli a tocchetti, metterli sottovuoto condendoli con olio, sale, pepe e un po' di maggiorana.
Per la crema di piselli: cuocere i piselli con un po' d'acqua, aglio, cipolla bianca, salvia, sale e pepe. Frullarli fino a ridurli in crema e infine passare la crema al colino cinese, aggiustare di sale e olio.
Affettare finemente la cipolla rossa, stufarla in padella con aceto, olio e zucchero fino a caramellarla.
Cuocere il pesce in forno a vapore o a bagno maria a 80° C per 3-4 minuti.
Impiattare mettendo la crema a specchio sul fondo di un piatto, adagiarvi sopra i tocchetti di sgombro o palamita, guarnire con le cipolle stufate, un rametto di maggiorana, qualche pisello a crudo (e, aggiunta mia, dei fiocchi croccanti di cipolla bianca disidratata)

venerdì 18 maggio 2018

PALAMITA, CREMA DI AVOCADO AL WASABI E FIORI EDULI


Dopo mesi di preparativi, eccoci alla vigilia di Un Mare di Gusto!  Domani si inizia e si balla per tutto il weekend!
Il meteo sembra promettere bene, la lista delle ultime cose da fare è tutta spuntata, tutto è pronto per la partenza. Per qualcuno il fischio d'inizio scatta domani all'alba, ci sono i gazebi e gli stand da montare, le sagome delle palamite decorate coi fiori dai bambini delle elementari da appendere in giro per il paese, le magliette da distribuire, le casse e gli info point da installare, controllare microfoni e tutto l'occorrente per presentazioni, cooking show e convegni, briefing con i ristoratori, i sommelier, i ragazzi dell'alberghiero, i volontari....insomma, ordinaria amministrazione degli ultimi step preparatori per chi sa cosa significhi organizzare una manifestazione enogastronomica!!

Ho ancora qualche telefonata da fare, gli ultimi dubbi da risolvere,  ma riesco a ritagliarmi un piccolo spazio e pubblico una ricetta in omaggio alla festa che quest'anno associa palamita e pesce azzurro ai fiori eduli, secondo il leit motiv Palamita in fiore. 
Perché, come spiega la chef Deborah Corsi, direttrice artistica della manifestazione dal 2016  "Maggio è il mese dei fiori, la natura si tinge di colori vivaci e si rinnova, il mare si ravviva e allo stesso modo Un Mare di Gusto, la tradizionale kermesse enogastronomica di San Vincenzo, legata alla palamita e a tutto il pesce azzurro, rifiorisce, presentandosi in una nuova veste simboleggiata dai fiori "   

La mia preparazione  prende spunto dall'accostamento palamita e crema di avocado al wasabi, dello chef Francesco D'Agostino del  ristorante La Martinatica di Pietrasanta, un suggestivo locale ospitato in un antico mulino ad acqua,  recente scoperta che mi ha colpita favorevolmente sia per la qualità delle proposte di cucina che per la vivacità e simpatia della sala. Un mix che raramente funziona così bene.
Il piatto dello chef era molto minimal: tranci di palamita al naturale, scottati, rosa al cuore, e crema di avocado al wasabi, quest'ultimo dosato con parsimonia, si avvertiva la sfumatura piccante solo nel finale. Non ho osato chiedere come l'avesse preparata, sia la palamita che la crema, ho fatto di testa mia. Il risultato è stato abbastanza soddisfacente ma qualcosa mi sfugge nella crema, diamo la colpa all'avocado che magari non era speciale?
Ho marinato e insaporito la palamita come faccio spesso  con salsa di soia e miele,  l'ho accompagnata con una julienne di verdure crude, neanche a farlo apposta avevo del cavolo cappuccio in casa che mi sembrava perfetto, con la sua  nota acidula e quel  piccantino che richiama il wasabi della crema. Per completare il  tocco esotico, qualche fogliolina di coriandolo fresco che adoro  e infine ho decorato con petali di margherite gialle (dolci e delicate) e impatiens (gusto leggermente acidulo e fresco) per  rallegrare la vista ma anche il palato!



Ingredienti per 2 persone

un filetto di palamita da  250-300 g spellato e abbattuto o passato nel congelatore domestico a -18° C per 96 h come da prassi per il consumo di pesce crudo
200 g di polpa di avocado ben maturo (300 g ca lordo)
1/2 cucchiaino di pasta di wasabi o polvere di wasabi qb
1/2 cavolo cappuccio bianco
olio extravergine d'oliva, sale
aceto di mele
salsa di soia - miele d'acacia
succo di limone
coriandolo fresco
margherite gialle e impatiens fiori commestibili bio Azienda Carmazzi

Scongelare il filetto di palamita ponendolo in frigorifero la sera prima. Una volta completamente scongelato, un'ora prima circa della preparazione, tamponarlo bene con carta assorbente, scalopparlo tagliandolo in senso diagonale, metterlo a marinare con un'emulsione di salsa di soia e miele nella proporzione 3 cucchiai da minestra di salsa di soia, un cucchiaino da tè di miele e un cucchiaio di olio extravergine d'oliva. Porre la marinata in frigorifero, girando di tanto in tanto, fino all'utilizzo.

Sbucciare l' avocado, ricavare la polpa, tagliarla a tocchetti e trasferirla nel bicchiere di un frullatore e frullare aggiungendo un filo d'olio extravergine d'oliva dal gusto fruttato, poco amaro, una spruzzata di limone, infine regolare di sale (poco) e insaporire con il wasabi secondo il proprio gusto ma senza eccedere, deve risultare una gradevole sfumatura.

Mondare, lavare e affettare finemente a julienne il cavolo cappuccio, condirlo con olio, aceto e sale.
Posizionare la crema di avocado in una sacca da pasticceria con bocchetta larga.
Lavare il coriandolo e separare i petali dai fiori.

Piastrare o tostare velocemente in padella antiaderente i tranci di palamita da ogni lato, regolando i tempi a seconda dello spessore del filetto per lasciare il cuore rosa a piacere (a me piace stile tataki, come il filetto di carne "au bleu"= 40° C al cuore, anche meno per il pesce)

Posizionare due tranci a piatto, contornare con mucchietti di cavolo cappuccio, pon pon di crema di avocado, completare con le foglioline di coriandolo e i petali di margherite e impatiens e buon divertimento!


martedì 15 maggio 2018

UN MARE DI GUSTO-PALAMITA IN FIORE, SAN VINCENZO 19-20 MAGGIO 2018


Come proverbio vuole: non c'è due senza tre! Ed eccomi ancora arruolata per la terza volta consecutiva nell'organizzazione di Un Mare di Gusto, la tradizionale kermesse di San Vincenzo legata alla palamita e a tutto il pesce azzurro, che celebra da anni la cultura del mare in cucina, nell'arte e nel tempo libero. 




San Vincenzo, tutto pronto per Un mare di gusto
Sabato 19 e domenica 20 maggio un ricco calendario di eventi, degustazioni
e approfondimenti dedicati alle tipicità ittiche della Costa degli Etruschi
Novità di quest’anno sono lo street food serale e il “pranzo della domenica

Da un lato gli appuntamenti gastronomici, dallo street food serale al “pranzo della domenica", dall’altro gli approfondimenti culturali sul tema del pesce azzurro della Costa degli Etruschi. La valorizzazione della risorsa ittica si conferma anche quest’anno come il filo conduttore di “Un Mare di Gusto”, la tradizionale rassegna che sabato 19 e domenica 20 maggio animerà San Vincenzo con eventi dedicati alla Palamita e al pesce azzurro del nostro mare.
La manifestazione, organizzata dal Comune di San Vincenzo e sotto la direzione artistica di Deborah Corsi - chef JRE del ristorante La Perla del Mare - si presenta con numerose novità in programma, a partire dal tema protagonista di questa edizione, i fiori. Non è un caso, se il tema quest’anno viene declinato come “Palamita in fiore”: saranno infatti gli accostamenti tra il pescato e il mondo floreale, a caratterizzare il calendario che la prossima settimana animerà San Vincenzo.


Il programma prevede un appuntamento (per la prima volta in orario serale, dalle ore 19 alle 23) dedicato allo Street food a tema Palamita e prodotti del territorio, con un ventina tra ristoranti, bar e gelaterie di San Vincenzo che propongono le loro interpretazioni – sia dolci che salate, in abbinamento con fiori eduli – in altrettanti gustosi banchi d’assaggio. Saranno presenti gli stand di Arcipesca, Avis, Blue Marlin, Agriturismo Costa etrusca, Giglio di mare, il Gustomobile, Il Sale, La Granita, La Lanterna, La Perla del mare, Le Metrò, Lupo Cantero, Maremma Maiala, Mum and Dad, Nettuno, Number One, Papaveri e mare, Pian delle More e Quartocielo. Inoltre, molti dei ristoranti che partecipano allo street food di sabato sera, fino a domenica proporranno in carta almeno un piatto dedicato alla palamita e al pesce azzurro in abbinamento ai fiori eduli.


Inoltre, alla Torre di San Vincenzo andranno in scena la presentazione del libro “Dall’atelier alla cucina” di Elisabetta Arrighi con un cooking show dello chef Emanuele Vallini (ore 15), un incontro sul progetto Avis sulla nutrizione di qualità “Successful Aging – Invecchiare con gusto” (ore 16), la presentazione in anteprima del progetto di recupero del gusto delle sardine dell’antica friggera di San Vincenzo (ore 17) con assaggi di sardine sott’olio, nonché il convegno “La Palamita che verrà – Il futuro della pesca nei nostri mari” (ore 18) che farà il punto sui sistemi di tutela e sviluppo della risorsa ittica del territorio. Infine – last but not least – per la prima volta assoluta il “Pranzo della Domenica”, una jam session culinaria lungo la passeggiata del Marinaio con quattro chef del territorio: Fabrizio Caponi (Osteria I’ Ciocio, Suvereto) con la palamita al fumo d’alloro, Ivano Lovisetto (Il Baccanale, Piombino) con la panzanella azzurra, Mirko Rossi (Il Doretto, Cecina) con i bottoni di canapa alla palamita e Deborah Corsi (La Perla del Mare, San Vincenzo) con la palamita “croc” e il dessert campigliese new style. Il tutto accompagnato dai vini del territorio. Sponsor dei fiori eduli del pranzo è l’azienda Carmazzi di Torre del Lago. Tra le partnership di quest’anno, spicca quella con l’Acquario di Livorno, con sconti speciali per andare a visitare la struttura. 

E ancora: sabato e domenica il centro di San Vincenzo diventa un giardino fiorito, grazie alla mostra-mercato dedicata al mondo delle piante, dei fiori, degli allestimenti floreali, ma anche dell’arredo per il giardino, per la casa e per gli angoli verdi cittadini, con una selezione di vivaisti e artigiani del territorio. Sarà inoltre presente un mercatino di artigianato di qualità con creazioni a tema degli artigiani di Un Mare di Gusto, piccole e grandi opere di ingegno ispirate ai pesci e ai fiori di questa edizione. Nella sede del Circolo Fotoamatori di San Vincenzo, infine, si terrà una mostra di modelli di barche da pesca d’epoca, a vela e a motore, del maestro modellista Luciano Corsi, mentre tutta la segnaletica “ittica” della manifestazione sarà curata dai bambini delle scuole elementari G. Rodari.    PROGRAMMA 

Spiega Deborah Corsi: “Maggio è il mese dei fiori, la natura si tinge di colori vivaci e si rinnova, il mare si ravviva e allo stesso modo Un Mare di Gusto, la tradizionale kermesse enogastronomica di San Vincenzo, legata alla palamita e a tutto il pesce azzurro, rifiorisce, presentandosi in una nuova veste simboleggiata dai fiori”.

“Un Mare di Gusto, forte del successo della sua ripresa dopo alcuni anni di stop – le fa eco l’assessore comunale Serena Malfatti – si rinnova e si veste a nuovo con questa affascinante edizione in serale.  Il cambiamento del format consentirà di coinvolgere nuovi attori ed offrire ai visitatori una gamma di profumi e sapori molto più ampia e coinvolgente, accompagnata dalla bellezza dei fiori di maggio.”

Biglietti:
Presentazioni, mostre  e i convegni sono a ingresso libero e gratuiti
Per lo street food il costo del biglietto è di 10 euro e dà diritto a 4 degustazioni cibo o vino. Ogni ulteriore degustazione ha il costo di 2 euro .
Il pranzo della domenica ha un costo di 40 euro (20 per i bambini dai 3 ai 12 anni). Per info e prenotazioni: www.unmaredigusto.it  info@unmaredigusto.it

Ufficio stampa : Marco Gemelli  marcogemelli78@gmail.com
Digital PR      Chiara Brandi    cb.socialbranding@gmail.com                                                                                                                                              
                                                                                                                                                  


martedì 29 agosto 2017

INSALATA DI RISO PINK SURF & TURF


Questa insalata di riso ha avuto una genesi singolare..
Ebbene, non sono mai stata una fanatica dell'insalata di riso, soprattutto di quelle condite  con accozzaglie di roba scelta senza criterio, magari  semplicemente svuota frigo o peggio ancora presa dai vasetti di vari condi-riso o condi-pasta del supermercato. Vade retro!!
Se la faccio, mi piace condirla con ingredienti freschi, soprattutto verdure che, nella versione più semplice, vengono cotte insieme al riso negli ultimi due minuti in modo che rimangano ben croccanti. Posso aggiungere qualche oliva, cipolline in agrodolce, qualche erba aromatica come timo limone  o origano fresco.
Un mio cavallo di battaglia, magari da condividere con gli amici,   è l''insalata di riso integrale con gamberi e verdure in agrodolce ed era quella che avrei voluto proporre per il contest più spiritoso di quest'estate, quello sull'insalata di riso,  lanciato dal celebre critico e giornalista enogastronomo Leonardo Romanelli #IDR2017, scaturito dalla sua avversione verso l'insalata di riso, dichiarata sui social e contrastata da molti in modo spiritoso e vivace  in un divertente dibattito con conseguente  tormentone durato diversi giorni che poi si è trasformato in un vero e proprio contest, appunto, con tanto di giuria che vanta anche chef "stellati"!!
Non avrei mai pensato di trovarmi a difendere l'insalata di riso però cercare di convincere il famoso critico che esistono insalate di riso degne di essere prese in considerazione, rappresentava una sfida e infatti sfida è stata.

Non potevo dunque riciclare la mia classica con i gamberi, troppo semplice e soprattutto  ne sono arrivate già tante simili, soprattutto con gamberi. Allora metto in moto i neuroni e mi concentro subito sulla palamita, più rappresentativa di Poverimabelliebuoni dei gamberi. Ripesco nel mio blog un accostamento che mi divertì molto: tartare di palamita e mortadella con salsa e streusel alla barbabietola, un connubio mare e terra (o surf & turf, tanto per esibire un po' di cultura culinaria internazionale) che non dovrebbe più fare scalpore, basti pensare ad esempi illustri come le capesante avvolte nella mortadella di Fulvio Pierangelini a cui mi ero infatti ispirata, sostituendo le capesante con la palamita,  per un risultato tutto rosa e quindi elaboro...elaboro...e penso ad un'insalata di riso monocroma  rosa, dove l' apparenza ingannevolmente romantica e mono-tono, cela invece gusti marcati e sfaccettati dai piacevoli e sorprendenti contrasti di consistenze e sapori: dolce, sapido, speziato di palamita e mortadella, agrodolce e croccante della cipolla, acidità dei lamponi, piccante dei germogli di ravanelli e la nota terrosa minerale dei germogli di barbabietola, senza dimenticare la consistenza tenace  e la dolcezza del profumato riso integrale che  aggiunge anche una raffinata sfumatura di frutta secca tipica dei cereali integrali.
Semplicemente un  gioco, una sfida nella sfida!



INSALATA DI RISO PINK SURF & TURF
(riso integrale, gravlax mediterraneo di palamita, mortadella di Bologna, cipolla in agrodolce, lamponi, germogli di ravanello e rapa rossa)

Ingredienti per 500 g di riso, come richiesto dal Romanelli

500 g di riso integrale

Per il gravlax mediterraneo di palamita:
200 g di filetto di palamita, al netto degli scarti e della pelle
100 g di sale grosso
20 ml  di colatura di alici
40 g di miele d'acacia o millefiori
1/2 spicchio d'aglio rosa
1 foglia di alloro fresco
fiori e ciuffi verdi di finocchietto selvatico
qualche scorzetta di limone non trattato

200 g di mortadella di Bologna Ig
100 g di lamponi freschi

Per la cipolla in agrodolce:
100 g di  cipolla rossa di Certaldo
100 ml di acqua
100 ml di aceto di mele
30 g di zucchero semolato
2 g di sale fino

germogli di ravanello e rapa rossa qb
Olio extravergine d'oliva con buon fruttato, piccante medio, poco amaro

Mettere a marinare il filetto di palamita coperto da un'emulsione preparata miscelando il sale grosso con la colatura di alici, il miele sciolto qualche secondo al microonde, e un trito di  aglio, fiori e ciuffi di finocchietto selvatico,  scorza di limone e la foglia d'alloro. Coprire con pellicola, porre in frigorifero per mezza giornata. Infine mettere il filetto con la sua marinata in una busta sottovuoto e abbattere di temperatura come da prassi per il consumo di pesce crudo. Nel freezer domestico, cautelativamente 96 h a - 18° C. Al momento dell'utilizzo, far scongelare in frigorifero, infine scolare bene il filetto dalla marinata, asciugare e tagliare a cubetti di 1,5-2  cm per lato.

Sfogliare la cipolla e ricavarne dei piccoli petali. Mettere a bollire l'acqua con l'aceto, lo zucchero e il sale. Sbianchirvi i petali per 20-30 secondi in modo che rimangano ben croccanti. Prelevarli con una schiumarola e farli asciugare su carta assorbente.

Tagliare la mortadella a cubetti grandi quanto la palamita. Lavare e asciugare accuratamente i lamponi e i germogli. Tagliare i lamponi a metà.
Cuocere il riso, unendo all'acqua un rametto di finocchietto, scolarlo bene senza sciacquarlo sotto l'acqua corrente che lo impoverisce, stenderlo ad asciugare e raffreddare su un canovaccio pulito o dei fogli di scottex.
Sistemarlo infine in un'insalatiera, unire i cubetti di palamita e di  mortadella, i petali di cipolle, le rondelle di lampone, irrorare d'olio evo, mescolare bene e cospargere con i germogli.
Conservare in frigorifero.  Togliere dal frigo  almeno mezz'ora prima di consumarlo,  i profumi e il gusto degli ingredienti ne beneficeranno e il palato ringrazierà!

domenica 14 maggio 2017

IL MIO SECONDO MARE DI GUSTO, PALAMITA&FRIENDS, SAN VINCENZO 5-7 MAGGIO 2017

Dite PALAMITAAAA!!

Fra le centinaia di fotografie ricevute post evento che mi hanno impegnato nella selezione per diversi giorni, questa è quella che più mi diverte, mentre incito tutti a dire "palamitaaaaa" davanti al fotografo ma l'unica che grida sono io, fra le risate di tutti!! Ringrazio Giuliana per lo scatto

Sono proprio le risate, i sorrisi e i complimenti generosi del pubblico e dei protagonisti della bella manifestazione Un Mare di Gusto, Palamita&Friends che si è svolta nel weekend 5-7 maggio a San Vincenzo, che ti ripagano della fatica degli ultimi giorni e dello stress accumulato negli ultimi mesi, totalmente dedicati alla preparazione di questa grande festa, dedicata alla palamita e a tutto il  pesce azzurro ma anche al mare nell'arte e nel tempo libero, che si conferma, con grande piacere e soddisfazione dell'amministrazione comunale e della direttrice artistica, l'amica chef Deborah Corsi, una vera festa dell'intero paese di San Vincenzo.

Pur non essendo sanvincenzina, sono affezionata a questa  tradizionale kermesse nata nel 2000 come Festa della Palamita, perché la  seguo  dai suoi esordi e perché fu  proprio ad una festa della palamita del 2005 che conobbi Deborah  e galeotta fu l'acciuga per la nostra amicizia e successiva collaborazione professionale. Per qualche anno ho collaborato con Slow Food e ho fatto servizio agli stand dei vini durante la festa. Ho conosciuto e mi sono fatta immortalare con il mitico Nini. Poi è nato Poverimabelliebuoni e per qualche edizione, sono stata invitata come food blogger e gli ho dedicato alcuni post: 2010  festa 2013 anteprima fiorentina 2013

Col "Nini"nel 2005

Dopo due anni di fermo, nel 2016 rieccoti la festa rinnovata e rinominata Un Mare di Gusto, Palamita&Friends e Deborah mi vuole al suo fianco  per il suo esordio come direttrice artistica. Incarico che viene riconfermato ad entrambe quest'anno, così come a gran parte della squadra esterna allo staff comunale come Raffaella, Silvia e Carlotta con le quali si è instaurato un bel rapporto professionale ed umano.

E infine Un mare di Gusto, Palamita&Friends 2017 con la novità degli occhiali palamita!

Deborah e il suo staff di cucina

Anche il sindaco Alessandro Bandini e l'assessore al turismo Serena Malfatti, promotrice dell'evento, scherzano con gli occhiali palamita


Il meteo ci ha tenuto col fiato sospeso fino all'ultimo ma ci ha graziati venerdì 5 maggio e un bellissimo sole ha rischiarato  la prima giornata.


Giornata che è iniziata con il primo evento in programma, il cooking show a base di pesce azzurro e prodotti a marchio Coop di Deborah alla Coop di San Vincenzo, con i ragazzi dell'Istituto Superiore Einaudi Ceccherelli di Piombino.

Nel pomeriggio, mentre si ultimano i preparativi della tensostruttura, arriva  il mio gruppo di food blogger invitate alla manifestazione. Eccole riunite per la prima foto di rito con Deborah Corsi, Serena Malfatti e la sottoscritta: Giacomo Mazzoni, Ti consiglio un posticino, Giulia Scarpaleggia, Jul's kitchen, Marina Bogdanovic, Mademoiselle Marina, Giuliana Fabris, La Gallina Vintage, Patrizia Malomo, Andante con gusto, Daniela Barutta, La Dani Gourmet, Annarita Rossi, Il bosco di alici, Sandra Pilacchi, Sono io Sandra, Alice del Re, Pane libri e nuvole

Ci raggiungono in seguito anche altre travel blogger fra cui Nardia Plumrige di Lost in florence, Denya Pandolfi di Grazie a te blog  e alle h 18.30, come da programma si parte con i saluti del sindaco Alessandro Bendini e dell'Assessore al turismo Serena Malfatti, la presentazione di ricordi e immagini della Friggera a cura del giornalista  Maurizio dell'Agnello e di Rodolfo Tagliaferri, presidente del circo fotoamatori di San Vincenzo. Approfondimenti a breve su Pane Libri e Nuvole
La serata si conclude a cena alla Perla del Mare dove Deborah ci delizia con piatti a base di palamita e pesce azzurro, inclusa la Palamita tonné, ideata appositamente per la manifestazione, secondo il tema LE NOSTRE RADICI, tra cultura, pesce e verdura, e proposta nel percorso di gusto della domenica dalla Perla. Alice di Pane Libri e Nuvole ci parlerà di Deborah e approfondirà anche la Friggera, così come Giuliana



Hanno ospitato il gruppo di food and travel bloggers  l'Hotel Residenza Santa Cecilia, l'hotel Villa Lo Scoglietto, l'hotel Stella Marina, l'agriturismo Costa Etrusca e il Glamping della tenuta Poggio Rosso, Populonia che ringrazio personalmente per la disponibilità e la squisita collaborazione

Il grigiore mattutino del sabato, che purtroppo si è protratto per tutta la giornata,  è stato rallegrato dalla lettura di alcuni degli oltre cento racconti e poesie realizzati dai bambini delle classi IV e V primaria e I e II media dell'Istituto Comprensivo P. Mascagni di San Vincenzo che hanno interpretato con grande entusiasmo e impegno  il tema di quest'anno LE NOSTRE RADICI, TRA CULTURA, PESCE E VERDURA. Tutti i racconti e poesie, corredate anche da disegni sono stati esposti, appesi a reti da pesca. nella tensostruttura che ha ospitato tutti gli eventi di sabato e domenica.   Le  descrizioni di storie e testimonianze famigliari legate alle attività di pesca, leggende, racconti di fantasia e toccanti poesie che esprimono affetti e ricordi evocati dal mare e invitano al rispetto dell'ambiente marino hanno emozionato l'intera platea e ricevuto il plauso dell'assessore alla cultura Maria Favilla e del vicepresidente Slow Food Toscana Massimo Bernacchini . A conclusione è stata offerta una gustosa e salutare merenda preparata dall'Associazione Auser di San Vincenzo.  NEWS SITO UN MARE DI GUSTO e a breve sul sito di Giulia Jul's kitchen


Oltre ai racconti dei bambini,  la presentazione del  bel libro dal titolo La Cucina di mercati in Toscana di Giulia Scarpaleggia, Jul's kitchen,   ha completato la mattinata alla presenza di tutti i blogger. Non è mancato un momento di commozione quando Giulia ha riconosciuto fra il pubblico il suo professore di matematica e fisica delle superiori che le ha strappato una lacrimuccia in una carrambata in piena regola e passare dal pianto al riso è stato un attimo! Giulia e  il suo compagno di vita e di lavoro Tommaso Galli,  fotografo e videomaker,  dedicheranno una vera e propria guida turistica a San Vincenzo e dintorni nella loro rubrica Discover Tuscany .
Anche Patrizia di Andante con gusto ha prodotto una guida viaggio della Costa degli Etruschi



E poi via col blog tour, prima tappa l'Azienda agricola biologica SS Annunziata di San Vincenzo dove ad attenderci c'era la vivace, ironica e competente proprietaria,  Beatrice Massaza. Nonostante il forte vento e la pioggia, siamo riusciti a fare una capatina al frantoio, disquisire sulle problematiche legate alla poca conoscenza dei consumatori dell'olio extra vergine d'oliva e apprendere le novità dei prodotti di Beatrice che, oltre alle varie tipologie di olio, dal blend classico ai mono varietali, in collaborazione con l'università di Pisa, ha elaborato una tecnica per la produzione e la conservazione di un olio straordinario chiamato a pieno titolo  Extraordinarium che ha un altissimo contenuto di polifenoli, ben 1200, fra cui un'alta percentuale di oleocantale, responsabile della caratteristica piccantezza dell'olio e che ha proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche tali da renderlo  un vero medicinale! Argomento che merita un post a sé e che non mancherò di approfondire a breve. Nel frattempo ci pensano Patrizia di Andante con GustoSandra Pilacchi, Sono io Sandra a fornire un piccolo reportage




Alle h 14.00 lascio i blogger da Beatrice, che offre loro un pranzetto a buffet delizioso e di cui riesco comunque a godere,  e mi precipito alla tensostruttura perché stanno già arrivando i giovani cuochi della finale di Saranno Famosi. Li ho talmente stressati con l'orario che mi arrivano tutti in anticipo! Ognuno prende la propria postazione, ci accordiamo sugli ultimi dettagli, nel frattempo anche tutti i componenti della giuria si accomodano al loro tavolo e accanto a loro anche alcuni blogger, rientrati nel frattempo,  si dedicano agli assaggi. Affianco Claudio Mollo nella conduzione della gara, partiamo puntualissimi, neanche il quarto d'ora accademico e  i concorrenti si susseguono a buon ritmo  e rispettano i tempi che era la cosa che mi preoccupava di più! Il meteo è inclemente, il tendone sbatte sotto i colpi di vento, qualcosa fa saltare la corrente elettrica ma ce la facciamo e rispettiamo il copione. I "miei" ragazzi, nonostante tutti fossero alla  prima esperienza in pubblico e davanti ad una giuria e nonostante le difficoltà tecniche dovute alla preparazione in un ambiente estraneo e non proprio ideale, si destreggiano egregiamente e vincono la timidezza, argomentando le loro interpretazioni con cura e strappando gli applausi di tutta la platea.

In giuria: Maria Antonietta Schiavina, giornalista de Il Tirreno, Luca Managlia, direttore di Gola GiocondaBeatrice Segoni,  chef del ristorante Konnubio, Firenze; Roberta Perna, giornalista enogastronomica, Alla nostra portata, Studio Umami; Carlotta Garancini, giornalista enogastronomica, collaboratrice La Cucina Italiana on line


Si aggiudica il titolo di giovane promessa della cucina della Costa Toscana, Salvatore Cioce, 28 anni, napoletano d'origine, toscano d'adozione, chef del ristorante Torre d'Argento dell'Hotel Torre di Cala Piccola di Santo Stefano, Grosseto, con una singolare lettura del tema "le nostre radici, tra cultura, pesce e verdura" in un piatto eseguito senza sbavature, dal titolo "datemi una palamita e vi nutrirò il mondo!" ovvero un piatto dove si fondono radici culturali e vegetali tra est e ovest con eccellenti materie prime toscane : sashimi di palamita dell'Arcipelago Toscano, vichyssoise di topinambur di San Miniato, le rare carote Pastinocello alle spezie, brodo di pollo del Poggio di San Casciano, tè nero affumicato Lapsang Souchong e verbena selvatica. Tutti gli altri protagonisti della finale e altri dettagli  sul sito di Un Mare di Gusto: i finalisti - la finale e nei resoconti di Ti consiglio un posticino e Il Bosco di Alici

Salvatore riceve il premio da Anna Somma, presidente della New Chef Service che ha fornito alcune attrezzature e messo in palio un corso professionale di cucina presso la loro scuola Corona Granducato. Il bancone delle esibizioni e le sagome dei pesci di legno con la lisca della palamita di Un Mare di Gusto sono opera di Toscanamade
Vini in abbinamento forniti dal Consorzio Doc Val di Cornia,   curati dai sommelier Roberto Fusco di Fisar Costa Etrusca e Giovanni Raimondi, Fisar Livorno.

Per la Doc Val di Cornia sono intervenuti Stella Zannoni, presidente, e Paolo Gigli dell'az. Sant'Agnese
Aiuto sala e servizio fornito dai ragazzi dell'Istituto Superiore commerciale turistico Einaudi Ceccherelli di Piombino
E infine le nostre belle mini vallette Greta, Michelle e Diletta


Tutto è bene ciò che finisce bene, dice il saggio. E alle h 19, come previsto si parte con i nostri mini van guidati dai simpatici Stefano e Stefano, gli autisti del Comune, alla volta del Podere San Michele dove ci attende la famiglia Socci al completo: Giorgio, Tiziana e Marina. Dopo un'animata disquisizione sui temi cari a Giorgio Socci, quali la produzione di qualità nel rispetto della natura e a favore della salvaguardia della salute umana, oltre che la sensibilità verso la collaborazione e le sinergie comuni per promuovere il territorio, ci godiamo un piacevole aperitivo in cantina con il gradevole e profumato Allodio, il viognier in purezza dell'azienda e focaccine fatte in casa con farine antiche selezionate, verdure gratinate e pappa al pomodoro.


Poi ci accomodiamo nella sala ristorante e ci deliziamo con un gustosissimo piatto di gnudi e infine un tagliere di salumi eccellenti del Podere l'Agave accompagnati da Alaterno 2012, un intenso ed elegante syrah. La neo sommelier Daniela approfondirà le visite alle cantine.

La mattina della domenica ci sveglia un vento di ponente fortissimo, temiamo per i gazebo degli espositori ma il sole è assicurato e durante il giorno, per fortuna Eolo placa la sua furia e migliaia di persone affolleranno la festa.



Il gruppo di blogger parte presto alla volta del Podere l'Agave, dove la titolare Barbara Zenoni ci attende per farci  visitare l'azienda e vedere l'allevamento di cinta senese.

Nella tensostruttura si tengono laboratori artistici per bambini a cura dell'Associazione EB10 di San Vincenzo


Lasciata l'Agave,  percorriamo il viale della Principessa e raggiungiamo Populonia, dove all'Acropoli ci accolgono Erika Grilli, ufficio stampa Parchi Val di Cornia e l'archeoblogger Marta Coccoluto per una bellissima passeggiata alla scoperta del nuovissimo percorso archeologico, aperto  a Pasqua di quest'anno, dove ammiriamo i resti delle terme, con tracce di un pavimento a mosaico e infine percorriamo il sentiero intorno alle mura dell'acropoli e ammiriamo il panorama mozzafiato che si apre sulla Buca delle Fate.
Non potrà che essere Marina, archeologa, blog Mademoiselle Marina,  a raccontarci il parco archeologico

Con tempistica perfetta, ci congediamo e ci dirigiamo verso l'ultima tappa del tour, alla tenuta Poggio Rosso dove incontriamo Diego Monelli che ci racconta la storia della sua bell'azienda, ci mostra i vigneti e  il loro straordinario glamping e infine mamma Edi ci delizia con una gustosa merenda e accontenta la mia richiesta presentando la torta di ceci con cui ci prepariamo un bel 5&5 in puro stile livornese. Degustiamo Phylica, un profumato vermentino, gradevolmente sapido e un succoso giovane  Fufluna, assemblaggio di Merlot, Cabernet e syrah. Chiudiamo in bellezza con un sorso di un elegante vino da dessert:  Losna, prodotto con uve vermentino vendemmiate tardivamente,  in parte appassite sui graticci e infine maturate con metodo Solera.



E poi tutti alla grande festa!!! Chi lungo il percorso del gusto e dell'arte, chi, come la sottoscritta, di corvée con Deborah, a seguire i cooking show di Emanuele Vallini con Giorgio Dracopulos e Luciano Zazzeri nonché la presentazione del libro Pasta Revolution di Eleonora Cozzella con la partecipazione di Maria Antonietta Schiavina e le nostre adorabili mini vallette Greta e Michelle e l'animazione di Roberto Giannoni Dj di Radio Stop.  L'enorme tensostruttura non riesce a contenere il numeroso pubblico accorso, è un'apoteosi, una gioia per gli occhi ed è un grande piacere ricevere applausi e complimenti.
Annarita ci racconterà il suo percorso di gusto.  Altre info : News cooking show su Un Mare di gusto 



Tra un evento e l'altro faccio  un salto veloce all'inizio del percorso del gusto, allo stand di Arcipesca e Polpo del Nini e  riesco a farmi la foto ricordo, che lo scorso anno è mancata,  con Luca Antonelli, figlio del compianto Nini, tutti con le nostre magliette d'ordinanza.  Anche il sindaco fra noi!

Nel gran finale, i saluti del sindaco Alessandro Bendini e dell'assessore Malfatti e il dono di Deborah al Comune di San Vincenzo, per lasciare un segno del suo Mare di Gusto: un'opera commissionata per l'occasione e realizzata su due pannelli durante la giornata dallo Street performer Urto


Ultimo ma non d'importanza, un piccolo pensiero per una grande manifestazione omaggiato agli ospiti e ai protagonisti degli eventi, : la lisca di palamita di Un Mare di Gusto, interpretata e realizzata dagli amici di Toscanamade



E non mi resta che ringraziare tutte le persone con le quali ho collaborato e che hanno reso possibile questa splendida festa che non è una semplice festa enogastronomica ma è la festa più sentita dall'intero paese di  San Vincenzo! Lunga vita alla palamitaaaaaaa.....

Seguite i  blog amici  che ringrazio per alcune foto, insieme a Rodolfo Tagliaferri e Luca Managlia, e non perdetevi gli aggiornamenti del sito e la foto gallery di  UN MARE DI GUSTO

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