Marzo 2014 - Quinoa

A marzo nelle nostre tavole c'è la quinoa con Il blog della Daria.(foto Katiuscia di GiroVegando in Cucina )

Aprile 2014 - Spinaci

Aprile con gli spinaci con Passato tra le mani(foto Katiuscia di GiroVegando in Cucina )

Maggio 2014 - Asparagi

A maggio nelle nostre tavole c'ci sono gli asparagi con Le Delizie di Feli.(foto di Katiuscia di GiroVegando in Cucina )

Gennaio 2014 - Agrumi

A gennaio a casa di Katy per raccogliere le ricette con i frutti più solari dell'inverno.(foto Katy di Girovegando)

Febbraio 2014 - Radicchio Rosso

Giochiamo con il radicchio rosso, ospitate da : Peanut in Cookingland.

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mercoledì 12 febbraio 2014

Voglia di una merenda?


Avete sempre voluto fare le merendine da voi, ma non sapevate come fare?
Con l'aiuto di Francesca del blog La Tana del Riccio adesso potete!


"Da più di un anno stiamo imparando, grazie alla tabella di Salutiamoci ma anche grazie alle tantissime ricette che stiamo condividendo, a mangiare in maniera più sana e in linea con la natura.
Ma poi veniamo sommersi dalla routine, dal lavoro, dagli impegni e le persone che ci stanno intorno non sempre condividono con noi questo percorso.
In tutto questo magari i nostri figli ci chiedono la merendina come quella del compagno di banco, o è lo stesso collega che ci fa gola con uno snack appena preso al distributore automatico.
In questi momenti è facile cedere alla tentazione o quantomeno ammettere che alcune merendine sono molto accattivanti se non altro per l'aspetto. Ma se poi andiamo a vedere la lista degli ingredienti cosa succede??
Intanto se non siete abituati a farlo l'invito è a fare questo sforzo perché si tratta del nostro “carburante” e come nella macchina non metteremmo mai fango, a maggior ragione non dovremmo introdurre “non-cibo” nel nostro corpo.

Facciamo un piccolo gioco. Qui sotto trovate gli ingredienti di due merendine:

Merendina 1:
Farina di frumento (25,5%), zucchero, grasso e olio vegetali non idrogenati, latte intero (8,8%), tuorlo d’uovo (6,5%), latte scremato in polvere (4,7%), glutine di frumento, farina di riso, lievito di birra, proteine del latte, aromi, emulsionanti (mono e digliceridi degli acidi grassi), amido di frumento, sciroppo di glucosio-fruttosio, siero di latte concentrato, sale, cacao magro.

Merendina 2:
Farina di farro semintegrale (29,6%), latte di mandorla (22%), malto di riso (15%), latte di riso (9%), pasta madre (9%), mele (4%), maizena (3%), olio evo (2%), sale integrale, vaniglia, cioccolato fondente.

Quale preferireste mangiare? Quale veramente nutre il nostro corpo?

Diciamo che la prima merendina (una molto famosa che si trova in commercio) non passerebbe un'analisi con la nostra tabella sottocchio con quella farina di frumento che quasi sicuramente è 00 e lo zucchero al secondo posto. Senza contare gli oli vegetali non ben specificati e tutto il resto.

Dite che la seconda è sicuramente triste?
Torniamo a nostro figlio che ci domanda la merendina uguale a quella del compagno... ci credereste se vi dicessimo che la merendina numero 2 è questa?




Beh, fate bene a crederci perché è proprio quella! Forse è addirittura più bella di quella comprata ma soprattutto è molto più sana. Certo, non sarà dolcissima come quella in commercio, ma diamo il tempo al nostro corpo di abituarsi ai sapori naturali e veri e non sentiremo più la mancanza di cibi così zuccherosi!
Qui trovate la ricetta di queste merendine con crema al latte di mandorla e lievitate naturalmente.

Preferite la versione ai cereali e cacao? Eccola!



In questo caso i cereali non sono solo 5 ma tutti e 7, e la crema alle castagne rende tutto molto goloso! Anche in questo caso la lievitazione è naturale e il sapore è pieno. Qui  trovate la ricetta per prepararla in casa.


Magari però non siete ancora pratici con la pasta madre e vorreste fare comunque qualcosa di golosissimo?
Perché allora non fare questi buonissimi paninetti, ripieni di una dolce crema al cioccolato?



Questi non hanno bisogno di lunghe lievitazioni e si possono fare con i bambini. In questo modo saranno apprezzati ancora di più, proprio perché fatti con le loro mani!
Se volete mettere le mani in pasta qui trovate la ricetta.

In commercio ormai si trovano contenitori di tutti i tipi per portare il nostro snack nello zaino o in borsa senza che si spiaccichi. In più sono lavabili e in questo modo evitiamo di far circolare ulteriori rifiuti.

Questi sono alcuni esempi di come possiamo offrire delle alternative valide ed allettanti a prodotti che troviamo in commercio. Ma siamo pronti ad accogliere nuove sfide!"
Francesca

mercoledì 5 febbraio 2014

La raccolta degli agrumi

Grazie per Salutiamoci!

Come vi dicevo nell’ultimo post questo è un periodo un po’ svogliato, ma non potevo esimermi dal ringraziarvi tutti per la vostra entusiasta e coinvolta partecipazione alla raccolta di Salutiamoci di gennaio, ospitato da me. 
Vorrei in particolare modo ringraziare Lo che durante tutto il mese mi ha seguita con pazienza, nonostante i miei mille dubbi e qualche piccola dimenticanza ogni tanto :D
E’ stata una bellissima esperienza, che mi ha insegnato molto e mi ha fatto capire quanto ancora posso e possiamo migliorare la nostra alimentazione, a favore di scelte più salutari senza rinunciare al gusto.


Sono arrivate ben 66 ricette con gli agrumi, una più interessante dell’altra e ognuna da provare.
Qui potete trovare il post con tutte le preparazioni divise per portata per potere creare un intero menù fatto con gli agrumi, mentre ora vi vorrei proporre una mia piccola selezione delle ricette che più mi hanno colpita e che sono assolutamente nella mia “to do list”:

N.B. Tutte le foto di queste preparazioni appartengono ai proprietari del blog a cui rimanda il link della ricetta


Rawioli al limone e pistacchi di Peanut in Cookingland 


Riso con pesto al radicchio di Verona di Passato tra le mani 












Brownies all’arancia di Galline 2ndlife 

Non vi è già venuta fame? ;-)
Ancora grazie mille di cuore a tutti voi per la vostra partecipazione e, mi raccomando, continuate a seguire sempre le iniziative di Salutiamoci, questo mese ospitato daPeanut in Cookingland con il radicchio.
A presto! :-)

TUTTA LA RACCOLTA DA GIROVEGANDO IN CUCINA
Grazie Katiuscia per l'ospitalità e la cura che hai regalato in questo mese a Salutiamoci.

sabato 1 febbraio 2014

Il radicchio rosso


La pianta del radicchio, nome scientifico Chicorium Intybus, appartiene alla famiglia delle Composite, gruppo delle cicorie.
E' composto da un'alta percentuale di acqua e tra i suoi minerali troviamo calcio, sodio, fosforo, potassio (in grande quantità), magnesio, ferro, zinco, rame e manganese.
100 grammi di radicchio forniscono appena 13 calorie.
Le fibre presenti hanno la proprietà di trattenere gli zuccheri presenti nel sangue e per questo motivo il radicchio è consigliato ai soggetti affetti da diabete di tipo 2. Inoltre, non contenendo assolutamente glutine, il suo consumo è consigliato per le persone affette da celiachia.
Al gruppo del radicchio rosso appartengono i rinomati Rosso di Verona, il Rosso di Treviso, il Rosso di Chioggia ed il Rosso di Castefranco.
 *
Questo ortaggio era già conosciuto dai Greci e dai Romani che gli attribuivano proprietà curative nei confronti dell'insonnia; Plinio il Vecchio nel suo libro "Naturalis Historia" lo citava definendolo amico del fegato. 
Il Radicchio è un ottimo rimedio anti-invecchiamento: è ricco di antiossidanti che frenano i processi di invecchiamento cellulare antinfiammatorio ed è indicato a chi ha problemi cutanei (foruncoli, piaghe), artrite e reumatismi. Da recenti studi svolti presso l'Università di Urbino sembra che il radicchio rosso contenga molte più sostanze antiossidanti rispetto ad alimenti più famosi per questa proprietà come mirtilli e uva passa.
Grazie a questa sua caratteristica il radicchio rosso ha la proprietà di rallentare l'invecchiamento cellulare e di prevenire l'insorgere di alcuni tipi di tumore, soprattutto a livello intestinale.
Anche la pelle trae benefici dalla presenza di sostanze antiossidanti mantenendosi giovane più a lungo; gli antiossidanti apportano benefici anche in quei soggetti che soffrono di artrite e reumatismi.
Ha proprietà depurative e, grazie all'alto contenuto di acqua, la presenza di fibre e principi amari, favorisce la digestione ed il buon funzionamento dell'intestino; grazie al suo basso apporto calorico il radicchio è molto indicato anche per le diete ed i regimi alimentari controllati. Il calcio ed il ferro presenti sono in grado di favorire il metabolismo delle ossa rendendole più forti; gli antociani presenti nel radicchio rosso hanno proprietà preventive nei confronti delle malattie cardiovascolari, mentre, il triptofano, apporta benefici al sistema nervoso contrastando i disturbi legati all'insonnia.

(da Wikipedia)

mercoledì 22 gennaio 2014

Polvere magica di agrumi

A Salutiamoci è tempo di Agrumi ed è il momento buono per ingentilire ed impreziosire le nostre creazioni con un ingrediente versatile. Ma di chi stiamo parlando? Ma di lei, la polvere magica di agrumi. 

Un’idea deliziosa per riciclare le bucce degli agrumi e per salvarle da un irriconoscente abbandono nel sacchetto dell'umido.
Ingredienti: bucce di limoni, arance, mandarini, cedri, chinotti, pompelmi, bergamotti, mandarini cinesi, … BIOLOGICI e lavati per bene!
Un consiglio: questa preparazione non è da approcciare in modo ossessivo-scientifico andandosi a comprare, ad esempio, 5 kg di arance e sbucciandole fino a stramazzare, ma piuttosto va affrontata con casuale ed incidentale disinvoltura.
Nel prossimo futuro, quando vi appresterete a mangiare un’arancia o starete per spremere un limone, dovrete solo ricordarvi:
  • di lavarli per bene
  • e di prelevare, con cura, la loro profumatissima buccia.
Per velocizzare il lavoro, conviene utilizzare un pelapatate: questo comune utensile ci permette di ottenere una buccia splendida, priva della “parte bianca” (decisamente amara) che donerebbe alla “polvere magica” delle note aromatiche non molto pregiate.
 
Man mano che recuperate bucce e buccette, riponetele in un cesto dove possano prendere aria e fingete di dimenticarvene. Le bucce possono essere seccate in molti modi:
  • a temperatura ambiente, ad esempio, se vivete nei nostri iper-riscaldati appartamenti cittadini. Vi occorreranno un paio di giorni;
  • vicino ad una fonte di calore: termosifone, stufa, …
  • in forno, quando vi si presenti l’occasione di usarlo per altre ricette; riponete nel forno caldo, ma spento, tutte le bucce messe da parte e lasciatele lì almeno una notte;
  • nell’essicatore per chi preferisce l’opzione professionale: ed in questo caso il gioco è presto fatto! Non avete nemmeno bisogno di spiegazioni, vi basta il manuale delle istruzioni del vostro apparecchio!
Quando avrete accumulato una discreta quantità di bucce secche, potete tritarle con un piccolo mixer o nel macinacaffè, riducendole in polvere fine.

Si conservano per un tempo infinito in barattoli di vetro ben chiusi.
La polvere è indicata per aromatizzare:
  • salse ed intingoli,
  • primi piatti,
  • dolci,
  • preparazioni agrodolci,
  • prodotti lievitati,
  • formaggi veg,
  • e chi più ne ha, più ne metta!
E perchè non usare le bucce essiccate anche per farci delle profumatissime tisane?
1221387_black_tea 
Procedimento: portare a bollore dell’acqua ed unire le scorze essiccate di agrumi. Lasciare sul fuoco per un minuto e spegnere. Fare riposare a fuoco spento, godersi l’aroma e servire.
Se amate le tisane dolci, potete accompagnarle con un cucchiaino di malto di riso o del succo d’acero.

Apprezzatissima anche la variante al succo di mela 100%: fatelo bollire e procedete come per la tisana, senza aggiungere niente. Vedrete che dolcezza e che gusto!
bucce arancia secche_2 
Ribloggato da http://ravanellocurioso.wordpress.com/2013/02/22/tisana-dagrumi/

mercoledì 1 gennaio 2014

Gli agrumi


foto di Katiuscia di GiroVegando in Cucina

Nel culmine dell'inverno ci manca il sole? Allora andiamo a cercare la sua energia e la sua luminosità nei frutti più colorati di questa stagione. 


Sappiamo tutti che gli agrumi sono ricchi di vitamina C e per questo aiutano quando si è raffreddati o influenzati. Oltre a dare vigore al nostro sistema immunitario la vitamina C è fondamentale per la sintesi del collagene. Senza vitamina C non c'è collagene e senza collagene non si rinforzano vasi sanguigni, muscoli e ossa. Inoltre la vitamina C di sintesi, quella degli integratori, non è in realtà assimilabili e l'unico modo per assumerla è attraverso la dieta. 

Anche l'acido citrico è contenuto in quantità elevata negli agrumi, soprattutto nel limone. L'acido citrico è un potente astringente e per questo che il succo di limone si utilizza come antidiarroico. Inoltre aiuta la digestione e fluidifica il sangue. Facilita l'assorbimento delle diverse sostanze nutritive, migliorando il lavoro che avviene in fase di digestione.

Ci aiutano nella guerra contro i radicali liberi, principali responsabili dei processi di invecchiamento e che derivano per lo più dalle diverse forme di inquinamento che subiamo, perchè sono antiossidanti e facilitano l'assorbimento del ferro.

Sono ricchi di flavonoidi, che hanno potere antinfiammatorio e anticancerogeno. In particolare uno studio di un gruppo di ricercatori del Robarts Research Institute dell`University of Western Ontario (Canada) ha dimostrato che, grazie ad un particolare flavonoide contenuto negli agrumi si ha un aiuto per prevenire l`aumento di peso e altri sintomi della sindrome metabolica, che poi possono condurre al diabete di tipo 2 e a malattie cardiovascolari.


Gli agrumi possono essere usati in vari modi: si possono mangiare come sono, in macedonia, utilizzati per dolci e salati. Si può sfruttare il loro succo per dissetarci e per condire e si possono aromatizzare le nostre preparazioni con le loro bucce. 

Salutiamoci consiglia sempre di usare prodotti da coltivazione biologica o biodinamica e questo consiglio vale soprattutto per gli agrumi, perchè è proprio nella loro scorza che si accumulano le sostanze più nocive utilizzate in agricoltura.


Il nuovo anno di Salutiamoci inizia con una raccolta strepitosa. Gli agrumi saranno ospitati da Katiuscia di GiroVegando in Cucina. Potete portare le vostre ricette  a lei con arance, limoni, mandarini, clementine, cedri, pompelmi e kum-quat...tutti rigorosamente biologici!!!

domenica 1 dicembre 2013

Cavolo verza, cappuccio, cavolo nero, cavolini.



Proprio un anno fa Salutiamoci proponeva per il mese di dicembre i cavoli a fiore come il cavolfiore, il cavolo romano, il cavolo fiolaro, le cime di rapa e i broccoli.
Ora dicembre è tornato e desideriamo ospitare tutti i restanti componenti della famiglia
delle Cruciferae: cavolo verza, cappuccio, cavolo nero, cavolini. 
Oltre alle informazioni pubblicate l'anno scorso , ecco dunque qualche altra novità sui cavoli:

"Il consumo delle verdure appartenenti alla famiglia delle Cruciferae (cavolo, verza, rapa, rapanello, broccolo, cavolfiore, rucola) è un valido aiutante nella prevenzione del cancro.

Questa vasta gamma i verdure, che si possono  trovare in tutte le stagioni, contiene due molecole molto studiate, che hanno dimostrato di avere la proprietà di detossificare l'organismo da sostanze cancerogene e di impedire l'evoluzione delle cellule precancerose. Inoltre favoriscono l'apoptosi e inibiscono l'angiogenesi. Le due molecole sono il sulforafano e l'indolo 3-carbinolo.
L'indolo-3-carbinolo, un glucosinolato, è conosciuto per la sua azione antiestrogenica. Molti tumori. come alcuni tipi di carcinoma mammario, sono estrogeno-dipendenti: l'indolo-3-carbinolo controlla il metabolismo degli estrogeni e inibisce la crescita del tumore.
Inoltre il consumo di Cruciferae si è dimostrato protettivo  anche verso il tumore dello stomaco e del colon-retto.
Il sulforafano fa parte della famiglia degli isotiocianati, che danno il caratteristico odore del cavolo. Questa sostanza è stata isolata la prima volta nel 1959.
Gli studi indicano che accelera l'eliminazione dall'organismo di sostanze cancerogene e favorisce l'apoptosi. In alcuni studi si è dimostrato attivo nel neuroblastoma, nel tumore del colon e della prostata e nella leucemia acuta linfoblastica.
Inoltre il sulforafano ha una buona azione battericida soprattutto nei confronti dell'Helicobacter pylori, la cui presenza nello stomaco aumenta notevolmente la possibilità di sviluppare il carcinoma gastrico.
Per godere appieno dei benefici di queste due sostanze è bene cuocere le Cruciferae a vapore per poco tempo."
tratto da -Prevenire i tumori mangiando con gusto- Villarini Allegro- Ed. Sperling Paperback


I cavolo verza, cappuccio, cavolo nero, cavolini sono ospitati da Francesca de La tana del riccio. Forza, vi aspettiamo!

venerdì 1 novembre 2013

Lenticchie

La lenticchia è una delle più antiche piante alimentari che l’uomo abbia conosciuto, coltivata già nel 7000 a.C., originatasi nella regione medio-orientale della Mezzaluna fertile agli albori della civiltà agricola e diffusasi poi in tutto il bacino del Mediterraneo per divenire cibo base dei Greci e dei Romani.



LA LENTICCHIA NEI SECOLI
Esaù, si legge nella Bibbia, vendette al fratello Giacobbe il diritto di primogenitura in cambio di un fumante piatto di lenticchie, cedendo al fratello ogni diritto sulle proprietà del padre, che comprendeva persino la “Terra Promessa”. (cfr. Genesi 25,29-34). Da allora l’antica tradizione ebraica impone che gli Ebrei mangino lenticchie quando sono in lutto, in ricordo di Esaù che svendette quanto aveva di più prezioso; la sua discendenza, secondo la tradizione ebraica, costituì la più antica e importante popolazione del sud Italia, quella degli Idumei, così detti dal secondo nome di Esaù, Edom: la lenticchia, quindi, è connaturata con l'esistenza stessa del popolo italiano e ne determina persino l'origine. Tanto basterebbe per giustificare la popolarità del suo uso nelle regioni centro-meridionali.
Una parafrasi ancora molto utilizzata ai giorni nostri vien fatta discendere da questo episodio biblico, quando si dice vendersi per un piatto di lenticchie.

Degli autori Greci e del loro pensiero sulla lenticchia, ci racconta con dovizia Ateneo, nella ponderosa opera Deipnosofisti ove la lenticchia ha il suo posto d'onore.
Veniamo così a sapere che al tempo si gustava anche un pane fatto con la farina di lenticchie e la troviamo, con sorpresa, molto usata in pasticceria; davvero apprezzate erano anche le lenticchie marinate nell'aceto e la zuppa di lenticchie con lampascioni.

Più tardiva e di provenienza romana fu la tradizione di mangiar lenticchie a Capodanno quasi a suggellare un appuntamento scaramantico, di secolare retaggio; un’usanza a cui, di solito, i popoli settentrionali, portati più alla concretezza delle cose che ai simboli, sono stati refrattari.
Tra i regali benaugurali del tempo che fu, c'era un sacchetto pieno di lenticchie, che si sarebbe dovuto trasformare in monete sonanti, in qualche momento dell'anno: non era forse neppure un'illusione, poiché questo legume, umile nell'aspetto, rivelava la sua preziosità proprio nel periodo invernale, quando la natura in riposo non era più in grado di fornire alimenti se non quelli che la buona stagione aveva dato in quantità tale da consentirne la conservazione. Non erano molti, in verità, i legumi disponibili: i piselli erano talmente piccoli da venir confusi con la robiglia, foraggio per animali e lo stesso dicasi per i fagioli. Ci volle la scoperta di Colombo perché l'Europa conoscesse la grande famiglia dei borlotti, che surclassarono immediatamente i minuscoli fagioli dolici della tradizione europea.
Le lenticchie erano cibo prevalentemente invernale, da consumare nella stagione che si trovava al declino dell'anno, periodo che ricorda anche la conclusione del ciclo della vita umana.

Poiché ricche di nutrienti ed energetiche, erano utilizzate nel Medio Evo - in sostituzione della carne - nei giorni di venerdì o nei giorni di digiuno.
Nel Medioevo i ceti più abbienti ed i nobili ricchi relegarono il consumo delle lenticchie alla mensa dei poveri, servite e mangiate quasi esclusivamente nei conventi e fra la gente, umile ma dotta, che diede alla lenticchia il ruolo che meritava: nutrire bene, piacere e costare poco. Ancora, come a rimarcarne l’inutilità come cibo goliardico fu definito nel Rinascimento, dal medico Petronio, cibo caldo e secco, adatto a coloro che vogliono vivere castamente. In Francia al tempo di Luigi XIV le lenticchie venivano date come cibo ai cavalli e Alexander Dumas nel suo “Grand Dictionnair de Cuisine del 1873” le considerava un cibo pessimo.

Comunque la si veda, come tutti gli alimenti e gli elementi destinati all’eternità la moda non ne intacca le virtù, né li seppellisce.


LA LENTICCHIA: VARIETA’ E PROPRIETA’

La pianta di lenticchie è molto rustica e adattabile: in Italia la superficie coltivata a lenticchia si è molto ridotta rispetto al passato e le lenticchie che si coltivano appartengono a popolazioni locali a seme piccolo molto rinomate per la loro qualità.

Le lenticchie sono una delle leguminose più interessanti dal punto di vista nutrizionale perché tra le più ricche di proteine; abbondano in fibre e sali minerali, in particolare ferro e magnesio, ma forniscono poche vitamine del gruppo B.
Poiché le lenticchie sono ricche di lisina ma possiedono poca metionina, un amminoacido solforato essenziale, il frumento, il riso o la soia permettono di equilibrare la concentrazione di amminoacidi. Il pasto conterrà allora un giusto quantitativo di proteine dalla qualità eccellente.

Valori nutrizionali (per 100 g)

Lenticchia secca*
Lenticchia cotta*
DGR ***
Energia
315 Kcal
89 Kcal

Proteine
24 g
8,2 g

Glucidi
50,4 g
12,6 g

Lipidi
1,2 g
0,5 g

Fibre
11,2 g
7,8 g
30 g
Sodio
24 mg
3 mg

Potassio
700 mg
276 mg
2 000 mg
Fosforo
300 mg
100 mg
700 mg
Magnesio
100 mg
32 mg
375 mg
Ferro
8 mg
3,3 mg
14 mg
Vitamina PP
2,2 mg
0,6 mg
16 mg
Vitamina B1
0,5 mg
0,13 mg
1,1 mg
Vitamina B2
0,25 mg
0,07 mg
1,4 mg
Vitamina B5
1,5 mg
0,5 mg
6 mg
Vitamina B6
0,6 mg
0,18 mg
1,4 mg
Vitamina B9
200 µg
60 µg
200 µg

* Ciqual 1995  *** Dose Giornaliera Raccomandata

Le principali varietà sono:
- la lenticchia marrone, quella che si trova soprattutto in scatola;
- la lenticchia rossa (gialla o arancia), conosciuta anche come “lenticchia egiziana”, molto diffusa in medio oriente, commercializzata decorticata, richiede un tempo di cottura piuttosto breve ed è molto utilizzata nella cucina asiatica;
- le lenticchie verdi, come la lenticchia verde di Villalba e la lenticchia verde di Altamura;
- la lenticchia corallo o rosa, che è rossa ma sempre venduta sgusciata;
- la lenticchia bionda, la più grossa;
- la lenticchia rosa pallido come la lentillon rosé di Champagne (Francia).

Le lenticchie più pregiate e note:
- Castelluccio di Norcia - in Umbria - che hanno ottenuto il riconoscimento della IGP (Indicazione Geografica Protetta).
- Colfiorito - coltivate sempre in Umbria
verde di Altamura - leggermente più grande rispetto a quella marrone, adatta alla preparazione di contorni
- di Villalba - di dimensione piuttosto grande
- di Ustica - piccole, tenere, saporite e dal colore marrone scuro, le rare lenticchie di Ustica crescono sui terreni vulcanici dell'isola e sono ancora oggi coltivate con pratiche manuali
- dell'Armuña - famose per il loro gusto e la loro morbidezza, queste lenticchie di origine Spagnola sono famose per la loro qualità e il sapore unico.
Fra le altre varietà celebri di lenticchie, si ricordano quelle di Antillo, Chiaramonte, Gangi, Marianopoli, Restauro, delle Eolie, Ventotene e di Mormanno.

Non ci rimane che andare a cucinare questo strepitoso legume e portare tutte le ricette a Salutiamoci! La lenticchia è l’ingrediente del mese e le vostre prelibatezze sono raccolte da Il Mondo di Cì a questo link.

Fonti:
Wikipedia

venerdì 11 ottobre 2013

La raccolta delle noci e nocciole

(illustrazione di Roberta Cobrizo)

Ospitare Salutiamoci si è rivelata un'esperienza notevole, che mi ha lasciato tanto. Ho conosciuto blogs molto belli, ma soprattutto molto utili che mi hanno avvicinata ancora di più a questo regime di alimentazione salutare che già comunque frequentavo da tempo.
Ringrazio tutte le ragazze, a partire da chi muove i fili, Brii, Roberta, Lorenza e Barbara fino a tutte le ragazze che costantemente mese dopo mese alimentano con le loro ricette, la loro fantasia e bravura, questo importante progetto. 




2013 0106005




honeycomb buns






http://peanutincookingland.blogspot.it/2013/08/amarsi-un-po.html