Krell75's Reviews > Embassytown
Embassytown
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Homo diaspora
Linguaggio e comunicazione
Politica e alienità
Incomprensioni e conflitti
"Embassytown" è un romanzo che usa la fantascienza per esplorare in profondità la natura del linguaggio, le sfide della comunicazione interspecie e le implicazioni del contatto culturale.
Quando mi trovo davanti a un romanzo di China Miéville, so già che rimarrò stupito. Ed è esattamente ciò che cerco dalla fantascienza o dal fantasy: non mi accontento più dei soliti cliché, ormai triti e ritriti dopo centinaia di romanzi e decine di anni di approfondimento del genere.
Sta di fatto che anche Embassytown svolge appieno il suo dovere; magari con un pizzico di difficoltà in più rispetto ad altri suoi lavori, e mi riferisco agli strepitosi Perdido Street Station e La Città delle Navi che ho già letto.
L'autore ci catapulta in una colonia umana su un pianeta alieno, dove la comunicazione con gli indigeni, gli Ariekei, avviene tramite un linguaggio alieno unico e profondamente intrecciato alla loro percezione della realtà.
Difficile non rimanere affascinati dalla capacità inventiva di Miéville, dove gli alieni sono davvero diversi, sia fisicamente sia concettualmente, e dove il linguaggio e la comunicazione diventano il fulcro della storia.
Forse lo svolgimento può risultare intricato, meno flessibile o immediato. Miéville si prende il suo tempo, ma alla fine spiega tutto. È uno di quei romanzi (che adoro) che hanno bisogno di più letture per essere apprezzati.
Come nella fantascienza della vecchia scuola, anche qui non sono i personaggi a delineare la storia, bensì il tema di fondo. Non aspettatevi introspezioni o caratterizzazioni approfondite: i personaggi sono meri mezzi per veicolare altro, e in questo mi viene in mente Herbert.
Non è una lettura semplice, ma ripaga ampiamente con la sua originalità e la ricchezza dei temi.
---------------------------
⭐⭐⭐⭐
Homo diaspora
Language and communication
Politics and alienity
Misunderstandings and conflicts
"Embassytown" is a novel that uses science fiction to explore in depth the nature of language, the challenges of interspecies communication and the implications of cultural contact.
When I find myself in front of a novel by China Miéville, I already know that I will be amazed. And that is exactly what I look for in science fiction or fantasy: I am no longer satisfied with the usual clichés, now trite and hackneyed after hundreds of novels and decades of studying the genre.
The fact is that Embassytown also fully does its job; perhaps with a little more difficulty than other works of his, and I am referring to the amazing Perdido Street Station and City of Ships that I have already read.
The author catapults us into a human colony on an alien planet, where communication with the natives, the Ariekei, occurs through a unique alien language that is deeply intertwined with their perception of reality.
It is difficult not to be fascinated by Miéville's inventiveness, where the aliens are truly different, both physically and conceptually, and where language and communication become the fulcrum of the story.
Perhaps the development can be intricate, less flexible or immediate. Miéville takes his time, but in the end he explains everything. It is one of those novels (which I love) that need to be read several times to be appreciated.
As in old-school science fiction, here too it is not the characters that outline the story, but rather the underlying theme. Do not expect introspection or in-depth characterizations: the characters are merely means to convey something else, and in this I am reminded of Herbert.
It is not an easy read, but it amply repays with its originality and the richness of the themes.
Linguaggio e comunicazione
Politica e alienità
Incomprensioni e conflitti
"Embassytown" è un romanzo che usa la fantascienza per esplorare in profondità la natura del linguaggio, le sfide della comunicazione interspecie e le implicazioni del contatto culturale.
Quando mi trovo davanti a un romanzo di China Miéville, so già che rimarrò stupito. Ed è esattamente ciò che cerco dalla fantascienza o dal fantasy: non mi accontento più dei soliti cliché, ormai triti e ritriti dopo centinaia di romanzi e decine di anni di approfondimento del genere.
Sta di fatto che anche Embassytown svolge appieno il suo dovere; magari con un pizzico di difficoltà in più rispetto ad altri suoi lavori, e mi riferisco agli strepitosi Perdido Street Station e La Città delle Navi che ho già letto.
L'autore ci catapulta in una colonia umana su un pianeta alieno, dove la comunicazione con gli indigeni, gli Ariekei, avviene tramite un linguaggio alieno unico e profondamente intrecciato alla loro percezione della realtà.
Difficile non rimanere affascinati dalla capacità inventiva di Miéville, dove gli alieni sono davvero diversi, sia fisicamente sia concettualmente, e dove il linguaggio e la comunicazione diventano il fulcro della storia.
Forse lo svolgimento può risultare intricato, meno flessibile o immediato. Miéville si prende il suo tempo, ma alla fine spiega tutto. È uno di quei romanzi (che adoro) che hanno bisogno di più letture per essere apprezzati.
Come nella fantascienza della vecchia scuola, anche qui non sono i personaggi a delineare la storia, bensì il tema di fondo. Non aspettatevi introspezioni o caratterizzazioni approfondite: i personaggi sono meri mezzi per veicolare altro, e in questo mi viene in mente Herbert.
Non è una lettura semplice, ma ripaga ampiamente con la sua originalità e la ricchezza dei temi.
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⭐⭐⭐⭐
Homo diaspora
Language and communication
Politics and alienity
Misunderstandings and conflicts
"Embassytown" is a novel that uses science fiction to explore in depth the nature of language, the challenges of interspecies communication and the implications of cultural contact.
When I find myself in front of a novel by China Miéville, I already know that I will be amazed. And that is exactly what I look for in science fiction or fantasy: I am no longer satisfied with the usual clichés, now trite and hackneyed after hundreds of novels and decades of studying the genre.
The fact is that Embassytown also fully does its job; perhaps with a little more difficulty than other works of his, and I am referring to the amazing Perdido Street Station and City of Ships that I have already read.
The author catapults us into a human colony on an alien planet, where communication with the natives, the Ariekei, occurs through a unique alien language that is deeply intertwined with their perception of reality.
It is difficult not to be fascinated by Miéville's inventiveness, where the aliens are truly different, both physically and conceptually, and where language and communication become the fulcrum of the story.
Perhaps the development can be intricate, less flexible or immediate. Miéville takes his time, but in the end he explains everything. It is one of those novels (which I love) that need to be read several times to be appreciated.
As in old-school science fiction, here too it is not the characters that outline the story, but rather the underlying theme. Do not expect introspection or in-depth characterizations: the characters are merely means to convey something else, and in this I am reminded of Herbert.
It is not an easy read, but it amply repays with its originality and the richness of the themes.
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Embassytown.
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Reading Progress
February 27, 2024
– Shelved as:
to-read
February 27, 2024
– Shelved
February 27, 2024
– Shelved as:
mieville
February 27, 2024
– Shelved as:
fantascienza
June 22, 2025
–
Started Reading
June 22, 2025
– Shelved as:
2025
June 30, 2025
–
Finished Reading