martedì 28 aprile 2026

I racconti di Nenè – Andrea Camilleri

“Io sono nato nel ’25, cioè a dire tre anni dopo che il fascismo in Italia aveva preso il potere. Quindi sono stato un bambino allevato in pieno regime fascista, e per quello che può essere la mentalità di un bambino, bè, era uno splendido regime. Era una cosa meravigliosa.” 

 “Quanto imparai in quegli anni di scuola elementare. Prima di tutto un repertorio di parolacce che mi sono portato dietro e che tornano frequentemente nei miei romanzi, e poi il concepire la vita in un modo diverso da come fino a quel momento me l’avevano insegnata in casa.” 

 “Ad un tratto sentii un rumore, mi voltai verso destra e vidi una cosa che non avevo mai visto, una sorta di casa con un cannone gigantesco: era un carro armato Sherman, di fronte al quale gli altri carri armati sembravano scatole di sardine, che avanzava.” 

 “Ah, – disse – quello è un Generale che non ce ne sono come lui. Lo vedi, va in testa a tutti. Come Generale è un Dio. Ma come uomo è un fituso. E’ na cosa fitusa… Si chiama Patton. Questo è il ricordo che ho io del Generale Patton, e dello sbarco degli americani in Sicilia.”

 “Gli americani portarono la libertà, però è altrettanto indiscutibile che l’arrivo degli americani in Sicilia significò il risveglio della mafia che era stata, in quegli anni, in quiescenza. Con gli americani la mafia tornò al potere.” 

 “Io credevo che all’infamia di fosse un limite. Invece all’infamia non c’è limite.” 

 “Io mi sono reso conto che, tra siciliani, un vero amico non deve chiedere all’altro una qualche cosa, perché non c’è bisogno, in quanto sarà preceduto dall’offerta dell’amico, che ha intuito la domanda che sarebbe arrivata.” 

 “Luigi Pirandello l’ho conosciuto di persona. Nel 1935, io avevo 10 anni.” 

 “Fin quando un personaggio non è in grado di alzarsi dalla pagina e cominciare a camminarmi per la stanza, quel personaggio, secondo me, ancora non è risolto.” 

 “Parlare dell’amore per un uomo che ha più di ottant’anni, significa in realtà fare dei consuntivi, e i consuntivi sono delle voci di cui, forse, è bene omettere i dettagli.” 

 “Se non che l’oggetto libro, l’avere tra le mani il libro, fu come levare il tappo a una bottiglia di vino frizzante. Ricominciai a scrivere.” 

 “Fra tutte le cose che ho fatto e che, ad un certo punto, ho dovuto smettere e mi sono mancate, sicuramente l’insegnamento è quella che mi manca più di tutte.” 

 “A me, delle città, interessa assai poco, mi interessa poco andare nei musei, vedere i luoghi tipici, mi interessano invece le persone che, quelle città, le vivono.”

giovedì 23 aprile 2026

Il paradiso delle signore – Emile Zola

“Denise si era avviata a piedi dalla Gare Saint-Lazare, dove era scesa con i due fratelli da un treno proveniente da Cherbourg dopo aver trascorso la notte sulla dura panca di una carrozza di terza classe.” 

 “Era un continuo ronzio di macchina in azione, un’infornata di clienti stipate nei reparti, stordite con le merci e poi spedite alla cassa. Il tutto con la precisione e la regolarità di un congegno meccanico che piegava un intero popolo di donne alla logica dei suoi ingranaggi.” 

 “A quell’ora della sera il Bonheur des Dames l’aveva completamente conquistata con il suo bagliore di fornace.” 

 “Si era gettata di nuovo sul letto e piangeva pensando ai suoi bambini, piangeva a dirotto senza avere la forza di togliersi le scarpe, ubriaca di fatica e di tristezza.” 

 “Ormai non erano più che ingranaggi presi nel movimento della macchina, spogliati della loro personalità, meri addendi che si sommavano nella forza totale e anonima del potente falansterio.”

 “Era la cattedrale del commercio moderno, solida e leggera, eretta per il popolo delle clienti.” 

 “Era la realizzazione moderna di un palazzo da sogno, di una torre di Babele che saliva di piano in piano, si allargava in ampie sale e apriva fughe prospettiche su altri piani e altre sale, all’infinito.” 

 “Il denaro è così stupido se non si spende.”

 “Dietro lo zio, che avanzava con il passo muto e cieco di un bue bastonato, le sembrava di sentire lo scalpiccio di una mandria condotta al macello, il fallimento delle botteghe di un intero quartiere, tutto il piccolo commercio che trascinava la sua rovina nel fango nero di Parigi con un calpestio di ciabatte.” 

 “Non poteva far altro che assistere fino alla fine all’opera inesorabile della vita che trae continuamente dalla morte il seme che la feconda.” 

 “Con la sua impresa aveva creato una nuova religione; le chiese a poco a poco disertate dalla fede vacillante erano soppiantate dal suo bazar nelle anime ormai disoccupate.” 

 “Teneva Denise tra le braccia, la stringeva perdutamente al petto dicendole che adesso poteva partire, che avrebbe passato un mese a Valognes in modo da chiudere la bocca alla gente e che poi sarebbe andato lui stesso a riprenderla per ricondurla al suo braccio, regina onnipotente.”

sabato 18 aprile 2026

La strada giovane – Antonio Albanese

“Nel letto che non smetteva di tremare, Nino pensava al calore del pane. Era certo che se ci avesse pensato abbastanza forte, sarebbe riuscito a sentirlo proprio sui palmi delle mani. Ma era difficile concentrarsi, se i denti battevano in quel modo.” 

 “Davvero non c’era niente di più zitto di un siciliano che avesse deciso di star zitto.” 

 “La fame vera era una presenza, fissa al tuo fianco, impossibile da scacciare o da ignorare. Qualcosa di fisico, di reale come i tronchi degli alberi, come i sassi. E di tormentoso.” 

 “Non c’era nessuno intorno e guardando giù vide che era una strada strana, non piena di buchi e rovinata come tutte quelle che aveva visto finora, ma una strada che sembrava rifatta di fresco. Una strada giovane. Nino avanzò deciso verso il piccolo paese.” 

 “Tutto è perduto, con la guerra. Il Papa e sua nonna avevano ragione. Erano perdute le vie e i ponti e le ferrovie e le case, e poi i tralicci dell’elettricità, i vestiti dei bambini, gli sguardi delle persone.” 

 “Addentandolo, Nino non riuscì più a trattenere il pianto, perché quello, per quanto secco, era pane vero, il primo che mangiava da settimane, da mesi, da prima di finire internato. Non sapeva ancora di casa, quel pane, ma almeno non sapeva di cenere.” 

 “Forse due miracoli, in un giorno, potevano anche succedere.” 

 “In piedi sulla riva del mare, Nino guardava la Sicilia. Era lì, vera, vicinissima: solo una sagoma nella notte, ma reale. Pochi chilometri di acqua salata lo separavano da Messina. Non riusciva a smettere di piangere. Se ne stava lì in piedi con le braccia lungo i fianchi, e singhiozzava.” 

 “Quel passo si chiamava traghetto e lui avrebbe preso il traghetto. Senza biglietto, pazienza. Che lo buttassero a mare. Nino aveva paura, ma era anche stanco paura.” 

 “Vai subito a casa da tua madre, cosa aspetti? Allora Nino balzò in piedi e si mise a correre. A correre come se fosse inseguito dai tedeschi, dai combattimenti, dagli americani, dai banditi e dai contrabbandieri tutti insieme. Come se fosse l’ultima corsa. Arrivò a casa senza fiato, non si fermò a chiedersi se ci fosse qualcuno, a pensare a cosa potesse essere successo. Salì le scale e bussò alla porta.” 

 “Era a casa, e a casa c’era qualcuno che poteva sempre risolvere ogni situazione. Papà! chiamò.” 

 “Sa che non è tornato uguale, e non solo per le decine di chili in meno ma per le ombre nella testa, per gli incubi nella memoria.” 

 “Non c’è più niente di cui aver paura. Piega un ginocchio a terra, seguendo la preghiera iniziale. Poi si rialza, muove i primi passi, timidi all’inizio, poi più decisi. Adesso è tempo di ballare.”

lunedì 13 aprile 2026

Testa alta, e avanti – Gaia Tortora

“Prima di tutto, i fatti. Alle 4.15 del 17 giugno 1983 mio padre viene arrestato per associazione a delinquere di stampo camorristico, prelevato dalla sua stanza dell’Hotel Plaza di Roma e trasferito in via In Selci, in una caserma non lontana dal Colosseo. Quel mattino io sono una quattordicenne che deve sostenere l’esame di terza media.” 

 “Non so bene cosa sia la camorra, ma so per certo che mio padre non ne fa parte.” 

 “Piero Angela si avvicina in silenzio, mi si siede accanto e comincia a parlare. Sottovoce, come se temesse, rompendo il silenzio, di rompere anche me.” 

 “Quel giorno è iniziato uno dei più clamorosi casi di malagiustizia che la storia italiana ricordi, ma anche un calvario umano che sarebbe durato anni, deviando il corso di tante vite: quella di mio padre in primis, ma anche quella di mia madre, di mia sorella, la mia. E, ancora, quella delle persone che con noi hanno vissuto e vivono. Esagero? Non credo. Il dolore non va via mai.” 

 “Forte sempre, a ogni costo. Il sorriso usato come scudo: fingi che tutto vada bene e nessuno insisterà per guardare dietro.” 

 “Mentre la giustizia sbagliava, e i giornalisti scrivevano, fotografavano e filmavano, dietro, le nostre vite stravolte deragliavano.” 

 “… credo nel potere delle storie di cambiare il mondo, e spero che, almeno un po’, possa avercelo anche la mia.” 

 “Prima di dormire, immancabilmente, leggeva. Per la verità, ricordo che passava intere serate a leggere, seduto nel suo studio, circondato da migliaia di volumi. Per lui la cultura era tutto.” 

 “Poi, di colpo, la realtà per come l’avevo conosciuta è scomparsa. Al suo posto c’era questa nuova versione, in cui mio padre era rappresentato come un mostro macchiatosi dei più abietti reati.” 

 “Da quando l’ingiustizia ha fatto irruzione sul mio pianetino con la potenza di un meteorite, mi aspetto costantemente il peggio. Temo l’eccessiva routine, la troppa tranquillità: se tutto va bene, significa che qualcosa di orribile sta per accadere.” 

 “Nam-myoho-renge-kyo è espressione della determinazione con cui lo spirito umano tenta di elevarsi, di realizzare in pienezza il proprio potenziale, armonizzandosi al ritmo dell’universo. Determinazione, perché esercitare il potere, rimanere saldi in questa convinzione qualsiasi cosa accada, è un lavoro senza pause.” 

 “Mai avrei potuto immaginare che la dignità e l’onore potessero stare nell’esatto contrario, nel rimanere in cella anche se la detenzione è ingiusta, finché la giustizia avrà fatto il suo corso, finché non si sarà scontata la pena. E’ questo, uno degli insegnamenti più potenti di mio padre.”

“Fu allora che feci le prime considerazioni sul pubblico e una in particolare: che bisogna comportarsi davanti ai pastori esattamente come ci si comporta davanti alla gente in smoking.” 

 “Dentro” mio padre ha scoperto un’umanità inimmaginabile se non si è mai entrati in un carcere.” 

 “Mi scrisse: Io sto impazzendo, non solo a fare il letto, ma a stappare i lavandini, a spazzare, a fare ordine. Ho le mani sempre gelate perché qui non abbiamo l’acqua calda: ma mi arrangio. Alle sei, sono già in piedi. E alle sette, a letto. Papà fa il suo dovere di uomo: resiste.” 

 “I media l’avevano già giudicato: colpevole. Mio padre era il protagonista di una narrazione monocorde: la caduta dell’intoccabile.” 

 “Enzo Biagi, per esempio, a una settimana dall’arresto fu il primo a porsi la più elementare e ovvia delle domande: E se Tortora fosse innocente?” 

“Una volta che si sarà costretti a toglierla, – scrisse Leonardo Sciascia – l’intera costruzione crollerà e tutto apparirà sbagliato e privo di credibilità. E resterà il problema del come e del perché dei magistrati, dei giudici, abbiano prestato fede a una costruzione che fin dal primo momento appariva fragile all’uomo della strada, al cittadino che soltanto legge o ascolta le notizie. Mio padre era ammirato dalle parole di Sciascia, da quelle di Biagi, i soli, mi scrisse, – a sfidare quelle carogne giorno dopo giorno. Come si irritano gli scarafaggi e le pulcinelle dinnanzi all’elenco delle loro infamie, truci custodi di una legge che sono i primi a disonorare!”

“L’idea che qualcuno potesse avere anche soltanto un dubbio mi consumava. E consumava mio padre così come tutte le persone vittime di errori giudiziari.” 

 “Quello che non dovrebbe capitare, infatti, sono le persecuzioni. Perché segnalano la mancanza di volontà di ammettere l’errore, di chiedere scusa e di rimediare. Anzi, denotano l’intento di lasciare le cose così come stanno, di non vedere, di non verificare. Mio padre non è stato vittima di un errore ma – appunto – di una persecuzione. Ed è ciò che ho pagato personalmente per decenni.” 

“Da una minuscola crepa, invisibile a occhio nudo, ha cominciato a filtrare un dubbio che non avevo mai provato (di certo mai così intenso): non essere abbastanza.” 

“Combattere significava anche questo: tenere duro, resistere.” 

“Non so quanti muri ho dovuto abbattere per poterlo scrivere, ma oggi ho finalmente capito che il guerriero forte è quello capace di riconoscere la propria debolezza: tutti gli altri sono guerrieri condannati a smettere di combattere.” 

“Lui era sì uscito dal carcere, ma il carcere non usciva da lui.” 

“Resistere sfinisce, drena una quantità di energie inimmaginabile.” 

“E’ stato così anche per mio padre: per ogni giudice disposto a credere acriticamente ai pentiti, ce n ‘è stato un altro disposto a mettersi a studiare gli atti, a farsi domande, a rimettere le cose in ordine.” 

 “…. chiunque ti abbia anche soltanto sentito nominare o ti riconosca per strada potrà formarsi un’idea in merito. E’ un peso che schiaccia.” 

“Ho deciso di scrivere perché so che cosa significa vedere la propria vita deragliare senza poter fare nulla per fermarla. E conosco la fatica che costa, quando si è a terra, doversi rimettere in piedi, individuare nuovi binari, una nuova traiettoria.” 

 “Chi sostiene di fare informazione, chi di fare controinformazione, tutti sono convinti di avere la verità in tasca e questo propinano a un pubblico sempre più innamorato delle proprie ragioni: una verità assoluta, elementare, bianca o nera, senza sfumature. La mia storia personale mi ha portato ad avere paura di chi non ha mai dubbi, di chi sbandiera le proprie certezze granitiche come un guanto di sfida.” 

 “Ascoltare più campane, indagare, cercare risposte, approfondire… per me sono ossessioni.” 

 “I titoli acchiappa-clic, le locandine che puntano allo scandalo non rispecchiano la realtà: la esacerbano. Questo non può che nuocere a un paese facile alle divisioni, ma fa male, malissimo, a chi finisce nel tritacarne del sistema mediatico.” 

 “Per questo bisognerebbe avere il coraggio di chiedere scusa. Chiedere scusa è importante per tutti, per chi vede riconosciuta la propria innocenza, la propria sofferenza, ma anche per chi ha sbagliato.” 

 “In fondo è tutto qui: essere attenti agli altri. Garbati, avrebbe detto mio padre. Di buonsenso, aggiungo io. Un atteggiamento che si può tenere solo se si smette di avere uno sguardo ombelicale, autoreferenziale, egoista, e si sceglie di essere consapevoli di far parte di una comunità.” 

 “Tutti siamo vulnerabili. Nessuno può essere forte ogni istante della sua vita, nessuno può combattere a ciclo continuo.” “Di recente mi sono fatta un regalo: ho imparato a viaggiare da sola.”

mercoledì 8 aprile 2026

La sconfitta dell’Occidente – Emmanuel Todd

“Il 24 febbraio 2022, Vladimir Putin è comparso sugli schermi televisivi di tutto il mondo annunciando l’ingresso delle truppe russe in Ucraina.” 

 “Essendo abituati a dettare i valori a cui il mondo deve aderire, gli occidentali credevano sinceramente, e stupidamente, che il pianeta intero fosse pronto a condividere la loro indignazione nei confronti della Russia. La loro aspettativa è rimasta delusa.” 

 “E’ l’ostilità verso un altro gruppo che genera la solidarietà nei confronti del proprio.” 

 “Il paradosso di questo libro è che, partendo dall’azione militare intrapresa dalla Russia, esso ci condurrà alla crisi dell’Occidente.” 

 “La scomparsa della nostra capacità di concepire la diversità del mondo ci ha impedito di avere una visione realistica della Russia.” 

 “Il sistema Putin risulta stabile in quanto è frutto della storia russa e non dell’opera di un singolo individuo.” 

 “A parer mio, ciò che i leader russi temono maggiormente è un intervento militare diretto della Polonia, poiché il numero dei polacchi li costringerebbe a una mobilitazione completa e pertanto a una militarizzazione della società, il che farebbe perdere loro il beneficio della ritrovata pace civile sotto Putin.”

 “Gli occidentali nutrono scarso interesse nei confronti dell’Europa dell’Est, che vedono come una massa indifferenziata.” 

 “Nell’Ovest la protezione delle minoranza è diventata un’ossessione. Il più delle volte pensiamo a coloro che sono oppressi, i neri o gli omosessuali, ma la minoranza meglio protetta ne mondo occidentale è senza dubbio quella dei ricchi, a prescindere che essi rappresentino l’1 per cento della popolazione, lo 0,1 o lo 0,01 per cento. In Russia, invece, non sono protetti né gli omosessuali né gli oligarchi, perciò le nostre democrazie liberali stanno diventando delle oligarchie liberali.” 

 “Se l’emergere di uno stato zero della religione ha spazzato via il sentimento nazionale, l’etica del lavoro, il concetto di una morale sociale vincolante, la capacità di sacrificarsi per la comunità, è ovvio che tutte queste cose, la cui assenza rende fragile l’Occidente in guerra, non riappariranno nei prossimi cinque anni, ovvero nell’arco di tempo che, a mio parere, occorrerà ai russi per concludere con successo la loro offensiva.”

 “Quando il matrimonio tra persone dello stesso sesso viene considerato equivalente a quello tra persone di sesso diverso, possiamo allora dire che la società in oggetto ha raggiunto uno stato zero della religione.” 

 “Il progetto europeo è morto. Un senso di vuoto sociologico e storico si è impadronito delle nostre élite e delle nostre classi medie. In un simile contesto, l’attacco russo all’Ucraina è stato quasi una manna dal cielo.” 

 “Se scaviamo nell’inconscio della NATO, scopriamo che il suo apparato militare, ideologico e psicologico non esiste più per proteggere l’Europa occidentale, ma per controllarla.” 

 “Riassumiamo: i redditi più alti delle persone con un livello di istruzione maggiore riflettono il fatto che gli avvocati, i banchieri e molte altre figure che trovano posto nel terziario sono, se in branco, eccellenti predatori. Ecco dunque l’ultima perversione a cui ha condotto lo sviluppo dell’istruzione: la moltiplicazione dei laureati crea una moltitudine di parassiti.” 

 “Il campo occidentale ha tuttavia continuato a pensare e ad agire come se fosse sempre il padrone del mondo e i suoi media si sono ostinati a trattarlo come se lui solo costituisse la comunità internazionale.” 

 “La Russia non avrebbe mai resistito così bene alle sanzioni se il Resto del mondo, costretto dagli Stati Uniti e dal loro campo a scegliere, non avesse in fondo accettato di aiutare la Russia. E così l’Occidente ha scoperto che la cosa non gli piace affatto. Ed è stata una terribile ferita narcisistica.” 

 “Gli occidentali considerano arretrati tutti i paesi ostili alla ideologia LGBT. Sicuri di incarnare la modernità universale, non hanno capito che si stavano rendendo sospetti al mondo patrilineare, omofobo e di fatto contrapposto alla rivoluzione occidentale dei costumi.”

venerdì 3 aprile 2026

Il padre infedele – Antonio Scurati

“Ieri mattina, all’improvviso, mia moglie è scoppiata a piangere in cucina. Erano le dieci in punto.” 

 “Ancora qualche attimo di pianto sincopato e poi, stremata, ha detto: Forse non mi piacciono gli uomini.” 

 “Allora mi sono alzato e l’ho accarezzata. Le ho accarezzato il volto come fanno le madri, non il capo come fanno i padri.”

 “Il suo assistente, indietro di un passo, seguiva la scena di sottecchi. Era ancora giovane ma già curvo, pavido, viscido, intrigante, ligio al dovere e a un’orgogliosa, perentoria mediocrità. Nel giro di pochi anni sarebbe diventato preside della facoltà.” 

 “Insomma, a ben guardare, preferendo la gastronomia alla filosofia, io mi ero limitato a nuotare nella corrente di fine millennio.” 

 “Dopo un secolo di banalità del male, la promessa di felicità dischiusa dal nuovo millennio non poteva che essere altrettanto banale.” 

 “Rimetti quella parolina equivoca in cima alla lista della spesa. Felicità. In suo nome ridiventi umile, docile, bonario. Vai al supermercato. Lì troverai tutte le cose degne della tua ricerca non per la loro intrinseca capacità di donarti la contentezza, ma perché milioni di altri uomini, non peggiori né migliori di te, le hanno desiderate per la propria gioia e continuano a farlo, non diversamente da come milioni, miliardi di maschi prima di te si sono accoppiati stabilmente con femmine prese in moglie, con loro hanno generato dei figli e al loro fianco sono invecchiati vedendoli crescere e andarsene. Va così di questi tempi: è l’ideologia del supermercato a creare nella mente maschile la psicologia del marito.” 

 “Il demone buono della grande distribuzione adesso è con te, ti guiderà in tutti gli anni a venire nei reparti dei detersivi, dei cibi in scatola e di quelli surgelati mentre terrai per mano i tuoi figli bambini.” 

 “Tu ora non sei più un ragazzo, sei un uomo. E l’uomo, d’ora in avanti, sarà l’animale che potrebbe essere felice. Sarà l’animale in predicato di beatitudine. L’uomo, l’animale in odore di felicità.” 

 “Bisogna per forza passare attraverso il tedio di sé, se si vogliono raggiungere certi risultati.” 

 “Ero irrequieto, polemico, insoddisfatto, appassionato e litigioso. In breve, ero me stesso.” 

 “Ripensandoci ora, mi sembra al tempo stesso banale e impossibile che io sia sopravvissuto. Alla disintegrazione psichica, intendo. Soprattutto, mi pare quasi inverosimile che il ragazzo di allora sia vissuto sufficientemente a lungo da divenire l’uomo di adesso.” 

 “…quel ragazzo che si autocommiserava tenacemente era quanto di più distante si possa immaginare dalla virtù di un padre: la ferma e soccorrevole compassione per qualcuno che non sia noi stessi. Sì, ora so che tutta quella madornale, giovanile tempesta emotiva non sarebbe mai bastata a fare di un piccolo dramma psicologico il gran teatro del mondo su cui, ogni sera, va in scena la vita.” 

 “Non riesco a immaginare niente di più stressante di una vita spesa a combattere lo stress.” 

 “Non avere paura, le dirò, andrà come deve andare. Se ci sarà da soffrire soffriremo; se ci sarà da piangere, ebbene, piangeremo. E poi, in un modo o nell’altro, ne verremo a capo. Questo te lo prometto. Ci puoi contare. Tu dormi, qualunque cosa tu sia, dormi.” 

 “Per un maschio, finché il bambino non esce non esiste. Il padre nasce con lui. Se nasce.” 

 “Nonostante tutti i nostri sforzi, le nostre vane speranze, la tua primissima esperienza umana è stata, però, quella della mancanza. Il tuo primissimo respiro un istante di asfissia. La tua prima parola il pianto. Sei venuta al mondo lottando. Sappilo e non dimenticarlo.” 

 “Ed è per questo motivo che io ti amerò sempre e sempre sarò al tuo fianco. Io sono tuo padre e soccorrerò il tuo pianto. Salve, bambina. Salute a te, creatura venuta a questa sponda di sabbia e sassi dagli oceani prosciugati. Che tu sia la benvenuta a questo mondo.” 

 “Io credo nel dono delle cose deperibili, nella forza benigna irradiata dalle gioie caduche; credo anzi che le cose di cui potremmo essere privati – e di cui perciò saremo immancabilmente privati – sono nella nostra vita le uniche cose di valore. la mia è una fede nella privazione.” 

 “E allora io lo sopirò, quel dolore, lo blandirò come una divinità irata. Magari provvisoriamente, magari farò peggio, magari sarò blasfemo, non cauterio, ma afferrerò con i denti i lembi della ferita e la ricucirò con le labbra insanguinate. Io credo nella cura, non nella guarigione. Io sono un fallito.” 

 “Insomma, nonostante tutto Giulia era ancora una femmina e aveva gli occhi dolci gonfi di pianto e di sonno. Mentre io, ancora un maschio, avevo lo sguardo losco. Eravamo lì, ma avevamo creduto alle favole sbagliate. Per questo motivo era arrivata la stagione delle piogge.”

 “Si, il nostro errore, fin dal principio, era stato decisamente quello di voler essere felici. Al contrario, le generazioni che ci avevano preceduto non avevano mai sottoposto il matrimonio a quel genere d’ipoteca. la felicità a ogni costo ci aveva rovinati.” 

 “Il punto cruciale è invece un altro: perché ogni volta che ho desiderato un’altra donna o un’altra vita ho sentito di tradire non mia moglie ma mia figlia? Perché ogni congettura d’infedeltà ha investito sempre il padre e mail il marito?” 

 “C’è qualcosa di storto in un uomo quando l’intero esercito delle sue debolezze viene passato in rassegna dagli occhi ignari di una bambina.” 

 “I figli crescono, crescono in fretta. Anche questo si sa. Ce lo ripete sospirando ogni sera la fornaia, mentre imbusta i soliti due sfilatini di farina integrale. Ciò che invece si tende a dimenticare è che, mentre loro crescono, noi moriamo.” 

 “E, credetemi sulla parola se non vi è mai capitato, una figlia femmina che somigli fortemente a suo padre è un dono meraviglioso del fato. Ancor di più della donna amata, è l’immagine pura della morte. Un’autentica benedizione.” 

 “E’ questa una delle verità più amare riguardo alle relazioni umane: se le persone le lasci andare, loro se ne vanno.” 

 “Forse non ce l’avremmo fatta, ma ci volevamo bene.” 

 “Lo sfruttamento della prima infanzia a scopi commerciali era indubbiamente l’ultimo grido della moda.” 

 “A me appariva chiaro e spaventoso il fatto che stessero trasformando il corpo imberbe del bambino, nudo per sua vocazione, in un corpo di lusso.” 

 “Il dato ci è tolto, l’ambiente agiato e protetto in cui ci avete cresciuti si è infranto, il primato del nostro deindustrializzazione, disoccupazione. Siamo cresciuti con la promessa di un’espansione infinita, invece viviamo in universi in contrazione. Lo puoi capire questo, papà.” 

 “Non ti amareggiare, Glauco, non serve a niente. Vi hanno gettato un osso già spolpato. Fai del tuo meglio, poi accada quel che deve accadere.” 

 “Un uomo torna sempre a casa da sua moglie. Ricordatelo, Glauco. Ora mio padre si è alzato. Si avvia verso l’uscita, deciso a riprendersi la manina di Anita. La conversazione è finita. Era questo, non altro, che il vecchio aveva da dire.” 

 “Sono padre, non posso perdere la fede, e perciò mi prostro di nuovo, volentieri, ai piedi del futuro. Che cosa, dunque, ricorderà di me mia figlia?” 

 “Le lascerò il piccolo dramma di un uomo cui non riusciva, per quanto si sforzasse, di conciliare la fedeltà del padre con la fedeltà a sé stesso?”