08 giugno 2010

TIT ovvero Talismano Ipocalorico Tascabile

La ricetta è semplicissima :
- una scatolina che chiuda bene e possa stare in borsa o in tasca
- 8 chiodi di garofano
- una decina di chicchi di caffé (grazie Patt!)
- qualche scheggia di cannella oppure mezzo cucchiaino di cannella in polvere
- una stecca di vaniglia (grazie Marì, ebbene sì, ne avevo ancora due ;-) aperta per lungo e spezzata a dimensione della scatola
- il vostro naso

Uso : sniffare più o meno intensamente (meno se la cannella è in polvere ;-) se e quando un emozione negativa (o più di un emozione negativa, non facciamoci mancare nulla) vi fa venire un feroce attacco di "mangina" ovvero il bisogno di masticare qualsiasi cosa più o meno commestibile e possibilmente molto calorica abbiate a tiro.

Fonte : Il dottor Dukan, dietologo di grido, sul sito Marie Claire.

Efficacia : Mi sembra di sì. E' presto per dirlo ma va sottolineato che sono un soggetto difficile, la mia è una nevrosi antica trasmessa, come molte nevrosi, per contagio in ambito famigliare. Mangiava mia nonna, mangiava mio padre, mangiano due dei suoi quattro figli. Però oggi sniffare il TIT mi ha consentito di calmare una mangina forza 10.
Non calma la fame (quella è un altra storia, naturale, necessaria e primordiale) ma di sicuro male non fa.
Kat

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06 marzo 2008

Per amore, solo per amore


Pensando al mio colesterolo alto (da sempre) Kat mi ha preparato una cenetta lait: grano saraceno bollito con uno stufato di zucca allo zenzero :-(
Però li ha disposti nel piatto a formare un cuore :-)
Remy




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05 marzo 2008

San Freezer again

scatole ermetiche : Ikea

Visto che i cibi surgelati non vi fanno scappare, vedo di completare l'argomento con le dovute raccomandazioni. Soprattutto per alimenti liquidi e delicati, vedi brodo, sia di carne che di verdure, e fumetto, l'abbattimento rapido della temperatura è imperativo. Quando è pronto, filtrate, fate restringere (occuperà meno spazio e basterà diluirlo) raffreddate il più rapidamente possibile e congelate subito. Senza dimenticare di etichettare. Ma no che non siete smemorati ;-) Serve a non confondere un brodo di coda con un brodo di ginocchio e un fumetto di branzino con quello ottenuto da più modeste gallinelle...
Abbiamo padroni di casa dotati di orto e frutteto e molto generosi, un orto nostro, un'ottima macelleria cooperativa non più così vicina, pochissimo tempo per fare la spesa in settimana e l'abitudine di mangiare bene anche quando arriviamo a casa tardi.
San Freezer è davvero un alleato prezioso.

Anche San Sapone al Cocco, previa grattugiata, si prende cura di noi.


Kat e Remy

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04 marzo 2008

Sgelo sprint e slow quiz

Si, vabbè, lo so che esiste il micro onde. Fate conto che il più vicino sia a 120 km, ok?
In questo caso, per sgelare in modo ultrarapido un alimento tirato fuori dal congelatore, l'alleato d'acciaio è ... Lei !

Basta sfregare l'alimento surgelato sul lato a fori grossi di una grattugia. Sgratt sgratt sgratt e la mono porzione di pesto si sgela in 3 minuti, pronta a ricevere i consueti due cucchiai d'acqua di cottura della pasta.
Lo stesso per passata di pomodoro crudo o per creme di verdura che non volete diluire.
Idem per il burro quando ve ne serve poco o niente o ha da essere morbido ma non fuso.
E persino per brodo di carne o fumetto. E' molto meno rischioso e più efficace del coltellaccio.


Funziona benissimo anche per la pasta frolla. Sgratt sgratt giusto quanto serve a guarnire la teglia. Premere poi velocemente con la punta delle dita quindi procedere come al solito.
Attenzione, ovviamente non funziona con la pasta sfoglia le cui foglie vanno rispettate sennò anziché sfogliarsi fa, sempre che ci riesca, qualche misero e disordinato ponfo.

Questo invece, che va anche lui grattugiato prima dell'uso, che sarà?

Sono buona e vi aiuto: non si mangia, anche se ha origine da componenti in partenza commestibili.

Aggiornamento ore 13.30. Anna ha indovinato malgrado il mio involontario e confusionario depistaggio.
Si tratta di sapone all'olio di cocco. Per poterlo usare in lavatrice va prima grattugiato.
Kat

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28 dicembre 2007

Verrà Gennaio e (forse ;-) faremo penitenza

Nel frattempo, per tentare di ammansire lo stomaco che minaccia di mettere in atto una "vibrante protesta" a fronte di un'eccessiva richiesta di lavoro straordinario, ho messo in pentola una specie di... di... facciamo di curry all'onda, che se dico subito che si tratta di brodo di pollo, seppur decisamente speziato, mi scappate via tutti. E sarebbe un peccato perché quella robina lì è buona e cura molti malanni, influenza compresa. Per averla sperimenta, in versione messicana con coriandolo fresco e peperoncino jalapeno, me la sento di garantirne l'efficacia per smorzare persino il jet-lag. Sarà anche un disturbo figo, visto che significa che hai sorvolato un qualche oceano per ore e ore, ma visto da vicino è una brutta bestia che spesso si mangia metà di una vacanza.


Per due porzioni abbondanti (più qualche bocconcino per le ragatte e un'insalatina di pollo per i loro umani l'indomani) servono :
- un piccolo pollo
- due porri
- uno spicchio d'aglio
- due chiodi di garofano
- una bella costa di sedano
- due piccole mele asprigne (magari renette)
- un pezzo di zenzero fresco grande come una noce
- 2 cucchiaini di curry
- sale (magari alle erbe)
- 2 cucchiai d'olio evo
- un pomodoro spellato o/e due cuccchiai di succo di limone

Si inizia preparando il classico brodo di pollo da ammalati con un porro, lo spicchio d'aglio, i chiodi di garofano, il sedano, poco sale e il pollo completamente spellato. Ok, a parte le ali che sono francamente rognose. Garantisco che, privando il pollo della pelle, la differenza si sente, e molto.
In pentola a pressione bastano 20 minuti, sennò 40.
L'altro porro si taglia a julienne (corta, sennò sarà difficile mangiare senza sbrodolarsi), le due mele (sbucciate) si fanno a cubetti e lo zenzero (sbucciato pure lui) si affetta sottile.
E si fanno appassire un attimo in pentola, senza rosolare, con l'olio e il curry. E, volendo, il pomodoro. Basterà aggiungere brodo, indicativamente tre mestoli a testa e cuocere una ventina di minuti.
Intanto si sfilaccia una metà del petto del pollo.
Al momento di servire, si aggiusta di sale, si aggiunge il pollo dandogli il tempo di scaldarsi e, se non si è messo pomodoro, il succo di limone (o qualche fettina di limone verde).
Qualcuno prepara questa zuppa con pomodoro e limone. Basta evitare che l'uno o l'altro siano troppo presenti. Il pomodoro ha il vantaggio di dare un bel colorito rosato a questa minestra tendenzialmente verdina.

Patt mi chiede se viene bene col brodo di manzo. A patto di togliere la mela, direi di si. Direi anche di usare brodo di coda, così si è sicuri che gli "sfilacci" di carne siano morbidi.
Quella però è una zuppa ricca, il curry all'onda, sotto mentite spoglie, è una medicina.
Kat

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22 dicembre 2007

Il melo di Natale

Quando Remy l'ha fotografato era ancora in fase di "vestizione". A dir vero, ho poi aggiunto solo un piccolo addobbo rosso sul lato spoglio. Lo abbiamo sistemato su di un ripiano naturale delle scale che decoriamo in base alla stagione, a volte facendo a gara con i vicini. Per Halloween sono arrivati prima loro ;-)
E' semplicemente composto dalle punte dei rami di un vecchio melo che il padrone di casa ha tagliato a fine novembre. Tagliati tutti della stessa lunghezza, sistemati a fascina e legati stretti in cima, sono stati spruzzati di neve artificiale prima di coprire la legatura con un bel fioccone.
Rosso perché le scale sono un po' buie ma, in un ambiente luminoso, la versione bianca e argento risulterà molto raffinata.
Potendo lavorare a 3 mani - una che tiene pazientemente uniti i rami e due che li sistemano e legano, poi, il tutto - si fa in meno di un'ora. E quando arriva la befana si smonta in 3 secondi.
In compenso non aspettatevi una struttura molto stabile ;-)
Kat

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21 dicembre 2007

Pensierini dell'ultimo fusissimo minuto


Pare che nell'ottocento si usasse chiamarle pomi d’ambra o pomander ma ormai si accontentano di essere chiamate arance chiodate.
Servono :
- arance, meglio se piccole, sode e con la buccia sottile.
- tanti, ma davvero tanti chiodi di garofano quindi meglio procurarseli sfusi o in confezioni professionali. Riposti in un barattolo di vetro, durano anni.
- 50 cm di nastro per ogni arancia, da legare a croce con un bel fiocco in cima, per abbellirla e, volendo, appenderla.
- una buona mezz'ora per ogni arancia (in compenso si può lasciare spento il cervello, cosa che di questi tempi non è da disdegnare ;-)

Conviene iniziare formando un quadrato di 4 chiodi su entrambi i lati dell'arancia e congiungerli poi con 4 file che delimiteranno 4 spicchi. Quindi si riempiono gli spicchi mettendo i chiodi di garofano belli stretti. Basterà poi sistemare il nastro sulla striscia rimasta libera.
Questi fantastici profumatori d'ambiente si conservano a lungo, anche per anni, anche perché, salvo rari incidenti, si mummificano proprio; purtroppo, però, pian piano la buccia diventa scura quindi meno si vede meglio è.


A proposito di buccia, parliamo anche della nostra. Se avete la pelle molto delicata, prima di iniziare a trapuntare arance, spalmatevi ben bene il viso con crema protettiva e soprattutto le labbra con burro di cacao. Nulla di pericoloso, ma le essenze sprigionate dalla buccia d'arancia possono essere un po' irritanti.

Kat

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17 dicembre 2007

Rami di Natale


Quest'anno, pur avendo finalmente spazio, abbiamo pochissimo tempo e siamo piuttosto abbastanza un pochino sfiniti. Però ad un minimo di decorazioni natalizie non si poteva rinunciare. Così abbiamo optato per questa soluzione (rami di roverella raccolti negli incolti lungo la strada, spruzzati di neve artificiale e addobbati con vecchissimi pupazzetti di legno, cuori di pasta di mais e campanellini di recupero) e forse faremo così tutti gli anni. Il forse nasce dall'impossibilità di prevedere fino a quando Nioula preferirà altri giocattoli ;-)
Kat e Remy

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04 dicembre 2007

cook n' chill o rock n' roll ?

Un po' di tempo fa, in un'altra vita, un amico portò ad una cena una pasta e fagioli. Aperto il contenitore l'auspicata prelibatezza iniziò a fare le bolle e ad esalare uno strano odore. Era presente un terzo amico, uno chef, che chiese: "Ma hai fatto cook and chill?"
"Ecchenneso, però è sempre stato in frigo"
"Si ma... hai fatto cook and chill prima di metterlo in frigo?"
Insomma, alla fine ci spiegò che il cibo, mentre si raffredda fa in tempo a produrre un sacco di batteri che in frigo non muoiono, per cui è assolutamente necessario raffreddare molto rapidamente il cibo che non si consuma subito. Tecnicamente si chiama abbattere la temperatura, tant'è che i professionisti dispongono di abbattitori, ovvero celle di raffreddamento rapido distinte dai frigo. E noi? In inverno possiamo fare come le nostre nonne. Avete presente le torte di nonna Papera sul davanzale? In quel caso probabilmente serviva per poterle mangiare prima ;-) Però il sistema è quello (gatti permettendo ;-) Via il coperchio dalla pentola, un telo pulito a coprirla e ... un biglietto ben visibile per ricordarci di ritirarla e metterla in frigo.
Non solo il minestrone e, più ancora, il brodo che vogliamo sgrassare, ma qualsiasi pietanza preparata in anticipo. Lasciarla in attesa sui fornelli nelle nostre case riscaldate è in invito a nozze per lieviti e batteri.
Per sistemi più ortodossi, verrebbe da chiedere aiuto a Berso, Lory, Christian, Giovanna quando tornerà dalle meritate vacanze e altri chef che bloggano.... Ecco fatto : AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Prima a rispondere e correggere il tiro, Lory. Grazie !

Io quando abitavo nel bosco ;-))
In inverno usavo l'abbattitore che avevo in giardino,una bella montagna di neve e via,lì sotto ci finivano anche il cinghiale e i conigli,quelli erano già abbattuti ma serviva frollatura perfetta ;-)))
Prima di tutto nn bisognerebbe cmq conservare gli alimenti dentro le pentole di cottura,versare il tutto dentro contenitore pulito e freddo,poi si può usare un metodo empirico se vuoi, ma cmq valido quando nn si hanno a disposizione abbattiori professionali,riempire il lavandino di acqua e ghiaccio immercerci il contenitore con il cibo caldo raffreddare..Il freddo cmq non distrugge i microrganismi enon li rende inattivi in modo definitivo,consente solo un prolungamento per i tempi di conservazione,rallenta la moltiplicazione di microorganismi patogeni e cmq nn tutti.Poi da 0° a 10° si blocca la crescita di microorganismi patogeni,il blocco quasi totale avviene però al di sotto dei -15°Blocco totale -18° ma a questo punto l'alimento si surgela ;-))
Aspetto anch'io Berso ;-))
Lory

Eccolo ! Grazie Teo!

Quel che dice Lory è perfetto.Io consiglio di sostituire, per il raffreddamento, la pentola con un contenitore più grande in modo che aumenti la superficie raffreddabile e diminuisca il volume (più è steso, prima raffredda) e poi ritirarlo in un contenitore più idoneo.Un giorno un amico mi disse che portando a bollore il contenuto di una pentola ben sigillata con il coperchio, e poi raffreddandola senza toglierlo, avrei mantenuto la "camera" sterile. Ma non ho mai verificato.
Berso

E continua il dialogo tra chef...

Io direi che è giustissimo quello che ha detto il tuo amico in quanto non si ha nessuna contaminazione,come invece di norma avviene per il passaggio da un contenitore all'altro!
Grazie Berso!
Lory

E grazie di cuore anche a Christian, lo Chef di Chefblog :

Ciao ,argomento molto utile, alcune cose le hanno già scritte cmq. di base al ristorante c'è l'abbattitore di temperatura ma si fanno anche altre quantità.Cibi cotti lasciati a temperatura ambiente a raffreddare non và bene, a casa immergere la pentola in acqua e ghiaccio dovrebbe essere sufficente ma dipende dalle quantità, appena freddo mettere in frigorifero e coprire sempre gli alimenti.Tenere sempre buone dosi di ghiaccio in freezer anche d'inverno ;-))Dopo il raffreddamento però sarà importante anche quando si andrà a riscaldare il prodotto di farlo scaldare/bollire per bene per eliminare almeno una parte di germi che si sono prodotti, in sostanza sono più "pericolosi" quei piatti che poi non vengono fatti bollire e/o scaldare per bene, tipo mi viene in mente un roast-beef se non è stato raffreddato velocemente, ma il discorso è davvero lungo..
Christian

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27 novembre 2007

Un amico dolcissimo

I convenuti alla merenda di domenica sono ripartiti muniti di generi di conforto (per affrontare l'attraversamento del prato che separa le nostre abitazioni ;-) ma lui ... lui non l'ho regalato.
Lui verrà lasciato seccare piano piano, magari infilandolo nel forno che si fredda ogni volta che cuocerò qualcosa nei prossimi giorni. Da onesto pain d'épices mi farà aspettare un bel po' prima di essere abbastanza raffermo da poterlo grattugiare grossolanamente e riporre in un barattolo di vetro coperto con una teletta .
Sarà finalmente pronto ad arricchire qualche crumble natalizio o più probabilmente diventerà l'ingrediente principale di un gelato o di una salsa da abbinare a qualche dessert a base di frutta invernale, dall'ananas arrosto ad una semplice padellata di pere.
Devo infornare al più presto un suo fratello più pepato, un pochino meno dolce e privo di anice e arancio che servirà per impanature un po' osé (pollo, faraona) oppure al posto dei crostini nelle creme di zucca o per addensare intingoli fiamminghi.
Appena esce dal forno vi racconto.
Kat

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14 novembre 2007

Sella di coniglio alle prugne - Patt non leggere

Tendenzialmente evito di comprare pollo e coniglio già porzionati. Un po' perché leggo l'etichetta del prezzo e molto perché è un impronta di famiglia alla quale in fondo tengo parecchio. Il pollo è un pollo, il coniglio un coniglio, magari a pezzi ma avvolto tutto insieme nella carta e non corredato da 6 - 8 vaschette di polistirolo che andranno a moltiplicare all'infinito il volume dei rifiuti.
Ovvio che se ho proprio fretta e soprattutto quando so che i giorni successivi non avrò tempo ne di cucinare le parti restanti, fegato compreso, ne di congelarle, finisco - seppur a malincuore- con l'acquistare due cosce confezionate.

Era una volta da coniglio intero. Il paté di fegato (ricetta della nonna) lo racconterò in altra occasione. Le cosce al cartoccio già le conoscete. Il macellaio, bravo ragazzo, aveva lasciato la sella intera. L'ho liberata dal grasso, lavata e asciugata con cura quindi farcita con prugne secche snocciolate e una bella fetta di pancetta lasciata intera. Dopo averla legata ben stretta a mo' di arrosto l'ho fatta dorare su tutti i lati in tre cucchiai d'olio evo quindi l' ho bagnata con un bicchierino di Porto che ho fatto evaporare.
Ho aggiunto in pentola una foglia d'alloro, un cucchaio di senape (che oltre ad insaporire lega il sugo meglio della farina) e una tazza di brodo di coniglio tenuto da parte dopo aver fatto il tonno di coniglio con i rimanenti pezzi. Chi ama le pietanze salate, aggiungerà sale a piacere. A me basta e avanza quello della pancetta, della senape e del brodo.
In pentola a pressione cuoce in 20 minuti.
Unica difficoltà, al momento di servire. Mica facile da tranciare, sta sella!
Berso, interpellato, conferma quanto temevo... prima di farcirla dovevo... disossarla.
Bastava leggere il fantastico post di Lory che però non era stato ancora postato ;-)

Riassumendo gli ingredienti, per quattro piccole porzioni servono :
- una bella sella di coniglio
- 10-12 prugne secche snocciolate
- una fetta di pancetta
- una foglia d'alloro
- (un cucchiaio di senape)
- un bicchierino di Porto (o Marsala, ma risulterà un pochino meno delicato)
- una tazza di brodo (magari di coniglio)

Tonno di coniglio

Riassumendo le diverse destinazioni del coniglio :
- paté di fegato, 4 porzioncine
- tonno di coniglio 4 porzioni
- cosce al cartoccio, 2 belle porzioni
- sella farcita, 4 porzioncine

Ovvio che a mangiar coniglio ad ogni pié sospinto ci si stufa ma a salvarci dalla monotonia c'è sempre San Frizer.
Kat

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05 novembre 2007

Pasta sablée

La ricetta è tratta e tradotta dal libro di Delphine de Montalier "Tartes Maison", edizione francese Marabout. Qui, l'edizione italiana.
Questa pasta per crostate dolci si presenta sabbiosa sia in fase di lavorazione che di ... degustazione:


Le dosi indicate bastano per una crostata grande o 6 tartelette o
4 crostatine individuali.
N.B. : Quando faccio doppia dose della sablée di Delphine metto un uovo solo e viene benone. E con "Promises like pie crust" di Carla Bruni in sottofondo, meglio ancora ;-)

170 g di farina 00
5 g di sale
115 g di burro morbido tagliato a dadini
40 g di zucchero ( fine o, meglio, a velo)
1 uovo
1/2 bustina di vanillina (dice lei) o un cucchiaino di estratto naturale di vaniglia ( dico io)

A mano si inizia mescolando zucchero, vanillina, farina e sale, disponendoli quindi a fontana e ponendo in centro l'uovo sbattuto e il burro. Quindi si impasta per incorporare questi ultimi . Meno lavorerete questo impasto meglio è, quindi appena possibile fatene una palla , schiacciatela, avvolgetela con la pellicola e mettetela a riposare in frigo almeno un'ora ma andranno benone anche 24 , se così vi fa più comodo.
Nel robot metterete invece nell'ordine: burro, zucchero , vanillina, sale e farina e, per finire, l'uovo. Otterrete delle briciolone che basterà appallottolare a mano, sempre lavorando il meno possibile. Via in frigo a rassodarsi.

Anche se bella fredda e soda, a mio parere, la sablée è più facile da stendere a mano. A meno di infarinare il mattarello ogni due secondi o di avere quelloamericanodiplastica chedentrocipuoianchemettereicubettidighiaccio cheiocel'homamicamiricordodiusarlo.
Per formati individuali spalmo la palla di pasta direttamente sulla carta del burro poi spatascio sulla teglia con una manata. Tolgo la mano, stacco la carta e... metto la teglia in frigo. Tutti gli impasti burrosi traggono beneficio dal riposare al freddo fino al momento di guarnirli e infornarli.
Se la carta non viene via metto in frigo anche lei. Dall'impasto freddo si stacca come per magia.


Ehm, la macchina fotografica di Remy inizia a preoccuparmi, poco ci manca che si vedano pure le impronte digitali...!

Per i (molti) giorni in cui manca il tempo ma non la voglia, preparo impasti già stesi che surgelo. Li stendo direttamente sulla carta forno che poi chiudo come una busta e, quando sono solidificati, li stratifico in un sacchetto o una scatola di plastica e le ripongo in congelatore per massimo 3-4 mesi.
Meglio non dimenticare di etichettare. Vurìa mai mi capitasse di fare la crostata di mele con ...quella buonissima frolla al parmigiano...
Kat

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25 settembre 2007

Crumble mon Amour

Non è una torta all'incontrario, come la famosa Tatin, eppure l'impasto sta sopra. Non è un gratin eppure si serve nella pirofila. Non è la sbrisolona e neppure la conza anche se fa pensare ad entrambe. E' semplicemente crumble, briciola in inglese. Origine sconosciuta ma senz'altro povera e creativa.


Il principio è semplice : uno strato di frutta o verdura, talvolta pesce, più raramente carne, tendenzialmente senza béchamel o creme varie, coperto da un impasto rigorosamente sbriciolato, cotto in forno fino a doratura. Proporzioni ottimali, due terzi di "ripieno", un terzo di briciole.
Il crumble non è solo facile, veloce e versatile. E' anche, a mio avviso, uno dei piatti più divertenti da interpretare perché aperto a mille varianti, sperimentazioni, abbinamenti tra gli ingredienti stessi ma anche con salse, coulis e affini sia nella versione dolce che salata .
La preparazione degli ingredienti può essere anticipata. Anzi, carne e/o verdure devono essere già cotti al momento di ricoprirli di briciole. La frutta invece si usa più spesso cruda e così anche il pesce.
Unico neo, da cotto il crumble mal sopporta di aspettare. Si presenta al meglio del sapore e della consistenza se cotto, intiepidito e mangiato. Se aspetta troppo, la crosticina assorbe umidità e tende a compattarsi. Ma la soluzione esiste. Basta preparare tutto quanto prima e tenere in frigo, separatamente, le briciole e il "ripieno" che verranno uniti, pardon, stratificati solo al momento di infornare.
Si ma, come le prepariamo le briciole? Se volete vere briciole e il giusto equilibrio tra il croccantino e il fondente, a mano. Si fà in due minuti. Si mescolano gli ingredienti secchi (farina, semolino, fiocchi d'avena, muesli, frutta secca tritata, zucchero, spezie, erbe aromatiche ...) in una ciotola, si aggiunge il burro o la margarina o lo strutto freddo a tocchetti e, volendo, un filo di aroma liquido (fior d'arancio, acqua di rose, mandorla amara), si mescola grossolanamente con un cucchiaio quindi con la punta della dita si sfrega il burro negli ingredienti asciutti fino ad ottenere un impasto sbriciolato. Ma diciamolo, se volete infilare tutto nel robot e sapete fermare la lama prima che ne faccia una palla di pasta, perché no?
Si ma, le dosi? Per i crumble salati variano da preparazione a preparazione.
E per quelli dolci ... pure.

Il mio impasto preferito, sufficiente per 4-6 persone e 4 mele, richiede 180 grammi di farina integrale ma fine, un pizzico di sale, 50 gr. di mandorle tritate (io sono una rusticona e lascio la buccia) 90 gr. di zucchero, un cucchiaino abbondante di cannella, 120 gr. di burro più una noce per la pirofila. Spesso, per ottenere briciole più croccanti sostituisco 50-80 gr. di farina con fiocchi d'avena o altri cereali purché non grossolani.
Un'altra ricetta, più abbondante, diciamo per 6-8 persone e un chilo di mele prevede 250 grammi di farina,un pizzico di sale, 125 gr. di zucchero scuro, 200 gr.di burro più una grossa noce per la pirofila.


Coccottine da soufflé o pirofile basse da gratin monoporzione sono di rigore se volete una bella presentazione. Ma andrà benone una tegliona famigliare da dividersi combattendo fino all'ultima briciola. I sacri testi suggeriscono di usare preferibilmente teglie di terracotta. Sono le più adatte a garantire morbidezza allo strato sottostante. In alternativa, il pyrex o, meglio, una ceramica un pò spessa andranno benone. Ma diciamolo, il crumble verrà buono anche in una sottile teglia di metallo, sarà solo un po' più asciutto. Verrà buono anche con lo zucchero bianco ma diciamolo, con uno zucchero scuro, anche scurissimo come il mascobado, è tutt'altra cosa.
Il crumble si cuoce nel forno preriscaldato per, mediamente, 20-30 minuti.
Tolto dal forno al momento di andare in tavola, un crumble di mele, per citare solo il più classico, a meno che non ceniate lentissimamente o abbiate la casa molto fredda (o dobbiate pure fotografarlo di fronte e di profilo ;-) avrà raggiunto il tepore ideale all'ora del dessert. E, per quanto umile, diventerà sublime con una pallina di gelato alla crema (o alla cannella) o una colata di panna liquida freddissima.

Ancora uno o due trucchetti. Alcuni tipi di frutta o verdura (frutti di bosco, agrumi, zucchine, finocchi, pomodori) tendono a rilasciare acqua durante la cottura. Per evitare di ammollare lo strato di briciole basterà aggiungere un ingrediente assorbente: tapioca o crema di riso o savoiardi polverizzati nei crumble dolci, semolino o crackers pestati in quelli salati.
Nulla vieta di incorporare biscotti schiacciati o pan pesto anche nell'impasto. Il mio crumble salato preferito prevede - su uno stato di dadini di zucchine saltate in padella con aglio e alloro - due terzi di briciolone di pane secco mixate grossolanamente con un terzo di Fontina (D.O.P., mi raccomando ;-) un pizzico di santoreggia e due cucchiai d'olio.
Ah già, l'olio! Si può forse usare al posto del burro, margarina o strutto nei crumble dolci? Si e no. Con la farina e anche coi fiocchi di cereali consente di ottenere una sabbietta gradevole ma niente briciole. Sperimentazione in corso.

E ora osate! Vi piace la frutta secca? Anacardi, macadamia, pistacchi, pinoli, nocciole, semi di zucca o di girasole, eviterei solo le arachidi, a mio avviso troppo invadenti. Eviterei anche di mescolare, sia per agevolarne la digestione sia per dare ad ogni tipo di "noce" la possibilità di esprimersi singolarmente. Ci può star bene anche un po' di cocco grattugiato, basta non esagerare in modo che il sapore non predomini. Lo stesso vale, sul fronte dolce, per prugne secche, albicocche, fichi o datteri da mescolare invece allo strato inferiore.
E per quanto riguarda le spezie, che sfizio alternare cannella, noce moscata, zenzero, finocchio, anice, pepe di Giamaica, sia sul fronte dolce che su quello salato.
Oltre al crumble intollerante, questo è quanto trovate al momento nella cucina dei CdC :
- cozzacurrycrumble
- crumble di zucca
- crumble ai frutti di bosco con un pizzico di aceto e sale
- pesche all'amaretto destrutturate
- crumble susine nere, mandorle e spezie

Ora tocca a voi!
Kat

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04 settembre 2007

Aglio light


Leggendo una bella ricetta di Stella di sale, mi è tornato in mente un trucco per agliare una pietanza in modo leggero e assolutamente non indigesto: si sfrega con uno spicchio d'aglio tagliato a metà la terrina in cui la si verserà o la pentola dove la si cuocerà. E' il metodo tradizionale per profumare il Gratin Dauphinois: si sfrega la pirofila prima di disporvi le patate. Più ruvida è la superficie, più rimarrà agliata. Una ciotola di vetro tratterrà solo un delicato aroma, perfetto per un'insalata.
Kat
P.S.: Canny, perdono!

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06 luglio 2007

Non facciamoci mancare nulla ;-)

Antipasto (anzi, piatto unico in questa stagione, in compagnia di una bella insalatona) e dolce in un'unica infornata, anzi, da un unico impasto, insomma quasi...
Alla base c'è, ancora una volta, una "torta allo yogurt", divisa però in due .

Sbatto insieme :
-un uovo intero
-uno yogurt denso non dolcificato
-120 g di farina
-una bustina di lievito o 2 cucchiaini di cremor tartaro e uno di bicarbonato

Divido in due l'impasto ottenuto.
In una ciotola aggiungo:
-3 cucchiai di olio di riso o altro olio di semi insapore
-3 o 4 cucchiai di zucchero (o più, secondo i gusti, così è appena dolce)
-una piccola pesca tagliata a dadini
-un cucchiaione di gocce di cioccolato
Nell'altra:
- 3 cucchiai di olio e.v.o.
- mezza carota grattugiata
- 3 cucchiai di formaggio grattugiato (avevo del caciocavallo ma qualsiasi formaggio semi stagionato andrà benone)

Con queste dosi si ottengono 6 muffin dolci e 6 salati, parenti stretti dei miei preferiti, sia dolci che salati.
Forno 180° per 20 minuti. Lasciar raffreddare su una griglia.
Kat

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08 maggio 2007

La bella lavanderina ...


Ormai vi sarete stancati di sentirmi parlare di aceto! Eppure non ho finito.
Oggi lo usiamo in lavanderia: con l'uso regolare dell'aceto bianco potremo dire addio agli inquinanti e costosi anticalcare (un bel risparmio), potremo ridurre di molto la quantità di detersivo e di ammorbidente (altro risparmio), avremo un bucato sempre profumato "di pulito", davvero, e i capi colorati, anche quelli scuri, non si sbiadiranno.
Vi pare poco? :-)
Patt

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30 marzo 2007

Taglieri e cucchiai

Lo so: le nuove regole dicono che il legno in cucina è out. Ma io sono affezionata ai miei cucchiai fatti a mano, per non parlare di quello splendido tagliere emigrato qui dalla Val d'Aosta e del suo fratellino più piccolo!
E così continuo ad usarli, imperterrita, e ogni tanto faccio loro un trattamento di bellezza.
Ecco come.
Prima li inumidisco, poi li massaggio a lungo con il bicarbonato, finché non sono tutti belli "impomatati". Lascio che il bicarbonato penetri bene, e nel frattempo faccio scaldare un pentolino di aceto bianco, poi lo verso, lentamente e a filo, sopra i miei legni, facendo attenzione a non lavar via il bicarbonato, ma a farlo reagire "in loco".
Infine risciacquo tutto con cura e faccio asciugare, se possibile all'aria.
Non vi voglio raccontare che torna tutto come nuovo, ma è certo che la differenza si vede! :-)

Patt

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22 febbraio 2007

Rame, mon amour


Quanto è bello il rame! In tutta la casa, ma soprattutto in cucina ha un fascino irresistibile! La polenta fatta nel paiolo di rame sembra avere perfino un'altro sapore!
Ma ... Essì, poi tocca lavare e lucidare!
E io non amo quei prodotti miracolosi che fanno tutto loro e non si sa che c'è dentro.
E allora? Aceto! E sale (e olio di gomito). Le nonne lavavano alla fontana e usavano aceto e farina gialla, ma noi non possiamo intasare lo scarico, chi lo trova poi l'idraulico? Quindi l'azione "grattante" è svolta egregiamente dal sale grosso, strofinato in giro con l'aiuto della spugnetta dei piatti, rigorosamente priva di ogni detersivo. E l'aceto lucida, eccome se lucida! Provate: è proprio come in tv. Prendete un oggetto in rame un po' opaco, passate una spugnetta imbevuta di aceto e vedrete in un attimo la differenza!
Una vigorosa strofinata con sale e aceto, una risciacquata con acqua calda e un'asciugatura immediata e meticolosa renderanno splendente tutto il vostro rame!
Patt

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13 febbraio 2007

Olio, Aceto e Sale


No, non dobbiamo condire l'insalata!
C'è l'oliera che chiede aiuto!
Tutta opaca ... quel velo di unto che non se ne va ...
E allora ... azione! Versate nell'oliera un po' di aceto bianco (meglio se caldo) e un po' di sale grosso e shakerate, shakerate, shakerate! Svuotate, risciacquate con acqua ben calda, asciugate e ... voilà: la vostra oliera sarà bella sbrilluccicosa e pronta per nuove avventure!


La tecnica, ovviamente, vale per tutte le bottiglie in vetro!

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05 febbraio 2007

Acciaio splendente


Per pulire a fondo le cose in acciaio, è sempre valido il vecchio trucco dell'aceto + bicarbonato.
Una pentola si è un po' sbruciacchiata? (Ehmm...) Niente paura: far bollire un dito di aceto e versare poi del bicarbonato (occhio che fa schiuma!), o viceversa far bollire un dito d'acqua e bicarbonato poi versare un bicchiere di aceto. Il risultato non cambia: incrostazioni sparite e pentola come nuova!
Vogliamo dare una rinfrescata a quel servizio di posate che non usiamo da un po'? Le mettiamo tutte in una pentola, le copriamo con acqua e un bel tot di bicarbonato, facciamo bollire e quindi versiamo un bicchierozzo (abbondante) di aceto. Risciacquo e asciugatura completeranno l'opera.
Però attenzione: mai pulire a questo modo oggetti non inossidabili! Io l'ho fatto con le trafile in ghisa del tritacarne e mi sono ritrovata con un mucchietto di ruggine!
Patt

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