Bene, oggi che si fa?
Si rimette la foto profilo dell'altro giorno, quella in costume da bagno, o meglio cercare qualche cosa di un po' più recente?
Perché, in effetti, il freddo che finalmente è arrivato non è che ispiri molto i ricordi del mare.
Visto che dobbiamo fare la fatica, facciamoci un bel selfie.
Poi ieri era la giornata della violenza sulla donna. Contro la violenza sulla donna, ad essere precisi. Mica tutti lo sono.
Ricordo un prete, anni fa, che nella notte di Pasqua lesse tutte le invocazioni e ad un certo punto, con la tipica cantilena da messa solenne è partito con: "Per la droga, il sesso sfrenato e la corruzione, noi ti preghiaaaamoooo!!!"
Chissà se intendeva pregare a favore o contro. O forse l'ha volutamente lasciata aperta, in modo che tutti potessero pregare per quello a cui tenevano di più.
Va ben.
Ieri era la giornata contro la violenza sulle donne: tutti a condividere link a tema (pure io, eh? Che non mi si tacci di snobbismo), a mettere scarpette rosse sul profilo Instagram, a citare Alda Merini, eccetera.
E oggi?
Ne parleremo ancora oggi?
Ieri, avendo io un gene di bastiancontrario, recessivo per carità (dovreste conoscere alcuni dei miei, mammasanta!) ma ogni tanto anche il pisello liscio di Mendel si ruga, mi veniva da scazzarmi un po' con le colleghe.
"Scusatemi, esordii, vituperate tanto, e giustamente, il termine femminicidio, che pare un omicidio di serie b, e poi tutti a fare un gran parlare della violenza specifica sulla donna".
"Perché se parliamo di violenza in genere alle donne non ci pensa nessuno" mi hanno risposto.
Ed hanno ragione, ahimè!
Ma la cosa che più mi ha fatto star male è un intervista che ho sentito al radio-giornale: "Le donne subiscono violenza perché provocano". Detto da donna.
OH! MY! GOD!
Ho riattaccato le balle con il biadesivo e mi sono tornate in mente alcune amiche, quelle che pensano che la donna debba necessariamente concedersi al marito (sennò la tradisce), quelle che ostinatamente pensano che ci sono ruoli ben definiti (che da lì a pensare che è legittimo prenderle il passo è lungo ma la strada e la direzione è pur la stessa), quelle che giudicano le altre se fanno diversamente: da quanto lavorano, da come si vestono, dalle idee che esprimono.
È una battaglia culturale che si gioca, purtroppo, ancora tanto, troppo, dentro lo stesso genere femminile.
È una guerra civile culturale.
Non sto dicendo che i maschi sono esclusi da questa lotta. Solo continua ad illudermi che le donne siano più avanti, abbiano più risorse. E poi il cambiamento parte sempre da dentro (non ricordo chi l'ha detto ma passatemela).
Invece, nei momenti di sconforto, mi pare che l'unica parità che ci concediamo sia quella di nuotare tutti nella stessa miseria.
Poi ci sono le belle notizie: questo post qui, scritto su genitoricrescono lo scorso anno, viene visualizzato da migliaia di persone.
Allora forse possiamo farcela. Sarà una corsa lunga, ma a noi le corse lunghe non spaventano. Non più.
ps. già ce siete su genitoricrescono, date un occhiata, se vi va, pure alla piccola recensione che ho fatto de "Lo zaino di Emma" di Martina Fuga. Vi direi di che si tratta, ma poi non la andate a leggere. Bastardo, vero?
Visualizzazione post con etichetta violenza. Mostra tutti i post
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mercoledì 26 novembre 2014
venerdì 6 luglio 2012
Rocky Moe
Qualcuno se lo ricorda Rocky Joe? Io
si. Mi piacevano un sacco i cartoni animati con quello stile, un po'
decadentisti, un po sfigati, anche.
Moe è diventato un
bullo. Il sosia di Winnie the Pooh, il cucciolone della covata, il
morbidone della famiglia, il biondissimo faccia d'angelo, il bambino
dal sorriso timido più tenero del mondo si è trasformato in un
piccolo Tyson pronto a menare le mani alla prima occasione buona.
I primi segnali li
avevamo iniziati a notare in casa qualche tempo fa. Vittima
preferenziale il fratellino Pee (gemello, si, ma più piccolo di
circa un chilo e mezzo e di un paio di cenitmetri di altezza). Lì
per lì sembrava una semplice modalità di cause ed effetto. Pee si
diverte a rubargli le cose e poi a scappare. Punta tutto sulla
rapidità che le dimensioni ridotte gli concedono. Finchè è un
gioco va anche bene. Quando diventa un dispetto è normale che il
fratello si arrabbi. Moe, se lo prende, gli mostra la sua “qualità”:
una forza bruta e due mani come due pale di mulino.
Poi ha iniziato
anche con Marichan. Non è che picchi le persone a sangue, per
carità. Si limita a dare uno sganassone o, più comunemente a
strattonare la maglia o dare uno spintone. Solo una fiammata. Poi
basta. È la prima reazione, quella istintiva.
Al mare abbiamo
purtroppo notato che lo fa anche con altri. Le gemelline
dell'appartamento vicino si sono beccate qualche cartone (detto tra
noi a volte se le andavano anche a cercare, ma la reazione violenta
non è mai giusta, giusto?).
Lo fa, tra l'altro,
solo in difesa, come reazione ad una provocazione. Anche come
“giustiziere”: se qualcuno fa uno sgarro ai suoi fratelli, lui
parte all'arrembaggio per ramazzare per bene il maramaldo che vessa
il sangue del suo sangue.
Cerco di parlargli,
lo rassicuro, gli spiego.
Sgridarlo serve, il
castigo anche (dopo il post sugli sculaccioni sono migliorato in
autocontrollo e, in ogni caso, evito di punire la violenza con altra
violenza... mi sembrerebbe poco coerente), ma non sembra essere
ancora un deterrente. O forse in quei momenti gli prende una rabbia o
una paura (vista la reazione) che non riesce a controllare. E
reagisce come può, consapevole che la sua forza lo mette al sicuro
perchè lui è più forte. Non funziona così, il bullismo?
Che si fa?
Lo iscrivo ad un
corso per piccoli prodigi del Taekwondo?
Lo indirizzo a
colpire solo i cattivi che la passano sempre liscia, tipo “Il
codice di Harry” su Dexter?
O forse, invece che
veicolare la forza negativa bisogna iniziarlo al punto croce? O alle
composizioni floreali.
Sarà quel che sarà
ma quando lo abbiamo visto passeggiare trascinando per terra la
bambola (nera, oltretutto) tenendola per i dread Silver se n'è
uscita con un “E se mi diventa un Serial Killer?”. Lì per lì,
non ho trovato nulla di più rassicurante di un serissimo “Mmm!
Già!”
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