Si sa, i gusti cambiano, cambiano le esigenze e cambiano le priorità, ce lo hanno insegnato a scuola: la vita è un continuo divenire.
Se il cambiamento è evoluzione, se si cambia per migliorare non si può che gioire, ma se ci si accorge che il cambiamento è involuzione, è imbarbarimento, è irrozzimento, che fare? come correre ai ripari?
Ero e sono una manzoniana convinta: i Promessi Sposi per me sono un capolavoro assoluto, li ho letti più e più volte e l'addio ai monti mi commuove ogni volta; mi hanno appassionato le vicende della famiglia Manzoni attraverso lo splendido romanzo della Ginzburg; "Sparsa le trecce morbide Sull'affannoso petto, Lenta le palme, e rorida Di morte il bianco aspetto, Giace la pia, col tremolo Sguardo cercando il ciel.": sognavo che alla maturità mi chiedessero il secondo coro dell'Adelchi solo per il piacere di poter declamare la morte della sventurata Ermengarda (si, lo so, non sono normale).
Eppure se oggi a bruciapelo mi dicessero "Carmagnola" la mia mente non correrebbe più al Signor Conte, al capitano di ventura Francesco Bussone, no, la mia mente andrebbe automaticamente ad un peperone. Vi rendete conto? Un peperone ha spodestato Alessandro Manzoni! Io lo so, lo sento: il Manzoni è lì che si rigira nella tomba e non sa farsene una ragione.
Che qualcuno mi dica come uscire da questo lento declino intellettuale che potrebbe portare a conseguenze irreversibili e disastrose.
Ma cosa avranno mai questi peperoni che il Manzoni non ha?
Intanto sono ancora di stagione, gli ultimi,certo, ma pur sempre di stagione: si raccolgono da fine luglio a fine ottobre
PEPERONI E PATATE
per 4 persone
2 peperoni di Carmagnola, in mancanza scegliete la varietà che più vi aggrada, ma non sarà la stessa cosa
2 patate di media grandezza
olio extra vergine d'oliva
2 acciughe salate (io ho usato quelle di menaica)
sale
In un tegame versare un filo d'olio ed aggiungere le patate sbucciate e tagliate a pezzi:fate rosolare per bene.
In un secondo tegame versare un filo d'olio e le acciughe dissalate e tritate, aggiungere i peperoni a pezzi e portare a cottura.
Unite le patate e i peperoni e fate insaporire
Manzoni e peperoni
martedì 8 novembre 2011
Pubblicato da Lydia 35 commentialle 06:06 35 commenti | Posta un commento
lo zucchino impupazzato (english version included)
giovedì 5 maggio 2011
Pubblicato da Lydia 31 commentiSo che con quanto sto per dirvi mi inimicherò mezza blogsfera, che un fantomatico comitato in difesa dello zucchino insorgerà ed esprimerà il suo forte dissenso, ma io non posso proprio più tacere e tenermi questo rospo dentro.
A me lo zucchino non piace proprio, mi fa tanto ospedale. O me lo date bello impupazzato, condito ed aggravato oppure mi sento malata.
Mi dicono di gente che impazzisce per lo zucchino lessato con un filo d'olio, per farmi mangiare una cosa del genere dovreste otturarmi il naso e buttarmelo giù a forza con un imbuto. Chiedo venia, ma è più forte di me, per me lo zucchino è quasi sempre sinonimo di frittura.
E' per questo motivo che quando mi capita di vedere in giro uno zucchino impupazzato, ma non fritto, gioisco.
Qualche giorno fa ero in visita da Gio ed ho visto questo zucchini cake, mi è piaciuto subito, ma non avevo in casa alcuni degli ingredienti, e non me ne voglia Gio se ho in parte modificato il procedimento.
ZUCCHINI CAKE
per 6/8 persone
400 g di zucchini
400 g di ricotta
4 uova
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
2 scalogni
qualche fogliolina di timo
basilico
Olio evo
Sale
Pulite gli scalogni e tagliateli sottili, fateli imbiondire in una padella larga con un filo d'olio (aggiungete un goccio d'acqua per evitare che scuriscano troppo). Lavate le zucchine, tagliatele a rondelle sottili, aggiungetele agli scalogni, salatele e fatele cuocere per una decina di minuti.
lasciate raffreddare il tutto.
Nel frattempo battete le uova con un pizzico di sale, unite la ricotta, il parmigiano grattugiato, il basilico, il timo ed infine le zucchine. Mescolate con cura.
Ungete bene con olio, o burro se preferite, una pirofila da forno (o uno stampo a cerniera da 22 cm), versatevi il composto.
Infornatele a 180° C (forno già a temperatura) per circa 60 minuti.
Lasciate intiepidire e servite
ENGLISH VERSION
I know I will fall out with most of the bloggers, but I really cannot stand zucchini. I am sure that a committee in favour of zucchini will come up and violently clash.
To me zucchini is a hospital food unless it is well made up, dressed otherwise I feel sick.
I had been told of people who literally are crazy for boiled zucchini with a little oil. If I had to eat such a thing, I would have to clog up my nose and gulp down.
I apologise but zucchini- to me- is nearly always fried.
That’s why whenever I come across with a richly fried zucchini I really enjoy it.
Some days ago I was ar Gio’s and saw this zucchini cake and I immediately liked it. Unfortunately I did not have all the ingredients and I partly modified her original recipe
ZUCCHINI CAKE
SERVING 6/8
400 g zucchini
400 gr ricotta cheese
4 eggs
3 spoons grated parmesan
2 shallots
Some leaves of thyme
Basil
Extravirgin olive oil
Salt
Clean the shallots and cut them thin. Let them turn golden in a large pan with a little oil (just add also a little water so that they do not darken too much).Wash the zucchini, cut them thin, add the shallots, sprinkle some salt and let them cook for ten minutes. Let them cool.
In the meantime, beat the eggs with a pinch of salt, add the ricotta, the parmesan, the basil, thyme and finally the zucchini. Mix thoroughly.
Grease either with butter or with oil a baking tray and pour the batter. Bake at 180° (preheated oven) for about 60 minutes.
Let it cool down and serve
alle 06:06 31 commenti | Posta un commento
il buco nero dei contorni (english version included)
giovedì 21 aprile 2011
Pubblicato da Lydia 34 commentiI contorni per me sono una specie di buco nero.
Quando devo prepararne uno vengo automaticamente ed immediatamente aspirata dal vortice del nulla.
Immetto tutti i dati nella mia labile memoria, attendo con pazienza e poi NIET, NULLA, ZERO, la pagina richesta non è stata trovata.
Quando poi riesco addiritttura a mettermi in modalità pensante, ad impegnarmi, a spremere le meningi, il massimo che riesco a partorire sono delle originalissimi patate al forno o con un ulteriore sforzo disumano nientepopodimenochè una ratatouille di verdure.
Tutto ciò per chiedervi venia nel caso in cui trovaste questo modo di cucinare i carciofi estremamente banale e scontato.
A me sono piaciuti talmente tanto che sono diventati il mio contorno d'ordinanza primaverile.
I malcapitati che dovessero trovarsi a cena da me in questo periodo sono avvisati, non potranno sfuggire all'inesorabile carciofo al gratin (che poi è lo stesso modo in cui prepariamo i peperoni a Napoli).
Approfittto di questi carciofi per augurare a tutti voi una felice Pasqua.
CARCIOFI AL GRATIN
per 4 persone
10 carciofi circa
olio
1 spicchio d'aglio
prezzemolo
1 manciata di capperi sotto sale
una decina di olive di Gaeta (se non le avete delle olive nere)
2 alici sott'olio
pan grattato
Pulite per bene i carciofi e tagliateli a fettine.
In un tegame con 1 filo d'olio ed 1 spicchio d'aglio (che poi eliminerete) fate stufare i carciofi (aggiungete del liquido e lasciateli appassire).
Prendete una teglia che vada in forno, oleatela e mettete un primo strato di carciofi conditeli con metà dei capperi dissalati, metà delle olive snocciolate e spezzettate, un po' di prezzemolo e 1 alice sott'olio fatta a pezzetti.
Mettete un ulteriore strato di carciofi i restanti capperi, olive, l'alice e un po' di prezzemolo e terminate con i carciofi.
Completate con una bella spolverata di pangrattato ed infornate fino a quando non si formi una bella crosticina.
Se avete un tegame basso e largo potete anche evitare di fare gli strati, mescolate carciofi, alici, capperi e olive, fate una bella spolverata di pangrattato e infornate
ENGLISH VERSION
Side dishes have always been a kind of black hole or a nightmare to me.
When it comes to dishing up one , I am immediately drawn in a whirl of nothing.
I put in all my data in my frail memory, and patiently wait and then NIET,NOTHING;ZERO ‘ the requested page was not found’.
When I succeed in putting on a thinking mood and concentrate, I squeeze my brains the best I can create could be either baked potatoes or vegetables ratatouille.
The whole foreground is just to apologise in case you found this recipe much too plain.
I liked them so much that they became my ‘duty’ Spring time side dish.
Should some unfortunates be my guests, they could never avoid my artichoke gratin pie (which is exactly the same way we prepare peppers in Naples).
GRATIN ARTICHOKE PIE
4 SERVINGS
10 artichokes
Oil
1 clove of garlic
Parsley
Handful of salted capers
About 10 Gaeta Olives (unless you have the black ones)
2 anchovies in oil
Grated bread
Clean the artichokes and slice them.
Pour a little oil in a saucepan and a clove of garlic (you will put aside after).
Let the artichokes stew (you could add some water and let them soften).
In a greased baking tray, lay the artichokes along with half of the capers (soaked in water and well rinsed), a little parsley and the anchovy broken into pieces.
Add another lay of artichokes and dress again.
Finish up this dish with a generous sprinkle of grated bread and bake untill golden crispy.
alle 06:06 34 commenti | Posta un commento
la polpettatrice di napoli is back
lunedì 28 febbraio 2011
Pubblicato da Lydia 38 commentiAbbiate paura, sprangate porte e finestre e mettete in salvo i bambini, la polpettatrice di Napoli ha colpito ancora.
Stavolta sulla sua strada ha trovato delle povere crucifere maleodoranti e tanto per cambiare non è riuscita a reprimere il suo impulso polpettificatore.
Solo momentaneamente saziato il suo incontrollabile istinto si è però dimostrata molto soddisfatta, queste polpette le sono piaciute veramente molto.
Che riesca almeno per un po' a starsene tranquilla?
POLPETTE DI CAVOLFIORE, ACCIUGHE, OLIVE, UVETTA E PINOLI
per 3 o 4 persone
500 g circa di cavolfiore
1/4 di cipolla
olio extra vergine d'oliva
2 acciughe sott'olio
una decina di olive nere (io ho usato quelle di Gaeta)
1 manciata di uvetta
1 manciata di pinoli
3 cucchiai circa di pangrattato
1 tuorlo
pangrattato per la panatura
olio per friggere (io ho usato l'extra vergine d'oliva)
Lessare il cavolfiore lavato e mondato, io l'ho cotto in pentola a pressione con 1 dito d'acqua.
In un tegame con un filo d'olio fate consumare la cipolla affettata sottile (aggiungere un po' d'acqua per evitare che si colorisca troppo), aggiungere le acciughe a pezzetti e aspettate che tutto il liquido aggiunto per le cipolle sia evaporato.
Versare nel tegame il cavolfiore, con l'aiuto di una cucchiarella di legno cercate di sminuzzarlo e fate cuocere fino a che umidità e liquido in eccesso non siano stati eliminati del tutto, aggiungete una bella manciata di uvetta, 1 di pinoli e le olive denocciolate e sminuzzate.
Spegnere e lasciare raffreddare.
Aggiungere il pangrattato, il tuorlo e impastare fino ad ottenere un composto abbastanza sodo.
Dare la forma di un'oliva, passare le polpettine nel pangrattato e friggerle in olio ben caldo.
Servirle tiepide
alle 06:07 38 commenti | Posta un commento
giustizia per le crucifere maleodoranti
giovedì 24 febbraio 2011
Pubblicato da Lydia 39 commentiLe verdure invernali sono troppo spesso poco amate.
Se insalate di pomodori, parmigiane di melanzane, zucchine ripiene, peperoni arrostiti, non solo fanno da padrone per tutta la durata dei mesi estivi ma sono agognate ed anelate in ogni stagione, non può dirsi lo stesso delle povere cugine invernali: spinaci, biete, radicchi, per non parlare della reietta famiglia delle maleodoranti crucifere.
Io non ho mai sentito nessuno che in pieno ferragosto avesse voglia di un bel cavolfiore gratinato o che non vedesse l'ora di portare in tavola un bel piatto di broccoli.
Insomma propongo una crociata a favore delle maleodoranti crucifere, quelle che hanno l'unico demerito di impestare le nostre case e le nostre cucine, spesso interi condomini.
Propongo di scendere tutti in piazza uniti e compatti per mostrare la nostra solidarietà alle compagne invernali di tante zuppe calde, per mettere fine a quest'ingiusta persecuzione nei confronti di una categoria da proteggere: le brassicacee oleracee, colpevoli solo di produrre qualche lieve solfuro in cottura.
Cosa volete che siano un paio di finestre aperte a fronte di un budino come questo?
Può essere un contorno, ma anche un antipasto o un secondo piatto, e potete prepararlo in anticipo, metterlo in stampini monoporzione da sformare o in pirofila unica da portare a tavola, e scaldare al momento.
Insomma cosa volete di più?
Lunga vita alle crucifere maleodoranti!!!
BUDINI DI CAVOLFIORE
per 6/8 semisfere in alluminio
500 g di cavolfiore già mondato
40 g di burro
40 g di farina
250 ml di latte
1 pizzico di noce moscata
sale
30 g di parmigiano reggiano grattugiato
20 g di provolone piccante grattugiato
2 tuorli
burro e pangrattato per gli stampini
Lessare le cimette di cavolfiore, io uso la pentola a pressione ed un goccio d'acqua.
Nel frattempo preparare una bechamelle: in un tegame fondere il burro, aggiungere la farina e mescolare con cura, poi il latte a filo, mettere sul fuoco continuando a mescolare e portare ad ebollizione. Salare ed aggiungere una grattatina di noce moscata.
Lasciare intiepidire la salsa ed aggiungere il cavolfiore a pezzetti, il parmigiano, il provolone ed i tuorli, mescolare bene e versare in stampini di alluminio monoporzione (io ho usato le semisfere per le delizie al limone) imburrati e spolverati di pangrattato.
Cuocere in forno a 150° a bagnomaria per circa 1 ora.
Lasciare intiepidire e sformare
alle 06:07 39 commenti | Posta un commento
semel in anno (english version included)
mercoledì 13 ottobre 2010
Pubblicato da Lydia 37 commenti
Si si, avete visto bene, sono proprio patatine fritte.
No, non sono impazzita e non voglio darvi la ricetta delle patate fritte, anche se ottenere delle buone patate non mosce e bisunte, non è proprio banale.
Erano secoli che volevo friggere le patate nello strutto, ne avevo un vago ricordo come qualcosa di paradisiaco.
In effetti non avevo mai ottenuto delle patate così asciutte, friabili e croccanti.
Insomma la frittura con lo strutto mi ha conquistata. La scoperta dell'acqua calda direte voi, visto che fino a qualche anno fa in molte zone d'Italia si friggeva solo con quello.
Tornando ai pregi dello strutto: ha un punto di fumo molto elevato (intorno ai 250°) e viene assorbito pochissimo dai cibi perchè pare che a contatto con gli alimenti tenda a solidificare.
Certo, è ricco di grassi saturi, ma semel in anno si può anche fare.
Tenete presente che ho usato delle volgari patate acquistate al supermercato, nessuna varietà particolarmente pregiata, e che l'unico accorgimento che ho usato è stato tenerle in acqua un'oretta dopo averle tagliate a pezzi. Poi non ho fatto altro che asciugarle, friggerle e salarle.
ENGLISH VERSION
They’re just French fries!!! Nothing else but French fires!!!
I am not round the bend and I do not want to give you any recipe for French fries! Even though making some good, crispy fries is not that easy!
I remember that lard -deep -fried chips were something heavenly…
As a matter of facts, I never had such delicious, dry fries in my life!
I was completely bewitched by fries in lard!!! You will say that it’s obvious as in many Italian regions they used to fry in lard only.
The advantages of lard are: the smoking point is very high (about 250°) and is very little absorbed by chips as it seems to tend to congeal once it is in contact with food. It is full of saturated fat but once in a year we can afford it!
Just bear in mind that I used very common potatoes which I bought at the supermarket, no famous variety. The only hint: once peeled and sliced, just keep them in cold water for about an hour, mop them, fry them and finally salt.
alle 06:06 37 commenti | Posta un commento
come un tubino nero (english version included)
lunedì 6 settembre 2010
Pubblicato da Lydia 31 commenti
Ancora per la serie “al mio forno resto accozzicata”, una ricetta che è un po’ come quei vestitini neri che potete mettere sia d’estate che d’inverno tanto vi fanno fare sempre una gran bella figura, col chiletto in più o in meno tanto “apparano” la situzione, in una serata elegante con il tacco alto o col sandalo basso per andare a cinema.
Una donna sa cosa mi riferisco, un uomo può immaginarlo o documentarsi presso una donna.
Questo tortino potete mangiarlo d’inverno accompagnato da un radicchio alla griglia o da una fonduta di formaggio, oppure in estate tiepido accompagnato da una dadolata di pomodori o di peperoni stufati
SFORMATINO DI PATATE E RICOTTA
Per 2 sformatini
100 g di patate
150 g di ricotta
1 uovo
1 cucchiaio di parmigiano
Sale e pepe
Pangrattato
Lessate le patate,sbucciatele e passatele nello schiacciapatate. Aggiungete la ricotta, il parmigiano, il sale, il pepe e il tuorlo e mescolate fino ad ottenere un composto liscio.
Aggiungete alla fine l’albume a neve.
Versate il tutto in 2 stampini monoporzione imburrati e spolverati di pangrattato e cuocete in forno caldo a 180° per una ventina di minuti circa.
Sformate e servite con una dadolata di pomodori, con dei peperoni a pezzetti stufati, con del radicchio alla griglia, con una fonduta di formaggio o come meglio preferite
ENGLISH VERSION
Still stuck in front of my oven.
This recipe is just like an ‘ all purpose dress’ which enables you to make a good impression no matter what the season of the year is. In case you were chubby, you will look slimmer wearing a black all purpose dress should you ever ‘live in large’
Women know what I am writing about, men can just figure it out and they may have a word with women in order to better inquire.
You can enjoy this pie in Winter either along with a grilled chicory or with a cheese fondue or in Summer with tomato cubes or stewed peppers as a side dish.
POTATO AND RICOTTA CHEESE SMALL PIES
Serves 2 small pies
100 gr potatoes
150 ricotta cheese
1 egg
1 tablespoon parmesan
Salt and pepper
Breadcrumbs
Boil the potatoes and sieve them through the potato masher. Spoon in the ricotta cheese, parmesan, salt, pepper and the egg yolk and mix properly until you have a smooth batter.
At the end, add the egg white beaten to a firm froth.
Butter thoroughly two small pie moulds and sprinkle them with breadcrumbs, pour in the mixture and bake in pre-heated oven (180° Celsius) for approximately twenty minutes.
Take out of the moulds and serve with tomato cubes, some stewed peppers , some grilled chicory and with a cheese fondue or as you best like.
alle 06:08 31 commenti | Posta un commento
scene da un rientro (english version included)
mercoledì 1 settembre 2010
Pubblicato da Lydia 37 commentiVolete sapere come fare a perdere in meno di 1 ora tutti i benefici tanto faticosamente conquistati in ben 3 settimane di mare e sole trascorsi in Grecia?
Semplicissimo: basta farsi balenare la strabiliante idea di andare a fare la spesa all’Esselunga di Lorenteggio ( ma va bene qualunque centro commerciale o megasupermercato di qualunque città o provincia italiane), nella domenica del grande esodo di rientro dalle ferie d’agosto (attenzione, questa è una condizione essenziale).
Mi raccomando, fate come me e scegliete con cura l’orario in cui addentrarvi nel malefico girone dantesco, che sia un orario intelligente, cioè quello di apertura.
Pare che il 70% della popolazione italiana scelga come me l’orario intelligente (siamo un popolo di furbi, non c’è che dire…) e si apposti scalpitante ai cancelli come cavalli da corsa all’apertura dei box.
Una volta guadagnato, miracolosamente incolume, l’ingresso, mi è capitato di assistere a scene degne di rifornimenti per un conflitto nucleare: carrelli stracolmi di qualunque cosa, e per qualunque intendo dire proprio qualunque cosa.
In quanto tempo pensate che una famiglia media possa consumare 20 confezioni di cetriolini sott’aceto assolutamente non offerta? (giuro le ho contate).
E vi risulta che il sedano sia un prodotto in via di estinzione? Un signore davanti a me ne ha preso ben 5 cespi. La mia immaginazione non è ancora riuscita a spiegare cosa si possa fare con 5 cespi di sedano, si accettano idee.
Ah già, dimenticavo l’allegra quanto misteriosa vecchina alla “Arsenico e vecchi merletti”con la sua immensa scorta di vaschette di alluminio e pellicola trasparente. Chi legge troppi libri gialli come me potrebbe anche farsi strane idee sull’uso di quelle vaschette…
Dopo questa faticosa quanto interessante esperienza ero talmente stremata da non avere la forza di cucinare, quindi accontentatevi di una “misera” non-ricetta di insalata di lenticchie ed accettate i miei saluti ed un caloroso ben ritrovati.
INSALATA DI LENTICCHIE
Lenticchie lessate al dente
Sedano
Pomodori
Freselle
Olio
Sale
Basilico
Quantitativi e procedimento ad libitum e “ad fantasiam”
ENGLISH VERSION
I am going to tell you how to waste all the benefits you could enjoy after three weeks’holiday in Greece on a boat in the sun..
It’s really straightforward! Just go shopping to one of the many glittering supermakets or malls on a Sunday when the big ‘exodus’ takes place. By ‘exodus’ I mean all the people who come back from their Summer holidays at the end of August.
I suggest you go to the shopping center as I did. Choose a ‘clever’ time to go: i.e. the opening time when most of the people go because they think that it won’t be that crowded!!
Once I succeeded in conquering the entrance I saw things which could be only compared to what could happen at the eve of a nuclear war! People were rushing and bought everything they saw; someone pushing his/her caddy packed with pickles. Do you think celery is dying out? A middle-aged gentleman bought five !!!
A nice, friendly little old woman with her stock of food trays and plastic wrap…whoever is fond of detective stories knows how those trays could be used.
After such a tiring experience I was so exhausted that I did not feel like cooking.
So just enjoy this ‘recipe’ which is not a proper recipe dealing with lentils salad.
Welcome back !!!
LENTILS SALAD
Al dente boiled lentils
Celery
Tomatoes
Freselle (rustic, stale bagel- style bread)
Oil
Salt
Basil
Quantities and preparation as you like
alle 06:06 37 commenti | Posta un commento
semplifichiamoci la vita
venerdì 18 giugno 2010
Pubblicato da Lydia 29 commentiInsomma, almeno nelle piccole cose cerchiamo di semplificarcela questa vita!!
Ognuno di noi ha in cucina dei piccoli trucchetti salvatempo e facilitavita.
Nella mia dispensa non manca mai la farina di ceci con cui imbastire velocemente una cecina, uno dei miei antipasti preferiti per cene tra amici, o olii aromatizzati home made per rendere diversa un’insalata o un pesce al vapore, per non parlare delle freselle salvacena, sempre siano lodate.
Tengo sempre nel congelatore un contenitore ermetico con provola affumicata o mozzarella a pezzetti da usare come condimento di paste o imbottiture, salamoni di frolla e sablèe varie da affettare e trasformare in biscotti, oppure cipolla già imbiondita per risotti o sughi, triti di soffritto per ogni evenienza, albumi per biscotti o meringhe e briciole di crumble sia dolci che salate da usare in mille modi.
CRUMBLE DI POMODORI ALLE MANDORLE E PARMIGIANO
Per il crumble
90 gr di farina
1 tuorlo
50 gr di burro freddo
50 gr di parmigiano
50 gr di mandorle tritate grossolanamente
Mettere tutti gli ingredienti in una ciotola capiente e lavorare grossolanamente con i polpastrelli formando delle briciole. Far riposare in frigo.
Pomodorini
Qualche oliva nera
Origano
Sale
Ungere con olio delle tegliette da forno monoporzione, tagliare i pomodorini a metà e disporli nelle tegliette con la parte tagliata in su, aggiungere qualche oliva denocciolata e sminuzzata, un po’ di sale e di origano, ricoprire con la pasta crumble e infornare per 15 minuti circa, fino a quando le briciole non saranno dorate Etichette: antipasti, contorni, formaggi, pomodori
alle 05:56 29 commenti | Posta un commento
gran bel cambiamento
lunedì 12 aprile 2010
Pubblicato da Lydia 26 commentiIo faccio parte di quel genere di persone estremamente metodico e preciso che guarda sempre ai cambiamenti con una grande iniziale diffidenza.
Faccio una grande fatica ad abituarmici e a prenderne confidenza, poi naturalmente, quando sono positivi, mi piacciono.
Quando Alex ha annunciato che non sarebbe più stata cuoca dell'altro mondo, ma che l’avremmo trovata su un nuovo blog: foto e fornelli, mi è quasi preso un accidenti.
Per me gironzolare per blog è un po’ come andare a trovare degli amici a casa per un saluto, per bere un caffè e mangiare due pasticcini, e cuoche dell’altro mondo era casa di un’amica, anzi di 2, oltre ad essere, a mio modesto avviso, uno dei blog più belli si siano visti sul web.
Le foto di Alex, pur avendo uno stile personalissimo e riconoscibile tra mille, non sono mai uguali a se stesse.
Ora Alex si è trasferita su foto e fornelli e questo vuole essere il mio saluto a cuoche dell'altro mondo ed il mio benvenuto a foto e fornelli, dove andrò volentieri a bere un caffè e mangiare 2 pasticcini.
IL PURE’ MEDITERRANEO DI AL EX
Non ho dosi, ho fatto tutto a occhio. Potete aggiungere gli ingredienti nella quantità che più vi aggrada.
Ho cotto le patate in acqua salata, le ho scolate e rimesse nella pentola.
Le ho schiacciate con l'apposito schiacciapatate, ho aggiunto giusto un goccio di latte per amalgamarle bene.
Poi ho condito con olio d'oliva, pomodorini secchi sottolio tritati finemente (regalatimi da una cara amica), olive nere greche tritate (Kalamata), una bella manciata di basilico tritato, un'altra bella manciata di foglie di citronella(cedrina, erba luigia) tritate (in mancanza potete sostituire con un po' di buccia di limone grattugiata), pinoli tostati.
Credo di non aver dimenticato nulla. Ah, ovviamente salare e pepare alla fine. Era talmente buono che me lo sono mangiato come piatto unico!
Note mie, io ho usato olive taggiasche e buccia di limone al posto di citronella Etichette: amici, contorni, patate
alle 05:50 26 commenti | Posta un commento
sapori di casa nostra e i pomodorini arrecanati
mercoledì 3 giugno 2009
Pubblicato da Lydia 39 commentiDando uno sguardo al nostro blog ho notato un pullulare di moelleux, coulant, charlotte, soufflé, pani francesi.
Mi sono detta che c’è bisogno di un po’ di sapori di casa nostra.
Chennesò un patriottico spaghetto al pomodoro per esempio.
Ecco una ricetta mostruosamente, sconvolgentemente, paurosamente semplice.
E’ veloce e rapida.
POMODORINI ARRECANATI
Pomodorini piccoli (io ho usato i datterini, ma vanno bene anche dei pachino, dei pizzutelli, insomma quelli che trovate, purchè siano piccoli)
2 cucchiai di pangrattato
2 cucchiai di parmigiano
Origano
Sale olio
Preparate un miscuglio con il pangrattato, l’origano, il parmigiano e il sale e aggiungete tanto olio quanto basta per ottenere un impastino compatto.
Tagliate i pomodorini a metà per la lunghezza e ricopriteli con il vostro impastino, metteteli in una teglia oleata ed infornate a 180/200 gradi per 10-15 minuti.
Sono ottimi come contorno o per condire uno spaghetto
alle 05:12 39 commenti | Posta un commento