sabato 26 dicembre 2015

10 postcard natalizie per salvarvi in corner.

A te e famiglia.
Il parente che dice Io non sono razzista ma (cazzata a piacimento).
Il regalo che non viene incartato ma lasciato dentro la busta del negozio (no, ma se ti sto antipatico dimmelo e facciamola finita).
Quest'anno non ho fatto regali a nessuno (detto con una punta di vanteria).
Lo zio che racconta la barzelletta sconcia durante il pranzo.
Da domani tutti a dieta (ripetuto ossessivamente)!
Regalare la stella di Natale (l'antica arte di piazzare un regalo facile ai parenti).
Allora, quando ti laurei? Quando ti sposi? Quando fai un figlio? Sono un membro anziano della famiglia e posso seviziarti di ansia finché non ti metti a piangere.
Quella punta di appetito che sale qualche ora dopo il pranzo di Natale, che ti guardi allo specchio e ti chiedi è possibile? Potrei davvero mangiare ancora? Sono davvero capace di fare una cosa del genere? Sarà avanzato del pandoro con la crema alle nocciole? Potrei farmi pagare per questo mio talento?
E anche questo natale se lo semo eccetera eccetera.
Un racconto di Natale (true story!) con morale annessa nel finale? Ve ne ho già fatto uno QUI.
Gallery di annunci pubblicitari a tema natalizio? Già fatto QUI, QUI e QUI.
Photoshoppate sacre & profane? Già fatte QUI, QUI, QUI, QUI e ancora QUI.
Compilation natalizie da scaricare belle e pronte con tanto di copertina? Fatte, fatte anche quelle.
Cosa mi resta da offrirvi per questo Natale 2015?
Poco.
A parte i miei auguri, che forse ci fate e vi frega poco, eccovi una piccola parata di cartoline natalizie per grandi, piccini, maschietti e femminucce.
Se proprio non avete fatto niente di niente a nessuno, copiate quella che vi piace di più e incollatela nel vostro programma di posta elettronica. Mandatela a tutti gli indirizzi della vostra rubrica in una di quelle tristissime email cumulative con l'oggetto "Buone feste".
Avrete fatto di certo molto di più di parecchi altri.

sabato 12 dicembre 2015

Prendetevi del tempo. Pensate. Fate una doccia.


So che è molto più frequente parlare (spesso a sproposito) e citare il solito Steve Jobs, ma io invece oggi parlerò di Bill Gates.
Bill Gates che quando ancora guidava la Microsoft, si era accorto che non c’era bisogno che sapesse tutto. Aveva capito che esistevano i subordinati per questo.
Ciò nonostante, apprezzava l’importanza di prendersi del tempo e dedicarlo ad imparare le cose che questi sapevano e ad assorbire il loro pensiero creativo.
Organizzava del tempo per ascoltare i propri dipendenti e le loro idee. Tempo per pensare, per ponderare la direzione in cui sarebbe dovuta andare la Microsoft. 
Il Wall Street Journal parlò tempo fa della sua annuale “settimana dedita al pensare” (essenzialmente, una volta all’anno per molti anni, Gates è andato in una sorta di ritiro spirituale dedicato esclusivamente al pensare, riguardo qualsiasi cosa). 
Questo concetto ha colpito la mia immaginazione.

L’idea di una settimana di isolamento dedita alla ponderazione è un’idea geniale nella sua apparente banalità.
Permette di dedicare del tempo a quell'attività che, nonostante sia la più importante nella nostra vita, le viene dedicato troppo poco tempo... spesso per fare spazio a mansioni più “mondane” o, semplicemente, più pratiche.
E invece soli quindici minuti di “mente libera” potrebbero cambiare radicalmente la nostra giornata.
Con un minimo di disciplina, la nostra mente può fare miracoli. È palese... eppure continuiamo a fregarcene.
E ho anche concluso che l'unico momento in cui lasciamo la nostra mente libera di vagheggiare è durante la doccia. A tutti sarà capitato di avere avuto un’idea geniale, di aver risolto un problema, o quant’altro, proprio mentre si insaponava.
E quindi?
Quindi, ora vado a farmi una doccia.
Cercando di farmi venire in mente un sistema per prendere appunti senza che questi si sciolgano sotto l'acqua.

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