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martedì 5 gennaio 2010

Il Vittorioso 1963-1966: Kurt Caesar


Anche Kurt Caesar, come Lino Landolfi, rimane sul Vittorioso fino alla chiusura delle pubblicazioni. Benché, dopo il 1962, le sue memorabili copertine “tecnologiche” si diradino molto, i fumetti – quasi tutti a tema fantascientifico – continuano a essere pubblicati uno dopo l’altro. E si tratta, quasi sempre, di lunghissime avventure, che si sviluppano anche in decine di puntate. La cosa notevole dello stile di Caesar è che, pur mantenendosi sempre sostanzialmente immutato, intorno alla metà degli anni Sessanta sa accogliere meglio di altri le novità introdotte in campo internzionale dal linguaggio a fumetti. Non a caso, una sua storia del 1963, I naufraghi della Kemel, ricorda molto la saga de Les Pionniers de l'Espérance di Raymond Poïvet (su testi di Roger Lécureux), pubblicata in Francia dal 1945 al 1973 e che gode di un ottimo sito web:


1963








Ecco qui due esempi della citata opera di Poïvet:





Nel 1964/65 è pubblicato il notevole ciclo di Flambart l’astronauta:


1964









1965




I fumetti di Caesar sono sempre stati densi di suggestioni oniriche, spesso addirittura “malate”, fin dall’Anteguerra. Ma con la maturità, nel 1963/65, certe atmosfere allucinate si fanno particolarmente interessanti. Eccoalcuni esempi, dalla storia Il mondo del silenzio, con cui si chiude la collaborazione di Caesar al Vittorioso:


1966















Invece, quando (raramente) lascia le ambientazioni fantascientifiche, il segno di Caesar degli ultimi anni diventa molto più limpido, a volte addirittura vicino alla solarità di un De Luca. Oppure, per altri versi, in sintonia col classico “fumetto d’avventura”:


1965













Il massimo, comunque, Caesar lo dà, ancora nel 1966, con le sue amate storie di ambientazione aviatoria. È un po’ l’ombra di Romano il Legionario che torna ad aleggiare sul morente Vittorioso:




Per il resto, il 1963 vede le sue ultime copertine:





sabato 12 dicembre 2009

Il Vittorioso 1959-1962: fra il Fotoromanzo e Jerry Lewis

Nel tentativo (si intuisce disperato) di “cavalcare” ogni forma di neo-cultura (o sotto-cultura) popolare, Il Vittorioso si lascia andare anche ad un tentativo, direi non del tutto malvagio, di fotoromanzo. L’anno è sempre il fatidico 1960:







Il caldo vento consumista passa fra le pagine del Vittorioso, segnando di sé fumetti, pubblicità e redazionali. Abbiamo visto, due post fa, il bel servizio giornalistico sull’Autostrada del Sole. Nella prima vignetta dell’ultima pagina del fotoromanzo qui sopra, ne vediamo alcune (realistiche!) conseguenze. La redazione sente il bisogno, anche se probabilmente riceve adeguate sollecitazioni culturali, di erudire i ragazzi al Nuovo Codice della Strada (1961):






Contrastano assai, con quanto riprodotto sopra, le belle e delicate copertine di autore ignoto, stilizzate in chiave “moderna”, ma rappresentative dell’ormai perduto senso estetico (ed etico) dei decenni precedenti:







Fra i nomi oggi noti, spunta una novella di Claudio Nizzi (credo proprio che sia lui):



Altra grande novità, all’alba dei Sessanta, è la conquista dello Spazio. Pur essendo, almeno inizialmente, un’impresa tutta sovietica, il Vittorioso rende entusiasticamente partecipi i propri lettori del Progresso e delle Sorti Luminose e Progressive. Il nome-chiave, indimenticato da tutti noi, è Yuri Gagarin:



Mentre Kurt Caesar produce le sue, sempre più rare, copertine “tecnologiche”, a cui si alternano foto dal vero:









Non sarà un fenomeno paragonabile a quello del Rock ‘n Roll, ma anche Jerry Lewis, nel 1960/61, è una ventata di novità quasi rivoluzionaria. Ancora una volta, la redazione del Vittorioso coglie la palla al balzo, e si occupa del grande comico americano sia con redazionali che addirittura con una riduzione a fumetti di un suo celebre film, Il Cenerentolo (Cinderfella, Frank Tashlin, 1960):






domenica 11 ottobre 2009

Lino Landolfi - Piccolo quiz

Per reintrodurre il discorso su Landolfi, che nel periodo 1953/57 – e ancor più in seguito – è una presenza davvero massiccia nel Vittorioso, vi propongo un piccolo quiz.
Landolfi, come ha già detto Lele, amava molto citare (e citarsi); inoltre, evidentemente, cercava di essere amico di tutti, sia in redazione che tra gli altri collaboratori. Nella storia del 1957 Procopio alla ventura, forse la più godibilmente demenziale fra le avventure del multiforme nanerottolo, il protagonista incontra infatti alcuni personaggi in carne e ossa del Vitt, abilmente caricaturati… Sapete riconoscerli? In coda ne ho aggiunto uno che è chiamato da Landolfi col suo nome e cognome. Ma anche il primo credo sia davvero riconoscibilissimo!
Badate che per almeno un paio di personaggi sono in difficoltà anch’io. Luca, tu sei forse l’unico che può aiutarmi.

Personaggio 1:
(beh, ci sono anche i nomi, sia pur deformati. E' facile facile...)

Personaggio 2:

Personaggio 3:

Personaggi 4, 5 e 6:

Personaggio 7:

Personaggio 8:

Ed ecco Kurt Caesar, nella storia Procopio e il Marziano, sempre del 1957. Ma ce ne sono molti altri...

giovedì 1 ottobre 2009

Il Vittorioso 1952 . Le copertine di Ceasar

Vi propongo una spettacolare galleria di copertine del Vittorioso del 1952, opera del grande Kurt Caesar. Pubblico anche la curiosa scheda biografica apparsa sul settimanale proprio quell’anno. Per informazioni più attuali su Caesar, rimando di nuovo alla bella voce di Wikipedia . L’anonimo estensore della scheda, a proposito delle copertine di Urania che Caesar realizza già nello stesso periodo, parla di un “ineguagliato e riconoscibilissimo senso cromatico”, apprezzamento che condivido in pieno.
Alla prossima, col nuovo “grande autore” del Vitt 1952, cui accennavo in chiusura due post fa.










Belle, eh? Che dire poi della variante italico-cattolica del "realismo socialista", specie nell'ultima... In altre c'è un'eco prepotente dei lavori di Caesar del periodo bellico e dell'immediato Anteguerra. Ricordate le gigantesche pagine per il Giornale delle Meraviglie?