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mercoledì 23 maggio 2012

Che TreMone


Questo è un post molto politically scorrect. Se non amate lo humor nero, il cinismo o siete persone fragili, impressionabili o leghisti, non leggete. 
Già il titolo non è che sia così correct... 

Qui la terra continua a tremare. Meno di Sabato ma continua. Nell'ultimo anno, a dire il vero, non ha mai smesso.
Il terremoto mi scuote dentro. Non lo do a vedere ma lo fa. E mi resta dentro un angoscia tremenda che si sposa con l'impotenza. E penso a Silver ed ai bambini e ai ragazzi della Comunità, che se succede di notte non riusciamo nemmeno a portarli giù in tempo. Ho bisogno di buttarlo fuori questo magone. Di solito, nello smagonarmi, divento un pelino irriverente. È più forte di me. Anche prolisso, divento.
Infatti, contrariamente al solito, ho scritto un post lunghissimo che parlava di Dio e di Padania. Così l'ho diviso e ne ho fatti due. Questo è quello sulla Padania. 

L'altro giorno mi era scappato qualche commento acido sul fatto che qualche verdognolo dicesse che il terremoto è la Padania che si sta staccando. Il discorso mi aveva fatto incazzare ed avevo finito per risultare irrispettoso nei confronti delle vittime del sisma.
Non me ne vogliate, non era intenzione.
È che non amo particolarmente il genere fantasy, non sono mai riuscito a finire il “Ritorno del Re”, per dire.
A proposito: avete mai notato che quelli che amano di più il fantasy e la fantascienza sono tutti matematici o comunque persone molto razionali?
Si vede che io, umanista volgare, ho già troppa irrazionalità nel mondo reale per potermi gustare quella dei libri o dei film. Mah!
Ma sto andando a campi..
La Padania, dicevo (beh, i campi non sono poi così fuori luogo)
Visto che si viaggia con la fantasia, che si viaggi, perdio.
Per me la Padania merita la stessa dignità storica e geopolitica della Terra di mezzo (o di Mordor). Non è mai esistita! Non esiste nei libri e non sopporto che venga citata come una sacra verità in modo così ignorante.
Mi fa anche un po' di tristezza, da appassionato di ciclismo, che sui Pirenei, durante il Tour de France, sventoli la bandiera Basca (tutta un'altra storia, diciamolo) e qui da noi garrisca il Sole delle Alpi. Che triste emulazione, che pena. Non basta ai francesi avere il cinema in gran forma?
Ma torniamo al terromoto leon che stacca el teron!
Come si potrebbe staccare la Padania?
  1. Direttamente dal Po in giù, come vagheggiava la Liga Veneta prima di confluire nella Lega Nord?
  2. Ci teniamo l'Emilia? I tortellini di importazione costano cari. Va ben che, volendo, ce li compriamo a Valeggio, ma poi come facciamo con il ragù, le lasagne ed il pesto? A proposito: Genova, la teniamo o no?
  3. Facciamo una linea tratteggiata tutto attorno alle alpi e poi giù, fino al Po. Il Creatore, con il suo divin punteruolo, la segue, come quando da piccoli si punteggiava, all'asilo. E la Padania si stacca a mo' di zattera e potrebbe andare serenamente alla deriva.
La tre mi piace.
Pensateci. Basterebbe che ci si premurasse di far salire, rigorosamente a coppie, tutti i leghisti, i razzisti, gli omofobi e anche stronzi non meglio definiti (e definibili).
Mica dovrebbe andare a fondo, per carità. Lì potrebbero farsi la loro politica, approfondire e coltivare lo studio sui Celti, peraltro grandi navigatori (me lo sono inventato ora, chissà se è vero).
E l'Italia? Potrebbe ancora chiamarsi Italia? Ci troveremo senza Alpi, però ci rimangono gli Appennini. Non è la stessa cosa, è vero, ma non ci sarebbe nemmeno la pianura Padana ("posti più piatti di me", ama dire Silver).
Però ci guadagnamo un golfo meraviglioso che da un versante è tutto pini della Carinzia e dall'altra è colline tosco-emiliane.
Mamma, prendo la barca, vado a Insbruck. Socce!”

Questo post, nel mio piccolo, lo dedico alle vittime e alle loro famiglie. Ridere di chi scherza sul terromoto, non significa ridere del terremoto. Prendersi gioco di chi banalizza una tragedia a scopi politici è l'unica forma di giustizia che in questo momento sono in grado di esercitare.