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Super annoying

Ed ancora un'altra esplosione. Al buio, nel tunnel, Dave si girò lentamente nella direzione da cui sembrava provenire il frastuono. Decisamente inopportuno. Era già piuttosto difficile dormire in una posizione scomoda in un tunnel sporco e freddo, ma quelle esplosioni improvvise erano decisamente le più fastidiose. La compagnia dei Rossi era sparpagliata intorno a lui; al buio non era possibile capire se qualcuno avesse successo nell'impresa impossibile di dormire qualche ora. In realtà non potevano essere passati più di due giorni da quando erano stati attaccati ed erano stati costretti ad abbandonare il Quartier Generale, eppure sembrava un'eternità. Ed anche se era uno schifo di posto almeno non era così freddo e c'era energia elettrica. Adesso stavano scappando verso il loro Forte Ovest, un altro schifo di posto. Non che ci fosse chissà quale grande piano, tipo ci riorganizziamo e lanciamo una grande controffensiva. L'istinto di sopravvivenza aveva preso il comando, qualcuno aveva iniziato a scappare, altri li avevano seguiti, e così vià, fino a ritrovarsi in questo schifoso tunnel. Non potendo dormire continuavano a tormentarlo alcune fastidiose verità che era riuscito così abilmente ad evitare. Prima di tutto il Forte Ovest poteva anche non esserci più. Il nome Forte Ovest era probabilmente unor scherzo, certo era il punto più a ovest della zona che controllavano, ma di sicuro non aveva nessuna difesa che potesse resistere ad un attacco. Ed anche se non fosse stato attaccato, non c'era spazio o cibo per accogliere tutti. Alla fine la Compagnia dei Rossi si sarebbe dissolta, i migliori si sarebbero divisi tra le altre compagnie e gli altri eranoo destinati a morire o a vagabondare. E morire probabilmente era l'opzione migliore, perchè i vagabondi erano soltanto in attesa di impazzire o morire di fame. In questo momento Dave aveva una sola domanda che non riusciva a togliersi dalla testa: io sono uno dei migliori? "Ci muoviamo?" Quel rompipalle di Jay. Sempre incapace di stare in silenzio o di non sottolineare un errore. Probabilmente era uno dei più vecchi della compagnia, poteva quasi avere 40 anni, e si sentiva sempre in dovere di tritare i maroni dei suoi compagni per trasmettergli la sua grande saggezza. Dave non aveva mai capito se ci fosse mai stata una vera gerarchia nella Compagnia dei Rossi. Certo alcuni decidevano cosa fare ed altri li seguivano, ma non era chiaro chi comandasse su chi. Se c'era un grande capo, una grande mente con qualche grande visione per il futuro, lui di sicuro non l'aveva mai incontrata. Adesso, nel panico generale in cui nessuno aveva idea di cosa fare, la linea di comando era molto semplice: qualcuno iniziava a muoversi in una qualche direzione e gli altri lo seguivano. Nel buio iniziarono a sentirsi alcuni compagni che iniziavano ad alzarsi ed anche Dave, che era sdraiato su un fianco, si girò per alzarsi. La sua concentrazione era al massimo, totalmente impegnato ad evitare di immaginare cosa potesse essere la melma che sentiva sotto di lui e che adesso cercava di togliersi dalle mani. "Dave?" Una voce femminile, non si era accolto che qualcuno si era aggrappato al retro della sua giacca. Quando era diventato impossibile ignorare gli effetti delle onde elettriche e l'umanità era stata costretta a rifugiarsi nel sottosuolo per molti era già troppo tardi. Molti anni erano stati perduti alla ricerca di un virus inesistente. Alla fine gli "elettro-negazionisti", convinti sostenitori che la causa delle degenerazioni celebrali fossero le onde elettriche che trasmettevano l'elettricità senza fili, erano passati dallo status di "complottisti idioti" a "salvatori dell'umanità". La loro soluzione era semplice e impossibile allo stesso tempo: sospendere l'elettricità senza fili. In una società basata sui robot la richiesta di energia elettrica era enorme, tornare ai cavi, e non era nemmeno detto che fosse possibile, avrebbe richiesto anni. Anni in cui l'umanità avrebbe avuto la piacevole scelta tra impazzire o morire di fame. Rifugiarsi nel sottosuolo era sembrata l'opzione migliore, in superficie c'era elettricità a volontà e robot più che capaci di soddisfare tutte le esigenze degli esseri umani. Nel frattempo gli scienziati avrebbero trovato una soluzione al problema e tutto sarebbe andato per il meglio. Dave non sapeva cosa fosse andato storto, però sapeva che gli effetti delle onde non erano uguali per tutti. La prima volta che Dave e Judit si erano incontrati, lui era rimasto incredibilmente colpito dal suo aspetto: in negativo. Era rimasto come incantato, impegnato a ricordare se avesse mai conosciuto una donna più brutta. Un ammasso di ossa e pelle avvizzita, eppure era intelligente. Niente di geniale certo, meglio però della media dei suoi compagni di sventura. Eppure ad un certo punto, improvvisamente, era iniziata la degenerazione. E nessuno aveva una spiegazione. Gli effetti erano diversi da persona a persona. I peggiori erano i "vegetali" che restavano lì fermi, senza muoversi, pensare, provare emozioni o fare qualunque altra attività che distingue un essere umano da un vegetale. Gli "schiavi" non erano così male, non avevano più nessuna volontà o desiderio, ma obbedivano a chiunque gli dicesse cosa fare. Judit faceva parte della categoria "animali": rimaneva loro un qualche istinto di sopravvivenza o il desiderio di procurarsi del cibo. Anche se perdevano la memoria e la loro personalità, una certa intelligenza "emotiva" di base era ancora presente ed i malati tendevano ad evitare i luoghi in cui avevano provato dolore o cercavano le persone che li nutrivano. E' vero che la gerarchia della Compagnia dei Rossi era parecchio confusa, però era chiaro che il cibo che arrivava veniva diviso per gruppi ed era responsabilità del capo-gruppo ridistribuirlo. Dave era il capo del gruppo di cui faceva parte Judit e forse era normale che lei cercasse di stargli il più vicino possibile. Lui non aveva cibo, non c'era stato tempo di prendere delle provviste, e scuotendo la testa si soprese a sorridere. Ogni cosa era super-super fastidiosa. Dopo due giorni di digiuno un "animale" che voleva del cibo era un pò più di fastidioso. Era la prefezione del fastidio, buio, freddo, melma, esplosioni (ma perchè diavolo lì inseguivano? quello non riusciva a capirlo) e qualcuno che gli ricordasse quanta fame avesse. Forse era stato fortunato a non riuscire a dormire, magari l'animale gli avrebbe staccato un dito con un morso. E pensare che era iniziato tutto in maniera così stupida...

#Steal a child "Dobbiamo rubare un bambino!" "Eh?!" - Dave guardava Jake avvicinarsi con le scorte settimanali di cibo ed era piuttosto sicuro di aver capito male. Jake e Dave si erano conosciuti durante la distribuzione delle scorte, erano a capo di due gruppi confinanti, ed avevano un accordo per immagazzinare insieme le loro scorte. Era stata un'idea di Jake che sosteneva il vantaggio di avere le scorte al sicuro vicino alle loro zone. Dave capiva il vantaggio di avere le scorte più vicine rispetto ai magazzini comuni, oltre a quello non confessato di lasciare a Jake una buona parte di incombenze che sarebbero toccate a lui. Sulla sicurezza aveva annuito in maniera conspiratoria, anche se non aveva la più pallida idea di cosa passasse per la mente di Jake. Le scorte arrivavano regolarmente dalla superficie, cortesia dei robot che lavoravano incessantemente, non aveva mai sentito di qualcuno che avesse tentato di rubarle. "C'era una nota assieme alle scorte: dobbiamo rubare un bambino!" - il solito entusiasmo di Jake sempre pronto a rendersi utile. "Perchè? Qui è pieno di bambini, ce ne sono anche troppi. Puoi rubare uno di quelli nel mio gruppo." "No, un neonato. Uno di quelli che nascono in superficie." "Ah" annuì Dave fingendo di aver capito perfettamente. Quando la realtà virtuale era stata perfezionata il sesso naturale era diventato obsoleto. C'era l'imbarazzo della scelta tra partner bellissimi, con i caratteri più diversi e la ricerca del piacere perfetto. Erano anni ormai che i bambini erano concepiti geneticamente. Sapeva però che alcuni malati, tornati agli istinti primordiali, avevano ricominciato ad accoppiarsi fisicamente ed in superficie erano state create delle cliniche dove questi bambini venivano fatti nascere e poi portati nel sottosuolo. Perchè qualcuno volesse uno di quei bambini era però un mistero per lui. "Dovremmo andare oggi pomeriggio!" Eccolo lì, Jake il drogato, come lo chiamavano di nascosto. Tutti ormai sapevano che le onde elettriche in superficie generavano dei danni celebrali, ma nessuno sapeva ancora spiegare come. Gli effetti erano impossibili da catalogare, alcuni si ammalavano subito, altri dopo anni di normalità diventavano dei vegetali all'improvviso. Alcuni restavano esposti per mesi e tornavano senza problemi, altri si ammalavano dopo qualche ora. Per altri, come Jake, avevano l'effetto di una grandiosa sbornia. Intontiti, storditi, liberi da se stessi per qualche ora tornavano nel sottosuolo e poi si riprendevano. Però restava in loro una smania, un desiderio di tornare in superficie, di riprovare quella sensazione di oblio e prima o poi restavano esposti troppo a lungo e finivano con l'ammalarsi. "Oggi? Dove? Non sapevo che ci fosse una clinica qui vicino".

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