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mercoledì 26 aprile 2017

Il mio Sartù calabro-campano-romano per l'Mtc 65


Se si potesse tirare una linea dei luoghi della mia vita, questa sicuramente percorrerebbe tre regioni della nostra penisola. Con soste più o meno lunghe, le tappe fondamentali sono state tre, quattro se contiamo il luogo di origine. Quindi per la ricetta dell'MTC di questo mese, proposta da Marina ho deciso di ripercorrerli.
Qualcuno, nello specifico il bradipo che divide la cucina con me, mi prende in giro dicendo che questo blog sa troppo di Calabria :D. E' vero non ne so fare a meno. Le origini non si dimenticano.
E da qui parte un pezzo di ripieno: le fave con il vuccularo (guanciale). E il sapore dei carciofi, che la mia mamma preparava ripieni o a crema.
Poi c'è la Campania. Luogo dove ho conosciuto il bradipo, dove ho cercato di buttare le fondamenta per il mio futuro e dove la sua famiglia mi ha accolto e trasferito parte di quel sapere ancestrale che mi attira e di cui ho sempre fame. Da qui gli asparagi: purtroppo avrei voluto trovare quelli selvatici ma qui a Roma è un po' complicato. Per questa ricetta, poi, preferisco gli asparagi coltivati, dal sapore più delicato e meno coprente.
Ed arriviamo a Roma. Qui si costruisce il futuro, tenendo sempre conto del passato. E da qui il carciofo alla giudia, il carciofo del ripieno e le fave con il pecorino.
Tutto accompagnato da una gustosissima vellutata (da mangiare a cucchiaiate) al pecorino.
Questo sartù sa di primavera, di primo maggio, di piatto da mangiare su un prato circondati dalle persone che si amano. E quel tocco di pepe mi ricorda proprio la cacio e pepe :P
Spero di non avervi annoiato troppo ;)
Vi lascio alla ricetta... Un sartù al pepe e pecorino con polpettine di pancetta e vitello, ripieno di fave, carciofi, asparagi, vuccularu e marzolino con vellutata al pecorino.
E vi consiglio di fare un giretto da Marina per leggere, e provare, la ricetta di sartù proposta e tutti i trucchetti ad essa legati.... non sarà l'ultimo sartù che preparerò. Grazie Marina!


Ingredienti per 6 persone (stampo con 15cm di base e 9 di altezza):
Per il brodo vegetale molto a modo mio:
  • 3,5l di acqua
  • 2 carote (circa 200g)
  • 2 cipolle (circa 200g)
  • sale qb
Per il sartù:
  • 400g di riso carnaroli
  • 30g di scalogno
  • il brodo vegetale ottenuto
  • 40g di pecorino romano grattugiato
  • 30g di olio
  • pepe qb
  • qualche fiocchetto di strutto
Per il ripieno:
  • 100g di fave sgusciate (circa g con il guscio)
  • 100g di asparagi al netto dello scarto
  • 1 carciofo romanesco (circa 100g al netto dello scarto)
  • 80g di guanciale
  • 20g di olio extravergine di oliva
  • il succo di 1/2 limone
  • 15g di olio extravergine di oliva
  • 40g circa di marzolino

Per le polpettine (circa 25):
  • 50g di carne di vitello macinata
  • 50g di pancetta fresca di maiale macinata
  • 20g di pane raffermo
  • acqua tiepida
  • olio extravergine di oliva per friggere
  • sale qb

Per i carciofi alla giudia:
  • 1 carciofo romanesco
  • il succo di 1/2 limone 
  • olio extravergine d'oliva per friggere
Per la vellutata:
  • 500ml di brodo vegetale (vedi sopra :))
  • 40g di farina
  • 40g di burro
  • 10g di pecorino

Prepariamo il brodo. Mettiamo la cipolla e la carota, pulite e tagliate a metà, in acqua fredda. Saliamo leggermente (circa 1/2 cucchiaio di sale grosso), portiamo a bollore e lasciamo cuocere a fuoco lento fino a quando non si è ridotto di circa 1/3 (io l'ho portato a circa 2,5l tenendo conto dell'aumento di volume dato dall'inserimento delle verdure). Ci servirà per preparare il riso, per sbollentare le verdurine del ripieno e per preparare la vellutata.
Prepariamo i carciofi per il ripieno. Puliamo bene i carciofi emilimando le foglie esterne più dure, e tagliamoli in 8 parti. Mettiamoli a bagno in acqua e limone.
Prepariamo i carciofi per la frittura. Per preparare i carciofi alla giudia ho seguito la ricetta di Dissapore. Il risultato non è stato spettacolare perchè li ho cotti un po' troppo ma rimando a quel link per la capatura del carciofo. Semplificando molto, posso dire che il carciofo deve essere tagliato gradualmente, aumentando l'altezza del taglio dalle foglie più esterne a quelle più interne.
La foto non è mia. E' presa dal sito di Dissapore a link
La pulitura (capatura) è fondamentale per l'apertura del carciofo. La foto della pulitura è l'unica che ho inserito solo per farvi capire come deve essere il carciofo ma vi consiglio cmq di leggere bene la fase di pulitura sul sito di Dissapore.
Strofiniamo il carciofo con mezzo limone e mettiamolo a bagno in acqua e succo di limone.
Prepariamo le polpettine. Mettiamo il pane secco in ammollo nel'acqua tiepida, meglio ancora se è latte, e facciamolo riposare per ca. 10 minuti. Strizziamolo, aggiungiamolo alla carne, saliamo e amalgamiamo gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo. 
Formiamo tante polpettine grandi come una nocciolina e friggiamole in olio extravergine di oliva. Mettiamole ad asciugare su carta assorbente.
Prepariamo il risotto. Per preparare il risotto ho seguito i meravigliosi Tips &Tricks dell'MTC. Quando il brodo è pronto, eliminiamo le patate e le carote dal liquido di cottura. Soffriggiamo leggermente lo scalogno a parte (metà dell'olio indicato) mentre facciamo tostare il riso nella pentola con il restante olio. Quando il chicco è di un bel bianco perlato, aggiungiamo lo scalogno e il brodo, un mestolo alla volta. Continuiamo la cottura per 11 minuti, mescolando continuamente. Facciamo riposare.
Prepariamo il ripieno. Prepariamo tre pentoline con poco più di un mestolo di brodo (o quanto è necessario alla sbollentatura delle verdure), ricordandoci di conservarne 500ml per la vellutata.
Cuociamo le fave nel brodo bollente per circa 3 minuti, gli asparagi a tocchetti di circa 1,5 cm per 1-2 minuti e i carciofi tagliati a spicchi per circa 5-6 minuti.
In una padella antiaderente soffriggiamo il guanciale nell'olio extravergine di oliva e aggiungiamo le verdure sbollentate e scolate. Facciamo cuocere per circa 6-7 minuti a fuoco dolce e regoliamo di sale.
Tagliamo il marzolino a cubetti.
Prepariamo il sartù. Accendiamo il forno a 180°. Quando il riso si sarà intiepidito, aggiungiamo il pecorino grattugiato, una generosa spolverata di pepe nero macinato e le uova, uno alla volta. Imburriamo uno stampo troncoconico e "impangrattiamolo" ben benino :D. Aiutandoci con un cucchiaio creiamo sulla base e sulle pareti uno strato di riso di circa 1 dito (dovremo arrivare a circa metà stampo). Distribuiamo sul riso metà verdure, metà polpettine, metà marzolino e aggiungiamo un cucchiaio di pecorino grattugiato. Copriamo con uno strato di riso di circa 1 cm e distribuiamo il resto del ripieno. Chiudiamo con il riso. Cuociamo in forno caldo per circa 25 minuti. Il sartù sarà pronto quando si sarà staccato dalle pareti dello stampo. A questo punto togliamolo dal forno e lasciamolo riposare 15-20 minuti.
Prepariamo il carciofo alla giudia. Mentre il sartù cuoce in forno, prepariamo il carciofo alla giudia. Scoliamo il carciofo dall'acqua e limone ed eliminiamo l'acqua presente all'interno battendolo delicatamente contro una superficie. Asciughiamolo con la carta assorbente e friggiamolo per circa 10-15 minuti (dipende dalla grandezza del carciofo) in olio extravergine di oliva a 130°, girandolo spesso. Il carciofo sarà pronto quando si riuscirà a infilzare il gambo con una forchetta. Quando è pronto togliamo il carciofo dal fuoco e lasciamolo riposare su carta assorbente per almeno 15 minuti.
A questo punto apriamo delicatamente le foglie con una forchetta (in questo modo otterremo una rosa), saliamo e "pepiamo" il centro. La fase finale prevede la seconda frittura  (a testa in giù), per pochi minuti, a 180°. Regoliamoci bene con il tempo perchè il carciofo alla giudia deve essere mangiato caldo :D. Facciamo sgocciolare su carta assorbente.
Prepariamo la vellutata. Mentre il sartù riposa, sciogliamo in un pentolino antiaderente il burro, aggiungiamo la farina e facciamo rosolare per 1/2 minuto. Aggiungiamo il brodo caldo e facciamo stemperare il roux, aiutandoci con una frusta. Il brodo caldo farà addensare la vellutata più velocemente. Cuociamo, mescolando con una frusta, per circa 4-5 minuti a fuoco dolcissimo. Aggiungiamo il pecorino e facciamo sciogliere per circa un minuto. Spegniamo e teniamo in caldo.
Serviamo il sartù. Sformiamo delicatamente il sartù, decoriamo con il carciofo alla giudia o con un po' di verdurine del ripieno conservate e serviamo con la vellutata calda.
Buon Appetito!

Con questa ricetta partecipo all'MTC n. 65 di Aprile


Attention Pleaseee!!!
  • Che peccato quel carciofo.... Doveva cuocere un pochino di meno :(. Vi assicuro però che era buonissimo e lo riproverò sicuramente. 
  • Se non volete decorare con il carciofo alla giudia, ma con il ripieno di fave, carciofi e asparagi, bisogna toglierne un paio di cucchiai dal totale e conservarli in caldo.

sabato 28 marzo 2015

Tris di Mini quiche al profumo di "casa" per l'Mtc

"Siamo 
di dove 
vogliamo 
                 essere
e il resto è
semplice
geografia
                        della
scusa" 

Appena letta, questa frase mi è subito piaciuta. L'ho sentita un po' mia, di chi, in fondo, non si sente di nessun luogo o si sente di appartenere a più posti. Il mio cuore fisicamente è qui, a Roma, in questa città che si ama e/o si odia. Ma il cuore è anche in Calabria, un luogo che adesso mi vede ritornare solo come turista estiva o habitué delle feste comandate. Divisi e sempre in viaggio, siamo di dove vogliamo essere... siamo dove il nostro cuore si sente bene... siamo del luogo in cui il nostro animo si placa.
In queste piccole mini quiche ho voluto far convergere due dei luoghi racchiusi nel mio cuore: nascono così tre versioni un po' rivisitate della tradizione calabrese e romana.

1) Miniquiche con fave, vuccularu (guanciale), mele e caciocavallo silano

 
2) Mini quiche con pere, pecorino romano e 'nduja di Spilinga


3) Mini quiche con asparagi, cipolla rossa di Tropea caramellata, coppiette romane e parmigiano

 
Ingredienti per 18 mini quiche:
Per la pasta brisée:
  • 250g di farina (io 0 del Mulino Marino)
  • 150g di burro freddo tagliato a tocchetti (io burro tedesco)
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio di latte
  • 1 cucchiaino di sale 
Per 6 mini quiche alle fave, vuccularu', mela e caciocavallo silano:
  • 18 fave medie
  • 35g di guanciale
  • 12g di mela 
  • 18g di caciocavallo silano dop
Per 6 mini quiche alle pere, pecorino romano e 'nduja:
  • 35g di pera
  • 35g di pecorino
  • 6 punte di cucchiaino di 'nduja di Spilinga (circa 12g)
Per 6 mini quiche asparagi, cipolla di Tropea caramellata e coppiette romane:
  • 35g di asparagi
  • 18g di parmigiano reggiano
  • 25g di cipolla di Tropea caramellata (qui la ricetta)
  • 20g di coppiette romane
  • 3 uova
  • 3 cucchiai di latte
Tempo di preparazione
1h e 1/2

Prepariamo la Pasta brisée. Per la preparazione della pasta brisée riporto le parole di Elisa: 
"Versate la farina a fontana sul piano di lavoro. Mettete al centro il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo, poi mescolateli e lavorateli con la punta delle dita.
Incorporate piano piano la farina, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa.
Aggiungete il latte e incorporatelo delicatamente con la punta delle dita finché l’impasto comincia  a stare insieme.
Spingete lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigo fino all’uso."


Prepariamo i ripieni. Facciamo cuocere le fave con il loro guscio ma senza il baccello per 5 minuti in acqua bollente. Tagliamo il guanciale a listarelle sottili e facciamolo rosolare in un padellino antiaderente senza olio; mettiamolo da parte conservando il grasso rilasciato. Facciamo dorare lo scalogno tagliato a striscioline e, quando è bel dorato, aggiungiamo le fave scolate con una schiumaiola e il guanciale. Facciamo insaporire per 1/2 minuto e poi raffreddare.
Spezziamo gli asparagi in tocchetti di circa 1cm e 1/2 e facciamoli cuocere per 5 minuti in acqua bollente leggermente salata. Scoliamoli con una schiumaiola e mettiamoli da parte.
Tagliato tutti gli altri ingredienti (caciocavallo, pecorino e coppiette romane) in cubettini; faremo lo stesso con le mele e le pere ma solo alla fine, in modo che non si anneriscano. 

Prepariamo le mini quiche. Stendiamo l'impasto ad uno spessore di circa 3-4 mm e, aiutandoci con un coppapasta, otteniamo tanti cerchi del diametro di circa 9 cm. Foderiamo con i cerchi ottenuti degli stampini in silicone per muffin o in alluminio (in questo caso è meglio imburrare e infarinare leggermente). Se i ripieni non sono pronti, riponiamo in frigo gli stampini.
1) versione. Riempiamo le "coppettine" ottenute con il guanciale, 3 fave, qualche cubettino di mela e di caciocavallo.
2) versione. Riempiamo le mini quiche con 2-3 cubettini di pera, 2-3 di pecorino romano e la punta di un cucchiaino di 'nduja.
3) versione. Riempiamo i gusci di impasto con 2-3 pezzettini di asparagi, 2-3 tocchetti di parmigiano, le cipolle caramellate e 2-3 cubettini di coppiette romane.
Copriamo il tutto con le uova e il latte (che avremo precedentemente sbattuto.
Cuociamo le mini quiche in forno ventilato a 180° per 20 minuti.
Serviamo tiepide e... Buon Appetito!!!
 
 Con questa ricetta partecipo all'MTC di Marzo
 


mercoledì 16 aprile 2014

Tortelli di quinto quarto ai sapori di primavera e burrata pugliese... MTChallenge time!


Finalmente un po' di sole... qualcuno magari inorridirà per la scelta della foto ma per tutta la giornata di ieri il cielo è stato coperto, poi ha piovuto, dopo quasi grandinato e poi è uscito il sole. Ed io che, con i miei tortelli, volevo dare il benvenuto alla primavera non ho saputo fare a meno di immortalare quel raggio di sole che entrava dalla finestra della mia cucina e si posava sul piatto.
E il piatto in questione rappresenta forse una delle sfide e degli ostacoli che ho dovuto (leggi voluto) affrontare e superare in cucina da quando ho questo blog e da quando partecipo all'MTC.
Il tema del mese, il quinto quarto, è stato scelto da Cristiana ed approfitto dell'occasione per ringraziarla. Non credo che mi sarei mai avvicinata ad alcuni sapori se non grazie a lei.
Non sono una schizzinosa, chi mi conosce lo sa, ma l'idea di maneggiare alcuni tipi di alimenti mi disturbava un po'.
Poi è arrivata la ricetta del mese e l'idea... prima doveva essere in brodo, poi doveva servirsi con del formaggio qui praticamente introvabile (ragion per cui ho comprato il caglio... e non è detto che non lo userò ;)), poi il cuore doveva essere di maiale. Se non che mi sono accorta un po' di tempo dopo averlo messo nel carrello, pagato, messo in frigo che era di vitello.. e vabbè...
Cmq chi la dura la vince! E alla fine Gamberetto 1 - Quinto quarto 0!
E non è finita qui....


Per 4 persone (circa 50 tortelli)
Per il ripieno 
  • 90g di cuore di vitello a fette
  • un pezzo di coda di manzo da 190g circa
  • 70g di carota tagliata a quadratini piccoli e regolari + 40g tritata finemente
  • 60g di cipolla bianca tritata grossolanamente + 30g tritata finemente
  • 30g di sedano (solo il gambo) +15g tritato finemente
  • 50g di brodo di carne + q.b. per la cottura della coda
  • 40g di vino rosso Negroamaro
  • 30g di olio evo
  • 30g di bresaola della Valtellina igp
  • acqua q.b.
Per la sfoglia... la ricetta di Elisa chi la molla più
  • 200g di farina O (io Molino Marino)
  • 1 uovo grande 
  • 2 tuorli grandi
Per il condimento
  • 200g di fave con il loro "guscio"
  • 150g di asparagi (già al netto dello scarto)
  • 150g di porro (50g per il condimento e 100 per la decorazione)
  • 40g di olio
  • 150g di burrata pugliese
  • acqua di cottura dei tortelli
  • farina
  • sale e pepe q.b.
  • olio evo per friggere q.b.
Tempo di preparazione
3-4 ore

Procedimento
Prepariamo il ripieno. In un tegame facciamo rosolare la coda con 15g di olio evo, mettiamola da parte e aggiungiamo le verdure tagliate a cubetti regolari (70g di carota, 60g di cipolla e 30g di sedano). Sfumiamo con il vino rosso, deglassiamo (ah le scaloppine dell'MTC :)) e aggiungiamo di nuovo la coda con il brodo di carne. Copriamo con carta stagnola e facciamo cuocere a 150° per 1h e 1/2. Controlliamo ogni mezz'ora che il brodo non si sia completamente asciugato. Nel caso dovesse succedere, aggiungiamone altro.
Nel frattempo tritiamo in pezzetti piccoli (meno di 1/2cm) il cuore e facciamolo rosolare in una padella con 15g di olio evo, 30g di carota, 20 g di cipolla e 15g di sedano (anche questi tritati in pezzettini piccoli). Saliamo, cuociamo per ca. 5 minuti, spegniamo e mettiamo da parte.
Quando la coda è pronta mettiamo da parte le verdure e, con le mani, stacchiamo la carne dall'osso sfilacciandola. Tritiamola finemente e aggiungiamola al cuore.
Nel mixer inseriamo le verdure messe da parte e la bresaola spezzettata e frulliamo. Se dovesse risultare un po' secco aggiungiamo un po' di acqua. Quando il composto è omogeneo aggiungiamo il cuore e la coda e frulliamo per circa 5-10 secondi. Mettiamo da parte.

Prepariamo l'impasto e i tortelli. Mettiamo la farina a fontana sull spianatoia e rompiamo al centro le uova. Mescoliamo incorporando la farina poco alla volta e impastiamo per circa 10 minuti. Quando l'impasto è liscio e omogeneo copriamo con la pellicola e facciamo riposare per circa 30 minuti.
Stendiamo la pasta con il mattarello abbastanza sottile (ca. 1/2 mm) e ricaviamo tanti quadratini della misura di 6cmx6cm. Sistemiamo un po' di ripieno al centro (circa 3-4g ma dipende dalla grandezza del quadrato) e sigilliamo formando un triangolino. Prendiamo delicatamente i due lembi laterali e portiamoli dal lato opposto alla punta del triangolo e sigilliamo.


Prepariamo il condimento. Mettiamo sul fuoco tre pentole piene d'acqua; quando arriveranno a bollore sbollentiamo le verdurine separatamente. Cominciamo con le fave e cuociamole per 3-4 minuti. Gli aspragi tagliati a rondelline (eccetto le punte che lesseremo a parte tagliate a metà per 2 minuti) per 1 minuto  e 1/2 e il porro (solo 50g), anche questo a rondelline, per 1 minuto.
In una padella scaldiamo l'olio e aggiungiamo tutte le verdure, facciamole rosolare per qualche minuto, saliamo e pepiamo. Frulliamo nel mixer i 2/3 delle verdure (facendo attenzione a tenere da parte le punte di asparagi) aggiungendo tanta acqua quanta è necessaria per ottenere una cremina fluida.

Prepariamo il piatto. Cuociamo i tortelli per 5 minuti in abbondante acqua salata. Nel frattempo sistemiamo un mestolo di crema di verdure sul fondo del piatto e qualche verdurina intera. Infariniamo i porri tagliati a rondelline e le punte di asparagi e friggiamole in olio evo bollente. Scoliamo i tortelli con una schiumaiola e sistemiamoli nel piatto sopra la cremina di verdure, decoriamo con qualche altra verdurina, con la burrata sfilacciata e terminiamo con i porri e le punte di asparagi.

Buon Appetito!
Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di Aprile



venerdì 18 maggio 2012

Budini salati di fave con biscottini al "vuccularo" e fonduta al pecorino romano

"Buon pecorino!"
Queste le parole della parcheggiatrice della spiaggia di Ostia che il primo maggio, a ora di pranzo e sotto una pioggia fastidiosa (vi voglio vedere a voi in spiaggia in costume con la pioggia :(), ci augurava di trascorrere quella giornata seguendo una delle tradizioni culinarie più radicate nel territorio laziale.
Lì per lì sono rimasta un po' stranita, poi la dolce metà esordisce dicendo "Quasi quasi ci fermiamo a comprare due fave, tanto il pecorino a casa c'è".... e lì l'illuminazione :D.
E voi qui direte, "ma che foodblogger sei se non sai che il primo maggio a Roma si mangiano le fave con il pecorino?!"... e in effetti avreste anche un po' ragione ;)
In Calabria, invece, le fave vengono mangiate crude o cucinate con un'altra specialità della mia terra: 'u vuccularo....
Ehmm... dicesi "vuccularo"... rullo di tamburi....  il guanciale (U' vuccularo però ha molto meno parte magra del guanciale che solitamente si trova al supermercato).
Poi gira che ti rigira scopro che le fave, anche a Roma, le cucinano con il guanciale..
Non c'è niente da fare, come terra adottiva è perfetta!
Da qui la mia idea: un omaggio alla terra che mi ospita e alle sue tradizioni e alla mia di terra.. aspra, lontana ma accogliente! La forma, quella del budino, è stata scelta (ma che ve lo dico a fa'... ormai lo sapete ;)) per l'Mtc di questo mese mentre gli ingredienti per i motivi che già vi ho detto e che mi riportano al contest delle broccolette (con la rivisitazione/fusione di due piatti della tradizione romana, Fave e pecorino e Fave e Guanciale).


Ingredienti per 4 budini:
Per i budini le dosi sono sempre quelle di Francesca di Acquolina, perfette!
  • 250g di fave fresche al netto dello scarto(senza la buccia ma con il guscio e il "picciolo")
  • 50g di panna fresca
  • 1 uovo
  • 50g di vuccularo (guanciale)
  • 200gr di acqua calda
  • sale
Per i biscottini al vuccularo
  • 50g di vuccularo (guanciale) Attenzione!! Sono gli stessi di prima!!
  • 35g di burro
  • 100g di farina 00
  • 1 uovo
Per la fonduta al pecorino romano
  • 25g di pecorino romano media stagionatura grattugiato
  • 50g panna fresca
Tempo di preparazione
2h circa + il tempo di raffreddamento dei budini

Preparazione
Prepariamo le fave. Tagliamo il guanciale a dadini non troppo piccoli e facciamolo rosolare in una padella antiaderente. Mettiamone da parte metà e aggiungiamo le fave; facciamole insaporire per un paio di minuti e aggiungiamo l'acquacalda. Facciamo cuocere per circa 20 minuti a fuoco medio fino a quando l'acqua non si sarà completamente assorbita. Saliamo se necessario (a me non ce n'è stato bisogno perchè il guanciale era molto saporito e ha rilasciato il sale nelle fave durante la cottura).

Prepariamo i biscottini. Aggiungiamo al guanciale rosolato e messo da parte quello che ha cotto insieme alle face e frulliamolo. Impastiamo con la farina il burro tagliato a tocchetti e l'uovo. Ricaviamo dall'impasto ottenuto un salsicciotto di circa 4 cm di diametro, avvolgiamolo con la pellicola e facciamolo raffreddare in frigo per circa 1 ora. Quando l'impasto si sarà ben indurito, sistemiamo il rotolino sulla spianatoia e tagliamolo con un coltello non seghettato. Facciamo cuocere i biscottini ottenuti su cartaforno in forno caldo a 180° per 20 minuti (rigirateli dopo 10 minuti).

Prepariamo i budini. Frulliamo le fave e aggiungiamo, mescolando accuratamente, la panna e l'uovo. Dividiamo il composto ottenuto in 4 piramidi (io ho usato questo stampo qui a piramide della Pavoni), sistemiamo gli stampini in una teglia riempita con due dita di acqua tiepida e facciamo cuocere a bagnomaria in forno caldo (io ventilato-sopra e sotto) a 180° per 30 minuti. Facciamo raffreddare nell'acqua "di cottura" fino a che quest'ultima non arriva a temperatura ambiente (a me circa 1h e 1/2). Sformiamo delicatamente i budini.

Prepariamo la fonduta. Facciamo riscaldare la panna in un pentolino antiaderente e quando è tiepida aggiungiamo il pecorino grattugiato. Mescoliamo con una frusta a maglie piccole tipo questa) per circa 5 minuti a fuoco dolce. Quando il formaggio si sarà sciolto e la fonduta avrà raggiunto la densità desiderata (non fatela troppo densa altrimenti raffreddandosi si rassoderà ancora di più ;)), possiamo spegnere.

Impiattiamo. Sistemiamo i budini al centro del piatto, decoriamo con qualche biscottino al "vuccularo" e irroriamo con un paio di cucchiaini di fonduta al pecorino.

E Buon Appettito!

Attention, pleaseeeee
  • Ho inserito due volte la quantità di guanciale perchè se qualcuno volesse fare solo i biscottini sa quanto ce ne va in tutto :)
  • I budini in cottura si gonfiano, raddoppiano quasi, ma poi appena tolti dal forno, raffreddandosi tornano alla loro dimensione originale.

Con questa ricetta, come si sarà già capito, partecipo all'Mtc di questo mese (e siamo a due! ;))


ma anche al contest delle broccolette, SPQB (a anche qui siamo a due!), che mette in palio un bellissimo libro, Roma Fuori pista, che mostra 24 itinerari poco noti della capitale:


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