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mercoledì 25 aprile 2018

Tortilla de patatas classica e gnocchi di patate ripieni di uovo "bavoso" :) con crema di cipolle affumicate e asparagi



In casa mia tutto quello che viene fatto con le uova e con le patate è quasi sacro.
Tutti i piatti della mia infanzia, quelli che cucinavano di più i miei genitori contengono questi due meravigliosi ingredienti.
E la Tortilla de patatas, ricetta scelta da Mai per questo "ultimo e primo" MTC, li racchiude entrambi.
L'MTC cambia. E con questa ricetta si chiude (e si riapre, anche se con forma diversa) un cerchio che si era aperto molto tempo fa.
Non posso dire che a casa mia si cucinasse la tortilla perchè la tortilla non è una semplice frittata di patate, ma posso dire che qualcosa di simile c'era, ed è uno di quei comfort food che non ho mai abbandonato. L'espressione, seppur in forma diversa, di un paese che amo tantissimo e che mi ha dato tanto.
Per questo posso dire che anche per me è la chiusura perfetta di un percorso meraviglioso e l'inizio di un altro, che in un modo o nell'altro mi darà tanti strumenti e che si accompagnerà con la solita  voglia di imparare, che credo non mi abbia mai abbandonato.
La Mai, nel suo post, ci spiega molto dettagliatamente come realizzare una tortilla de patatas che si rispetti e ci chiede di riprodurla in due versioni: una classica e una rivisitata.
Per la versione classica ho riprodotto fedelmente la versione originale (dosi per padella da 25 cm), accompagnandola con una ciambotta eretica (realizzata solo con peperoni friggitelli, melanzane e pomodorini ciliegina... perchè patate e cipolle erano già nella tortilla ;)).

Per la versione rivisitata per prima cosa mi è venuto in mente l'uovo "bavoso"... da lì il mio pensiero è volato ai Fagottelli alla carbonara di Heinz Beck e da lì ancora al penultimo MTC sull'affumicatura. Poi è ritornato sulle frittate di asparagi che preparava la mia mamma... con quelli appena raccolti selvatici, leggermente amarognoli. E da lì sono ritornata alle patate. Quindi mi è venuto in mente di riempire le patate come avevo fatto per un MTC circa due anni fa che mi era piaciuto tantissimo, con il cuore morbido, di usare anche gli asparagi  e di affumicare le cipolle. Per il cuore morbido ho dovuto studiare un po'. Sono partita dalla ricetta di Beck e, passando per le istruzioni "scientifiche" di Lo Cascio, sono arrivata a questo risultato. Per l'affumicatura ho seguito il post meraviglioso di Greta e finalmente sono riuscita a provare quella fatta con il riso. Vediamo un po' cosa è uscito da questo brainstorming. Perdonatemi se riesco a pubblicare solo oggi ma, nonostante avessi fatto foto e preparato i piatti già da qualche giorno, la scorsa settimana non ho avuto tregua a lavoro.
Cominciamo dalla tortilla classica. Per la preparazione vi lascio alla descrizione dettagliatissima della Mai.

Ingredienti per una tortilla di 25cm:
  • 1,2kg di patate (già al netto dello scarto, pelate)
  • 11 uova medie (sempre dispari come dice Mai)
  • 1 cipolla dorata
  • olio extravergine di oliva
  • sale
Per la ciambotta (o cianfotta) eretica:
  • 400g di friggitelli
  • 400g di melanzane
  • 400g di pomodorini ciliegia 
  • olio extravergine di oliva (circa 50g)
Tempo di preparazione
45 minuti

Preparazione
"Lavate le patate e sbucciatele, tagliatele a pezzi irregolari* e friggetele con del olio in una padella molto capiente, e dopo 5 minuti aggiungete la cipolla tagliata a fettine molto sottili. 
Già qui ci sono diversi tipi di pensieri su come deve essere il taglio delle patate. 
Chi dice a dadini chi a giuliane chi come me li fa "alla buona" ossia tutti irregolari, perché mi da la sensazione che in questo modo si amalgamano meglio tra di loro e la tortilla venga più compatta.
Salate mentre friggono e girate ogni tanto per non bruciarle, sarebbe meglio farle saltare in modo di non spappolarle tropo, ma visto il peso non ve lo consiglio, se non siete pratici in sollevamento pesi... o come dico spesso « se avete i polsi collaudati».


In un recipiente, sempre molto capiente, sbattete le uova e salate, pensate che le patate vano anche loro regolate di sale.
Quando le patate e la cipolla sono cotte e dorate, oserei dire fritte e croccanti, versatele dentro il recipiente con le uova sbattute, tenendo cura di non versarci l'olio ma lasciarlo nella padella.
Amalgamare e controllare di sale, (a me questo momento piace da matti, tanto che rischierei di mangiarmi tutto e… Adios tortilla!).
A questo punto versate il composto nella padella, a fuoco basso, procurando non bruciarlo. Con il mestolo di legno, mi raccomando, controllare che non si attacchi anche se il massimo per una tortilla de patatas è il gioco di polso facendo si che questa si muova dentro la padella e non si attacchi, ovviamente non dovete essete sostenuto con l'Oglio, si era capito vero? ;)
Ed ecco che adesso viene la parte più temuta... GIRARLA! 
Niente panico!!!
Dovete soltanto avere un piatto piato, abbastanza grande da coprire giusto la padella, datemi reta e inumiditelo con dell'acqua dalla parte dove si appoggerà la tortilla, in questo modo scivolerà da sola e non farete fatica a rovesciarla, altrimenti vi assicuro che l'uovo si appiccica!
Allora, ci siamo? Facciamolo insieme:
mettiamo il piatto sulla padella, appoggiamo la mano sopra mentre con l'altra mano prendiamo la padella e la giriamo, accompagnando il piatto.
Stop!
Fatto!
Ma non è finita perché ora viene una parte al tanto quanto importante, quella del rimboccare la tortilla, mi raccomando sempre con un mestolo di legno, e in questo caso con la parte concava, e cominciate a rimboccare tutto intorno la frittata, come quando fate il letto, non so se mi spiego… ma con questo trucchetto è come si ottiene quel "effetto cuscinetto imbottito" che fa tanto figo!
Molt bé! Adesso siamo alla fine, potete far scivolare la tortilla dalla pentola stessa su un piatto se volete, ma io vi consiglio di ripetere lo stesso procedimento di prima, soltanto che questa volta non serve bagnarlo pere farla scivolare.
Una cosa la quale ci tengo a dire, alla quale magari molti di voi arrufferete il naso, è che la tortilla non deve mai risultare sec a o ben cotta dentro, deve risultare "bavosa", "umidiccia" … insomma un po' cruda!"

Ed ecco la mia bella bavosetta :P

Per l'accompagnamento... tagliamo a fettine i friggitelli, a cubetti le melanzane e a 4 parti i pomodorini e facciamoli rosolare nell'olio caldo per circa 20-25 minuti. Regoliamo di sale e serviamo.
Io ho tolto dal fuoco quando erano cotte le melanzane. Ho voluto mantenere un po' più "croccantelli" i friggitelli.

Adesso passiamo alla versione rivisitata... Curiosi??


Ingredienti per 4 persone:
Gnocchi ripieni:
  • 540g di patate della Sila
  • 130g di farina 00
  • 1 uovo medio
  • un pizzico di sale 
  • 100g di asparagi, preferibilmente selvatici, al netto dello scarto (peso lordo circa 200g) 
  • acqua di cottura degli asparagi
  • sale
    • 3 tuorli
    • 35g di pecorino romano grattugiato
    • 60g di panna fresca (35% di grassi)
    • sale
    • 2 cipolle dorate
    • 25g di riso basmati
    • qualche grano di pepe nero
    • 1 cucchiaino di té nero English Breakfast (volevo un sapore delicato)
    • 1 cucchiaio di zucchero di canna
    • olio extravergine di oliva (circa 50g)
    • acqua calda
    • sale
    Tempo di preparazione
    1h e 1/2 circa

    Procedimento
    Prepariamo il ripieno. Montiamo con le fruste, a bagnomaria, i tuorli con il pecorino. Portiamo il composto a 63°. Quando arriva a temperatura, togliamo dal bagnomaria e continuiamo a montare con le fruste per far scendere la temperatura di qualche grado. Rimettiamo sull'acqua e ripetiamo la stessa operazione 4 volte. Togliamo dal fuoco e facciamo raffreddare. Montiamo la panna e conserviamo in frigo, fino a quando le uova non si sono raffreddate. Incorporiamo molto delicatamente la panna al composto di uova. Facciamo raffreddare in frigo per almeno 1 ora.
    Prepariamo le patate. Laviamo le patate e facciamole cuocere in forno a 200° (con tutta la buccia) per circa 40 minuti.
    Prepariamo il condimento (mentre cuociono le patate).
    Crema di cipolle. Prepariamo il cartoccio per l'affumicatura con due fogli di alluminio. Sistemiamolo alla base di una pentola alta con dentro il riso, il té, qualche grano di pepe nero e lo zucchiero di canna. Chiudiamo con il coperchio e aspettiamo che si cominci a formare la colonnina di fumo all'interno della pentola. Quando la pentola si sarà riempita di fumo, inseriamo il cestello con le cipolle pulite e bucherellate. Chiudiamo con coperchio, spegniamo il fuoco e facciamo affumicare per 20 minuti.
    Dopo l'affumicatura, tagliamo le cipolle a fettine e facciamole rosolare in una padella con l'olio extravergine di oliva per circa 5 minuti. Aggiungiamo tanta acqua calda quanta ne serve a coprire le cipolle e facciamo cuocere per altri 10 minuti. Se necessario ripetiamo l'operazione. Regoliamo di sale. Frulliamo con un minipimer le cipolle cotte per ottenere una crema.
    Crema di asparagi. Puliamo gli asparagi e lessiamoli in acqua bollente leggermente salata per 4 minuti. Scoliamo gli asparagi conservando l'acqua di cottura. Mettiamo da parte le punte e frulliamo il resto con un po' di acqua di cottura.
    Prepariamo gli gnocchi. Appena le patate sono pronte, sbucciamole e schiacciamole con uno schiacciapatate direttamente sulla spianatoia. Allarghiamole per far uscire il vapore e aggiungiamo gradualmente la farina, l'uovo e un pizzico di sale. Impastiamo fino ad ottenere una pagnottina e creaiamo un cilindro. Tagliamo dei pezzetti di circa 25g e otteniamo una "pizzetta" all'interno della quale sistemeremo un mezzo cucchiaino di composto di uovo. Otterremo circa 24 gnocchi. Facciamo raffreddare in frigo per 20 minuti.
    Prepariamo il piatto. Mettiamo la crema di asparagi in una padella e teniamo in caldo. Ridiamo la forma tonda agli gnocchi* e cuociamoli in acqua bollente leggermente salata per 3 minuti e mezzo. Scoliamo con una schiumaiola e facciamo insaporire con la crema di asparagi per 30 secondi a fuoco spento.
    Dividiamo in quattro piatti fondi la crema di cipolle, sistemiamo al centro gli gnocchi e decoriamo con le punte degli asparagi.
    Serviamo caldi.


    Con queste due ricette partecipo all'MTC di questo mese

    * Durante il riposo in frigo gli gnocchi tendono a schiacciarsi alle estremità.

    martedì 24 maggio 2016

    Bis di cheesecake dolce e salato: 1) more, lamponi e cioccolato fondente e 2) alla ciambotta con melanzane, patate, peperoni, pomodoro e cipolla per l'MTChallenge n.57


    Qualcuno penserà: ma ti lamenti sempre? In effetti in questo periodo il soprannome affibbiatomi dal letargico di casa, cioè lamentina, sembra più che mai calzante.
    Non voglio tediarvi con le vicissitudine di una povera insegnante che ha dovuto seguire le assurde richieste di un Ministro dell'Istruzione che di scuola, vi assicuro, non sa poprio nulla e che ha dovuto sostenere l'ultimo concorso truffa per poter continuare a fare il lavoro che ama.... non voglio farlo ;)!
    Quindi passo alla ricetta dell'MTC di questo mese, di quei due geniacci di Fabio e Annalù :D...
    Mai stata amante dei dolci. Sempre stata una grande "arronzona" (dicesi arronzona una persona che fa le cose in modo poco preciso, improvvisando) nella loro preprarazione: la pasticceria e la sua precisione mi spaventa e allo stesso mi affascina. Quando ho visto la ricetta di questo mese, sono sincera, mi sono letta il regolamento voracemente, nella speranza di ritrovare quella variante salata che sento più nelle mie corde. Eccola, era lì che mi aspettava. Il primo cheesecake stava facendo capolino: allora, Messico.... mumble, mumble... avocado... mumble, mumble...
    E mentre il suddetto concorso stordiva anche l'ultimo neurone, vedo una meraviglia su fb... il cheesecake guacamole di Giulia! Uno spettacolo! Mannaggia... ok... non abbandono l'idea ma la conservo come ultima possibilità.
    L'ho preso come un segnale.
    Cambio idea e mi butto sul dolce. Basta aver paura!
    La ricetta ad una prima lettura sembra molto semplice. Lo è ancora di più la realizzazione pratica. Avevo gà l'idea precisa di come doveva venire. Esco e compro tutto... o meglio, quasi tutto. Naturalmente cosa ci si può dimenticare avendo solo un mezzo neurone funzionante? Uno degli ingredienti principali. La panna.
    Rimando al giorno dopo.
    Ritorno al supermercato e compro altre cose, per un secondo cheesecake. Penso alle mie origini, dico tanto la 'nduja ce l'ho a casa e prendo tutto il resto. La ricotta di bufala ormai non è un problema: abbiamo trovato un caseificio che la fa buonissima. Mi ricorda tanto quella di Battipaglia.
    Vado a casa e naturalmente la 'nduja era finita. Vabbè... è ufficiale! E' morto anche l'ultimo neurone. Ho solo venerdì pomeriggio, pazienza.... non ce la metto.
    Torno a casa da scuola e, tra un delirio e l'altro, comincio.
    Eccovi i miei due cheesecake, la versione dolce con topping di more e lamponi al cioccolato fondente e la versione salata con melanzane e patate con topping di peperoni e pomodori.
    Per la ricetta della ciambotta mi sono ispirata a quella di Edoardo De Filippo, presente nel libro Si cucine cumme vogli'i con il nome di Cianfotta, anche perchè quella del mio papà era "un po' tutto a occhio". Anche lui in cucina era un po' un arronzone come me :). Io non avevo l'anello di acetato... non vi dico per sformare dal coppapasta rivestito di pellicola il cheesecake dolce... O_O


    Ingrendienti per un cheesecake alle melanzane, patate, peperoni, pomodori e cipolla (diametro stampo cm 14)
    Per la base:
    • 75g di cracker
    • 37g di burro
    Per il ripieno:
    • 300g di melanzana (di cui 150g con la buccia e 150g senza)
    • 150g di patata
    • 20g di cipolla rossa
    • 50g di ricotta di bufala
    • 25g di robiola
    • 20g di olio extravergine di oliva
    • 15ml di latte
    • 5g di gelatina
    Per il topping:
    • 150g di peperone rosso
    • 80g di pomodoro perino
    • 30g di cipolla
    • 20g di olio extravergine di oliva
    • 5g di gelatina
    Per decorare:
    • la buccia della melanzana
    • qualche anello di cipolla rossa
    • mezzo peperone friariello 
    • olio qb
    Tempo di preparazione
    4 ore circa

    Procedimento
    Prepariamo la base. Tritiamo i crackers (credo finemente perchè i miei erano grossolani e si sbriciolava un po') e uniamoli al burro fuso non caldo. Rivestiamo il fondo dello stampo (il mio era a cerniera e aveva sulla base la cartaforno e sull'anello la pellicola) con il composto ottenuto schiacciando bene, aiutandoci con un cucchiaio. Facciamo rassodare in frigo per almeno 15 minuti.
    Prepariamo il ripieno. Mettiamo a bagno il foglio di gelatina in acqua fredda. Tagliamo la melanzana a cubetti e tritiamo la cipolla. Facciamo rosolare quest'ultima in una padella antiaderente e uniamo la melanzana. Facciamo cuocere a fuoco medio fino a quando la melanzana non è ben cotta. Conserviamo la buccia di metà melanzana e tagliamola a striscioline sottili. Mettiamo da parte. Tagliamo a dadini la patata e sbollentiamola per circa 5 minuti. Scoliamo e mettiamo da parte. Uniamo la melanzana e la patata e frulliamo con il mixer il composto. Aggiungiamo la ricotta e la robiola e frulliamo. Riscaldiamo il latte, sciogliamoci il foglio di gelatina ben strizzato e aggiungiamolo al composto di melanzane e patate. Versiamo il ripieno sulla base di crackers e livelliamo con un cucchiaio. Mettiamo in frigo a rassodare almeno un'ora.
    Prepariamo il topping. Tagliamo a cubetti il peperone e il pomodoro. Tritiamo la cipolla e facciamola rosolare in una padella antiaderente con l'olio. Aggiungiamo il peperone e dopo circa 5 minuti, il pomodoro. Facciamo cuocere a fuoco medio-basso fino a quando non è cotto. Mettiamo in ammollo in foglio di gelatina in acqua fredda. Frulliamo il peperone con il mixer fino ad ottenere una purea. Strizziamo bene il foglio di gelatina e asggiungiamolo alla crema ottenuta. Mescoliamo bene, fino a farlo sciogliere completamente e versiamo il topping di peperone e pomodori sul ripieno. Facciamo raffreddare in frigo per almeno due ore.
    Al momento di servire. Tagliamo qualche anello di cipolla e di peperone friariello. Infariniamo le striscioline di melanzana e gli anelli appena ottenuti. Facciamoli rosolare in poco olio. Sformiamo il cheesecake aprendo lo stampo a cerniera e decoriamolo con le verdurine fritte.

    Adesso passiamo alla versione dolce. Per le dosi ho seguito alla lettera la ricetta di Annalù.

    Ingrendienti per un cheesecake alle more e lamponi (tre coppaposta dal diametro di cm 10, 8 e 5)
    Per la base:
    • 75g di biscotti Digestive
    • 37g di burro
    Per il ripieno:
    • 1000g di ricotta di bufala
    • 100g di panna uht
    • 50g di zucchero a velo
    • 5g di gelatina
    • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
    Per il topping:
    • 125g di more
    • 25g di zucchero
    • 5g di gelatina
    • 1 cucchiaio di succo di limone
    Per decorare:
    • circa 125g di lamponi
    • 4/5 quadratini di cioccolato fondente
    Tempo di preparazione
    4 ore circa

    Procedimento
    Prepariamo la base. Tritiamo i biscotti finemente e uniamoli al burro fuso non caldo. Rivestiamo il fondo dello stampo (io ho usato 3 coppapasta rivestiti di pellicola di 3 dimensioni diverse poggiati su un tagliere rivestito di cartaforno) con il composto ottenuto schiacciando bene, aiutandoci con un cucchiaio. Facciamo rassodare in frigo per almeno 15 minuti.
    Prepariamo il ripieno. Mettiamo a bagno il foglio di colla di pesce in acqua fredda. Montiamo 75g di panna e conserviamola in frigo. A parte mescoliamo la ricotta con lo zucchero a velo e l'estratto di vaniglia con un frullino. Nel frattempo sciogliamo in 25g di panna precedentemente riscaldata il foglio di colla di pesce ben strizzato e aggiungiamolo al composto di ricotta e zucchero. Aggiungiamo anche la panna ma mescolando dall'alto verso il basso con un mestolo di legno per non farla smontare. Versiamo sulla base di biscotti e livelliamo aiutandoci con un cucchiaio. Mettiamo in frigo a rassodare almeno un'ora.
    Prepariamo il topping. Mettiamo in ammollo in foglio di gelatina in acqua fredda.  Frulliamo le more con lo zucchero e il succo di limone. Riscaldiamone 1/3, strizziamo bene il foglio di colla di pesce e sciogliamolo nella crema di more calda. Aggiungiamo il resto della crema e distribuiamo sopra il ripieno. Facciamo raffreddare in frigo per almeno due ore.
    Prepariamo le decorazioni. Sciogliamo al microonde il cioccolato e intingiamo la punta di metà dei lamponi nel cioccolato. Sistemiamo i lamponi alternando quelli con il cioccolato a quelli senza mezz'ora dopo aver sistemato il topping.
    Al momento di servire. Sformiamo molto delicatamente i tre cheesecake spingendo dal basso verso l'alto.

    Con questa ricetta partecipo all'MTC di Maggio


    Attention Pleaseeee!!!
    • Sperando di non aver sbagliato nulla e di essere in concorso con emtrambe le ricette passiamo ai difetti delle due versioni. Un po' di sana autocritica non guasta mai :D: io ho usato il burro tedesco perchè preferisco il sapore ma può essere che abbia influito sulla compattezza finale della base. Quella della versione salata si sbriciolava un po' (ma io non avevo tritato finemente i cracker) mentre quella della versione dolce ha mantenuto un po' di più la compattezza (i biscotti li avevo tritati meglio). Quindi mea culpa!!! La prossima volta triterò finemente i biscotti e userò il burro normale.
    • Il sapore delle more è molto aspro. Il letargico di casa le ha mangiate quasi tutte e tre dicendo che erano buonissime. Mi fido perché è lui l'esperto di dolci ma io un tintinnino di zucchero in più ce lo avrei messo. 
    • Scopro solo ora, grazie al commento di Silvana, che ci voleva la foto della fetta. Non ricordo se l'ho fatta o meno. Vabbè al limite sono fuori concorso ;). La sd è a scuola, insieme al mio pc. Domani controllo e al limite aggiungo. Nel frattempo ammazzo l'ultimo neurone rimasto perché, evidentemente, non serve a nulla. 

    venerdì 25 settembre 2015

    Croissant al grano arso con ciambotta (o cianfotta) a modo mio per l'MTC N° 50


    Questa è un'occasione speciale, di quelle che capita solo ogni 50 mesi (in realta un po' di più se calcoliamo anche le pause estive ed invernali :)), di quelle che è meglio ricordare e festeggiare.
    Volevo esserci a tutti i costi e, per questo, sono ritornata alle vecchie abitudini: pubblicare in zona Cesarini.
    Poche le parole per descrivere l'MTC e le persone che ne fanno parte: lo/le adoro! Far parte di questo gruppo affiatato, anche se alcune volte in panchina (e non per colpa loro, sia chiaro), mi fa sentire bene. Ogni volta che esce la nuova ricetta mi viene voglia di cucinare e di sperimentare.
    Stavolta è toccato al Croissant sfogliato di Luisa Jane. Che dire?? Felicissima per la ricetta scelta ma indaffaratissima per l'inizio del nuovo anno scolastico, ho rimandato cercando di trovare un giorno con molte ore a disposizione.... naturalmente la mia totale mancanza di organizzazione mi ha portato a impastarli il giorno dell'anniversario con la dolce metà. Ho pensato "Vabbè se si deve festeggiare, lo si farà per benino!"
    Ho impastato alle 11, cominciato a sfogliare alle 17, terminato alle 20 e infornato alle 22.
    Ho deciso di comunicare (ok, so' monotona) attraverso questo croissant il mio amore per la tradizione, per la cucina popolare e per il sud. Per l'impasto non ho avuto dubbi fin da subito: avrei usato il grano arso.. e anche per il ripieno una sola idea si è praticamente impossessata di me: la ciambotta, un filino destrutturata ;). Le melanzane, i peperoni, i pomodori, le cipolle e le patate della suocera mi hanno aiutato molto e il tocco finale del basilico sul mio balcone, ancora in salute, ha completato il quadro.


    Per circa 11 cornetti (riporto le dosi e il procedimento di Luisa Jane e tra parentesi le mie correzioni):

    • 400 g farina 00, W300-330 meglio, se non possibile W350 (io 350g di farina W350 Garofalo e 50g di farina di grano arso)
    • 220 ml latte 
    • 40 g burro ammorbidito a temperatura ambiente 
    • 30 g zucchero 
    • 4 g lievito di birra istantaneo (io 12g di lievito di birra fresco)
    • 9 g sale 
    • 4 g aceto di vino bianco
    • 200 g burro per sfogliatura

    Procedimento
    "In una ciotola sciogliete lo zucchero ed il sale con il latte e l’aceto.
    A parte setacciate la farina con il lievito di birra istantaneo.
    Unite il burro, gli ingredienti liquidi a quelli secchi fino ad ottenere un impasto grezzo.
    È importante che l’impasto non venga lavorato eccessivamente, in modo da evitare di sviluppare la maglia glutinica. Se ciò dovesse accadere vi ritrovereste con un impasto troppo forte che si strappa durante la fase della sfogliatura.
    Formate un quadrato e avvolgetelo in pellicola alimentare. Fate riposare il panetto in frigo per 6 ore e se notate che l’impasto lievita dopo un paio d’ore sgonfiate l’impasto.
    Poco prima di tirare fuori l’impasto preparate il panetto di burro schiacciandolo tra due fogli di carta da forno come mostrato nei video. Rimettete il panetto di burro nel frigo mentre stendete l’impasto.
    Stendete l’impasto a circa 6 mm di spessore facendo in modo che sia largo poco più del panetto di butto e alto due volte l’altezza dello stesso.
    Mettete il burro su una metà e richiudetevi l’altro lembo sopra come nel video di Envie de Bien Manger e procedete con la piega a tre (a differenza di quanto mostrato nel video, dove viene fatta una piega a quattro).
    La mia prima piega a tre

    Mi raccomando, siate pazienti e per la stesura dell’impasto fate esattamente come lui, soprattutto la cosa di schiacciare con il mattarello, perché così non rischierete di strapparlo.
    Avvolgete l’impasto in pellicola alimentare e fate riposare in frigorifero circa mezz’ora.
    Stendete il rettangolo, avendo cura che la piega sia alla vostra destra, tirandolo ad una lunghezza corrispondente a tre volte il lato corto e fate una piega a tre come mostrato nel video.
    Avvolgete in pellicola alimentare e fate riposare in frigorifero circa mezz’ora. Ripetete la piega a tre e il riposo in frigo. Se fa eccessivamente caldo fate riposare 15′ in frigo e 15′ in freezer.
    Fuori dal frigo dividete l’impasto in due e stendete le due porzioni ad una dimensione di 26 x 34 cm e uno spessore di circa 3-4 mm ciascuna. Il piano di lavoro deve essere infarinato a sufficienza, ma non esagerate!
    Sbattete l’impasto sul piano di lavoro due volte, per favorire sfogliatura, dopodiché tagliate dei triangoli dalla base di 11 cm circa (io uso un coltello molto grande e affilato tipo da macellaio).
    Fate riposare i triangoli per 20′ in frigo prima della formatura.
    Fuori dal frigo stirate leggermente la punta dei triangoli, praticate una piccola incisione in mezzo alla loro base e arrotolate con delicatezza i lembi senza premere né stringere troppo l’impasto.
    Se fate i croissant la sera per il mattino lasciateli lievitare sulla teglia per un’ora, coperti con pellicola alimentare, dopodiché metteteli in frigo per tutta la notte.
    La mattina tirate i croissants fuori dal frigorifero almeno due ore prima della cottura, spennellateli con dell’uovo sbattuto e passato attraverso un colino a maglia fitta muovendo il pennello dal centro del croissant verso l’esterno per evitare che l’uovo faccia attaccare gli strati della sfoglia e copriteli con pellicola alimentare.
    I croissant vanno lasciati lievitare a temperatura ambiente almeno due ore (con il caldo agostano, probabilmente in settembre saranno necessaire tre ore) e sono pronti quando tremano un po’ come un budino quando la teglia viene leggermente scossa (non esagerate, dopotutto non vorrete mica compromettere la lievitazione!).
    Se volete cuocerli il giorno stesso disponete i croissant su una teglia da forno coperta con carta oleata, spennellateli l’uovo sbattuto, coprite con pellicola alimentare e lasciate lievitare a temperatura ambiente per circa 2-3 ore.
    Prima di cuocere i croissant spennellateli nuovamente con l’uovo sbattuto.
    Preriscaldate il forno a 220° C per 5′, cuocete per circa 10′ dopodiché abbassate la temperatura a 200°C e cuocete ulteriori 10′ o finché ben dorati.
    Fuori dal forno fate raffreddare su una gratella."
    La sfogliatura (tagliati circa 5 minuti dopo il termine della cottura)
    La sfogliatura il giorno dopo :)

    Da qui in poi roba mia :D
    Per il ripieno:
    • 4 peperoni rossi medi (di quelli cicciotti) (più o meno 800g peso lordo prima del passaggio in forno)
    • 800g di melanzane tonde (peso lordo prima del passaggio sul fornello ;))
    • 4-5 patate medie sbucciate e tagliate a fettine sottili
    • 1/4 cipolla  media dolce
    • sale 
    • 4-5 foglioline di basilico
    • sale
    • olio evo
    Procedimento
    Prepariamo i peperoni arrostiti. Sistemiamo i peperoni, lavati e asciugati, su una teglia ricoperta di carta forno e cuociamo a 250° (forno ventilato con grill) circa 10 minuti per lato o almeno fino a quando la pelle non è completamente abbrustolita. Terminata la cottura, sistemiamo i peperoni in un sacchetto di plastica per congelare. Chiudiamo, facendo uscire tutta l'aria, e avvolgiamo il sacchetto con uno "strofinaccio". Quando i peperoni sono tiepidi, rimuoviamo delicatamente la pelle abbrustolita e riduciamo in filetti. Condiamo con un filo di olio e di sale.

    Prepariamo la crema di melanzane. Laviamo le melanzane, asciughiamole e avvolgiamole nella carta stagnola, una per una. Sistemiamole direttamente sul fornello più piccolo (fiamma media) e facciamo cuocere per circa 4 minuti per lato (totale di 16 minuti circa). Terminata la cottura, facciamole raffreddare per circa 5 minuti e, eliminata la carta stagnola, tagliamole a metà. Preleviamo la polpa utilizzando un cucchiaio e frulliamola con il basilico, la cipolla, sale e un filo di olio.

    Prepariamo le patate. Io le ho preparate con il microonde, funzione crisp. Le ho sistemate sul piatto crisp con un filo di olio e fatte cuocere per circa 12 minuti per lato. Credo che lo steddo risultato di possa ottenere con il grill. A fine cottura le ho salate.

    Prepariamo i croissant. Tagliamo a metà i croissant e farciamoli prima con la crema di melanzane, poi con le patate e infine con i peperoni e....

    Buon appetito!

    Con questa ricetta partecipo all'MTC di Settembre




    Attention Pleaseeee!!!
    • Per i link ai video e molto altro fate una visitina al blog di Luisa Jane.
    • Le dosi per il ripieno sono indicative e dipendono dalle preferenze e dai gusti di cuoco e commensali :D
    • Ho scelto queste tre cotture perchè volevo all'interno del croissant tre consistenze diverse: la cremosità delle melanzane, la morbidezza del peperone arrostito e il croccante delle patate. 
    • Sono ottimi anche con la nocciolata... quindi non solo con il salato :D 
    • La crema di melanzane è ottima anche per condire la pasta: io l'ho utilizzata con le orecchiette Cavalieri e i pomodorini confit.... gnammy!!!
    • La tecnica di cottura delle melanzane l'ho trovata nel libro di Gabriele Bonci.

    martedì 28 gennaio 2014

    Cuentan que en Oaxaca...

    ... se toma mezcal con café, cuentan que en Oaxaca se toma mezcal con café [...]
    A mi me gusta el mole que Soledad me va a moler, a mi me gusta el mole que Soledad me va a moler.. [...]*
    Piante di agave o maguey, dalle cui foglie si ottiene il mezcal, in una delle piazze più importanti della città di Oaxaca.
    Le parole di una delle più belle canzoni (La cumbia del mole) di Lila Downs, cantante messicana che adoro, per introdurre la ricetta di oggi: una preparazione tipica oaxaqueña. Quando si parla di cotture lente, di carne che cuoce con spezie, verdure e quant'altro la mente e il palato umano possano concepire ;) non posso fare a meno di pensare al Mole de olla.
    I moles de olla sono stufati che si possono preparare con vari tipi di carne e peperoncino; quello che io adoro è il mole estofado oaxaqueño.
    Il mole a Oaxaca è una vera e propria specialità preparata dalle donne del posto grazie ad una ricetta che cambia di famiglia in famiglia e che prevede, secondo la leggenda ;), più di 90 ingredienti. Ritrovare quel sapore per me è diventato una vera e propria sfida.
    Proprio come quella dell'MTC: per questo mese Marta e Chiara, le vincitrici della scorsa edizione, hanno scelto una cottura a fuoco lento e nello specifico lo spezzatino.
    Appena ho letto la ricetta e il regolamento mi sono messa in testa di dover riprodurre quel piatto meraviglioso seguendo anche un po' le indicazioni che Lila Downs dà nel testo della sua canzone ;)

    "Se muele con cacahuate, se muele también el pan,
    se muele la almendra seca, se muele el chile y también la sal

    Se muele ese chocolate, se muele la canela,
    se muele pimienta y clavo"*.

    Eh sì, avete capito bene... uno spezzatino di pollo con arachidi, mandorle, peperoncino, sale, cioccolato, cannella, pepe e chiodi di garofano...

    Tutto ripensando alle meravigliose rovine di Monte Albán e alle nuvole del cielo messicano.

    Sito archelogico di Monte Albán, Oaxaca, Messico.
    Ritrovare gli ingredienti originali non è facile, la mia versione quindi prevede un adattamento ai prodotti che normalmente si trovano in tutti i supermercati... che i "puristi" non mi lincino, pleaseee!

    Mole estofado oaxaqueño con pane giallo ai peperoncini



    Ingredienti per 4 persone:

    Per lo spezzatino:
    • 400g di petto di pollo tagliato a cubetti di circa 2cm 
    • 1 cucchiaio di semi di sesamo
    • 30g di mandorle
    • 30g di arachidi
    • 1 peperone (350g prima della cottura - 125g dopo la pelatura)
    • 50g di cipolla
    • 200g circa di pomodori pelati (solo polpa) 
    • 2 spicchi d'aglio
    • 1/2 cucchiaino di origano
    • 1/2 cucchiaino di cannella
    • 5-6 chiodi di garofano
    • 1 peperoncino jalapeño fresco tagliato a fettine sottili (senza i semi ;)) oppure 5 fettine di peperoncino jalapeño in salamoia
    • 40g di cioccolato fondente
    • 0,4 l di acqua bollente
    • sale q.b.
    • farina per infarinare il pollo 
    Per il pane giallo ai peperoncini:
    •  140g di farina di mais
    • 70g di farina 00
    • 3g di lievito in polvere (ma secondo me un pizzichino in più non ci starebbe male)
    • 30g di cipolla tritata finemente
    • 2 jalapeño fresco tritato finemente oppure 10 fettine di peperoncino jalapeño in salamoia tritato finemente
    • 4 cucchiai di olio evo
    • 125g di mais cotto
    • 115g di yogurt magro intero
    • 2 uova medie
    • 1/2 cucchiaino di sale
    Tempo di preparazione
    Circa 2h

    Preparazione
    Prepariamo i peperoni. Mettiamo i peperoni a cuocere in forno con grill, alla temperatura massima, per circa 10/15 minuti per lato o cmq fino a che non sono ben abbrustoliti.
    Appena pronti, chiudiamo in un sacchetto per congelare e facciamoli raffreddare. Quando saranno tiepidi peliamoli, eliminando la pelle, i semi e il picciolo.

    Prepariamo il mole. Facciamo tostare i semi di sesamo in una padella, muovendoli continuamente per non farli saltare. Quando saranno pronti, pestiamoli in un mortaio. Frulliamo in un mixer i semi di sesamo, le mandorle, le arachidi, la cannella, i chiodi di garofano, 40g di cipolla, i peperoni, uno spicchio d'aglio (a cui avremo tolto l'anima), i peperoncini jalapeño, il pomodoro e l'origano.

    Prepariamo lo spezzatino. In una pentola di coccio facciamo imbiondire la cipolla rimasta (10g) nell'olio evo (40g) e l'altro spicchio d'aglio; successivamente aggiungiamo i cubetti di pollo infarinati e facciamo rosolare per circa 10 minuti. Nel frattempo in un'altra padella riscaldiamo il restante olio (10g) e quando è caldo aggiungiamo il mole; facciamolo cuocere per circa 5 minuti. Aggiungiamo il mole caldo alla carne, il cioccolato tritato e l'acqua calda. Saliamo leggermente, portiamo a ebollizione e lasciamo cuocere a fuoco lento per circa 40 minuti. Aggiungiamo acqua bollente se necessario.

    Prepariamo il pane giallo al peperoncino. Mescoliamo in una terrina i due tipi di farina con il lievito e uniamo la cipolla e il peperoncino. Mettiamo l'olio nella teglia e facciamolo riscaldare nel forno, inclinandola di tanto in tanto, in modo che l'olio ne rivesta completamente il fondo e le pareti.
    Facciamo un buco al centro della farina e mettiamoci il mais, lo yogurt e le uova, precedentemente sbattute. Versiamoci quindi l'olio caldo e amalgamiamo tutto con una forchetta. Mettiamo il composto ottenuto nella teglia calda e livelliamo in superficie.
    Cuociamo per ca. 35-40 minuti in forno caldo ventilato a 180°.

    Componiamo il piatto. Appena lo spezzatino è pronto, aggiustiamo di sale se necessario, spegniamo il fuoco, affettiamo il pane e serviamoli insieme. E...

    Buon Appetito!!

    Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di Gennaio


    Attention pleaseeeee!!!
    •  Per chi volesse sentire la canzone ecco il video di Youtube:


    • Il mole migliore è prodotto secondo me da due aziende, La Soledad e Mayordomo, ed è disponibile in due versioni, Rojo e Negro. Io, personalmente, preferisco il Rojo dal sapore un po' meno marcato. Nello specifico Mayordomo lo produce seguendo la ricetta tradizionale nella quale sono previste anche l'uva passa e la banana. Io ho evitato di metterle per gusto personale. Se volete aggiungerli le quantità sono - una banana e 30g di uva passa. L'uva passa deve soffriggere con l'aglio, la cipolla e la carne, mentre la banana deve essere frullata insieme agli altri ingredienti per fare il mole.

    venerdì 9 settembre 2011

    La Calabria in Open Kitchen Magazine: Fusilli al ferretto al profumo d'estate... prima che se ne vada del tutto :)

    Domenica mattina. Ore 9:00. In piedi, si deve cucinare!!
    Per una bambina di 10 anni forse non è il massimo, ma per me non era così.
    La cucina era il regno di mia madre, tranne quando lui, l’uomo di casa, quello che di solito preferiva passare tutta la domenica in giardino, nel suo orto, tra le sue piante, non decideva che quel giorno avrebbe cucinato. 
    Pochi i piatti nel suo "repertorio", imparati dalla madre contadina, ma un orgoglio nell’eseguirli e riproporli senza eguali; la polenta con la verza, il cavolo ripieno, u’ mangone, i cannaricoli e i fusilli sembravano ai miei occhi ricette che poteva e doveva cucinare solo lui. 
    Con gli anni la prospettiva è cambiata, ma lo sguardo della bambina innamorata del suo papà “un po’ cuoco” è rimasto e in quegli occhi è fisso il ricordo di lui, davanti al grande tavolo di marmo, che taglia, impasta, cucina…


    Quando qualche mese fa è nata l'idea di creare un magazine di cucina ho pensato di proporre una rubrica sulla pasta: è il mio grande amore e, forse, anche quello del mio papà.
    E come prima ricetta non potevo non pubblicare quei fusilli... quel formato di cui andava tanto orgoglioso... non potevo non parlare di quella Terra di cui va tanto orgoglioso...
    Grazie ad Open Kitchen Magazine che mi ha dato la possibilità di poter parlare della mia Calabria!
    (in fondo al post, per chi non lo avesse ancora sfogliato, il numero zero di Open Kitchen Magazine)


    Ingredienti per 4 persone: 
    Per i fusilli:
    Il condimento tipico per questo formato di pasta è il sugo di capra, o comunque un sugo di carne molto saporito, ma io l'ho abbinato a degli ingredienti estivi, ancora per poco... :)

    Per il condimento: 
    • 250g di zucchine al netto dello scarto 
    • 300g di melanzane al netto dello scarto 
    • 250g di fiordilatte 
    • 50g di cipolla rossa di Tropea 
    • 4 peperoni rossi o gialli 
    • 60g di olio evo 
    • 4 foglioline di basilico 
    Tempo di preparazione
    2h

    Preparazione
    Versate la semola in una ciotola e aggiungete gradualmente l’acqua bollente; impastate con le mani fino a formare una palla liscia e dura.
    Posizionatela sulla spianatoia e copritela con la pellicola; cominciate a formare i fusilli ottenendo, da piccoli pezzi di impasto, dei cilindri lunghi e sottili come una matita. Tagliate questi ultimi in segmenti di circa 5 cm e fateli asciugare per 5 minuti. Posizionate il ferro quadrato sopra ogni segmento e premetelo delicatamente per arrotolarci l’impasto intorno. Sfilate e posizionate i fusilli su un vassoio leggermente spolverato di semola.
    Pulite la cipolla e tritatela finemente; lavate e tagliate a cubetti le melanzane; lavate e grattugiate le zucchine. Fate imbiondire la cipolla nell’olio evo, aggiungete le melanzane e fate cuocere per 10 minuti. Unite le zucchine, salate e continuate a cuocere per altri 10 minuti.
    Nel frattempo cuocete a 250° in forno statico con grill i peperoni, privati dei semi, e le calotte per 10 minuti. Tagliate la mozzarella in quadratini e lasciatela scolare per circa 10 minuti.
    Cuocete i fusilli in abbondante acqua salata (con un filo di olio evo) per circa 10 minuti, scolateli e fateli saltare in padella con le verdure per un paio di minuti.
    Aggiungete la mozzarella a fuoco spento, mescolate per 30 secondi e riempite i peperoni con i fusilli. Decorate con una fogliolina di basilico e servite... Buon Appetito!!


    sabato 19 marzo 2011

    Il menu per la festa del papà...

    Oggi è la festa del papà ed è anche S.Giuseppe, quindi, di conseguenza, auguri a tutti i papà e a tutti quelli che si chiamano Giuseppe. 
    Oggi pensavo ad un menu speciale, un menu per i papà che sono stati importanti nella mia vita, per quei papà che c'erano, che ci sono e che ci saranno...
    L'antipasto è dedicato al mio papà, punto di riferimento della mia vita: l'ho visto sostenermi, contrastarmi, farmi arrabbiare e coccolarmi e poi l'ho visto, da uomo forte e a volte impenetrabile che era, diventare debole e bisognoso di attenzioni come un bambino... a lui dedico l'antipasto, l'insalata di baccalà e pipi arruscati, piatto che cucinava spesso quando ero piccola.
    Il primo è dedicato ad un papà che c'era, il papà della mia mamma, unico nonno che ho conosciuto e che per troppo poco tempo ha fatto parte della mia vita: ho già parlato di lui e non vorrei ripetermi ma questo era un primo, insieme ad una fenomenale lasagna che primo o poi farò, che cucinava quando noi nipoti andavamo a trovarlo.
    E il dolce è dedicato ai papà che saranno e in, particolare,  al mio compagno spero presto padre dei miei figli. Per lui le zeppole di San Giuseppe: la ricetta è presa dal sito di Paoletta, qui, e la riuscita è garantita... qui vi inserisco solo la foto delle mie e vi rimando alla sua ricetta per la realizzazione.



    Insalata di baccalà crudo e "pipi arruscati" con crostini al patè di pomodori secchi


    Ingredienti per 4 persone (la quantità degli ingredienti varia a seconda dell'utilizzo del piatto. Così come riportato le dosi sono per un secondo, ma se si vuole servire come antipasto conviene dimezzarle)
    • 800g di filetti di baccalà spugnato
    • 200g di peperoni cruschi
    • 2 spicchi di aglio
    • 1 mazzetto di prezzemolo
    • 5/6 cucchiai di olio evo
    • sale qb
    • 12 crostini tipo Granetti
    • 1 confezione di paté di pomodori secchi

    Tempo di preparazione

    25 min per la versione "originale"
    1h circa per la versione "modificata"


    Preparazione

    Adagiare il baccalà spugnato sul tagliere ed eliminare la pelle (ed eventuali lische se non si è riusciti a trovare i filetti). Ottenere dei filetti della misura di circa 20x10 e tagliare a bastoncini (tipo patatine fritte) il baccalà. Sistemare i bastoncini in una ciotola e condire con sale e olio evo. Pulire l'aglio e tritarlo grossolanamente, così da lasciare la possibilità a chi non lo "ama" di poterlo scartare. Sciacquare il prezzemolo e fare lo stesso. Unire il trito di aromi al baccalà e mischiare con cura. Preparare i "pipi arruscati": in un caminetto spostare indietro la legna e la brace e lasciare la cenere calda. Adagiarvi sopra i peperoni cruschi stando attenti a non farli bruciare (devono cuocere più o meno 10 secondi per lato). Togliere i peperoni dal fuoco e sbriciolarli. Unirli al baccalà. Spalmare sui crostini il paté di pomodori secchi e sistemarli su un piatto da portata. Servire a temperatura ambiente.

    Versione "modificata":


    Adagiare i filetti di baccalà sul tagliere e tagliarli a pezzi regolari di 10x10. Sistemarli in una pentola capiente riempita di acqua, salare leggermente e portare a bollore. A circa 15 minuti dal bollore, spegnere il fuoco e scolare il baccalà. Eliminare la pelle. spezzettarlo e metterlo in una ciotola capiente. Unire l'aglio e il prezzemolo tritati e salare. Prendere i peperoni cruschi, eliminare il "picciolo", i semi interni e spezzettarli. Mettere in una pentola l'olio di oliva e farlo riscaldare. Quando l'olio è pronto, unire i peperoni e farli "colorare" per circa 2 minuti. Spegnere il fuoco, salare ed unire i peperoni cruschi, tirati su con una schiumaiola, al baccalà. Far raffreddare l'olio ed unire anche questo all'insalata. Far raffreddare il tutto a temperatura ambiente. Nel frattempo spalmare il paté di pomodori secchi sui crostini e servire.

    Lagana e ceci di nonno Ciccio

    Ingredienti per 2 persone (porzioni abbondanti):
    Per la lagana

    • 75g di semola di grano duro
    • 100g di farina 00
    • 1 uovo
    • 1 cucchiaio di olio
    • 1 pizzico di sale
    Per il "sugo"
    • 60g di cipolla
    • 20g di olio evo
    • 100g di acqua
    • 1 barattolo di ceci
    • 20g di pelati
    • 2 cucchiaini di pepe calabrese dolce
    • sale
    • prezzemolo se piace
    Tempo di preparazione:
    1h e 1/2 circa

    Preparazione
    Sistemare a fontana le due farine setacciate con il sale e al centro l'uovo e l'olio; amalgamate gli ingredienti e impastate fino ad ottenere un composto sodo ed omogeneo. Formate una palla con l'impasto ottenuto, avvolgetela con della pellicola e fatela riposare in frigo per mezz'ora.
    Stendete l'impasto con la nonna papera (io quella della marcato a spessore 6) ed ottenete con una rotella dentellata tante strisce di 7-8cm di altezza e 2-3 di larghezza. Se avete abbbastanza dimestichezza con il mattarello, stendete la sfoglia a mano: non c'è paragone! La pasta è più ruvida e assorbe meglio il condimento.
    In una padella antiaderente fate imbiondire la cipolla con l'olio evo, aggiungete i ceci, i pelati, l'acqua e il pepe rosso. Salate e fate cuocere a fuoco moderato per circa 10 minuti.
    Cuocete la lagana in abbondante acqua salata, nella quale avrete aggiunto 1 cucchiaio di olio evo, per circa 5 minuti (vi consiglio cmq di assaggiarla perchè il tempo di cottura varia a seconda dello spessore della pasta). Scolatela con una schiumaiola e unitela ai ceci. Fate insaporire a fuoco basso per circa 5 minuti, spegnete e lasciate riposare per almeno 10 minuti.
    Detto in calabrese "s'adda 'ntufa'!!"
    Servite, se vi piace, con una spolverata di prezzemolo tritato.
     
    Zeppole di S.Giuseppe di Antonia fatte da Paoletta
     
     

    mercoledì 12 gennaio 2011

    Bastoncini di filetto di gallinella con salsa di "pumacielli"

    Passate le feste ci si sente sempre un po' appesantiti; sarà stato il cotechino dell'ultimo dell'anno o i vari pandori e panettoni ma quando si sale sulla bilancia c'è sempre un gridolino di stupore e conseguente affermazione: "Aahhhh, non mi sembrava di aver mangiato così tanto!!!" :)
    Questa volta, ad essere sincera, la bilancia con me è stata clemente ma non lo sono stati assolutamente i vestiti :( Vi è mai capitato di notare che i vestiti che prima vi andavano larghi ora vi stanno stretti e la bilancia non accusa cambiamenti evidenti?? A me capita di continuo...
    Noooo, non ho la bilancia guasta!!! Al mio compagno i chili in più li segna e lui sì che ne ha presi in queste vacanze... hihihi...
    Allora cosa si fa??? Io ricorro al pesce e in particolare al filetto di gallinella: non mi ha mai tradita!! Leggero, gustoso e, bisogna dirlo, dà tante soddisfazioni sia a cucinarlo che a mangiarlo :)
    Mi è capitato di provarlo per caso: un giorno cercavo il pesce persico ed era finito.. la signora prima di me aveva lo stesso problema e il pescivendolo riferendosi alla gallinella le ha detto "A signo' questo vene bonissimo ar sugo!!"..
    Allora mi sono detta "Ma sì.. proviamolo..": non l'ho più abbandonato! Come sapore non c'è proprio paragone: molto più delicato (soprattutto se dovete cucinarlo in umido!!) e sodo del persico. Per me è la fine del mondo! Se non lo doveste trovare, si può sostituire con il persico, il pangasio o l'halibut.. naturalmente non è la stessa cosa ma è cmq buono :)


    Ingredienti per 4 persone:
    • 550g di filetto di gallinella
    • 93g di pangrattato
    • 14g di aglio
    • 3g di prezzemolo
    • 2 cucchiai di olio
    • 100g di "pumacielli" (più o meno 2 al netto dello scarto)
    • 10g di zucchero
    • 70g di passata di pomodoro
    • 10g di fecola di patate
    • 70g di acqua
    • 4g di sale
    Tempo di preparazione
    25 min

    Preparazione
    Sbucciate l'aglio, tagliatelo grossolanamente e frullatelo nel mixer con il pangrattato, il prezzemolo e 3g di sale. Tagliate a bastoncini il filetto di gallinella e passatelo nel pangrattato aromatico. A questo punto avete due opzioni: 1) cuocerli nel forno a 180° per 10 minuti su un foglio di carta forno sul quale avrete steso i due cucchiai di olio con un foglio di carta da cucina oppure 2) cuocerli in padella, 5 minuti per lato, con la stessa quantità di olio. In forno si seccano un po' di più ma sono un po' più leggeri di quelli fatti in padella.
    Mentre cuociono preparate la salsa frullando nel mixer i "pumacielli", la passata, la fecola, lo zucchero e 1g di sale; aggiungete l'acqua al composto e fatelo riscaldare sul fuoco per circa un minuto. Servite tiepidi e... Buon Appetito!!

    lunedì 10 gennaio 2011

    Tortillas e salsa di peperone rosso... in giro per la Spagna con le Verrine in Rete!


    Qualche tempo fa, navigando un po' per blog di cucina, avevo trovato il concorso Verrine in rete; la proposta delle tre autrici, Claudia Castaldi - Ady Melles - Sandra Salerno, era quella di far riproporre a cuochi per passione o per lavoro (o per tutt'e due) una delle tre ricette presentate (Biscotti, mousse al pistacchio e fragole - Tortillas e salsa di peperone - Uova in camicia con peperoni).
    Io appena le ho viste ho subito scelto la seconda: sicuramente il nome ha giocato un ruolo fondamentale perchè quando ho letto tortillas ho ripensato subito al Messico, Paese dove ho lasciato un pezzettino di cuore, senza considerare che in Spagna si utilizza lo stesso termine per indicare una cosa completamente diversa!
    E mentre pensavo alle dosi di farina di mais da utilizzare per realizzarle e a chissà dove avevo messo il libro di Cocina mexicana acquistato durante il mio primo viaggio, mi rendo conto dell'equivoco ;)) Ah ah ah ... stavo per fare una frittata di patate con farina di mais e acqua...
    Leggendo il commento dell'ideatrice della ricetta, Ady Melles, alla sua stessa creazione ("Adoro la cucina spagnola e le sue innumeroli tapas."), mi sono tornate alla mente tutte le emozioni "donatemi" dalla Spagna e dalle sue città e ho pensato di condividerle con voi: Barcellona, regalo per la laurea e primo viaggio con il mio compagno, con le sue meraviglie architettoniche e i suoi colori

    La Pedrera

    Casa Batlló

    Il mercato de La Boquería

    Parc Guell

    La Sagrada Familia..

    Puerto de la Cruz, a Tenerife, con il suo suggestivo vulcano e la sua Lagarto tizón sparsa per tutto il paese...

    Il vulcano del Teide

    Arrampicandomi... ;)

    Le altre isole Canarie viste dal Teide

    Guidando tra le rocce vulcaniche

    El Lagarto tizón ovvero la lucertola "tizzone".. se guardate bene in questa foto ce ne sono 6 ;)

    e l'Andalusia: Sivilla con le sue cattedrali, i suoi monumenti che riportano ad un passato arabo che dovrebbe farci riflettere, gli spettacoli di flamenco, il Guadalquivir che divide in due la città...

    La Cattedrale di Siviglia

    La città vista dalla torre della Cattedrale

    Due ballerine dello spettacolo di flamenco a El Arenal

    Il Guadalquivir di notte

    E, last but non least, Cadice: lingua di terra spagnola nell'Oceano Atlantico e meraviglioso incrocio di culture...

    L'Oceano Atlantico dal lungomare di Cadice

    Il Cristo Negro nella Parroquia de Santa Cruz (Catedral Vieja)

    Però (perdonate questo lungo excursus ma è stato più forte di me..) questo è un blog di cucina e mi sembra si stesse parlando di tapas!! Se andate a Cadice dovete assolutamente recarvi da La Gorda te da de comer (trad. più o meno letterale "La grassona ti da' da mangiare"); rapporto qualità-prezzo, o meglio quantità-prezzo, da paura ed era tutto buonissimo!!! Infatti sono riuscita a fotografare solo l'insegna mentre aspettavamo di entrare ;))


    Mentre nel secondo posto che non si può saltare se si va a Cadice, El Aljibe, siamo riusciti a fermare le forchette giusto per il tempo di una foto veloce..

    Patatas a las bravas (sopra) e Pimiento del Piquillo relleno de gambas (sotto - Peperone ripieno di gamberoni)

    E con la ricetta di oggi è proprio di tapas che si parla.. questo piatto, di facile realizzazione, è veramente un trionfo di sapori. Il piccante del salamino si stempera con l'uovo e con le patate e il dolce della salsa di peperone dà un tocco delicato che inebria il palato!
    Insomma, assolutamente da provare!

    Dosi per 12 bicchierini o cucchiai:
    • 8 uova
    • 2 patate
    • 1 cipolla
    • 100 g di salamino piccante
    • 1 cucchiaio di olio evo
    • 1/2 mazzetto di erba cipollina
    • 1 pizzico di paprica
    • sale, pepe
    • 1 peperone
    • 2 cucchiai di olio evo
    Tempo di preparazione
    40min

    Per la preparazione vi lascio qui alle spiegazioni dell'ideatrice della ricetta
    Portate a ebollizione una grande pentola d'acqua e, dopo averle sbucciate, fate cuocere le patate per una quindicina di minuti. Nel frattempo togliete la pelle al salamino e tagliatelo a rondelle.
    Lavate, asciugate e affettate la cipolla.Lavate il peperone, eliminate il picciolo, i semi e i filamenti interni e tagliatelo a listerelle. Fate soffriggere il peperone in padella con 1 cucchiaio d'olio per circa 10 minuti.
    Frullate le listerelle di peperone nel mixer insieme a un cucchiaio d'olio e una presa di sale. Se occorre, aggiungete dell'acqua. Mettete da parte.
    Tagliate a cubetti le patate appena cotte. Sbucciate e affettate finemente la cipolla. In un'insalatiera sbattete le uova con la paprica, salate e pepate.
    In una padella con un cucchiaio d'olio, fate rosolare la cipolla, aggiungete il salamino, le patate, le uova sbattute e l'erba cipollina. Fate cuocere 3 minuti, poi girate la tortilla che dovrà essere ben cotta. Tagliate dalla tortilla dodici quadratini e adagiatene uno su ogni cucchiaio, sopra la salsa di peperone. Potete servire tiepido o freddo.

    E io aggiungo... Buon Appetito!!!
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