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giovedì 18 ottobre 2018

Nouara ⵏⵓⴰⵔⴰ








Nouara is the stage name of the singer Cabila Hamizi Zahia. Born in At Buhini (Azazga) on August 15th 1945 she is known by the general public as simply "La Diva", a name that has been attributed to her by Lounès Matoub by virtue of his admiration for the vocal talents of the singer


She began to perform very young on the Algerian radio of cabila expression participating, in 1963, to a children's program directed by Abdelmadjid Bali, in which she sang songs for the little ones and later taking part in the "Music Hall Radio" directed by the musician Taleb Rabah during which she read the mail of the readers and hummed tunes of Abdelmadjid Bali.

From the refrain of one of the songs sung in transmission that said: "Afus afus a LÄenber ay a Nuwwara", the young singer will be inspired by the choice of her stage name.
The quality of her voice soon made her notice and Cherif Kheddam, a poet / musician and her great supporter, entrusted her with many of his music and lyrics, making her the ambassador of music from Cabilia. For her part, Nouara will always have an almost religious admiration for the work of Chérif Kheddam: "He is a great artist, when I sing his music, I do everything to live up to his professional genius" she will say.


Her first record titled " Win i tuzaá yejja-t iruÍ" was published in 1965 and contains a song with Cherif Kheddam. Among the songs in duet with the musician and lyricist, the most memorable are "Nemfaraq ur nxemmem" ("We left ourselves without thinking") and "Ula d nekk yuÄar ad ttuÌ" ("Even for me it is difficult to forget").

Her splendid voice allows her to excel in acewwiq (poetry sung with or without flute accompaniment), which makes up a large part of her repertoire. Among her sources of inspiration there is the singer Ourida (pioneer of the song Amazigh, active in the 50s and 60s) that has always been for her a model for to be imitated.

Equipped with actress skills, and not just as a singer, she also played roles in pièces radio stations of the "Chaîne 2", where she animated, during the seventies, the female transmission "Urar n lxalat".

For the passion used in the work and for the beauty of her voice, Nouara has always had a close relationship with her audience. Starting from 1967 she held many concerts in Algiers, in Cabilia, in Oran and a little throughout Algeria.

After the end of the '80s she only appeared sporadically. In the 90s she also sang with Farid Ferragui and Lounès Matoub . With the latter she was particularly in tune, both for his great professionalism and for the common struggle for the affirmation of the Berber language and culture.



Nouara & Lounes
Together they will record the album "Communion avec la patrie" which contains the song "Hymne a Boudiaf", in memory of the Algerian president assassinated in 1992.

The brutal murder of the singer in 1998 will significantly influence Nouara. She will tell the family that she can not go to his grave because he is still alive for her. "When the phone rings," she says, "I'd like Lounès to call me."

One of her most important concerts took place in Tizi-Ouzou in 1996, where she was applauded by thousands of spectators. The moment she started singing an Acewwiq, the audience got up and applauded for more than 15 minutes. Even the musicians have stopped playing to savor the voice of Nouara. A Channel II reporter told her ironically: "Too bad you're not Warda or Saloua. The power would have increased you (referring to two important Algerian singers very tied to the political system). Nouara replied: "I am happy with myself, I am Berber and I do not need the Algerian power to be valued." Coherently, the singer has always refused official invitations to perform during national holidays.

In 2005 she decided to retire from the scene to return in 2009. On May 26, 2012 she attended the North African Cultural Festival in Montreal to pay tribute to Cherif Kheddam and performed in important concerts at Tizi-Ouzou in 2012 and in Paris in 2014.
















Nouara è il nome d’arte della cantante Cabila Hamizi Zahia .Nata a At Buhini (Azazga) il 15 Agosto 1945 è conosciuta dal grande pubblico semplicemente come “La Diva”, appellativo che le è stato attribuito da
Lounès Matoub  in virtù della sua ammirazione per le doti vocali della cantante.

Dopo il trasferimento della sua famiglia nella Casbah di Algeri, la piccola Zahia era
intenzionata a fare l’infermiera, ma il destino ha voluto diversamente. Già molto giovane ha
cominciato ad esibirsi alla radio algerina di espressione cabila partecipando, nel 1963, ad una trasmissione per ragazzi diretta da Abdelmadjid Bali , nella quale cantava canzonette per i più piccini e in seguito prendendo parte al “Music Hall Radio” diretto dal musicista Taleb Rabah nel corso del quale leggeva la posta dei lettori e canticchiava arie di Abdelmadjid Bali .

Dal ritornello di una delle canzoni cantate in trasmissione che diceva : “Afus afus a LÄenber ay a Nuwwara”, la giovane cantante prenderà spunto per la scelta del suo nome d’arte.
La qualità della sua voce la fece ben presto notare e Cherif Kheddam, poeta/musicista cabilo e suo grande sostenitore, le affidò molte sue musiche e dei suoi testi, facendone l’ambasciatrice della musica cabila. Da parte sua Nouara nutrirà sempre un'ammirazione quasi religiosa per l’opera di Chérif Kheddam: "È un grande artista, quando canto la sua musica, faccio di tutto per essere all'altezza del suo genio professionale" dirà. 



Il suo primo disco, Win i tuzaá yejja-t iruÍ viene pubblicato del 1965 e contiene  anche una canzone  con Cherif Kheddam. Tra le canzoni in duetto con il musicista e paroliere ,  le piu  memorabili sono Nemfaraq ur nxemmem (“Ci siamo lasciati senza riflettere”), Ula d nekk yuÄar ad ttuÌ (“Anche per me è difficile dimenticare”).

La sua splendida voce le permette di eccellere nell’acewwiq (una forma di poesia cantata con o senza accompagnamento), che costituisce una gran parte del suo repertorio. Tra le sue fonti di ispirazione vi è la cantante Ourida (pioniera della canzone Amazigh attiva tra gli anni ‘50 e ‘60 ) che ha sempre costituito per lei un modello da imitare.

Provvista di doti di attrice, e non solo di cantante, ha anche interpretato ruoli nelle pièces
radiofoniche della “Chaîne 2”, dove ha animato, nel corso degli anni Settanta, la trasmissione femminile Urar n lxalat.

Per la passione impiegata nel lavoro e per la bellezza della sua voce, Nouara ha sempre
avuto uno stretto rapporto col suo pubblico. A partire dal 1967 ha tenuto molti concerti a
Algeri, in Cabilia, a Orano e un po’ in tutta l’Algeria.

Dopo la fine degli anni ’80 si è esibita solo sporadicamente. Negli anni ’90 ha cantato anche con Farid Ferragui e
Lounès Matoub . Con quest’ultimo si trovava particolarmente in sintonia, sia per la grande professionalità ,sia per la comune lotta per l’affermazione della lingua e della cultura berbera. Insieme incideranno l’album “ Communion avec la patrie “ che contiene il brano “ Hymne a Boudiaf “ , in ricordo del presidente algerino assassinato nel 1992.

Il brutale assassinio del cantante avvenuto nel 1998 influenzerà considerevolmente Nouara. Confiderà alla famiglia di non poter andare sulla sua tomba perché per lei è ancora in vita . "Quando suona il telefono ” dice “vorrei che fosse Lounès a chiamarmi".


Uno dei suoi più importanti concerti si è tenuto a Tizi-Ouzou 
 nel 1996 , dove è stata applaudita da migliaia di spettatori. Nel momento in cui ha iniziato a cantare un Acewwiq , il pubblico si è alzato e ha applaudito per più di 15 minuti. Anche i musicisti hanno smesso di suonare per assaporare la voce di Nouara . Un reporter di Channel II le disse ironicamente : "Peccato che tu non sia Warda o Saloua. Il potere ti avrebbe accresciuto (riferendosi a due importanti cantanti algerine molto legate al sistema politico ). Nouara rispose : "Sono contenta di me stessa, sono berbera e non ho bisogno del potere algerino per essere valorizzata”. Coerentemente , la cantante ha sempre rifiutato gli inviti ufficiali ad esibirsi nel corso delle festività nazionali algerine.

Nel 2005 ha deciso di ritirarsi dalle scene per tornarvi nel 2009. Il 26 maggio 2012 ha partecipato al Festival culturale del Nord Africa a Montreal per rendere omaggio a Cherif Kheddam e si esibita in importanti concerti a Tizi-Ouzou nel 2012 e a Parigi nel 2014.










Nouara  ⵏⵓⴰⵔⴰ -  La Femme Kabyle Et Ses Problèmes




A1 Tit Ik Yezran
A2 Nemfaraq
A3 Amekitebgham Oul
A4 Loujabik
B1 Technam
B2 Sigh Almesbah
B3 Taimsaaraqt
B4 Thakemmicht


HERE



Nouara  ⵏⵓⴰⵔⴰ -  Aoual el hob




A1 Hamel Laabadh
A2 Akouassigh ammi azizene
A3 Mekhthid ayam dakoul
A4 Aoual el hob
B1 Atharoua 

B2 Aouin iyourdjagh attas
B3 Dhachou Ikhdikimene
B4 Afasmakene

HERE





Lounès Matoub & Nouara -  Communion avec la patrie




A1 Hymne a Boudiaf
A2 A yemma amek idhamthedhra
A3 Imshaf
B1 Communion avec la patrie (amgazi)


HERE




Nouara  ⵏⵓⴰⵔⴰ -   Some songs




01 Lhala u fenan
02 Hzen aqnarfa
03 Ayema aszizen
04 Gla mar mazal meziyay
05 Gar gar ( Jerjer)
06 Yeccatt
07 Felawen
08 Achal yefran
09 Adaryal
10 Lxir-ik
11 Niyak sbahlxir
12 Ssifa
13 Anef-aderay
14 Mazaliyi maziyegh
15 Akkay dlhala u fennan
16 Dachu ighdikimen

17 Nek ttin hubbey (with Lounis Ait Menguellet)
18 Tharwa
19 Afasmaken Nemyussen
20 Anef ad dreγ deg menni (with Cherif Kheddam)
21 Neghak svah el kheir
22 El khirikh
23 Mrahva si mawlaniw
24 El khoukh yeben


HERE

giovedì 15 settembre 2016

Lounis Ait Menguellet لونيس آيت منقلات









Lounis Aït Menguellet (17 January 1950) was born in Ighil Bouammas in Tizi Ouzou Province, is a Berber singer from Algeria, who sings in the Berber language (Kabyle variant). Lounis Aït Menguellet is certainly one of the most popular and charismatic artists of the contemporary Kabyle music scene.

He is a poet-musician who has become something of a symbol of the Kabyle demands for recognition. Kabylie has been the setting for many fierce confrontations. Although Lounis’s songs are frequently about Kabylie and its history and its present suffering and misery, he is always quick to state that he isn’t a politician and he doesn’t get involved in politics. However, few can deny the political clout of his songs or their political and sometimes very biting and critical messages.

Many critics of Lounis Aït Menguellet's career like to see it as two distinct parts and because that is a generally accepted view it will be the one offered here. The first part is seen as being centred on the production of love songs and nostalgia. Frequently there are references to a lost love. The songs tend to be shorter than he produces today. Typical songs from this period are Thalt Ayam (Three Days) and Tayri (Love). The second part of his career is characterised by longer songs which demand close reading and interpretation – for example the beautiful and tragic Akw nikhdaa rebbi (Be cursed).

Yenna-d Umghar (The Wise Man Has Spoken) is characterised by more complex music and a much more careful presentation of lyrics in Kabyle, French and Arabic with a brief summary in English. The Lounis of Yenna-d Umghar is a far cry from the Lounis of the early work which is now quite hard to come by. The Lounis of Yenna-d Umghar is more perhaps accessible to European ears, at once alien and familiar. It is indeed a beautiful work, made all the more effective once the poetry is understood. When he presented Yenna-d Umghar on 16 January 2005 at the Maison de la Culture, Tizi Ouzou, on the occasion of his 55th birthday, he said that the artist could only draw people’s attention to their lives and appeal to their consciences. He added that it was still a mission and he didn’t consider himself capable of bringing solutions to the problems. 


The latest album is Tawriqt tacebhant - (The Blank Sheet) and was released in August 2010. The title has caused some discussion in Kabyle circles because it is only comparatively recently that Kabyle has become a written language again and many of the older generation don't read and write Kabyle though they do read and write in French. The title song talks about the struggles of writing the poem and how the poet is faced with a blank sheet, he is scared that Inspiration (which is personified) will not meet him on the page. Resigned to failure, he goes outside and finds himself thinking about the nature of his task and he realises that actually what he wants to say is there, he just has to do it. He returns to the blank page and writes the poem which he leaves as an inspiration to everyone else. Whenever we start a new task that we find daunting, the poem will be there as inspiration and guidance.

Tawriqt tacebhant was to contain a Kabyle version of Bob Dylan's Blowin' in the Wind. However, versions of the CD circulating in the UK at least, contained the lyrics to the Kabyle version but not the song itself.

Despite the fact that Lounis continues to sing about the plight of Kabylie, his poetry has universality that transports it beyond the topical protest song to something far more enduring. He talks of situations and conflicts which are only too familiar to those outside of Kabylie. He may indeed be a poet for Kabylie but his poetry is at the same time universal and enduring.[citation needed] He incorporates folklore into his songs, using the traditions of the past to make comments about the state of society. For example in urğğaγ win turğğa teryel (I await the one the ogress waits for) he uses the story of Ali and the Ogress to express comments about the nature of love.




It is this universality that makes it speak to the world. It is difficult to offer an effective parallel for anglophones but the closest is perhaps Bob Dylan though Lounis’s attitude to the role of the song is perhaps more akin to that of Joan Baez. Lounis’s culture is an oral one so the song in Kabyle culture acts more like the newspaper and the leaflet of European protest.  Even today[when?] when more and more Kabyle are able to read and write their language rather than reading and writing in French, this aspect is still present in Lounis’s songs. The fact that his songs are now accompanied by the lyrics is an acknowledgement of the new-found written aspect of Kabyle and the presence of the translations indicates that Lounis himself is aware that his poetry has a universal application as well as being a means to publicise the plight of Kabylie to a wider audience.












 


Lounis Aït Menguellet (Ighil Bouammas, 17 gennaio 1950) è un cantante e poeta berbero con cittadinanza algerina.

Proviene da un piccolo villaggio appollaiato sui monti del Djurdjura, nelle vicinanze di Tizi Ouzou in Alta Cabilia.

Lounis Aït Menguellet è indubbiamente uno degli artisti più popolari e più avvincenti della canzone cabila contemporanea, un poeta che è diventato il simbolo della rivendicazione identitaria berbera. A proposito degli avvenimenti che hanno scosso la Cabilia negli ultimi anni, egli dice che, fedele a se stessa, la regione è un bastione della contestazione e che è sempre stata all'avanguardia delle lotte. «Io parlo della Cabilia a modo mio, per apportare qualcosa che faccia progredire le cose», affrettandosi peraltro a chiarire che lui non fa mai politica.

La carriera di Lounis Aït Menguellet può essere divisa in due parti, a seconda delle tematiche trattate: la prima, più sentimentale, degli inizi, in cui le canzoni sono più brevi, e la seconda, più politica e filosofica, caratterizzata da canzoni più lunghe e che richiedono un'interpretazione e una lettura più approfondita dei testi. Ahkim ur nsaa ara ahkim (Governo senza governo), Idul sanga a nruh (Lungo è il cammino che ci aspetta), Nekni s warach n ldzayer (Nous, les enfants figli dell'Algeria): Aït Menguellet sceglie deliberatamente nei suoi concerti recenti di cantare queste poesie più lunghe e articolate, come un invito, lanciato al suo pubblico, a una riflessione e a una scoperta. 




Presentando alla stampa il suo ultimo album, il 16 gennaio 2005, la vigilia dell'uscita, che ha coinciso con il suo cinquantesimo compleanno, alla Casa della Cultura di Tizi Ouzou, Lounis ha fatto presente che «l'artista non fa che attirare l'attenzione della gente sul proprio vissuto facendo appello alla loro coscienza. Già questo è una missione e non mi ritengo in grado di apportare io le soluzioni ai problemi». Inasprito dalla situazione sociale e politica del suo paese lacerato, Lounis attinge sempre meno, nel suo repertorio, alle canzoni sentimentali che hanno caratterizzato i suoi inizi.


Ultimogenito di una famiglia di sei figli (ha tre sorelle e due fratelli), Lounis Aït Menguellet è nato nel villaggio di Ighil Bouammas, nei pressi di Tizi Ouzou in Cabilia il 17 gennaio 1950, poco più di quattro anni prima dello scoppio dell'insurrezione che doveva portare, dopo otto anni di guerra senza quartiere, all'indipendenza del suo paese.

Ha vissuto un'infanzia difficile, diviso tra la sua regione natale e Algeri, dove ha risieduto per qualche tempo ospitato dai fratelli Smail e Ahmed. I suoi genitori svolgevano attività di commercianti. «La mia famiglia aveva come tradizione il commercio. Avevamo una sorta di azienda agricola e dei magazzini nelle ragione di Orano, a Rahouia. Gli uomini della famiglia vi si recavano a turno per badare agli affari. Le donne e i bambini restavano in Cabilia». Alla scuola del suo villaggio fece appena in tempo a cominciare le elementari: «L'ho frequentata per un anno, prima che la scuola fosse distrutta, incendiata dai Mujahidin ».

E come ha proseguito? «È stato un po' complicato. Ho cercato di riprendere gli studi al villaggio, e ho frequentato ancora qualche anno prima dell'indipendenza. Poi, dopo il 1962, sono partito con i fratelli diretto ad Algeri, dove ho ripreso i corsi d scuola primaria in una scuola ai "Champs de Manœuvres", e da qui, sono finito all'avviamento professionale, che ho frequentato per tre anni».

Nel corso dell'ultimo anno, Lounis dovette abbandonare tutto in seguito alla morte, in un incidente stradale, del fratello maggiore, giovane commissario di polizia ad Algeri, che badava al suo sostentamento e si prendeva cura di lui dopo che il padre era partito per Orano.

Per quanto i suoi studi siano stati brevi e frammentari - ha seguito un corso di avviamento professionale di ebanisteria - gli hanno permesso di appassionarsi alla letteratura, grazie anche ad un professore di francese particolarmente capace di motivare gli allievi. Fu così che cominciò a scrivere poesie, che poi cantava nella pura tradizione orale della poesia berbera.

Costretto a lavorare per mantenersi, Lounis trovò un impiego come segretario distrettuale al ministero dei Lavori Pubblici. Ma parallelamente cominciò a dedicarsi sempre più alla canzone, senza pensare di diventare cantante di professione.

Gli inizi dell'attività di cantante risalgono agli anni intorno al 1968. Aveva solo diciott'anni quando ha creato con alcuni compagni il gruppo Imazighen. «Eravamo dei debuttanti, abbiamo girato molto animando concerti e feste un po' dappertutto in Cabilia. Ricordo bene il concerto che avevamo fatto a Tassaft. La sala era strapiena e ne serbo un eccellente ricordo. Era il nostro primo concerto di successo, ci ha davvero galvanizzati». Dei padri bianchi avevano messo a loro disposizione un locale per provare. E al primo piano dello stesso edificio, Mouloud Mammeri teneva dei corsi di lingua amazigh; è grazie a lui che Lounis ha imparato l'alfabeto tifinagh.

Già l'anno prima, nel 1967, suo cugino Ouahab lo aveva portato quasi di forza a subire l'inevitabile ma temutissimo passaggio alla trasmissione Nuova Ihafadhen della Radio II (in lingua cabila) che Chérif Kheddam, grande personaggio della modernizzazione della canzone cabila, consacrava alla scoperta dei « cantanti di domani». In quell'occasione cantò la sua prima canzone, composta nel 1966, all'età di sedici anni, in seguito alla sua prima delusione amorosa, Ma trud ula d nek kter ("Se tu piangi, io piango ancora di più"). Il giovanotto che era solito cantare tra amici al chiaro di luna di Ighil Bouammas, diventò così, in pochi mesi, un idolo che sconvolgeva i cuori. Era iniziata la sua carriera.

Questo cugino si occupava del gruppo, e svolgeva un po' le funzioni di manager. «Per la verità è lui che mi aveva spinto a partecipare. Col tempo, era come un manager per il gruppo, curava l'organizzazione dei concerti, del trasporto. È stato molto attivo con noi fino al 1970. Poi, io sono tornato al villaggio, gli altri si sono dispersi, e il gruppo ha finito per dissolversi. Ridendo e scherzando l'esperienza era comunque durata tre anni».

Tornato a casa a Ighil Bouammas, Lounis trovò un impiego come segretario presso la Kasma (sezione del partito) della regione, e si sposò. Dovette però lasciare il lavoro dopo solo pochi mesi per rispondere alla chiamata di leva. La sua prima figlia - in totale ha avuto sei figli - è venuta alla luce mentre lui seguiva ancora l'addestramento reclute a Blida, prima di trascorrere i suoi diciotto mesi di servizio militare a Costantina.

Fu in questo stesso periodo che Lounis iniziò veramente la sua attività di cantante. Sempre grazie al cugino Ouahab, che era entrato in contatto con un editore, Yahia L’hadi (a sua volta cantante famoso in arabo oranese), nel 1969 registrò a Orano quattro canzoni (tra cui la prima in assoluto, Ma trud ula d nek kter), per i suoi due primi 45 giri, usciti contemporaneamente.

Con l'aiuto di un amico, Kamel Hamadi, riesce a superare gli ostacoli imposti dalla vita militare per continuare a registrare: «Di fatto Kamel mi ha aiutato molto a sfondare. Venivo in licenza nei week-end, e lui mi prenotava in anticipo la sala d'incisione di Mahbou Bati a Algeri per poter registrare. All'epoca erano dei 45 giri. Poi io lasciavo il nastro con la registrazione a Kamel che cercava un editore e si occupava di tutto mentre io riprendevo il treno per Costantina la domenica sera».

Fu così che solo con molti mesi di ritardo seppe del successo ottenuto dal suo secondo hit, A Louiza, che con Ma selber ("Se sragiono") assicura definitivamente la sua popolarità. «Non ne sapevo proprio nulla. Ero lontano, a Costantina, chiuso in una caserma…».

Aït Menguellet era lungi dall'immaginare che si era incamminato verso una lunga carriera e che, in seguito, questo periodo degli inizi sarebbe stato definito «gli anni d'oro», titolo dato nel 1987 alla riedizione delle sue prime canzoni. A questo proposito, precisa con modestia: «Questo titolo io non ho mai avuto la pretesa di proporlo. È l'editore che lo ha usato senza neppure avvisarmi. Io non avrei mai osato. L'ho scoperto anch'io come tutti sulle copertine delle cassette ripubblicate. E così, se non va bene, io non ne sono responsabile, e se la gente trova che vada bene, io non ho alcun merito».


Fin dagli inizi si colloca in posizione di rottura rispetto alle orchestrazioni sovraccariche (in un modo secondo lui spesso inutile), della musica «berbera» dell'epoca. Il suo linguaggio è al tempo stesso poetico e rivendicativo. È divenuto un simbolo della musica amazigh, a tal punto che è stato spesso definito il Brassens cabilo.

Negli anni Settanta, si trasferisce per qualche tempo in Francia, dove si impone come una delle figure di spicco della canzone cabila nell'emigrazione. Si esibisce una prima volta all'Olympia nel 1978, fa il tutto esaurito allo Zénith di Parigi nel 1985, e riempie sempre gli stadi di Tizi Ouzou, di Béjaïa e la sala Atlas ad Algeri. A partire da questo periodo, comincia a diventere il simbolo della rivendicazione identitaria berbera che esprimeràin maniera éclatante un decennio dopo, quando lascerà da parte le canzoni sentimentali degli inizi per adottare uno stile più "filosofico", più politico, che andrà affermandosi con le canzoni fondatrici come Agu ("La nebbia"), Tibratin ("Lettere") e soprattutto Idaq wul ("Il cuore oppresso").

La gente si riconosce nel disagio sociale descritto da Aït Menguellet. I suoi testi contengono quella dose di sovversione che è necessaria per la presa di consapevolezza di un popolo che rivendica la propria identità. Lounis Aït Menguellet è n elemento di disturbo. Il 25 ottobre 1985, viene condannato a tre anni di prigione senza condizionale per «detenzione illegale di armi da caccia e da guerra» (era notoriamente un collezionista di armi usate durante la guerra di liberazione nazionale). Per tre mesi viene tenuto in isolamento. Nonostante i rovesci di fortuna e l'ingratitudine umana, resta sempre il più popolare dei cantanti cabili. E soprattutto il più denso e profondo. Infatti egli ha saputo conservare un perfetto equlibrio tra l'ispirazione e costituisce un momento forte della canzone algerina contemporanea.

Dopo quasi quarant'anni di carriera e oltre 200 canzoni prodotte (lui stesso afferma di non essere in grado di dire il numero esatto) ed una notorietà ben affermata, Lounis Aït Menguellet è sempre rimasto «quel fiero campagnolo», «quel montanaro dal carattere forte», che cerca di trascorrere giorni tramquilli nel suo villaggio di Ighil Bouammas. «La vita al villaggio non è così noiosa come si pensa. Il villaggio in cui si è nati presenta delle attrattive che gli altri non possono vedere. Il fatto di svegliarmi al mattino e rivedere sempre la stessa montagna da quando sono nato mi dà sempre qualcosa.»

Nel 2001 viene fatto oggetto di attacchi da parte di chi lo accusa di non prendere le distanze dalla istanze ufficiali del potere, che disprezza la cultura berbera e che si è macchiato della feroce repressione della primavera nera. A queste critiche risponde un paio d'anni dopo con la canzone Nedja-yawen amkan ("Vi lascio il posto"), che viene considerata una risposta a questi fatti, di cui rifiuta di parlare.  



Nel 2005 esce il suo ultimo album, Yenna-d Umghar ("Il vecchio saggio ha detto"), in cui si osserva come la saggezza che canta nelle sue canzoni sia attinta presso la gente comune che gli vive accanto. Il pezzo più lungo dell'album (8' 22") è Assendu n waman ("Venditori di fumo") che denuncia al contempo i manipolatori d'opinione che hanno cariche ufficiali, ma anche tutte le voci "ufficiose", faziose, spesso fatte circolare da questo o quel partito politico. Lounis rileva che i venditori di fumo «vengono, prometton. E tornano, dimenticano. E dicono 'è così che si deve fare'». Non viene risparmiato nessun attore politico, ed è proprio questo che alcuni rimproverano a Aït Menguellet: la sua mancanza di "impegno". Al che egli risponde di non avere la vocazione del cantante impegnato. Lui è un umanista, un ribelle, osservatore e portavoce della gente comune, degli umili di tutte quelle voci, schiacciate da ogni forma di egemonia, che non hanno mai la possibilità di esprimersi. Da questo punto di vista, si potrebbe osservare una certa affinità, nel mondo della canzone italiana, con Giorgio Gaber, impegnato sì nel denunciare con rara sensibilità tanti aspetti della società, ma mai "allineato" con questo o quel partito politico.









Ait Menguellet أيت منڤلآت  -   Thalt Ayam / Taɣzalt




A ) Thalt Ayam
B ) Taɣzalt

HERE



Ait Menguellet أيت  منڤلآت  -  Awin Iqazanizzagwan  / Anoughagh




A )  Awin Iqazanizzagwan
B ) Anoughagh

HERE





 
Ait Menguellet أيت  منڤلآت  -  Ruḥ ad qqimaɣ / Aya Vridh






A ) Ruḥ ad qqimaɣ

B ) Aya Vridh
 

 HERE



 Ait Menguellet أيت  منڤلآت  -  Igganim / Thasadhlamddiyi





 A )  Igganim
 B )  Thasadhlamddiyi

 HERE



Ait Menguellet أيت منڤلآت  -  Anida teğğam mmi




01  Anidh tadjam ammi
02 Thkharaq Thargith
03 Koul Yiwan
04 Anfiyi Kan

HERE



Ait Menguellet أيت منڤلآت   -  Amajahad




01 Amdjahhadh
02 Thizizwith
03 Ittij
04  Ali, ouali, mohand, m'hand

HERE





Ait Menguellet أيت  منڤلآت   -  Aεṭar




01 Aεeṭṭar
02 Ikhf Itsun
03 Hommage
04 Targit
05 Samathtas
06 Kabylie (instrumental)

 HERE



 Ait Menguellet أيت  منڤلآت   -   Ay agu




 A1 Ayaggou
 A2 Dhanouvac
 B1 Ardjouyi
 B2 Iddoul Saga n Rouh
 B3 Amchoum

 HERE



  Ait Menguellet أيت  منڤلآت   -   Eṭes eṭes




 A1 Ettes,Ettes
 A2 Lxyuf
 A3 A Ddunit Iw
 B1 Nnekxini S Xarrac N Lzayer
 B2 In'As I Gma
 B3 A Machahu

 HERE




  Ait Menguellet أيت  منڤلآت -  A Mmi




 A1  A Mmi
 B1Tayri
 B2 A Behri
 B3 Nezra

 HERE




  Ait Menguellet أيت  منڤلآت -  Al Musiw




 01  Al Musiw
 02  Askouti
 03  A Nejmaa
 04  Si Lekdeb Gher Tidets
 05  Tibratin
 06   Ayadrar (feat. Moussaoui)

 HERE




 Ait Menguellet أيت  منڤلآت -  Eğğet-iyi




 A1  Egget Iyi
 A2 Tighrin Tasa
 A3 Qqim Deg Rebbiw
 A4  Taqsit Ik
 B1 Ay Aqbayli
 B2 Askriw


 HERE



 Ait Menguellet أيت  منڤلآت   -  Asefru




 A1 Asefru
 A2 Ammeddah
 B1 Tekssem
 B2  Ummeri
 B3  Later
 B4  Aylam

 HERE



  Ait Menguellet أيت  منڤلآت  -  Achimi




 A1 Achimi
 A2 Widi Ruhan
 A3 Tiyita
 B1 Afenan
 B2 Lukan
 B3  Echna

 HERE



  Ait Menguellet أيت  منڤلآت  -  A kwen-ixḍaε Rebbi




 01 Awkni Xdae Rabbi
 02 Imsebriden
 03  El Gherba N 45
 04  Ghurwat
 05 Tamurt Ennegh
 06 Tagmat

 HERE




  Ait Menguellet أيت  منڤلآت  -  Awal




 01 Amousnaw
 02 Izurar Idurar
 03 Awi Run
 04 Awal
 05 Labas
 06 Echna Amehvul
 07 Tamexra

 HERE



 Ait Menguellet أيت  منڤلآت  -  Iminig G Gid




 A1 Iminig G Gid
 A2 Ssebba
 A3 Tarewla
 A4 A Mmis Umazix
 B1  Tarbeght
 B2 Di Ssuq
 B3 A Dughalen

 HERE


 Ait Menguellet   أيت  منڤلآت   -  Yenna-d wemγar




 01  Ini-D Ay Amyar
 02 Yenna-D Umyar
 03 Dda Yidir
 04 Yerna Yiwen Wass
 05 Asendu N-Waman
 06 Ccna N Tejmilt
 07 Asendu N-Waman (Instrumental)

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  Ait Menguellet   أيت  منڤلآت   - Tawriqt Tacevhant




01 Tawriqt tacebhant
02 Amennugh
03 Serreh i waman
04 Lebghi n wul
05 Ghas ma nruh
06 Taggara n tezwert
07 Lewgab deg wadu

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giovedì 19 novembre 2015

Lounès Matoub ⵍⵡⴻⵏⵏⴰⵙ ⵎⴻⵄⵜⵓⴱ (Reloaded)









Lounès Matoub (in Kabyle: Lwennas Maṭub, in Tifinagh: ⵍⵡⴻⵏⵏⴰⵙ ⵎⴰⵟⵓⴱ (January 24, 1956 – June 25, 1998) was a famous Berber Kabyle singer, poet, thinker and mandole player who was a prominent advocate of the Berber cause, human rights and secularism in Algeria throughout his life. He was a symbol of resistance, courage and dignity.

He is revered as a hero and martyr in Kabylie,the Berber World and the world but reviled by most of the Arab population in Algeria for his atheism and the alleged blasphemy of some songs (like Allahu Akbar) along with his militant advocacy of Berber rights, so he was unpopular among both warring parties during the Algerian Civil War. His assassination, in circumstances which remain unclear, provoked violent riots in Kabylie. Berber Algerians still accuse the Algerian government of killing Matoub Lounès, but some of the Algerian government's figures accused the Islamist terrorists of this crime.


Lounes Matoub was born on 24 January 1956 in the village of Taourirt Moussa in Algerian Kabylie. At 9 years of age he built his first guitar from an empty car oil can and composed his first songs as a teenager. His political and cultural identity was awakened by armed confrontations between Kabyles and government forces in 1963–1964. In 1968, the Algerian government introduced a policy of Arabization in the education system. Matoub reacted by skipping school; his memoirs recall: "We had to give up Berber and reject French. I said no! I played hooky in all my Arabic classes. Every class that I missed was an act of resistance, a slice of liberty conquered. My rejection was voluntary and purposeful."  By 1975, he had abandoned formal education. He left for France in search of work.

Matoub began his singing career under the patronage of the established Kabyle singer Idir. He recorded his first album Ay Izem (The Lion) in 1978; it was a phenomenal success. He went on to record 36 albums, as well as writing songs for other artists. He gave his first major concert in April 1980, at the time of the "Berber Spring" protest movement in Kabylie.

His music mixes Algerian Andalucian Chaabi orchestration with politicized Berber (Tamazight) lyrics, and covers a broad variety of topics including the Berber cause, democracy, freedom, religion, Islamism, love, exile, memory, history, peace and human rights. Unlike the Amazigh poet/musicians who preceded him, Matoub's style was direct and confrontational. Fellow musician Moh Aileche recalls:


He went straight. He criticized a president. He mentioned the president of Algeria right in the beginning of his career. He goes black and white. He was very, very clear in his songs, and he is the only singer – not only Algeria, but in all of North Africa – who criticized the government and criticized clearly. He would never get afraid.

Despite being banned from Algerian radio and television, Matoub became, and remains, an extremely popular Kabyle singer.


During the riots in October 1988, Matoub was shot five times by a policeman and left for dead. He was hospitalised for two years, requiring 17 operations including the insertion of an artificial sacrum and the contraction of his leg by 5 cm. His 1989 album L'Ironie du sort describes his long convalescence.

During the civil war, which began in 1992, the Islamist Armed Islamic Group (GIA) added his name to a hitlist of artists and intellectuals. Matoub remained in Algeria. On 25 September 1994, he was abducted. He was held for two weeks in a GIA mountain stronghold and condemned to death. He was released following a large public demonstration in which his supporters threatened "total war" on the Islamists.

In 1994, he published his autobiography entitled Rebelle (Paris: Stock, 1995).

On 25 June 1998, at approximately 12:30 pm local time, Matoub's car was stopped at a roadblock while he was driving along a mountainous road in eastern Algeria. The car was fired upon by masked gunmen, killing Matoub and wounding his wife, Nadia Matoub, and two sisters-in-law. Within hours, news of Matoub's murder had spread throughout Kabylie and thousands of angry mourners gathered around the hospital where his body was taken. The crowd shouted "Pouvoir, Assassin" ("Government, Assassins"). A week of violent riots followed his death. Young demonstrators clashed with riot police and attacked government property. On 28 June 1998 tens of thousands people attended his funeral in front of his house in his native village. He was buried between a fig tree and a cherry tree, opposite the house he was born in. Matoub's family played a scathing parody of the Algerian national anthem, which came from Matoub's final album Lettre ouverte aux... ("Open letter to..."), released after his death (Gold-Disc). Matoub's assassination occurred a week before a law excluding languages other than Arabic from public life was due to come into effect. Matoub had been an outspoken critic of this law. On 30 June 1998 the GIA claimed responsibility for the assassination of Lounes Matoub.

On the first anniversary of his death, a general strike was observed in Kabyle's capital Tizi-Ouzou and thousands protested on the streets. Protesters broke into the town's court room and tore down its scales of justice. The BBC reported that many Berber activists blamed the government for Matoub's death and rejected its claim that Islamists were responsible.

Around 20,000 people marched in Tizi-Ouzou to mark the third anniversary of Matoub's assassination.

His family have created a foundation in his name to promote his memory, throw light on the circumstances of his assassination and promote the values he defended. Two streets in France have been named after Matoub, one in Grenoble and one in Lyon.

On 18 July 2011, two men, Malik Madjnoun and Abdelhakim Chenoui, were convicted of killing Matoub, and sentenced to 12 years in jail. The one-day trial was suspended twice when Matoub's family interrupted to insist the suspects were innocent. As Madjnoun and Chenoui had been in prison awaiting trial since 1999, they were released in 2012, having served their time.

Matoub Lounès spoke out in favour of federalism, secularism, democracy, freedom of speech, the recognition of Berber as a national and official language, and the decentralization of public schools.

For a period of time, he was a member of the Rally for Culture and Democracy, an opposition party in Algeria, although he had left the party by the time of his death.




(Source : Wikipedia)


















Lounès Matoub ( in Tifinagh: ⵍⵡⴻⵏⵏⴰⵙ ⵎⴰⵟⵓⴱ ) è stato un cantautore, poeta ,pensatore e attivista algerino. Ha contribuito con le sue canzoni e la sua militanza alle rivedicazioni e alla divulgazione della cultura Amazigh. Simbolo di resistenza, coraggio e dignità, in virtù del suo attivismo (che ha interessato oltre la causa dei diritti umani anche la laicità dello stato e la democrazia), è venerato come eroe e martire in Cabilia, ma insultato dalla maggior parte della popolazione araba in Algeria per il suo ateismo e la presunta blasfemia di alcune sue canzoni.

Nato il 24 Gennaio del 1956, da una famiglia molto modesta ,nel villaggio di Taourirt Moussa Ouamar ,situato sulle montagne della Cabilia , durante la guerra di indipendenza algerina, il piccolo Lounès è costretto a vivere lontano dal padre emigrato forzatamente in Francia per poter dare di che vivere alla propria famiglia.

Allevato dalla nonna e dalla mamma Aldjia, Lounes diventerà il "piccolo uomo" di casa esvilupperà un forte attaccamento alla madre, vera colonna portante della famiglia in 

Con la madre e la sorella
assenza del marito. Proprio Adija, solita accompagnare il proprio lavoro, sia in casa che nei campi, con canti della tradizione Cabila istillerà nel figlio il potente desiderio di avventurarsi nel campo della musica e della canzone.

All'età di 9 anni Lounes costruisce la sua prima chitarra servendosi di una lattina d'olio e del filo da pesca , riuscendo a riprodurre una melodia molto popolare in Cabilia all'epoca: '' Ah a madame serbi latay "

Consapevole di quanto l'istruzione rappresenti un elemento essenziale per lo sviluppo di un individuo , la madre di Lounes iinsistette perchè il figlio frequentasse la scuola prima di raggiungere l'età richiesta.

Iscritto nel 1961 presso la scuola nel suo villaggio, una delle più antiche scuole in Cabilia costruita alla fine del XIX secolo, Lounes si dimostrò bambino studioso, loquace e indisciplinato , germogliava prematuramente nel suo animo quel seme della disobbedienza che in seguito farà di lui un grandissimo ribelle. Inutile dire di quanto la scuola , costituita da regole e schemi , rappresentasse una prigione. Il saltare le lezioni divenne quasi uno stile di vita e Lounes preferiva di gran lunga stare all'aria aperta , girovagare ed osservare le donne lavorare i campi.
Nonostante questo, il periodo degli studi rappresentò un momento formativo e cristallizzò gli elementi che avrebbe formato il cantautore futuro. Le lezioni di storia in particolare rappresentarono un momento davvero interessante per Lounes. La storia di Giugurta re della Numidia , imprigionato nel carcere Mamertino a Roma e barbaramente ucciso , offrì uno spunto di riflessione sulla sorte delle popolazioni berbere . Riguardo questo argomento egli affermerà inseguito : «Perché questo re berbero, del quale siamo discendenti, poteva essere umiliato così? Avvertivo per questo un profondo senso di ingiustizia, una ferita quasi 


personale. 
Foto di classe
 
L'insegnamento scolastico , oggi ne sono convinto, è stato importantissimo per la crescita della mia consapevolezza e della mia identità. Non solo mia, ma anche di quella di molti bambini della mia generazione. Grazie a questo ho realizzato la profondità delle mie radici Cabile ".

Tra i valori aggiunti dati dalla frequentazione dell'istituzione scolastica vi è stata la padronanza della lingua francese , conoscenza grazie alla quale è cresciuto l'appetito di Lounes per la lettura. Ha letto Mouloud Mammeri, Albert Camus, Mouloud Feraoun e Jean Amrouche.

Le istruzioni , per quanto mal sopportate, hanno quindi contribuito a rendere Lounès un uomo, in cui la questione dell'identità diventa una priorità, una preoccupazione fondamentale. La qualità dell'insegnamento ricevuto ha fornito le basi che avrebbero fatto di lui un vero attivista democratico.

Paradossalmete l'unica materia riguardo alla quale non ha mai ricevuto un vero insegnamento formale è stata proprio la musica . Lounes Matoub è stato in questo campo un vero autodidatta : "Non ho mai studiato né musica, né armonia. Anche durante le serate di gala, non seguo nessuna partitura. Ho sempre lavorato grazie a quell'orecchio musicale che ho acquisito ascoltando i canti degli anziani durante le veglie funebri , dove le canzoni sono assolutamente mozzafiato.Veri e propri cori liturgici nei quali no si canta Dio,ma si parla di miseria sociale, vita e morte. Sono le canzoni del nostro patrimonio, che gli uomini e le donne hanno cantato per generazioni . Questa è la mia unica cultura musicale. Non sono in grado di leggere una singola nota musicale, al punto che non riesco a distinguere gli spartiti delle mie composizioni. Tutto quello che faccio, lo faccio a orecchio. Prendo il mio mandolino e ci provo. Trovo gli accordi e poi compongo canzoni che diventano melodie. Li annoto nella mia memoria e li ricordo. So che questo può sorprendere un certo numero di musicisti, ma non ho mai usato un diapason.La teoria musicale mi è del tutto estranea .Sul palco, chiedo ai musicisti di seguire la mia voce. È così che ho sempre lavorato e sempre registrato i miei dischi. Molte volte ho pensato che sarebbe stato opportuno imparare la musica in modo rigoroso. Poi ho sentito che lo "stress" alla fine avrebbe potuto mettermi in imbarazzo e impedirmi di avanzare. Così ho rinunciato, e mi trovo molto bene. E anche se non conosco la musica in senso accademico, capisco benissimo quando il mio strumento è scordato Questa è, a mio parere, una questione di istinto. Anche in musica sono anticonformista, insofferente alle catene rappresentate da regole e leggi. Siccome tutto questo funziona, perchè farsi domande ? ".


Dopo l'indipendenza nel 1962, l'Algeria sembrò andare verso un futuro di pace e sviluppo , ma a distanza di un anno dalla liberazione le violenze ripresero in Cabilia . L'identità politica e culturale di Lounes venne risvegliata nel 1963 dagli scontri armati tra Cabili e le forze governative di Ben Bella, presidente dell'Algeria indipendente. Il regime algerino assunse sempre di più le fattezze del nemico.

Nel 1968 la legge sull'arabizzazione della scuola introdotta dal ministro dell'educazione Ahmed Taleb colpì Lounes Matoub come una spada.

Egli rifiutò categoricamente l'insegnamento sia della lingua araba che della scuola coranica. Nelle sue memorie ricorda : "Abbiamo dovuto rinunciare al berbero e rifiutare il francese. Ho detto di no e ho saltato tutti corsi di arabo. Ogni mia assenza in classe ha rappresentato un atto di resistenza, una fetta di libertà conquistata, ogni mio rifiuto è stato un atto volontario e propositivo ".

In seguito a questi eventi abbandonò la scuola e continuò gli studi da autodidatta. 



 Nel 1972 il padre tornò a casa dopo 30 anni di esilio . Al suo ritorno portò in dono al figlio un mandolino, acquistato a Parigi da Paul Beuscher, uno dei dei più bei regali ricevuti da Lounes nel corso della sua vita . Un anno dopo, perderà lo strumento durante una partita di poker . L'anno successivo, riuscirà a comprare una chitarra e comincierà ad esibirsi regolarmente in pubblico a feste e matrimoni.
Ripresi gli studi presso il liceo Bordj Menaïel, venne più volte richiamato e punito a causa della sua cattiva condotta. In seguito ad una rissa , ferì un ragazzo .
Arrestato dalla polizia e condotto in tribunale osò chiedere al pubblico ministero una sigaretta. Questo stordito da tale comportamento decise di incarcerarlo per un periodo di un mese. Terminati gli studi svolse alcuni lavoretti fino a quando venne chiamato per svogere 

un periodo di leva della durata di due anni a Orano. Di tale periodo manterrà sempre 

pessimi ricordi.
A militare
Il compenso di 4000 franchi guadagnati nel corso di una serata in un caffè lo incoraggiò a trasferirsi in Francia alla ricerca di un futuro in campo musicale.

A Parigi, si è esibirà nei locati frequentati dall'immigrazione Cabila. Durante questo periodo fece conoscenza del famoso cantante Idir, il quale lo invitò ad esibirsi insieme ad altri cantanti nel corso di un grande recital dedicato alla canzone berbera. A questo concerto Lounes Matoub incontrò due grandi nomi della canzone Cabila: Slimane Azem e Hnifa . Inserì in scaletta brani dei due autori e dedicò loro alcune composizioni originali nelle quali esprimerà il suo dolore per la triste sorte di questi artisti.

All'età di 22 anni, grazie al sostegno di Idir , pubblicò il suo primo album intitolato '' Ay Izem " (O leone) '', che divenne un enorme successo e trasformò il suo autore nella più grande 


speranza della canzone Cabila.
Giovane ribelle


Il successo conseguito motivò Lounes che produrrà nel biennio 1978-1979 album intensi e combattivi fino alla fine degli anni settanta nei quali dimostrerà tutto il suo valore artistico e umano.

I primi giorni degli anni '80 vedranno la Cabilia in piena effervescenza politica e sociale. L'emergere di una generazione di intellettuali impegnati nella lotta democratica si manifesterà nell'esigenza di un riconoscimento della lingua e della cultura berbera in Algeria. Di fatto prenderà vita il primo movimento popolare di opposizione alle autorità algerine dopo l'indipendenza del 1962.

Raggiunto a Parigi dagli echi di quella che verrà chiamata "Primavera berbera" (Tafsut Imazighen o semplicemente Tafsut ) Lounes decide di impegnarsi totalmente per la causa della sua lingua e della sua cultura. Partecipa attivamente alle contestazioni contro il regime organizzando una manifestazione di protesta davanti all'ambasciata d'Algeria a Parigi. Le proteste saranno bloccate dalla polizia che arresterà tutti i partecipanti, Lunes compreso.

Il vasto seguito raggiunto grazie alle sue produzioni musicali, lo porterà a tenere uno dei concerti più importanti di tutta la sua carriera. Nell'aprile del 1980 questo contestatore cabilo si esibirà in una splendida serie di concerti al teatro Olympia di Parigi indossando una tuta mimentica in assetto da combattimento, motivando il gesto con l'affermazione che la Cabilia era , di fatto, entrata in guerra.
Gli eventi tumultuosi degli anni '80 troveranno spazio nei successivi lavori di Lounes, il cui repertorio si farà sempre più politicizzato.


Le sue canzoni, costruite musicalmente miscelando sonorità andaluse, Chaabi algerino e la tradizione berbera, coprono una vasta gamma di argomenti che vanno al di là della difesa e dell'affermazione della cultura berbera .

Democrazia, libertà, religione, islamismo, amore, esilio, memoria, storia, pace e diritti umani, sono gli argomenti trattati dai suoi brani ma , a differenza dei poeti e musicisti che lo hanno preceduto, lo stile di Matoub risulta più diretto e conflittuale. Ogni tipo di sfumatura viene 

bandita e le sue opinioni risultano essere chiare ed inequivocabili e faranno di lui l'unico 

musicista, 
non solo in Algeria, ma in tutto il Nord Africa , che ha osato contestare il governo, il suo presidente e tutti i leader politici algerini, accusati di aver usurpato il potere e di avere limitato la libertà di espressione.

Ritenuto dal potere algerino un personaggio scomodo ed ingestibile, la sua musica venne vietata alle radio e la sua presenza nei media fu pressochè azzerata. Nonostante ciò la sua fama continuò a crescere nel corso di tutti gli anni '80 .

Tornato a più riprese nel suo paese di origine , le conseguenze delle sue contestazioni non tardarono a manifestarsi. Il primo dei grandi eventi traumatici che segneranno profondamente la sua esitenza si manifestò il 9 ottobre del 1988. Mentre, in compagnia di alcuni studenti si dirigeva verso l'università di Tizi Ouzou per distribuire alcuni volantini che invitavano allo sciopero generale in solidarietà con le manifestazioni che si stavano tenendo ad Algeri, la sua auto fu intercettata dai gendarmi algerini. I suoi compagni di viaggio furono arrestati, ma per il ribelle le cose andarono peggio. Senza motivo apparente uno degli agenti fece fuoco . Lounes crollò a terra colpito da cinque proiettili, uno dei quali gli perforò l'intestino.
Ritenuto morto in un primo momento , venne trasportato ( con molta calma) all'ospedale di Ain El Hammam quindi a quello di Tizi Ouzou ed in seguito trasferito alla Orange Tree Clinic di Algeri dove rimase per circa sei mesi. Le sue cure saranno ostacolate in modo evidente dalle autorità algerine che sicuramente avrebbero preferito un suo decesso piuttosto che una sua riabilitazione. Le richieste inoltrate per un suo traferimenti presso una struttura ospedaliera in Francia verranno negate periodicamente. Finalmente il 29 Marzo del 1989 sarà dato il consenso per un suo trasferimento in Francia presso L'ospedale Beaujon. L'incidente accorsogli e le successive peripezie ospedaliere lasceranno il segno; a causa di un evidente negligenza del personale medico algerino, Lounes si ritroverà una gamba più corta dell'altra di cinque centimetri e sarà condannato ad una disabilità permanente. Sopravvissuto alla sparatoria , nel corso dei diciotto mesi che la seguirono, subì più di 

quindici operazioni chirurgiche. 

Isabelle Adjani gli fa visita in ospedale
 Fedele al suo spirito sarcastico e combattivo queste sue disavventure finirono per costituire la colonna portante dell'album '' L'ironie du sorte '' pubblicato nel 1989, composto durante la sua lunga convalescenza.

Le disavventure per Lounes non finirono qui. Una volta tornato in Algeria, nel mese di agosto del 1990 venne ferito da una pugnalata infertagli nel corso di una lite con un vicino di casa. Sarà di nuovo ricoverato in ospedale per un breve periodo.

Violentemente contrario di terrorismo islamico, Lounes Matoub condannò fermamente l'assassinio di intellettuali e le violenze che si susseguirono in Algeria agli inizi degli anni '90. Durante la guerra civile, che ebbe iniio inizio nel 1992, il Gruppo islamico armato islamista (GIA), aggiunse il suo nome a una hitlist di artisti e intellettuali da eliminare.

La sera del 25 settembre 1994,mentre si trovava in un caffè in Cabilia in compagnia di alcuni amici, Lounes Matoub viene rapito da un gruppo di venti terroristi armati appartenenti al GIA . La notizia ha l'effetto di una bomba e sconvolge la Cabilia intera.
Giudicato da un tribunale islamico , sarà condannato a morte a causa delle sue idee e della supposta blasfemia contenuta nelle sue canzoni. Vivrà ogni giorno nell'angoscia e nel timore di esecuzione. Nelle sue memorie ricorda : "Sono stato giudicato e condannato a morte. Durante i giorni seguenti hanno continuato a rimproverarmi per le mie canzoni e il mio impegno. Mi hanno trattato come un miscredente, un nemico di Dio. In diverse occasioni hanno ricordato una mia affermaziane fatta nel corso di un programma speciale dedicato all'Algeria, nella quale dicevo di non essere arabo e di non avere l'obbligo di essere mussulmano. Hanno visto il programma ? Probabilmente no, ma le mie parole sono state riportate loro e questa frase è stata sufficiente a condannarmi a morte. La mia liberazione era impensabile. "

A seguito di una massiccia mobilitazione del popolo Cabilo , che minacciavano una guerra totale e senza quartiere all'islamismo, Lounes venne rilasciato il 10 ottobre 1994 dopo sedici giorni di prigionia, con la precisa raccomandazione di smettere di cantare . L'annuncio della sua liberazione è accolto da moti di gioia e tripudio in tutta la Cabilia, ma non mancheranno le insinuazioni velenose. La propaganda del regime algerino (sempre al lavoro) fomenterà speculazioni e dubbi ; il cantante sarà accusato di avere montato ad arte uno scenario falso con lo scopo di aumentare la sua popolarità.



 Dopo questi eventi, Lounes Matoub si rifugiò in Francia dove scrisse un il libro autobiografico inititolato semplicemente "Ribelle". A proposito di quanto scritto affermerà : "Questo libro è la somma di tutte le sofferenze passate. Il mio sequestro ed il mio rilascio in virtù della mobilitazione popolare, è stato il grilletto che ha scatenato il bisogno di scrivere. E 'stato un momento importante della mia vita. Quando ero convalescente, il sostegno della popolazione ha rappresentato per me un grande conforto psicologico. Anche quest'ultimo episodio è stato molto duro, molto doloroso. Sequestrato per 15 notti ,morto 15 volte consecutivamente .Questo è ciò che mi ha spinto a scrivere questo libro. La scrittura rimane una testimonianza durevole del pericolo insito nell'integralismo islamista."

Non interuppe per nulla la sua attività musicale e continuò a produrre album e a tenere concerti mantenendo invariato il livello delle sue invettive. Ricevette in questo periodo molti premi in virtù del suo impegno nella lotta per la libertà e l'affermazione dei diritti delle minoranze. Il mondo, non solo accademico, riconosceva a Lounes Matoub i suoi meriti , professionali e umani, mentre le istituzioni del suo paese di origine lo consideravano un reietto da eliminare.

L'esilio francese , pur foriero di molte soddisfazioni professionali, stava comunque stretto a Lounes che provava un forte senso di nostalgia per la Cabilia. La sua carriera artistica è sempre stata inseparabile dalla sua lotta politica ed il desiderio di riparare alle ingiustizie non è mai scemato in lui.

Per questi motivi, nonostante i pericoli e le minaccie , decise di rientrare in patria, tornando in Francia saltuariamente quando gli impegni professionali lo imponevano : " Devo tornare a casa,ho la mia battaglia da combattere. [...] Io preferirei morire per le mie idee piuttosto che morire di malattia o di vecchiaia nel mio letto." 

Con Nadia (Armato)
 

Dopo due matrimoni andati male ( Djamila e Saadia), nel 1997 Lounes incontrò Nadia che diverrà la sua terza moglie. La nuova consorte faticò ad accettare il nuovo stile di vita , sempre incerto e privo di sicurezza. Lounes dal canto suo rifiutò ogni tipo di protezione : "Ad ogni modo, essi un giorno mi avranno. So che morirò. Domani? Tra due mesi ? Non lo so. Preserverò la mia privacy fino alla fine . Se mi uccidono, vorrei essere ricoperto dalla bandiera nazionale e seppellito nella mia città natale . Quel giorno, io verrò consegnato all'eternità"

Nel mentre, instancabile, continuò a lavorare ad un nuovo album intitolato " Lettre ouverte aux ....." nel quale denuncia la viltà e la stupidità del governo algerino. L'album contiene una versione parodiata dell'inno nazionale algerino, una nuova beffa verso il potere : " So che questo mi creerà problemi , potrei addirittura essere arrestato ,me ne assumo il rischio. Dopo tutto dobbiamo andare avanti verso la democrazia e la libertà di espressione. "

Purtroppo non riuscirà a vedere gli effetti delle sue contestazioni.

Il 25 Giugno del 1998, mentre tornava a casa in compagnia della bella moglie e delle sue due sorelle, Lounes troverà la morte nel corso di un attentato. La sua auto sarà crivellata di proiettili ( 78 , in seguito agli accertamenti della polizia) sulla strada tra Tizi Ouzou e At Douala, a pochi chilometri dal suo villaggio natale. La moglie e le sorelle si salveranno , riportanto lievi lesioni . Gli assalitori estrarranno Lounes dalla sua Mercedes e si assicureranno della sua morte sparandogli due ulteriori proiettili a distanza ravvicinata, uno alla testa ed uno al cuore.


La notizia della sua morte si diffuse a macchia d'olio in tutta la Cabilia. Una settimana di violenti disordini sono seguiti alla sua morte. Giovani manifestanti si sono scontrati con la polizia in assetto antisommossa e hanno attaccato gli uffici del governo simbolo del regime gridando "Potere assassino" .

Al suo funerale, tenutosi il 28 Giugno, tre giorni dopo l'attentato, parteciparono centinaia di migliaia di persone, per rendere omaggio a colui che diede la sua vita per la libertà del suo popolo.

Loune Matoub fù sepolto, secondo il suo volere, nel villaggio natale , tra un fico e un albero di ciliegio, di fronte alla casa in cui era nato 42 anni prima.
I veri mandanti dell'assassinio del musicista rimangono ancora ignoti. Il GIA (Gruppo islamico armato) se ne è assunto la paternità, ma molti attivisti berberi hanno accusto il governo per la morte di Lounes Matoub . Una settimana dopo la sua morte verrà approvata la legge che bandirà dalla vita pubblica algerina ogni tipo di lingua ad esclusione dell'arabo. Legge che Lounes avversò con tutte le sue forze. 



La Famiglia creerà ad una fondazione a suo nome per mantenerne viva la memoria, 

La tomba
gettare luce sulle circostanze del suo assassinio e promuovere i valori che difendeva. Due strade in Francia saranno a lui intitolate, a Grenoble e a Lione.

Artista di talento divenuto in seguito alla sua dipartita un martire del nazionalismo Cabilo, ha dimostrato con le sue canzoni la veridicità del vecchio detto popolare, " ne uccide più la lingua che la spada".



 

Grande sostenitore di valori quali federalismo, laicità, democrazia e libertà di parola. Rivendicava il riconoscimento della lingua berbera come lingua nazionale e ufficiale, e il decentramento dell'istruzione pubblica. Nelle sue canzoni egli ha sempre difeso la propria lingua, messa al bando dalla costituzione.

Le armi di Matoub erano le parole, che egli dominava con rara maestria, contribuendo con esse ad elevare il proprio idioma da gergo reietto e disprezzato a lingua di una cultura moderna e viva. Per questo egli è indubbiamente da considerare uno degli esponenti di spicco della cultura berbera contemporanea ed una figura esemplare nel panorama civile del novecento.






 

Lounès Matoub - Ay izem  (1978)



                             


01Ay Izem (Ô lion)
02 Ifenanen
03 Tegrawla-nneɣ
04 Aqlaɣ
05 Ya lferh-iw
06  Leḥbab-iw
07 Terriḍ
08 Anfiyi


HERE 



 Lounès Matoub -Dawessu (1978)





01 A yemma aεzizen (Très chere mère)
02 Azul felawen
03 Nehder mitmal ddunit
04 Tiɣratin an ṛuḥ
05  Inaɣd ayen akka
06
Ddeεwessu (La malédiction)


HERE


 Lounès Matoub - A lhif yuran (1979)





01 Azul a mmi-s idurar (Au fils des montagnes)
02 Ger idurar n Luṛis (Les Aurès)
03 Ufiɣt yeduri tejra
04 Tegrurez
05 Ay idurar n Ğeṛğeṛ (Montagnes du Djurdjura)
06 Abehri
07 A lḥif yuran (Malheur inscrit)


HERE



Lounès Matoub ‎– Ay aḥlili   (1979)



 
01 Ay ahlili 
02 Athidhets Erdjou 
03 Gara nneɣ ur d yigri usirem
04 Ay aḥbib assa ad ṛuḥeɣ
05 Ak°it ay arrac nneɣ


HERE


 Lounès Matoub - Ṛuḥ ay aqcic  (1979)




01 Yaw at n magret
02 Ṛuḥ ay aqcic (Va, jeune homme)
03 Eqdaɣ lyass
04 Ur diyi-sseḍlam (Le sort affligé)
05 Ay akal hader
06 Idewweṛ i wedrar (La montagne encerclée)
07 Amirouche et Ferhat
08 Yeb°ded lawan
09 Acangal yezi
10 Arqiq lhal-iw



HERE


 Lounès Matoub - Yekkes-as i znad ucekkel  (1979)




01 Yekkes-as i znad ucekkal
02 Ay imesdurar (Les montagnards)
03 Aken kan id ttaxreɣ
04 
A tidett wi kem-iεebban (Le fardeau de la vérité)
05 Iwexxer wagu
06 Ğeṛğeṛ yessawel i Luṛis (Le Djurdjura appelle les Aurès)




HERE

 

Lounès Matoub -  A ttwaliɣ (1980)




01 Waka m di-ssawlen
02 Xas ṛuḥ (Fin de règne)
03 Ay aqcic (Au pays des Kabyles)
04 Annaɣ i yi-iga ṛṛay-iw (La raison dévoyée)
05 Tilelli (La liberté)
06 Uh ay ihbiben-is
07 Ttaṛ-im a m-t-id-rreɣ (Ta vengeance)
08 A ttwaliɣ (Vision)



HERE



Lounès Matoub -Récital à l'Olympia  (1980)




01 intro
02 JSK
03 Imazighen
04 D'Aghrib
05 L'Guira thefra
06 Poemes Tayeb
07 Tter


HERE




Lounès Matoub - At Yiraten   (1981)






01 Muggreɣ At Yiraten (Les Aït Irathen)
02 Iffis
03 A askri
04 A mmi aεzizen (Mon fils adoré)
05  Yenayi aqli ad ṛuḥeɣ
06 Anef-iyi ad ruɣ (L'aunée)


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 Lounès Matoub - Slaεbitt ay abeḥri   (1981)




Vol.1: Slaεbitt ay abeḥri









01 Sleεb-itt ay abeḥri (Le vent de la liberté)
02 Defreɣ-k s wallen-iw
03 An-nerreẓ wala an-neknu (Plutôt rompre que plier)
04 Ay adrar n At Yiraten (La montagne des Aït Irathen)






Vol.2: Yeḥzen Lwad Aεissi








01 Yeḥzen Lwad Aεisi (Oued Aissi en deuil)
02 Amuss yezga izedɣiten
03 Lwexda iṣaren (Terrible malheur)
04  Berzidan (Président)


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 Lounès Matoub - Tirgin   (1982)





01 Ru ay ul (Nos reniements)
02 Tiɣri idurar (L'appel des montagnes)
03 Kumiṣar (Commissaire)
04 Tirgin (Les braises)
05 Assa tesεiḍ (Mon coeur sous une dalle)
06 Letnayen iṛuḥ d tlata
07 Ameḥbus-iw (Mon prisonnier)
08 Mi neztel s lkif


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Lounès Matoub - Tamsalt-n-Slima  (1983)




01 Ur ifur
02 
Imcumen
03 Allah wakbeṛ (Allah est grand)
04  Afalku bezru leɣrib
05 As lferh
06 Abrid at n a
εqel
07 Tamsalt n Sliman (L’épreuve de Slimane)
08
Yir tayri (L'amour infâme)
09  A lexlaxel


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Lounès Matoub - Atarwa lhif   (1984)






01 Lhaq (La raison)
02 A sidi Abderahmane (Saint Abderahmane)
03 Monsieur le Président
04 Asa djazayri
05 Igujilen (Les orphelins)
06 A tarwa n lḥif (Les enfants du malheur)


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 Lounès Matoub -Dda hemou  (1985)








01 Da Hamou
02 Asɣersif (Le peuplier)
03 Yecbas i rebbi leqlam
04 Ẓẓehr-iw (Ma chance)
05  Tamsalt-iw (Mon épreuve)
06 Aṭṭan n mmi (Le mal de mon fils)
07 Lgirra n esscandriya
08 Qelleb lmetl-im (Ton exemple)



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Lounès Matoub - Lbabur (1985)









01 Imɣereq
02 Ma suɣeɣ (La calamité)
03 Lbabur
04 Tadukla (L'amitié)
05 Ugadeɣ a k-rwin (Peur qu'ils te ravagent)
06  Zzriɣ accu
07  Lebɣ-iw d array-iw
08  Mrehba s lehbab



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Lounès Matoub - Les deux compères (1986)







01  Les deux compères
02 Yir argaz (Homme indigne)
03 A mes frères
04 Aɣrib (L'exilé)
05 Amek akka (Infamie et châtiment)
06 Utlif
07 Uh ay ihbiben-iw
08  Ul-iw gezm-it (Coeur-crible)


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Lounès Matoub - Tamurt-iw (1986)




01 Yir aqbayli
02 Ddunit-iw (Ma vie)
03 A tamurt-iw (Ma patrie)
04 Lezzayer (L'Algérie)
05  Askri
06  Imdanen
07  Eras tili


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 Lounès Matoub - Thissirth n'endama  (1987)





01 Tensa tafat
02 Udem n Lezzayer (Le visage de l'Algérie)
03 Sseḥseb (Pourpense)
04 Tadart-a
05 Instrumental tensa tafat
06 Tissirt n endama
07  Dayen idub ṛṛuḥ (Les âmes fendues)




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Lounès Matoub - Lmut  (1988)







01  Tidett yeffren

02 Idrimen 
03  Igiṛṛu n lkif (Le chanvre)
04 Ihedaden bb°awal (Les cisailleurs de mots)
05 Ay arrac (La jeunesse)

06 Uzu n tayri (Le couteau de l'amour)
07  Lmut (La mort)

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Lounès Matoub - Rwah rwah  (1988)






01 Sserhas ay adu
02 Aɣrib (L'éxilé)
03 Abrid ireglen (La route entravée)
05 At-tili lḥağa (L'insaisissable)
06 Arrac n tmanyin
07 S kra b-b°i-ghelken yeḥla (Les souffrants sans rémission)
08 Attas i-ssyenan


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 Lounès Matoub - L'ironie du sort ( 1989 )






01  Ayen iraden (L'ironie du sort)
02 Yir lehlak (Elle s'arrache: la liberté)
03 Wissen (La désillusion)
04 A win iṛuḥen (Amertumes et regrets)
05  Lεemeṛ-iw (Ma vie)
06 Imceblen (La déchirure)
07 Ameni (L'espoir)
08 Ssu-yas (La gifle)
09 Tarewla (Le repentir)


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Lounès Matoub - Regard sur l'histoire d'un pays damné  (1991)








Vol.1: Regard sur l'histoire d'un pays damné



 01 Regard sur l'histoire d'un pays damné  part 1
 02 Regard sur l'histoire d'un pays damné   part 2


 Vol 2 : Izriw



01 Iẓri-w (Mes yeux)
02 Aḥlil Aḥlil (Misère pour misère)
03 Tadukli (Fratrie)
04 Uzu tassa
05 Abeḥri n lḥif (La brise du malheur)


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Lounès Matoub - Communion avec la patrie  (1993)


Vol.1: Communion avec la patrie




01 Hymne à Boudiaf
02 A yemma amek (Quel est ton sort, mère ?)
03 Imesḥaf (Les monstres)
04 Amğazi (Communion avec la patrie)




Vol.2: Lmeḥna




01 A yemma yemma (La fleur saxifrage)
02 Tuzzma n temɣer (L'effroi de l'âge)
03 Si ddaw uẓekka tiɣri-w (De la tombe, mon appel !)
04 Amessefray (Ma voix, dans le vide...)
05 Taseεdit (Tassadit)
06 Lmeḥna (La peine)


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Lounès Matoub - Kenza  (1994)




01 Mm imezran (La gracieuse)
02 A ṭṭaffareɣ deg wussan (L'agneau oblatif)
03 Ttuɣ (L'amoureux réprouvé)
04 Kenza
05  Ṛuḥ ṛuḥ
06 Tamara (La contrainte)
07 Tannumi (L'habitude)
08 Tatut (L'oubli)
09 Tiɣri u gujil


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Lounès Matoub - Tiɣri g-gemma   ( 1996 )






Vol.1: Assirem



01 Asirem (L'espoir)
02 Tameddit b-b°ass (La fin du jour)
03 Abrid n tdukli (L'horizon prospère)
04 Asmekti t-tuzzma (Remords et regrets)
05 Yir aṭṭan (La fatalité)
06 Lɣella n ṭṭrad (Le butin de guerre)
07 La soeur musulmane




Vol.2: Tiɣri g-gemma




01 Taεekkemt n tegrawla (Epreuves de révolution)
02 Imettawen-iw (Mes larmes)
03 Tiɣri g-gemma (La complainte de ma mère)
04 Tuzzma (L'effroi)
05  Lḥif n nnger (La déshérence)
06  Lmutt b-b°egrawliw (Compagnon de la révolution)
07 Tiɣri n tağğalt (La révolte de la veuve)


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Lounès Matoub - Au nom de tous les miens  (1997)








Vol. 1 : Semeḥtiyi

01 Semmeḥt-iyi a leḥbab-iw (Mes amis... désolé)
02 Ay ixf-iw (Mon âme, que faire ?)
03 Anda-tt teεzibt (La vertu dépravée)
04 A baba ṛuh (Va, père)
05 Ay aḥbib-iw (L'ami fidèle)
06 Imcumen (Les scélérats)

 

Vol. 2 : Sel kan i dderz

01 Sel kan i dderz (Le temps au galop)
02 Ffeɣ ay ajṛad tamurt-iw (L'armée de sauterelles)
03 At yetran (Les galonnés)
04 Qqurent tregwa (Les rigoles de mes yeux)
05 Ay izri yesrindimen (A chaudes larmes)
06 Armi glalzeɣ i faqeɣ (Ebranlé)


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Lounès Matoub -  Lettre ouverte aux… 





Vol.1: Tabratt i lḥekam

01 Ayen ayen (Ma vie d'abîme)
02 A tamɣart (Sa perdition)
03 Ifut lawan (L'ogresse de ma vie)
04 Nezga (L'amour fou)
05 Tabratt i lḥekam (Lettre ouverte aux...)

 

Vol.2: I luḥqed zhir

01 Ur sḥissif ara (Le col du salut)
02 Iluḥq-ed zzhir (A nos portes, la mort !)
03 Ddu d webrid-ik a l'ḥif (Salubre misère)
04 Yehwa-yam (Libre et femme)
05  Beddeɣ di tizi (Le gâchis)
07 Sers iman-ik (Narcisse noyé)


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 1998   Lounès Matoub - L'adieu... (Live Zénith 98)




CD 1

01 Assirem 
02  Le Djurdjura : Ma vie
03 Avrid ireglen
04 Monsieur le président  
05  La giffle  
06 Kenza
07 Esslavits ayaverhi  
08 Tighri n tajjalt  
09 Hymne à Boudiaf  
10 Taekwent n tegrawla 


 CD2

01 Aurifur
02 Tatut  
03 Ezzyar  
04 L'espoir
05 Ellah ouakbar  
06 Iguiru n lkif  
07 Rwah rwah
08 Igujilen  
09 Lettre ouverte aux....  
10 Ayahviviw
11 Ouidh issefsaden
12 As el farh

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