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Visualizzazione dei post con l'etichetta disco fever

KILLER GROOVE: KOOL AND THE GANG, OPEN SESAME

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Ancora un brano inserito nella colonna sonora di "Saturday Night Fever", forse uno dei migliori, anzi diciamo pure "il migliore". Uno dei ultimi pezzoni "funk" puri prima dell'arrivo nella band di James T. Taylor che annacquerà il sound della band facendola diventare un'altra cosa. Una cavalcata di quattro minuti che ebbe il suo momento di gloria nell'epopea "disco" e ne divenne uno degli inni, seppure, come detto, fosse uno dei brani funk più esagerati che siano mai stati scritti e suonati. Intro da manuale, ritmo incalzante, "lo spirito del funk" qui si è rivelato a noi e, come diceva qualcuno, "si è fatto carne". Let's Groove With The Genie !

KILLER GROOVE: DAVID SHIRE, MANHATTAN SKYLINE

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Disco music, pura e semplice disco. Non andrò a compiere arrampicate su superfici lisce e vetrose per giustificare la scelta del killer groove di oggi, soltanto la voglia di ascoltare un brano che sia da viatico per il 2014 e mi affranchi per sempre dalle miserie del 2013. Il brano l'ho preso dalla colonna sonora di Saturday Night Fever, l'autore è David Shire, compositore di musical per Broadway e colonne sonore per il cinema, da ricordare la o.s.t. de "La Conversazione" di Francis Ford Coppola, nonché per la televisione. Di questo brano mi piace il groove che riescono a creare i fiati e l'atmosfera che focalizza bene la New York danzereccia dei tardi anni '70. Niente di più, ma oggi mi basta così.

KILLER GROOVE: DETROIT EMERALDS, LET'S GET TOGETHER

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Dici Detroit e pensi alla Motown, ma se dici Detroit Emeralds forse nei recessi della memoria ti ricordi di una band che incideva per altre etichette della città dei motori e che in patria non ottenne mai un successo strepitoso, se non nelle classifiche r'n'b. Altra storia con il Regno Unito, dove i Detroit Emeralds nel 1973 arrivarono al nr.4 delle charts con "Feel The Need", canzone poi dalle molte cover. Ma il "killer groove" di oggi è un pezzo che arriva dal 1978, omonimo dell'album e l'ultimo inciso dalla band; "Let's Get Together" è uno di quei brani adatti per far prendere fuoco ai piedi e molto lo si deve alla longa manus di Tom Moulton che mixò questo e gli altri brani del disco registrati in quel di Detroit, nei Sigma Studio di Philadelphia. Quindi abbiamo un groove soul con dentro molta disco, arrangiamenti con gli archi in primo piano suonati a velocità stratosferica, i fiati a rimarcare il ritmo per un risultato che da ...

DISCO FEVER: TAVARES

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Prima di parlare dei fratelli Tavares, vorrei fare una precisazione: si dice che la disco sia uno dei generi più infami mai apparsi sul pianeta, quello che vedo nelle statistiche del mio piccolo blog però è che i post dedicati al genere sono tra i più gettonati. Quindi chi li legge o lo fa per mera curiosità, oppure, molto probabilmente la disco ha degli estimatori "nascosti" che si vergognano a parlarne in pubblico. Detto questo, il gruppo di oggi  è stato uno tra i più vituperati e presi a cattivo esempio di quello che era la disco. Anche se poi il termine disco ai Tavares va stretto, essendo nati nel 1959 come "Chubby and The Turnpikes", ebbero il loro primo successo a livello locale nel 1967, cambiarono il loro nome in Tavares nel 1973, divenendo una band di successo planetario con l'avvento della disco music. Il loro stile però era ben lontano da come il genere era comunemente inteso, essendo più una forma di r'n'b con venature soul, sempre molto...

DISCO FEVER: HERBIE HANCOCK

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Che ci fa Herbie Hancock in questa rubrica dedicata ai personaggi che caratterizzarono al meglio la disco music? Beh, se qualcuno si ricorda dell'album "Sunlight" del 1978 forse converrà con me che la citazione in questo caso è appropriata. In particolare nel pezzo che apre il disco "I thought it was you" c'è l'inizio di quello che nel decennio successivo si svilupperà in chiave "Electro". Forse per Hancock "Sunlight" non fu altro che un divertissement, visto che il nostro, pur continuando a suonare da sempre jazz tradizionale, ha sempre seguito l'istinto del momento, costruendo dei veri e propri monumenti in campo musicale, creando dei nuovi stili a cui tutti poi si sono accodati. Hancock è stato uno dei più grandi innovatori della musica, sempre in anticipo sui tempi, basta ricordare quel mirabile capolavoro del 1974 "Headhunters", sintesi perfetta di jazz e funk e "Future Shock" del 1983 dove come un nove...

DISCO FEVER: CHIC

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Quando nell'autunno del 1977, la band newyorchese degli Chic se ne uscì con il brano "Dance, Dance, Dance", il mondo si accorse che anche nelle piste da ballo c'era qualcuno che suonava come le band rock più celebrate del momento. Il gruppo degli Chic era guidato da due grandi strumentisti con molto sale in zucca: il bassista Bernard Edwards ed il chitarrista Nile Rodgers, riuscirono con una manciata di brani e con la produzione di artisti fin li dediti ad altro genere, ad essere un punto di riferimento per tutto il mondo musicale di fine anni '70. La loro, a ben guardare, fu una formula semplice ma accattivante, presero le progressioni di accordi jazzati presenti nel funk più duro, riff tiratissimi, cantati semplici ed accessibili a tutti e un groove funky quanto bastava per trasformare la disco in un'altra cosa da come era conosciuta fino ad allora. "Le Freak" fu il loro successo planetario, seguito l'anno seguente da "Good Times"...

DISCO FEVER: THE TRAMMPS

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I Trammps, insieme a Kc e agli Chic, sono stati la band più popolare e ballata nelle disco di tutto il pianeta terra e se c'è un gruppo che è sinonimo di disco music, beh, questi sono loro.  Sicuramente innestarono con dosi massicce di soul e funk la loro musica, tenendo però sempre la barra al centro di una facilità di ascolto unita ad una riconoscibilità al primo arrivo delle note. Pur essendo popolarissimi ed amati da schiere di ballerini, i loro dischi non sono mai arrivati ai primi posti delle hit di vendita, se escludiamo "Disco Inferno", piazzatosi al nr 11 della hot 100 di Billboard dopo il passaggio nel film "Saturday Night Fever" e fu proprio con questo brano che ottennero una vasta popolarità anche da noi. Un bel combo di musica danzereccia i Trammps, guidati dall'inconfondibile voce di Jimmy Ellis, scomparso lo scorso 8 Marzo, era da tempo malato di Alzheimer, iniziarono principalmente come cover band nel 1972 per poi dedicarsi a composizioni...