
Con questo cd dedicato alle musiche e alle parole di Leo Ferrè, i Tetes
de Bois sono stati vincitori del Premio Tenco 2002 come miglior
interprete, ma il loro viaggio è cominciato molto prima, nel 1992, si
dice con un concerto su un vecchio furgoncino trasformato in palco
ambulante.
Dalle esibizioni nelle stazioni dei metrò, ai concerti muti negli zoo
fino alla Festa europea della Musica, i Tetes de Bois hanno coltivato
un´identità itinerante, che li ha portati a dirigere importanti
festivals, a ideare eventi di portata internazionale, a scrivere colonne
sonore per films e spettacoli teatrali. Oggi il gruppo merita di essere
considerato allo stesso tempo italiano ed europeo, uno dei pochi per
cui il termine "cultura" nel suo significato più vero ed esteso non
suona azzardato.
"Ferrè, l´amore e la rivolta" è il loro terzo cd, distribuito in Italia
dal Manifesto e in Europa da Harmonia Mundi ed è un´ulteriore prova di
come i Tetes de Bois riescano ad allargare i loro orizzonti alla poesia e
al teatro, mantenendo intatta la qualità e l´intensità della musica.
Queste quattordici canzoni comprendono brani di Ferrè reinterpretati e
alcune poesie di Baudelaire e di Rimbaud eseguite dal gruppo. Pur con
tutte le diversità del caso, l´operazione ricorda ciò che Andrea
Chimenti ha fatto con la parola di Ungaretti ("Il porto sepolto"): nel
rispetto dello spirito anarchico e dell’etica di Ferrè, i Tetes de Bois
riescono a suonare comunque personali, andando oltre quello che avrebbe
potuto essere un semplice tributo.
Il disco introduce all´opera dell´autore francese, mostrando l´influenza
che questa ha avuto sulla canzone italiana (De Andrè, Conte, Capossela,
Fossati, La Crus) ed europea. Ma gode anche di una profondità
originale, a sé stante, che lo fa essere a tutti gli effetti un disco
dei Tetes de Bois, nuovo e coerente con la produzione del gruppo: la
voce di Andrea Satta si destreggia senza esitazioni in italiano e in
francese, sia sulle arie più notturne che su quelle più sfrontate.
Batteria e contrabbasso creano metriche sinuose, tra il jazz, lo swing e
la chanson, su cui la tromba e il piano si muovono come pensieri che
proseguono le parole di Ferrè.
Daniele Silvestri si presta in "Non si può essere seri a diciassette
anni", tenendosi lontano dalle sue ultime leggerezze; la voce di Nada
offre una versione toccante, tutt´altro che lacrimevole di "La luna",
mentre Francesco Di Giacomo ha a che fare con l´eroticità diretta e
senza pruriti de "Il tuo stile". Tutto il disco si appoggia su
arrangiamenti essenziali, su brevi assoli solitari, che si accordano con
la drammaticità esistenziale sofferta di Ferrè.
I Tetes de Bois riescono a creare uno spleen che appartiene tanto a loro
quanto ad un´epoca che va da Verlaine, a Racine fino ai giorni nostri,
riassunta nella conclusiva "Saint-Germain-des-Près": un luogo dello
spirito in cui termini come rivolta e sentimenti sono parraleli e
complementari. Andrea Satta e i suoi compagni di viaggio hanno il dono
dell´incanto, governano la gravità delle note e dei testi, ne rallentano
lo scorrimento, dando loro peso come in un fermoimmagine.
Senza esagerare, questo cd ci fa dire che sia Ferrè che i Tetes de Bois "hanno il cuore come quelle rocce vestite di spuma".
da http://www.mescalina.it/musica/recensioni/tetes-de-bois-ferre-lamore-e-la-rivolta
Voce: Andrea Satta;
contrabbasso, campionamenti e computer: Carlo Amato;
pianoforte e tastiere: Angelo Pelini;
tromba: Luca De Carlo;
chitarre: Maurizio Pizzardi;
batteria: Raffaello Murrone;
sax soprano e tenore (tracce 6,11,13): Antonio Marangolo;
percussioni (traccia 10): Giovanni Lo Cascio;
violoncello (tracce 4,7,8): Giuseppe Mulè;
chitarra (traccia 1): Rodolfo Maltese;
cane solista (traccia 2): Thomàs.
1. Sono chi sai
2. La porta
3. L'albatros
4. Non si può essere seri a diciassette anni
5. Gli stranieri
6. Il tuo stile
7. Gli anarchici
8. Jolie môme
9. Col tempo
10. La luna
11. Vent'anni
12. Il battello ubriaco
13. Come a Ostenda
14. Saint-Germain-des-Prés
Disco fuori commercio (se non ci credi, verifica
qui). Prova ad ascoltare questo gioiellino
qui.