Visualizzazione post con etichetta Doris Norton. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Doris Norton. Mostra tutti i post

giovedì 29 gennaio 2015

Doris Norton - 1981 - Parapsycho (vinyl version)

TRACKLIST:

Lato A
01. Parapsycho
02. Ludus
03. Psychic Research
04. Telepathia 

Lato B
01. Hypnotised by Norton
02. Tears
03. Obsession
04. Precognition

LINE UP:

Doris Norton - vocal, keyboards, software
Alex Cooper - flute
Mike Lee - guitars
Antonius Rex - bass, guitar synth
Andy Jackson - drums

Guest:

Tullio De Piscopo - drums
Hugo Heredia - flute in "Hypnotised"

Un po' per pigrizia, un po' per non ripetersi, ho scelto una delle tante recensioni relative a questo disco pubblicato nel 1981 da Doris Norton, da poco ristampato dalla Black Widow (2013) per celebrarne il 32° anniversario. La versione qui postata è rippata direttamente dal vinile originale, I file sono due, uno per ogni facciata. Leggiamo allora quanto scrive Leonardo Di Maio sul sito "Ondarock": "Doris Norton rappresenta un piccolo vanto nazionale. Figura di culto in ambito internazionale, la Norton è da considerarsi un'autentica pioniera nel campo della techno "ante litteram", sebbene le sue radici affondino nel vero rock gotico degli anni Settanta, in virtù di tenebrosa tastierista dei gruppi Jacula e Antonius Rex, formati insieme a suo marito Antonio Bartoccetti e svariati turnisti di studio (che andavano da pseudo satanisti come Charles Tiring a jazzisti come Marco Ratti e Hugo Heredia, fino addirittura a una comparsata fugace di Paolo Tofani degli Area). Già gli Antonius Rex lasciavano presagire una svolta stilistica meno scura degli Jacula, sperimentando di più sull'elettronica e su nuovi prototipi di sintetizzatori. La Norton quindi pensò bene di cimentarsi in proprio su questo tipo di sperimentazioni in ambito rock, seguendo l'influsso dei maestri tedeschi del genere, Tangerine Dream e Klaus Schulze in primis. Dopo l'album per soli software musicali, "Under Ground" (1980), stampato in proprio per la Musik Research, nel 1981 vide la luce il primo album ufficiale della Norton, "Parapsycho", uscito per la Disco Più/CGD.

Il disco gode di una fama forse superiore ai suoi effettivi meriti artistici (che saranno sviluppati con più cognizione di causa nei successivi "Raptus" e "Nortoncomputerforpeace", usciti entrambi per la Durium rispettivamente nel 1981 e 1983), ma contiene in nuce già tutti i codici stilistici della sua arte. "Parapsycho" soffre ancora di poca omogeneità, attaccato in parte al progressive del passato, mentre i pochi punti musicalmente più avanzati guardano decisamente al futuro. La title track, per esempio, è un classico brano progressive di matrice hard, seppure di buona fattura (diciamo affine a certe cose degli Atomic Rooster). La morbida "Ludus" richiama alla mente l'elettronica di Schulze (la leggenda narra che Angelo Badalamenti si sia ispirato a questo pezzo per il suo "Laura Palmer's Theme", ma francamente i due pezzi non si somigliano affatto). L'aria sentimentale di "Telepathia" non è troppo distante da certi languidi temi del Guardiano Del Faro, mentre la melodia mistica di "Tears" sarebbe stata ideale in una colonna sonora di un film di genere degli anni Settanta. Il vero zenith del disco è l'incredibile proto-acid-techno di "Psychic Research", con un ritmo serrato (se aumentato e rimixato, potrebbe sembrare un pezzo gabber), elettronica psicotica (ottenuta smanettando a iosa sui synths) e lugubre declamazione di un Bartoccetti in trance. Altro brano eccentrico è "Hypnotised By Norton", un curioso connubio tra il progressive avanguardistico degli Opus Avantra e quello sanguigno degli Osanna. Chiude l'album "Obsession", che riprende in chiave più acida "The Gnome" degli Antonius Rex. Eccellente la bonus track qui contenuta, che si stenterebbe a credere che sia stata creata nel 1981 (e che forse qualche aggiustamento in fase recente c'è stato, dato che i coniugi Bartoccetti non sono esenti da sospetti del genere), "Precognition", che è una versione alternata in chiave minimal-synth di "Psychic Research".

Un'altra buona recensione è stata scritta da Giosué Impellizzeri sul sito "Soundzrise", La potrete leggere cliccando qui


Post by George

mercoledì 6 marzo 2013

Doris Norton - 1984 - Personal Computer

TRACKLIST:

01.  Personal Computer
02.  Norton Apple Software
03.  Binary Love
04.  Parallel Interface
05.  Caution Radiation Norton
06.  Personal Computer
07.  A.D.A. Converter


Il nome di Doris Norton è ampiamente conosciuto dai frequentatori della Stratosfera e a questo proposito vi rimando all'esaustivo post di Grog, relativo a "Raptus", primo lavoro solista di Doris Norton, datato 1981. Quello che vi propongo è invece il 4° album risalente al 1984. Con il vecchio logo della Apple in copertina, Doris Norton incide questo album su commissione della casa costruttrice di Cupertino, per promuovere le potenzialità dei loro computer Macintosh e della Roland Corporation. I titoli dei sette  brani sono emblematici. Doris, esperta di musica ed informatica, collaborerà in seguito anche con l'antagonista IBM per il quale realizzerà un programma per permettere di avere un registratore digitale a 8 piste sul proprio computer. Questa padronanza nell'uso delle macchine le permette di creare atmosfere sintetiche tanto gelide quanto affascinanti, binarie sequenze di bit che attraversano integrati, resistenze e condensatori e si trasformano in sonorità elettroniche basilari, ripetitive, che presagiscono la rivoluzione digitale che avrebbe poi coinvolto il mondo, mutando inevitabilmente il nostro modo di vivere. L'influenza dei Kraftwerk è fin troppo evidente, d'altronde loro sono i maestri del genere. L'indole sperimentale di Doris fa il resto: sommando verticalizzazioni sintetiche, ovattate batterie metronomiche, vocalizzi filtrati al vocoder e cupe linee di basso digitale, crea un suono elettronico dal fascino primordiale. Un esercizio di stile per Doris Norton e una premonizione per la nascente scena tecno che avrebbe invaso il mondo.  L'album venne anche pubblicato in musicassetta (gloriosa!). Buon ascolto.


Post by George

martedì 17 luglio 2012

1981 Doris Norton - Raptus

Doris Norton è nata con il MiniMoog ed è cresciuta con Apple Computer. Fondamentalmente è una musicista elettronica che sa anche fondere classico, contemporaneo e sperimentale. Riesce a creare con le sue tastiere ed i suoi personalissimi timbri gli ambienti giusti atti ad una costante simbiosi con il mio modo espressivo chitarristico.

Doris Norton è una musicista storicamente appassionata dell’elettronica e autentica progenitrice di mescolanze sonore tra questa scena musicale ed i paradigmi più classici del rock. Raputs non è il primo suo lavoro, uscì nel 1981, ma già parlava il linguaggio dei computer che a quei tempi veniva interpretato con effetti stroboscopici, moog e sintetizzatori onnipresenti. In fondo quello era il futuro come lo si immaginava a quei tempi, quando solo alcuni intravedevano le influeze disco-dance che avrebbero corso per tutti gli anni ’80 mentre la maggior parte delle persone lo intendeva come puro avant-garde, senza sapere bene il significato di questo termine. Solo alcuni si accorsero però di questo immenso potenziale (ad esempio la Roland, che oltre a promuovere quest’artista, ottenne dei grandi risultati musicali ed economici per tutto il decennio) che rischiava di restare inespresso per alcuni versi ed incompreso per altri, ma su cui al di là di qualsiasi rischio valeva la pena scommettere.

Raputs è un incedere continuo dove l’elettronica fa da contorno ma finisce per sovrastare anche la scena; il mix con le radici rock emerge solo in alcuni frangenti come nella title track con una batteria davvero preziosa. Non è un caso che compaia anche il nostro Tullio De Piscopo il quale, seppur noto ai più per brani dall’incastro pop, rappresenta un importantissimo batterista per la scena italiana e non solo (si veda l’esperienza con il primissimo Pino Daniele e James Senese). Soave l’inizio di Drugraptus che richiama la maestosità per anni elargita dai Queen seppur con una dose molto sottile di rock, quasi come ad autoescludersi da questo filone. Solo dopo due minuti fuoriesce qualche suono caro al progressive rock anni ’70 e qualche passaggio acustico dal sapore folk. Una tecnica basata sulla sovraincisione delle varie componenti che andavano ad arricchire i singoli brani, quando però la sovraincisione era a sua volta una tecnica molto poco diffusa. Erosraptus è fautore di uno space rock ancora più avanguardistico rispetto ai precedenti minuti, traccia corposa con elementi acustici e strumentali che dettano legge e utilizzano i sintetizzatori solo a margine della propria scena fatta di tecnica ma anche di arte. Il brano più affascinante e completo del lotto.

Doris Norton è una figura importante per la scena rock italiana, chi ha un paio d'anni d'ascolto alle spalle la rimembra di sicuro per la vita condivisa sia artisticamente che in qualità di moglie del re del rock occulto
Antonio Bartoccetti (Antonius Rex).
Questo album può essere considerato un piccolo gioiello di avanguardistico rock-elettronico, perché Doris è sempre stata un'interprete particolare sia nell'uso dell'organo negli anni Settanta che nell'evoluzione avuta con l'apporto dei sintetizzatori negli Ottanta, qualità che l'ha condotta a collaborazioni illustri con case quali la Roland nonché come appassionata del mondo dei software a ricoprire il ruolo d'esperto per la IBM.

Un personaggio geniale e sperimentatore è ciò che la Norton è stata ed è tuttora, non molti sapranno a esempio che ha supportato il figlio Rexanthony in fase di scrittura e arrangiamento di brani divenuti poi hit come
"Capturing Matrix" e "Polaris Dream".
L'artista in questione era già avanti nella propia concezione musicale nel 1981 con questo "Raptus", nel quale ritroviamo a supporto anche il compagno Antonius Rex in più vesti e con la sezione ritmica affidata a Lorenz Schulze e al batterista/percussionista d'eccezione Tullio De Piscopo, incrociando un'era musicale che stava cambiando notevolmente portando sempre più riscontri positivi al sound elettronico e tastieroso dei maestri Kraftwerk. Erano però anche gli anni dell'ascesa "synth-pop" dei Depeche Mode e Doris Norton riusciva nella sua alta fruibilità, nel suo essere orecchiabile a non cedere alle volontà di massa evidenziando all'interno dei brani una ricerca ossessiva di soluzioni mirate.

La sua musica è complessa, punta a espandere i fattori sensoriali tramite una continua presenza di elementi cangianti riscontrabili nella totalità del platter ma che divengono spiccati e di ancor più pregevole fattura nella conclusiva "Doris Norton Lab".
La ristampa di questo lavoro offre la possibilità ai più giovani di venire a contatto con una rilevante forma di progressive italiano, l'aggiunta della traccia video di "Psychoraptus" è un orpello comunque piacevole.
Qualunque sia la motivazione che vi spinga ad avvicinarvi a "Raptus" non perdete l'occasione di farlo vostro, è un pezzo di storia, della nostra storia.

Doris Norton è un personaggio che evoca ricordi spettrali negli amanti del progressive italiano a tinte scure: a fianco del compagno Antonio Bartoccetti ha scritto pagine indelebili di dark progressive. La sua voce e il suo organo chiesastico e macabro hanno impreziosito e hanno contribuito a rendere indimenticabili i dischi di Jacula e Antonius Rex che rimangono ancora oggi un’esperienza singolare nel panorama della musica italiana anni ’70, una sorta di colonna sonora ideale per i film horror di autori come Mario Bava e Riccardo Freda.
Un’artista che ci ricorda il passato e soprattutto come in passato si intravedeva il domani, ma nelle cui composizioni riusciamo a scovare alcune scelte fuori dai canoni di band attualissime.

Raptus

Doris Norton – voce, tastiere, software
Antonio Bartoccetti – voce, chitarra, tastiere
Lorenz Schulze – drum machine, percussioni
Tullio De Piscopo – batteria


Psychoraptus
Raptus
Drugraptus
Erosraptus
Doris Norton Lab


RAPTUS


GROG