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[MUSICA] 17 RE dei Litfiba, la storia del brano perduto


 

Non poteva che uscire il 17, ma dopo 40 anni, 17 RE: il nuovo singolo dei vecchi Litfiba, diciassettesima traccia dell'album del 1986 chiamato appunto 17 Re, ma all'epoca mancante.
E se con questi numeri siete entrati in confusione, non preoccupatevi: la questione è cabalistica.
Facciamo un salto indietro nel tempo.

[LIBRI] un viaggio nel mondo delle light novel (e nel futuro degli autori italiani)



Pensavamo fossero cartoni, invece erano... libri!
Solitamente molti anime sono tratti da manga, quando non sono un prodotto originale animato.
Ma può capitare invece che l'originale sia un romanzo, o meglio un romanzo illustrato, o meglio ancora una light novel: non un fumetto, quindi, ma un vero e proprio racconto (anche lungo) corredato di immagini.
Lascio la parola a Umberto, per un guest-post alla scoperta di questo particolare mezzo narrativo e per presentarvi il progetto LudoShiro!

[MUSICA] Kanashimi yo konnichi wa , l'opening theme di Maison Ikkoku


Nella primavera del 1986, sei anni dopo l'inizio della pubblicazione del manga sul settimanale Big Comic Spirits, sull'emittente Fuji TV comincia la trasmissione di Maison Ikkoku.
Tratto dall'opera della celebre Rumiko Takahashi che tanto successo stava ottenendo in quegli splendidi anni Ottanta, l'anime vanta una opening (Kanashimi yo kinnichi wa, ossia "Buongiorno tristezza") ricordata da tutti i fan. Ce ne parla Gravo nel seguente guest-post, dove andremo alla riscoperta di questo brano cult.

[CINEMA] Piero Pelù - Rumore dentro, la recensione

 

Innanzitutto una premessa doverosa: non vi ho mai parlato dell'ultimo album di Piero Pelù, Deserti, che è il miglior album solista del cantante toscano. Nasce, come questo docufilm Rumore dentro, a seguito dell'incidente in sala d'incisione che ha causato al rocker un problema all'udito.
Con tutte le conseguenze del caso.
E Rumore dentro si intreccia - anche visivamente - a Deserti, ai deserti. Ai viaggi dove specchiarsi con l'eco di se stessi e dove il suono diventa immenso. Fuori e, appunto, dentro.

[FUMETTI] Tutte le volte che sono diventato grande (G. Macaione, 2025)



Graphic novel di Giulio Macaione, che torna sulle scene con una nuova - attesissima - opera: Tutte le volte che sono diventato grande è un viaggio nella preadolescenza, nella cultura pop (di una certa epoca) e in mondi che sanno essere spietati, confusi, oscuri. Eppure luminosi.
E io, che sono coetaneo dell'autore, mi sono ritrovato perfettamente nel "tempo" del protagonista Lucio.
Ma tante delle cose raccontate da Macaione sono invero senza tempo, e potreste ritrovarvici tutti.

[MUSICA] Papa nero (Pitura Freska, 1997)


Un gruppo perlopiù locale che, nel 1997, diventa nazional-popolare: i Pitura Freska, oggi non più in attività, si formarono nel 1987 e dieci anni dopo - grazie alla loro presenza al Festival di Sanremo - trovarono un successo clamoroso con un brano che viene canticchiato ancora adesso.
Sempre, ma soprattutto ogni morte di Papa (letteralmente).

[SIGLE MENO FAMOSE] Spicchi di cielo tra baffi di fumo (C. D'Avena, 1997)



Era l'epoca dei titoli altisonanti che Mediaset affibbiava ai cartoni animati: in realtà, la serie anime si chiama semplicemente Il cielo azzurro di Romeo, ma il nome italiano è azzeccato per rendere la poeticità non tanto della serie in sé, quanto della sigla.

[MUSICA] Sobakasu, l'opening theme di Kenshin - Samurai vagabondo



Sobakasu: il titolo di una delle più iconiche opening anime di tutti i tempi, ancora oggi amata e cantata in ogni karaoke del Sol Levante, intepretata in svariate cover fanmade ed eseguita in innumerevoli versioni fandub. Ce ne parla Gravo nel seguente guest-post, dove andremo alla scoperta di un brano cult e di un periodo magico dell'animazione giapponese.

[RIVISTE] Sigle degli anime - periodo RCA 1978-1986: la recensione

 


Volume imperdibile in edicola/libreria, che inaugura una nuova collana di Sprea Editori: Libri di Anime.
Si inizia con una pubblicazione tutta dedicata alle sigle italiane dei cartoni animati giapponesi, quelle targate RCA del periodo 1978-1986.
Un tuffo nei ricordi ma non solo: il volume si propone di essere una esaustiva guida a questo mondo, tra interviste e rubriche molto specifiche.

[LIBRI] La super guida manga, la recensione

 

Che ci sia necessità di supporti cartacei è un dato di fatto, l'ho sempre sostenuto anche io che da oltre vent'anni scrivo per il web e lo sanno anche i ragazzi di AnimeClick, primo e più importante sito italiano su anime e manga, con una community di appassionati fortissima e vitale.
Non per nulla, è la stessa prefazione di La super guida manga a specificare il bisogno di carta stampata, anche quando si ha un sito immenso e attivo.
Il libro, curato da Alessandro Falciatore, si pone proprio questo obiettivo: trascendere il web e portare parte dei contenuti di AnimeClick in libreria.

[SIGLE] Il magico mondo di Gigi (I Sorrisi, 1983): chi la canta?


 

Incredibile come dietro tutte le sigle cartoon italiane più misteriose ci siano dietro praticamente sempre gli stessi artisti e imprenditori.
Il magico mondo di Gigi è una di queste, e dopo quarant'anni in molti si chiedono ancora di chi sia la voce che ne intonava le parole.
Una storia particolare, perché peraltro la sigla di Gigi è la pietra dello scandalo che fece interrompere ogni rapporto lavorativo tra Frank Agrama e Levy/Saban...

[SIGLE MENO FAMOSE] Jane e Micci (N. Fidenco, 1983)

 

Compie quarant'anni la trasmissione italiana di Jane e Micci, e di conseguenza compie quarant'anni anche la sua sigla tricolore: un anime che nel nostro Paese ha una storia abbastanza particolare, che val la pena di essere raccontata, anche perché in questa faccenda potrebbe esserci un brano musicale avvolto nel mistero...

[SIGLE] Prince Valiant (C. D'Avena, 1993)

 


Serie televisiva basata sul celebre personaggio a fumetti di Hal Foster, Prince Valiant debutta su Italia 1 ogni giorno alle 13.30: era il 23 agosto del 1993.
Accompagnato da una sigla italiana che in quegli anni ebbe un certo successo, il cartone divenne poi un classico pomeridiano di Bim Bum Bam, su Canale 5.

[SIGLE] Tazmania (C. D'Avena e P. Ubaldi, 1993)

              


 
Nell'estate del 1993 arriva sugli schermi di Canale 5 un titolo destinato a un certo successo: Tazmania.
Trasmesso all'interno di Bim Bum Bam dall'agosto di quell'anno, il cartoon raccontava le vicende famigliari di Taz, un personaggio del gruppo Looney Tunes fino ad allora rimasto minore.

[MUSICA] Maracaibo (Lu Colombo, 1981): storia di una donna e Fidel



Continuiamo ad occuparci del vero significato che si nasconde dietro ai testi apparentemente innocui delle canzoni italiane.
Brani che, col loro ritmo trascinante e festaiolo, confondono l'ascoltatore: tutti credono infatti di trovarsi davanti all'ennesima leggerezza musicale, pronti a far partire trenini tra spiagge e capodanni, ma la canzone racconta storie spesso anche molto cupe.
Maracaibo è forse l'esempio più famoso di questo genere.

[SIGLE] Carletto il principe dei mostri, le sigle italiane


 

Compie 40 anni di trasmissione italiana la serie cult Carletto il principe dei mostri, che venne trasmesso coi suoi primi 52 episodi nel luglio 1983, sulle frequenze di Italia 1, nel contenitore Bim Bum Bam.
Nel corso del tempo poi la serie è stata completata (o quasi), ma la prima mitica tranche è anche quella che ci ha fatto conoscere le storiche sigle.

[MUSICA] Come mai (883, 1993)

              



Compie trent'anni un'altra hit degli 883, Come mai.
Una canzone contenuta nel secondo album del duo Pezzali/Repetto, che arriva a distanza di un anno circa dal precedente.
È una canzone d'amore, una ballad anche abbastanza melensa in un disco di pezzi molto movimentati.
Max non avrebbe voluto pubblicarla, inizialmente, e invece le cose andarono diversamente...

[SIGLE] Superbook (I Sorrisi, 1983): un'altra sigla misteriosa

 


Superbook, a volte chiamato Super Book, è un titolo molto particolare.
L'anime, prodotto dalla Tatsunoko e dalla CBN, raccontava le storie di due ragazzini alle prese con alcuni viaggi fantastici.
Questa produzione, di particolare, ha anche la sigla italiana (per più di un motivo): vediamo il perché, a quarant'anni dalla prima messa in onda.

[SIGLE] Pat, la ragazza del baseball (A. Maldifassi e Le Mele Verdi, 1983)

              



Uno dei primi anime di genere spokon (sportivo) ad arrivare in Italia, quello di Pat, la ragazza del baseball è un caso interessante, per la sua edizione italiana che si riflette anche sulla sigla.
Trasmesso da Euro TV dal maggio 1983, tratto dal manga La canzone degli entusiasti del baseball, in patria andò in onda nel 1977.

[SIGLE] James Bond Junior (C. D'Avena, 1992)

              

 

Fine 1992: sulle frequenze di Bim Bum Bam va in onda James Bond Junior (titolo originale James Bond Jr.), destinato anche a un certo momentaneo successo (con tanto di giocattoli e merchandising).
Le avventure del nipote del ben più noto 007 inglese, qui a misura di ragazzino, erano il tipico cartoon americano a episodi, ma rimasto nella memoria di molti anche per la sigla italiana...