Over the rainbow - Eric Clapton
Qual'è il primo ricordo vero, forte, della vostra vita? Quello che potete descrivere elencando particolari che siano più di 2 e che non vi sfugge come un breve sogno che appare così incerto al risveglio? E' un ricordo che trascina con se anche sensazioni fisiche come odori o sapori? E' una "Madelaine" o un semplice ricordo? Spesso mi sconvolge la consapevolezza che il solo ritorno con il pensiero a quell'oggetto specifico, senza avere necessità di incontrarlo con lo sguardo, scateni questa reazione intensissima, potente e traboccante di tenerezza.
Il cestino dell'asilo.
Il cestino dell'asilo è la mia Madelaine. Quando mi capita di vedere un cestino dell'asilo, cosa ormai rarissima perché in molte scuole materne non si usa più, ho un fortissimo flash back che mi riempie di brividi fino alla punta dei capelli. Mi si chiude lo stomaco per l'emozione, vengo investita dall'odore della minestrina misto a quello dei pastelli, della carta del pane e della coccoina. Vedo il mio grembiulino color carta da zucchero con il colletto bianco ed io seduta ad arrotolare stelle filanti per farne dei fiori da appiccicare sul cartoncino e regalare alla mamma. Ho chiaro in mente il primo giardino dove ho trascorso ore giocando quando vivevo a Milano, i campi intorno casa ed i fili d'erba verdissima più alti di me, su cui stavano immobili minuscole ile verdi. Io le raccoglievo con delicatezza, le guardavo con curiosità e sorpresa: erano morbide e appiccicose e mi facevano il solletico sul palmo della mano.
Il cestino dell'asilo scatena una sequenza di immagini e sensazioni che mi riportano sempre lì, a quei miei 3 anni di vita. Non ho foto di quel periodo, forse una decina in tutto purtroppo ed infilate in qualche scatolone ancora chiuso dall'ultimo trasloco. Posso quindi confidare che questi ricordi siano davvero fedeli a quello che ho vissuto e non una memoria indotta da foto o video, come vedo che invece spesso succede a mia figlia abituata a guardare spesso le sue foto e video di quando era piccola. Probabilmente sarà difficile per lei ricevere il dono di una "Madelaine" così intensa come la mia.
Sono certa che molte di voi avranno avuto lo stesso regalo dalla vita, specialmente quelle più vicine alla mia generazione, quando la tecnologia non era così prepotentemente presente nelle nostre vite ed il ricordo era affidato a piccole foto preziose, spesso sovraesposte, sgranate e sbiadite dal tempo.
Mi raccontate la vostra? Fermatevi sono un attimo, vi farà star bene. Ed io sono davvero curiosa.
In cambio vi lascio la ricetta delle deliziose Madelaines di Ladureé (dal libro "Dolce"), facilissime da fare credetemi, ed assolutamente fedeli a quelle che potete mangiare in Francia.
Per c.ca 24 madelaines grandi o c.ca 60 mini-madelaines:
2 limoni non trattati (io ho usato arance)
160 gr di zucchero semolato
175 gr di farina 00 + la necessaria per lo stampo
10 gr di lievito per dolci
180 gr di burro + 20 gr per gli stampi
4 uova intere medie
35 gr di miele millefiori o acacia (non omettetelo)
Preparate l'impasto il giorno prima.
Grattugiate la scorza dei limoni. In una grossa ciotola mescolate la scorza con lo zucchero. In un altro recipiente setaccia insieme la farina con il lievito in polvere.
Fai sciogliere il burro a fuoco lento in un pentolino (io a bagno maria).
Sbatti le uova con lo zucchero, il limone ed il miele fino ad ottenere un bel composto gonfio e spumoso (io ho usato la planetaria con la frusta). Incorpora delicatamente con una spatola la farina setacciata ed il lievito, e per ultimo il burro fuso ormai freddo, versandolo a filo. Amalgama tutto con cura e metti un un recipiente di plastica ermetico. Tieni in frigo almeno per 12 ore.
Il giorno successivo fai sciogliere 20 gr. di burro e con un pennello imburra lo stampo che metterai per qualche minuto in frigo affinché il burro si rapprenda. In seguito infarinalo eliminando la farina in eccesso e riempi gli stampi per 3/4 della loro altezza.
Inforna a 200°. Calcola da 5/6 minuti per le mini Madelaines e da 8/10 minuti per quelle normali. Per le mie ho avuto bisogno di 8 minuti esatti. Quando le Madelaines saranno ben dorate, toglietele dal forno, lasciatele raffreddare e sfornatele. Meravigliose tiepide, buonissime fredde, si conservano bene in scatole ermetiche per non deprimere la loro morbidezza.
COLONNA SONORA: Scusate ma devo dire qualcosa sulla canzone che ho scelto per questo post e che è in assoluto non solo una delle più belle mai scritte, ma anche più "coverizzate" nella storia della musica. Parlo di Over the Raimbow, la canzone regina dal film "Il mago di Oz", portata al successo da una giovanissima ma struggente Judy Garland e potrei dire cantata almeno una volta da tutti i più grandi interpreti di ieri e di oggi. Ho scelto questa canzone perché il testo è magnifico e secondo me ha un significato profondo legato ai ricordi. I ricordi svaniti o sfumati, i ricordi che si trasformano in sogni. Il sogno di Dorothy, il suo desiderio di scoprire cosa esista al di là dell'arcobaleno non è che il desiderio di conoscere il suo passato perduto di ragazzina orfana e cresciuta con i nonni. Sia la musica che il testo hanno un profondo potere evocativo, in grado di calmare i battiti del nostro cuore, di cullarci, di trasportarci in una dimensione romantica ed estremamente malinconica. La versione che invece ho scelto è una delle mie preferite, realizzata da uno dei più grandi e virtuosi chitarristi viventi, il meraviglioso "Slow Hand" Clapton, che trasforma questo pezzo spesso interpretato con toni nostalgici ed fin troppo enfatici, in un bellissimo blues scanzonato e divertito. Ascoltatelo, vi darà grande gioia. Un bacio a tutte!
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venerdì 13 aprile 2012
lunedì 17 ottobre 2011
Le cuginette campagnole dei Macarons: les Abricotines di Ladurée
Carmen Intermezzo - Bizet
Nel raptus spendereccio di agosto, quando siamo venuti ahimé a conoscenza che gli sconti sui libri oltre il 15% sarebbero stati banditi a partire dal 1 di settembre, ho speso una piccola fortuna su Amazon in meravigliose pubblicazioni culinarie. Ci si è messa anche Federica, che probabilmente mi ha battuto in questa corsa all’acquisto, e che mi ha fatto venire la voglia irresistibile, a cui ho prontamente ceduto, di acquistare il piccolo capolavoro “Dolce” di Ladurée.
Quando è arrivato a casa il pacchetto, ho aperto freneticamente la scatola ritrovandomi davanti una confezione elegantissima: un cofanetto di cartoncino rigido, color pistacchio chiaro di forma quadrata , che a prima vista sembra una golosissima scatola di cioccolatini o bon bon o altra delizia immaginabile. Sollevato il coperchio, una velina lilla nasconde come un gioiello il libro, ricoperto da una carta velluto sempre verde pistacchio, al cui centro campeggia il fregio di Ladurée. Immediata soggezione, curiosità e stupore. Ogni pagina contiene un piccolo grande miracolo di alta pasticceria e il mio primo pensiero è stato: “questo non è un libro di cucina, è solamente un bel catalogo di cose irrealizzabili da noi poveri mortali.”
Chi di voi lo possiede e vi si è attardato nella lettura, sarà d’accordo con me. Certi dolci sono così incredibilmente belli e perfetti da dissuadere anziché stimolare il desiderio di cimentarsi nella preparazione.
Però, dopo aver ronzato intorno al libro, averlo letto e contemplato per diverse settimane, ho trovato la ricetta che mi ha fatto venir voglia di provare. Ho più volte manifestato il mio timore nel misurarmi con i macarons nonostante ne sia grandemente golosa, ma questa ricetta è in pratica un’evoluzione lievemente più grezza ma forse potrei anche azzardare che è proprio dalle “Abricotines” che hanno avuto poi origine i macarons. Chi potrà dircelo? In breve posso dire che come primo tentativo non c’è male. Questi biscottini sono riusciti perfettamente e dopo il loro riposino di 12 ore, hanno sprigionato un aroma di mandorla fantastico, esaltato dalla leggera e fresca acidità della composta di albicocche. Sono pasticcini perfetti per un te, un fine pasto o per un regalo elegante. A mio gusto, vanno bene in qualsiasi momento abbiate voglia di coccole.
Se amate i macarons, vi consiglio di provare le Abricotines. In futuro non mi lascerò intimorire da altre preparazioni illustrate su questo libro perché credo che sia molto dettagliato e corretto nelle spiegazioni. Vi invito a provare: in ogni caso è un libro bellissimo anche solo da possedere.
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