Visualizzazione post con etichetta Martha Stewart. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Martha Stewart. Mostra tutti i post

mercoledì 30 settembre 2020

Apple Pie al burro noisette: il velo invisibile della malinconia

Moonlight Serenade - E. Fitzgerald

La bellezza dell'autunno sta nella sensazione che tutto rallenti. 
Dico sensazione perché poi nella realtà è tutto diverso. La maggior parte di noi ricomincia a correre in maniera forsennata cercando di fare tutto e anche di più, altro che lentezza.
L'altro elemento che si porta dietro questa stagione, è il velo invisibile della malinconia. 
La natura ci mette del suo: nebbie mattutine, il suono della pioggia, la luce che sfuma velocemente verso il buio, la luce... 
Adoro l'Autunno ma odio il buio. 
Ho sempre affermato di essere una persona da pannello solare: dovrei fissarne uno sulla schiena in modo da riceverne la carica come una dinamo. 
Comunque, da buona Capricorno, nella malinconia e nel mood introverso/riflessivo, io ci sguazzo come un maiale nel fango. 
Datemi un viale alberato coperto di foglie secche e mi viene il magone, l'odore della legna bruciata che esce da un camino e mi spunta una lacrima, un temporale in arrivo e cerco il divano come un assetato nel deserto. 
Il bello è che mi piace. Sentirmi così mi piace vergognosamente. 
Non lo dò a vedere, lo nascondo come l'imbarazzo che provo nel guardare film romantici cercando di non piangere o al desiderio di entrare in pasticceria da sola, per strafogarmi con una meringa alla panna. 
Cose così. 
Tutto questo manca nella lista del mio amore per l'Autunno, solo perché mi vergogno assai ad ammetterlo.
Cosa che ho appena fatto, insomma. 

Le apple pie vanno lasciate fare a chi le ha inventate. 
Quindi questa ricetta arriva direttamente dall'immenso e infallibile archivio di Martha Stewart. 
L'idea originaria era quella di fare la Miles high Apple Pie, chiamata così proprio per la sua altezza improbabile. 
Io ho messo insieme quella e questa ricetta per ottenere una Pie alta, ricca di ripieno e dotata di una crosta burrosa e resistente (adoro la crosta delle pie e quasi me la mangio separata dal ripieno). 
Sulla decorazione della crosta, non fatevi illusione che io sia un'artista. 
Bensì potrei vantarmi di essere un'artista del rammendo: visto che in alcuni punti la pasta mi si era rotta posizionandola, ho pensato bene di coprire le magagne con delle foglie ed il resto è quello che vedete. 
L'arte di mascherare i difetti aiuta in tante situazioni. 
Ma veniamo alla ricetta. 
Ingredienti per uno stampo da pie di 20/22 cm di diametro. 

Per la crosta:
500 g di farina 0 più extra per infarinare
100 g di zucchero a velo setacciato
250 g di ottimo burro freddo a cubetti
la scorza grattugiata di un limone non trattato
2 uova grandi sbattute
1 cucchiaino di estratto di vaniglia 
1 goccio di latte freddo 
1 tuorlo + 1 cucchiaio di latte per lucidare
zucchero di canna o brown sugar per spolverare.

Per il ripieno 
55 g di burro non salato
6/7 mele Granny Smith sbucciate, private del torsolo e tagliate in 8 spicchi. 
1 cucchiaio di succo di limone spremuto fresco 
30 g di farina 00 
1/2 cucchiaino di sale marino 
140 g di zucchero semolato 
100 g di brown sugar 
i semi di una bacca di vaniglia 
  • Preparate la frolla mettendo la farina setacciata con lo zucchero nella ciotola dell'impastatrice insieme al burro a dadini. Con la foglia, sabbiate il tutto ottenendo briciole non troppo sottili. Aggiungete il limone e mescola ancora. Sbattete le uova ed aggiungetele alla farina, impastando fino a che non si formerà una palla. Schiacciate il tutto ed avvolgilo nella pellicola. Fatela riposare almeno 30 minuti in frigo. 
  • Sciogliete il burro in una casseruola a fiamma medio bassa e fate cuocere ruotando la padella, fino a che il burro non sia marrone dorato e fragrante, per c.c 8 minuti. Lasciate raffreddate.
  • Mettete le mele in una larga ciotola, cospargetele con il succo di limone e mescolate bene. Miscelate la farina, il sale, gli zuccheri ed i semi di vaniglia in un'altra ciotola, cercando di schiacciare eventuali grumi di zucchero con le dita e con una forchetta. 
  • Aggiungete il burro noisette alle mele, e di seguito la miscela di zucchero e farina. Mescolate con cura. 
  • Stendete 2/3 dell'impasto con uno spessore di c.ca 3/4 mm e foderate il piatto imburrato per la pie. Fate in modo che l'impasto esca leggermente dai bordi. Bucherellate il fondo della sfoglia. A questo punto riempite il guscio con le mele disponendole un po' a piramide quindi spennellate i bordi con un po' di acqua. Stendete il resto dell'impasto per il coperchio e coprite bene il tutto facendo combaciare bene i bordi. Fissate la pasta, quindi tagliate l'eccesso. 
  • Sigillate bene i bordi decorandoli come meglio credete e con i ritagli abbellite la vostra pie, bucherellandola in modo che il vapore possa uscire. Mettete il tutto in frigo per almeno 30 minuti. 
  • Accendete il forno a 200°. Preparate l'uovo per la lucidatura finale. Spennellate bene la crosta e cospargetela di zucchero mettete la griglia nella posizione più bassa ed appoggiatevi un foglio di carta da forno per raccogliere eventuali gocce di succo che potranno uscire. Sistemate la torta sul fogli e fate cuocere per 15 minuti.
  • Passato questo tempo, abbassate la temperatura a 180 e alzate la griglia al centro. Continuate a cuocere per un'altra ora fino a che non sia ben dorata. Adesso coprite la torta con un foglio di alluminio e continuate a cuocere per altri 20/30 minuti. I succhi avranno cominciato a colare lungo lo stampo. 
  • Togliete la torta dal forno e mettetela su una griglia a raffreddare. Dovrete avere pazienza perché la torta dovrà raffreddarsi completamente prima di essere tolta (almeno 6 ore).  Può essere fatta un giorno prima e conservata a temperatura ambiente. 
  • Servitela con panna o gelato alla vaniglia e consumatela entro 3 giorni. 


lunedì 21 settembre 2020

Ciambella con composta di mele e sidro: riaccendiamo il forno!

The Automn Leaves - Nat King Cole

Primo giorno di autunno. 
Primo giorno di piogge e temporali, scarpe chiuse e giacchettina. 
Chiedetemi se sono felice.
Ho già una collezione di zucche pronte ad essere trasformate in qualcosa di buono e stasera, in tavola ci sarà una bella zuppa di verdure per la gioia del mio pancino (magari qualcun altro mi manderà a stendere da qualche parte).
Insomma, aspetto solo di sentire scrocchiare le foglie secche sotto i piedi e poi siamo a posto. 
Ho finalmente riacceso il forno. 
Ma poi cos'è un forno? Ogni volta faccio una fatica cane perché purtroppo, a causa di un'abitazione mignonne, mi tocca stiparlo di teglie e pirofile che non so dove mettere. 
Voi che cucinate, sapete perfettamente di cosa sto parlando. Ogni volta è un dover spostare questa pila di roba con l'abilità di un giocoliere ubriaco. 
Basterebbe solo questo a far passare la voglia. Ma io non cedo, no! 
Mi rassegno al caos imperante di me che cucino ma non mollo! 
E poi avevo una voglia forsennata di preparare di nuovo questo dolce.
Che non ho inventato io ovviamente....la colpevole è sempre lei, la Marthona universale, che ovviamente non ne sbaglia mai una. 
La scusa è stata ritrovarsi con un cestino colmo di mele passite. 
Buone solo per essere cotte. Così ho deciso di farci una composta seguendo la ricetta che trovate su questo blog e che è la base per questa deliziosa tarte . Assolutamente facilissima e molto aromatica.
Buona da finirsela a cucchiaiate, ma anche perfetta per essere utilizzata per dolcificare molte preparazioni, come torte, muffin e quello che la fantasia vi suggerisce. 
Però, prima provatela in questa ciambella. Mi ringrazierete. 
E' meravigliosa il giorno dopo, quando avrà riposato e tutti gli aromi emergeranno trionfali. 

Ingredienti per uno stampo da 26/28 cm di diametro


50 g di burro fuso, più extra per imburrare
240 g di farina 00
120 g di farina integrale
1 1/2 cucchiaino di lievito in polvere per dolci
1 1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di bicarbonato di soda
3/4 di cucchiaino di sale grosso
250 g di zucchero di canna naturale
240 g di sidro di mele
195 g di olio extravergine d'oliva
195 g di salsa di mele 
2 cucchiaini di estratto naturale di vaniglia
3 uova grandi a temperatura ambiente
  • Preriscaldate il forno a 175°. Imburrate ed infarinate generosamente uno stampo a ciambella. In una larga ciotola mischiate insieme entrambe le farine, il lievito, 1 cucchiaino di cannella, il bicarbonato ed il sale. 
  • In un'altra ciotola mescolate bene insieme lo zucchero, il sidro di mele, l'olio d'oliva, la salsa di mele, la vaniglia e le uova. Aggiungete il composto di uova alla miscela di farine e mescolate con una frusta fino a che il tutto non sia ben combinato. Trasferite l'impasto nello stampo.
  • Cuocete, ruotando lo stampo a metà cottura, e fino a che uno stecchino inserito al centro non uscirò asciutto e pulito, per 45/50 minuti. Trasferite lo stampo su una griglia e fate raffreddare per 15 minuti.
  • Togliete dallo stampo e fate raffreddare completamente e rifinite con zucchero a velo con un pizzico di cannella e servite. Si conserva morbido ed umido se protetto dall'aria.  


giovedì 26 marzo 2020

Biscottoni al cacao di Martha Stewart: niente è indispensabile.

Ain't missing you at all - John Waite
Cerco di riempire le mie giornate in qualche maniera.
Stamattina è stata la volta del sottoscala, ripostiglio maledetto in cui viene stipata qualsiasi cosa non trovi posto in un appartamento di 69 mq.
Ogni volta che mi azzardo ad aprire il portellino a molla che chiude questo spazio,  mi aspetto con terrore che avvenga un'esplosione come in certe comiche in bianco e nero.
Il problema che mi ha sempre impedito, fino a questa mattina, di affrontare questa prova, è l'idea di dover stare in ginocchio per aggiustare l'interno. Una fatica immane.
Stamattina però la presenza del consorte è stata la giusta occasione per fare tutto velocemente.
Incredibile come lavorando in due con la determinazione di Terminator, il superfluo venga eliminato  velocemente e senza farsi troppi scrupoli.
Spesso per cercare di mettere in ordine i pensieri, basta semplicemente dedicarsi alla sistemazione degli spazi intorno a sé, liberandosi di oggetti che, pensandoci bene, non ci servono a nulla.
Quello che crediamo indispensabile, alla fine non lo è mai.
E questi giorni di isolamento ce lo stanno dimostrando ogni minuto di più.
Pensavo che mi sarei scatenata in cucina in questo periodo invece non è così.
Cioè, cucino certo, ma per il solo piacere di farlo ed il condividere diventa complicato se dietro ci sono le solite due o tre ore di lavoro.
Quindi di biscotti ne ho fatti, e questi sono buonissimi, ma me li sono anche mangiati in solitaria senza necessariamente raccontarvelo.
Due cose su questi biscotti: usate cacao molto amaro.
Non abbiate paura dello zucchero: conferisce sabbiosità alla struttura.
Non passate l'impasto in frigo: non serve assolutamente.
Non cuoceteli troppo: perderanno quel cuore morbido che li rende irresistibili.
Se volete esagerare, buttate nell'impasto una manciata di gocce di cioccolato.
Consumateli da soli nei primi due giorni, e inzuppati nel latte nei giorni successivi.
Fateli grandi, è la loro bontà!

Ingredienti per c.ca 25 biscotti 
180 g di farina 00
50 g di cacao amaro, possibilmente olandese, setacciato
1 cucchiaino di lievito in polvere
1/2 cucchiaino di sale
113 g di burro a temperatura ambiente
260 g di zucchero
113 g di olio di semi
1 uovo grande
1 cucchino 1/2 di estratto naturale di vaniglia
  • Preriscaldate il forno a 190°. In una ciotola, mescolate con una frusta la farina, il cacao, il lievito ed il sale.
  • Mettete il burro con lo zucchero nella ciotola della planetaria e montate con la foglia a velocità medio alta, fino a che non avrete un composto chiaro e soffice. Adesso aggiungete l'olio a fino continuando ad impastare. Incorporate l'uovo e la vaniglia fino a che non avrete un impasto cremoso. Riducete la velocità ed incorporate la farina 1 cucchiaio alla volta ed impastate giusto fino a che tutto stia insieme.
  • Raccogliete delle cucchiaiate colme di impasto e versatelo su una placca coperta di carta da forno, distanziando ogni mucchietto di almeno 3 cm. Mettete in forno nella griglia centrale e cuocete per 10/12 minuti fino a che i bordi non saranno fermi. Non devono stracuocere perché diventeranno croccanti con un cuore "chewy" raffreddandosi. Lasciate i biscotti sulla placca per 5 minuti, poi con una spatola sollevateli delicatamente e trasferiteli su una griglia a raffreddare completamente. Si conservano in una scatola ermetica per una buona settimana. 


mercoledì 20 dicembre 2017

Fruit cake tradizionale di Martha Stewart e il Natale alle porte.

We need a little Christmas - Angela Lansbury
Nonostante stia cucinando come se non ci fosse un domani, il blog langue.
Onestamente ho poca voglia di mettermi a fotografare quando non c'è la luce necessaria, e mi pesa ogni volta dover mettere e togliere per preparare set, postazioni ecc, ecc.
La mia casa è stata pensata per una famiglia di folletti invece che per tre spilungoni voluminosi e casinisti e sotto le feste, lo spazio diventa ancora più ristretto.
Inoltre, mantenere questo piccolo spazio richiede impegno, programmazione, il momento giusto per scrivere, la testa giusta per farlo bene e mi pare, con tutta onestà, di non possedere adesso né l'uno né l'alta.
Così ho lasciato un po' perdere, in attesa di tempi migliori.
Il Natale arriva, e lo fa alla velocità di una locomotiva senza controllo.
Quest'anno è tutto molto diverso.
Celebrare serenamente una festa che è il simbolo della coesione familiare, dello stare insieme in letizia, senza la presenza di mio padre, mi pare qualcosa di innaturale, inaccettabile.
Come nei videogiochi, hai superato lo schema e devi cominciare un nuovo livello senza conoscere le difficoltà che ti sbatteranno fuori alla prima occasione.
Mah, staremo a vedere. Sono talmente terrorizzata dal vedere persone tristi e malinconiche intorno a me che finirò per inventarmi qualcosa.
Adesso devo concentrarmi sulla cena degli auguri che sto preparando per i colleghi di agenzia.
Stasera tutti a casa mia, era tanto che l'avevo promesso.
E' quasi tutto pronto ma non sto a raccontarvi il menù altrimenti mi prendete per pazza.
Vi lascio la ricetta della Fruit Cake di Natale dell'inossidabile Martha Stewart, dal libro Cakes.
Contrariamente alla tradizionale torta inglese che va "nutrita" con liquore fino al giorno in cui viene servita, questa è già pronta.
Ricca, umida, speziata, lievemente alcolica.
Uno dei dolci del mio cuore (ultimamente mi sento molto British, tutta colpa di Downton Abbey, che sto macinando in streaming nel mio poco tempo libero).
Come nelle fiabe di Natale, i dolci in casa Andante, li stanno preparando strani personaggi che arrivano direttamente dalla casa di Babbo Natale.
Ho beccato un topino bianco indaffarato che finiva di decorare il dolce e controllava che ogni candito fosse al posto giusto.
Nessuna intenzione di mangiarselo. A quello ci penso io!

Fruit cake di Martha Stewart
Ingredienti per 2 stampi da cake da 11 x 25 cm.

150 g di uva sultanina
150 g di fichi secchi possibilmente bianchi, ridotti a pezzetti non troppo grandi
150 g di albicocche disidratate, tagliate a dadini
150 g di pere disidratate (io ho usato un mix di macedonia in cui ci sono anche le pere), tagliati a pezzetti
50 g di zenzero candito a dadini
50 g di arancia candita a dadini
180 ml di Cointreau o Grand Marnier
225 g di burro fuso
360 g di farina 00
1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
1 cucchiaino di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
1/2 cucchiaino di chiodi di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di sale
200 g di zucchero semolato
100 di brown sugar
4 uova grandi
2 cucchiai di melassa
1 cucchiaio di estratto naturale di vaniglia
100 g di noci tostate e ridotte a pezzetti
Confettura di Albicocche (facoltativo)
  • In una ampia ciotola metti tutta la frutta disidratata, i canditi, ed il liquore e fai ammollare per almeno 3 ore o tutta la notte, a temperatura ambiente. Copri  la ciotola con la pellicola.
  • Preriscalda il forno a 170°. Imburra gli stampi e foderali con carta da forno. In una ciotola mescola la farina, le spezie, la polvere lievitante ed il sale. 
  • Miscela gli zuccheri quindi mettili nella ciotola della planetaria insieme al burro fuso e tiepido, quindi monta pr almeno 2 minuti, fino ad ottenere un composto cremoso e chiaro . A questo punto aggiungi le uova, una alla volta, senza incorporare la prossima se la prima non è ben incorporata. Quando le uova saranno ben incorporate, aggiungi la melassa, la vaniglia e le noci tostate. Gradatamente aggiungi adesso la farina e mescola fino ad ottenere un composto morbido. Aggiungi il composto di frutta (che avrà assorbito il liquore), e le noci e con una spatola mischia in modo da incorporare il tutto molto bene. 
  • Dividi l'impasto fra i due stampi quindi metti in forno e fai cuocere per c.ca 1h30. Consiglio di controllare la cottura intorno ad 1h10 facendo la prova stecchino, e proseguire se lo stecchino esce sporco di impasto ed molto umido. 
  • Una volta pronti, fai raffreddare 15 minuti nello stampo su una griglia quindi sollevandoli con la carta da forno, toglili dallo stampo. 
  • Ancora tiepidi, potrai spennellare la superficie con della confettura di albicocca fatta scaldare con poca acqua. A questo punto fai raffreddare il tutto e conserva avvolto nella pellicola. 



lunedì 25 settembre 2017

Cake agli zucchini e cioccolata per Starbooks

Wake me up when September ends - Green Day
Si possono fare dolci con le verdure?
Certo, pensiamo alle carote, la zucca o addirittura alle bietole.
Ma con le zucchine ci avete mai provato?
A me piace la sperimentazione e questa ricetta, nata dalla mente sempre in moto di Martha Stewart, è stata una vera e propria sorpresa.
Ma se volete saperne di più, vi invito ovviamente a visitare il sito Starbooks.
Buona lettura.


lunedì 6 febbraio 2017

Mini bundt all'anice e olio extravergine. La La Land, il cinema, la nostalgia e la consolazione.

City of Stars - Ryan Gosling & Emma Stone 
Nella serata più piovosa dell'ultima stagione, sono riuscita ad andare a vedere La La Land.
L'ho fatto in un cinema piccolo, stretto, dentro una chiesa sconsacrata gremita di gente dalla prima all'ultima fila.
Il mio primo pensiero è stato: "ma la gente non aveva smesso di andare al cinema?"
Ed il secondo, immediatamente dopo: "ti prego, fai che sia bello perché chi resiste due ore con i ginocchi conficcati nello schienale di fronte!"
Il disagio di sentire il respiro del vicino pomparmi nell'orecchio, è svanito all'oscurarsi delle luci ed all'apparire di una highway losangelina, innondata di sole e macchine ferme in un ingorgo.
Da lì ad essere proiettati in una scena corale alla Saranno Famosi, con tanto di ballerini piroettanti su cofani di auto e camion, gambe slanciate su gard reil, complicità canterina tra autisti vocati allo stesso destino, sul tema gioioso e liberatorio di "Another Day of Sun", c'è voluto un istante.
La magia del cinema mi aveva già incatenata, gli occhi spalancati e la bocca aperta in un sorriso ebete, serratosi soltanto ai titoli di coda, solo perché nella gola tremava una lacrima di commozione.
Si fa male a dire perché qualcosa ti piace senza compromessi mentre è cordialmente detestata da qualcun altro.
Se si ama il cinema, se, come me, si ama fortemente il genere musical, non si può restare indifferenti a questo film.
Che prima di tutto è un tenero, appassionato e nostalgico omaggio a quel cinema che non c'è più ed alla consapevolezza che certe cose siano irripetibili.
E proprio perché essendo tali, son care al nostro cuore.
La storia d'amore tra Mia e Sebastian è simile a tante riviste mille volte: due giovani (una aspirante attrice ed un appassionato jazzista) animati da un sogno più grande di loro che si incontrano casualmente, si detestano al primo sguardo, si incrociano di nuovo e si amano senza limiti e probabilmente per sempre.
Quindi nulla di nuovo sul fonte occidentale.
Il geniale Damien Chazelle, già autore del bellissimo Whiplash (se non lo avete visto, fatelo!), decide di raccontare questa storia attraverso la musica, il ballo e le canzoni in formato Cinemascope.
Il che, fin dall'inizio, ti sheckera dentro il continuo ricordo di vecchi film musicali su cui sei cresciuto (da Cantando sotto al pioggia a Un americano a Parigi), provocandoti un senso di pacifico turbamento e latente malinconia.
La storia è pur sempre una storia d'amore, ma il messaggio che ti arriva è un altro: com'era meravigliosa la vita raccontata nei musical, e che gioia di vivere, e che peccato che il musical, quel musical non sia più.
Se posso lasciarmi andare, La La Land non è un musical assoluto: ogni quadro, ogni performance, ogni scenografia utilizzata sono al servizio della nostalgia del regista, che fa un tuffo amorevole nel periodo d'oro del grande musical americano.
La scelta dell'autore, di non utilizzare protagonisti che fossero cantanti o ballerini affermati, è ponderata ed ha lo scopo di dare a chi guarda, un'impressione di tenero impaccio e naturalezza, ma non di confronto, perché quel "musical" non si eguaglia.
Ci sono i colori, i costumi, ci sono gli sfondi sognanti, la musica struggente.
C'è tutto a voler ricordare com'era e come non è.
In un momento di grande passione e disillusione, Seb, impersonato da uno scontroso e divertente Ryan Gosling, afferma che il Jazz puro, libero da condizionamenti e necessità, stia morendo.
I grandi locali storici in cui il Jazz ha fatto la storia sono ormai fast food etnici, i cinema in cui si proiettano film della vecchia Hollywood, serrano i battenti.
Un mondo incantato sta scomparendo.
Questa verità scorre a fianco di una storia d'amore che incatena, che ci fa sognare e che traduce in stupende immagini tutto quello che il cinema vero dovrebbe fare: emozionarci, divertirci, consolarci.
Lo sguardo di Mia, potente, espressivo e strenuamente aggrappato al sogno, ha le immense iridi turchesi di Emma Stone, e pare essere fatto per perdersi in quello disincantato di Seb.
Non si riesce a staccarsi da lui, neanche in quel finale a sorpresa (che non vi svelerò) e che, nonostante tutto, mi ha visto uscire da quella sala, come solo il buon cinema ha il potere di fare, felice.
E la nostalgia di sapori antichi e profumi lontani è tutta in queste tortine all'olio extravergine e anice, dalla fantasia di Martha Stewart nel suo libro cakes.
Facili e veloci come ogni buon dolce che rispetti dovrebbe essere. E perfetti da portarsi al cinema e mangiare in silenzio, innamorati e sognanti guardando La La Land.

Ingredienti per 4 mini bundt da 250 ml l'uno. 
90 g di farina 00
2 uova grandi intere + 1 tuorlo grande
90 g di zucchero semolato
un cucchiaino di scorza grattugiata di una arancia non trattata
1 cucchiaino e mezzo di semi di anice tostati (e tritati)
100 g di olio extravergine Riviera Ligure Dop
1 pizzico di sale
mezzo cucchiaino di lievito in polvere
zucchero a velo per spolverare
  • Preriscaldate il forno a 170°. Imburrate ed infarinate quattro stampi monoporzione.
  • Tostate i semi di anice in un padellino fino a che non li sentirete sfrigolare, quindi fateli raffreddare e pestateli in un mortaio fino a renderli polvere. 
  • Montate le uova ed il tuorlo con lo zucchero, la scorza di arancia ed i semi di anice fino a che il composto non sarà bello gonfio. 
  • Aggiungete l'olio a filo mentre la massa continua a montare, senza interrompere, fino a che il composto non sarà omogeneo.
  • Miscela farina, lievito e sale ed aggiungili in 3 tempi alla massa montata
  • Versate il composto negli stampi riempiendoli fino a 2 /3 quindi cuoceteli per c.ca 20/30 minuti, e fate la prova stecchino per verificare la cottura. 
  • Mettete gli stampi su una griglia e fateli raffreddare per una decina di minuti prima di sformarli. 
  • Serviteli tiepidi per apprezzare in pieno il meraviglioso aroma di anice. 

mercoledì 21 ottobre 2015

Lemon Ginger Bundt Cake: Qualche parola sull'anima.

Anima - Ron
L’anima la si ha ogni tanto, nessuno la ha di continuo, per sempre.
Giorno dopo giorno, anno dopo anno, possono passare senza di lei.
A volte nidifica un pò più a lungo, sole in estasi e paura dell’infanzia,
a volte solo nello stupore dell’essere vecchi.
Di rado ci da' una mano in occupazioni faticose,
come spostare mobili, portare valige
o percorrere le strade con scarpe strette,
quando si compilano moduli, si trita la carne,
di regola ha il suo giorno libero.
Su mille nostre conversazioni partecipa ad una,
ed anche a questo non necessariamente,
poiché preferisce il silenzio,
quando il corpo comincia a dolerci e dolerci,
smonta di turno, alla chetichella,
è schifiltosa,
non le piace vederci nella folla,
il nostro lottare per un vantaggio qualunque
e lo strepito degli affari, la disgusta,
gioia e tristezza non sono per lei due sentimenti diversi,
è  presente accanto a noi solo quando essi sono uniti.
Possiamo contare su di lei
quando non siamo sicuri di niente e curiosi di tutto,
tra gli oggetti materiali le piacciono gli orologi a pendolo e gli specchi,
che lavorano con zelo anche quando nessuno guarda.
Non dice da dove viene e quando sparirà di nuovo,
ma aspetta chiaramente simili domande.
Si direbbe che così come lei a noi,
anche noi siamo necessari a lei, per qualcosa.


Oggi nessuna parola. 
Invero molte e bellissime di Wislawa Szymborska. 
"Qualche parola sull'anima" per farci pensare, sorridere, provare quello strano tepore che muta in fiamma potente e ci sale dallo stomaco al petto quando lei, l'anima ascolta.
Una poesia per scacciare tutto quello che non ci serve e da cui l'anima rifugge, perché alla fine nulla ci serve se non un po' di quiete nel cuore. 
Spero l'amerete come è successo a me. 
Perfetto per un pomeriggio autunnale dal profumo di te, una ciambella dell'inossidabile Martha Stewart, dal suo libro Cake da cui ormai attingo a piene mani.
Una ciambella al profumo di limone ed alla vivacità dello zenzero candito, che sappiamo essere una coppia ben assortita.
Si fa in un attimo e nello stesso tempo finisce.
E' noto che i dolci della Martha siano "dolci dolci", ma ogni tanto mi lascio corrompere anche io perché non sono di pietra.
L'interno del dolce è più pallido di come sia il mio, ma ho usato uova a pasta gialla e la fetta è stata una sorpresa anche per me. Devo dire molto bella.
Il sapore migliora nei giorni.

Lemon Ginger Bundt cake - per uno stampo da 26 cm di diametro. 
190 g di burro non salato a temperatura ambiente + extra per la tortiera
360 g di farina 00
2 cucchiai di scorza di limone non trattato grattugiata finemente
75 ml di succo di limone
50 g di zenzero candito
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di sale
380 g di zucchero (ridotti a 300)
6 uova grandi a temperatura ambiente
250 ml di panna acida
zucchero a velo per rifinire
Preriscaldate il forno a 180°
Imburrate lo stampo a ciambella da 26 cm di diametro e spolveratelo con la farina quindi mettete in frigo mentre preparate l'impasto.
In una larga ciotola mescolate gli ingredienti secchi: farina, scorza di limone, zenzero, bicarbonato e sale.
Montate con la frusta elettrica il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto ben gonfio e chiaro (dai 3 ai 5 minuti).
Aggiungete le uova, una alla volta, inserendo la successiva solo dopo che la precedente non sia stata ben incorporata. Continuate a montare.
Aggiungete il succo di limone quindi diminuite la velocità ed aggiungete il composto di farina, in tre tempi, alternandolo con la panna acida (farina - panna - farina - panna - farina).
Mescolate con una spatola il minimo necessario per incorporare gli ingredienti.
Non lavorate troppo il composto.
Trasferite l'impasto nella tortiera, scuotetela con delicatezza affinché eventuali bolle scompaiano e livellate bene la superficie con una spatola.
Fate cuocere fino a che il dolce non sarà ne dorato, per 55/60 minuti, ma fate comunque la prova stecchino.
Fate raffreddare su una griglia per una 30na di minuti quindi sformate la torta e fatela raffreddare completamente.
Spolveratela con zucchero a velo e servite.


martedì 10 marzo 2015

Tangerine cake: fare pulito!

Only Time - Enya
Si avvicina lentamente quella stagione in cui vengo travolta da raptus incontenibili: fare pulito!
Me ne sono chiesta spesso la ragione e la prima risposta che sempre mi balena nella mente: è la luce.
La luce che ritorna nelle nostre case mette a fuoco quanto abbiamo accumulato nel tempo, quanto abbiamo messo da parte nei giorni freddi, anche solo per farci compagnia.
Oggetti di qualsiasi genere, vestiti, pensieri.
La luce ha nel mio caso, un potentissimo effetto che riconduce ad un non colore, il bianco, simbolo di purezza, ordine, essenzialità.
Cerco l'ordine dentro di me ed intorno a me come un assetato cerca l'acqua nel deserto.
Viene da se che in una casa di 69 metri quadrati in cui gravitano 3 esseri umani mediamente disordinati, l'impresa si presenta ardua, se non impossibile.
La prima cosa che avrei voglia di fare in questi momenti è armarmi di un sacco gigantesco e buttare dentro ogni cosa.
A partire da quanto ho stipato in cucina, sopra, sotto e dentro i pensili, nel forno, nei cassetti.
Perché ormai, credetemi, non ho più il minimo spazio gestibile.
La frenesia ha preso pigolo ulteriormente dopo aver letto un bellissimo post della mia amica Mapi, in cui racconta di un meraviglioso libro giapponese, Il magico potere del riordino, che sicuramente l'autore deve aver scritto per anime sconsolate come la mia.
Potete ben capire che questo oggetto andrà ad ingrossare la ormai impossibile montagna di libri accolti in questa casa. Ho però la speranza che mi aiuti a liberarmi di ogni eccesso.
Spesso siamo legati ad oggetti a cui vogliamo dare per forza un senso ed un ricordo, quando stupidamente il ricordo è già dentro di noi e l'oggetto è solamente un interruttore che accende uno spot su quel momento.
Io so solo che quando mi libero della zavorra e vedo ordine intorno a me, mi sento leggera, anche la mia testa è in ordine, i miei pensieri volano veloci, le soluzioni ai problemi sono chiare, immediate, ed io sono semplicemente più felice.
Una torta per invitare l'inverno ad andarsene.
Come sempre ci pensa lei, la bionda signora bionica del lifestyle americano, l'inossidabile Martha Stewart. Ormai sto saccheggiando il suo libro Cake senza alcun ritegno ed avendo alcune arance che campeggiano nel mio cesto della frutta da un po', ho deciso che avrei provato questo dolce.
Che in originale richiede l'uso di mandarini (tangerine) ma la Martha, bonariamente, accetta anche delle succose arance.
Certo è che il mandarino sarebbe perfetto e trasformerebbe questo dolce in una celebrazione di feste invernali.
Così invece è un dolce pieno di sole che invita giornate luminose ad entrare nella nostra casa.
Provatelo, come sempre lei non sbaglia un colpo.
Ingredienti per uno stampo a ciambella da 26 cm di diametro
225 g di burro a temperatura ambiente
360 g di farina 00
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di sale
380 g (io 300) di zucchero semolato
6 uova grandi
2 cucchiai di zeste di mandarino finemente grattate (In alternativa usate quelle di arancia)
125 ml di succo di mandarino (o arancia) spremuto fresco
2 cucchiai di liquore all'arancia tipo Grand Marnier
1 cucchiaino di estratto di vaniglia naturale
185 g di yogurt bianco
Per la glassa
270 g di zucchero a velo
3 cucchiai di succo di mandarino fresco.
Accendete il forno a 180°.
Imburrate lo stampo per ciambelle e spolveratelo lievemente con la farina eliminando quella in eccesso.
In una ciotola mescolate la farina, il bicarbonato ed il sale.
Con la frusta elettrica montate il burro con lo zucchero ad alta velocità per c.ca 3/5 minuti, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
Aggiungete le uova, una alla volta, senza aggiungere il secondo fino a che il primo non sia stato ben incorporato. Quando tutte le uova saranno ben incorporate, aggiungete le zeste di mandarino, il succo, il liquore e la vaniglia.
Adesso riducete la velocità a bassa, e cominciate ad incorporare la farina in tre tempi, alternandola allo yogurt (in 2 tempi).
Versate l'impasto nello stampo e battetelo lievemente sul tavolo affinché vengano eliminate eventuali bolle d'aria.
Cuocete per c.ca 50/55 minuti e fate comunque la prova stecchino.
Fate raffreddare la torta 30 minuti prima di rovesciarla su una gratella e farla raffreddare completamente.
Preparate la glassa: Mescolate con una frusta lo zucchero ed il succo fino a che non otterrete un composto morbido e fluido.
Rovesciate la torta su una gratella e con un cucchiaio versate la glassa delicatamente sul dolce.
Lasciate asciugare prima di servire. Si conserva morbida ed umida per 3/4 giorni coperta con la pellicola.



mercoledì 21 gennaio 2015

Crème brulé di Martha Stewart per lo Starbooks di gennaio

La valse d'Amelie
Ve la ricordate Amelie?
Una giovane ragazza con un gusto pronunciato per i piccoli piaceri della vita: immergere la mano in un sacco di legumi; spaccare la crosticina di una crème brulé con la punta del cucchiaino e far rimbalzare sassi sull'acqua del Canal Saint Martin....
Beh, alla crosticina spaccata della crème brulée, la dolce Amelie mi aveva già conquistato, perché io provo lo stesso piacere.
Se solo la crème brulé che ho deciso di ordinare fosse anche solo decente....
Allora, perché non seppellire tutte le concenti delusioni che si hanno al ristorante ogni qualvolta decidete di ordinare questo dolce, preparandovelo direttamente a casa?
E se vi dicessi che ho la ricetta perfetta, mi credereste?
Andate a leggere com'è finita questa storia sul sito Starbooks dove troverete una spiegazione dettagliata e tutti i trucchi per realizzarla in maniera perfetta. La Martha non sbaglia un colpo, credetemi.
Allora buona lettura e godetevi il "crock" della crosticina solo per voi.

martedì 20 maggio 2014

La lentezza di vivere: chocolate Bundt cake di Martha....ancora!

Dubbi non ho - Pino Daniele
Sempre più complicato passare di qui a lasciarvi ricette.
Mi rendo conto di avere pochissimo tempo per qualsiasi cosa, in particolare per cucinare per il blog. Non che abbia smesso di cucinare o di mangiare: quello mai.
Solo che tutto quello che gira intorno ad una ricetta da pubblicare, vale a dire pensarla, sceglierla, prepararla, fotografarla e scriverla, adesso, in questo momento della mia vita, mi è diventato pesante.
Io do la colpa alla luce.
Fino a che siamo immersi nell'imbrunire perenne dell'inverno, la nostra casa diventa un rifugio irresistibile e la cucina il nostro luogo prediletto.
Personalmente, come il sole entra dalle mie finestre, io ho voglia di uscire.
Di stare fuori, di fare altro come passeggiare, leggere in terrazza, viaggiare (infatti in questo momento sono in crisi di astinenza da aeroporto).
La voglia e l'energia per stare dietro al blog diminuiscono con l'aumentare della luce, e piano piano scemano fino ad interrompersi con l'inizio dell'estate.
Credo che sia così un po' per tutte noi.
Quindi spero perdonerete la mia assenza, la mia latitanza nei vostri blog, la mia poca originalità in quello che posto (soliti dolci) ed una verve sgonfia come un soufflé riuscito male.
Andante con gusto è in questo momento piuttosto un Largo con gusto.
Ma ho bisogno di prendermi dei tempi e dei respiri più ampi.
E questo lo auguro anche a tutte voi.
Uscite, incontrate amici, parlate, leggete, viaggiate tanto.
Poi ogni tanto mangiatevi una fetta di torta. Come questa che è sempre un piacere.
Dal solito meraviglioso Martha Stewart's Cake, la ricetta di questo ciambellone al cioccolato con panna acida.
Soffice, denso, umido, cioccolatoso al punto giusto.
Buono con fragole e panna.
Buono nature. Buono comunque.
Ma soprattutto facilissimo.
Ingredienti per uno stampo da ciambella 26 cm diametro
300 g di farina 00
225 g di burro morbido
75 g di cacao amaro
1 cucchiaino di bicarbonato di soda
1 cucchiaino di sale
125 ml di latte
125 ml di panna acida
280 g di zucchero
4 uova grandi a temperatura ambiente.
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
Per la glassa
125 ml di panna fresca
2 cucchiai di burro
100 g di cioccolato fondente al 60%
Preriscaldate il forno a 160° ed imburrate lo stampo.
In una larga ciotola miscelate la farina con il cacao setacciato, il bicarbonato ed il sale.
In una caraffa da misurazione, mettete il latte e la panna acida e mescolate bene
Con la planetaria o una frusta elettrica, battete il burro morbido con lo zucchero a velocità media, per 3/5 minuti fino ad ottenere un composto soffice, bianco e spumoso.
Aggiungete le uova che non dovranno essere fredde, una alla volta. Non aggiungete la successiva fino a che la precedente non sia completamente incorporata dall'impasto.
Aggiungete la vaniglia e mescolate.
Riducete la velocità e cominciate ad aggiungere la farina ed i liquidi in 2 tempi. Cominciate con la farina, aggiungete i liquidi, quindi terminate con la farina, mescolando giusto il tempo per avere un composto omogeneo.
Trasferite l'impasto nello stampo e spianate la superficie con una spatola morbida.
Mettete in forno e cuocete per almeno 55 minuti, ed alla prova stecchino questo dovrà uscire pulito ed asciutto.
Trasferite lo stampo su una griglia a raffreddare e sformate quando ormai sarà completamente freddo.
Preparate la glassa.
Portate la panna a fremere su fiamma dolce. Versatevi sopra il cioccolato che avrete fuso a bagnomaria. Mescolate e togliete dalla fiamma lasciandolo riposare per 2 minuti.
Aggiungete il burro e mescolate con una frusta delicatamente, senza incorporare aria, fino a che non avrete una crema morbida e vellutata.
Lasciate riposare mescolando ogni tanto fino a che non otterrete la giusta consistenza quindi versate con cura sul dolce.
Lasciate solidificare quindi servite, magari con un ciuffo di panna semimontata.
Si conserva morbida ed umida per giorni coperta da pellicola.

venerdì 4 aprile 2014

Cream cheese pound cake di Martha: quando il cibo non è mai troppo.

Why does my heart fell so bad? - Moby 
Soltanto una settimana fa in questo momento ero lì che sfornavo dolci su dolci per il buffet d'inaugurazione della mia nuova agenzia (diciamo della suo nuova sede, visto che tanto nuova non è dato che quest'anno compie 20 anni di attività).
Insomma dicevo, ho cominciato dalla mattina presto fino alle 13.00 del sabato a preparare torte, salse per crostini, pane ecc perché la previsione di presenze era piuttosto elevata.
Il panico che sempre prende in questi casi non è che non venga nessuno, ma che non basti la roba.
Non so voi, ma io vivo con il retaggio nonnesco che il cibo sia sempre troppo poco.
Questa malattia insana mi è stata inalata da mia madre che a sua volta l'ha presa da mia nonna e così via fino alla notte dei tempi.
In un momento in cui la fame è l'ultima cosa di cui dovremmo preoccuparci (perché è risaputo che questo pianeta morirà di sete), le nostre dispense, i nostri frigo ed i nostri congelatori sono stipati di cibo, manco fossimo preparati per la sopravvivenza in un bunker.
Ieri sono stata al Consorzio Agrario per controllare la spesa destinata al cooking show di Doppio Fuoco  previsto per stasera. Contro ogni mio desiderio, sarò coinvolta nella preparazione quindi via a controllare che tutto fosse a posto.
Cucinare per 35 persone non mi è familiare quindi anche fare le dosi è stato complicato.
E lì tutti a dirmi: meglio che la roba avanzi.
Beh, in questo caso è logico visto che la gente viene per assaggiare ( o meglio per mangiare!), ma ancora una volta mi è sembrato che qualcosa stonasse.
E' solo una mia impressione o non siamo più capaci di considerare lo spreco come un tabù?
I nostri frigoriferi stracolmi di roba sono veramente una conseguenza della necessità o è piuttosto una malattia, una dipendenza che causa enormi costi ed inevitabili sprechi?
E voi, quante confezioni di farina vi capita di buttare perché sono ormai habitat di farfalline solo perché erano in fondo in fondo alla dispensa e non vi ricordavate neanche di averle comprate?
Oggi sono in vena di esami di coscienza.
Lasciatemeli fare, tanto domani non mi ricorderò neanche di aver scritto questo post.
L'ennesima ricetta di Martha Stewart dal suo impagabile libro Cakes. 
4 delle 6 torte che ho preparato la settimana scorsa, sono uscite da qui.
Nessuna delle torte che ho preparato mi ha creato dei problemi.
Nessun difetto, assolutamente perfette.
Come questi cake che hanno un sapore unico, una morbidezza ed un'umidità favolosa e ricordano l'irresistibile aroma del latte condensato (che non è fra gli ingredienti), ovvero quel mix caramelloso e vellutato che ritroverete in questi dolci. Da provare assolutamente.
Ingredienti per 2 cake 
360 g di faina 00
2 cucchiaini di sale
290 g di burro a temperatura ambiente + per imburrare.
230 g di cream cheese (formaggio typo quark)
470 g di zucchero
6 uova grandi
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
Preriscaldate il forno a 170°.
Imburrate due stampi per plumcake e foderateli con carta da forno.
In una ciotola di media grandezza miscelate la farina ed il sale
Con una frusta elettrica ad altà velocità sbattete il burro con il cream cheese fino a che non saranno morbidi e cremosi.
Aggiungete lo zucchero lentamente e battete fino a che il composto non sarà pallido e soffice, per almeno 5 minuti (a questo proposito potete utilizzare anche la planetaria con la frusta).
Aggiungete le uova, una alla volta e solo dopo che la prima non sarà stata molto bene incorporata.
Aggiungete la vaniglia.
Riducete la velocità ed aggiungete la farina setacciata, in due tempi, mescolando fino a che non sarà ben incorporata.
Dividete l'impasto fra i due stampi (quasi fino a riempirli).
Sbattete con delicatezza su una base affinché eventuali bolle d'aria scompaiano e se necessario lisciate la superficie con una spatola.
Mettete in forno e cuoceteli fino a che non saranno dorati e fino a quando con la prova stecchino, lo vedrete uscire con sole poche briciole attaccate (70/85 minuti secondo la ricetta di Martha - a me sono bastati 60 minuti...fate attenzione con il vostro forno).
Fateli raffreddare una decina di minuti su una griglia, quindi sformateli e lasciate raffreddare completamente.


venerdì 14 marzo 2014

STARBOOKS E PICCOLI DISASTRI QUOTIDIANI


Oggi è il mio turno per lo Starbooks di Martha Stewart con il suo meraviglioso Cakes.
Se volete sapere come è andata la storia di quella tortina maciullata, allora dovete andare a leggere qui.
Per il resto posso solo dirvi che nonostante l'effetto paciugo, il sapore è una roba da svenimento.
Ma ogni tanto i disastri li so fare anche io, e mi vengono benissimo!
Buon week end a tutti.

lunedì 3 febbraio 2014

Biscottini sandwich di Martha ed il piacere di giocare

Tea for Two - Art Tatum
Sono un tipo da gioco da tavola.
In realtà sono un tipo da qualsiasi gioco. Cioè, mi è sempre piaciuto giocare, che siano sfide individuali o a squadre, e quando c'è occasione non mi tiro mai indietro.
La mia infanzia ed adolescenza sono passate attraverso interminabili sessioni di "ruba bandiera", "palla prigioniera", "nascondino", "nascondino al contrario" e più avanti "il gioco dei mimi" (partite infinite durante la ricreazione), "Monopoli", "Scarabeo", "Trivial pursuit" (il mio preferito), "Pictionary", passando per la fase "Risiko" che creò un vero periodo psicotico con partite notturne a casa di amici, ecc.
Tralascio le carte con Tresette e Scopone scientifico o Briscola, giochi da pomeriggi estivi troppo caldi per uscire, ma comunque una scusa per alimentare la mia smania di competizione.
Mi piace giocare ma ho un unico problema: io gioco per vincere.
Che non è proprio elegante in una signora. Specialmente quando perdo nei miei giochi preferiti e mi trasformo in una sorta di Erinni travestita da Shreck!
Sono anche un soggetto a forte rischio dipendenza, per cui sto accuratamente lontana a qualsiasi giochino compaia sulle pagine FB, ad inviti a provare e robe simili.
Uscita non senza danni da una grave forma di assuefazione al Nintendo e alla saga di Mario Bros, adesso evito anche la Wii di mia figlia, sia mai che ci ricada.
Prima di Natale però ho ricevuto un cofanetto intrigante che conteneva un piccolo nuovo gioco per appassionati di cucina. "E' mio" mi son detta, e l'ho portato dai miei suoceri per giocare nei giorni delle feste. Il cofanetto conteneva numerose carte con domande relative al mondo della cucina e gastronomia con livello di difficoltà crescente.
Ci abbiamo giocato ed anche mia figlia si è divertita, solo che nella stramaggioranza dei casi, le risposte le sapevo solo io e dopo un quarto d'ora tutti quelli intorno al tavolo già mi odiavano cordialmente.
In ogni caso penso che mi divertirei da matti a giocare con un bel gruppo di amiche blogger, perché allora lì si che si scatenerebbe la sfida!
Il gioco di chiama "Quiz Chef" ed è distribuito dalla DVGiochi.
Ha anche un prezzo molto onesto e la confezione tascabile è comoda da portare anche in viaggio.
Se come me siete delle inossidabili giocatrici da tavola, questo è sicuramente un passatempo divertente che metterà alla prova le vostre conoscenze da vere blogger!
Tornando alla cucina, di che Martha sto parlando? 
Vediamo se siete preparate. Ma che domande vi faccio...insomma lo sapete ovviamente, ed è meglio che non faccia la spiritosa.
Ricetta trovata sul favoloso libro "Cookies" di Martha Stewart ed eseguiti su espressa richiesta del maritino.
Frolla particolare, elastica in grado da essere tirata a spessori sottilissimi, diventa croccante ed irresistibile una volta cotta.
Provateli e saprete dirmi. Io li ho farciti con crema alla nocciola e crema di pistacchi.
Ingredienti per 18 sandwich
120 g di farina 00
53 g di zucchero
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
50 g di burro freddo a cubetti
62 ml di double cream (io ho usato del mascarpone)
1 tuorlo
crema di cioccolato alla nocciola o gianduia o pistacchio
Mettete la farina, lo zucchero ed il sale in un processore e usate il pulse per miscelare gli ingredienti.
Aggiungete il burro e con le lame mischiate per ottenere un composto di briciole fini.
Mentre il processore va, aggiungete la double cream e appena si forma la palla di impasto, interrompete l'azione.
Prendete la palla di pasta, mettetela fra due fogli di carta da forno e tiratela con un matterello sottile c.ca 3 mm.
Con un tagliata pasta fustellato di 6 cm di diametro, ricavate c.ca 36 biscottini.
Sistemateli su una placca da forno coperta di carta e passatela per almeno 15/20 minuti in freezer.
Accendete e scaldate il forno a 170°C.
Sbattete il tuorlo con un cucchiaio di latte e spennellate tutti i biscotti quindi mettete in forno per c.ca 15 minuti. Dovranno essere dorati in superficie.
Fateli raffreddare sulla carta da forno quindi accoppiateli spalmando un cucchiaino di crema al cioccolato sul retro del biscotto e copritelo con un secondo biscotti. Fate così con tutti i biscotti, scegliendo la farcia che preferite.
Conservate in una scatola ermetica.

ANNUNCIAZIONE ANNUNCIAZIONE: Oggi esce la tanto attesa ristampa di "L'ora del Paté" che finalmente potrete trovare in tutte le librerie (per coloro che se lo sono persi). Mi raccomando!






mercoledì 24 ottobre 2012

Maple bundt cake e arrivederci a Martha Stewart

Maple leaf Rag - Scott Joplin
- Mamma, questa torta sa di quel miele che si mette sui pancakes! - 
Sono molto orgogliosa del palato di mia figlia, specialmente quando individua al primo colpo ingredienti non comuni e che magari ha assaggiato qualche volta durante i nostri viaggi. Purtroppo non è che possa mettere sciroppo d'acero in tavola ad ogni colazione, ma lei lo adora e questa è stata l'occasione per ricordarglielo. 
Lo sciroppo d'acero è quanto di più nordamericano si possa immaginare. 
Il mio primo viaggio in Canada ha il profumo di questo prezioso oro liquido e dei pancakes su cui ne versavo a litri. 
Facendo una breve escursione sulla provvidenziale Wikipedia ho scoperto quanto: Lo sciroppo d'acero è un liquido zuccherino ottenuto bollendo la linfa dell'acero da zucchero e dell'acero nero. 
È il secondo dolcificante naturale meno calorico (circa 250 calorie per cento grammi) superato solo dalla melassa e dalla stevia; ha un alto contenuto di sali minerali. 
Oltre ad essere utilizzato nei paesi freddi, per le elevate calorie e proprietà nutrizionali, lo sciroppo d'acero è noto per le sue proprietà depurative oltre che energizzanti e antipiretiche. 
Interessante vero? 
Per la nostra ultima puntata dedicata allo Starbooks di Ottobre e alla inarrestabile Martha Stewart, ho voluto chiudere con un dolce, un bel ciambellone casalingo, estremamente facile da realizzare ma con un sapore unico ed un profumo indimenticabile. 
Da tantissimo tempo non avevo un profumo così intenso ed inebriante in cucina, per di più così a lungo. 
Il classico profumo dello sciroppo d'acero, un misto tra caramello e "wilderness" come dico io. 
E inutile raccontarvi come questa ricetta sia da fare. Assolutamente! 
Prima di passare alla ricetta, vi invito a non perdere la stupenda rassegna di ricette delle altre amiche Starbookers che per l'occasione vi presentano:
 Sweet potato pie a casa di Menu Turistico 
Zesty crab cakes a casa di La Apple pie di Mary Pie
Pike place Fish an Chips a casa di Arabafelice
Buffalo chicken wings a casa di Ale only Kitchen 
Pigs in a blanket a casa di  Vissi d'arte e di Cucina
Caramelized onion dip and onion crisp and Corn muffins a casa di La Gaia Celiaca
Stuffed mushrooms a casa di Le Chat Egoiste
Skillet Cornbread a casa di Arricciaspiccia

Ingredienti per 8/10 persone
56 gr di burro a temperatura ambiente più extra per ungere
240 gr di farina 00 più extra per spolverare lo stampo
2 cucchiaini di lievito in polvere per dolci
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1/2 cucchiaino di sale
105 gr di zucchero di canna
2 uova grandi
160 gr di sciroppo d'acero più extra per la decorazione
2 cucchiaini di estratto puro di vaniglia
250 ml di panna acida
125 ml di panna fresca
Preriscaldate il forno a 175°. Ungete uno stampo per ciambella da 25 cm di diametro quindi spolveratelo con la farina e fate uscire l'eccesso sbattendolo leggermente. 
Mescolate in una ciotola media la farina setacciata, il lievito ed il bicarbonato.
Montate a crema il burro con lo zucchero con una frusta elettrica a velocità media, fino a che chiaro e soffice, c.ca 3/4 minuti. Aggiungete le uova, una alla volta e sbattete bene fino a che il composto non sia ben omogeneo prima di aggiungere la successiva. Aggiungete lo sciroppo e la vaniglia e mescolate bene. Aggiungete la farina in 3 tempi, alternandola con la panna acida e finendo comunque con la farina. Mescolate fino a combinare bene gli ingredienti dopo ogni aggiunta. 
Versate il composto nella tortiera e cuocete fino a che il dolce non sarà bruno dorato ed verificate comunque la cottura con uno stuzzicadenti che dovrà uscire pulito e asciutto. 
Fate raffreddare lo stampo su una griglia per c.ca 15 minuti prima di rovesciarlo e sformarlo. Quindi lasciate raffreddare completamento.
Prima di servire, montate la panna, non a picchi fermi ma morbidi. Aggiungete un cucchiaio di sciroppo d'acero e mescolate ancora per rassodarla. Decorate la cima del dolce con cucchiaiate di panna spruzzata di sciroppo d'acero e servite.
Note Personali:
  • Come sempre ingredienti a temperatura ambiente. Non abbiate paura di lavorare il burro con lo zucchero, anche perché lo zucchero di canna necessita tempo per sciogliersi. Lavorate bene il composto dopo l'aggiunta del primo uovo prima di passare al secondo. 
  • La consistenza è veramente molto morbida ed umida e si conserva benissimo per diversi giorni con lo stesso intenso aroma senza doverlo chiudere in una scatola di metallo.
  • E' un dolce perfetto per l'ora del te ma accompagnato dalla panna può tranquillamente chiudere un pranzo grazie al suo gusto non eccessivamente dolce insieme ad un buon caffè. La panna può essere aggiunta non dolcificata.
  • Se potete, non omettete assolutamente la vaniglia che stempera il deciso aroma caramellato e lo ingentilisce. NON usate la vanillina, pietà! 
  • Il color caramello dell'interno è veramente bellissimo. 
  • Azzardo una previsione: diventerà uno dei miei dolci preferiti!  



mercoledì 17 ottobre 2012

Pollo fritto al latticello di Martha Stewart

Titolo canzone





Qualche tempo fa ho scritto un post su un bellissimo film che ho molto amato e che recentemente ho avuto occasione di rivedere: The help
Mentre ero lì che mi emozionavo come la prima volta, è arrivata la scena che già a suo tempo mi aveva fatto innamorare: Minnie Jackson, una delle protagoniste (una strepitosa Octavia Spencer per altro vincitrice dell'Oscar per questa parte), sta friggendo del pollo e con espressione beata afferma: "Fried chicken just tend to make you feel better about life"
E se questa frase la pronuncia una donna di colore di Jackson Mississippi durante gli anni della segregazione razziale, capite come il suo significato possa essere decisamente importante.
Il pollo fritto è uno dei piatti più emblematici dell'America del Sud e come dice la Martha, potrete interrogare chiunque in proposito e non troverete nessuno che non abbia almeno un'opinione in merito: pastellato o aromatizzato, panato o fritto immerso nell'olio, servito caldo con le cialde a colazione o freddo durante un bel pic nic. 
La ragione della gloria di questo piatto sta proprio nella sua crosticina croccante, leggermente speziata. Per questa ricetta in particolare, se amate la crosta più spessa, basterà che dopo la prima infarinatura lasciate riposare i pezzettini di pollo per 15 minuti e ripetiate l'operazione. Il latticello rende il pollo incredibilmente succoso, quindi non trascurate la marinatura, preferibilmente per tutta la notte. Lasciate che il pollo scoli bene per almeno un'ora prima di infarinarlo perché questo vi assicurerà una crosta leggera, croccante e assolutamente senza grumi.
Prima di passare alla ricetta, non dimenticate che qui siamo nella giornata dello Starbooks e altre interessantissime ricette dal libro di Martha Stewart sono pronte a casa delle amiche Starbookers:
Menu Turistico con l'Hamburger
La Apple Pie di Mary Pie con Tamale Pie
Arabafelice con Coconut Cake
Le chat egoiste con Oatmeal raisin cookies
Ale only Kitchen con New England clam chowed e Frittelline di mais e cipolle
Arricciaspiccia con Indian Pudding
Vissi d'Arte e di cucina con Torta di Ananas rovesciata
La Gaia Celiaca con Corn Ice Cream

BUTTERMILK FRIED CHICKEN
Ingredienti per 4 persone

1 pollo intero da 900/1300 gr tagliato in 10 pezzi
1 litro di latticello ben scosso
1 cucchiaio e mezzo di mostarda secca in polvere
1 cucchiaio 1/4 di pepe di cayenna
Sale grosso e pepe nero macinato fresco
60 gr di farina 00
2 cucchiai di farina di mais 
Olio di semi di girasole per friggere
Mettete i pezzi di pollo in due piatti fondi larghi a sufficienza per accogliere il pollo comodamente. In una ciotola media mescolare il latticello con la mostarda, il cucchiaio di pepe di cayenna. Condite con sale e pepe. Versate la marinata sul pollo essendo sicuri di coprirlo completamente. Coprite bene con una pellicola e mettetelo in frigo per almeno 4 ore o tutta la notte.
Rimuovete il pollo dalla marinata e lasciatelo scolare sopra una gratella situata su un foglio di carta da forno per almeno un ora. 
Eliminate la marinata.
Allo stesso tempo mescolate la farina con la farina di mais, il restante pepe di cayenna. Aggiustate di sale e pepe. Distribuite la miscela su un piatto fondo. 
Quando siete pronti a friggere, preparate una larga padella di ferro in cui verserete 1 cm di olio di semi di girasole e scaldatelo a media temperatura fino a che l'olio non registri 190° con un termometro da forno. Altrimenti usate il sistema classico del pezzettino di pane, che dovrebbe friggere e diventare dorato in meno di un minuto.
Mentre l'olio si scalda, per lavorare con pochi pezzetti alla volta, mettete due o 3 pezzi di pollo nella farina facendo in modo che si coprano completamente. Scuoteteli per eliminare l'eccesso di farina. 
Preriscaldate il forno a 100 gradi e sistemate diversi fogli di carta assorbente su una placca da forno.
Friggete il pollo pochi pezzi per volta. La padella deve essere piena ma i pezzi non si devono toccare. Sistemate i pezzi con la pelle in basso e coprite. Cuocete fino a che il pollo è dorato e croccante e le parti si tolgano con facilità dalla padella, 4/5 minuti c.ca, quindi girate i pezzi e continuate la cottura sull'altro lato allo stesso modo. Una volta pronti, scolateli e continuate a friggere i restanti pezzi (ricordate che le ali ed i pezzi di petto più piccoli cuociono più velocemente delle cosce). 
Trasferite i pezzi già fritti sulla placca da forno pronta e riponetela in forno per mantenere in caldo il pollo mentre friggete il resto. 

NOTE PERSONALI:
- Avevo programmato di testare questa ricetta per il pranzo di domenica, con 2 ospiti speciali: mia figlia e la sua amichetta Giulia. Quale prova del fuoco migliore di quella del gradimento di due bambine
Ero agitata. Per paura che il sapore fosse eccessivamente speziato, ho dimezzato la quantità di pepe di cayenna lasciando però invariata la quantità di mostarda. Il sapore era giustamente aromatico ma non aggressivo e le bambine hanno gradito immensamente. 

- Io sono del partito della crosta spessa quindi la prossima volta farò un doppio passaggio nella farina
- Non omettete assolutamente la farina di mais che conferisce una croccantezza deliziosa al risultato finale. 
- La temperatura dell'olio è molto importante. Cercate di non mettere troppi pezzi di pollo allo stesso momento per evitare che la temperatura si abbassi. 
- Cercate di non fare pezzi di pollo troppo grandi. La cottura deve durare abbastanza affinché il pollo si  cuocia alla perfezione ma la crosta non diventi troppo scura (o si bruci). 
- Ricetta assolutamente perfetta! 
A mercoledì prossimo con un'altro imperdibile appuntamento Starbook!