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domenica 29 ottobre 2017

Rabindranāth Tagore... Il Poeta della domenica.


Nell’uomo avviene una doppia nascita: una prima volta nel grembo materno e una seconda volta nella libertà: l’uomo nasce una volta per sé e una volta insieme con gli altri.
Rabindranāth Tagore


Non sei capace d’essere felice
con la felicità di questo ritmo?
di lanciarti e perderti e spezzarti
nel vortice di questa terribile gioia?

giovedì 11 giugno 2015

Aimee Mullins & Hugh Herr. Quando non avere le gambe ti porta lontano.

Aimee Mullins in "La donna ghepardo" - Cremaster 3 di Matthew Barney 

Succedono, nel corso della nostra vita, eventi inaspettati, accadimenti stravolgenti, traumatizzanti, mutilanti. Fatti a cui non riusciamo a reagire, una perdita, un lutto, una malattia, un incidente. Se il nostro corpo riesce a produrre proteine per combattere gli elementi estranei, gli anticorpi per intenderci, la nostra mente non sempre è in grado di elaborare un piano per affrontare e superare gli episodi sconvolgenti che naturalmente incontra. Il cervello, questa meravigliosa macchina, elabora e decifra gli stimoli che arrivano dall’esterno, si connette e si disconnette col mondo. Pensa, ragiona, inganna, crede, gode e soffre in modo diverso per ciascuno di noi.

E noi spesso, più che spesso, di fronte alle avversità ci piangiamo addosso.


mercoledì 23 aprile 2014

Viaggi diversi inversi...

Santa S "Viaggio d'amore"
Mai partire senza viatico. Dal pane del contadino e per chi ne aveva olive, nel suo viaggio di fatica e sudore, al McMenu di oggi o al più sofisticato  sushi take away nei viaggi dall’alba al tramonto. Sono rimasta estasiata, in treno, ad osservare una miss dior dalle movenze impalpabili scartare il suo contenitore e ingollare la perfetta polpetta cilindrica con la sinuosità di un serpente. Mascelle elastiche e letali la miss, perché ci sono viaggi per prede e viaggi per predatori. Che dire, poi, dei viaggi verso l’infinito, dell’aspirazione a superare il nostro limite, di spaccare il torchio che pressa le nostre miserrime vite, quale viatico per sostenerci? Basterà a nutrirci il pan di via, quello custodito dal fedele Samvise Gamgee per consentire a Frodo Beggins di chiudere un ciclo del suo viaggio? Ah, la scena della scala che conduce al valico di Cirith Ungol (rif. Il Signore degli Anelli di Peter Jackson). Ogni viaggio richiede il giusto cibo per mantenerci in forze, la debolezza porta ai miraggi. E se il viaggio fosse un vino, occorrerebbe scegliere con cura il cibo da accostare, non so voi, ma per me un passito di pantelleria e uno zampone faranno poca strada insieme e non tanto per la falcata corta dello zampone.
Viaggiamo fuori e dentro di noi, c’infiliamo nelle costruzioni impossibili di Escher o seguiamo strade asfaltate per non perdere le tracce. Ma attenzione l’asfalto sotto al sole gioca con l’aria e si diverte a costruire pozzanghere di specchi. Quante variabili, incognite, aspettative in questi viaggi. Ognuno con la propria unicità, viaggi diversi, a volte inversi, altre conversi o controversi.

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