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mercoledì 18 dicembre 2019

Regali a 1 euro: anche una casa vera. Buone Feste!



Quando si avvicina il Natale la parola più gettonata è “regali”, si apre una vera e propria voragine all’acquisto indiscriminato di oggetti e oggettini che consumismo e pubblicità ci fanno apparire come essenziali, indispensabili, per festeggiare e far sentire la nostra vicinanza ad amici e parenti. 
In questo periodo moltiplichiamo gli oggetti che poi puntualmente facciamo finire nell’immondizia, contribuendo a ingigantire le montagne di spazzatura che poi facciamo fatica a smaltire e gridiamo all’emergenza senza capire che la produciamo noi.
Ma la voglia di fare un regalo, anche se non si hanno molti soldi, è troppo forte, piccoli pensieri a pochi euro che finite le feste lanciamo nella pattumiera.

E se invece con solo 1 euro potessimo regalare o regalarci una casa?

venerdì 28 dicembre 2018

21 grammi, il peso della tiroide e del carcinoma papillare. Le belle persone. Felice Anno Nuovo 2019! 3/3



Tu sei una persona di quelle che si incontrano quando la vita decide di farti un regalo.
Charles Dickens

Trovo che incontrare belle persone sia straordinario, non importa se attraversano la nostra vita, basta incontrarle semplicemente lungo la strada anche per il tempo di una chiacchierata, sapere che ci sono è sufficiente. Non ho citato a caso Charles Dickens, molti considerano la sua narrativa nazional-popolare, nel suo significato riduttivo di stereotipo, di bontà superficiale, così accade quando esprimiamo dei sentimenti buoni o parliamo di “belle persone” rischiamo di essere considerati eccessivi, anche ipocriti,  sicuramente banali.

domenica 4 marzo 2018

Nicanor Parra... L' anti-Poeta della domenica

panchina-tramonto

Non sono mai stato autore di nulla, ho sempre pescato cose che passavano nell'aria.
Nicanor Parra (Intervista El País)


Autoritratto

Guardate un po’, ragazzi,
Questo paltò da frate mendicante:
Sono insegnante in un liceo oscuro,
Non ho più voce a furia di lezioni.
(Dopo tutto o dopo niente
Faccio quaranta ore settimanali).
Che vi dice il mio volto schiaffeggiato?
Faccio pena a guardarmi, non è vero!
E cosa vi ispirano queste scarpe da prete
Che sono invecchiate senz’arte né parte.

mercoledì 5 aprile 2017

Donne da facebook: sull’orlo di una crisi da selfie.

donne-facebook-corpo

La chiamano “attention-seeking”, letteralmente “cercando attenzione”, la smania di utilizzare Facebook  per pubblicare foto personali e selfie, le più accanite ovviamente le donne.

Non c’è proprio niente da fare ancora oggi le donne usano il più persuasivo dei biglietti da visita: il fisico. 

mercoledì 15 marzo 2017

Pennelli ad arte: Rebecca Szeto.

pennelli-rebecca szeto-scultura-la santa furiosa


Si dice che il periodo migliore per rinnovare le pareti tinteggiandole sia la primavera, occorre scegliere il colore giusto, una pittura adatta e soprattutto dei buoni pennelli.

Qualcuno ricorda la pubblicità dei pennelli Cinghiale?

venerdì 3 marzo 2017

Beate Uhse la regina del piacere. 8 marzo #nonunadimeno. Aspettando la chiamata allo sciopero internazionale delle donne: Storie di donne/5


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"L’ 8 marzo la terra trema. Le donne del mondo si uniscono e lanciano una prova di forza e un grido comune: sciopero internazionale delle donne. Ci fermiamo. Scioperiamo, ci organizziamo e ci incontriamo tra di noi. Mettiamo in pratica il mondo in cui vogliamo vivere."



Beate Uhse: Una vita con il piacere e l’amore.


Beate Uhse è una donna minuta, sorridente, non lo diresti a guardarla che collauda e pilota aerei militari, né tantomeno penseresti che sia la regina indiscussa del piacere, fondatrice dell’omonima azienda la “Beate Uhse”, un brand conosciuto in tutto il mondo.

E cosa ancor più sorprendente che lo sia nella Germania degli anni ’50.


mercoledì 18 gennaio 2017

Il 2017 comincia in libreria: Veglione da nuova AVE.

capodanno-2017-libreria-dig-sadie wendell mitchell-la santa furiosa
Dig, Sadie Wendell Mitchell - 1909


Per l’inizio del 2017 un amico mi ha scritto:

“...Ne hai ora abbastanza come auguri per l'anno nuovo? Procura allora di rimanere un essere umano. Rimanere un essere umano è la cosa principale. E questo vuol dire rimanere saldi e chiari e sereni, sì sereni malgrado tutto, perché lagnarsi è segno di debolezza.
Rimanere umani significa gettare con gioia la propria vita "sulla grande bilancia del destino" quando è necessario farlo, ma nel contempo gioire di ogni giorno di sole e di ogni bella nuvola; ah, non so scrivere una ricetta per essere umani, so soltanto come si è umani...”.

sabato 6 agosto 2016

E-state con Foodbook: Cibo, Natura Abitare. Un libro di ricette che diventa luogo e momento d'incontro.



L'estate mediterranea con i suoi celi smaltati, gli odori dell’orto, i colori della frutta, fa venire voglia di lasciarsi andare ai profumi, abbandonarsi ai piccoli piaceri del vivere con lentezza e fa soprattutto venire voglia di organizzare cene tra amici, magari su un terrazzo affacciato sul mare… Che atmosfera perfetta!

Cucinare insieme, chiacchierare, grandi piaceri da condividere e ospite d’onore il cibo con i suoi prodigiosi “strapiombi sensoriali” che nella nostra bocca si trasformano in “estasi culinarie”.

Il primo passo sarà creare la lista della spesa per realizzare una ricetta saporita e stuzzicante.

INGREDIENTI

venerdì 26 settembre 2014

Oggi sembra che tutto si possa vendere e comprare. La lode al dono e la storia di Raphael Fellmer alla ricerca di Eotopia.

per non vivere nell'Isola delle bambole
Lode al dono
di Francesco Masala e Davide Galati,

propongo un lavoro a quattro mani e due teste, quelle di Davide Galati e le mie, l’abbiamo fatto qualche anno fa, ci interrogavamo sul dono, abbiamo deciso di scriverci da noi quello che avremmo voluto leggere, e ve lo diamo in dono, non è perfetto, ma non costa niente.


mercoledì 23 aprile 2014

Viaggi diversi inversi...

Santa S "Viaggio d'amore"
Mai partire senza viatico. Dal pane del contadino e per chi ne aveva olive, nel suo viaggio di fatica e sudore, al McMenu di oggi o al più sofisticato  sushi take away nei viaggi dall’alba al tramonto. Sono rimasta estasiata, in treno, ad osservare una miss dior dalle movenze impalpabili scartare il suo contenitore e ingollare la perfetta polpetta cilindrica con la sinuosità di un serpente. Mascelle elastiche e letali la miss, perché ci sono viaggi per prede e viaggi per predatori. Che dire, poi, dei viaggi verso l’infinito, dell’aspirazione a superare il nostro limite, di spaccare il torchio che pressa le nostre miserrime vite, quale viatico per sostenerci? Basterà a nutrirci il pan di via, quello custodito dal fedele Samvise Gamgee per consentire a Frodo Beggins di chiudere un ciclo del suo viaggio? Ah, la scena della scala che conduce al valico di Cirith Ungol (rif. Il Signore degli Anelli di Peter Jackson). Ogni viaggio richiede il giusto cibo per mantenerci in forze, la debolezza porta ai miraggi. E se il viaggio fosse un vino, occorrerebbe scegliere con cura il cibo da accostare, non so voi, ma per me un passito di pantelleria e uno zampone faranno poca strada insieme e non tanto per la falcata corta dello zampone.
Viaggiamo fuori e dentro di noi, c’infiliamo nelle costruzioni impossibili di Escher o seguiamo strade asfaltate per non perdere le tracce. Ma attenzione l’asfalto sotto al sole gioca con l’aria e si diverte a costruire pozzanghere di specchi. Quante variabili, incognite, aspettative in questi viaggi. Ognuno con la propria unicità, viaggi diversi, a volte inversi, altre conversi o controversi.

martedì 1 aprile 2014

La ricerca. Nel frattempo: Cereglia a tutti!

Quando mi presento a qualcuno dico piacere, ma non so se sarà davvero un piacere. 
La conoscenza è sempre un’incognita. Può essere piacevole o spiacevole e dovrebbe essere sempre accompagnata dalla parola voglia, l’impulso che ci porta a soddisfare il bisogno del piacere. 
Ma se dico a qualcuno: “piacere ho voglia di conoscerti” o “piacere non ho voglia di conoscerti”, destabilizzo l’altro.
Ma l’altro è in ascolto? C'è qualcuno?

Vabbe', torniamo a voglia e piacere. Come posso fonderli? Potrei usare piaglia o vocere o cereglia, ecco si, userò cereglia, mi ricorda il cerea piemontese. Fantastico!

Benvenuti: Cereglia a tutti!
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