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sabato 1 dicembre 2018

Giornata mondiale contro l'Aids: #Tiriguarda

hiv-preservativo

#Tiriguarda è il messaggio che l'Anlaids (qui) ha lanciato per la Giornata mondiale contro l'Aids. Perchè l'Aids ci riguarda proprio tutti e la mancata informazione fa si che il 40% dei casi di infezione da HIV venga diagnosticato troppo tardi. Secondo una stima dell'Istituto superiore di sanità in Italia sono circa 6.000 le persone con Hiv in fase avanzata non diagnosticata. Tutto questo direi che dovrebbe riguardarci!

Vi ripropongo un post che scrissi nel luglio del 2015 "Che fine ha fatto l'Aids?", era estate, ma sostituite la stagione e poco è cambiato se non le cifre. 

Per il resto come titola uno spot molto edulcorato della Durex (quelli più chiari e diretti vengono censurati):  "Proteggiti".

martedì 13 febbraio 2018

Per San Valentino commettete gesti d’amore! Un paese adotta un poeta: a Corato, in Puglia, adottato il poeta Paolo Maria Cristalli.


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«Quarat, bella, popolata, nobile e deliziosa, abbondante di frutta…»

El Edrisi, geografo arabo del XII secolo


La descrizione di Corato, fatta dal geografo El Edrisi, a distanza di quasi un secolo non si smentisce. La “nobile” cittadina, sulle pendici orientali delle Murge in Puglia, adotta il poeta abruzzese Paolo Maria Cristalli, vincitore nel 2010 del Premio Fabrizio De André per la poesia con Ma ti pare poco il mare.


venerdì 3 marzo 2017

Beate Uhse la regina del piacere. 8 marzo #nonunadimeno. Aspettando la chiamata allo sciopero internazionale delle donne: Storie di donne/5


beate uhse-8 marzo-donne-sexy shop-non una di meno- la santa furiosa

"L’ 8 marzo la terra trema. Le donne del mondo si uniscono e lanciano una prova di forza e un grido comune: sciopero internazionale delle donne. Ci fermiamo. Scioperiamo, ci organizziamo e ci incontriamo tra di noi. Mettiamo in pratica il mondo in cui vogliamo vivere."



Beate Uhse: Una vita con il piacere e l’amore.


Beate Uhse è una donna minuta, sorridente, non lo diresti a guardarla che collauda e pilota aerei militari, né tantomeno penseresti che sia la regina indiscussa del piacere, fondatrice dell’omonima azienda la “Beate Uhse”, un brand conosciuto in tutto il mondo.

E cosa ancor più sorprendente che lo sia nella Germania degli anni ’50.


mercoledì 7 dicembre 2016

Cortana: Pensavo fosse amore e invece…



“A volte è così rassicurante essere abbracciati da qualcuno, non credi? È così bello! Non è bello per niente. Fa male.
Come un taglio?
Come un ustione. Come quando sei in mezzo alla neve, non senti più i piedi, rientri in casa e ti si congelano.”
da Lars e una ragazza tutta sua



Noi da soli non sappiamo stare, penso, non vale per tutti, ma si tratta di eccezioni che confermano la regola. La règola è anche un’asse di legno e quando sei solo, questa règola, ti picchia di continuo in testa. E il “non stare soli” ha a che fare con l’amore, che è tante cose, un’unica parola per indicare troppe sfumature, troppi sentimenti, veramente troppo! 
Non parlo spesso dell’amore, anche se poi, a pensarci bene, ogni cosa che si fa è un fatto d’amore. Ne avevo già parlato in “l’amore è un demone” qui, per arrivare alla conclusione che: 

L’amore è troppo pesante per una persona sola!

mercoledì 23 novembre 2016

Ferite a morte: 25 Novembre giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

25 novembre giornata internazionale contro la violenza sulle donne
"Una donna su cinque diventerà una vittima di stupro o tentato stupro nel corso della sua vita"

 "Per tutte le violenze consumate su di lei, per tutte le umiliazioni che ha subìto, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le sue ali che avete tarpato, per tutto questo: in piedi, signori, davanti ad una donna..."
Anonimo

La voce dei numeri pesa più delle parole.

Questi i dati Istat in Italia (periodo di riferimento Anno 2014):

mercoledì 16 novembre 2016

Animali, brava gente.



“L’uomo non sa di più degli altri animali; ne sa di meno. Loro sanno quel che devono sapere. Noi, no.”
da La divina irrealtà delle cose, Fernando Pessoa – Trad. G. Boni


Abbiamo all’incirca 2 milioni di anni, anche qualcosina in più, anzi abbiamo impiegato due milioni di anni per essere quello che siamo. Un gran bel lasso di tempo per svilupparci e di cose ne abbiamo fatte, parecchie rispetto alle altre specie animali, di sicuro ci siamo differenziati. Il detto: «Condiscila come vuoi, rimarrà sempre una zucca!», ci calza a pennello.

Non possiamo nasconderlo che anche noi siamo animali, come per la zucca, sebbene abbiamo sviluppato un linguaggio articolato, ci siamo ripuliti nel corso del tempo, migliorato la postura, perso peli, abbiamo seminato, raccolto, e poi costruito, sempre di più, in verticale, orizzontale…

mercoledì 9 novembre 2016

Quattro chiacchiere al Webar: Cose che mi hanno perforato il lobo dell’insula. Ovvero oggi mi sento Alvaro Vitali. La ragazzina violentata a Melito. Omofobia e unioni civili a Reggio Calabria. Donald Trump ha vinto le elezioni presidenziali USA. Referendum costituzionale 2016, il 4 dicembre si vota. E altri piccoli brividi


Postulato di Boling: Se sei di buon umore, non ti preoccupare. Ti passerà.
Le esperienze fallimentari passate non rendono più saggi e accorti, solamente più rintronati.
(Leggi di Murphy)

Questa mattina mi piace pensare che Arthur Bloch, autore della Legge di Murphy, i due assiomi  li abbia scritti pensando a me.
Stanotte mi sono addormentata facendo una lista di cose buone e cattive, in pratica ho stilato una lista di eventi accaduti intorno a me. Ragazzi, ognuno si addormenta come può!

giovedì 2 luglio 2015

Che fine ha fatto l’AIDS?


[…] Passarono… l'estate in tal modo, giocando all'amore come dei bimbi giocano alla guerra o alla processione. (da Primavera e altri racconti, Giovanni Verga)

Pare sia facile giocare all’amore. D’estate lo è ancora di più, sarà la luce, la vacanza, lo stress che si allenta, la serotonina che aumenta, i sensi che si dilatano e i vestiti che si restringono. L’estate ci permette di esibire il corpo e l’immaginazione, cari miei, galoppa, la serotonina aumenta e le endorfine: basta uno sguardo e vanno in delirio.

martedì 31 marzo 2015

Picchia il gay, picchia la moglie, picchia chi non è conforme! Torino aggressione omofoba, studente picchiato sull’autobus. Foligno picchia la moglie al nono mese di gravidanza. Kabul lapidata per aver bruciato, forse, una copia del corano... Una lettera di Seth Andrews


Aggressione ad un ragazzo gay durante il 'Kiss-Day'. Russia 2013

Una lettera

«Impari molto sulle persone quando dichiari che non intendi vivere la tua vita secondo le loro regole.
E molti in questa sala conoscono bene le conseguenze di fare qualcosa di così sconvolgente come essere un individuo, una voce diversa, spesso curiosa, con il suo timbro, il suo stile, la sua melodia,  il suo messaggio.

sabato 13 dicembre 2014

mercoledì 5 novembre 2014

La vita di Adele di Abdel Kechiche un’anno dopo. L’amore non perdona!

"Adèle" - Scena da Vita di Adèle 
«Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili… Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch'io ho deluso. Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo... Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. Ho vissuto d'amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore… Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce… Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e... ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)...»


martedì 9 settembre 2014

Pentedattilo. La strage degli Alberti: scenario di un amore soffocato nel sangue. Itinerari 1/3

A Teodora Alberti Marchesa di Pentedattilo e Duchessa di Melito

Reggio di Calabria 16. Aprile 1689.

Mi furono consegnati il libro e la lettera, dalla Reverendissima Madre. Di cui Voi cara sorella Vi siete compiaciuta di ricordare questa sciagurata. Vi supplico di non conservare più la mia memoria.

lunedì 19 maggio 2014

Signore e signori, è una cosa terribile…gli omosessuali hanno invaso la terra…


SONO UNA MAMMA, NON UN GENITORE  1 O  2”. La scritta in stampatello era su un cartellone in un banchetto della Lega Nord, mi sono fermata a leggere perché non riuscivo a capire lo slogan.
Così, facendo leva sul bisogno di comprendere ho chiesto ad un signore lì vicino:
<Scusi, ma cosa significa sono una mamma, non un genitore centodue?>
<Ma no, che ha capito!> E sorridendo mi ha detto: < Non ha seguito la polemica sull’abolizione nei documenti scolastici della dicitura “madre” e “padre”? Vogliono sostituirla con “genitore 1” e “genitore 2”, per… si, questi… loro, gli omosessuali, capisce. Per loro questa dicitura non va bene. Mah!>

Ringrazio, cerco di mantenere un contegno, mi allontano.

“Questi omosessuali”...

La frase mi rimbomba nella mente, sono sgomenta, ma chi sono “questi omosessuali”, non siamo più soli sulla terra ed io mi trovo impreparata, lo scopro per caso in una piazza lombarda. E la televisione, la radio, la stampa perché hanno taciuto? Da dove arrivano?  E i loro figli, che dovrebbero mischiarsi con i nostri, sono pacifici? Dormono come noi? E soprattutto cosa mangiano? Sono come i Visitors? Hanno polmoni, un cuore che pompa sangue?
Sono stordita, disorientata, milioni d’interrogativi in testa. Sono esseri intelligenti? Capaci di formulare concetti logici?
E quel tipo, parlava tranquillo, anche se un po’ a disagio e infastidito.

Mi guardo attorno, ma tutto è ordinato, ognuno muove i passi in sincrono, la gente è seduta ai tavoli del bar, i bambini schiamazzano, tutto placido, domenicale, un leggero alito di vento, il cielo sopra la testa come il giorno precedente.
Respiro, devo fare attenzione a non andare in iperventilazione, prendo tempo, devo andare al banchetto, non quello della lega, mi aspettano a una cerimonia, proverò con cautela ad indagare, forse sto male, sto ancora dormendo e non mi sono alzata dal letto.
La cerimonia è già iniziata. Mi muovo con garbata circospezione quando, d’improvviso si sente la voce di un uomo, avanza coperto da un telo drappeggiato. Panico. 
Allora gli “omosessuali” hanno già colonizzato il territorio! Panico.
<Scusi> sono don Abbondio. <Silenzio> m’interrompe un uomo vicino <parla Aristofane>. Panico, puro panico di colore cereo.

<…pare che gli uomini non conoscano la potenza di Amore> afferma l’oratore con voce solenne, ma colloquiale al tempo stesso <perché, se la conoscessero, gli innalzerebbero templi e altari grandissimi…Egli infatti, tra gli dei, è il più benevolo agli uomini, perché è loro soccorritore e anche medico di tali malanni…Ma anzitutto occorre che conosciate la natura umana e i suoi casi… Per prima cosa tre erano i generi della stirpe umana, non due come ora maschio e femmina… ve n’era anche un terzo comune ad ambedue…ma esso si è perduto… l’androgino era un genere a sé e aveva forma e nome in comune dal maschio e dalla femmina…>

Mi schiaffeggio la faccia, dove, chi, cosa, balbetto. <Scusi> sono sempre don Abbondio <…Aristofane. Chi era costui? E dove siamo>. <Voi donne. Non sapete tacere.> m’interruppe, sempre il vicino < siamo a casa di Agatone>

È il 416 a. C. e consentitemi il sarcasmo.

Sono trascorsi più di 2000 anni, pare che abbiamo messo piede sulla luna, Spirit e Opportunity sbarcano su Marte e noi, eredi di grandi pensatori, uomini che hanno compreso il tempo e lo spazio, che hanno colto la natura umana e il suo significato, che hanno indagato, interrogato, si sono immolati per consentirci di essere storia, noi il 17 maggio dobbiamo celebrare la Giornata mondiale contro l’omofobia.

Oggi è il 2014 d. C. e avere un’identità di genere che non coincida con la distinzione maschio/femmina procura umiliazioni, offese, spregio, pestaggi, vessazioni, morte.

Un riconoscimento negato, vite private di significato, la morte sociale di un essere umano per i suoi orientamenti sessuali. In biologia il sesso serve semplicemente a distinguere gli individui di una stessa specie in generi differenti, con prevalenza di distinzione maschio/femmina per un fattore legato alla riproduzione sessuata. Ma al di là della prevalenza, in natura coesistono  specie diverse.
Il nostro biosistema si fonda sulla diversità. 
Esistono specie che si riproducono sessualmente, specie asessuate, dove non può esserci una distinzione maschio/femmina, individui che mutano sesso nel corso della loro esistenza, nascono maschi e ad un certo punto della loro vita si trasformano in femmine e viceversa,  individui che portano in sé contemporaneamente i caratteri sessuali maschili e femminili.
L’ermafrodito della mitologia greca, l’androgino di cui parla il commediografo Aristofane sono stati nei secoli considerati ora divini, perché in essi coincidevano gli opposti, ora ignominiosi. Oggetto di culto nei paesi greci, dileggiato nelle rappresentazioni scultoree, mi riferisco alle metope del Duomo di Modena, risalenti all’anno 1100, più precisamente alla citazione tratta dal Liber Mostrorum dell’uomo dal doppio sesso, il Potta ovvero  l’Ermafrodito. Lesionato in parte dalla furia di soldati e popolino perché osceno e turpe. Se l’androgino ha sembianze maschili e femminili, l’ermafrodito è maschio e femmina, un individuo che produce sia spermatozoi che uova. Potremmo definirlo un essere perfetto, la sintesi naturale della diversità.
Eppure siamo incapaci di cogliere la grandezza della diversità, ci buttiamo a testa bassa dentro etiche approssimative e superficiali, sventoliamo morali di comodo e sputiamo in faccia a noi stessi.
La sessualità e il modo di viverla è qualcosa di personale, intimo, va al di là dell’estro, il semplice bisogno fisico di accoppiamento. Ci muoviamo sempre in bilico tra la voce del corpo e quella “psicologica”, i nostri bisogni sono istinto, ma anche costruzione. Ma al di là di ogni commento l’uomo, il singolo individuo di questo pianeta, aspira sempre e comunque a stare bene, ad essere “felice” (condizione estremamente soggettiva).
Come posso arrogarmi il diritto d’impedire ad un mio simile di essere felice, se la sua felicità non attenta alla mia vita, non è di ostacolo al progresso scientifico e culturale, non è un germe patogeno.

Nessuno di noi incontrando un conoscente chiede “Oggi come hai fatto sesso? Con chi?”  o si presenta dicendo “piacere, ho il pene piccolo per cui devo fare sesso alla pecorina” o ancora la signora al mercato “1 kg di mele, faccio la cotognata oggi. A mio marito piace spalmarmela sul corpo e leccarmi”.

La mia è una chiacchierata da bar intendiamoci, non scendo in tecnicismi o analisi comportamentali, è un punto di vista, personale e semplice. Come semplice e complessa è la natura in tutte le sue forme. E sempre per parlare, potrei dire che è più semplice “l’incontro” tra due esseri dello stesso genere, solo una donna conosce bene un’altra donna e solo un uomo sa fino in fondo il bisogno di un altro uomo.

L’incontro tra sessi diversi è complesso, dobbiamo scatenare e mettere in gioco una serie di meccanismi biochimici mostruosamente articolati, per non parlare dell’energia che questo richiede. Pensiamo per un attimo ai riti di accoppiamento nel mondo animale, danze, lotte, schermaglie, colori, maschi che sprigionano feromoni femminili per distrarre i rivali, rituali complessi per accoppiarsi magari solo una volta all’anno o una volta nel corso dell’intera vita.


Che splendida varietà, ma come al solito dobbiamo sempre mortificare tutto, nel nome della religione, nel nome della politica, nel nome del comune senso del pudore.

Oscar Wilde fu condannato per omosessualità, considero le sue commedie dei piccoli capolavori d’arguzia. E sicuramente molti “omofobi” avranno riso a teatro alla rappresentazione di una sua opera o guardato la trasposizione cinematografica dei suoi lavori con trasporto. Amava gli uomini? E allora? 
Non riesco a capire, perdonate, ma non so cosa e come il suo piacere possa avere a che fare con me. Piuttosto godo della sua esistenza come scrittore. Ho adorato Orlando di Virginia Woolf, l’androgino che viaggia nel tempo e muta sesso.
Mi piacerebbe fare un test per scoprire in quanti vorrebbero poter passare indisturbati da un sesso all’altro. 
L’ipocrisia è un perfetto cane da guardia per il gregge. 
E che dire di Virginia Woolf, la oltraggiamo perché amò delle donne? Il sopracitato romanzo viene considerato una lettera d’amore alla sua amante Vita Sackville-West.

E io, ditemi in tutta sincerità, dovrei badare alle loro “peregrinazioni” sessuali, alle loro scelte d’amore o di sesso?
Ma non è possibile! Dovrei “stuprare” la loro dignità di uomini per acclamare magari degli interdetti, ignoranti, nullafacenti, oziosi, attaccabrighe, ladri, delle nullità insomma, purché eterosessuali?
Siamo portatori di millenni di storia, figli dell’informatica, viaggiamo, vogliamo conoscere culture, esplorare lo spazio, chattiamo con individui distanti km e km, scarichiamo TB di pornazzi, strizziamo l’occhio alla prostituzione di strada, gridiamo alla liberalizzazione delle droghe leggere, chiediamo la libertà di parola e di opinione, vogliamo la libertà, e penso a tutti gli adolescenti che odiano i loro genitori per i limiti che pongono alla loro voglia di movimento e di espressione e poi, poi corrono a pestare “l’omosessuale”, lasciamo andare in rovina uno stato, siamo accomodanti al malaffare, ma “l’omosessuale” no, quello proprio no!


Erano più illuminati gli umili dei quartieri popolari napoletani, dove i “femminielli” erano amati e benvoluti, godendo a volte addirittura di una posizione privilegiata all’interno del quartiere. Famosi restano i riti da loro celebrati, emozionante il rito della “figliata”, dove il femminiello simula un parto. Liliana Cavani riesce a trasmettere tutto il patos di questa cerimonia nel film La pelle, tratto dall’omonimo romanzo di Curzio Malaparte.
Il nostro è un modello di società fallita, perché incapace di far coesistere insieme agli altri, due modelli di riconoscimento, l’amore e il diritto.


  • In apertura post: Ermafrodito, III sec. a.C., da Pergamo. Istanbul - Museo archeologico -  Foto di: Giovanni Dall'Orto

  • Le immagini e i video in questo post sono presenti solo a scopo illustrativo. Copyright dei rispettivi aventi diritto che ringrazio

mercoledì 14 maggio 2014

Poema di povere anime/2. “L’amore è un demone”

 "Doni al ragno",  Santa S

La narrazione del Furioso, l’Orlando, s’intreccia intorno a tre vicende. Se la prima racconta della guerra, che fa da sfondo all’intero poema, la seconda spetta necessariamente a Lui. Lui chi?

Ma si, il caro compagno della nostra vita, il nostro bramato dr. Jekyll e Mr. Hyde: L’Amore!

[L’Amore è] "un demone grande… figlio dell’Espediente e della Povertà… anzitutto è sempre povero, ed è ben lontano dall’essere delicato e bello come i più credono…intreccia sempre qualche macchinazione…  abile stregone e fattucchiero..." (Platone, Simposio o Convito)

martedì 15 aprile 2014

Poema di povere anime/1. Delle guerre

 "Le caldaie del latte", Santa S
[...]sciolta dal corpo più freddo che giaccio,
bestemmiando fuggì l'alma sdegnosa,
che fu sì altiera al mondo e sì orgogliosa.
(da l'Orlando furioso di Ludovico Ariosto)

Rodomonte bestemmia anche nel momento dell’ultimo respiro. Lui guerriero che non ha eguali, perde in amore, come lo stesso Orlando, entrambi inesperti. L’amore è un’arma letale che devi saper maneggiare, chi non ama non può capirne il potere.
E’ una katana impugnata a due mani, con il filo sempre rivolto verso l’alto pronta a calare un fendente. Solo una leggenda come il ninja Hattori Hanzō saprebbe “non usare la spada, ma essere la spada stessa”.
Così il povero Orlando, non più padrone della spada lascia che la lama gli trafigga la mente e si abbandona completamente al dolore, alla follia, si abbandona furioso.

S’impazzisce per sempre senza il cielo della luna, senza "un’ampolla più capiente e piena" del senno, senza un Astolfo in groppa all’Ippogrifo.
Siamo degli arboscelli in preda alla furia della nostra stessa epopea. Le nostre vicende narrano le nostre gesta in un intrecciarsi di volti e storie, ogni accadimento per noi è leggendario, epico, eroico, anche affrontare con il carrello la corsia degli yogurt in un centro commerciale, spingiamo a piedi il nostro cavallo, la nostra armatura è pesante, i piedi doloranti, ma continuiamo a saccheggiare, è il nostro bottino, la ricompensa per le imprese del giorno.

martedì 1 aprile 2014

La ricerca. Nel frattempo: Cereglia a tutti!

Quando mi presento a qualcuno dico piacere, ma non so se sarà davvero un piacere. 
La conoscenza è sempre un’incognita. Può essere piacevole o spiacevole e dovrebbe essere sempre accompagnata dalla parola voglia, l’impulso che ci porta a soddisfare il bisogno del piacere. 
Ma se dico a qualcuno: “piacere ho voglia di conoscerti” o “piacere non ho voglia di conoscerti”, destabilizzo l’altro.
Ma l’altro è in ascolto? C'è qualcuno?

Vabbe', torniamo a voglia e piacere. Come posso fonderli? Potrei usare piaglia o vocere o cereglia, ecco si, userò cereglia, mi ricorda il cerea piemontese. Fantastico!

Benvenuti: Cereglia a tutti!
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