Visualizzazione post con etichetta pittura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pittura. Mostra tutti i post

mercoledì 11 settembre 2019

Anche i grandi pittori dipingono fiori


Tutto è cominciato con il tempo che brucia, quello che ci vorrebbe far correre come saette da una parte all'altra, stile la "fera" di Horcynus Orca:
[...]filava dritta per alto, e filava come avesse la miccia al culo, sprizzando scintille dal suo nuotare...

mercoledì 28 agosto 2019

Per fare un prato occorrono… Emily Dickinson, Margaret Rebecca Dickinson ed Elizabeth Blackwell.




Emily Dickinson non ha bisogno di presentazioni, è una delle poetesse più amate, l’incipit del titolo l’ho preso in prestito proprio da una sua poesia:

Per fare un prato va benone un trifoglio e un calabrone,
Un trifoglio, e un calabrone,
E immaginazione.
L'immaginazione da sola basterà,
Se di calabroni penuria ci sarà.
(Trad. di G. Ierolli)

Penserete a questo punto che anche Margaret Rebecca Dickinson ed Elizabeth Blackwell siano poetesse, o magari siano legate da un rapporto di parentela o dalla passione per la poesia, niente di più sbagliato.

domenica 3 dicembre 2017

Inverno... Il Poeta della domenica


Ci sono giorni in cui ogni cosa che vedo mi sembra carica di significati: messaggi che mi sarebbe difficile comunicare ad altri, definire, tradurre in parole, ma che appunto perciò mi si presentano come decisivi. Sono annunci o presagi che riguardano me e il mondo insieme: e di me non gli avvenimenti esteriori dell'esistenza ma ciò che accade dentro, nel fondo; e del mondo non qualche fatto particolare ma il modo d'essere generale di tutto. Comprenderete dunque la mia difficoltà a parlarne, se non per accenni.

Italo Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore


Oleg Shuplyak, Birds of a Feather


Gli uccelli aspettano, d’inverno, davanti alla finestra.

Io sono il passerotto.
Bimbi, il tempo muore.
E sempre vi ho chiamai nell’anno che è passato
quando tornava il corvo tra i cespi d’insalata.
Una piccola offerta, per favore.

domenica 19 novembre 2017

Ugo Foscolo... Il Poeta della domenica.


… per me, temo che la natura abbia costituito la nostra specie quasi minimo anello passivo dell’incomprensibile suo sistema … E mentre noi serviamo ciecamente al suo fine, essa ride del nostro orgoglio che ci fa reputare l’universo creato solo per noi, e noi soli degni e capaci di dar leggi al creato.
da Ultime lettere di Jacopo Ortis


Autoritratto

Solcata ho fronte, occhi incavati intenti;
crin fulvo, emunte guance, ardito aspetto;
labbro tumido acceso, e tersi denti,
capo chino, bel collo, e largo petto;

domenica 8 ottobre 2017

Autunno… Il Poeta della domenica.



– Anche quest’anno i funghi sono finiti…  – (Quante decine di volte, sul margine di questa stessa aia, ho aperto il discorso con lui, mentre d’intorno le ragnatele erano come oggi imbrillantate di stille, e la bocca del forno, acceso per seccare gli ultimi fichi dottati, era accecata come oggi dalla caligine?).
– Eh sì, – rispose lui con una frase che ogni anno ritorna come una formula rituale – ènno finiti anche unguanno.

da La casa di campagna, Pietro Calamandrei


Funghi, Giovanni Segantini – 1886


Ottobre

domenica 9 aprile 2017

domenica 2 aprile 2017

Anna Achmatova... La Poeta della domenica.

anna achamatova-poesie-russia-stalin



“Bevo a una casa distrutta, alla mia vita sciagurata, a solitudini vissute in due e bevo anche a te; all'inganno di labbra che tradirono,  al morto gelo dei tuoi occhi,  ad un mondo crudele e rozzo, ad un Dio che non ci ha salvato." 
Anna Achmatova 



Nella notte bianca

Non ho chiuso la porta,
non ho acceso le candele,
non lo sai ma, per quanto fossi stanca,
non riuscivo ad andarmene più a letto.

Guardare, come si smarriscono i sentieri
dentro al bosco, all’imbrunire ormai del giorno,
ebbra del suono di una voce
che è simile alla tua.

E sapere che tutto è già perduto,
che la vita è un tremendo inferno.

Ero certa
che saresti ritornato.

1911
Da Il silenzio dell’amore
Trad. Manuela Giabardo

mercoledì 15 marzo 2017

Pennelli ad arte: Rebecca Szeto.

pennelli-rebecca szeto-scultura-la santa furiosa


Si dice che il periodo migliore per rinnovare le pareti tinteggiandole sia la primavera, occorre scegliere il colore giusto, una pittura adatta e soprattutto dei buoni pennelli.

Qualcuno ricorda la pubblicità dei pennelli Cinghiale?

domenica 11 dicembre 2016

Marceline Desbordes-Valmore... La Poeta della domenica.


maria luisa spaziani traduzioni
«So bene che le donne non dovrebbero scrivere; ciononostante, io scrivo.»


Souvenir

Quand’egli impallidì una sera, e la voce tremante
sul nascere di un suono si spense all’improvviso;
quando i suoi occhi alzando la palpebra bruciante
mi presero d’un male da cui lo pensai preso;
quando i suoi tratti più struggenti, ardore
d’un fuoco che non può mai declinare
mi s’impressero vivi in fondo al cuore,
lui non amava: ero io ad amare.

da Liriche d’amore

venerdì 12 agosto 2016

Buon Ferragosto e Buone Vacanze!


Giuditta e Oloferne - Kehinde Wiley, 2012


Cari amici vicini e lontani, di carne e di web, cari lettori in fermata, in transito, in andata, in ritorno, in andata e ritorno,  per un po' non verranno pubblicati nuovi post. 

Riprenderò... Vi aspetto! 

Grazie di cuore a tutti per essere stati con me anche in questo difficile anno.

Caldo o non caldo Vi abbraccio forte. 

E godete sempre al massimo di ogni cosa... Perchè come ho appena letto: 
"Altri mondi non esistono" (L. Berlin)

domenica 20 dicembre 2015

Il Poeta della domenica... i Poeti del lunedì di Anassilaos a casa Laruffa-Luppino e altri ospiti


«Un Natale allegro! o che motivo hai tu di stare allegro? che diritto? Sei povero abbastanza, mi pare.
 - Via, via... Che diritto avete voi di essere triste? che ragione avete di essere uggioso? Siete ricco abbastanza, mi pare. » (Charles Dickens, Un canto di Natale – da Liber Liber qui)

A tutto ci si abitua, anche alla bellezza, a forza di vederle le cose non ti stupiscono più, le sfiori, le attraversi e non ci fai più caso. La prima volta no, la prima volta hai l'espressione da "deficiente", le labbra semiaperte, l'occhio sgranato e il corpo irrequieto che non riesce a stare fermo. Non capita tanto spesso, ma quando accade hai voglia di gridarlo scriverlo ai quattro venti (insomma, una cosa del genere).

Vi accompagno nella "cripta" dello show room Laruffa Luppino qui (a Reggio Calabria) sotto le volte nude, recuperate grazie alla sensibilità dei curatori, in via del Torrione. Siamo nell'area Griso-Labocetta , una delle aree archeologiche più importanti della città (qui).

domenica 5 luglio 2015

Il Poeta della domenica... omaggio all'Estate

"Nelle azzurre sere d’estate, me ne andrò per i sentieri, graffiato dagli steli, sfiorando l’erba nuova"



Oh estate
abbondante,
carro
di mele
mature,
bocca
di fragola

mercoledì 21 gennaio 2015

La Dama con l’ermellino: Leonardo da Vinci e l’invisibile agli occhi. «L’arte… può perire soltanto se perisce l’umanità.»

La dama con l'ermellino, Leonardo da Vinci 1488-1490
«Come si guarda un quadro: Lo si guarda a lungo», sono parole di Philippe Daverio. Detta così la cosa sembra semplice, ma anche guardare è un arte. Lo capisco sempre di più dopo ogni visita al blog

martedì 28 ottobre 2014

Séraphine Louis de Senlis. Dall'ombra alla luce: La pittrice del colore.


Séraphine de Senlis
Séraphine Louis rimane orfana a 7 anni, è nata il 2 settembre 1864 in una famiglia povera di domestici, è una figlia della fortuna Seraphine, un’anima delicata e fragile. Dall’età di 17 anni lavorerà anche lei come domestica al convento “de la Charité de la Providence” a Clermont de l’Oise, dipartimento della Piccardia. Siamo in Francia a cavallo tra la fine dell’ottocento e il primo decennio del novecento, l’anticamera della prima guerra mondiale. Cresce con l’odore di preghiera e santità che si respira tra le pareti  dei monasteri e più si è umili, più si è miseri, più questo odore ti possiede.

sabato 25 ottobre 2014

Quattro chiacchiere al Webar: Il Nazareno si è fermato a Leopolda, si stava meglio quando si stava peggio.


“Si stava meglio quando si stava peggio”. Eh si, lo si percepisce, lo si legge tra le righe. È una mentalità rassicurante che il passato, uomini e cose e finanche virtù, sia stato migliore. Lo dicevano i miei nonni e sicuramente anche i loro, poi è toccato ai miei genitori, adesso tocca a me. Un rimando un po’ vago, senza analisi di luoghi, tempi, eventi, un semplice quanto efficace slogan: si stava meglio. E pare che a tornare in dietro, magari alla lira (ancora meglio ai sesterzi), magari alle pitture rupestri (senza migrazione tra i continenti  e ibridazione beninteso)  e perché no a lavare alla pubblica fontana (solo i panni puliti, non quelli sporchi intendiamoci) ci farà “stare meglio”.

domenica 1 giugno 2014

Solo gli amanti di Jarmusch sopravvivono...

Film poetico, fatto di particolari, come è solito regalare Jim Jarmusch, piccoli sfolgoranti particolari. Ma a quest'ora cari nottambuli non ho voglia di parlare della romantica decadenza del film, né del film, voglio lasciarmi andare alle visioni, solo immagini, perché solo ai vampiri è concessa la bellezza. A noi "zombie" è concesso di divorarci a vicenda, ...non c'era posto per noi all'inferno...
Adesso voglio essere fatta della stessa materia di cui sono fatti i sogni, nascere ora e non sapere come mi voglio, cercarmi e mancarmi...disobbediente 
Buonanotte a tutti gli amanti senza destino, ma con ancora sangue nelle vene!

Torna su