Sull’Anteprima da cui l’ho ordinato veniva indicato come versione deluxe
a tiratura limitatissima (forse solo 100 copie) ma nel volume non c’è nessun
riferimento in merito. Mi fido comunque.
Decio è la storia di un giovane patrizio che vive la drammatica discesa
di Annibale lungo la penisola italiana. Mi ha ricordato un po’ L’Elmo e la Rivolta di Giuseppe Palumbo
e Luciano Curreri, non tanto per l’ambientazione (là Spartaco, qui Annibale)
quanto per la forte componente documentaristica e un po’ didattica e per il
fatto che l’autore dei testi è una persona estranea al mondo dei fumetti, o
comunque non un habitué. In effetti
la sceneggiatura di Giorgio Albertini non è esattamente fluida ma ci sono uno
stacco repentino e una brusca impennata del ritmo alla fine, il che non è
necessariamente un difetto – anzi, tutt’altro.
La prima metà di Decio è la descrizione della disastrosa
calata di Annibale con la progressiva disfatta dell’esercito romano. Nella seconda
metà il protagonista si trova nell’ambiente per lui nuovo e pericoloso
dell’Urbe finché parte anch’egli per la guerra e il fumetto diventa molto più
drammatico e concitato fino alla splendida (drammatica e beffarda) conclusione.
Le tavole di Casertano sono molto
belle: le sue ampie pennellate mi hanno ricordato proprio Palumbo, anche se in
certi primi piani mi è sembrato di ravvisare Andrea Pazienza, e i colori sono
molto suggestivi – in appendice Casertano spiega quale tecnica ha utilizzato.
Il volume è integrato da alcune
pagine di schizzi preparatori e altro materiale che illustra la genesi del progetto
(oltretutto Albertini sembra un ottimo disegnatore).