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lunedì 30 agosto 2021

100 Volte - La vignetta più copiata del mondo

Simpatico libricino curato da Bernard Joubert, che i più attempati ricorderanno come corrispondente francese di Blue, da celebrazione del disegnatore Paul Cuvelier finisce per diventare anche e soprattutto un omaggio ai pornetti italiani.

Le cento volte del titolo sono un’esagerazione, cioè Joubert chiarisce che le testimonianze provate di plagio (qui riprodotte) sono oltre quaranta, ma con ogni probabilità la donnina che compare in quel fatidico disegno di Epoxy sarà stata ricalcata in centinaia e centinaia di altri lavori non identificati. Forse è un bene che le “citazioni” siano meno di 100, perché già così sfogliare le pagine con la stessa figura di base ha un che di ipnotico. La carrellata riguarda principalmente i pornetti di Cavedon e Barbieri che tramite l’Elvifrance raggiunsero anche la Francia incontrando grande successo, ma non mancano delle sorprese – che poi conoscendo alcuni dei soggetti coinvolti non sono tanto delle sorprese.

Purtroppo il formato della collana ha costretto testi e disegni a essere orientati orizzontalmente (il saggio si sfoglia insomma come i recenti exploit della Cosmo) e date le piccole dimensioni la lettura non è molto agevole. Tra i tanti furbastri si segnala soprattutto Frank Verola, vera fotocopiatrice vivente di Cuvelier. Come in un involontario musical, Joubert mi fa sospirare l’apparizione della star principale, ovvero il re dei ricalcatori Giovanni Romanini, che però non poteva certo mancare ma che vedremo solo alle pagine 76 (insieme a Bianchini) e 78 delle 112 di cui si compone il volumetto.

Accennavo a delle sorprese: se Enric Badia Romero era prevedibile (e recidivo: riprende la stessa vignetta almeno due volte), possiamo ammirare una rara immagine del Vicente Segrelles “porno” di cui avevo trovato solo vaghe tracce nei saggi del Mencaroni. In Francia tal Cathy “omaggiò” Cuvelier sin dall’immagine che elaborò per il frontespizio di Charlie. Viene anche riproposta una vignetta con cui Christian Staebler rende esplicito il plagio omaggiando questa e le altre figure femminili che furono scippate a Cuvelier. Viene presentata anche una rara immagine del grande Marco Scalia, poi transitato su Alter e Corto Maltese con lavori di ben altro spessore. Anche di Paolo Telloli viene presentata una vignetta, senza però citare Il Morto nella sua scheda.

Al di là del ricco apparato iconografico, 100 Volte si segnala per la ricostruzione storica e, nella postfazione di Laura Scarpa, per l’approfondito ricordo di Cuvelier. Oltretutto questa postfazione è arricchita dai gustosi omaggi realizzati appositamente da Liberatore e Manara, anche se di quest’ultimo si intravede una vignetta che probabilmente testimonia un furtarello di cui anche lui si rese responsabile a suo tempo.

Purtroppo il volumetto presenta parecchi errori e imprecisioni nelle biografie degli autori, probabili strascichi non corretti dell’edizione francese: posso capire che Lo Sceriffo Pat non sia il fumetto più noto di Segrelles (e gli venga quindi attribuita solo la paternità delle copertine) ma si sarebbero dovuti correggere quegli errori che a un lettore italiano abituato ai “talking heads” paiono evidenti. Potrebbe anche darsi che Marco Bianchini sia un disegnatore fisso di Tex, ma Esteban Maroto non ha disegnato solo un numero di Brendon e di certo Giuseppe Montanari non cominciò a disegnare Dylan Dog nel 1979!

La versione originale (in un altro formato e scevra da errori) è ordinabile all'indirizzo info@lacryptetonique.com