Visualizzazione post con etichetta DeZ Vylenz. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta DeZ Vylenz. Mostra tutti i post

lunedì 3 settembre 2018

Nella mente di Alan Moore!

Nella mente di Alan Moore (Oblò APS) - Art by Nicola Testoni.
Nei mesi scorsi (per non dire, anni), ho lavorato alla realizzazione di un libro che proponesse al pubblico italiano il racconto autobiografico che lo scrittore di Northampton recita nel documentario The Mindscape of Alan Moore, scritto e diretto da DeZ Vylenz.

Grazie al supporto di DeZ, ora questo "libretto" è realtà: prodotto da Oblò APS (associazione di cui fanno parte gli amici Claudio Calia e Omar Martini), con le illustrazioni realizzate per l'occasione dall'amico Nicola Testoni, pittore e scultore, sarà proposto in anteprima all'imminente Treviso Comic Book Festival.

Se è sempre un impegnativo piacere tradurre il Barbuto Bardo, non nascondo che la parte più intrigante del progetto sia stata lavorare insieme a Testoni, artista di straordinario talento, suggerendo idee e immagini per illustrare la voce di Moore e i suoi concetti. 

Testoni ha così realizzato 14 illustrazioni interne (china su carta), alcune di grande formato, e un meraviglioso, ipnotico dipinto a olio (60 cm x 60 cm) utilizzato come copertina: un commento visivo, un contrappunto, che, mescolando realismo e surrealtà, apre nuovi scenari sulle parole di Moore.

Per chi fosse interessato consiglio di tenere d'occhio il sito Oblò (QUI) e la loro pagina Facebook (QUI). L'annuncio del libro è disponibile QUI.
Mental Magic Marble Moore. Art by Nicola Testoni. Olio su tela.
Nella mente di Alan Moore, pagg. 28-29. Parole: Moore; illustrazione: Nicola Testoni.
E... le sorprese non sono ancora finite.

lunedì 21 novembre 2016

Un genio inglese

Nel seguito un breve estratto dal documentario The Mindscape of Alan Moore curato e diretto da DeZ Vylenz, girato nel corso del 2002 e presentato per la prima volta nel corso del 2003.

Alan Moore: Ho imparato il mestiere facendo storie molto brevi, di 3 o 4 pagine ciascuna, che è un ottimo modo per imparare a scrivere, a prescindere. Ho continuato facendo un paio di serie dove ho guadagnato maggior controllo sulle tematiche e dove ho potuto spingermi oltre ed essere un po' più sperimentale. Questi lavori hanno iniziato a vincere premi in Gran Bretagna e questo ha colpito gli Americani.

Gli Americani tendono a pensare che ogni premio sia un Oscar e non si resero conto che i premi nel campo del fumetto sono tutti votati da 30 persone che vestono in parka
[in Inglese Moore usa il termine "anorak", utilizzato anche per definire i nerd; si veda qui] e hanno una terribile vita sociale.

E così, per quanto li riguardava, se avevo vinto un premio allora ero un genio inglese. E così mi ingaggiarono e la DC mi mise a lavorare su Swamp Thing, che fece un bel po' di rumore e mi diede credito sufficiente per ottenere altri progetti, permettendomi di scrivere più o meno qualunque cosa volessi. Tutto ciò portò a Watchmen a metà degli anni '80 e quello fu uno dei lavori responsabili per la ridicola bufera di pubblicità che portò i fumetti o graphic novel, come qualcuno nel reparto marketing da allora ha deciso che devono essere chiamati, a diventare popolari.