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venerdì 5 aprile 2013

I fumetti ti spezzeranno il cuore (forse no)

Jack Kirby (Jacob Kurtzberg, USA, 1917-1994) ritratto da Dylan Horrocks
L'articolo che segue è stato postato da Dylan Horrocks, sul suo sito, il 15 Marzo scorso.
Tradotto e pubblicato in questa sede con il permesso dell'autore che, sentitamente, ringrazio.
Horrocks è noto in Italia soprattutto per Hicksville, autentica gemma del Fumetto contemporaneo, edito da Black Velvet Editrice.

Il pezzo originale può essere letto qui, e fa parte di una serie di sketch dedicati ai Grandi della Nona Arte che include anche Hergé, Tove Jansson e George Herriman. Ovviamente, non sarà sfuggito a nessuno, sin dal ritratto in apertura, il protagonista qui è... il Re, JACK KIRBY!!!

"Questo sketch svela il 'dietro le quinte' della citazione che apre Hicksville. Mi fu raccontato da James Romberger, un illustratore e fumettista il cui splendido graphic novel Seven Miles a Second (scritto dall'attivista e artista David Wojnarowicz) è stato ristampato di recente da Fantagraphics.
Negli anni Ottanta, Romberger incontrò Kirby ad una convention a New York. Kirby prese gentilmente visione dei lavori di Romberger e poi gli dette un consiglio: 'Ragazzo, sei uno dei migliori. Ma porta le tue opere alle gallerie d'Arte. Non fare fumetti. I fumetti ti spezzeranno il cuore.'
Romberger seguì il consiglio di Kirby per anni, esponendo principalmente in gallerie e, a contorno, disegnando fumetti per riviste alternative e letterarie, occasionalmente per editori commerciali. Quando la prima edizione di Seven Miles a Second fu pubblicata dalla Vertigo nel 1996, Romberger menzionò nella sua scheda biografica che, una volta, Kirby gli disse 'i fumetti ti spezzeranno il cuore.' Appena letta quella frase, sapevo che avrei dovuto usarla in Hicksville. Sono grato a Romberger per aver successivamente condiviso con me la storia completa e vi invito caldamente ad acquistare il suo straordinario libro realizzato insieme a Wojnarowicz.
In ogni caso, dopo aver disegnato questo sketch, mi sono sentito così triste che ho dovuto disegnare ancora Kirby, ma questa volta da giovane, alla vigilia della II Guerra Mondiale, quando i comics americani erano una novità e lui era uno degli artifici della creazione, dal nulla, della loro mitologia, all'inizio della sua straordinaria carriera. Per cui eccolo qui..."[Dylan Horrocks]
Il giovane Kirby nella versione firmata Dylan Horrocks
Il 16 Marzo James Romberger inserisce un commento all'articolo, precisando meglio il racconto di Horrocks.
"Uh, sono sorpreso di vedere questa storia diffusa in questo modo e con un disegno fatto come se fosse visto attraverso i miei occhi. Kirby non mi sembrò così triste quando mi disse quelle parole. Era più realista e piuttosto brioso, era il Kirby anziano ma ancora vigoroso dei primi anni '80. La volta successiva che lo incontrai, diversi anni dopo, mi sembrò un po' in tono minore. E non ebbi occasione di parlarci. Da parte sua era più interessato a raccontare a mia moglie Marguerite storie sulla guerra e una folla di curiosi si formò intorno a lui. Mi ritrovai distante da lui e non riuscii più a sentire la sua voce roca e così mi misi a parlare con Roz."

I fumetti ti spezzeranno il cuore... forse no.
Lunga  vita al Re!!!

lunedì 21 novembre 2011

Intanto a Hicksville...

Mettevo ordine, per quanto possibile, tra i fumetti che affollano la mia casa, e mi sono ritrovato tra le mani un tomo. E che tomo (faccio notare la dicitura "un romanzo a fumetti" in copertina :))! Lo splendido Hicksville del geniale autore neozelandese Dylan Horrocks, pubblicato nel 2003 da Black Velvet Editrice: un vero e proprio inno al fumetto, alla sua storia e alle sue incredibili potenzialità. Se non l'avete mai letto... beh, procuratevelo!
Mi sono ritrovarlo a rileggerlo un po' a salti. Un'opera davvero intrisa d'amore per il fumetto, con tante storie nelle storie, una specie di scrigno pieno dei sogni, patimenti e progetti creativi dell'autore.
E con molta, moltissima ironia e intelligente senso del gioco.
Sfoglia che ti sfoglia, l'occhio mi è caduto sulle pagine in appendice e sull'articolo del 1988 firmato da Horrocks, intitolato Una lettera da Hicksville (perchè amo il fumetto neozelandese), in cui parla della scena fumettistica del suo Paese. Le parole che riporto nel seguito - un estratto dal pezzo di Horrocks nella traduzione di Alberto Corradi (pag. 268-269) - mi sono "suonate" come una sorta di "contro-canto", se non una possibile risposta o "medicina", allo "sfogo" di Giacomo Monti che ho riportato nel precedente post.
A mio avviso c'è sempre qualcosa di eroico nelle persone che lottano per dominare un'arte anche quando non c'è nessuna speranza di farla diventare la propria professione.
Una volta, mentre tenevo delle lezioni sulla storia del fumetto a un corso serale dell'Università di Auckland, uno degli studenti, un signore che aveva ormai superato i cinquant'anni mi chiese se avevo problemi a visionare qualcosa del suo lavoro. Allora tirò fuori un centinaio di pagine o giù di lì di un piccante fumetto d'avventura disegnato in modo davvero competente. Colmo di donne in topless e arcani misteri, aveva un gusto vagamente retrò (provate ad immaginare una storia di Heavy Metal disegnata da Edgar P. Jacobs).
Ero sbalordito. Quel tizio aveva tranquillamente lavorato sulla sua storia per anni, per il solo piacere personale. Non c'era nessuna speranza che sarebbe mai stato pubblicato. Era troppo crudo per metà degli editori e non abbastanza per i restanti; a ogni modo, era troppo retrò per tutti loro. Ma mi piaceva. Vorrei essermene fatto una copia, ma invece fece ritorno a chissà quale confortevole nascondiglio privato dove il mio studente l'aveva creato.
In definitiva, questo è il tipo di fumetti che mi piacciono di più. E' come il vecchio fandom prima che diventasse un affare e un'estensione dell'industria. Quando era composto di sfigatelli entusiasti per cui non c'era niente di meglio che proiettarsi in piccoli mondi immaginari costruiti con amore e attenzione per i dettagli. Persone consacrate a un'arte che nessun altro riconosceva, per non dire rispettava. Persone che trovavano nel fandom una comunità che erano incapaci di individuare nella società tradizionale. Direi che la Nuova Zelanda conserva ancora qualcosa del genere, all'interno delle entusiastiche comunità concentrate intorno a "Fun Time Comics" a Christchurch e "Treacle" e "Umph!" di Tony Renouf a Dunedin, e ai fanzinari vivaci e senza pretese di "Oats Comics", che paiono credere fermamente che chiunque può e debba diventare un fumettista."