martedì 29 settembre 2009

Pagina 46

Lorenzo, un mio collega di lavoro (beh, collega... Lui è tutor d'impresa, io non arrivo a tanto), scriveva alcuni giorni fa su Facebook: "...e se la soluzione di tutto fosse a pagina 46"? In effetti, ogni tanto noi tutti, appassionati o meno della Settimana Enigmistica, sentiamo il bisogno di una bella e rassicurante pagina 46, tutta piena di risposte e soluzioni, interamente dedicata a te che, magari nonostante sforzi inenarrabili, non sei proprio riuscito a risolvere questo o quell'enigma. La pagina 46 è lì, puntuale, tutte le settimane, a sciogliere in un istante quel dubbio che ti era rimasto in punta di lingua, o di penna. Un libro delle riposte, non generiche e variamente interpretabili, ma precise e perfettamente adatte a quel problema. Si può chiedere di meglio?

Ma attenzione: non tutto si trova risolto a pagina 46. Sarebbe troppo comodo. Una soluzione a tutto, magari senza neanche pensarci troppo, e via. No. Nell'enigmistica come altrove, non è così semplice. Parecchi enigmi restano senza soluzione, per un'intera settimana, e lì sì che ti devi impegnare, rifletterci sopra, riconsiderarli da una prospettiva diversa, trovare nuovi percorsi. Perché per quelli non c'è una scorciatoia. Richiedono tempo e impegno. E se proprio non ce la fai, devi riacquistare la Settimana il sabato successivo. Dove, non più nella comoda pagina 46, ma in altre due pagine altrettanto fitte, la 47 e la 48, le ultime due, troverai finalmente risposta ai quesiti più difficili. E magari, se la risposta che pensavi è corretta, con molta più soddisfazione.

venerdì 25 settembre 2009

Buona notte

Una giornata ruvida, di quelle in cui non ti sai spiegare, o forse credi che tutti ti fraintendano. Un banale litigio con mia moglie, per un mio atteggiamento che lei ha mal interpretato, o che non si è capito bene da parte mia. Vai a capire, lì, chi ha ragione. Rimane il fatto che poi non si riesce a passarci sopra, tornano alla mente strascichi mai sopiti, stupidaggini ingigantite, e mi ritrovo a piantarla in asso, dai miei, mentre io salgo in macchina e me ne torno a casa, un'ora di distanza, e sono già le undici. "Ti chiamo quando arrivo", sono le uniche parole che riesco a dirle. Ho voglia di starmene per i fatti miei, anche solo per una notte. Lei domani tornerà in treno, si arrangerà. Faccio tutta la statale, arrivo a Bologna, svolto verso casa. Ma quando sto per parcheggiare, dall'autoradio si sprigiona una canzone. Non una delle solite. Uno dei brani preferiti da mia moglie. Lo ascoltavamo spesso, quando ci siamo messi insieme. Alzo il volume, compongo il numero sul cellulare. Lei risponde, assonnata. "Sono arrivato. Ti ricordi di questa canzone?" Avvicino il cellulare alle casse. Lei ci mette un po', probabilmente stava dormendo, l'ho svegliata. Ma sento che il suo tono di voce è cambiato. "Buona notte", le sussurro. Esco dall'auto e mi sento come se mi fossi liberato di un macigno. Sarà stata anche solo una coincidenza, ma sembra che certe radio, certe canzoni, certi ricordi servano solo a quello. A creare sempre nuove coincidenze, che ti spiazzano, ti costringono a una prospettiva diversa, ti aprono alternative.

Domani chiariremo. Ammesso che ci sia ancora qualcosa da chiarire.

giovedì 24 settembre 2009

Personalizzazioni estreme

Sì. Esiste anche così.

lunedì 21 settembre 2009

DisavVentura

Ieri promeriggio, a "Quelli che... il calcio", i Muse, contrariati per non poter suonare dal vivo, si sono scambiati di posto e hanno fatto finta di suonare / cantare, in un playback totalmente (e volutamente) fuori tempo. Micheal Bellamy che fingeva di dimenarsi alla batteria era uno spettacolo nello spettacolo. Nessuno se n'è accorto, né gli autori né la stessa Ventura. Per aver fatto fare una figura di palta all'ex giudice di X-Factor, che meriterebbe una radiazione dal video alla Briatore, i Muse - che ultimamente apprezzavo meno - hanno riguadagnato diecimila punti nella mia personale classifica di gradimento.

domenica 20 settembre 2009

Altri sei

Lo so, forse dovrei scrivere qualcosa, ma sinceramente non riesco ad affezionarmi a tutta quella retorica militarista sparata a reti unificate. Quello che penso, è pari pari su Spinoza .

venerdì 18 settembre 2009

Frontiere della medicina

Un mio amico era in farmacia quando ha sentito un cliente chiedere delle "aspirine potenziate". Come potranno essere? Forse sono da assumere con la coca-cola.

venerdì 11 settembre 2009

Giovani talenti

A mio figlio (3 anni ancora da compiere) piacciono molto Shakira e Lady Gaga. Direi che ha ottime chances di diventare Presidente del Consiglio.

martedì 8 settembre 2009

Escalescion

Attaccano Boffo e lo costringono alle dimissioni. Attaccano Fini, ormai pure lui "troppo moderato". Minacciano in continuazione Rai3. Denunciano Repubblica e L'Unità (il manifesto no, forse non gli piace vincere facile). Tolgono la tutela legale ai giornalisti di Report. Vogliono neutralizzare Annozero in nome di una presunta par condicio. Fanno sparire la politica dal principale telegiornale nazionale. Minacciano l'Unione Europea e fanno affari con la Libia. Quanto alla stampa estera, ne farebbero un bel falò. In compenso pagano dodicimila euro al mese, come "consulente", un razzista ritardato mentale. Se adesso scrivo di provare disgusto a vivere in un Paese così, voi che dite: me lo chiudono il blog?

lunedì 7 settembre 2009

Quei 5 dannatissimi centesimi

Con il nuovo anno scolastico, il trasporto pubblico a Modena è cambiato. Una linea aggiunta, altre modificate, frequenze diverse. Ma la novità principale risiede nel prezzo del biglietto. Per alcuni anni era rimasto fermo alla soglia psicologica di un euro. Una sola moneta, comoda, tranquillizzante, tonda tonda. Fare il biglietto a bordo, o alle macchinette, era semplicissimo. Ora, di punto in bianco, il biglietto di corsa semplice costa un euro e 5 centesimi. Ed è il delirio. A parte il fatto che significa un aumento del 5%, ossia il quadruplo dell'inflazione, il vero psicodramma è trovare quei cinque dannatissimi centesimi. Scene di panico davanti alle macchinette self-service, stupore per chi non lo sapeva, ricerche affannose nei portafogli per trovare quel tondino di ferraglia. Sbuffi e incazzi quando, scaduto il tempo, la macchina ti mangia l'euro. Un continuo mercanteggiare tra sconosciuti per cambiare gli spiccioli. Signore distinte che chiedono in giro se qualcuno presta loro quella diabolica monetina, vergognandosi come si sentissero mendicanti. Ovviamente le macchinette accettano solo i 5 e non danno resto. E' strano che non vi sia ancora stata una rivolta popolare. Evidentemente, i modenesi hanno fin troppo senso civico. Il che, a volte, fa male.

giovedì 3 settembre 2009

La gnocchizzazione delle cantanti

Mi sembra di ricordare che, una volta, requisito unico ed indispensabile per aver successo come cantante fosse quello di avere una voce sopraffina. Forse perché vi era una promozione diversa, forse perché lo strapotere delle TV era molto minore, fatto sta che l'aspetto fisico del cantante, per quanto interessante per i fans, non era considerato una variabile indipendente dalla qualità delle canzoni proposte. Ora su MTV sembra di essere passati al porno soft o, nel migliore di casi, a una continua sfilata di moda. Cantanti che sono lì, e passano in video magari più volte al giorno, per un solo ed unico motivo: sono delle strafighe da paura. Che poi cantino brani di una facilità disarmante, senza il minimo acuto, o glissato, o altro, ormai non interessa più nessuno. Taylor Swift è una biondona da copertina di Max, ma la sua "Our song" è più piatta di un asse da stiro. Idem per la pantera che canta "The boy does nothing", di cui non ricordo il nome. L'importante è far lavorare la vista, non l'udito. Con il risultato che anche le cantanti già affermate si adeguano. Rihanna posa a seno nudo per Vogue. Shakira, nell'ultimo video, indossa un microabito color carne e mima atti sessuali in serie. Beyoncé fa Beyoncé. Con il risultato che ormai una bruttina dalla bella voce non si vede quasi più. A meno che non costituisca di per sè un freak. Come Beth Ditto dei Gossip, obesa e pure lesbica. Oppure Susan Boyle, brutta e pure disadattata. O, per restare da noi, Arisa, la quale è evidentemente la versione sanremese di Anna Marchesini nei panni della mitica signorina Carlo. Solo con un po' meno cofana.