E' ormai chiaro che, dopo aver fatto campagna elettorale per mesi come suo alleato, Matteo Salvini, una volta formato il governo gialloverde, abbia definitivamente archiviato Silvio Berlusconi, visto sempre più come un vecchio dinosauro ormai incapace di portare voti e visibilità. Eppure, a ben riflettere, sono davvero molti i caratteri distintivi della politica berlusconiana di cui Salvini, negli ultimi anni, ha fatto tesoro fino, in alcuni casi, ad accentuarli ulteriormente:
- La capacità di controllare i media in modo estremamente spregiudicato ed efficace, volgendo a proprio favore anche situazioni potenzialmente imbarazzanti;
- Il continuo travalicare dalle proprie competenze e dalle proprie funzioni, non solo dicendo la sua su qualsiasi argomento di competenza altrui, ma spesso anche passando dalle parole ai fatti (vedi la recente convocazione dei sindacati, neanche fosse il Ministro del Lavoro);
- L'assunzione di base che il livello culturale dell'elettorato medio è bassissimo (ricordate il "bambino di prima media" di Silvio?);
- A corollario, il disprezzo per la cultura e i "professoroni", nella convinzione che il fare è sempre meglio del riflettere;
- Lo sdoganamento dell'estrema destra, che prima era Fini e ora sono la Meloni, CasaPound e Forza Nuova;
- Il disprezzo per l'Unione Europea e, per contro, la fascinazione per i regimi autoritari, con Putin a fare da trait-d'union;
- La capacità di sviare l'attenzione in situazioni scomode, parlando d'altro o "facendo il simpatico" (Silvio aveva le barzellette, Matteo il cibo e le sagre);
- La facilità nel trovare un capro espiatorio in grado di calamitare l'odio dei propri simpatizzanti (prima i magistrati, ora i migranti e le ONG, sempre la sinistra);
- La fortuna di avere di fronte un'opposizione debole, litigiosa e fallimentare nella comunicazione;
- La riduzione in subalternità dei propri alleati di governo - tra l'altro, a differenza di Berlusconi con la stessa Lega, partendo da un minor consenso elettorale, quindi ancor più difficile;
- Il reagire sempre e comunque, con una rapidità pavloviana, a qualsiasi critica, aizzando al tempo stesso shitstorm sul criticante;
- La refrattarietà a farsi processare e a riferire alle Camere;
- La protervia nel riproporre colleghi di partito "impresentabili" se funzionali ai propri scopi (da Previti a Siri il passo è più breve di quanto non sembri);
- Infine, ma non meno importante, il contrario del punto precedente, ossia la capacità di scaricare, senza alcuno scrupolo né rimpianto, alleati o amici che "non servono più", come Savoini in questi giorni o lo stesso Berlusconi, che forse ora avrà tempo per riflettere sul mostro che lui stesso ha contribuito a creare. Più giovane, più spregiudicato, più aggressivo, e senza nessun Prodi tra le balle.
martedì 16 luglio 2019
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