sabato 30 gennaio 2010

Nuovi stereotipi

Stamattina mio figlio stava guardando su Italia 1 un cartone animato di Zorro. A un certo punto ho sentito un complice del cattivo di turno parlare con un marcato accento napoletano. Non siciliano, come è di solito: napoletano. Anche gli stereotipi si aggiornano.

mercoledì 27 gennaio 2010

Ricordo, memoria, silenzi

Padre Santo! Come figlia del popolo ebraico, che per grazia di Dio è da 11 anni figlia della Chiesa cattolica, ardisco esprimere al padre della cristianità ciò che preoccupa milioni di tedeschi. Da settimane siamo spettatori, in Germania, di avvenimenti che comportano un totale disprezzo della giustizia e dell’umanità, per non parlare dell’amore del prossimo. Per anni i capi del nazionalsocialismo hanno predicato l’odio contro gli ebrei. Ora che hanno ottenuto il potere e hanno armato i loro seguaci - tra i quali ci sono dei noti elementi criminali - raccolgono il frutto dell’odio seminato.

Le defezioni dal partito che detiene il governo fino a poco tempo fa venivano ammesse, ma è impossibile farsi un’idea sul numero in quanto l’opini one pubblica è imbavagliata. Da ciò che posso giudicare io, in base a miei rapporti personali, non si tratta affatto di casi isolati. Sotto la pressione di voci provenienti dall’estero sono passati a metodi più "miti" e hanno dato l’ordine "che a nessun ebreo venga torto un capello".

Questo boicottaggio - che nega alle persone la possibilità di svolgere attività economiche, la dignità di cittadini e la patria ha indotto molti al suicidio: solo nel mio privato sono venuta a conoscenza di ben 5 casi. Sono convinta che si tratta di un fenomeno generale che provocherà molte altre vittime. Si può ritenere che gli infelici non avessero abbastanza forza morale per sopportare il loro destino. Ma se la responsabilità in gran parte ricade su coloro che li hanno spinti a tale gesto, essa ricade anche su coloro che tacciono.

Tutto ciò che è accaduto e ciò che accade quotidianamente viene da un governo che si definisce "cristiano". Non solo gli ebrei ma anche migliaia di fedeli cattolici della Germania e, ritengo, di tutto il mondo da settimane aspettano e sperano che la Chiesa di Cristo faccia udire la sua voce contro tale abuso del nome di Cristo. L’idolatria della razza e del potere dello Stato, con la quale la radio martella quotidianamente la masse, non è un’aperta eresia? Questa guerra di sterminio contro il sangue ebraico non è un oltraggio alla santissima umanità del nostro Salvatore, della beatissima Vergine e degli Apostoli? Non è in assoluto contrasto con il comportamento del nostro Signore e Redentore, che anche sulla croce pregava per i suoi persecutori? E non è una macchia nera nella cronaca di questo Anno Santo, che sarebbe dovuto diventare l’anno della pace e della riconciliazione?

Noi tutti, che guardiamo all’attuale situazione tedesca come figli fedeli della Chiesa, temiamo il peggio per l’immagine mondiale della Chiesa stessa, se il silenzio si prolunga ulteriormente. [...]

(Dalla lettera di Edith Stein, martire ad Auschwitz-Birkenau, a Papa Pio XI, 1933. La lettera non ebbe mai risposta)

L'«era del testimone» si sta chiudendo, per il buon motivo che i testimoni vanno scomparendo a uno a uno. Da qui la delicatezza della stagione che va inaugurandosi nei nostri anni, e la difficoltà della sfida che si è voluto raccogliere con l'istituzione di un Giorno della Memoria. Noi dobbiamo trasmettere ai posteri la memoria della Shoah, ma dobbiamo farlo, per così dire, senza conoscenza di causa: senza il terribile privilegio di averla vissuta.

(Sergio Luzzatto, Il sole 24 Ore, 24/01/2010)

martedì 26 gennaio 2010

Facili profeti

Nel post di inizio anno scrivevo:

Il PD ha iniziato il 2010 con un nuovo, entusiasmante gioco. I suoi esponenti puntano su quale sarà la prossima regione che riusciranno a consegnare alla destra. Qualche amante del brivido ormai punta già sull'Emilia-Romagna: le quotazioni dei bookmakers sono ancora abbastanza alte, ma perché non provarci?

La martellata sui già devastati coglioni del PD in Puglia e, soprattutto, le dimissioni di Delbono a Bologna erano ancora di là da venire. Ma, con queste persone, fare il profeta non è mai stato così facile. Almeno fossero numeri del Win For Life.

martedì 19 gennaio 2010

Autogol pubblicitari (in rovesciata)

Le marche del Lidl hanno spesso nomi improbabili ma, dopo aver visto il loro ultimo volantino pubblicitario, mi sono chiesto se per caso vi siano delle filiali Lidl in Sicilia, perché l'effetto sarebbe devastante. E stiamo pure parlando di abbigliamento per bambini. Che pervertiti.

mercoledì 13 gennaio 2010

Il paese prosciugato

Un paese della Sicilia interna, quella meno conosciuta ai turisti, ma ugualmente sorprendente nei suoi paesaggi. Dintorni di colline levigate come seni di donna, verdi come d'Irlanda in primavera e di tutte le tonalità del giallo e del bruno in estate. Il paese è inerpicato in cima a un monte, non vi si passa per caso, vi arriva un'unica strada che fa il giro del centro storico e torna su se stessa. Le guide turistiche ne parlano in poche righe, vi sono tre ristoranti e nessun albergo, ma girando per i vicoli medievali, i cortili e le scale, si scoprono piccoli tesori d'arte. I resti di un castello svevo, una chiesa madre del dodicesimo secolo, un palazzo signorile di fine Quattrocento, una chiesa del Seicento rarissima testimonianza di barocco dipinto.

In questo paese abitava un gruppo di giovani amici, ragazzi brillanti, pieni di idee ed entusiasmo, molto attivi nel proporre esperienze culturali e ricreative. Si incontravano tutti i giorni nella piazza principale, una terrazza con belvedere sui Monti Erei, e condividevano progetti, aspirazioni e speranze. Il paese doveva essere il loro laboratorio.

Sono passati alcuni anni. Una ragazza del gruppo ha iniziato l'università a Catania, ma non si trova bene, detesta quei baroni che la ricevono in studio con malcelato fastidio. Sta imparando a fare la parrucchiera per mantenersi gli studi, ma nei negozi del paese l'apprendistato è rigorosamente gratuito. Anzi, lei deve solo ringraziare chi le insegna il mestiere. Si presenta l'occasione di trasferirsi a Bologna, per lavorare e continuare gli studi. A malincuore, la ragazza lascia i famigliari e l'adorato gruppo di amici, e parte.

Un altro ragazzo, animatore della parrocchia e fondatore del gruppo scout del paese, insegna all'Istituto Alberghiero. Prende il lavoro come una missione. Lo mandano a Palermo, quartiere Brancaccio, e grazie a lui alcuni ragazzi di strada diventano baristi. Poi le cose cambiano, l'insegnamento è più discontinuo, le gratificazioni sempre minori. Con la sua ragazza, fa domanda e si trasferisce a Como.

Due loro amiche, due gemelle che adorano lavorare coi bambini, continuano a crederci, e in paese aprono una ludoteca. Ma i bambini sono sempre di meno, i loro genitori non abitano più lì, e l'esperienza dura pochi mesi. Ottengono l'abilitazione per il sostegno, e pure loro finiscono a Como.

Un ragazzo della parrocchia, di grande intelligenza e sensibilità, non riesce più a reprimere la propria omosessualità. In paese già lo prendevano in giro prima, figurarsi adesso. Trova lavoro. In provincia di Milano.

Una ragazza bellissima, altra colonna portante della parrocchia, si laurea in Scienze Infermieristiche e, dopo un breve cercare, anche lei fa le valigie e arriva in Lombardia.

Un'assistente agli anziani e il marito, operaio, prendono casa vicino a Cesena. Di lì a poco li raggiunge un'altra del gruppo, ora maestra elementare. Un'altra maestra è poco più in là, a Ravenna.

Infine, una ragazza molto volonterosa ma timidissima e insicura, che fino all'ultimo ha cercato di restare nella quiete del paese, aggrappandosi ad ogni sogno, seguendo diecimila corsi rivelatisi uno più inutile dell'altro, è costretta pure lei - persino lei! - ad ammettere che in quella piccola perla sulla collina non può sopravvivere. Concorso per operatore sociosanitario, tempo indeterminato. A Bologna. E' arrivata da pochi mesi, e si trova bene.

Ho conosciuto personalmente, uno per uno, questi ragazzi, e di loro posso solo dir bene. Li ho visti tutte le estati, sempre sulla piazza del belvedere, salutarsi come se si fossero visti il giorno prima e non fossero ormai sparpagliati in tutta l'Italia settentrionale. E ho ripensato a ciascuno di loro di fronte all'ennesimo articolo di Repubblica sulla fuga dei giovani del Sud verso il Nord, un'emigrazione interna quasi a livello da anni Cinquanta, con l'aggravante che a partire ora sono i trentenni, i più qualificati, istruiti e dinamici. Articoli così non mi stupiscono più, ma non per questo diminuisce la mia rabbia, a ripensare a come sarebbe quel paesino se solo avesse potuto e voluto trattenere le sue menti migliori. Un paese ricco di fascino, ma immobile, improduttivo, svuotato, come le sue miniere. Prosciugato prima di zolfo, poi di futuro.

martedì 12 gennaio 2010

Omo-nimie

Sono in auto e alla radio ascolto per caso uno spot del Governo: "Rifiuta l'omofobia!" è il perentorio slogan. Lodevole intento, penso mentre rallento al semaforo rosso, ma qualcosa non mi torna. Questo non è per caso lo stesso governo che solo pochi mesi fa ha affossato in Parlamento, con la generosa collaborazione di alcuni teocrat-dem, un disegno di legge proprio per introdurre nei reati l'aggravante dell'omofobia? Il semaforo da rosso diventa verde. Dal colore della vergogna a quello della rabbia. Ma tanto, la prima ormai l'han persa da un pezzo.

venerdì 8 gennaio 2010

Giudizi affrettati

Guerriglia urbana a Rosarno tra locali e migranti. Il Ministro dell'Interno, Maroni, ignorando deliberatamente le premesse di tali vicende, ossia l'esasperazione dei migranti costretti da anni a situazioni para-schiavistiche di lavoro nero, dichiara stentoreo che la colpa di tutto è nell'eccessiva tolleranza verso l'immigrazione clandestina. Sai, Roberto Uno, il signor Buonsenso mi ha informato in gran segreto che alle organizzazioni criminali risulta un po' difficile sfruttare manodopera regolare.

Ma soprattutto, caro Roberto Due, ossia Saviano: ti ricordi cosa avevi detto poche settimane fa a proposito di Maroni? Roberto Due, hai un enorme coraggio e sei uno dei nostri simboli, perché non hai mai mancato di far sentire la tua voce. Però, in tutta franchezza, stavolta potevi anche tirare il fiato.

domenica 3 gennaio 2010

Decennio nuovo...

Ooooh, che bello. Finalmente abbiamo cambiato decennio, ci siamo lasciati alle spalle i poco rimpianti anni Zero, siamo gonfi di buoni propositi e abbiamo tanta voglia di far tesoro di quanto successo nella precedente decade.

E allora guardiamo con uno sguardo nuovo e pieno di fiducia a cosa sta succedendo nei primi giorni degli Anni Dieci.

Gli Stati Uniti minacciano un intervento militare accusando un Paese straniero di sostenere Al-Qaeda. Ma stavolta non stiamo parlando dei soliti Iran, Iraq, Afghanistan o altre zone importanti (nel senso che importano democrazia, non sempre fresca di giornata). No, finalmente si cambia: la grande new entry per il nuovo decennio è lo Yemen! Che fa tanto esotico, curioso, misterioso ("...ma dove cazzo è 'sto Yemen?"). Non suona già diversa la guerra al terrorismo? Se poi aggiungiamo che si appresta a combatterla un neo-Nobel per la pace, il cortocircuito ideologico che ne risulta è perfetto per un nuovo, inedito, scoppiettante disordine mondiale.

In Italia, intanto, esplode un ordigno ad alto potenziale davanti al Tribunale di Reggio Calabria. Eh già, la 'ndrangheta non ci sta ad essere sempre messa in secondo piano da mafia e camorra. Vuole essere lei la criminalità organizzata più hot del nuovo decennio. Saviano da una parte, il capitano Ultimo dall'altra... Che palle! Tutta roba da anni Zero. Vuoi mettere con la frizzante neoironia di un bel botto proprio a inizio anno?

Per fortuna il nostro Presidente del Consiglio ha a cuore il destino del Paese, e inizia il decennio con una chiara e precisa lista delle priorità. Prima shopping in un centro commerciale, poi festa di compleanno di una deputata PdL, ovviamente figa, che però di cognome fa Biancofiore, e qui il segnale politico è forte e chiaro. Il 2010 inizia nella maniera più trendy e pop, grazie a Silvio: prima su i consumi, poi su qualcos'altro, per la gioia dei media e di Big Pharma. Almeno fino al 2019, confermano i sondaggi, queste resteranno le vere esigenze dell'italiano catodico medio. Burp!

E mentre il Presi (chè qualche dente l'ha perso) si gode la convalescenza in beata compagnia, ci pensano i suoi ministri a dettare la linea per un decennio pieno di sorprese, destinato a svecchiare palate di ciarpame politico nel nome dell'ammmore. Brunetta pensa a riscrivere la Costituzione? Sai che novità, penserete. E invece no: nessuno aveva ancora pensato di toccare l'Articolo 1, ossia l'architrave portante l'intero spirito della Carta. Cambi questo e tutto il resto si affloscia. Tanta fatica in meno per smantellarla, e un decennio in cui finalmente ci sarà qualcosa su cui divertirsi. Altro che quelle pallosissime leggi che devono passare da quel brontosauro chiamato Parlamento. Dai, vuoi mettere con una bella decade di decreti e Bicamerali?

Del resto, dall'altra parte non si sta a guardare. Il PD ha iniziato il 2010 con un nuovo, entusiasmante gioco. I suoi esponenti puntano su quale sarà la prossima regione che riusciranno a consegnare alla destra. Qualche amante del brivido ormai punta già sull'Emilia-Romagna: le quotazioni dei bookmakers sono ancora abbastanza alte, ma perché non provarci?

E per finire, il sacro rito di inizio anno: non l'Angelus di Capodanno, col Papa che si rivolge direttamente ai gruppi armati per essere ancor più sicuro che il suo appello cada nel vuoto, bensì i saldi, iniziati in pratica a ridosso di quelli estivi e ciò nonostante con acquisti inferiori del 15% rispetto al 2009. E' questa la nuova tendenza per il decennio a venire: guardare e non toccare. Dicevano che era una cosa da imparare, ricordate? Ebbene, affama affama, finalmente ci siamo riusciti. E ora provate a dire ancora che non si impara nulla dalla storia, malfidati.

Buon 2010 a tutti, che sia un anno lieto e pieno di riforme. E se chi vi sta vicino non è d'accordo, fatevele da soli. Adesso va così, no?