lunedì 30 novembre 2009

giovedì 26 novembre 2009

Che fine ha fatto la Bertolini?

Un mio precedente post mi ha riacceso la curiosità su un interessante esemplare della Seconda Repubblica finito ingiustamente nel dimenticatoio.

Fino a qualche anno fa, sembrava lei l'astro emergente di Forza Italia: una delle più giovani, più agguerrite e meglio indottrinate copie di Berlusconi, per giunta proveniente da quell'irredimibile comunista che è l'Emilia. Isabella Bertolini, modenese, classe 1963, corporatura pari a 8 Fassino vicini, i capelli biondi che incorniciano un viso da perfetta testimonial per taglie comode. Era una delle più presenti sui media, sempre pronta a dedicarsi alla sua unica ragion d'essere, quella di ripetere a pappagallo il Verbo berlusconiano con una spocchia seconda solo a Tremonti e un'arroganza seconda solo a Brunetta. Insomma, la ragazza aveva tutte le chances per fare carriera, e andava premiata.

Invece...

All'improvviso, quasi dal nulla, negli ultimi anni sono emerse le nuove donne del PdL, e tutte, con una carriera rapida e sfolgorante, le hanno eroso sempre più notorietà, relegandola a un ruolo di secondo piano.

Le è passata davanti la Carfagna, che però, nuda su un calendario, forse ci fa una figura migliore.

Le è passata davanti la Prestigiacomo, già Miss Parlamento e ora Ministro dell'Ambiente (nel senso che dopo un anno e mezzo deve ancora ambientarsi).

Le è passata davanti la Gelmini, che forse non sarà a livello delle altre due ma che suscita lubrici istinti in Tinto Brass e Formigoni.

Le è passata davanti persino la Meloni, una squinzia di 32 anni dai grandi fanali azzurri, inspiegabilmente diventata la cocca del Parlamento nonostante le sue idee sul fascismo.

Tutte ministre. Per tacere della neo-europarlamentare Barbara Matera, e di tutte le altre.

Lei no. Per lei solo un misero posto di vicepresidente dei deputati di Forza Italia alla Camera. E nient'altro.

E' un'ingiustizia. Una discriminazione. Una sostenitrice così appassionata della causa forzitalica, una filosilvica che per anni ha messo a dura prova le sue corde vocali e le nostre orecchie, un autentico paracarro delle libertà come lei, non merita un trattamento così.

Ma può ancora riemergere, sappiamo che lo vuole, e siamo certi che ce la farà. Basta che segua una di queste tre strade:

  1. Procedere ad una liposuzione pari a circa 50 chili, seguita da adeguati massaggi antismagliature e creme rassodanti, e posare per Max nel 2011;
  2. Formare una coppia di fatto con Giovanardi, per decuplicare il suo potenziale d'attacco;
  3. Promuovere una legge che salvi definitivamente il suo Idolo dai processi che lo minacciano.

Una l'ha già scelta. Indovinate quale.

Bentornata, Isabella!

martedì 24 novembre 2009

Tempi duri per i torroni

Gli anni scorsi, era una devastazione. Ogni anno sempre prima, alcuni giorni prima. Fino a un paio d'anni fa, quando si è raggiunto il culmine: le prime pubblicità natalizie invadevano il teleschermo addirittura a fine ottobre. Cioè, cavolo, hai da poco riportato i figli a scuola dopo le vacanze estive, e già sono lì i vari Bauli, Motta, Sperlari, a farti venire due pandori così.

Quest'anno è stato diverso. Fino a metà novembre, nulla. Solo adesso si inizia. Ma ancora a ranghi ridotti. E' pur sempre un mese abbondante di anticipo, ma rispetto a prima è già qualcosa. La scansione temporale dei periodi dell'anno, e delle relative festività, appare un po' meno modificata innaturalmente dai paladini del marchetting.

Finalmente un effetto benefico della crisi.

martedì 17 novembre 2009

Hard discount

Ecco le 10 cose che mi hanno eccitato sessualmente di più negli ultimi giorni:
  1. Il servizio fotografico di Benedusi su Sports Illustrated, dal sito del Corriere;
  2. L'ultima campagna pubblicitaria della PETA;
  3. I dipinti di Terry Rodgers, con scenari di post-orge upper class, dal sito di Repubblica;
  4. La brochure dell'invito ad una festa, inviatami via Facebook;
  5. La pubblicità di un centro depilazione, sulla free-press raccattata in stazione;
  6. La copertina di una rivista di elaborazioni auto, vista in edicola;
  7. Svariati videoclip su MTV (v. il mio post precedente sulla gnocchizzazione delle cantanti);
  8. Il cadavere nudo e sdraiato della Merz (la sua migliore interpretazione di sempre) in un'ennesima replica di Montalbano;
  9. Una foto seminuda della conduttrice dello Zecchino d'Oro, sulla rivista di una sala d'aspetto;
  10. La seconda parte di un'edizione qualsiasi di Studio Aperto.
Insomma, è un bombardamento continuo. E, come si nota, è tutto materiale di libero accesso e consumo, a qualsiasi ora del giorno. Non serve sussurrare niente all'edicolante, né rischiare di lasciare traccia nella cronologia del PC. Ed è pure gratis. Però, dopo un po', che palle.

lunedì 16 novembre 2009

Chinese (speak)box

Obama elogia la libertà di espressione davanti a 500 studenti cinesi. Poi arriva a Pechino.

In nome della libertà di espressione, i dirigenti cinesi lo stanno già sfanculando da ore.

giovedì 12 novembre 2009

Blocco creativo

Sono solo in ufficio, giornata relativamente tranquilla. Avverto una certa qual voglia di scrivere, ma subito mi blocco, poiché sono indeciso tra:
  • Un racconto in cui un ispettore in preda a tremendi incubi necrofili si ritrova ad indagare su un serial killer di belle ragazze nude;
  • Un articolo in cui presento l'attività del mio datore di lavoro come punto di incontro tra università ed impresa, fondamentale per il rilancio di un'economia della conoscenza che crei un vantaggio competitivo sostenibile a livello regionale;
  • Uno sproloquio contro quella merda umana di Giovanardi, il più famigerato sottoprodotto della destra modenese insieme a Isabella Bertolini, la pasionaria oversize del PdL;
  • Una lettera di presentazione al mio CV che suoni minimamente credibile e che convinca una qualsiasi azienda che nei miei 10 anni in Università non ho cazzeggiato;
  • Un SMS carico di traboccante poesia per mia moglie;
  • Un post di questo blog, che ormai ha le ragnatele.

Si è poi visto da dove sono partito. E intanto squilla già il telefono dell'ufficio.

Che bradipo mentale che sono.

sabato 7 novembre 2009

Pagherete caro

Vado a fare la spesa, e attaccata alle tettoie dei carrelli trovo questa roba: Hanno preso consumismo per comunismo. Poveri sfigati.