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October 28, 2023

Egisto Macchi – Nucleo Centrale Investigativo (1974, LP, Italy)


Music composed for the italian police TV series of 1974. A classic and avant-garde approach which differs from than the canons of the police movie ost in which were used funk and american sound.

November 13, 2021

Egisto Macchi ‎– Bioritmi (1971, LP, Italy)

Genius meld of avant orchestrations, brooding modular composition and electronically processed percussion. Extended and fastidiously sculpted pieces that range from spacious abstractions to tantalisingly ominous melodic interludes and intense propulsive arrangements.Mimicking the pulmonary and cardiovascular actions of the human body, the microscopic landscape of bacteria and the urban heartbeat of bustling cities and electronics, Macchi intriguingly charts rhythm, pulse and biosphere. Moondog in the bloodstream, Phil Glass meets ‘Fantastic Voyage’.

August 25, 2019

Egisto Macchi ‎– Contemporanea (1975, LP, Italy)




Another twisted gem from the dark Italian maestro, Egisto Macchi of Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza fame. "Contemporanea" was released on the Italian label, Gemelli, in 1975, and was Egisto Macchi's 11th full-length library music LP and largely considered one of his best records. Egisto Macchi happily experiences all the possibilities of sound which at the time, the early seventies, could be imagined recreating all the atmospheres so well described in various musical titles, through minimalist instrumental sounds and vocals, with tricks of magnetic tape and analog sounds read in reverse, with concrete and electronic sounds.

May 25, 2019

Egisto Macchi ‎– Sei Composizioni (1975, LP, Italy)




A1. Per Cembalo (5:30)
A2. Kleines Dachauer Requiem (10:02)
A3. Lamento (4:07)
B1. Computers (4:36)
B2. Quintetto Seriale (10:44)
B3. Allunage (3:20)

A twisted gem from the dark Italian maestro, Egisto Macchi of Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza fame. "Sei Composizioni" was released on the Italian label, Gemelli, in 1975, and was Egisto Macchi's 10th full-length library music LP. His typically dark and discordant approach can be compared to some of fellow Italian composer Piero Umiliani's own library music efforts.

"Sei Composizioni" consists only of 6 tracks, though two of these are long-players, approaching and exceeding 10 minutes in length. Macchi manages to make a powerful statement in a relatively short amount of time with his hauntingly effective compositions, which rival even the most legendary of horror film scores. This is music designed to infect your mind with paranoia and nightmares, and it succeeds masterfully. While I don't have time to thoroughly review each track, I would like to focus on the two tracks which stand high above the rest contained on this album.

The second track, "Kleines Dachauer Requiem", is an absolute masterpiece of dark and experimental music. The vocals, which are utilized as musical instruments in his composition, are the highlight of the track. Choral chants, menacing hisses and haunting whispers are brilliantly used throughout . The sound of glass breaking and unidentified items clashing together make up the abstract percussionary sounds. At first the atmosphere is sparse, as the vocals and sound effects are used rather sparingly. 

Layers of sound are subsequently introduced, and the tension begins to gradually build toward the latter half of the track. The choral chanting becomes more frantic and urgent, eventually reaching a nearly overwhelming atmosphere of suspense and dread. The cacophony of overlapping voices creates a deliciously sinister sound. If you could make a recording of the descent into the mind of a psychotic individual, I would imagine that it would sound something like this, as each layer of the subconscious is explored before finally emerging upon the chaotic source that lies at the heart of the disturbed mind. A masterpiece of library music. (Soundohm)

April 08, 2018

Egisto Macchi ‎– Voix (1975, LP, Italy)

Italian avant-garde and film composer Egisto Macchi (1928-1992) produced a large and largely forgotten catalogue of astounding music during the 1960s and 1970s. At the crest of that incredible body of work stands Voix - an LP of intense contrasts – haunting, dissonant choirs collide with dexterous musique concrete manipulations and other worldly soundscapes while guitars buzz and strings scrape violently. The world of Voix is a frightening and beautiful place. There are echoes here of Macchi’s friend and famous collaborator (in the avant composer’s collective ‘Il Gruppo Di Improvvisazione Nuova Consonanza’) Ennio Morricone, yet Egisto Macchi existed in a musical universe truly all his own, and the time for a reappraisal of this undiscovered cosmology has surely come.
Some consider Egisto Macchi to be an unheralded genius…and here is more evidence.

March 31, 2018

Egisto Macchi ‎– L'Assassinio Di Trotsky / Il Delitto Matteotti (1972-73, CD, Italy)

Egisto Macchi ha scritto due colonne sonore pregevoli per due film che raccontano fatti della storia dell'uomo, Intrise di grande drammaticità e dolore, L'assassinio di Trotsky diretto da Joseph Losey nel 1972 e Il delitto Matteotti, diretto da Florestano Vancini nel 1973. Tutta la forza della contemporaneità della musica di Egisto Macchi esplode violentemente come risultato del suo lavoro come membro di "Nuova Consonanza", una scuola musicale che influenza profondamente le due opere. Entrambe furono registrate in quegli studi per la prima volta e consente ai collezionisti di colonne sonore una possibilità di entrare un mondo nuovo ed affascinante, dove l'orchestra e straordinarie sonorità elettroniche sono unite. Per l'assassinio di Trotsky, Macchi ci dimostra il suo grande talento di musicista e compositore contemporaneo, I sette brani estratti dalla colonna sonora contengono straordinarie invenzioni musicali. Egisto Macchi ha creato per il suo "trotsky" un'alchimia di sonorità orchestrali ed elettroniche. La voce umana diventa nella colonna sonora uno strumento reale con il suo spessore.Si inserisce in un contesto evocativo ed il risultante magma di suoni sciocca e allo stesso tempo affascina l'ascoltatore. Una sussurro confuso si inserisce su di un tappeto di archi sul quale un tema triste per voci viene sviluppato. Un fischio elettronico duro e terribile domina il mix orchestra-coro. La tromba accompagnata da rullii di batteria dall'atmosfera spagnoleggiante, è seguita poi dalla ritorno di voci caotiche come sottofondo per gli archi ed il coro, mentre la tromba, più avanti ripresa, sembra svanire coperta nel magma di tonalità elettroniche. Il fischio elettronico, acuto e penetrante, insieme agli archi stridenti, sembra presagire all'imminente tragico evento. Macchi costruisce inquietanti passaggi musicali suonati dagli archi alla loro più alta tonalità che insieme ai suoni elettronici producono un'atmosfera tenebrosa. Altri momenti sonori emergono da un costante dialogo atonale tra gli strumenti a fiato in legno e le sezioni di archi. Per "il delitto Matteotti", Egisto Macchi ha costruito un'atmosfera molto drammatica, rinforzata da un'ottima performance dell'orchestra. Questo CD include 6 sequenze musicali che idealmente esprimono tutto il pathos dell' evento storico-politico. Sonorità orchestrali violente sono alternate con singolari suoni a fiato (sequenza 1). Una drammatica atmosfera è resa attraverso l'invenzione originale di scandire la consonante "R" insieme al rombare di un forte crescendo orchestrale dove gli archi intervengono solennemente (sequenza 2) L'orchestra gioca un rapido ed intenzionalmente caotico movimento mentre sullo sfondo di Pianoforte e batteria, gli archi suonano un motivo soggiogante quasi religioso, quindi il ritorno di ottoni percussioni e pianoforte sostenuto con l'effetto di riverberi di strumenti a fiato (sequenza 3).Il tema solenne quasi mistico è ripreso, poi gli archi creano momenti musicali di grossa intollerabilità , miscelandosi con una voce lontana e appena percettibile (sequenza 4). Il vivace suono di violoncelli è di nuovo di scena, più profondo e misterioso, il tema solenne e mistico, poi il Fortissimo crescendo orchestrale prima ascoltato conclude il pezzo (sequenza 5). Il dramma ed il dolore per l'omicidio di Matteotti sono descritti per l'ultima volta dal tema solenne-mistico che ora assume quasi il ruolo di un requiem per celebrare la morte dell'uomo (sequenza 6). Riassumendo il maestro Macchi è riuscito ad applicare ammirevolmente il concetto di musica contemporanea all'immagine cinematografica, un tipo di musica che diventa "colonna sonora della storia dell'uomo" e che è descrizione contemporanea di un evento politico-sociale attraverso l'affascinante acquerello di un pentagramma musicale. Questo cd può essere considerato il disegno di un artista.

March 01, 2018

Egisto Macchi ‎– Preludi E Non (1981, LP, Italy)

EGISTO MACCHI preludi e non, LP released on on label cometa,superb album blending both baroque classical music with avant garde sounds by the always excellent maestro Macchi.

February 18, 2018

Egisto Macchi ‎– Africa Minima (1972, LP, Italy)

This is a masterful blend of percussion, electronics, minimalistic passages and a slight bit of harder-hitting experimentations, all held together under the leadership of the revered composer Egisto Macchi – making this album's one of the greatest Italian library of the 70s. First reissue, coproduced with Andrea Galtieri (Cavalier Piscopo). Originally released on Ayna Records in 1972 as a private pressing, Africa Minimais the pinnacle of Egisto Macchi's rare LPs, being released at the time in an edition thought to be as low as 1 (!!!!). Super rad percussive music, as minimal as it is experimental, created for an obscure late-'70s documentary.
Lato A
A1 Jungla I (4:42)
A2 Jungla II (2:38)
A3 Avvoltoi (2:30)
A4 Tamburi Della Tribù (4:15)
A5 Gli Animaletti Della Foresta (3:13)
A6 Gli Elefanti (3:25)
Lato B
B1 Caccia Grossa (2:48)
B2 Le Scimmie (2:28)
B3 Gli Esploratori (4:27)
B4 La Luna E Il Fiume (3:36)
B5 La Casa Dei Bianchi (2:10)
B6 Gli Ippopotami (3:36)

January 13, 2018

Egisto Macchi ‎– Città Notte (1972, LP, Italy)

Citta Notte’s heady melange of cosmopolitan folk tropes, abstract sonic gestures, distressed and scattering percussion, beatific melodies and ominous VCS3 drones exists in a sublime universe all of its own. Atmospheric, smokey, urbane and sophisticated “Citta Notte” is a seamless and stunningly timeless jewel in the expanding cosmology of rediscovering Library/Production music. Haunting, profound and hypnotic, one of the rarest Library LPs is no doubt also one of the most beautiful and rewarding.

Un ritratto in chiaroscuro, ma affascinante, sommesso, vibrante. “Città Notte” (2015) di Egisto Macchi, tra i più sottovalutati compositori del secolo scorso, non è solo l’ennesima ristampa per intenditori, ma un raro esempio di equilibrio in note. Da riascoltare e riscoprire sul lungo periodo, così come altri episodi di una discografia talvolta labirintica.

Il progetto originario, rilasciato per conto della SR Records (1972) oltre quarant’anni fa, giaceva negli archivi della Fondazione Giorgio Cini sull’isola di San Giorgio Maggiore, nel cuore della laguna di Venezia.

L’ex convento custodisce con cura parte dell’eredità sonora del musicista toscano, suddivisa in cartelle contenenti una moltitudine di documenti, spartiti e altri materiali, da cui emerge con forza la precisione con cui l’artista prendeva appunti, riproducendo a mano schemi raffiguranti gesti e transizioni non convenzionali. Per non lasciare mai nulla al caso.
Ogni tema era sviluppato con calma, forgiato per essere contestualizzato in un’opera dal respiro maggiore. Ogni traccia dotata di un’architettura forbita e, soprattutto, solida. Tra i membri del Gruppo D’Improvvisazione Nuova Consonanza, ensemble attivo all’alba degli anni Settanta, Egisto Macchi è stato, probabilmente, il più prolifico in termini di library music.

“Città Notte” uno dei vari esempi in materia. Nonostante l’esser stato registrato per un’ordinaria attività di studio, e inevitabilmente destinato a un pubblico ristretto, offre vari spunti di riflessione per il suo carattere spettrale, a tratti ipnotico, e per le ben calibrate commistioni fra elementi acustici ed elettronici, laddove il folk non esita a tendere la mano al drone.
Il probabile contributo dell’amico Ennio Morricone alla tromba, non accreditato sul retro nelle linee di copertine, la chitarra, il sintetizzatore VCS3 alcuni degli strumenti utilizzati in fase di composizione. Il risultato finale, apprezzato persino alla fine del mondo, è un lavoro tanto faticoso quanto meticoloso, apparentemente senza ripensamenti tramandati su carta.

L’apertura del lato A è affidata alla title-track, suddivisa in due parti astratte e tormentate. La prima, di matrice classica si fonde e si confonde attraverso uno spesso strato di nebbia in cui fanno capolino a tratti le percussioni e il pianoforte preparato. La seconda, più sbilenca, appare più in linea con gli esperimenti del Gruppo D’Improvvisazione Nuova Consonanza.
Il terzo brano, A Sera, è invece il più melodico dell’intera opera. Un raffinato gioco a due tra chitarra e organo per attimi di beatitudine sonora. Nonostante i ronzii in sottofondo, la successiva Bidonvilles mette in mostra un piglio ambizioso, ponendosi come dolce crescendo cacofonico sovrastante i tetti in lamiera di una località affollata, inquinata e povera.
Il lato B riparte con il rinnovato vigore di Terza Età, musica per nottambuli incalliti quando l’alba è sospesa tra archi, chitarra ed elettronica. Segue Lampare, con gli assoli di tromba di Ennio Morricone e altre note di violoncello. Infine, Orsa Maggiore, quando la luce del Sole sovrasta il fioco bagliore delle ultime stelle. “Città Notte” necessita di grande attenzione.  Marco Ferretti