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sabato 25 aprile 2020

Serie "Cantautori ai margini" n.18- Andro Cecovini- 1978- Canzone d’autore + bonus tracks (vynil) + Live 1973


  
TRACKLIST:

1 Il tavolino
2 Carillon
3 Notte stellata
4 Serenate
5 Per le tue dolci labbra
6 Clementina
7 I tuoi colori
8 Sogni diurni
9 Porta alle spalle

Bonus Tracks:
10 Aurelia Sport (45 giri 1982, Lato A)
11 Gennaio rivisitato (45 giri 1982, Lato B)

“Costruisco un tavolino solo per poter sapere
che ho lasciato qualcosa di me”

Diverso tempo fa un amico della Stratosfera ci chiese di parlare di Andro Cecovini, cantautore minore degli anni ’70.
Grazie al servigi del nostro Frank-One eccolo qua, il buon Andro, nel suo unico album, “Canzone d’autore”, pubblicato dalla RCA nel 1978, un disco impreziosito dalla partecipazione di Francesco De Gregori che dà una mano al pianoforte su “Clementina” e alle percussioni, anche se su “Notte stellata” sembra proprio di riconoscere il suo controcanto. Ma forse è solo suggestione…

Ma chi è Andro Cecovini? Un post nel suo blog, che potete leggere QUI, ricostruisce con bello stile evocativo le sue origini artistiche nella Roma del ’67 dove giunge da Trieste ancora ragazzo, armato di una chitarra e una tenda. Ben presto bazzica il Folkstudio (in seguito ci andrà proprio ad abitare davanti), studia gli americani che si esibiscono su quel minuscolo palco e impara così il fingerpicking. Lì conosce ovviamente Luigi De Gregori (Grechi artisticamente parlando) e il fratellino minore Francesco, un’amicizia che si ciba del comune amore per l’America, quella certa America: comincia infatti a tradurre in italiano i suoi eroi: Dylan, Simon & Garfunkel, Cohen. Insieme a Janet Smith e a Robert, chitarrista danese, forma il Trio del Nocciolo, di casa all’omonimo locale aperto da poco in Trastevere. Conosce Emma Baumgartner e insieme producono una trasmissione radiofonica per Radio 3, cinque puntate sui movimenti underground e d’avanguardia, finché Giorgio Gaslini lo ingaggia per rappresentare la sua innovativa opera da strada “Un quarto di vita” con Edmonda Aldini, i Nuovi Angeli, Franca Mazzola, Duilio Del Prete, Daisy Lumini, I Funamboli e Gabriella Ravazzi. Purtroppo, però, per motivi contrattuali, non sarà presente nella versione discografica del '69. Collabora persino con Pippo Franco con cui arrangia colonne sonore per pièces come “Molte voci intorno ad Oreste”, fin quando Tito Schipa Jr. l’ingaggia per la sua storica “Orfeo 9” che sta allestendo tra mille difficoltà. Purtroppo anche in questo caso non sarà presente nella versione discografica del '73, né in quella televisiva.
Ma fermiamoci qui, e torniamo al disco oggetto del nostro post.



Abbiamo detto che musicalmente Cecovini si inserisce in un certo sound che era di casa alla RCA in quegli anni, cioè in quel solco che si richiama ai grandi folksinger americani, un tracciato su cui oltre ai due De Gregori già citati potevamo trovare un Renzo Zenobi. A cementare il tutto ecco la non casuale presenza di Italo “Lilli” Greco, una firma che è ragionevole non voler limitare a una comparsata al pianoforte (come si evince dai credits), ma a cui probabilmente potremmo accreditare la produzione artistica del disco stesso.
Come considerare questo album? Potremmo dire che Cecovini è il classico caso di artista, che, pur muovendosi nell’ambito musicale da diversi anni, arriva tardi all’esordio discografico che giunge quindi fuori tempo massimo: avrebbe probabilmente potuto registrare un disco simile 7-8 anni prima, e sarebbe stato qualcosa di importante, ma nel ’78 un progetto come questo doveva suonare inevitabilmente un po’ sorpassato, anche nell’ambito della canzone d’autore che già da almeno un paio di anni si stava aprendo a nuovi suoni e ad arrangiamenti più ariosi. Forse per questo il lavoro non ebbe grande diffusione, né ha valso al suo autore lo status di artista di culto. A ulteriore aggravio, la grafica di copertina appare abbastanza anonima, da prodotto di serie B (anche per via del generico titolo “Canzone d’autore”, che scritto piccolo, in alto a sinistra, sembra più un’intestazione). O forse, per rifarci all’amico Vito Vita che ha parlato di questo album nel suo blog, il disco ha scontato “una sottovalutazione dell’aspetto musicale (basato per lo più su chitarre arpeggiate, peraltro suonate molto bene, e poco altro), mentre un pregio è senza dubbio l’abilità di Cecovini nello scrivere i testi.”.

In ogni caso, a patto di non aspettarci chissà quale tesoro nascosto, le nove canzoni di cui si compone questo lavoro scorrono via bene, con l’abile chitarra di Cecovini che spadroneggia, accompagnata con discrezione da basso, organo, piano. Tra i musicisti, da ricordare anche Mario Scotti e Alberto Visentin dei Cyan.
Venendo  ai brani, “I tuoi colori” è forse il pezzo più interessante, con quella melodia discendente che intriga, ma non dispiacciono neanche “Notte stellata” e “Clementina”.



Per la stessa RCA Cecovini pubblicò nel 1982 un 45 giri (Aurelia sport / Gennaio rivisitato) che pubblichiamo in coda all’album, anche se la differenza è notevole: sono infatti passati quattro anni e si sente: il sound si amplia anche a suggestioni un po’ più pop, probabilmente per l’apporto del nuovo produttore Piero Pintucci (all’epoca reduce dalla collaborazione di successo con Renato Zero), e anche il canto appare più “liberato” da certi stilemi. 
Sono due pezzi assai godibili, testimonianza di una certa evoluzione, peccato però che più che avviare una nuova fase nella sua vicenda artistica ne segnino l’epilogo.

Inutile specificare che l’album non è mai stato riedito. E’ presente, in file unico sul Tubo, ma la versione che qui vi postiamo è stata rippata dal vinile dal grande FranK-One, che ci ha fornito anche il 45 giri (introvabile in rete).

FORMAZIONE “CANZONE D’AUTORE”
Andro Cecovini- Voce, chitarre
Italo Greco- Pianoforte (tr.8)
Mario Scotti- basso
Alberto Visentin- tastiere
Francesco De Gregori- pianoforte (tr. 6) e percussioni



LIVE IN TRIESTE,  1973

TRACKLIST:

1 Stick a plastic flower (?)
2 A watery dream (?)
3 Clementina
4 Viene cantando
5 Blue song of madness (?)
6 The fadin' colours (?)
7 Una verde candela (“One of us can not be wrong”, L.Cohen)
8 Nelle mani stringeva un giornale
9 Reason for waiting (Jethro Tull)
10 Suzanne (L.Cohen)
11 Gentle lady (?)
12 Carolina in my mind (cover James Taylor)
13 ? + ?

FORMAZIONE LIVE 1973
Andro Cecovini- voce, chitarra e armonica a bocca


Nel secondo CD presentiamo un documento dall’interessante valore storico, apparso recentemente sul Tubo. Si tratta della registrazione amatoriale di un live nella natia Trieste datato 1973.

E’ presente la “Clementina” che poi troverà spazio del disco cinque anni dopo, e due inediti autografi: “Viene cantando” (niente male!) e “Nelle mani stringeva un giornale”. Il resto sono cover di pezzi stranieri, perlopiù legati a quel mondo USA di cui Cecovini è sincero amante. Da segnalare che in due casi queste cover sono rese in italiano, parliamo di “Una verde candela” (“One of us can not be wrong”, che poi sarà incisa nel ’79 in altra traduzione da Luigi Grechi col titolo “La regola d'oro”) e la classica “Suzanne”, entrambe a firma Leonard Cohen. Il live fa risaltare maggiormente la figura di Cecovini, sia per la conoscenza approfondita della grammatica dal folk di stampo americano, sia per la buona conoscenza della lingua che rende il cantato fluido, credibile.
Purtroppo non siamo riusciti a risalire a diversi degli autori coverizzati, anzi della traccia finale (che in realtà comprende due canzoni) non sappiamo neanche il titolo, quindi parte il contest: chi di voi, amici stratosferici, può aiutarci?

Andro Cecovini oggi continua a suonare, sia pure fuori dal mondo professionale (potete trovare delle sue belle cose su Soundcload), e vive nella sua fattoria nella campagna di Arezzo, dove coltiva la terra e produce eccellenti incisioni ad acquaforte.


LINK LIVE A TRIESTE 1973

Un grazie enorme a FranK-One a cui si deve questo post.