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martedì 10 marzo 2026

Andrea Centazzo, Carlo Actis Dato, Furio Chirico, Gigi Venegoni - L'altro lato (LP, 1985)


TRACKLIST:

Lato A (traccia unica)
01. L'arte dell'improvvisazione volume primo
02. Gomma arabica
03. De improvisatione substantiale
04. Improvisiert stimmung mit barytone und schagzeug
05. Co-Ictus Interruptus

Lato B
06. Interfaccia


MUSICISTI:

Lato A
Andrea Centazzo - percussioni
Carlo Actis Dato - sassofono

Lato B
Gigi Venegoni - chitarra
Furio Chirico - percussioni



"L'altro lato" è un album decisamente raro che stavo cercando da un po' di tempo e, guarda caso, esce dagli sconfinati archivi del caro amico Frank-One, che ringrazio a nome di tutti i frequentatori della Stratosfera. Si tratta di un album ostico al primo impatto, intriso di sperimentazione pura, che si "ammorbidisce" ad un secondo ascolto, specialmente la facciata B. con la lunga suite "Interfaccia". Come potete vedere scorrendo l'elenco dei musicisti, l'album è diviso in due sezioni molto nette: il lato A è attribuito a Andrea Centazzo e Carlo Actis Dato, il lato B a Gigi Venegoni e Furio Chirico.  

Andrea Centazzo

Due parole per un musicista del calibro  di Andrea Centazzo le voglio assolutamente spendere. "Nato a Udine nel 1948, compositore, percussionista, scrittore e artista multimediale, Andrea Centazzo per oltre quarant'anni è quello che potremmo definire "un  poliedrico esploratore dell'arte contemporanea". Dopo gli esordi sulla scena jazzistica italiana dei primi anni '70 a fianco di musicisti importanti quali Giorgio Gaslini, Centazzo ha progressivamente introdotto una nuova concezione del ruolo del percussionista, muovendosi dal free jazz verso nuove forme di musica improvvisata. Nel 1976 ha fondato la ICTUS, una delle prime etichette discografiche dirette da un musicista, producendo e pubblicando la propria musica e il risultato delle collaborazioni con Steve Lacy, Evan Parker, Pierre Favre, Derek Bailey, John Zorn, Tom Corra, Eugene Chadbourne, Toshinori Kondo, Alvin Curran, Albert Mangelsdorff, Don Cherry e altri artisti con cui alla fine del decennio ha animato la New York Downtown Music Scene.

Andrea Centazzo 2

Ai primi anni Ottanta risale l'interesse per le arti grafiche, il video e la loro interazione con la musica, che ha come esito alcune opere pluripremiate dalla critica. Nel 1986 si è allontanato dall'attività concertistica e dai generi della musica improvvisata trasferendosi a Los Angeles e dedicandosi alla composizione e alla produzione video. La produzione musicale di Centazzo conta oggi oltre 500 composizioni di generi disparati e per innumerevoli organici musicali, ivi comprese 3 opere liriche, 2 sinfonie, musiche per il teatro, il cinema e opere multimediali. Nel 1998 è tornato all'attività concertistica creando spettacoli solisti che abbinano l'esecuzione dal vivo in set percussivi ed elettronici di grande suggestione timbrica con video autoprodotti. Centazzo ha inoltre svolto attività didattica e ha fondato e diretto numerosi ensemble musicali tra cui la Mitteleuropa Orchestra. Ha pubblicato articoli e alcuni volumi dedicati agli strumenti e alla didattica delle percussioni" (tratto da "la biblioteca delle arti")
Tra l'altro, a proposito dei numerosi lavori realizzati da Andrea Centazzo, ricordo l'album "Electronic Mind Waves", pubblicato nel lontano 1976 con lo pseudonimo Elektriktus, contenente alcune infuenze prog. Lo troverete sulla Stratosfera. Invece, proprio sul finire del 2025, è stato pubblicato, in tiratura limitata a 500 copie, "Electronic Mind Waves vol. 2", con registrazioni inedite del 1973-76. Sempre di Centazzo, sul nostro blog troverete anche "Ictus" del 1974. 

Carlo Actis Dato

A dare manforte ad Andrea Centazzo nel lato A di questo album del 1985, a cavallo tra free jazz, avanguardia e sperimentazione, troviamo il sassofonista Carlo Actis Dato, non nuovo alle collaborazioni col percussionista udinese. Torinese, classe 1952, suona da numerosi anni il sax baritono e il sax tenore nonché il clarinetto basso e si è ritagliato uno spazio di tutto rispetto nel campo del jazz d'avanguardia europeo. Cofondatore nel 1974 del gruppo Art Studio, ha introdotto il "new jazz" in Italia. Riconosciuto da Down Beat tra i migliori baritonisti mondiali, Carlo Actis Dato vanta una vastissima discografia internazionale. Ha suonato in tutto il mondo (Europa, Canada, USA, Giappone, Africa) e ha lavorato come didatta, tenendo masterclass a Tokyo, Djakarta e Addis Abeba.

Furio Chirico

Mi ero dimenticato di farvi notare che il vinile, stampato nel 1985 dalla Edizioni Augusta, non e mai ristampato ed è anche di difficile reperibilità sul web. Come già ricordato all'inizio di questo articolo, grazie  a Frank-One ora è nelle nostre mani. Siamo così giunti al lato B, contenente una lunga suite della durata di oltre 25 minuti intitolata "Interfaccia". I musicisti protagonisti sono solo due, il chitarrista e il batterista degli Arti & Mestieri (sempre super attivi), ovvero Gigi Venegoni e Furio Chirico.  Chitarra filtrato dal sinth dal suono manipolato in studio, percussioni che vagano libere lungo i solchi: più che una composizione sembra una lunga jam, dove i due musicisti danno libero sfogo alla loro creatività, lontani anni luce dai suoni rigorosi e ordinati degli A&M o dei Trip. Una esibizione del tutto anomala, un "dark side" dei due strumentisti. Insomma, nel complesso ci troviamo tra le mani un album di tutto rispetto, non facile da masticare, ma apprezzabile sulla distanza. Fatemi sapere. Non mi resta che augurarvi il mio consueto buon ascolto.

Gigi Venegoni


Post by George - Music by Frank-One

martedì 3 marzo 2026

Gigi Venegoni - Ante Tilt (CD, 2006 - registrazioni del 1972-1973)


TRACKLIST:

01. Land Of Trees - 9:40
02. Gravità 9.81 (La Marcia) - 3:20
03. Dark Waves - 4:47
04. Via De Amicis - 2:36
05. Remember The Giant - 1:51
06. Sunrise Sonata - 3:12
07. The Lake - 5:21
08. Night Flight - 2:09
09. Velvet Shadow - 1:44
10. Phoenix - 3:30
11. Aliante - 3:52
12. Cantilena - 4:03
13. L'acrobata - 1:45


MUSICISTI:

Gigi Venegoni - chitarre acustiche ed elettriche, Venegonimelloron, percussioni e basso, 
Giovanni Vigliar - voce, violino, batteria
Max Bertola- voce, basso, chitarre
Claudio Montafia - flauto, chitarra


"Tilt (Immagini per un orecchio)" è quel capolavoro degli Arti & Mestieri, il loro disco di esordio che noi tutti conosciamo e amiamo. Pubblicato nel lontano 1974 dalla Cramps, rappresenta una tra le massime espressioni del cosiddetto progressive jazz-rock. Ma la storia del gruppo inizia un po' di tempo prima, nel 1972-1973, con una serie di registrazioni che il chitarrista Gigi Venegono ha estratto dai sui archivi per farle confluire su un CD pubblicato dalla Electromantic Music nel 2006. Per saperne di più riporto fedelmente le liner notes contenute nella copertina interna, redatte dallo stesso Gigi Venegoni.


"Ante Tilt è una raccolta di brani realizzati negli anni (72/73) antecedenti alla pubblicazione di Tilt con la partecipazione di alcuni musicisti, tra i quali Giovanni Vigliar, con cui suonavo prima che entrambi entrassimo a far parte di A&M. Le registrazioni vennero effettate utilizzando due registratori stereo (un Revox A 77 ed un Tascam) riversando le registrazioni tante volte quante erano le sovraincisioni che volevamo effettuare. Un sistema, per intenderci, con il quale George Martin aveva realizzato Sgt. Pepper's dei Beatles, utilizzando un registratore a quattro tracce nel 1967. Il tutto registrato nella mia camera da studente fuori corso, dove erano ammonticchiati amplificatori, microfoni, chitarre, bassi, percussioni, registratori e mixer, senza alcuna insonorizzazione e combattendo con il rumore di auto, sirene ed aerei che transitavano fuori dalla mia finestra". 


Premetto che, fatta eccezione per una primissima versione di "Gravità 9.81" e di qualche passaggio di "Dark Waves", nessuno di questi demo troverà posto negli album ufficiali degli Arti & Mestieri. Da notare che 12 tracce sono risalenti al periodo 72-73, mentre The Lake, caso unico, è stata registrata nel 2006 per essere inserita in questa compilation. 
Rispetto agli standard degli A&M le musiche sono praticamente irriconoscibile: qui ci si perde tra chitarre acustiche, assoli sovraincisi di chitarra elettrica, percussioni, flauti, violini, tastiere sognati, cori fiabeschi. Suoni onirici e molto crimsoniani. Oserei dire commoventi. Anche la formazione da lì ad un anno cambierà di molto: solo Venegoni e Vigliar confluiranno nei nascenti Arti & Mestieri. "Ante Tilt", lo dice il nome stesso, ha sicuramente un valore storico che ci permette di entrare nei suoni embrionali  degli A&M, quando ancora non sapevano di esistere né quale strada avrebbero percorso. Piccola curiosità: per emulare il Mellotron che la band non poteva ancora permettersi (costava carissimo), venne utilizzato un organi Farfisa con effetti di phasing ed eco, denominato VenegoniMellotron. Semplicemente geniale. Ne parlerà Gigi più avanti. 


Ed ora esaminiamo le caratteristiche delle 13 tracce, così come uscite dalla penna di Gigi Venegoni (che - come da lui riferito - ha dovuto scavare non poco nella sua memoria).

1- Land Of Trees - questa piccola suite (ndr - quasi 10 minuti di durata) è composta da frammenti - interpretati da me, Vigliar e Bertola - di un progetto intitolato "Queen Time and Queen Eternity" Una sorta di opera rock che descriveva la vita di potenti ed umili in un antico regno immaginario. Non venne mai terminata.

2 - La Marcia - chi ama gli A&M conosce le note di Gravità 9.81 in un arrangiamento minimalista.

3 - Dark Waves - brano d'origine di uno dei temi contenuti in Articolazioni, la lunga suite pubblicata sul lato B di Tilt. Presenti chiare influenze di uno dei miei massimi miti chitarristici di quei tempi, Robert Fripp.

4 - Via De Amicis - dovendo titolare brani inediti ho scelto di dedicare questo all'indirizzo della Cramps che pubblicò i dischi storici di A&M. L'emozione di entrare nella prima casa discografica che ci prese sul serio fu indescrivibile. Un caro ricordo al nostro discografico Gianni Sassi che non c'è più. Notate la presenza di temi e sonorità che sarebbero diventati segni distintivi di A&M.

5 - Remember The Giant - ovviamente un doveroso omaggio ai beneamati Gentle Giant Notate una bella interpretazione di Claudio Montafia al flauto con dedica finale al genio di Claude Debussy.

6 - Sunrise Sonata - un brano per sola chitarra e VenegoniMellotron, un organo Farfisa talmente pasticciato con eco e phaser da ricordare il suono del Mellotron (che non potevamo permetterci!!)


7 - The Lake - unico brano realizzato nel 2006 appositamente per questa raccolta Una melodia che avevo in serbo da tre anni e che ho sviluppato per questa speciale occasione suonando tutti gli strumenti. Ovviamente il sound è ispirato a quello che facevamo "prima di Tilt".

8 - Night Flight - un brano realizzato con due tracce di acustica Yamaha e due tracce di elettrica frippertronica. Aggiungete il VenegoniMellotron, la batteria suonata da Vigliar e il basso da Bertola ed ecco un ottimo "volo notturno".

9 - Velvet Shadow - una specie di jam session, anche questa molto crimsoniana, con batteria, basso con abbondante wah-wah e la mia chitarra.

10 - Phoenix - Montafia al flauto, Bertola al basso e alla batteria, varie acustiche ed elettriche 

11 - Aliante - come Night Flight era uno dei miei tentativi di sonorità "aperta" che cercavo di creare miscelando chitarre acustiche ed elettriche in atmosfere che non hanno più avuto seguito nei miei successivi dischi. Notate la parte di basso suonata da Bertola chiaramente ispirato da McCartney. 

12 - Cantilena - antesignano di certo minimalismo che avrebbe avuto gran seguito in USA. Anche qui un solo molto influenzato da certi free flights del grande Robert Fripp. 

13 - L'acrobata - uno strano tema composto da riff minimali in successione, con sovraincisioni di violini e batteria, registrata, quest'ultima, nella cantina di Vigliar (ndr - scusate, ma l'incedere di questo brano, purtroppo molto breve, mi riporta direttamente alla storica Mahavishnu Orchestra di McLaughlin, Cobham, Goodman e soci. Splendido).


Fin qui abbiamo ascoltato i primi "esperimenti sonori" Ante Tilt. Bisognerà attendere la fine del 1973 per vedere nascere a Torino gli Arti & Mestieri veri e propri, fondati dall'ex batterista dei Trip Furio Chirico, insieme a Gigi Venegoni, Giovanni Vigliar, Arturo Vitale, Marco Gallesi e Beppe Crovella. Da lì in avanti è storia. La band, come ben sappiamo, ha alle spalle una lunga e articolate discografia culminata, al momento, con "D-Brane", l'ultimo grande album pubblicato nel 2025. Con questo ho concluso. Vi lascio augurandovi buon ascolto. 

Arti & Mestieri 1974


Post by George

lunedì 20 giugno 2022

Mosaic - 1995 - Miniatures


TRACKLIST:

01. White Horse in a Foggy Day - 1:42
02. Al ruscello - 1:13
03. Coloro la pioggia - 1:00
04. Valzer 70 - 1:08
05. 'L cartè - 2:47
06. Unbrellas - 2:32
07. Giant Book - 1:19
08. Plasticity - 1:10
09. Ridammi la mano - 2:06
10. 1994 - 1:27
11. Late Night Polka - 1:30
12. Morning in Ocober - 1:26
13. Largo for Mellotrons - 1:20
14. Nicht zu schnell - 1:45
15. L'illustration - 2:06
16. Red Car - 1:30
17. In November - 1:57
18. Gentle Ways - 2:19
19. Narrano - 1:54
20. Egg and Dart - 1:25
21. That Friday - 1:27
22. Stormy - 1:06
23. Young Painter - 1:31
24. Due cuori - 2:07
25. Fonte - 1:24
26. Figure 8 - 1:42
27. Scherzo for Mellotrons - 1:14
28. Rain in the Wood1:49
29. Arabian Area - 1:10
30. Piazza - 1:08
31. Vista - 1:18
32. The Mask - 1:42
33. 33° Broken Suspence - 2:03
34. Cavalcando en un raton - 1:32
35. Beyond Those Pages - 1:12
36. A New Design - 2:42
37. In The Old Church - 2:02
38. Il ballo del saggio - 1:25
39. Reverdecerà - 2:07
40. Mosaicouverture - 1:54


Chi si cela dietro questo gruppo fantasma, autore di un solo album, per l'appunto questo "Miniatures" pubblicato dalla Vinyl Magic nel 1995? Proprio lui, quel Beppe Crovella, nostra vecchia conoscenza, già fondatore degli Arti & Mestieri e autore di alcuni notevoli dischi da solista. Crovella registrò nel Synergy Studio di Colombaro di S. Sebastiano Po, queste 40 tracce, un numero esagerato se vogliamo, ma con la particolarità che ognuna di esse supera a malapena i due minuti e mezzo.  Potrebbe sembrare a prima vista un album di library music, da utilizzare per qualche sonora sonora. E difatti potrebbe essere benissimo finalizzato per questo scopo. Ma lo spirito che pervade l'album e che probabilmente era nella mente di Beppe è invece quello di farci assaporare un vasto campionario di brevi brani prog, delle miniature per l'appunto, che riportano alla memoria giganti del passato quali Gentle Giant, Genesis, King Crimson. Le tastiere di Crovella sono elegantemente presenti ovunque, vero motore e tappeto sonoro dell'intero album. Per cogliere l'essenza di questo lavoro vi riporto le parole dello stesso Crovella (in inglese) contenute nel booklet. 


"In Composing this album I've followed the idea of undertaking an exciting adventure in creating brief"progressive"composition,with birth,development and end in a very short time: the equivalent of a miniature, that's a complete picture, well defined in every detail, in a small space. At the same time I've felt the need of expanding some of my musical frontiers,using musical tools and moods in a way I have never tried before, without forgetting,as always, to put feeling before tecnique,emotions behind the notes. Theapproach to these 40 compositions was that every one of them should have its peculiar identity,sometime similar,other times completely different, to all the others. 


It's been a very long work,that took a great amount of time and I'd like to thank all the artists that contributed to it: from the vocal parts of Lalli, a singer from the Italian underground movement of the 80/90, to Miguel Angel Acosta a folk singer from Argentina,who contributed lyrics o n"Reverdecerà",and to his "dreamin" son Lautaro; from the drumming of ex-companion in "Arti&Mestieri", Furio Chirico, to the drum parts of Charlie Morgan,Clyde Stubblefielf and Christen Jansson and Armando Borg on percussion: from the distorted guitar of Fabrizio Fratucelli, to the heartbeats of Coralie Rapa and Andrea Grosso;from the lyrics of italian poet Maurizio Perosa (with a tune in "Piemontese", my dialect) to the painter Pier Giuseppe Ocleppo, with his great ability to portray my mental images and expand them with his sensitivity; from my collaborator in Synergy, Mauro Loggia, always there to do the right thing at the right time, to Mr. Imago,Franco Vassia, the final scene-painter of the package of my progressive albums. I played all keyboards and sampled instruments".
Buon ascolto


LINK

Post by George

lunedì 30 agosto 2021

Beppe Crovella: solo projects vol. 2 - Hammond Homage 1: Lucio Battisti (1992) & Earth Voices (1998)

 

Eccoci giunti al secondo capitolo della mini serie dedicata  a Beppe Crovella, ex tastierista degli Arti e Mestieri e autore di una ricca discografia solista. Stiamo procedendo in ordine cronologico: dopo il post che ha visto come con protagonista il primo album del 1992, "Kings of Clubs", ecco sul piatto i due dischi successivi, "Hammond Homage 1: Lucio Battisti", uscito sul finire del 1992 e "Earth Voices" del 1998, registrato insieme a Daryl Smith. Questa operazione si è resa possibile grazie al contributo fondamentale di due amici della Stratosfera, Gaetano Simarco (che ha inviato i file di Hammond Homage") e Albe (che ha inviato quelli di Earth Voices).  Grazie ad entrambi. Sono certo che riusciremo ad arricchire nelle prossime settimane la discografia di Crovella, anche a seguito di ulteriori contributi ricevuti sia dai due amici appena citati che dal grande Osel.  Passiamo all'analisi dei due CD. 

Beppe Crovella - 1992 - Hammond Homage 1: Lucio Battisti


TRACKLIST:

01. Il tempo di morire
02. Non è Francesca
03. 10 ragazze
04. Un'avventura
05. Emozioni
06. Dolce di giorno
07. Ancora tu
08. Nel sole nel vento nel sorriso nel pianto
09. 29 settembre
10. La canzone del sole
11. E penso a te
12. Sole giallo sole nero


MUSICISTI:

Beppe Crovella - organo Hammond, piano, mini Moog, mellotron
Slep (Franco Sciancalepore) - chitarra in 6,8 - dobro
Franco Rivagli - chitarra in 1,3,4,7,10
Giovanni Faga - basso in 3,10
Mark Shulman - batteria in 1,4,6,11
Frank Gambale - chitarra loops in 9
Akil Vemusa - basso loops in 1
Sax and Brass Machine

Non ho mai nascosto il mio amore per il suono dell'organo Hammond e non posso che essere grato a Beppe Crovella per la doppietta di CD pubblicati nel 1992, "Kings of Clubs" in primis e questo "Hammond Homage 1" con i rifacimenti del brani più celebri di Lucio Battisti. Musica solare, un ensemble di musicisti affiatati che ci regala non poche emozioni. l'Hommage 1 è rimasto però un episodio isolato. Sicuramente era volontà di Crovella omaggiare qualche altro cantante o musicista, ma il progetto è rimasto nel cassetto. Da qui in poi Beppe Crovella cavalcherà altri stili e altri generi musicali, evidenziando la sua maturazione artistica e il desiderio di percorrere altre strade, ad iniziare dalla prova successiva del 1998. 

Beppe Crovella & Daryl Smith - 1998 - Earth Voices


TRACKLIST:

01. Fluting, Floating And Flowing - 5:14
02. Boomeria - 5:25
03. Cloudsurfer - 5:06
04. Ambrosia Tango - 4:07
05. Functions - 6:19
06. A Love Song - 4:34
07. Memories Of The Unknown Soldier - 3:53
08. Sunset March - 2:58
09. If Red Is Out I'll Look For Blue - 2:49
10. Solo In The Crowd - 5:59
11. Noon Light Serene Aid - 4:28
12. Mysterious Strategy - 4:02
13. Ambientuba - 1:59
14. Funtastiska - 3:59
15. Cloudsurfer - 1:58


MUSICISTI:

Beppe Crovella - keyboards, synthesizer
Daryl Smith - tuba, euphonium


L'altra faccia di Beppe Crovella, che nulla a che vedere con i precedenti lavori. Qui i suoni e le atmosfere cambiano radicalmente. Per dare voce ai "suoni della terra" Beppe si fa accompagnare da Daryl Smith, suonatore di tuba, membro dell'Ensemble Modern, un gruppo tedesco composto da una miriade di musicisti che nel suo carnet vanta la collaborazione con Frank Zappa negli album "The Yellow Shark (live)", "Civilation Phase" e "EIHN (Everithing Is Healing Nicely". Beppe Crovella e Daryl Smith sono soli in studio e creano 15 brani di forte intensità a cavallo tra ambient, free, progressive ed elettronica. Un Beppe Crovella poliedrico, che non finisce mai di stupirci e che conferma la sua versatilità e la sua  grande capacità di affrontare generi e temi stilisticamente posti agli antipodi. Si tratta di un lavoro di non facile ascolto, che richiede una certa attenzione. Il disco, pubblicato dall'etichetta di Crovella nel 1998, la Electromantica Music, è stato registrato negli studi della stessa etichetta, nei pressi di Torino. Ascoltatelo e fatemi sapere cosa ne pensate. 
Un ultimo ringraziamento a Gaetano e ad Albe. E' tutto, vi auguro buon ascolto.


LINK "Hammond Homage 1: Lucio Battisti" 
LINK "Earth Voices"

Post by George
Music by Gaetano Simarco (Hammond Homage) & Albe (Earth Voices")


domenica 6 giugno 2021

Marcello Capra - 2011 - Fili del tempo

 

TRACKLIST:

01. Dreaming Of Tinder
02. Fili del tempo
03. Astor
04. I'm So Glad
05. Standby
06. Irio
07. Procession
08. Un sogno lucido
09. Danzarella
10. For Tibet


FORMAZIONE:

Marcello Capra - chitarra
Beppe Crovella - tastiere
Silvana Aliotta - voce


Questo disco mi ero ripromesso di postarlo allo scadere dei 10 anni, visto che è stato pubblicato dalla Electromantic nel 2011. L'amico Osel (che ringrazio) qualche giorno fa mi ha inviato i file e così ho deciso di condividere con voi questo bellissimo disco, l'ultimo, in ordine di tempo, della carriera solista di Marcello Capra. Per l'occasione l'ex chitarrista dei Procession ha raccolto intorno a sé un paio di artisti del circuito musicale torinese, Beppe Crovella, ex tastierista degli Arti e Mestieri e Silvana Aliotta, ex cantante dei Circus 2000. Quasi una sorta di "supergruppo", come andava di moda negli anni '70. La Aliotta ha ancora una voce di tutto rispetto (ascoltatela nella cover di I'm So Glad) mentre la chitarra del maestro Marcello Capra dialoga egregiamente con le tastiere (Hammond in primis) di Beppe Crovella. Il disco ha ottenuto buone recensioni. Ve ne propongo due: la prima dal web music magazine "Sound33" (qui), la seconda dal sito "L'isola della musica italiana" (qui).
Il giudizio finale, naturalmente, spetta a voi. Vi aspetto nei commenti.
Buon ascolto



Post by George - Music by Osel

lunedì 17 maggio 2021

Beppe Crovella: solo projects vol. 1 - 1992 - Kings Of Clubs

 

TRACKLIST:

01. Gimme a Chance (2:29)
02. Black, White and Blue (3:21)
03. The Turtle (3:26)
04. Kings of Clubs (2:53)
05. Destination Everywhere (2:52)
06. Night Shuffle (3:42)
07. Don't Play with Fire (3:21)
08. Soul Meeting (2:56)
09. Full Moon Blues (4:00)
10. Flowers (2:38)
11. Remember the Feeling (2:08)
12. Beppe's Blues (2:03)
13. Neon Nights (2:06)
14. Aura (2:14)
15. Nothing Can Stop Me Now (2:20)


MUSICISTI

Beppe Crovella - Hammond, Piano
Elio Rivagli - Drums (1-6, 8, 9, 11-15); Percussion (2)
Giovanni Faga - Bass (1-6, 8, 9, 11-15)
Slep - Guitars (2, 6-7, 9-11)
Franco Rivagli - Guitars (3-4, 8, 11, 13)
Mario Petracca - Guitars (3, 5, 12, 15)
Enrico Cresci - Guitars (14)
Antonio Santoro - Flutes (2, 10, 13-14)
Gigi Mucciolo - Trumpet, Flugelhorn (1-3, 5, 13, 15)
Gian Franco Marchesi - Trombone (1-3, 5, 13, 15)
Piero Vallero - Sax (1-3, 5, 13, 15)
Guido Guglielminetti - Bass (7, 10)
Beppe Canavero - Drums (7, 10)
Lello Bellarte - Percussion (3, 7-8, 10-11)


Amate il suono dell'organo Hammond? Vi piacciono, come nel mio caso, Brian Auger, Booker T Jones & company? Bene, qui potrete ascoltare un grande Beppe Crovella, distante anni luce dai suoni del suo gruppo madre, gli Arti & Mestieri, alle prese con l'Hammond, questo fantastico strumento dal timbro unico e inconfondibile. Beppe Crovella, tra i fondatori del celebre gruppo torinese di jazz-rock-prog, Arti & Mestieri, al fianco di Furio Chirico, Gigi Venegoni e Marco Gallesi, suonò le tastiere nei primi due album, "Tilt" (1974) e "Giro di valzer per domani" (1975) e in "Murales" del 2001. Nel 1992, accompagnato da una nutrita schiera di musicisti, entrò in sala per registrare questo suo primo album solista, un gioiellino, pubblicato dalla Synergy Records, sia in versione vinile che in versione CD. Il vinile propone un brano un più, Destination Everywhere, che trovate nella versione qui postata. 


I brani ci riportano direttamente agli anni '60: oltre a Beppe Crovella, impegnato all'organo Hammond, troviamo ben quattro  chitarristi che ci propongono un suono simile a quello della magica chitarra di Steve Cropper. Ho titolato questo post come vol. 1, dal momento che l'amico Osel mi ha già inviato un suo contributo che pubblicheremo a breve. La discografia solista di Beppe Crovella ( a suo nome) è composta da ben 8 album, in un periodo compreso tra il 1992 e il 2013. Richiesta ai naviganti: se possedete "Hammond Homage 1: Lucio Battisti" (1992), "Earth Voices" (1998) e "Pianovagando" (2007) siete pregati di farvi vivi. "What's Rattin' On The Moon", omaggio di Osel, è già in dirittura d'arrivo. I brani di questo album ve li offro sia in estensione flac che mp3. 
Buon ascolto


LINK (flac part 1)
LINK (flac part 2)
LINK (mp3)

Post by George

mercoledì 14 ottobre 2020

Serie "Bootleg" n. 315 - Torino, Teatro Nuovo, 13 marzo 1974: a night with Arti e Mestieri & Premiata Forneria Marconi

 Opening Act: Arti e Mestieri


TRACKLIST (in one file)

01. Gravità 9,81
02. In cammino
03. Farenheit
04. Articolazioni 
05. xxx


FORMAZIONE:

Gigi Venegoni - chitarra, synth
Beppe Crovella  - tastiere
Giovanni Vigliar - violino, voce, percussioni
Arturo Vitale - sax, clarinetto, vibrafono
Marco Gallesi - basso
Furio Chirico - batteria, percussioni


Questo post racchiude l'intera serata che si svolse in quel lontano 13 marzo 1974 nel Teatro Nuovo di Torino. Protagonisti: gli Arti e Mestieri come opening act e la Premiata Forneria Marconi come gruppo di punta. Il bello è che io ero presente a quella infuocata serata. Ero un po' piccolino, ma ricordo un Teatro Nuovo stipato all'inverosimile e, soprattutto, ricordo la grande performance degli Arti e Mestieri a cui toccò il compito di aprire la scena. Questa rara registrazione, prima assoluta sul web, me l'ha "passata" l'amico e collaboratore Marco Osel e fa parte di una serie di nastri ritrovati che lo stesso Osel  ha digitalizzato per la gioia di noi appassionati. Io invece, vai a capire il perché (probabilmente avevo con me una sola cassettina C90) non registrai il concerto degli Arti e Mestieri limitandomi, si fa per dire, a immortalare la sola PFM. Persa la cassetta non so come, ho ritrovato un po' di anni fa il concerto nella sua integrità sul web (ora pare scomparso) e così la mitica serata è stata ricostruita. 


Il concerto iniziò, come accadeva allora sempre ed inesorabilmente, con grande ritardo. E fu così che gli Arti e Mestieri dovettero restringere lo show in appena 28 minuti. Inutile sottolineare che abbiamo la possibilità di ascoltare uno dei primi concerti del gruppo torinese, nella storica prima formazione. 
Proprio nel 1974 la band iniziò la sua carriera grazie al sostegno di due figure chiave in quel periodo quali il manager Franco Mamone e il discografico Gianni Sassi della Cramps Records. Nel mese di giugno parteciparono al Festival di Re Nudo, al Parco Lambro di Milano e, sempre nello stesso anno, pubblicarono il loro primo album, quello che ancora oggi resta uno dei capolavori del progressive rock italiano, ovvero "Tilt (Immagini per un orecchio)". Nel frattempo iniziarono un lungo tour nei teatri italiani, prima come supporter della PFM (è il caso nostro). quindi dei Gentle Giant e degli Area,
Il concerto qui presentato ripropone gran parte dei brani compresi in "Tilt", in chiave però più "rough". Furio Chirico è un torrente di suoni, instancabile dietro al suo mare di tamburi. Sentite cosa riescono a produrre in questi 28 minuti. Se ben ricordo l'entusiasmo dei presenti per gli Arti e Mestieri superò addirittura quello riservato alla Premiata Forneria Marconi. 
Ho cercato di migliorare un po' la registrazione iniziale inviatami da Osel, equalizzando i suoni. Ne esce un documento dalla discreta qualità sonora e, soprattutto, dall'indiscutibile valore storico. 
Grazie Osel per questo bellissimo regalo.


Main Attraction: Premiata Forneria Marconi


TRACKLIST:

01. L’isola di niente
02. Is My Face On Straight
03. Mr. 9 Till 5
04. River of Life
05. Guitar solo / Dolcissima Maria
06. La luna nuova
07. Celebration
08. La carrozza di Hans
09. Impressioni di settembre


FORMAZIONE:

Franco Mussida – chitarra, voce
Patrick Djivas – basso, voce
Flavio Premoli – tastiere, voce
Mauro Pagani – flauto, violino, voce
Franz Di Cioccio – batteria, percussioni, voce


Ed ecco entrare sul palco del Teatro Nuovo la PFM, tutta proiettata verso la scena musicale internazionale, dopo la registrazione della versione inglese de "L'isola di niente" avvenuta a Londra nel 1974. "The World Became The World" fu lanciato dalla Manticore sul mercato statunitense e dal mese di luglio dello stesso anno il gruppo partì per un primo lungo tour di 50 date negli Stati Uniti e in Canada (al fianco di Peter Frampton) dove ottenne un clamoroso successo. Dal tour, come ben sapete, venne tratto il live "Cook" (in Italia "Live in USA").


Il concerto di Torino, impreziositi dalle front e back cover realizzate a suo tempo dall'amico Danilo Jans, si apre con la title track del nuovo disco seguita dalla splendida "Is My Face On Straight". "River of Life" e "Celebration" provengono da "Photos of Ghosts". "Dolcissima Maria" è introdotta da un virtuosismo chitarristico ad opera di Francone Mussida. ll finale spetta ai due classici "La carrozza di Hans" e "Impressioni di settembre". Un grande concerto ancora assente sulla Stratosfera, con una qualità di registrazione piuttosto buona. Ho appreso da Discogs che questo live act è stato pubblicato in CD dalla Blue Café nel 2013 (pare non ufficialmente) per il solo mercato giapponese. Con questo è tutto. Speriamo che questa grande e storica serata sia di vostro gradimento. Non vi resta che passare all'ascolto.


LINK Arti e Mestieri

Post by George - Music by Osel & George