TRACKLIST:
01. London's Diary
02. Pygmy Twylyte
03. Vacuum
04. My Favorite Things
05. Deira
06. Mandala Bay
07. Eternal Hate
08. Riders on the Storm
09. And So Do I
10. Cristallo
11. November in Vegas
FORMAZIONE:
Eugenio Mirti - chitarra acustica
Andrea Quaglino - chitarra elettrica
Ivan Nirta - chitarra elettrica
Michele Anelli - contrabbasso
Paolo Inserra - batteria
Ale Muner - tromba
Chiara Onida - voce
"Ropa 11 è un progetto musicale nato a Torino nell’autunno del 2005 le cui coordinate artistiche individuano una combinazione tra l’energia del rock (classic, grunge, avanguardia) e il groove dell’improvvisazione jazz, contemporaneo e modale. Il colore principale della band è costituito dal suono caldo delle chitarre: il risultato è un jazz/rock che rimanda agli anni ’70 più che accomunarsi alla fusion del decennio successivo e che alterna momenti di calma acustica a distorsioni aggressive, sopra il rapido swing della sezione ritmica.
Eugenio Mirti
Dopo aver inciso il primo album (Infrangibile - 2006) e aver partecipato a vari festival in Italia, i Ropa 11 hanno presentato il loro lavoro negli USA con un mini-tour. Da quella esperienza, da quei paesaggi, da quel viaggio, sono sorte le ispirazioni per i nuovi brani, che sono confluiti su CD nel 2008 con il titolo “Mark III”, lavoro che ha ottenuto ottimi riscontri. In contemporanea all’attività live, i Ropa 11 hanno registrato le undici tracce che vanno sotto il titolo di “Amazing Stories”, pubblicato per la Pus(h) In Records nell’aprile 2010". E qui, per quanto ne so, termina la loro carriera musicale.
Decisamente interessante quanto riportato da "All About Jazz" che inizia dalla copertina: "
Il bel Revox vintage che campeggia in copertina ci riporta inevitabilmente agli anni settanta e quello è il mondo che i Ropa 11 vogliono frequentare e approfondire, senza negarsi spruzzate di contemporaneità, specialmente nell'uso della voce di Chiara Onida e negli arrangiamenti delle sezioni più vicine al pop".
"Ce lo conferma la musica con la trilogia iniziale che mischia due brani originali attorcigliati a sandwich con una cover di Frank Zappa per poi proseguire con una improbabile versione light di "My Favorite Things". Tra le cover spicca una "dilatata e impalpabile" versione di "Riders on the Storm" degli epici Doors (sfido chiunque a riconoscerla - ndr). Il tutto scorre via fra climi rock e interferenze jazzistiche, senza mai dare la sensazione di raggiungere un punto di equilibrio 'centrale' al progetto. La tromba di Ale Muner sta al centro degli arrangiamenti e attorno a lei ruotano le due chitarre, con il sostegno di una ritmica bella tosta. Lo straniamento temporale è assicurato ma non è ben chiaro se questo era l'effetto complessivo che il gruppo voleva raggiungere".
E qui ci salutiamo. Un ultimo grazie a Osel e a voi tutti auguro buon ascolto.
Paolo Inserra
Post by George - Music by Osel