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giovedì 21 maggio 2026

RADIO TAXI - THE PROG SIDE OF THE MOOG (puntata del 19 maggio 2026)


Trasmissione andata in onda martedì 19 maggio 2026

Cari amici, prosegue senza sosta e con regolarità la nostra collaborazione con Radio Panda e con la trasmissione "The Prog Side of The Moog" condotta dal nostro grande Frank-One. Non perdiamocela.
Buona ascolto



Post by George & Frank-One

mercoledì 20 maggio 2026

Serie "Just One Record" - Eclisse - Mercury and Sulfurus (CD, 2000)

 

TRACKLIST:

01. Mercury and Sulfurus - 6:48
02. A New Eden  - 4:28
03. The March To... - 5:43
04. Volti sospesi - 4:05
05. Through The Meadows - 10:13
06. Face In The Mirror - 6:56
07. Lovers Whisper Secretly - 5:43
08. La via deserta del Sud Est - 4:15
09. Welcome To Our Show - 6:30
10. Turbamenti di uno gnomo - 4:42
11. La porta nera - 4:57
12. La signora del tempo - 6:12


FORMAZIONE:

Alessio Guerriero - chitarra, basso, voce
Andrea Picciau - tastiere, piano, sequencer
Roberto Diomed - bateria

con
Massimo Monagheddu - basso in “Volti sospesi”
Nicola Orrù - tastiere in “A new Eden”, “Welcome to our show”, “La porta nera” e
 “La signora del tempo”
Sandro Sanna - percussioni in “La via deserta del Sud Est”
Stefano Deidda - violino in “La via deserta del Sud Est”
Yuri Orrù - coro in “A New Eden” e “La porta nera”


BREVE PREMESSA by GEORGE

Diciamo subito che tutto il merito per la realizzazione di questo bellissimo post va ai miei cari amici Cimabue e Frank-One. Il nostro CMB, "folgorato" dall'ascolto degli Eclisse nel corso della trasmissione radiofonica settimanale "TPSOTM" di Frank-One. ha subito richiesto i file a quest'ultimo e ha preparato il post in un batter d'occhio. Scherzi a parte, questo cammino a braccetto fra il blog e la trasmissione sta dando ottimi frutti. Molti brani trasmessi (parlo di quelli italiani, naturalmente) ho visto che appartengono ad album già presenti sulla Stratosfera e offrono così l''opportunità agli ascoltatori di risentire l'album per intero (nel caso di link inattivo chiedeteci pure il re-upload); altri - come nel caso in oggetto - sono assenti sul blog ed è quindi un vero piacere scoprirli e successivamente pubblicarli. Ho inserito questo album nella serie "Just One Record" perché col nome "Eclisse" è l'unico CD registrato dalla formazione sarda. Ringrazio ancora i due sodali amici e passo subito la parola al nostro Cimabue.

POST by CIMABUE

Direttamente dalla trasmissione “The Prog Side of the Moog” - divenuta un vero e proprio spin-off del blog - ecco a voi l’album d’esordio degli Eclisse, band cagliaritana di neo prog con una storia quantomeno singolare. Ma prima di tutto, doveroso il ringraziamento al sodale amico e collaboratore Frank-One che ci ha fornito i file (by request come direbbero gli anglosassoni) l’indomani della messa in onda su Radio Panda. Grazie davvero… ma attento che l’appetito (musicale) vien mangiando e temo sarai “disturbato” anche in divenire.
La band, formatasi presumibilmente sul finire degli anni ’90, si presenta con una formazione base condotta da Alessio Guerriero (chitarrista, bassista, vocalist, e principale compositore) affiancato dal tastierista e coautore Andrea Picciau e dal batterista Roberto Diomedi. Per la realizzazione dell’opera prima il combo si avvale della preziosa collaborazione di Nicola Orrù (tastierista e coautore in quattro brani), di Andrea Murgia (ingegnere del suono) e dell’artista Alessandra Murgia (copertina), oltre che di numerosi ospiti in fase di realizzazione a completare una formazione allargata che conferisce all’album una varietà timbrica molto interessante.


A dispetto della cover fiabesca (ad eccezione di un paio di brani) il gruppo propone una musica a forte trazione chitarristica, con belle ed efficaci tastiere in contrappunto, su una base ritmica senza fronzoli a sostenere il tutto. Calda e matura la voce di Alessio Guerriero che a tratti ricorda quel Derek William Dick (in arte Fish) dei primi Marillion. L’idioma inglese, infatti, la fa da padrone, ma in scaletta c’è posto anche per la strumentale “Volti sospesi” e per una parte finale tutta italiana, in cui spicca l’acustica “La via deserta del sud est” che più di tutti gli altri brani rimanda alla splendida copertina. 
Il disco è stato registrato presso il Red Studio di Cagliari, edito da Arcontes e distribuito dall’Associazione Immagini e Musica. Un disco che credo incontrerà i favori della frangia più “romantica” dei fruitori del blog.


Dopo questo bellissimo esordio, la band cambia nome in Yleclipse e come trio pubblica “Prime Substance” nel 2003; quindi, sempre a nome Yleclipse, consolida la formazione con due nuovi innesti (Andrea Iddas al basso e Federico Bacco a rilevare Roberto Diomedi dietro ai tamburi) e dà alle stampe “Opus” nel 2005 e “Trails of Ambergis” nel 2008. Partecipa alla compilation “Recital for a Season’s End (A tribute to Marillion) - edita nel 2010 dalla Mellow - con una cover della celeberrima “Market Square Heroes”. L’ultima pubblicazione “Song from the Crackling Atanor” risale al 2012. Tutte le pubblicazioni presentano le inconfondibili, affascinanti ed evocative copertine.
È tutto. Buon ascolto, un caro saluto e alla prossima.



Post by Cimabue - Music by Frank-One (with a little help by George)

giovedì 14 maggio 2026

giovedì 30 aprile 2026

lunedì 27 aprile 2026

Folkaldo - Shakidu / Vecchio uomo (45 giri, vinile, 1972)


TRACKLIST:

01. Shakidu (lato A)
02. Vecchio uomo (lato B)


E' piuttosto infrequente che la Stratosfera pubblichi un 45 giri (abitualmente li inserisco come bonus track), ma ci possono essere delle eccezioni. Nel caso in oggetto si tratta di un 45 giri raro, da tempo presente nella nostra wishlist, che finalmente vede la luce. Un enorme GRAZIE va al mio sodale e storico amico Frank-One che ha scovato questo singolo nei meandri della sua collezione di vinili. Grazie a nome di tutta il team della Stratosfera.
Veniamo al dunque. Shakidu venne pubblicato dall'etichetta Help! nel giugno del 1972 e dietro al misterioso Folkaldo (chiaramente uno pseudonimo). si nascondeva Aldo Parente. Quest'ultimo, nel 1974, utilizzò un altro pseudonimo, Franco Maria Giannini, con il quale registrò il 33 giri "Affresco" (lo trovate sulla Stratosfera).  Parenti iniziò la sua carriera di musicista (suonana la chitarra) negli anni '60, prima con I Baronetti e successivamente, nel 1970, con gli 0Under 2000 (3 singoli all'attivo). Poi la svolta prog con il sopracitato "Affresco". "Shakidu", al di là della rarità, è una canzoncina pop senza lode né infamia. Sulla falsariga il lato B, "Vecchio uomo". Un cimelio dal passato. Buon ascolto. 


LINK

Post by George - Music by Frank-One

venerdì 24 aprile 2026

giovedì 16 aprile 2026

RADIO TAXI - THE PROG SIDE OF THE MOOG (puntata del 14 aprile 2026)


Trasmissione andata in onda martedì 14 aprile 2026

Cari amici, questa settimana la trasmissione è andata in onda regolarmente, superato il problema tecnico della scorsa settimana a Radio Panda che aveva impedito il regolare svolgimento della puntata. Scusandoci per il disguido, vi auguriamo buon ascolto.



Post by George & Frank-One

venerdì 3 aprile 2026

RADIO TAXI - THE PROG SIDE OF THE MOOG (puntata del 31 marzo 2026)

 

Trasmissione andata in onda martedì 31 marzo 2026

Cati amici, vi auguro buon ascolto e soprattutto vi auguro 
Buona Pasqua.

La Stratosfera riaprirà i battenti il 7 aprile



Post by George & Frank-One

giovedì 26 marzo 2026

martedì 24 marzo 2026

RADIO TAXI - PUNTATA SPECIALE DEDICATA A DONATELLA BARDI (18 marzo 2026)


Trasmissione andata in onda mercoledì 18 marzo 2026
Speciale Donatella Bardi

DOVEROSA INTRODUZIONE

Oltre all'appuntamento settimanale con "The Prog Side of the Moog", che va in onda in diretta su Radio Panda FM 96.3 tutti i martedì (e che noi riproponiamo sulla Stratosfera qualche giorno dopo) il nostro amico Frank-One / Ubi conduce una seconda trasmissione, "Radio Taxi", che va in onda il mercoledì sera dalle 21,00 alle 22,30, sempre in diretta. Come ho già detto allo stesso Frank-One, voglio mantenere il giusto equilibrio nell'inserimento di trasmissioni radiofoniche sul blog. Vi possono essere però puntate tematiche, definiamole così, che per interesse, completezza e precisione, non possono mancare su queste pagine. Nella fattispecie, mercoledì scorso (era il 18 marzo) Frank-One dedicò una intera puntata a Donatella Bardi e, parzialmente, al fratello Lucio. Due grandi artisti, in particolare Donatella che purtroppo ci la lasciati molti anni fa (era il 13 dicembre 1999). A questo proposito forse qualcuno di voi ricorderà il post realizzato da Frank-One nel 2017, proprio  dedicato a Donatella. Si trattava di un lavoro monumentale, molto accurato, che riscosse un ampio successo. Il post si intitolava "Donatella Bardi - 1974 - "A puddara è un vulcano...e altre storie" e lo ritroverete qui. La dico tutta: questa trasmissione è il naturale prosieguo nonché il completamento del vecchio post. Ascoltatela perché ne vale veramente la pena. Grazie Frank-One. Alla prossima


LINK

Post by George & Frank-One

mercoledì 18 marzo 2026

martedì 17 marzo 2026

Deserto Rosso The Complete Works (2011-2012-2013)

 

Ispirato dalla presentazione di un brano da parte del mio caro amico Frank-One  (era la cover di "Non mi rompete" del BMS) all'interno della penultima puntata della sua trasmissione radiofonica  "The Prog Side Of The Moog", ho voluto fare l'esagerato pubblicando l'intera discografia dei Deserto Rosso. Onore al merito, il primo album me lo ha passato lo stesso Frank-One che, ovviamente, ringrazio. Ed ora facciamo conoscenza con i nostri protagonisti. Le prime informazioni provengono dal sito "Oubliette Magazine" del 13.10.2013. "La band Deserto Rosso nasce ufficialmente nel 2008 da un’idea della cantautrice romana Erika Savastani e del produttore e musicista Danilo Pao. Un’intesa professionale che risale già al 2003 con concerti e session in studio. Nel 2009-2010 i Deserto Rosso partecipano con successo ai tour estivi degli Zero Assoluto. Un’opportunità che permette loro di farsi conoscere al grande pubblico e che li impegna in un’intensa attività live, con oltre 90 concerti in giro per l’Italia e per l’Europa, nel corso dei quali presentano il loro primo singolo “Senza Cuore”. 


Nel 2011 esce il loro album d’esordio “Mi fanno male i capelli”, un incontro di stili, persone e rappresentazioni dell’inquieto mondo femminile.  Nel 2012 i Deserto Rosso pubblicano “Oasis Eléctronique”, EP contenente 5 versioni elettroniche del brano “Contact” contenuto in “Mi fanno male i capelli”. Sempre nel 2012 “Déjà Vu”, primo singolo del loro album d’esordio, diventa parte della colonna sonora composta dalla band per il cortometraggio “Ce l’hai un minuto?” di Alessandro Bardani. Il corto diventa finalista al premio David di Donatello 2012, e vince numerosi festival come miglior cortometraggio tra cui il M.I.F.F. Awards Cavallo di Leonardo 2013, ed è finalista al  “Cleveland International Film Festival”. Nel 2013 è la volta di "Progresso", secondo album dove Danilo ed Erika formano una band che vede Fernando Pantini alle chitarre, Andrea Ruta alla batteria, Adriano Pennino al piano elettrico e registrano l’album in presa diretta ai Forward studios di Grottaferrata, alla ricerca di un suono live ed omogeneo tra strumentazioni ed effetti dell’epoca".


Come è nato il progetto Deserto Rosso lo racconta la vocalist Erika Savastani in occasione di una intervista rilasciata nel 2009 a Maria Giovanna Tarullo sulla rivista on line "Abitare Roma". "Il progetto Deserto Rosso nasce dalle ceneri dei vecchi gruppi, di cui io e Danilo Pao eravamo membri. La mia decisione di tornare a Roma, dopo aver viaggiato molto e lavorato all’estero nel campo della musica e del cinema, mi ha portato a conoscere Danilo tramite il bassista del mio primo gruppo, gli Isterika. Un valido musicista che stimavo molto e che aveva già molta esperienza nel campo della produzione musicale; per molto tempo abbiamo suonato con questa formazione più la collaborazione di Ash (allora bassista degli Almamegretta). 


Anche se nel momento in cui Danilo, insieme ad Enrico Sognato, ha deciso di dedicarsi alla produzione degli Zero Assoluto, abbiamo rallentato i nostri progetti in campo musicale, ma ora che Matteo e Thomas hanno raggiunto il successo proprio loro hanno insistito perché riprendessimo a fare la nostra musica". Piccola curiosità: la scelta del nome nasce dalla passione dei due musicisti per il cinema di Michelangelo Antonioni, in particolare per il film "Deserto Rosso" con Monica Vitti come protagonista.
Concluse le presentazioni si passa alla musica.

Deserto Rosso - Mi fanno male i capelli (CD, 2011)


TRACKLIST:

01. Deja vu (feat. Chef Ragoo) - 6:41
02. Dimenticami Forever (feat. Dario Cassini) - 3:33
03. Senza Cuore - 3:31
04. Eko interminabile - 4:11
05. Contact - 3:25
06. Angelo maledetto - 3:45
07. Nel sole della notte (The Vampire) - 3:38
08. Dormidò (nei tuoi sogni sarò) - 3:07

Bonus track
09. Senza cuore (single version) - 3:41


FORMAZIONE:

Erika Savastani - voce
Danilo Pao - chitarra, basso, programming
Fernando Pantini - chitarra
Alex Canini - batteria


"Mi fanno male i capelli". primo album dei Deserto Rosso (nel 2023 diventerà il titolo di un film diretto da Roberta Torre, in ricordo di Monica Vitti) viene pubblicato dall'etichetta LaSuGo.
Il disco esplora l'amore in chiave pop con citazioni a coppie celebri del Novecento e comprende 8 tracce (ho aggiunto la single version di Senza Cuore come bonus track) di ottimo livello, enfatizzate dalla voce calda. morbida e, in alcuni tratti, sensuale, di Erika Savastani. 


"Abbiamo un legame affettivo con tutti i musicisti e gli autori con cui abbiamo collaborato - precisa Erika sempre nel corso dell'intervista del 2009 - e queste persone sono state fondamentali nel nostro percorso di vita. Chef Ragoo (rapper romano), ad esempio, ha collaborato alla scrittura del testo della canzone Deja Vù. Importante è anche il rapporto che abbiamo instaurato con Dario Cassini, che appare nella canzone scritta da Maurizio Costanzo"


Deserto Rosso - Oasis Electronique (EP, 2012)


TRACKLIST:

01. Contact Incredible Mash - 4:20
02. Contact Neuf Occasion - 2:33
03. Contactronik - 2:42
04. Contact Une Parisienne - 3:21
05. Contact - 3:30


"Oasis électronique" è un EP pubblicato dalla Aroma Rec. nel 2012, mentre il gruppo stava lavorando al secondo album. Contiene cinque versioni di "Contact", brano composto da Serge Gainsbourg e cantato nel lontano 1967 da Brigitte Bardot. La versione "base" era inclusa nel CD "Mi fanno male i capelli". Il brano è accattivante ma qui non si aggiunge nulla di nuovo: puro divertissement e niente di più.



Deserto Rosso - Progresso (CD, 2013)


TRACKLIST:

01. Non mi rompete - 7:33
02. Casa mia - 3:21
03. Ognuno sa - 4:10
04. Sera - 4:05
05. Messico lontano - 4:35
06. Guai a voi - 4:20
07. Cosa pensiamo dell'amore - 5:10


FORMAZIONE:

Erika Savastani - vox -percussioni
Danilo Pao - bass VI
Fernando Pantini - chitarra elettrica e acustica
Adriano Pennino - piano elettrico
Andrea Ruta - batteria


Siamo così giunti al 2013, anno in cui viene pubblicato l'ultimo lavoro dei Deserto Rosso dal titolo "Progresso". Il progetto, guidato come sempre da Erika Savastani e Danilo Pao, si configura come un concept album tributo dedicato alla scena rock e progressive italiana degli anni '60 e '70. L'obiettivo dichiarato era riscoprire le radici della musica italiana attraverso la reinterpretazione di brani di band storiche e formazioni un po' meno note dell'epoca. 
Così scriveva Gino Castaldo su "La Repubblica - Spettacoli" del 13 settembre 2013: "Erika e Danilo si sono gettati nell'impresa (ndr - il nuovo album "Pogresso") con un entusiasmo travolgente, spinti dalle bellezza dei pezzi, tra cui le più note 'Non mi rompete' del Banco, o 'Casa mia' dell'Equipe 84 (reinventata brillantemente in chiave reggae-rock) che alla lettera non rientra nei confini del progressive, ma che era parte dell'atmosfera dei tempi. Completano il quadro 'Sera' delle Orme, 'Cosa pensiamo dell'amore' dei New Trolls, e la più sconosciuta di tutte, 'Guai a voi', di Lydia e gli Hellua Xenium, componendo un quadro languido e tormentato, un tributo a una grande stagione di musica italiana, ma anche un insieme di pezzi che brillano di luce propria e che rivisti in questa chiave sono parte della modernità. Scopriamo, anzi, che ripuliti dalla polvere del tempo, hanno tanto da dirci, oggi".

Ne mancano due all'appello, che aggiungo io, ovvero "Ognuno sa", dal primo LP del 1972 della Reale Accademia di Musica e "Messico lontano", brano della band Alberomotore risalente al 1975. 


Qui si conclude l'avventura musicale dei Deserto Rosso. Oggi Erika Savastani è la vocalisi della Reale Accademia di Musica, altro gruppo storico del progressive rock italiano riformato nel 2018 dal chitarrista e membro fondatore, Pericle Sponzilli. Pare che ka cantante romana sia stata invitata a collaborare con la band dallo stesso Sponzilli dopo avere ascoltato la cover di "Ognuno sa". Con la RAM Erika ha registrato "Angeli mutanti" (2018) e "Lame di luce" (2022). Danilo Pao è invece  impegnato nel campo della produzione musicale. Con questo è' proprio tutto. Non mi resta che augurarvi buon ascolto.


LINK Mi fanno male i capelli (2011)
LINK Oasis électronique (2012)
LINK Progresso (2013)

Post by George with the help of Frank-One

mercoledì 11 marzo 2026

martedì 10 marzo 2026

Andrea Centazzo, Carlo Actis Dato, Furio Chirico, Gigi Venegoni - L'altro lato (LP, 1985)


TRACKLIST:

Lato A (traccia unica)
01. L'arte dell'improvvisazione volume primo
02. Gomma arabica
03. De improvisatione substantiale
04. Improvisiert stimmung mit barytone und schagzeug
05. Co-Ictus Interruptus

Lato B
06. Interfaccia


MUSICISTI:

Lato A
Andrea Centazzo - percussioni
Carlo Actis Dato - sassofono

Lato B
Gigi Venegoni - chitarra
Furio Chirico - percussioni



"L'altro lato" è un album decisamente raro che stavo cercando da un po' di tempo e, guarda caso, esce dagli sconfinati archivi del caro amico Frank-One, che ringrazio a nome di tutti i frequentatori della Stratosfera. Si tratta di un album ostico al primo impatto, intriso di sperimentazione pura, che si "ammorbidisce" ad un secondo ascolto, specialmente la facciata B. con la lunga suite "Interfaccia". Come potete vedere scorrendo l'elenco dei musicisti, l'album è diviso in due sezioni molto nette: il lato A è attribuito a Andrea Centazzo e Carlo Actis Dato, il lato B a Gigi Venegoni e Furio Chirico.  

Andrea Centazzo

Due parole per un musicista del calibro  di Andrea Centazzo le voglio assolutamente spendere. "Nato a Udine nel 1948, compositore, percussionista, scrittore e artista multimediale, Andrea Centazzo per oltre quarant'anni è quello che potremmo definire "un  poliedrico esploratore dell'arte contemporanea". Dopo gli esordi sulla scena jazzistica italiana dei primi anni '70 a fianco di musicisti importanti quali Giorgio Gaslini, Centazzo ha progressivamente introdotto una nuova concezione del ruolo del percussionista, muovendosi dal free jazz verso nuove forme di musica improvvisata. Nel 1976 ha fondato la ICTUS, una delle prime etichette discografiche dirette da un musicista, producendo e pubblicando la propria musica e il risultato delle collaborazioni con Steve Lacy, Evan Parker, Pierre Favre, Derek Bailey, John Zorn, Tom Corra, Eugene Chadbourne, Toshinori Kondo, Alvin Curran, Albert Mangelsdorff, Don Cherry e altri artisti con cui alla fine del decennio ha animato la New York Downtown Music Scene.

Andrea Centazzo 2

Ai primi anni Ottanta risale l'interesse per le arti grafiche, il video e la loro interazione con la musica, che ha come esito alcune opere pluripremiate dalla critica. Nel 1986 si è allontanato dall'attività concertistica e dai generi della musica improvvisata trasferendosi a Los Angeles e dedicandosi alla composizione e alla produzione video. La produzione musicale di Centazzo conta oggi oltre 500 composizioni di generi disparati e per innumerevoli organici musicali, ivi comprese 3 opere liriche, 2 sinfonie, musiche per il teatro, il cinema e opere multimediali. Nel 1998 è tornato all'attività concertistica creando spettacoli solisti che abbinano l'esecuzione dal vivo in set percussivi ed elettronici di grande suggestione timbrica con video autoprodotti. Centazzo ha inoltre svolto attività didattica e ha fondato e diretto numerosi ensemble musicali tra cui la Mitteleuropa Orchestra. Ha pubblicato articoli e alcuni volumi dedicati agli strumenti e alla didattica delle percussioni" (tratto da "la biblioteca delle arti")
Tra l'altro, a proposito dei numerosi lavori realizzati da Andrea Centazzo, ricordo l'album "Electronic Mind Waves", pubblicato nel lontano 1976 con lo pseudonimo Elektriktus, contenente alcune infuenze prog. Lo troverete sulla Stratosfera. Invece, proprio sul finire del 2025, è stato pubblicato, in tiratura limitata a 500 copie, "Electronic Mind Waves vol. 2", con registrazioni inedite del 1973-76. Sempre di Centazzo, sul nostro blog troverete anche "Ictus" del 1974. 

Carlo Actis Dato

A dare manforte ad Andrea Centazzo nel lato A di questo album del 1985, a cavallo tra free jazz, avanguardia e sperimentazione, troviamo il sassofonista Carlo Actis Dato, non nuovo alle collaborazioni col percussionista udinese. Torinese, classe 1952, suona da numerosi anni il sax baritono e il sax tenore nonché il clarinetto basso e si è ritagliato uno spazio di tutto rispetto nel campo del jazz d'avanguardia europeo. Cofondatore nel 1974 del gruppo Art Studio, ha introdotto il "new jazz" in Italia. Riconosciuto da Down Beat tra i migliori baritonisti mondiali, Carlo Actis Dato vanta una vastissima discografia internazionale. Ha suonato in tutto il mondo (Europa, Canada, USA, Giappone, Africa) e ha lavorato come didatta, tenendo masterclass a Tokyo, Djakarta e Addis Abeba.

Furio Chirico

Mi ero dimenticato di farvi notare che il vinile, stampato nel 1985 dalla Edizioni Augusta, non e mai ristampato ed è anche di difficile reperibilità sul web. Come già ricordato all'inizio di questo articolo, grazie  a Frank-One ora è nelle nostre mani. Siamo così giunti al lato B, contenente una lunga suite della durata di oltre 25 minuti intitolata "Interfaccia". I musicisti protagonisti sono solo due, il chitarrista e il batterista degli Arti & Mestieri (sempre super attivi), ovvero Gigi Venegoni e Furio Chirico.  Chitarra filtrato dal sinth dal suono manipolato in studio, percussioni che vagano libere lungo i solchi: più che una composizione sembra una lunga jam, dove i due musicisti danno libero sfogo alla loro creatività, lontani anni luce dai suoni rigorosi e ordinati degli A&M o dei Trip. Una esibizione del tutto anomala, un "dark side" dei due strumentisti. Insomma, nel complesso ci troviamo tra le mani un album di tutto rispetto, non facile da masticare, ma apprezzabile sulla distanza. Fatemi sapere. Non mi resta che augurarvi il mio consueto buon ascolto.

Gigi Venegoni


Post by George - Music by Frank-One