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lunedì 9 settembre 2024

The Watch - Live Bootleg (2006) plus The Watch Plays Genesis "Nursery Cryme Tour 1972" (bootleg, 2009)


Quando si dice "troppa grazia San Gennaro!". All'appello rivolto ad eventuali possessori del raro album live dei The Watch, "Live Bootleg", hanno risposto prontamente due grandi amici e collaboratori della Stratosfera, Adix e Osel, che ringrazio entrambi veramente di cuore. Questa si chiama collaborazione!!
Prendete dunque questo post come un addendum a quello precedente contenente il "Live" del 2009, in modo tale da completare la trilogia dei dischi dal vivo ufficiali della band milanese. Ma non basta. Il nostro mitico Osel ha aggiunto anche un doppio CD bootleg contenente un intero concerto con le cover dei Genesis del periodo d'oro, giusto per intenderci, compresa la scaletta del celebre "Nursery Cryme Show" che la band britannico portò in tour nel 1972. Roba da leccarsi i baffi.
Procediamo con ordine.

The Watch - Live Bootleg (2006)


TRACKLIST

01. Shining Bald Heads
02. Heroes
03. Goddess
04. Ivory
05. DNAlien
06. The Vacuum - Intro
07. The Vacuum
08. Doctor Mystere (unreleased)


FORMAZIONE

Marco Schembri - basso e chitarra elettrica
Fabio Mancini - piano, organo, mellotron, mini moog, synth
Ettore Salati - chitarra acustica 12 corde, chitarra elettrica, basso a pedale, voce
Simone Rossetti - voce, flauto, tamburello
Roberto Leoni - batteria


La rarità di questo CD autoprodotto risiede nel fatto che venne realizzato nel 2006 esclusivamente per il Fan Club del gruppo. Contiene una serie di tracce registrate nel corso del tour europeo dell'anno precedente. La scaletta comprende molti brani tratti dall'album in studio "Vacuum" e alcuni inediti. Come sempre emergono la grande classe e i virtuosismi dei musicisti alle prese con un repertorio (tutti i brani sono di loro composizione) di ispirazione prog rock anni '70. Un grande album.


The Watch - Plays Genesis "Nursery Cryme Tour 1972" 
(bootleg, 2009)


TRACKLIST CD 1:

01. Looking For Someone
02. Stagnation
03. Twilight Alehouse
04. The Fountain Of Salmacis
05. Going Out To Get You
06. Seven Stones
07. Can-Utility and The Coastliners
08. Happy The Man
09. Shinig Bald Heads


TRACKLIST CD 2:

01. The Musical Box
02. The Light
03. Lilywhite Lilith
04. The Fisherman
05. Supper's Ready
06. Encore Break
07. DNAlien
08. The Return Of The Giant Hogweed
09. The Knife
10. Band Introduction


FORMAZIONE:

Giorgio Gabriel - electric guitars, 12 strings acoustic guitar
Guglielmo Mariotti - bass, 12 strings electric and acoustic guitar, moog bass pedals, vocals
Simone Rossetti - lead vocals, flute, tambourine
Valerio Di Vittorio - Hammond L122 organ, mellotron, arp synth, piano
Marco Fabbri - drums, percussions, vocals


Definire i The Watch come una semplice cover band dei Genesis sarebbe troppo riduttivo. Certo, direte voi, tutto sommato andiamo a riascoltarci le versioni originali. Ma qui, al di là del piacere di vedere raggruppati questi pezzi storici,  c'è una grande passione, rispetto e devozione e una maestria nella riproduzione dei suoni che lascia di stucco. Incredibile, come già detto più volte, la somiglianza della voce di Simone Rossetti con quella di Peter Gabriel. La scaletta di questo concerto (credo registrato sia in UK che in Germania) spazia dai brani di Trespass a quelli di Foxtrot e Nursery Cryme, riproponendo addirittura tracce rimaste inedite come nel caso di "Going Out To get You". "Lilywhite Lilith", dal leggendario "The Lamb"  è un assaggio del tour che tra fine 2024 e 2025 porterà in giro per l'Europa (UK, Svezia e Olanda) l'intero lavoro dei vecchi Genesis. Non manca la proposta di composizioni originali del gruppo. Trovo incredibile come la presenza di "Shining Bald Heads", tratta da "Vacuum", posta in coda alla cover di "Happy The Man", sembri provenire da uno degli album capolavoro dei Genesis. La classe non è acqua. 


Articoli e commenti apparsi su molti giornali on line sono più che lusinghieri. Vi riporto quello pubblicato su "Roma Today":

"The Watch sono una band milanese che dal 2008 realizza tour internazionali in Europa, USA e Canada riproponendo gli album dei Genesis dal 1970 al 1980, con particolare riguardo all’epoca in cui Peter Gabriel era alla voce della formazione inglese. Ciò è dovuto non solo alle straordinarie doti dei musicisti che hanno permesso di poter riproporre con straordinaria fedeltà i brani del periodo più intenso e creativo dei Genesis, con gli stessi suoni ed energia degli originali, ma anche dall’incredibile somiglianza della voce del cantante dei The Watch a quella di Peter Gabriel, un ensemble che trasporta letteralmente il pubblico di sala direttamente agli anni ’70. Chiudete gli occhi e sarete trasportati indietro nel tempo, quando ancora una delle band più apprezzate della storia del rock era di scena nei grandi teatri di tutto il mondo: i Genesis Cosa dicono di loro i membri del mondo Genesis:
Steve Hackett – che ha visto i The Watch diverse volte in Inghilterra: The Watch sono una band talentuosa che consiglio vivamente di andare a vedere. 
Anthony Phillips – la loro versione di Let us now make Love è molto bella
John Hackett – che accompagna The Watch in alcuni concerti – se chiudo gli occhi mi sembra di essere al Rainbow Theatre nel 1973. 


Concludo il post con un ulteriore ringraziamento a Osel e Adix per la condivisione di questi file. 
Vi lascio con il consueto buon ascolto.

LINK Live Bootleg (2006)
LINK Plays Genesis CD 1 (2009)
LINK Plays Genesis CD 2 (2009

Post by George, Osel & Adix 

mercoledì 1 novembre 2023

The Italian Sound of Genesis - The Watch: Ghost (2001) - Primitive (2007) & Green Show 2011- Official Live Bootleg (2012)

 

Si possono amare i Genesis al punto tale da reincarnarli, ovviamente sotto il profilo musicale? Parliamo dei Genesis della prima ora, quelli con Peter Gabriel e Steve Hackett. Certo che si può, ma occorre essere innanzitutto degli abili strumentisti e, dettaglio di non secondaria importanza, è necessario annoverare tra le fila un cantante dalla voce duttile e potente, meglio ancora se con lo stesso timbro di Peter Gabriel. Questi eroi del new prog li abbiamo in casa da quasi 25 anni e si chiamano The Watch. Hanno un loro sito ufficiale (qui), ricco di informazioni e di fotografie che ho utilizzato per confezionare questo lungo post. Vediamo di compiere questo viaggio all'interno della loro musica. 


Il quintetto si forma a Milano intorno al 1997 col nome "The Night Watch" (un album nel 1997 dal titolo "Twilight"), denominazione che mantiene fino al 2000 per poi abbreviarla in "The Watch". Il loro suono si ispira fin da subito al classico progressive rock in stile anni '70, avvicinandosi sempre di più nel tempo alle sonorità e allo stile dei primi Genesis e dei Marillion era Fish. Il front man è il carismatico cantante e flautista Simone Rossetti, che si unisce così, a pieno titolo, alla schiera di cantanti, italiani e stranieri, col timbro vocale di Peter Gabriel.


Già dal primo album del 2001, "Ghost", il gruppo sfodera roboanti tastiere, tra cui il mellotron e il moog, privilegia gli impasti di chitarre acustiche ed elettriche, mentre il cantante ricama i brani col suo flauto traverso riportandoci con grazia e professionismo al tempo di Nursery Cryme, Foxtrot e Selling England By The Pound. Dal vivo i The Watch non si risparmiano: il loro light show è superbo e iniziano a miscelare abilmente le loro composizioni con qualche cover del loro gruppo ispiratore. La discografia dei The Watch è piuttosto corposa: 8 album in studio, 3 live e un singolo per il fan club. Per questo post ho inevitabilmente effettuato una selezione, ripromettendomi un eventuale atto II. Un bell'aiuto me lo ha fornito il nostro amico e collaboratore Osel, che mi ha inviato i file di alcuni album, tra cui il magnifico live del 2012 con le cover dei Genesis. La mia scelta è ricaduta sul loro primo lavoro, "Ghost" del 2001, quindi sul terzo album, "Primitive" datato 2007 e, infine, su quel grande live del 2012, un album contenente quasi esclusivamente cover dei Genesis "old style". Tutti i titoli appartenenti all'ampia discografia del gruppo sono in inglese, così come ovviamente i testi. Un bel tocco di internazionalità. Da grande appassionato dei Genesis quale sono amo molto i The Watch: unico peccato, se così vogliamo definirlo, è quello di essersi calati troppo nel ruolo di prosecutori e interpreti dei suoni dei Genesis, anche se non manca la creatività.  Ma qualcosa di più originale, al di là della grande abilità nel rifare le cover, forse si poteva sperare.


The Watch - 2001 - Ghost


TRACKLIST:

01. DNAlien (8:36)
02. The Ghost and the Teenager (8:38)
03. Heroes (9:27)
04. Moving Red (6:34)
05. Riding the Elephant (3:38)
06. ...And the Winner Is... (10:11)


FORMAZIONE

Simone Rossetti / voce, flauto
Valerio Vado / chitarra elettrica e acustica
Gabriele Manzini / tastiere
Marco Schembri / basso, chitarra acustica
Roberto Leoni / batteria, percussioni

con
Sergio Taglioni / piano, organo, synth
Gino Menichini / tastiere


L'opera prima viene pubblicata dalla Lizard nel 2001. Il potente brano di apertura, "DNAlien" della durata di oltre 8 minuti fuga ogni dubbio sulla deviazione dei The Watch verso le costruzioni sonore dei Genesis. Le sei tracce potrebbero essere delle outtake di Selling England o di Foxtrot, vedete voi. Ma non togliamo niente alla bravura e alla grande abilità tecnica della band. Come ho già scritto in altre occasioni per riprodurre le musiche dei Genesis occorre essere dotati di grande tecnicismo. E ai The Watch non manca. Le atmosfere che pervadono questo album sono a tratti delicate e sognanti, altre volte più elettriche ed aggressive, ma sempre nell'alveo di quel grande prog anni '70 che abbiamo imparato ad amare e che è stato la colonna sonora della nostra adolescenza (e anche della maturità) 



The Watch - 2007 - Primitive


TRACKLIST:

0    1. Sound Of Sirens (8:00)
02. The Border (4:15)
03. Two Paces To The Rear (9:08)
04. When I Was A Tree (6:00)
05. Another Life (6:10)
06. Berlin, 1936 (8:55)
07. Soaring On (4:37)


FORMAZIONE:

Simone Rossetti / voce, flauto, Moog, Mellotron, Solina
Ettore Salati / chitarra elettrica, chitarra acoustic & 12 corde, basso a pedali
Fabio Mancini / piano, organo, synth, Mellotron
Marco Schembri / basso, chitarra elettrica e acustica
Roberto Leoni / batteria, percussioni

con
Sergio Taglioni / Moog solo (7)


Dopo "Ghost" i The Watch (scusate se continuo a chiamarli così, forse è un po' ridicolo, ma mi ritornano in mente le cronache degli anni '60 quando si citavano i The Beatles) pubblicano nel 2004 "Vacuum", altro ottimo disco che mantiene lo standard già sperimentato col disco di esordio. Segue nel 2006 il "Live Bootleg" destinato al solo fan club e, finalmente, nel 2007, la Lizard pubblica "Primitive". terzo lavoro in studio per la band milanese. Caratterizzato da una bella copertina disegnata da Spencer Bowden (a dire il vero sono tutte molto belle le copertine dei loro album) il disco propone sette brani, carichi di energia e di magia, che si mantengono - stilisticamente - nel solco dei vecchi Genesis, ma con qualche tocco, qualche variazione stilistica che mette bene in evidenza la maturità artistica acquisita dal gruppo, Ore e ore di concerti live hanno forgiato il virtuosismo dei musicisti, incrementando altresì la loro creatività. Episodi come "Sound Of Sirens" e "Another Life", sono dei gioiellini, spesso proposti nei concerti live. Negli anni a seguire i The Watch inizieranno a portare in scena veri e propri spettacoli dedicati ai Genesis e ai loro album, non solo in Italia ma anche all'estero. Qualche ex Genesis li apprezza e non a caso nelle fasi di preparazione dell'album "Seven" del 2017 partecipa anche Steve Hackett, mentre John Hackett è ospite in alcuni concerti live.



The Watch - 2012 - Green Show 2011 - Live Bootleg


TRACKLIST:

01. Watcher Of The Skies (8:07)
02. Dancing With The Moonlit Knight (8:16)
03. I Know What I Like (4:19)
04. Firth Of Fifth (9:43)
05. Sound Of Sirens/Another Life (4:23)
06. The Battle Of Epping Forest (11:58)
07. The Musical Box (11:10)


FORMAZIONE:

Simone Rossetti / voce, flauto, tamburello
 Giorgio Gabriel / chitarra elettrica, chitarra acustica 12 corde, chitarra classica
Valerio De Vittorio / piano, organo Hammond L122, mellotron, synth, voce
Guglielmo Mariotti / basso, basso a pedali, chitarra elettrica, chitarra acustica 12 corde, voce
Marco Fabbri / batteria, percussioni


Grazie mitico Osel per averci regalato questo splendido disco, non facile da reperire, in quanto autoprodotto e venduto solo in occasione dei concerti live della band. Le sette tracce sono state registrate nel corso del Green Show 2011 e ben sei sono cover dei Genesis. Qui non c'è storia: i The Watch proseguono con gli show quasi interamente dedicati alla band inglese. Simone Rossetti ha veramente una voce incredibile. Tra lui e Nad Sylvan è una bella battaglia. Chi è il più "Gabriel" fra i due? Ascoltate Simone nell'attacco di "Dancing With The Moonlight Knight" o in "The Musical Box" e mi direte. Le cover vengono eseguite alla perfezione. Unica eccezione su questo disco è la ripresa di  "Sound of Sirens / Another Life" , ripescate da "Primitive". Come avrete notato la line up è cambiata più volte nel corso degli anni e solo Simone Rossetti, fondatore della band, è presente fin dall'inizio. Intanto gustatevi qualche bella foto della band catturata sui palcoscenici.





Prima di questo album dal vivo il gruppo pubblicò "Live" nel 2009 (anch'esso autoprodotto), "Planet Earth" nel 2010 e "Timeless" nel 2011 (contenente alcuni vecchi brani dei Genesis rifatti per l'occasione). Il lavoro dei The Watch procede incessante: seguono "Tracks From The Alps" (2014), il già citato "Seven" (2017) e "The Art Of Bleeding" (2021). 
E a livello concertistico la band cosa fa? Ecco quanto riportato nella loro biografia ufficiale: "Dal 2009 i The Watch portano sul palco spettacoli incentrati sugli album dei Genesis con il tentativo di fondere i grandi classici dei Genesis degli anni '70 con la propria musica. Contando sulla somiglianza vocale di Simone con quella di Peter Gabriel, questa formula ha funzionato molto bene e ha permesso alla band di suonare su grandi palchi, allargando il proprio pubblico e crescendo nel numero di fan. Ora i The Watch sono considerati una delle band più rappresentative dell'attuale scena prog mondiale e un esempio di ciò che sarebbe potuta diventare la musica prog-rock se i grandi nomi degli anni '70 non si fossero sciolti o non avessero cambiato stile musicale".


Come si può evincere dalla locandina qui sopra pubblicata, il gruppo sta per iniziare il tour 2023-2024 dove porterà sui palcoscenici italiani "Foxtrot e Selling England by The Pound". Un po' come sta facendo facendo Steve Hackett su scala mondiale col suo Genesis Revisited Show. Ma anche i The Watch hanno ottenuto grande successo in numerosi Paesi europei, tra cui Spagna e Portogallo. 
Prima di chiudere definitivamente questa lunga carrellata ho raccolto alcune tracce registrate dal vivo sia in studio che sul palco, non incluse in nessun album ufficiale, a dimostrazione di cosa significhi amare i Genesis e saperli interpretare alla perfezione. L'ultima track è del settembre 2023. 
Vi lascio con quest'ultima photogallery e con l'ascolto del materiale pubblicato A presto, cari amici.

The Watch - Plays Genesis (Stratosfera bonus CD)


TRACKLIST:

01. Stagnation (studio session)
02. The Fountain Of Salmacis (studio session)
03. The Musical Box (studio session)
04. The Knife (live 2008)
05. Can-Utility And The Coastliners (live, feat. John Hackett)
06. The Lamia (live, feat. John Hackett)
07. Dance On A Volcano / Squonk / Firth Of Fifth (live 07.03.2015)
08. The Cinema Show / Afterglow (live Lisbona, Aula Magna, 23.09.2023)








LINK Ghost
LINK Primitive
LINK Green Show 2011 - Official Live Bootleg
LINK The Watch Plays Genesis (bonus CD)

Post by George - Music by George & Osel 

mercoledì 11 ottobre 2023

Le Compilation della Stratosfera Vol. 28 - 1996 - Artisti vari - The River of Constant Change (Tribute to Genesis)


TRACKLIST CD 1:

01. Dusk - Algebra (6:37)
02. Can-Utility And The Coastliners - Decode (5:34)
03. The Carpet Crawlers - Notturno Concertante (6:27)
04. Living Forever - Moongarden (4:47)
05. Time Table - Lincoln Veronese (5:20)
06. Blood On The Rooftops - Queen Of Maybe (5:19)
07. Lillywhite Lilith - Art And Illusion (3:41)
08. Harlequin - Finisterre (3:09)
09. Ravine - T.M.A. (3:51)
10. The Day The Lights Went Out - Legend (5:32)
11. Am I Very Wrong?/A Place To Call My Own - Nostalgia (4:48)
12. Twilight Alehouse - Men Of Lake (5:20)
13. The Knife - Germinale (7:26)
14. The Lamia - The Ancient Veil (7:16)


TRACKLIST CD 2:

01. Horizons - Max Micheletto (1:56)
02. Looking For Someone - Graziano Romani (4:29)
03. The Light Dies Down On Broadway - Dracma (4:41)
04. Entangled (instrumental) - Submarine Silence (6:38)
05. Watcher Of The Skies (live) - Seconds Out (7:52)
06. Hairless Heart - Mysia (5:26)
07. Dancing With The Moonlit Knight - Mirage (7:56)
08. White Mountain - Evolution (7:07)
09. No Son Of Mine - Final Conflict (7:30)
10. In The Rapids - Irrgarten (3:11)
11. Wot Gorilla? - Paul Ward (3:23)
12. Afterglow - Unicorn (4:22)
13. The Chamber Of 32 Doors - Galahad (5:19)


Sarà perché sto ascoltando e riascoltando l'ultimo lavoro di Steve Hackett, quel grandioso "Foxtror At Fifth" registrato dal vivo a Brighton, ma mi è venuta una grande nostalgia per i vecchi Genesis, quelli dell'era Gabriel-Hackett. Sono quindi andato a riprendere questa vecchia compilation pubblicata dalla Mellow nel 1996, un grande doppio album tributo ad una delle band che ho più amato e che ha rappresentato una parte importante della colonna sonora della mia adolescenza. I dischi dell'era Collins mi hanno spesso lasciato l'amaro in bocca, così come i tour, fino a giungere alla penosa ultima reunion del 2021-2022, con il povero Phil seduto su una sedia al centro del palco, con la schiena logorata da anni di concerti dietro i tamburi, a cantare gli  hit dei Genesis 2.0. E' vero che allo show business non si resiste, ma è meglio evitare scene patetiche e fermarsi al momento opportuno. In questa compilation, per fortuna, quasi tutto lo spazio è dedicato ai Genesis del periodo classico. 


Analizziamo ora l'album ad iniziare dalla tracklist. Vediamo innanzitutto da dove sono stati tratti i 27 brani distribuiti nei 2 CD. E qui si fa interessante vedere le scelte effettuate dagli altrettanti 27 artisti. La parte del leone la gioca "The Lamb Lies Down On Broaway", con ben 8 tracce tratte da questo capolavoro del 1974. Seguono "Trespass" e "Foxtrot" con 4 brani ciascuno. A ruota troviamo "Wind & Wutering" con 3 brani. L'era Collins è rappresentata da "We Can't Dance" con 2 sole tracce (Living Forever e No Son Of Mine). Addirittura un brano è stato ripescato dallo storico disco di esordio "From Genesis To Revelation" del 1969, un medley tra "Am I Very Wrong? e A Place To Call My Own". Stranamente vi è solo un brano tratto da "A Trick Of The Tail", una versione strumentale di "Entangled".  Interessanti le cover di due brani apparsi su 45 giri, "Twilight Alehouse" risalente al 1972 e "The Day The Light Went Out" dal singolo "Mani Too Many" del 1978. Mi ha un po' sorpreso la scarsità di cover tratte da  "Nursery Cryme" e "A Trick Of The Tail". 
 

Diamo un'occhiata agli artisti, indicando la loro provenienza. Come vedete, non tutti i gruppi sono italiani, anche se i "made in Italy" rappresentano la schiacciante maggioranza. 

Italia: Algebra - Decode - Notturno Concertante - Moongarden - Lincoln Veronese - Queen of Maybe - Art and Illusion - Finisterre - T.M.A. - Nostalgia - Men of Lake - Germinale - The Ancient Veil - Max Michieletto - Graziano Romani - Submarine Silence - Mysia - Mirage
Gran Bretagna: Evolution - Galahad - Legend - Final Conflict - Paul Ward
Canada: Irrgarten
Svezia: Unicorn
Spagna: Dracma
Germania: Seconds Out


Dopo avere riascoltato questa corposa compilation mi sono subito posto una domande: "Ma quanto sono bravi i nostri musicisti? Che cover meravigliose hanno realizzato". Oltre ai nomi conosciuti (alcuni già ospitati sulla Stratosfera) quali Algebra. Notturno Concertante, Finisterre, Germinale,. Graziano Romani, troviamo nomi meno noti ma non per questo meno bravi. Anche le cover spaziamo da una riproposta precisa fin nei minimi dettagli (vedi "Can-Utility and the Coastliners dei Decode riproposta alla perfezione, voce esclusa, ovviamente) ad un arrangiamento che dà una nuova veste sonora, come nel caso della classica "Dancing With The Moonlight Knight" dei Mirage. Nel mezzo ci sta di tutto: dall'irriconoscibile "Horizons" di Max Michieletto (che al termine sussurra "scusa Steve") alla quanto mai improbabile cover di "Ravine" ad opera dei TMA. 


In sostanza, un grande album, bello e nostalgico che valorizza la bravura e il tecnicismo dei nostri musicisti. Le cover dei Genesis sono tutt'altro che facili da realizzare, ma pare che la sfida sia stata vinta. Vi ricordo che nel 1998 venne pubblicato un altro album tributo ai Genesis (titolo: The Fox Lies Down"), con cover realizzate da soli musicisti stranieri - tra cui Brand X II, John Ford and The Strawbs, Patrick Moraz, John Wetton, David Allen e altri ancora - decisamente meno interessante e musicalmente più debole. Godiamoci quindi questi 27 brani e, naturalmente, buon ascolto.


LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George

domenica 6 febbraio 2022

Serie "Historic Prog Bands Live in Italy" - Capitolo 73 - Peter Gabriel - The Warm Up Tour, Summer 2007 - Brescia, Piazza Duomo, 02.07.2007

 

TRACKLIST CD 1:

01. The Rhythm Of The Heat
02. On The Air
03. Intruder
04. D.I.Y.
05. Blood Of Eden
06. Moribund The Burgermeister
07. I Don't Remember
08. No Self Control
09. Love Town
10. Family Snapshot


TRACKLIST CD 2:

11. Steam
12. Mother Of Violence
13. Humdrum
14. Big Time
15. Not One Of Us
16. Lay Your Hands On Me
17. Solsbury Hill
18. Sledgehammer
19. In Your Eyes


LINE UP:

Peter Gabriel (vocals, keyboards)
Tony Levin (bass)
Ged Lynch (drums)
David Rhodes (guitars)
Angie Pollock (keyboards)
Richard Evans (guitars, flute, sampler)
Melanie Gabriel (vocals, samples)


Questo magnifico concerto, di qualità soundboard, è un regalo dell'amico e collaboratore Marco Osel, che ringrazio a nome di tutti gli amici della Stratosfera. E' sempre un piacere ospitare su queste pagine un personaggio di prima grandezza come Peter Gabriel, a cui siamo tutti affezionati, sia nell'era Genesis che in quella lunga e articolata post "The Lamb". Questo doppio CD fa parte del cofanetto "The Warm UP Tour - Summer 2007", pubblicato nel 2007 dalla Real World Records, contenente ben 22 CD doppi, per un totale di 44 CD. I concerti, lo dice il sottotitolo "Summer Tour", si tennero nelle più grandi piazze europee nel periodo giugno-agosto 2007. Nel cofanetto, oltre al concerto di Brescia, qui proposto, che si tenne il 2 luglio in Piazza Duomo, sono inclusi i concerti delle altre tre tappe italiane, ovvero Roma (Ippodromo delle Capannelle, 3 luglio), Arezzo (Piazza Grande, 5 luglio) e Venezia (Piazza San Marco, 6 luglio). Su Discogs potrete trovare l'elenco completo dei concerti racchiusi in questo prezioso scrigno, che venne stampato in tiratura limitata. 


La set list è un viaggio attraverso la produzione discografica del Gabriel solista (nessun omaggio ai vecchi Genesi) partendo dal primo storico disco del 1977 con "Moribund The Burgermeister", "Humdrum" e l'immancabile  "Solsbury Hill". Al suo fianco una grande band con Tony Levin, Richard Evans e David e Rhodes, tra gli altri, e la presenza  della figlia Melanie come cantante. Grande concerto da ascoltare tutto d'un fiato. Grazie ancora ad Osel e a voi tutti buon ascolto.


LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George - Music by Osel