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martedì 22 marzo 2022

Serie "Historic Bands Live in Italy" - Capitolo 75 - Billy Cobham Live On Tour in Italy 1981-1986

 

Billy Cobham è uno di quei mostri sacri che hanno lasciato una impronta indelebile nel mondo del jazz, jazz rock, fusion e che altro dir si voglia. Fin da ragazzino, quando gli amici mi facevano ascoltare quei grandi capolavori targati Mahavishnu Orchestra (parlo della trilogia con al centro  "Birds Of Fire") il drumming di Billy Cobham mi lasciava stupefatto: era una vera e propria drum machine umana. Dopo la fine della prima inarrivabile edizione della MO ho ritrovato un Billy Cobham grandioso in un'altra trilogia legata alla sua carriera solista, quella della metà degli anni '70 (Spectrum, Crosswind e Total Eclipse). Poi, con l'arrivo degli anni '80 e seguenti ammetto di averlo trascurato e perso (quasi) completamente di vista. Purtroppo non ho avuto l'opportunità di vederlo e ascoltare dal vivo. E forse per questa ragione che, con un pizzico di invidia per chi era presente, vi propongo questi due grandi concerti. Ma andiamo per gradi. Senza eccedere nei bizantinismi vorrei tracciare un breve profilo (cosa assai ardua) del personaggio. Gli esordi risalgono nientemeno che agli anni Sessanta, al fianco di leggende quali Horace Silver, Stanley Turrentine,  George Benson i due fratelli Brecker, John Abercrombie. Potrebbe già bastare. E invece no, Miles Davis lo chiama alla sua corte per farlo suonare in alcuni suoi dischi fra cui "A Tribute To Jack Johnson", del 1971, al fianco di grossi calibri quali John McLaughlin. Herbie Hancock, Steve Grossman. 

Billy Yesterday

Proprio nel 1971, insieme a John McLaughlin, Ian Hammer, Jerry Goodman e Rick Laird, Billy Cobham sarà il coprotagonista di una tra le più geniali formazioni della storia del rock. La Mahavishnu Orchestra, con questa line up, durò solamente lo spazio di tre stagioni, dal 1971 al 1974, giusto il tempo per sfornare tre pietre miliari: "The Inner Mounting Flame" (1971), "Birds Of Fire" (1973) e il live "Between Nothingness & Eternity" (1973). "The Lost Trident Sessions" uscirà postumo nel 1999. McLaughlin terrà in vita ancora per qualche anno la sua creatura, con formazioni diverse, mantenendo comunque un saldo legame con Cobham che chiamerà più volte a collaborare con lui negli ani a seguire.
Nel 1973, in un momento di alta creatività artistica, Billy Cobham registrò "Spectrum", considerato dalla critica e dal pubblico il suo migliore album, tra i dischi di jazz-rock più venduti di tutti i tempi. Con lui Tommy Bolin alla chitarra e Ian Hammer alle tastiere, giusto per citare i primi due. Un disco  imperdibile che conservo nella versione originale in vinile (con copertina apribile). La tecnica e il virtuosismo di Cobham dietro i suoi tamburi fecero scuola e ispirarono schiere di batteristi in ogni angolo del mondo. Chiusa la prima grande trilogia da solista,  Cobham passò alla CBS nel 1977 per avviarsi verso progetti più commerciali. 

Mahavishnu Orchestra 1971

Entriamo così negli anni '80, un decennio in cui il batterista, tra una collaborazione e l'altra (celebre il suo ritorno con John McLaughlin nel 1984 nel disco "Mahavishnu"), realizzò all'incirca una decina di dischi, Nulla di straordinario: una onesta fusion, schemi consolidati, nessuna aria di novità. L'unica eccezione è rappresentata dalla band denominata Billy Cobham's Glass Menagerie, in vita tra il 1981 e il 1982 (il primo concerto qui proposto) con gente del calibro di Michal Urbaniak al violino elettrico, Mike Stern alla chitarra, Tim Landers al basso e Gil Goldstein alle tastiere. Una sorta di novella MO un po' meno rock e un più jazz. Memorabile anche il "drum contest" in diretta su Rai Uno nella trasmissione "Fantastico" con Billy Cobham e il nostro Tullio De Piscopo. Era il 1986 e presentava lo show l'inossidabile Pippo nazionale. E' su Youtube. Al tramonto degli anni '80 Cobhan iniziò ad orientarsi, da "Powerplay" in avanti, verso l'elettronica miscelata a sonorità africane, insomma un bel tuffo nella world music. Non a caso Peter Gabriel nel 1988 lo chiamò per suonare la batteria nei brani composti per la colonna sonora del film "L'ultima tentazione di Cristo", diretto da Martin Scorsese. E con l'ex Genesis andò anche in tour. 


La faccio breve. Nei decenni Novanta e Duemila, Cobham mantenne una intensa attività di touring sia come leader che a supporto di altri grandi musicisti jazz (leggasi Kenny Barton e Ron Carter) alternata alle registrazioni di album in studio. Vale la pena ricordare l'esperimento "Culturemix" del 2002, che battezzò una nuova forma di fusion tesa a miscelare i suoni caraibici con il rock e il jazz. Nell'ultimo decennio, giungiamo così ai nostri giorni, ritroviamo ancora un Cobham diviso tra jazz classico (ascoltate "The Art of Four" del 2006 e ve ne accorgerete) e "avantgarde fusion". Nel 2007, in preda ad un "irrefrenabile attacco di nostalgia" che guarda anche agli incassi, Billy Cobhan riportò in tour lo storico capolavoro "Spectrum". Con lui, nell'US Spectrum Tour, tre colossi quali Dean Brown, Brian Auger e Baron Browne. Nei ritagli di tempo ruscì ad apportare il suo contributo (era il 2005) alle registrazioni dell'album "Caravaggio" del pianista milanese Massimo Colombo. Con loro anche Jeff Berlin al basso. Tra dischi e concerti, Billy è giunto fino ad oggi, felice e contento con le sue 78 primavere, Last but not least, è stato insignito con il "World Classic Master", premio alla carriera che viene consegnato a quei musicisti che, con passione, hanno portato un contributo all'arte della musica. E con questo passiamo ai due concerti. Il primo proviene dai miei archivi, il secondo è invece un omaggio del nostro collaboratore Alfa Berlina.

Billy Today

Billy Cobham's Glass Menagerie - Roma, Teatro Olimpico, 
19 febbraio 1981


TRACLIST CD 1
no setlist

TRACKLIST CD 2
no setlist


LINE UP

Billy Cobham - drums
Michal Urbaniak - electric violin, lyricon
Mike Stern - guitar
Tim Lander - bass
Gil Goldstein - piano

Michal Urbaniak

Billy Cobham, con il suo gruppo dei Glass Menagerie, arrivò in Italia per la prima volta nel 1981. In realtà non ci fu un vero e proprio tour, anche perché la seconda e ultima data del 1981 fu quella del 6 dicembre al Palazzo della Cultura e dei Congressi di Bologna. Nello stesso anno Cobham pubblico "Stratus" (come il celebre brano incluso in "Spèectrum") accompagnato in studio dagli stessi musicisti presenti in questo live set. Non è indicata la tracklist (suppongo però che molti brani provengano proprio  da questo disco, insieme a qualche classico del passato), perché la sua individuazione è veramente un lavoro da certosini che lascio a qualche amico volenteroso. Posso solo confermarvi che l'ultimo brano è proprio "Stratus". Per il resto si tratta di un ottimo concerto, della durata di circa 120 minuti, ricco di virtuosismi e di immancabili grandi assoli, 
La qualità della registrazione sfiora il soundboard.

Billy Cobham - Genova, Teatro Universale, 
21 novembre 1986


TRACKLIST CD 1:

01. Tinseltown
02. Spanish Moss
03. Stratus
04. Zanzibar Breeze
05. Times Of My Life

TRACKLIST CD 2:

01. Summit Afrique
02. Encore Jam


LINE UP

Billy Cobham - drums
Baron Browne - bass
So Davis - percussion
Jerry Etkins - keyboards

Baron Browne

Dopo 5 anni di assenza dal nostro Paese, Billy Cobham ritornò in Italia per sole due date: il 20 novembre a Mestre e il 21 a Genova. Almeno così recita la Concert Setlists. Il tour mondiale del 1986 era finalizzato alla promozione di "Powerplay", pubblicato nello stesso anno. Come ha scritto Alfa Berlina nelle note di accompagnamento ai file inviati, "il concerto è basato sull'intesa fra Cobham ed il suo energico percussionista So Davis. In un duetto i due incrociano pericolosamente mani e bacchette alla velocità della luce. Indubbiamente un concerto muscolare, uno degli ultimi di un Cobham che negli anni successivi si avvicinerà sempre più al jazz mainstream". Aggiungo che, e sono certo di non sbagliarmi, si tratta di un "first time on the web". La registrazione è di ottima qualità, un A++
La performance si apre con Tinseltown, un brano senza lode né infamia tratta da "Powerplay". Inizio un po' fiacco, ma per fortuna il tono si alza con Spanish Moss (da "Crosswinds del 1974, 2° album solista di Cobham") e soprattutto con Stratus, dal mitico "Spectrum" del 1973, con l'inconfondibile linea del basso, magistralmente suonato da Baron Browne. Browne si concede anche un assolo: il ritmo sale e per un attimo la vecchia Mahavisnu Orchestra, quella con Cobham alla batteria, sembra riprendere forma. Chiudono il primo CD due brani da "Powerplay", un po' noiosi e ripetitivi. Ma se si vuole promuovere il disco, tocca suonarli. 


Il secondo CD si apre con una lunga e dilatata versione di Summit Antique (ancora da "Powerplay") di oltre 25 minuti, impreziosita da numerosi assoli: basso, tastiere e soprattutto la batteria di Cobham si creano ami spazi. Il concerto sta giungendo all'apice. C'è ancora posto per il bis,  una lunga jam dove gli strumenti si rincorrono come impazziti. Nel finale So Davis dà prova della sua bravura con un bel'assolo di percussioni. Insomma, non si tratta di una performance memorabile, ma sicuramente di una prestazione di alto livello. Grazie ancora ad Alfa Berlina che saluto, dal momento che qui si chiude la sua collaborazione con la Stratosfera. 
Ultima annotazione: negli anni a seguire Billy tornerà altre volte a calcare i nostri  palcoscenici, Conservo ancora la registrazione integrale del concerto che tenne a Teano nel 2011, ma la lascio nel cassetto per una eventuale prossima occasione. Per il momento vi lascio all'ascolto di questo materiale. Mi sembra che ce ne sia in abbondanza. A presto.


LINK Live in Roma 1981
LINK Live in Genova 1986

Post by George - Music by George & Alfa Berlina


giovedì 11 novembre 2021

Serie "Historic Prog Bands Live in Italy" - Capitolo 72 - David Sylvian & Robert Fripp - "The First Day" anteprima live - Teatro Margherita, Genova, 24 giugno 1992

 FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST CD 1:

01. Firepower
02. Bringing Down The Light
03. The First Day
04. Jean The Birdman 1
05. 20th Century Dreaming


TRTACKLIST CD 2:

01. The House In Which We Live (Mood #1)
02. Protopunk
03. Blinding Lights Of Heaven 1
04. Urban Landscapes
05. Blockhead
06. Asturias

encore
07. Ghosts (Japan)
08. Blinding Lights Of Heaven 2
09. Jean The Birdman 2


LINE UP

Robert Fripp - guitars
David Sylvian - guitar / keyboards / vox
Trevor Gunn  - stick



Breve premessa 
Cari amici, purtroppo sto viaggiando a corrente alternata, alternando (scusate il bisticcio di parole) momenti di produttività con momenti di silenzio, in quest'ultimo caso dettati da impegni di lavoro sommati a quelli familiari. D'altronde sono rimasto solo soletto a "tirare avanti la baracca", come si suol dire. Ho messo da parte tutto il materiale che molti amici e collaboratori mi hanno inviato e mi riprometto di iniziare a postarlo nei prossimi giorni. Vi prego quindi di scusarmi. 

Il concerto
Quest'oggi sono tornato a rimpolpare la rubrica "Historic Prog Bands Live in Italy" grazie a questo splendido concerto che tempo fa mi inviò ALFA BERLINA. Come ha voluto precisare il nostro amico si tratta di  un "concerto misterioso ripreso dalla galleria del Teatro Margherita, a Genova. Fripp e Sylvian si presentarono senza nessuna anteprima discografica. Da questo live nacquero poi i brani che andarono a formare il disco “The First Day”. Embrionale ma geniale, atmosfere forti e introverse. Un documento unico". Che si tratti di un unicum non vi sono dubbi. Il concerto vede la luce sul web per la prima volta e precede di un anno la pubblicazione del primo lavoro ufficiale della coppia Fripp-Sylvian. Le due chitarre di Fripp e Sylvian si rincorrono in giochi sonori di grande effetto. Ancora Sylvian passa alle tastiere, in lunghi brani liquidi e spaziali (gli unknown ne sono una testimonianza) , sostenuto dal basso, spesso incalzante, di Trevor Gunn. Una delizia per le nostre orecchie.


Correva infatti  l'anno 1993 quando sugli scaffali dei negozi di dischi comparve un album realizzato da questi due giganti del rock mondiale, Robert Fripp, creatore e leader dei leggendari King Crimson, e David Sylvian, già vocalist dei Japan dal 1978 al 1983 e poi protagonista di una brillante carriera solista. Si trattava di "The Fisrst Day", uh disco di grande spessore, ricco di emozioni. Nello stesso anno i due sodali musicisti realizzarono un tour dal quale venne tratto un album live, "Damage". 
Il concerto qui proposto ripercorre il lavoro in studio, con brani più dilatati rispetto alle versioni originali. La registrazione è molto buona: si tratta di un audience +++. Il CD 2 presenta una serie di "unknown" (almeno per me e per Alfa Berlina). Se qualcuno di voi ha voglia di andare a cercare i titoli e sostituirli a quelli sconosciuti avrà tutta la nostra gratitudine. Io mi fermo qui con le parole per lasciare spazio alla musica. Buon ascolto.


LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George - Music by ALFA BERLINA
with the precious help of Paco for the tracklist


lunedì 10 maggio 2021

Serie "Bootleg" n. 323 - New Trolls, Parco dell'Acquasola, Genova, 17 luglio 1985 (soundboard)

FIRST TIME ON THE WEB 



TRACKLIST:

Part 1
a) Monmouth College Fight Song (Yellow Jackets cover)
b) Dieci orologi
c) Gli occhi del serpente
d) Musica
e) America O.K.

Part 2
a) Dentro un limone
b) Quella carezza della sera
c) Old Medley: Davanti agli occhi mei / Una nuvola bianca / Bella come mai /
Vent'anni / Un'ora / Annalisa / Adagio
d) Una miniera
e) Faccia di cane


FORMAZIONE

Gianni Belleno - voce, batteria
Nico Di Palo - voce, chitarra
Ricky Belloni - voce, chitarra
Vittorio De Scalzi - voce, tastiere
Beppe Quirici - basso


Secondo grande regalo da parte del nostro nuovo amico e collaboratore ALFA BERLINA. Sono di scena i New Trolls, dal vivo al Parco dell'Acquasola di Genova il 17 luglio 1985. Ancora una volta si tratta di un soundboard che vede la luce per la prima volta sulla rete. Una chicca in esclusiva per gli amici della Stratosfera. Gli anni '80 videro i New Trolls un po' in declino, alla ricerca di nuovi suoni al passo con i tempi (di allora) tra funky e un pop rock di matrice più "leggera". Persi per strada Giorgio Usai e Giorgio D'Adamo, i New Trolls si ritrovarono ridotti ad un quartetto e proseguirono la loro produzione discografica con gli album "FS" del 1981 (un concept album sul tema del viaggio) e "America O.K." del 1983, quest'ultimo in collaborazione con Mogol. Nel 1985 venne pubblicato il live "Tour", che segnò l'ingresso del bassista Beppe Quirici, riportando il gruppo a quintetto. E' la medesima formazione che troviamo in questo concerto. Sempre nel 1985 i NT parteciparono al Festival di Sanremo con Faccia di cane, con testi di Fabrizio De André e Roberto Ferri, vincendo il premio della critica. 


Passo ora la parola ad ALFA BERLINA per una sua breve testimonianza del concerto, visto che era presente alla serata. 
"New Trolls in versione funky in un parco dell’Acquasola (Genova) gremito all’inverosimile in una calda serata estiva. Un momento particolare dl gruppo, influenzato dalla musica americana del momento, Steve Wonder, Gino Vannelli e gli Yellow Jackets. E il concerto parte proprio con un pezzo ddi questi ultimi. La formazione è quella classica con al basso Beppe Quirici, bassista e produttore di molti artisti italiani come Ivano Fossati e Ornella Vanoni. Il gruppo è in gran forma, i brani sono suonati con grande forza e precisione e cantati con un grande uso dei cori che li hanno resi famosi. Gli amanti del prog resteranno a bocca asciutta, ma la performance è di grande classe".


In effetti l'unica nota nostalgica, se così vogliamo definirla, è rappresentata dall'Old Medley  dalla riproposta di Una miniera e di Una carezza della sera. I restanti brani della scaletta provengono in gran parte da "America O.K.". Come ho già scritto, la registrazione è superba. Il concerto era su un'unica traccia con i brani quasi incollati gli uni agli altri, A questo punto ho preferito suddividere l'intera performance, della durata di oltre un'ora, in sole due tracce separate. Non mi resta che augurarvi buon ascolto. Grazie ancora ad ALFA BERLINA per aver voluto condividere con noi questo gioiellino. 



Post by George - Music by ALFA BERLINA

lunedì 12 aprile 2021

Serie "Bootleg" n. 322 - Tullio De Piscopo & Friends: Picnic Suite Live - Teatro Carlo Felice, Genova, 9 gennaio 1995 (soundboard)

 FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST:

01. Intro: drum solo by Tullio De Piscopo - 10:44
02. Flute intro - Rococo - 5:51
03. Madrigal - 4:05
04. Guitar solo - Fantastique - 8:40
05. Gaylancholic - 6:07
06. Bass solo - Canon - 8:58
07. Piano solo - Tendre - 10:06
08. Drum solo - Badine - 8:11


MUSICISTI

Tullio De Piscopo - batteria, percussioni
Massimiliano Damerini - pianoforte
Roberto Fabbriciani - flauto
Massimo Moriconi - contrabbasso
Massimo Scattolin - chitarra


Con questo post diamo il benvenuto ad una new entry nella grande famiglia dei collaboratori della Stratosfera. Il suo nickname è ALFA BERLINA, un nome che lascia pochi dubbi sulla sua passione per i VDGG. (piace molto anche a me l'omonimo brano tratto da "Do Not Disturb"). Il nostro amico possiede una bella quantità di registrazioni live di alta qualità, sia di gruppi e musicisti italiani che di band straniere e per uno storico "bootlegaro de fero" come il sottoscritto è tutta manna che piove dal cielo. Il primo contributo è questo raro concerto registrato al Teatro Carlo Felice di Genova il 9 gennaio 1995, con un soundboard degno di un live ufficiale. Sul web no ho trovato tracce. Si tratta della versione live di "Picnic Suite" che fa riferimento all'omonimo album. "Picnici Suite" venne pubblicato in CD dall'etichetta Rivo Alto nel 1992 e fu attribuito a ben sei musicisti: Claude Bolling, Tullio De Piscopo, Roberto Fabbriciani, Massimo Scattolin, Massimiliano Damerini e Massimo Moriconi. La "Picnic Suite" ha una lunga storia alle spalle; Claude Bolling registrò la prima versione nel 1980 in compagnia di Jean-Pierre Rampal, flautista classico e di Alexandre Lagoya, chitarrista virtuoso,  anch'egli proveniente dalla scuola classica. In quanto a Claude Bolling, purtroppo scomparso il 20 dicembre dello scorso anno, è stato tra i più importanti compositori e pianisti jazz francesi (saltuariamente anche attore). 

la copertina dell'album del 1992

Il concerto ripropone l'intera suite che - non vorrei sbagliarmi- è stata presentata pochissime volte dal vivo dal quintetto che la registrò in studio. Bolling non era presente. Il concerto si apre con un lungo intro di batteria - più di 10 minuti - ad opera di un Tullio De Piscopo che non finisce mai di stupirci per i suoi tecnicisti. Un grande virtuoso dello strumento e sicuramente uno tra i più completi ed eclettici batteristi in attività sulla scena musicale italiana e internazionale. Permettetemi un po' di sano campanilismo. Ognuna delle 7 tracce è preceduto da un assolo: flauto, pianoforte, basso, chitarra e ancora batteria nel finale. Le ritroviamo sull'album nello stesso ordine. Jazz, classica, echi di progressive si susseguono senza tregua in una affascinante cavalcata lunga oltre un'ora.  Il concerto offre ampi richiami ai grandi del jazz-rock, leggasi Weather Report (la parte introduttiva di Canon) e addirittura dei Jethro Tull (Fantastique, anche se il flauto di Ian Anderson ha un timbro ben diverso). 
E adesso due parole sugli altri protagonista della serata genovese. Massimiliano Damerini, pianista e compositore, è uno dei massimi esponenti di musica contemporanea. Ha un repertorio molto ampio che va dalla musica del settecento fino alle avanguardie dell'ultimo Novecento. La critica italiana gli ha conferito uno dei massimi riconoscimenti che si possano tributare a uno strumentista: il Premio Abbiati per il 1992 come concertista dell'anno (fonte Wikipedia).


Roberto Fabbriciani, allievo del celebre flautista Severino Gazzelloni, agli inizi degli anni settanta entra in contatto con alcuni dei più importanti compositori dell'avanguardia musicale internazionale, tra cui Bruno Maderna, Luigi Nono, Salvatore Sciarrino e Brian Ferneyhough. Tra le collaborazioni più significative ricordiamo quelle con illustri compositori quali Camillo Togni - con il quale studia composizione - Luciano Berio, Pierre Boulez, Sylvano Bussotti, John Cage, Elliott Carter, Luigi Dallapiccola, Luis de Pablo, Franco Donatoni e molti altri. In veste di solista ha suonato con grandi direttori d'orchestra, tra cui Claudio Abbado, Luciano Berio, Riccardo Chailly, Peter Eötvös, Riccardo Muti, Giuseppe Sinopoli e con le orchestre del Teatro alla Scala di Milano, dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, della RAI e con la London Sinfonietta. Un carnet di tutto rispetto. 
Piccola curiosità: è il solo musicista a suonare il flauto iperbasso, lo strumento più grande e dal registro più basso della famiglia dei flauti. "Suona in do, quattro ottave sotto il flauto traverso. Il tubo dello strumento è lungo oltre 15 metri e la nota più grave che raggiunge è il do un'ottava sotto il do più basso del pianoforte, quindi attorno ai 16 Hz, considerato generalmente limite inferiore della percezione dell'orecchio umano. L'unico esemplare di flauto iperbasso è un prototipo realizzato per Fabbriciani da Francesco Romei, un artigiano fiorentino. Nel 2005 Fabbriciani ha registrato un CD di musica per flauto iperbasso, intitolato "Glaciers in Extinction" (fonte Wikipedia)


Massimo Moriconi nei primi anni '70 inizia le prime collaborazioni con pionieri del jazz italiano come Marcello Rosa, Armando Trovajoli, Nicola Arigliano, Lelio Luttazzi. La sua carriera continua in costante crescita fino a vantare collaborazioni prestigiose con nomi del calibro di Sestetto Oscar Valdambrini/Piana, Saxes Machine, Trio Enrico Pieranunzi, Franco D'Andrea, Tullio de Piscopo, Gianni Basso, Paolo Fresu, Enrico Rava, Maurizio Giammarco Quartet e decine di altri ancora. Dal 1980 al 1989 è stato il bassista dell'orchestra dei ritmi leggeri della RAI di Roma, avendo l'opportunità di suonare con autentici miti come Jerry Lewis, Mireille Mathieu e Liza Minnelli. Ha inciso colonne sonore per film con compositori e direttori di fama mondiale come Ennio Morricone, Armando Trovajoli, Luis Bacalov, Riz Ortolani, Nicola Piovani, Piero Piccioni. Come sideman in sala di registrazione ha suonato in oltre 350 dischi: suo è il basso in numerosi album di Mina, Fabio Concato, 
Danilo Rea, Stefano Rosso, Antonella Ruiggiero e Renato Sellani. Nel 1995 ha vinto il referendum nazionale di Guitar Club come miglior contrabbassista e come miglior bassista di sala di registrazione. Nel '96 vince il referendum della rivista "Chitarre" come miglior bassista jazz-fusion (fonte Wikipdia).


Last but not least, Massimo Scattoln inizia lo studio della chitarra con il Maestro Giorgio Baratella, perfezionandosi in seguito con Alirio Díaz. Dopo aver iniziato giovanissimo la sua attività concertistica come solista, si è dedicato alla musica da camera, per specializzarsi poi nell'esecuzione dei principali concerti per chitarra e orchestra, meritandosi la dedica di opere di grandi compositori quali Violet Archer e Astor Piazzolla. Si è così imposto brillantemente al pubblico in Europa e negli Stati Uniti, unanimemente definito dalla critica uno dei migliori esecutori della chitarra (fonte Wikipedia)


Insomma, che dire? Un ensemble di  musicisti di élite per la presentazione live di una suite che resta una perla nel panorama musicale italiano, da gustare dalla prima all'ultima nota. E la troviamo per la prima volta sul web. Ultima annotazione: il concerto mi è stato inviato su unico file in estensione wav. Ho proceduto alla compressione in mp3 (sarebbe stato troppo pesante per l'upload) e alla suddivisione della varie tracce utilizzando Audacity. E qui mi fermo. Ancora un grazie al nuovo amico Alfa Berlina per questo regalo e per quelli che ha in serbo per noi nell'immediato futuro. A tutti voi buon ascolto.



Post by George - Music by Alfa Berlina