Billy Cobham è uno di quei mostri sacri che hanno lasciato una impronta indelebile nel mondo del jazz, jazz rock, fusion e che altro dir si voglia. Fin da ragazzino, quando gli amici mi facevano ascoltare quei grandi capolavori targati Mahavishnu Orchestra (parlo della trilogia con al centro "Birds Of Fire") il drumming di Billy Cobham mi lasciava stupefatto: era una vera e propria drum machine umana. Dopo la fine della prima inarrivabile edizione della MO ho ritrovato un Billy Cobham grandioso in un'altra trilogia legata alla sua carriera solista, quella della metà degli anni '70 (Spectrum, Crosswind e Total Eclipse). Poi, con l'arrivo degli anni '80 e seguenti ammetto di averlo trascurato e perso (quasi) completamente di vista. Purtroppo non ho avuto l'opportunità di vederlo e ascoltare dal vivo. E forse per questa ragione che, con un pizzico di invidia per chi era presente, vi propongo questi due grandi concerti. Ma andiamo per gradi. Senza eccedere nei bizantinismi vorrei tracciare un breve profilo (cosa assai ardua) del personaggio. Gli esordi risalgono nientemeno che agli anni Sessanta, al fianco di leggende quali Horace Silver, Stanley Turrentine, George Benson i due fratelli Brecker, John Abercrombie. Potrebbe già bastare. E invece no, Miles Davis lo chiama alla sua corte per farlo suonare in alcuni suoi dischi fra cui "A Tribute To Jack Johnson", del 1971, al fianco di grossi calibri quali John McLaughlin. Herbie Hancock, Steve Grossman.
Billy Yesterday
Proprio nel 1971, insieme a John McLaughlin, Ian Hammer, Jerry Goodman e Rick Laird, Billy Cobham sarà il coprotagonista di una tra le più geniali formazioni della storia del rock. La Mahavishnu Orchestra, con questa line up, durò solamente lo spazio di tre stagioni, dal 1971 al 1974, giusto il tempo per sfornare tre pietre miliari: "The Inner Mounting Flame" (1971), "Birds Of Fire" (1973) e il live "Between Nothingness & Eternity" (1973). "The Lost Trident Sessions" uscirà postumo nel 1999. McLaughlin terrà in vita ancora per qualche anno la sua creatura, con formazioni diverse, mantenendo comunque un saldo legame con Cobham che chiamerà più volte a collaborare con lui negli ani a seguire.
Nel 1973, in un momento di alta creatività artistica, Billy Cobham registrò "Spectrum", considerato dalla critica e dal pubblico il suo migliore album, tra i dischi di jazz-rock più venduti di tutti i tempi. Con lui Tommy Bolin alla chitarra e Ian Hammer alle tastiere, giusto per citare i primi due. Un disco imperdibile che conservo nella versione originale in vinile (con copertina apribile). La tecnica e il virtuosismo di Cobham dietro i suoi tamburi fecero scuola e ispirarono schiere di batteristi in ogni angolo del mondo. Chiusa la prima grande trilogia da solista, Cobham passò alla CBS nel 1977 per avviarsi verso progetti più commerciali.
Mahavishnu Orchestra 1971
Entriamo così negli anni '80, un decennio in cui il batterista, tra una collaborazione e l'altra (celebre il suo ritorno con John McLaughlin nel 1984 nel disco "Mahavishnu"), realizzò all'incirca una decina di dischi, Nulla di straordinario: una onesta fusion, schemi consolidati, nessuna aria di novità. L'unica eccezione è rappresentata dalla band denominata Billy Cobham's Glass Menagerie, in vita tra il 1981 e il 1982 (il primo concerto qui proposto) con gente del calibro di Michal Urbaniak al violino elettrico, Mike Stern alla chitarra, Tim Landers al basso e Gil Goldstein alle tastiere. Una sorta di novella MO un po' meno rock e un più jazz. Memorabile anche il "drum contest" in diretta su Rai Uno nella trasmissione "Fantastico" con Billy Cobham e il nostro Tullio De Piscopo. Era il 1986 e presentava lo show l'inossidabile Pippo nazionale. E' su Youtube. Al tramonto degli anni '80 Cobhan iniziò ad orientarsi, da "Powerplay" in avanti, verso l'elettronica miscelata a sonorità africane, insomma un bel tuffo nella world music. Non a caso Peter Gabriel nel 1988 lo chiamò per suonare la batteria nei brani composti per la colonna sonora del film "L'ultima tentazione di Cristo", diretto da Martin Scorsese. E con l'ex Genesis andò anche in tour.
La faccio breve. Nei decenni Novanta e Duemila, Cobham mantenne una intensa attività di touring sia come leader che a supporto di altri grandi musicisti jazz (leggasi Kenny Barton e Ron Carter) alternata alle registrazioni di album in studio. Vale la pena ricordare l'esperimento "Culturemix" del 2002, che battezzò una nuova forma di fusion tesa a miscelare i suoni caraibici con il rock e il jazz. Nell'ultimo decennio, giungiamo così ai nostri giorni, ritroviamo ancora un Cobham diviso tra jazz classico (ascoltate "The Art of Four" del 2006 e ve ne accorgerete) e "avantgarde fusion". Nel 2007, in preda ad un "irrefrenabile attacco di nostalgia" che guarda anche agli incassi, Billy Cobhan riportò in tour lo storico capolavoro "Spectrum". Con lui, nell'US Spectrum Tour, tre colossi quali Dean Brown, Brian Auger e Baron Browne. Nei ritagli di tempo ruscì ad apportare il suo contributo (era il 2005) alle registrazioni dell'album "Caravaggio" del pianista milanese Massimo Colombo. Con loro anche Jeff Berlin al basso. Tra dischi e concerti, Billy è giunto fino ad oggi, felice e contento con le sue 78 primavere, Last but not least, è stato insignito con il "World Classic Master", premio alla carriera che viene consegnato a quei musicisti che, con passione, hanno portato un contributo all'arte della musica. E con questo passiamo ai due concerti. Il primo proviene dai miei archivi, il secondo è invece un omaggio del nostro collaboratore Alfa Berlina.
Billy Today
Billy Cobham's Glass Menagerie - Roma, Teatro Olimpico,
19 febbraio 1981
TRACLIST CD 1
no setlist
TRACKLIST CD 2
no setlist
LINE UP
Billy Cobham - drums
Michal Urbaniak - electric violin, lyricon
Mike Stern - guitar
Tim Lander - bass
Gil Goldstein - piano
Michal Urbaniak
Billy Cobham, con il suo gruppo dei Glass Menagerie, arrivò in Italia per la prima volta nel 1981. In realtà non ci fu un vero e proprio tour, anche perché la seconda e ultima data del 1981 fu quella del 6 dicembre al Palazzo della Cultura e dei Congressi di Bologna. Nello stesso anno Cobham pubblico "Stratus" (come il celebre brano incluso in "Spèectrum") accompagnato in studio dagli stessi musicisti presenti in questo live set. Non è indicata la tracklist (suppongo però che molti brani provengano proprio da questo disco, insieme a qualche classico del passato), perché la sua individuazione è veramente un lavoro da certosini che lascio a qualche amico volenteroso. Posso solo confermarvi che l'ultimo brano è proprio "Stratus". Per il resto si tratta di un ottimo concerto, della durata di circa 120 minuti, ricco di virtuosismi e di immancabili grandi assoli,
La qualità della registrazione sfiora il soundboard.
Billy Cobham - Genova, Teatro Universale,
21 novembre 1986
TRACKLIST CD 1:
01. Tinseltown
02. Spanish Moss
03. Stratus
04. Zanzibar Breeze
05. Times Of My Life
TRACKLIST CD 2:
01. Summit Afrique
02. Encore Jam
LINE UP
Billy Cobham - drums
Baron Browne - bass
So Davis - percussion
Jerry Etkins - keyboards
Baron Browne
Dopo 5 anni di assenza dal nostro Paese, Billy Cobham ritornò in Italia per sole due date: il 20 novembre a Mestre e il 21 a Genova. Almeno così recita la Concert Setlists. Il tour mondiale del 1986 era finalizzato alla promozione di "Powerplay", pubblicato nello stesso anno. Come ha scritto Alfa Berlina nelle note di accompagnamento ai file inviati, "il concerto è basato sull'intesa fra Cobham ed il suo energico percussionista So Davis. In un duetto i due incrociano pericolosamente mani e bacchette alla velocità della luce. Indubbiamente un concerto muscolare, uno degli ultimi di un Cobham che negli anni successivi si avvicinerà sempre più al jazz mainstream". Aggiungo che, e sono certo di non sbagliarmi, si tratta di un "first time on the web". La registrazione è di ottima qualità, un A++
La performance si apre con Tinseltown, un brano senza lode né infamia tratta da "Powerplay". Inizio un po' fiacco, ma per fortuna il tono si alza con Spanish Moss (da "Crosswinds del 1974, 2° album solista di Cobham") e soprattutto con Stratus, dal mitico "Spectrum" del 1973, con l'inconfondibile linea del basso, magistralmente suonato da Baron Browne. Browne si concede anche un assolo: il ritmo sale e per un attimo la vecchia Mahavisnu Orchestra, quella con Cobham alla batteria, sembra riprendere forma. Chiudono il primo CD due brani da "Powerplay", un po' noiosi e ripetitivi. Ma se si vuole promuovere il disco, tocca suonarli.
Il secondo CD si apre con una lunga e dilatata versione di Summit Antique (ancora da "Powerplay") di oltre 25 minuti, impreziosita da numerosi assoli: basso, tastiere e soprattutto la batteria di Cobham si creano ami spazi. Il concerto sta giungendo all'apice. C'è ancora posto per il bis, una lunga jam dove gli strumenti si rincorrono come impazziti. Nel finale So Davis dà prova della sua bravura con un bel'assolo di percussioni. Insomma, non si tratta di una performance memorabile, ma sicuramente di una prestazione di alto livello. Grazie ancora ad Alfa Berlina che saluto, dal momento che qui si chiude la sua collaborazione con la Stratosfera.
Ultima annotazione: negli anni a seguire Billy tornerà altre volte a calcare i nostri palcoscenici, Conservo ancora la registrazione integrale del concerto che tenne a Teano nel 2011, ma la lascio nel cassetto per una eventuale prossima occasione. Per il momento vi lascio all'ascolto di questo materiale. Mi sembra che ce ne sia in abbondanza. A presto.
LINK Live in Roma 1981
LINK Live in Genova 1986
Post by George - Music by George & Alfa Berlina